
Valle Aurina: Steger, Oberleiter, Oberlechner
Per delibera del Consiglio provinciale approvata a maggioranza, da ieri le persone condannate per gli attentati degli anni ’60 in Sudtirolo si chiamano ufficialmente “Freiheitskämpfer”, in italiano: Combattenti per la Libertà. E questo dieci giorni dopo che un esponente della stessa Svp e vicesindaco di Bolzano si è rifiutato di rendere onore ai veri “combattenti per la libertà”, i partigiani del 25 aprile 1945, e alle vere vittime delle dittature, gli internati dell’ex lager di via Resia.
La politica sembra non saper mettere un freno a questa deriva. Devono intervenire i giornali, deve intervenire il Dolomiten per dire che quel vicesindaco non è degno del suo incarico e in Austria e Germania per le sue affermazioni sarebbe stato accusato di violazione dei principi costituzionali. E deve intervenire il governo del Tirolo del Nord per dirci da Innsbruck: “non se ne parla nemmeno!” alla indecente proposta, approvata sempre in Consiglio Provinciale qualche settimana fa, di un’ Euregio solo tedesca, senza il Trentino.
La coscienza democratica sembra assopita. E il sonno della democrazia genera mostri.
Giorno dopo giorno, continua a venir infranto il limite della vergogna e della decenza, vengono riabilitate e nobilitate parole e concetti che fino a ieri un sano tabù democratico aveva relegato nella spazzature della storia. Fanno moda e vengono sanzionati da una maggioranza in consiglio linee e concezioni che rompono col solco dell’autonomia, che è stato seguito per 60 anni e ha pacificato questa terra.
Non si può, non si deve tacere.
Infine, una parola ancora a proposito di grazia. E’ chiaro che dopo tanti anni uno stato democratico può anche (e forse deve) chiudere i conti. Lo può fare perché la democrazia e l’autonomia hanno vinto, e non l’”autodeterminazione” per cui quelle persone combattevano.
Ma lo può fare solo se la vicenda è conclusa definitivamente e il giudizio storico è chiaro. Non lo può fare, invece, se la grazia diventa un modo di riscrivere la storia, di riabilitare la violenza, di dare ragione a chi sparava credendo di vivere in una dittatura, contro la quale ogni mezzo di lotta è legittimo. E questo avviene proprio con questa mozione. Leggete quanto è scritto nella parte introduttiva:
Senza volere per questo dimenticare la tragedia delle vittime che ci sono state anche da parte italiana, va però detto che non sono state ancora chiarite le circostanze della loro morte o il coinvolgimento dei servizi segreti italiani, e che l’intera colpa è stata addossata agli Combattenti per la Libertà sudtirolesi.
Va altresì ricordato che non ci sarebbero stati né l’attivismo sudtirolese né quei morti se l’Italia non avesse avanzato rivendicazioni imperialistiche sull’Alto Adige.
Gli Combattenti per la Libertà degli anni ‘60, così come i partigiani della seconda guerra mondiale, si sono opposti ai metodi criminali di uno Stato il cui unico obiettivo era quello di sottomettere e italianizzare l’Alto Adige con qualsiasi mezzo.
Senza l’intervento degli Combattenti per la Libertà, che hanno sacrificato tutta la loro vita a questa terra e ai loro abitanti e che ne pagano ancora lo scotto, la questione sudtirolese sono sarebbe assurta a rango internazionale, e in seguito non ci sarebbero state “rapide” trattative per un’autonomia di cui oggi beneficiano tutti i gruppi linguistici.
Sono parole gravi, e non vale la scusa Svp che dice che loro questa parte non l’hanno votata, perché questi argomenti sono quelli che giustificano quella definizione di Combattenti per la Libertà che invece hanno votato.
E’ chiaro che la notizia fa scalpore a livello nazionale. A nemmeno un’ora dal voto io stesso sono stato chiamato da un giornalista del Corriere della Sera (edizione nazionale) che ha sparato la storia in prima pagina. Chi lo vuole leggere, lo trova qui.
Nell’articolo ci sono diverse inesattezze: io non sono più presidente del consiglio e non gli ho detto che la Svp avrebbe cambiato lo statuto inserendo il divieto di candidare italiani. Però quest’ultima svista ci deve far pensare: a un giornalista di fuori pare inconcepibile che un partito escluda dalle candidatura una persona perché parla una lingua e dunque ritiene che per stabilire questo ci voglia un cambiamento dello statuto. In realtà, lo statuto della Svp esclude a priori gli italiani dalla rappresentanza. Ma vallo aspiegare fuori dal Sudtirolo! Comunque l’articolo ha destato un grande scandalo a livello nazionale e forse è bene così.
AGGIORNAMENTO: qui trovate l’editoriale di Ernesto Galli Della Loggia sulla prima pagina del Corriere della sera dell’8 maggio 2009.
Sulla mozione approvata in Consiglio provinciale il gruppo consiliare dei Verdi-Grüne-Verc ha diffuso il comunicato stampa che segue (in tedesco e in italiano).
Mehrheit im Landtag folgt dem Diktat der ‚Südtiroler Freiheit’: Landtagsbeschluss adelt Attentäter pauschal zu „Freiheitskämpfern“.
Wieder einmal lässt sich die Südtiroler Volkspartei von der „Südtiroler Freiheit“ vor sich hertreiben: Mit dem von breiter SVP-Mehrheit und PD-Landesrätin Barbara Repetto angenommenen Beschluss, für die letzten, noch nicht begnadigten Attentäter in Rom um Begnadigung anzusuchen, tritt sie nur auf den ersten Blick um einen überfälligen Gnadenakt ein.
Aus zwei Gründen erweist sich der Beschlussantrag als fataler Irrläufer:
- Begnadigung wäre ein verständlicher humanitärer Akt, der jedoch auch eines öffentlichen Zeichens der Reue bedürfte. Dieses liegt jedoch, abgesehen von einzelnen schwammige Bekundungen von Siegfried Steger, bis auf weiteres noch nicht vor und wird auch in dem Beschlussantrag nicht eingefordert.
- Noch unverständlicher und keinesfalls annehmbar ist die pauschale Gleichsetzung von Attentätern mit „Freiheitskämpfern“. Damit billigt die Mehrheit das Mittel der Gewalt, zu denen die Attentäter gegriffen haben, als legitime und sogar nachahmenswerte Strategie und unterschlägt die zahlreichen Todesopfer, die die Attentate der Jahre nach 1960 gefordert haben.
Dass die Begründung des Beschlussantrags, in dem faschistisches Regime und italienischer Staat der Nachkriegszeit absichtsvoll gleich gesetzt werden, von der Mehrheit nicht angenommen wurde, spielt keine Rolle.
Der Öffentlichkeit wird hingegen die Botschaft vermittelt, dass der Landtag die Attentäter zu „Freiheitskämpfern“ geadelt hat. Dass sich die politische Mehrheit auf eine solche Begriffsverwirrung einlässt, zeigt deutlich ihre Orientierungslosigkeit, ihre Armut an Werten und Ideen Die Abstimmung demonstriert auch, wie sich die Mehrheit vor den politischen Karren der rechten Minderheit spannen lässt und auch unter dem neuen Obmann Richard Theiner eigene Perspektiven vermissen lässt. So unsäglich das Leugnen der Folter von Verdächtigen durch Vertreter der früheren AN ist, so falsch ist die pauschale Aufwertung von Attentätern zu Freiheitskämpfern. Mit der Verleihung dieses Prädikats wird der Rechtsruck in der Südtiroler Gesellschaft, zumal unter Jugendlichen, zügig vorangetrieben.
Hans Heiss
Riccardo Dello Sbarba
Gli attentatori diventano “combattenti della libertà”
La maggioranza in Consiglio provinciale segue il diktat della “Südtiroler Freiheit“: una delibera del Consiglio nobilita alla leggera gli attentatori come “Combattenti per la libertà”
Ancora una volta la Svp si lascia trascinare dalla Südtiroler Freiheit: nella mozione approvata ieri coi voti della Svp e della assessora Repetto si tratta solo in apparenza della semplice richiesta di grazia per gli ultimi attentatori non ancora graziati,
La mozione si rivela un grave errore per due motivi:
- La grazia è certamente un atto umanitario comprensibile, ma necessita di un aperto gesto di pentimento. Ma questo gesto non è mai stato fatto (a parte qualche dichiarazione ambigua di Siegfried Steger) né viene posto come condizione dalla mozione approvata.
- Ancora più incomprensibile e pericolosa è la promozione degli attentatori a “Combattenti per la libertà”. Così la maggioranza del Consiglio ha legittimato la violenza cui gli attentatori hanno fatto ricorso, addirittura come strategia da imitarsi, e dimentica le tante vittime che quella violenza provocò.
E non importa che Svp e Repetto non abbiano approvato la prima parte della mozione, che mette sullo stesso piano Italia fascista e Italia democratica.
Resta il fatto che all’opinione pubblica viene trasmesso il chiaro messaggio che per il Consiglio provinciale gli attentatori erano “Combattenti per la libertà”.
Che la maggioranza si lasci trascinare in questa deriva dimostra il suo disorientamento, la sua povertà di valori e la mancanza totale di una propria autonoma prospettiva anche sotto la guida del nuovo Obmann Richard Theiner.
Se non si può accettare la negazione fatta dalla destra italiana delle rappresaglie e delle torture commesse allora da corpi dello Stato, così non è accettabile che attentatori divengano combattenti per la libertà.
Con simili affermazioni viene solo favorita la deriva a destra in corso nella società sudtirolese, soprattutto tra le giovani generazioni.
Hans Heiss
Riccardo Dello Sbarba
Bravi, Riccardo, almeno su di voi (cioè te e Hans) possiamo ancora contare!!!
Che vergogna, è stato messo in atto il classico provverbio del “Der Zweck heiligt die Mittel”, cioè che conclusione possiamo trarne? Se sono convinta di aver ragione posso utilizzare tutti i mezzi a disposizione, persino la violenza, per raggiungere il mio obiettivo, anche se altre persone per questo stesso mio obiettivo ci devono lasciare le penne…
Che bravi che sono a giustificare una cosa del genere…”combattenti” per amor del cielo, più che da ridere mi vien da piangere, che razza di esempio ci stanno dando?
-La violenza quindi diventa cosa giusta (prima conclusione)
-Pur di non perdere voti si cede all’estrema destra tedesca (seconda conclusione)
Da: Michaela Verena su 7 Maggio 2009
alle 14:47
Tourismus in Südtirol
Ich frage mich, was die vielen italienischen Touristen, die jedes Jahr in unserem schönen Südtirol weilen, über den heute
auf der ersten Seite des Corriere della Sera erschienenen Artikels, der über eine angeblich bei uns wachsende ” Italienerfeindlichkeit” berichtet,
wohl denken?
Emblematisch in dieser ganzen Diskussion ist, dass der Tiroler Landtag die von Südtirol geforderte Einführung des Zweierlandtages scheinbar ablehnt.
Christian Ferdigg, Ladinia dolo-mitica
Da: Christian Ferdigg su 7 Maggio 2009
alle 16:13
….non mollate su questo fronte…. è troppo importante….
(cazzo, “mollate” e “fronte”, mi sono messo a parlare come un fascista….!!).
Ciao
Massimiliano
Da: Massimiliano Galli su 7 Maggio 2009
alle 17:24
Oggi il Corriere della Sera si occupa di nuovo di noi, addirittura con un editoriale a due colonne di Ernesto Galli della Loggia pubblicato in prima pagina.
Chi si intende di giornali, sa che questa è la posizione più prestigiosa del giornale e un così grande spazio in prima pagina equivale ad esprimere la posizione ufficiale non solo del più diffuso quotidiano italiano, ma anche della stessa proprietà, dell’editore, degli azionisti, cioè delle più importanti famiglie industriali italiane.
C’è anche chi ritiene che un articolo così in prima del Corriere esprime sempre in qualche modo anche l’orientamento delle più alte autorità della Repubblica.
Chi lo vuol leggere, lo trova qui:
http://www.corriere.it/editoriali/09_maggio_08/editoriale_alto_adige_ernesto_galli_della_loggia_fb5d76a4-3b8e-11de-a872-00144f02aabc.shtml
Da: Riccardo Dello Sbarba su 8 Maggio 2009
alle 8:28
Se in Altoadige hanno perso la bussola, come sembra, io che sono italiano e fresco altoatesino penso che mi resti solo di tornare in Italia, armi e bagagli; aspetto queste prossime votazioni per capire se questa regione vuole proprio catapultarsi nel vuoto che sta nel cervello dei suoi comandanti. Non intendo lottare per cercare la simpatia di gente che mi odia, ma neppure favorirla. Ma come fai Riccardo a restare lì ????
Da: luigi su 8 Maggio 2009
alle 20:58
Ce la faccio, anzi ci sto benissimo, per tre motivi:
1. I cretini sono una minoranza. Il problema oggi è che una parte della maggioranza non cretina ha perso la bussola ed è incerta.
2. Da sempre frequento gruppi misti, quelli che Langer chiamava “le piante pioniere della convivenza”. E tra loro mi trovo a casa.
3. Il tasso di cretineria sta aumentando ovunque, e ovunque con le stesse cratteristiche: pregiudizio verso gli altri, egoismo, cattivo gusto, uscita dalle regole dell’umanità e della democrazia. I nostri Elecosta non sono certo peggiori dei Bossi o dei Maroni, e questi non hanno gli Schützen al loro comando, ma un esercito e uno stato che è la settima potenza mondiale.
Per cui resto a combattere dove mi è capitato di capitare. Sono anch’io un combattente per la libertà!
Da: Riccardo Dello Sbarba su 11 Maggio 2009
alle 13:22
I tuoi richiami sono belli e apprezzabili. Non si capisce però perchè i Verdi stanno ancora in Giunta con la SVP nel comune di Bolzano. In provincia protestano e si indignano in Comune non tirano nessuna conseguenza anche se avrebbero i numeri per sollecitare una sterzata. Non è facile da capire questo atteggiamento, non trovi? Forse è la realpolitik a là Tommasini. Ma visti i risultati non pare sia una politica di grande respiro e lungimiranza. Il fiato diventa corto.
Da: luca fazzi su 9 Maggio 2009
alle 17:11
Caro Luigi L’alto adige non esiste è un astrazione…
in provincia non hanno perso la bussola sono sempre stati cosi …solo che una volta quello che dicevano a voce non diventava documento ufficiale
ora sentono di avere la liberta’ di esprimere in un docomento uffiale quello che hanno espresso a voce… quanto al fatto che la gente ti odi in quanto italiano e quindi invasore straniero eccetera…è una questione statistica…nel senso che il 33% ti odiera’ e lo percepirai facilmente ,il 33% ti tollerera’ mentre con il resstante 33% non ci sara’ problema …
Queste cifre non me le invento ma sono le percentuali che saltano sempre fuori quando si
chiede alla popolazione di cultura tedesca con
chi vorrebbe stare le risposte sono spalmate con singolare uniformita’ : 33% austria 33% stato autonomo 33% italia . (forse questi ultimi sono
in diminuzione da qui le peristalsi della svp)
Da: l'estraneo su 10 Maggio 2009
alle 12:12
caro Riccardo , ti segnalo l’assordante silezio delle testate trentine (per lo meno l’adige il trentino in realta’ non l’ho controllato a fondo) sulla questione
e sul no del tirolo (del nord) alla fantomatica riunione collegiale con il tirolo (del sud)
LA NOTIZIA non è presente nelle brevi di cronoca :
un informazione regionale (o meglio provinciale in questo caso) degna della cina comunista , e dire che in trentino poi parlano tanto male delle censure del regime berlusconiano (che pure è un disastro specialmente per l’informazione)
se puoi fallo notare perchè mi sembra davvero una fatto notevole(per l’informazione regionale)
Da: l'estraneo su 10 Maggio 2009
alle 12:17
@ l’estraneo. L’ho già fatto notare a diversi giornalisti. Ma che vuoi: il Trentino considera la Svp un fattore indispensabile di stabilità regionale e ha il terrore che il partito di raccolta si sgretoli. E così chiude gli occhi per non vedere.
A Bolzano i partner di centro sinistra della Svp fanno la stessa identica cosa.
Da: Riccardo Dello Sbarba su 11 Maggio 2009
alle 9:00
@ LUCA FAZZI
Caro Luca, che tra i Verdi ci fossero opinioni diverse non è un mistero, è stato scritto sui giornali.
Tutti concordi sulla gravità delle affermazioni di Ellecosta, il problema era se il vicesindaco valesse una crisi di giunta oppure no. C’era chi diceva di no, e dopo le “scuse” sono aumentati, e chi diceva di sì.
Io ero tra quelli che diceva che se si agiva presto e compatti, nemmeno la Svp avrebbe rischiato la crisi per Ellecosta. Ma più passava il tempo e più la cosa di intorbidava. Questo per i Verdi, che in Consiglio sono 2 e che comunque erano i più duri di tutti, mentre gli altri…
Appunto, gli altri. Perché le responsabilità vanno ben distribuite. C’è stata una generale sottovalutazione: “è il solito Ellecosta, non facciamo tragedie” hanno detto quasi tutti.
La Svp ha difeso il suo vicesindaco perfino contro il Dolomiten. Il sindaco ha fatto tutto per minimizzare, con la teoria del “non è stato capito” che era perfino meno di quanto diceva la Svp.
Il Pd ha fatto quadrato, al di là delle chiacchiere, e la pantomima Tommasini-Theiner è servita solo a far rientrare le cose. L’Udc non ne parliamo.
Ma anche gli ecosociali si sono divisi. Benedikter ha detto subito che per lui il caso non c’era. I socialisti e rifondazione erano più infastiditi dalla polemica che consapevoli della situazione. L’unico ad avere posizioni un po’ più nette, con i verdi, era Margheri. Insomma, tre su 28 della maggioranza. E così è finita come sai.
Col cartellino giallo ad Ellecosta, invece che con il rosso d’espulsione.
Con quello che poi è successo, continuo ad essere convinto che tutti hanno sottovalutato il caso, assorbiti dal tran tran e dal quieto vivere amministrativo, senza vedere che Ellecosta era sono uno dei passaggi di un’escalation etnicista che ora ci ha portato dove ci ha portato.
Questa volta davvero Bolzano si è comportata come un paesone, non assumendosi le responsabilità che gli spettano come capoluogo del Land. Avevano l’occasione di dare un segno forte di lotta per la convivenza e di resistenza alla deriva a destra, e non l’hanno fatto.
Resto convinto, ora più che mai, che le dimissioni di Ellecosta sarebbero state un atto dovuto (se non se la sente di fare il vicesindaco, che lo fa a fare?) e avrebbero messo uno stop all’escalation, impedendo che l’autonomia sudtirolese fosse messa alla berlina sui media nazionali.
Avremmo dimostrato (la svp innanzitutto) che siamo in grado di tenere la barra drita e di fare pulizia a casa nostra. E avremmo dato uno stop agli estremisti, presentandoci con la coscienza pulita di fronte all’opinione pubblica nazionale.
Per me, comunque, Bolzano è senza vicesindaco dal 25 aprile 2009. Conta nulla, lo so. Ma insomma…
Da: Riccardo Dello Sbarba su 11 Maggio 2009
alle 8:58
Caro Riccardo,
mi chiedevi al nostro ultimo incontro se pensavo event. di tornare nell’Alto Adige-Südtirol. Ma quando vengo a sapere delle controversie e beghe per i fatti del 25 aprile ( Alpino a Brunico,Schützen e deposizione della corona,Ellecosta e ipocrisie politiche seguite a 360 gradi ( eccetto i verdi e pochi altri), mi passa proprio la voglia e me ne sto nella multietnica e tollerante
Lugano.
Sono partito ca 40 anni fa dal Sudtirolo
ma non è cambiato nulla,anzi.
Ora la destra,sopratutto d lingua tedesca, prende fiato e mostra i muscoli
dopo che per anni lo ha fatto ( e in parte continua a farlo) quella italiana.
Un po’ è sicuramente per prendere voti,
un po’ anche perchè i tempi che cambiano, evid. in peggio.
Quanto ai “Freiheitskämpfer” distinguerei tra i mandanti austriaci e tedeschi pangermanistinazionalisti e filonazisti.e quelli sudtirolesi ( almeno alcuni, i piu’ giovani). E’ vero che bisogna CONDANNARE SEMPRE ogni atto di violenza ,ma la storia insegna che, purtroppo molto spesso, solo ricorrendo a quest’ultimi si concretizza cio’ che legittamente spetta ed è stato promesso: esempi ve ne sono ad aiosa nella storia. Vaehe victis.E cosi la devono pensare molti sudtirolesi,dopo aver ottenuto il “pacchetto” da Roma che bisogna considerare obiettivamente un successo politico.Che gli attentati dei “Freiheitskämpfer” abbiano attirato l’attenzione dei media e della politica,anche internazionale, è fuori dubbio.Cio’ non giustificherà mai gli atti di violenza ( e giustamente sono stati condannati ), ma negli occhi di molti (forse della maggioranza) sudtirolesi vengono vengono recepiti come patrioti,”Freiheitskämpfer”.. Giusto ? Sbagliato ? Sarebbe pero’ ipocrita costringere chi li percepisce come tali a non considerarli tali.Odio da sempre le risoluzioni formali,ipocrite,non vere,solo
“diplomatiche” o di compromesso.
Per tutti gli altri,magistratura compresa,
sono e rimangono delle persone che hanno fatto attentati,hanno usato violenza.
Non vorrei essere frainteso ma molti terroristi di ieri,vedi per esempio Begin ed Arafat, dai loro compatioti ( e non solo) sono considerati “combattenti per la libertà” ,patroti,t erroristi invece dagli altri.E’ anche il destino di Cesare Battisti e molti altri eroe e traditor allo stesso tempo. Vaehe victis.
Peter Lorenzi
Da: peter lorenzi su 11 Maggio 2009
alle 12:32
Presidente, ricorda: settembre 2007, La Gazzetta del Rainerum, tre giovani della scuola media vennero a intervistarla all’ufficio di presidenza per conto del giornale della scuola media Rainerum!
?
Da: Alessandro Bertoldi su 18 Maggio 2009
alle 18:47
Ciao Alessandro, certo che mi ricordo. Anche se ora Presidente non sono più. Ma volevi dire qualcos’altro?
Da: Riccardo Dello Sbarba su 19 Maggio 2009
alle 12:21
“Ma volevi dire qualcos’altro?”
Ehm… meglio di no…. (santa pazienza).
Da: gadilu su 20 Maggio 2009
alle 7:04
Mah… forse è venuto il momento di lasciar parlare il popolo, perchè il popolo non ha mai parlato, non s è mai potuto esprimere ufficialmente da 90 anni in qua sulla questione: facciamo sto benedetto referendum, accettino tutti definitivamente l esito, e cerchiamo poi di convivere
Da: tiroler64 su 20 Maggio 2009
alle 22:29
No, solo salutarla.
P.S. gadilu, sei ovunque, hai rotto…
Da: Alessandro Bertoldi su 21 Maggio 2009
alle 13:18
Beh, sono ovunque… questo blog l’ho messo on line io.
Da: gadilu su 21 Maggio 2009
alle 18:31
Complimenti…
Da: Alessandro Bertoldi su 22 Maggio 2009
alle 19:08
ma che senso ha parlare di divisioni in un Europa
unita?
Da: diletta su 14 Ottobre 2009
alle 15:48