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	<title>Riccardo Dello Sbarba</title>
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		<item>
		<title>Scandalo SEL: fallimento di 20 anni di politica energetica della Provincia</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 10:52:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Dello Sbarba</dc:creator>
				<category><![CDATA[convivenza]]></category>

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		<description><![CDATA[LE INDAGINI GIUDIZIARIE, I CONTRATTI CAPESTRO FIRMATI CON ENEL ED EDISON, IL CENTRALISMO DELLA PROVINCIA E LA PREPOTENZA DELLA &#8220;CASTA ELETTRICA&#8221;. LE CONDIZIONI INDISPENSABILI PER CAMBIARE STRADA. INTERVENTO NEL DIBATTITO SUL BILANCIO PROVINCIALE 2012. Care colleghe e cari colleghi, Il 2011 passerà alla storia come l’anno dello “scandalo SEL” e su questa vicenda, nient’affatto conclusa, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&amp;blog=3404516&amp;post=1776&amp;subd=riccardodellosbarba&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2011/12/sel-edison.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1779" title="sel edison" src="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2011/12/sel-edison.jpg?w=500" alt=""   /></a></p>
<p><strong>LE INDAGINI GIUDIZIARIE, I CONTRATTI CAPESTRO FIRMATI CON ENEL ED EDISON, IL CENTRALISMO DELLA PROVINCIA E LA PREPOTENZA DELLA &#8220;CASTA ELETTRICA&#8221;. LE CONDIZIONI INDISPENSABILI PER CAMBIARE STRADA. INTERVENTO NEL DIBATTITO SUL BILANCIO PROVINCIALE 2012.</strong></p>
<p>Care colleghe e cari colleghi,</p>
<p>Il 2011 passerà alla storia come l’anno dello “scandalo SEL” e su questa vicenda, nient’affatto conclusa, parlerò.</p>
<p>Con lo scandalo SEL l’autonomia ha perso la propria verginità e la politica la propria credibilità.</p>
<p>Si è scoperto che chi doveva lavorare per il bene pubblico faceva anche i propri affari privati, si è scoperto che la politica che doveva controllare non lo ha fatto, anzi ha difeso e coperto gli ex dirigenti SEL oltre il possibile e oltre il decente.</p>
<p>E si è scoperto che non basta che l’energia passi in mani provinciali perché tutto vada meglio. Senza controllo democratico, senza trasparenza, senza partecipazione dei cittadini tutto può andare molto peggio, e questa volta la colpa NON è di Roma: stavolta la responsabilità è tutta dei partiti che da decenni governano la Provincia e che oggi il cittadino guarda con sfiducia e diffidenza. Lo scandalo SEL ha chiuso un’epoca.</p>
<p>Parlando del “caso SEL” il Presidente della Giunta provinciale ci ha invitato a non buttare via il bambino con l’acqua sporca. Siamo d’accordo. Ma prima dobbiamo essere sicuri che sia stata davvero gettata via tutta, <span style="text-decoration:underline;">ma proprio tutta</span>, quell’acqua sporca da cui la SEL è stata ripescata già mezza affogata.</p>
<p>La questione di fondo è la trasparenza e il controllo democratico. Anche la Giunta provinciale, che pur aveva la responsabilità di sorvegliare sulla società energetica, ha dovuto alla fine ammettere che la colpa maggiore dei vecchi dirigenti della SEL è stata la mancanza assoluta di trasparenza.</p>
<p>Presidente e direttore generale hanno agito come un duo di  intoccabili alla testa di un’azienda gestita con criteri famigliari, chiusa in sé e sottratta a qualsiasi controllo degli organismi democraticamente eletti, come il Consiglio provinciale, e dunque dei cittadini di questo territorio. I quali hanno ripagato questa caparbia e presuntuosa chiusura con una profonda e costante diffidenza verso la società energetica provinciale. Per questo la SEL non è entrata nel cuore dei cittadini di questa terra, come riconoscono ora quelli che per 20 anni hanno coperto ogni scelta dei dirigenti dimissionati.</p>
<p>Le uniche autorità a cui gli ex dirigenti SEL ritenevano di dover rispondere erano l’assessore Laimer e il Presidente della Giunta Durnwalder &#8211; ed evidentemente non raccontavano tutto neppure a questi, se dobbiamo credere a quanto assessore e Landeshauptmann ci hanno detto, e cioè che <span style="text-decoration:underline;">neppure loro sapevano</span> nulla delle attività private dei dirigenti SEL, e <span style="text-decoration:underline;">che neppure loro</span> – assessore competente e Presidente della Giunta! – erano stati messi al corrente di tutti i dettagli contenuti nei contratti firmati da SEL con ENEL ed EDISON.</p>
<p>Ci sono voluti i dossier dei Verdi a costringere la Giunta a riaprire quei fascicoli, a leggerli con più attenzione, a cominciare a dare prime e affannate risposte che – concepite per smentire – non hanno fatto altro che confermare le molte scomode verità che noi Verdi, per la prima volta, abbiamo rivelato.</p>
<p>Ma su questo dirò poi.</p>
<p>Torno alla questione centrale della mancanza di trasparenza, del continuo tentativo di questa “casta elettrica”, e di chi l’ha sempre sostenuta e consigliata, di sfuggire al controllo democratico: la nebbia in cui la SEL è stata avvolta dai suoi ex dirigenti ha creato il contesto più adatto per mescolare incarico pubblico e affari privati di singole persone, che si facevano forti della loro posizione nella società energetica provinciale.</p>
<p>Così è stata trasformata in un feudo privato una società che è al 100% pubblica, al 93,8% di proprietà della Provincia, fondata con legge provinciale, finanziata con denaro pubblico provinciale, cresciuta a suon di concessioni idroelettriche assegnate dalla giunta provinciale; una società che usa un bene comune come l’acqua e produce una risorsa strategica come l’energia. Lo “scandalo SEL” ci ha insegnato che non basta che una società sia di proprietà pubblica perché sia garantita la prevalenza dell’interesse pubblico negli atti suoi e dei suoi dirigenti. E che non basta che sia provinciale, perché sia anche nostra, cioè di tutte le cittadine e i cittadini del Sudtirolo.</p>
<p>Per garantire l’interesse pubblico occorre un’assoluta e totale trasparenza e un rigoroso controllo democratico, controllo di cui questo Consiglio provinciale deve essere il primo e principale protagonista. Questa è stata la battaglia condotta da noi Verdi in questi ultimi due anni sull’accesso ai contratti SEL: una battaglia per la trasparenza ed il controllo a cui la SEL, ma anche la Provincia, si sono opposte finché potevano e anzi oltre ogni limite e decenza.</p>
<p>Grazie a questa battaglia di mesi, che purtroppo è dovuta passare per due volte e sempre con successo attraverso aule giudiziarie, siamo riusciti a ricondurre la società energetica provinciale sotto un minimo di controllo pubblico; grazie a questa battaglia si è riaperto il dibattito sulla politica energetica nel nostro territorio; grazie a questa battaglia anche il presidente Durnwalder ha potuto dire nella sua relazione: “abbiamo tratto una lezione da questo triste capitolo, continueremo a richiedere sempre più trasparenza”. Benissimo!</p>
<p>Ma queste sono parole. La realtà è un po’ diversa &#8211; e qui arrivo all’acqua sporca che ancora non è stata gettata via.</p>
<p>La realtà è che il collega Hans Heiss e il sottoscritto, in quanto consiglieri Verdi, abbiamo ricevuto un invito a comparire con i nostri avvocati il 31 gennaio prossimo a Roma davanti alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, a causa dell’ennesimo ricorso presentato dalla SEL e firmato dall’avvocato Gerhard Brandstätter e dall’ex Presidente Klaus Stocker, in cui la SEL chiede che vengano annullate le sentenze del Tar del dicembre 2010 e del Consiglio di Stato dell’aprile 2011, cioè quelle sentenze che hanno sancito il diritto di accesso e di controllo dei consiglieri e delle consigliere provinciali sugli atti della SEL.</p>
<p>Un diritto che abbiamo già esercitato ottenendo copia dei contratti, facendone oggetto di mesi di studio e di un dossier in forma di interrogazioni che attendono ancora una risposta scritta e ufficiale che non sia solo propaganda. Un diritto di cui hanno fatto uso, dopo di noi, anche colleghi della Svp come Arnold Schuler e Joseph Noggler, o colleghi dell’opposizione come Roland Tinkhauser. Ai quali, secondo la SEL, dovrebbero essere ora strappati di nuovo di mani i documenti che due sentenze hanno consentito loro di consultare.</p>
<p>II ricorso presentato dalla SEL e dal suo avvocato è un ricorso per eliminare la trasparenza, per annullare ogni possibilità di controllo democratico, per cancellare un sacrosanto diritto che i consiglieri e le consigliere provinciali esercitano in nome dei cittadini e delle cittadine.</p>
<p>La società provinciale e il suo avvocato, infatti, si sono inventati un terzo grado di giudizio in una giustizia amministrativa che ne ha solo due, contestando in Cassazione la competenza di Tar e Consiglio di stato a pronunciarsi su questa materia. E’ un’argomentazione campata totalmente per aria, che la SEL ha già presentato per due volte in tribunale e ogni volta è stata respinta. L’ostinazione SEL è talmente assurda e infondata, che sia EDISON che ENEL, pur sollecitate, hanno rifiutato di costituirsi in giudizio a fianco di SEL, prevedendo l’ennesima sicura sconfitta.</p>
<p>E sapete allora chi invece si è affiancata alla SEL nel suo ennesimo attacco contro noi consiglieri e consigliere provinciali? La Provincia di Bolzano, cioè la Giunta provinciale che – come è scritto nel suo “ricorso adesivo” &#8211; nella persona “del suo Presidente e rappresentante pro tempore, dottor Luis Durnwalder”, ha aderito all’azione promossa dall’avvocato Brandstätter e dall’ex Presidente Klaus Stocker, un nome che appartiene alla preistoria. Che cosa dice di questo la giunta provinciale? Che cosa dicono gli assessori della Svp? Che cosa dice l’Obmann Theiner? E dicono qualcosa i due assessori del PD, Bizzo e Tommasini? Siete d’accordo a marciare con la SEL contro di noi?</p>
<p>Egregio Presidente Durnwalder, io spero che questo ricorso sia rimasto lì per dimenticanza e che venga ritirato al più presto. Altrimenti sarebbe uno scandalo. Altrimenti come può parlare, Presidente Durnwalder, di “sempre più trasparenza” a Bolzano, mentre a Roma chiede alla Cassazione di imporre “sempre meno trasparenza” nelle scelte della SEL?</p>
<p>Il 31 gennaio prossimo ci sarà l’udienza pubblica in Cassazione. Il ricorso SEL è dell’aprile 2011, l’adesione della Provincia del luglio 2011. Noi chiediamo alla Giunta provinciale e alla SEL di ritirarli entrambi.</p>
<p>Ve lo chiediamo per risparmiarvi l’ennesima figuraccia e per risparmiare ulteriori sprechi di denaro pubblico. Infatti l’altra cosa che non è cambiata rispetto al passato sono le parcelle che la SEL e la Provincia con i denari dei cittadini pagano agli avvocati, e soprattutto allo stesso avvocato, per portare avanti processi contro consiglieri provinciali che invece devono difendersi pagando di tasca propria.</p>
<p>Oltre a Brandstätter, la SEL ha dovuto stavolta ingaggiare a Roma un avvocato, Leonardo di Brina; e un altro assai costoso avvocato romano, Michele Costa, l’ha dovuto ingaggiare anche la Provincia, oltre a schierare 4 altri avvocati del suo ufficio legale. In tutto 7 avvocati che cercano di arrampicarsi sugli specchi e muovono causa contro dei consiglieri provinciali. Davvero un bell’esempio di rispetto tra istituzioni!</p>
<p>Oltretutto il ricorso della SEL e della Provincia è autolesionista, perché indebolisce la loro posizione nei confronti del licenziando ex direttore Rainer. Mi spiego meglio.</p>
<p>L’obbiettivo della SEL è cancellare quellasentenza del Consiglio di Stato che l’ha definita “società dipendente dalla Provincia e parte dell’amministrazione provinciale”.</p>
<p>Ciò significa che contro eventuali comprovati comportamenti illegittimi degli ex dirigenti SEL può essere ipotizzato anche l’abuso d’ufficio e questo dà a SEL e Provincia ancora più forza nell’eventuale motivazione di un licenziamento dell’ex direttore generale.</p>
<p>Dunque se la SEL chiede alla Cassazione di cancellare quella sentenza, finisce per rafforzare la posizione dell’ex direttore generale e danneggiare se stessa.</p>
<p>E contraddice l’affermazione del Presidente Durnwalder: “La SEL è vittima e non colpevole soggetto leso e non beneficiaria”. Ma s<span style="text-decoration:underline;">e la SEL è vittima</span>, perché non si rifà su chi l’ha danneggiata, invece di sostenerne indirettamente la posizione e prendersela coi consiglieri provinciali?</p>
<p>Io non credo  che occorre – come ha detto l’assessore Laimer – cercare con l’ex direttore una “soluzione che vada bene per entrambe le parti”.</p>
<p>C’era un contratto che prevedeva una clausola di esclusiva e questo contratto è stato violato. Ci sono articoli del codice civile che puniscono l’infedeltà e “gli interessi in conflitto con la propria società” &#8211; sia degli amministratori che dei direttori generali. Siano fatti valere queste norme, sia tutelata la SEL come parte lesa, considerando anche la possibilità di presentare querela di parte, se necessario, come per le violazioni agli articoli 2634 e seguenti del Codice Civile che puniscono l’infedeltà dei dirigenti verso la propria società.</p>
<p>Anche da queste scelte giudicheremo se davvero la SEL ha imboccato una strada nuova, oppure continua con i  vecchi vizi.</p>
<p>Con i vecchi vizi e soprattutto con i vecchi consulenti. Avete capito, colleghe e colleghi, qual è la nostra preoccupazione: che alle spalle di un CDA di facce giovani e credibili,  &#8211; che noi apprezziamo &#8211; continuino a operare i consulenti di sempre, quelli che – insieme ai dirigenti ora allontanati – hanno determinato la storia della SEL. Certo: il nuovo direttore generale deve essere scelto con una procedura trasparente e concorsuale. Ma che ciò comporti una vacanza del posto fino all’estate e che – come ha detto l’assessore Laimer in un dibattito televisivo – intanto “sarà l’avvocato Brandstätter a trattare con EDISON sulla cessione delle quote in Hydros”, a noi – detto sinceramente – fa venire i brividi.</p>
<p>Noi Verdi abbiamo purtroppo una lunga frequentazione dell’avvocato Brandstätter e ce lo ritroveremo di nuovo contro a Roma, a sostenere davanti alla Cassazione che la SEL è società privata che non sottostà al controllo del Consiglio provinciale.</p>
<p>Lo stesso avvocato è comparso a fianco dell’assessore Laimer nella conferenza stampa di risposta ai nostri dossier sui contratti SEL.</p>
<p>Ho letto attentamente le argomentazioni con le quali l’assessore ha cercato di presentare come una smentita quelle che in realtà erano ammissioni sui punti principali da noi sollevati.</p>
<p>Vorrei trattarli pur in modo schematico, perché mi pare arrivato il momento di portare in quest’aula un confronto che finora si è svolto fuori di qui.</p>
<p><strong>1° -</strong> <strong>IL TRIONFALISMO SI SGONFIA.</strong> La verità, anche quella edulcorata dell’assessore, è che i contratti di SEL con EDISON ed ENEL non sono stati quel fantastico successo che fino ad oggi ci è stato fatto credere. Sull’altare dei contratti con i giganti dell’energia è stato pagato un prezzo molto alto e restano molte incognite sul futuro. “&#8221;Hier wurde ein Spatz als Adler verkauft&#8221; – “L’hanno venduto per un&#8217;aquila, ma era un passerotto&#8221;: ha commentato la collega Stocker e meglio non si poteva dire.</p>
<p>La posizione di ENEL ed EDISON nel nostro territorio e nelle società Hydros e SE Hydropower restano straordinariamente forti, a spese dei Comuni che con questi contratti sono stati tagliati fuori dalle grandi concessioni idroelettriche. La sostanza degli accordi è questa: la Provincia stringe un patto con i colossi multinazionali dell’energia in concorrenza e contro i Comuni e le loro società. E infatti contro ogni concessione erogata dalla Provincia pendono decine di ricorsi delle società e dei consorzi energetici comunali, mentre né ENEL né EDISON hanno mosso un dito. Come politica autonomistica nel campo dell’energia è un bel risultato.</p>
<p><strong>2° &#8211; ENEL PERDE TUTTE LE GARE, MA VINCE LO STESSO LE CONCESSIONI</strong>: l’assessore ha confermato che<strong> </strong>SEL ha fatto l’accordo con ENEL sulle grandi concessioni per evitare i ricorsi di ENEL contro il conflitto di interessi SEL-Provincia. Grazie a questi accordi, ENEL, che ha perso tutte le gare, può ugualmente sfruttare per altri 30 anni una grande quantità della nostra energia, mentre le società dei Comuni, che avevano partecipato alle gare, non hanno ricevuto neppure una nuova concessione e una addirittura – Tel – è stata loro scippata.</p>
<p>Lo stesso, anzi per un tempo ancora più lungo, vale per EDISON alla scadenza da qui al 2020 delle attuali concessioni: Lasa, scaduta il 6 febbraio di quest’anno, è andata a Hydros (cioè per il 40% a Edison) invece che al VEK, il consorzio energetico della Val Venosta, un soggetto al 100% “made in Südtirol” che ora ha portato SEL davanti al tribunale delle acque.</p>
<p>Ma c’è di più. Con l’articolo 25 dell’”Accordo Quadro“, SEL si è obbligata con EDISON a partecipare a tutte le future gare sempre attraverso Hydros e ciò comporta mantenere EDISON nel nostro territorio per altri 40 anni. Lo spazio per i comuni è assai ridotto: al massimo la partecipazione del 9%, fissata nell’accordo parasociale SEL-EDISON, ma attraverso una cessione delle quote societarie che dissanguerebbe le amministrazioni. In questo modo, un‘azienda privata multinazionale come EDISON, controllata dalla regina del nucleare francese EDF, condiziona la politica energetica della Provincia e i suoi rapporti con i comuni. E per ENEL le cose stanno allo stesso modo.</p>
<p>Per riscattare la posizione dei Comuni sarebbe fondamentale che essi, nelle forme societarie che vorranno, partecipassero alle gare per  le centrali HYDROS, le vincessero e poi potessero decidere se gestire le concessioni in proprio o se portarle in una società comune, riconquistando un ruolo importante senza dover sborsare cifre ingenti. Ma a questa soluzione fa ostacolo soprattutto paradossalmente la società provinciale SEL e gli accordi che ha  firmato con EDISON ed ENEL.</p>
<p><strong>3° SEL SI È IMPEGNATA A PAGARE AD ENEL UN CONGUAGLIO PER OGNI CONCESSIONE PERDUTA.  </strong>Dopo averlo negato per una settimana, l’assessore ha dovuto ammettere che SEL ha già pagato a ENEL un conguaglio di 7,5 milioni per la concessione non ottenuta di Rio Pusteria. Ribadisco che i Verdi hanno sempre parlato di “conguaglio” (le interrogazioni sono lì a dimostrarlo) e non di “penale”, come qualcuno ha suggerito all’assessore di insinuare. Comunque la sostanza è che la Provincia si è trovata a decidere sulle gare sapendo che, se le concessioni non fossero andate a SEL, la società provinciale ne avrebbe patito un danno patrimoniale. E questo ha compromesso il ruolo “super partes” della Provincia.</p>
<p>E’ vero che anche per ENEL sono previsti conguagli, ma solo nel caso che un terzo soggetto vinca la concessione, poi impugni la somma richiesta per gli impianti e il giudice gli dia ragione, riducendola.</p>
<p>E comunque l’eventuale conguaglio ENEL è sempre inferiore a quello dovuto da SEL: infatti mentre questa deve pagare a ENEL il 40% del valore di ogni concessione perduta, ENEL deve invece pagare a SEL il 40% del 60%, cioè il 24%, e del solo valore in diminuzione di un impianto, stabilito eventualmente da un tribunale. Nel caso di Rio Pusteria, per esempio, il privato ha effettivamente impugnato il valore concordato da SEL ed ENEL per l’impianto. Ma se anche il giudice dimezzasse il valore dei macchinari, ENEL dovrebbe pagare a SEL poco più di 911 mila euro di conguaglio, che non pareggerebbe certo i 7,5 milioni già pagati da SEL a ENEL per aver perso la concessione. Altro esempio: se SEL dovesse perdere – per il combinarsi dei ricorsi e delle inchieste giudiziarie – la centrale di Sant’Antonio, la società provinciale dovrebbe pagare a ENEL oltre 24 milioni di conguaglio e ENEL invece, nel caso di contestazione davanti al giudice del valore degli impianti, dovrebbe pagare di conguaglio a SEL 2 milioni e mezzo se il tribunale dimezzasse il valore e 5,3 milioni se lo azzerasse, eventualità impossibile.  Alla fine, nei due casi, il saldo a discapito di SEL oscillerebbe comunque tra i 19 e i 21 milioni.</p>
<p><strong>4° &#8211; IL PREZZO DELLE CENTRALI ENEL E’ STATO SOPRAVVALUTATO</strong>. Anche SEL sapeva che il vero valore delle centrali era di gran lunga inferiore a quello che ENEL ha imposto e che SEL ha accettato nei contratti che ha firmato e la dimostrazione è nelle domande di concessione presentate dalla stessa SEL nel 2005, dove la società energetica provinciale aveva affermato che gli impianti ex ENEL dovevano essere totalmente sostituiti. Nonostante questo, negli accordi con ENEL del 2009 SEL ha riconosciuto a queste stesse centrali un valore di 340 milioni di euro. E se un giudice riconoscesse ora che una centrale – per esempio Rio Pusteria – non vale quello che SEL ha riconosciuto ed ENEL dovesse pagare un conguaglio, ciò costituirebbe un piccolo “rimborso” a favore di SEL, ma sarebbe anche la dimostrazione definitiva che per tutte le altre centrali SEL ha riconosciuto ad ENEL una valutazione assolutamente sproporzionata. Insomma: comunque la si giri, un pessimo affare.</p>
<p><strong>5° &#8211; LA SEL RICEVE DALLE CENTRALI MOLTA MENO ENERGIA DI QUANTO SIA LA SUA QUOTA SOCIETARIA. </strong>L’assessore ha dovuto per la prima volta ammettere che SEL rileva solo il 40% dell’energia delle centrali SE Hydropower e il 45% dell’energia delle centrali Hydros, nonostante la SEL abbia il 60% in entrambe le società.</p>
<p>Per Hydros il dato è discutibile, poiché l’assessore aggiunge l’energia attualmente fornita da Lasa, che è una concessione già scaduta e dunque non più compresa negli accordi SEL-EDISON, che riguardano solo le concessioni fino alla loro scadenza. Se si considera i periodi strettamente riferiti agli accordi SEL-EDISON, in realtà a SEL va solo il 32,7% dell’energia prodotta.</p>
<p>Se vogliamo una conferma di questi dati, basta leggere i bilanci di Hydros per il 2009 e il 2010: lì sta scritto nero su bianco quanta energia Hydros abbia ceduto a SEL e quanta ad EDISON in questi primi due anni di vita.</p>
<p>Nel 2009, degli 1.016.040 MWh prodotti in totale, a SEL sono andati 301.060 MWh, pari al 29,8%. Nel 2010, degli 1.021.450 MWh prodotti in totale, a Sel sono andati 301.450  MWh, pari al 29,5%. Il resto, cioè oltre il 70% dell’energia prodotta dalle centrali Hydros, se l’è preso e venduto e ci ha fatto profitti EDISON.</p>
<p>I bilanci Hydros riportano nel dettaglio anche le somme  pagate da SEL ed EDISON per l’energia ricevuta e i dati confermano quel che noi abbiamo detto e che l’assessore ha cercato di smentire, è cioè che SEL paga prezzi medi più alti di EDISON, non perché siano fissati prezzi diversi per ciascuno dei soci, ma perché diversi sono i prezzi praticati dalle singole centrali e diversa è la quantità fornita da ogni centrale a ciascun socio. In sostanza: le centrali che forniscono più energia a SEL sono anche quelle che esigono prezzi più alti. E così, i bilanci Hydros ci riferiscono che il mix medio di energia rilevata è costato a SEL 60,9 € a MWh sia nel 2009 che nel 2010, mentre a EDISON è costato 57,8 € a MWh nel 2009 e 58,4 € a MWh nel 2010. Invito l’assessore a consultare i bilanci Hydros depositati in Camera di Commercio per sincerarsene. E comunque sono prezzi che consentono a Hydros una remunerazione molto modesta.</p>
<p>Ma queste sono questioni di dettaglio. L’essenziale è che ENEL ed EDISON, pur avendo il 40% delle centrali, si appropriano di oltre il 60% dell’energia e del relativo business. L’assessore dice che senza gli accordi i colossi energetici si sarebbero tenuti tutta l’energia per sé: questo però vale solo per le centrali le cui concessioni non sono ancora scadute, cioè le ex EDISON tranne Lasa. Per tutte le centrali che c’è stata la gara, cioè le centrali ENEL, più Lasa, una gara corretta e un’alleanza della SEL con le società e i consorzi energetici dei comuni avrebbe potuto portare non il 40%, ma il 100% dell’energia in “mani sudtirolesi”. Ma le gare potevano e possono essere vinte contro ENEL e EDISON solo se la Provincia si libera del proprio conflitto di interesse in SEL. Questo è il problema di fondo che va risolto: l’uscita della Provincia dalla sua posizione dominante nel campo delle produzione idroelettrica. Altrimenti sulla nostra politica energetica graverà sempre la spada di Damocle del conflitto di interessi.</p>
<p><strong>6°. LA PERDITA DI UTILI E DI ENTRATE FISCALI: </strong>l’assessore ha dovuto confermare l’esistenza di contratti di compra vendita dell’energia secondo i quali, in sostanza, Hydros e SE Hydropower non vendono la propria energia sul mercato, ma la cedono a un prezzo di costo assai conveniente a ENEL ed EDISON, che la vendono sul mercato e ne ricavano i relativi utili per la parte che loro spetta, cioè come minimo – secondo i dati dello stesso assessore – il 60% per ENEL e il 55% per EDISON. Ciò ha come conseguenza che, per la loro quota, &#8211; ripeto: per la loro quota &#8211; gli utili se li tengono ENEL Trade ed EDISON Trading, che pagano le tasse a Roma e Milano.</p>
<p>Queste tasse <span style="text-decoration:underline;">sugli utili ricavati dalla vendita di energia sulla borsa elettrica </span>– ripeto, sugli utili ricavati dalla vendita &#8211; sono persi per la nostra provincia. E’ vero quel che dice l’assessore:  SEL, Hydros e Hydropower pagano le tasse a Bolzano e così restano sul territorio entrate fiscali che fino a pochi anni fa finivano a Roma. In più SE Hydropower e Hydros distribuiscono i dividenti – modesti, ma sicuri &#8211;  ai loro soci e a SEL ne spetta il 60%. Tutto vero. Ma anche in questo caso, quest’argomentazione vale <span style="text-decoration:underline;">solo</span> per le centrali Hydros non ancora scadute. Per tutte le centrali ex ENEL e per Lasa Martello, cioè per le centrali per cui si è tenuta una gara, questa argomentazione equivale invece a una rinuncia. Infatti, se le  concessioni invece che SE Hydropower o Hydros le avessero vinte AE, VEK, ASM di Bressanone, o la stessa SEL, ma libera dalla posizione dominante della Provincia e dunque in grado di affrontare una gara senza paura di ricorsi, tutti questi produttori al 100% altoatesini avrebbero pagato le tasse a Bolzano. Al 100%.</p>
<p><strong>7°. DA ENEL ABBIAMO COMPRATO UNA RETE VETUSTA MA NON I CLIENTI:</strong> la circostanza che SEL non riesce a prelevare da ENEL tutta l’energia che le spetta, ma solo il 40%, è dovuta al fatto che non ha abbastanza clienti a cui fornirla. Ciò dimostra quanto sarebbe stato importante rilevare, oltre alla rete, anche i clienti ENEL, come è avvenuto in Trentino. L’assessore dice che SEL vuole strappare a ENEL (ma anche alle società comunali!) i clienti competendo sul mercato. Speriamo, ma è legittimo dubitarlo, dopo aver visto come SEL ha appena perso la gara per la fornitura di tutti gli enti pubblici altoatesini (vinta da AE). In realtà SEL è un gigante dai piedi d’argilla e i confronti con le società comunali sono sconfortanti. Nel maggio del 2011 il Dolomiten ha pubblicato le seguenti cifre: di fronte a una SEL che ha appena 7.000 clienti (proprio così, settemila) AE ne ha 130.000, ASM di Bressanone 17.000, l’azienda energetica di Brunico 13.000. La stessa ENEL continua a servire 70.000 clienti e queste migliaia di bollette che il postino continua a imbucare nelle nostre case dimostrano quanto ENEL sia ancora ben radicata sul territorio.</p>
<p>E che non ha nessuna intenzione di andarsene, come dimostra l’apertura proprio nei giorni scorsi di un nuovo ufficio vendite alla clientela nel cuore di Bolzano.</p>
<p>In Trentino, invece, i 223.000 clienti passati in blocco da ENEL alla SET, di ENEL hanno perso perfino il ricordo, e senza rimpianto.</p>
<p><strong>8°. LA PROGRAMMAZIONE DELLE CENTRALI E’ IN MANO A ENEL E EDISON:</strong> poiché l’energia prodotta da Hydros e SE Hydropower viene venduta sul mercato da ENEL ed EDISON, ciò significa che i due giganti elettrici continuano a determinare il “dispacciamento” delle centrali, cioè a decidere sui loro programmi produttivi. SEL e le due società comuni hanno firmato precisi contratti che delegano a ENEL e EDISON questa funzione di comando delle centrali. Altri sub-contratti, infine affidano a ENEL e EDISON una serie di servizi, per i quali i giganti elettrici ricevono diversi milioni di euro da Hydros e SE Hydropower all’anno di compenso. ENEL inoltre ha il completo comando su SE Hydropower fino al 2013.</p>
<p><strong>9°. L’OPERAZIONE DELMI SI CONFERMA UN POKER AD ALTO RISCHIO:</strong> la Provincia ha dovuto ammettere a denti stretti che è fallito il tentativo di SEL di scambiare la partecipazione al 40% di Edison nelle centrali altoatesine con le azioni in Delmi. I 200 milioni più 24 di interessi, investiti in azioni Delmi che adesso valgono la metà, resteranno congelati fino al 2014 e nessuno sa, a quella data, quanto eventualmente verranno ripagati. Un gigante come EDF non è tipo che fa regali. Dall’altra parte, l’eventuale acquisto del 40% di Hydros, che dovrà avvenire entro il 2012, all’Alto Adige costerà molto caro, certamente più caro dei 177 milioni pagati anni fa per il 60%. Al nuovo presidente Sparber sono bastati pochi giorni per capire come stanno le cose e dichiarare che non è in discussione solo “a quanto” potrà essere comperato il 40% di Hydros, ma anche “se” ci conviene comperarlo investendoci risorse finanziarie che SEL dovrà per forza prendere in prestito, aumentando notevolmente il suo già enorme indebitamento, un indebitamento così alto che ha impedito finora alla SEL di distribuire un solo euro di dividendi ai suoi soci pubblici dal giorno della sua nascita ad oggi.</p>
<p>D’altra parte per questo affare Hydros di privati interessati non se ne vedono, nonostante gli auspici del Presidente della Provincia. Eppure, rilevare quel 40% di EDISON consentirebbe di annullare nella pratica i contratti capestro firmati da SEL. Per uscire da questo dilemma, non resta che volgere lo sguardo ai Comuni e coinvolgerli da subito al tavolo delle trattative, per una soluzione che rafforzi i produttori locali, e tutti stavolta.</p>
<p>Mi fermo qui, anche se ci sarebbero un’infinità di altre questioni che meritano una discussione e di cui avremo l’occasione di parlare. L’importante è che, grazie alla possibilità di prendere visione dei contratti SEL, il “caso SEL” non è rimasto solo quello scandalo giudiziario, che pure è, ma si è riaperta una discussione sugli indirizzi generali della politica energetica nella nostra provincia. Porte e finestre si sono riaperte e un nuovo gruppo dirigente è stato nominato, anche se restano i consulenti del passato.</p>
<p>Noi siamo consapevoli del patrimonio che la SEL costituisce per la nostra terra. Al momento della fondazione ne abbiamo salutato la nascita, come abbiamo accolto positivamente sia il Decreto legislativo nr. 79 – il cosiddetto decreto Bersani &#8211; che nel marzo del 1999 trasferì dallo Stato alle Regioni e alle Provincie autonome il potere di erogare le grandi concessioni idroelettriche, sia la Norma di attuazione nr. 463 del novembre 1999 che attuava questo trasferimento sul nostro territorio. La SEL doveva essere l’interprete e lo strumento di una nuova era della politica energetica nella nostra terra, una piattaforma di cooperazione di tutti i produttori pubblici locali, con una chiara divisione delle competenze:</p>
<ol start="1">
<li><span style="text-decoration:underline;">alla Provincia </span>spettava stabilire per legge provinciale le regole del gioco, indire le gare, assegnare le concessioni e riscuotere i canoni;</li>
<li><span style="text-decoration:underline;">agli altri enti locali,</span> cioè ai comuni e alle comunità comprensoriali – in forma di società, di consorzi o di cooperative -  toccava la produzione e la distribuzione.</li>
</ol>
<p>Questo è il quadro semplice e chiaro per cui ci siamo sempre impegnati e che le norme rendevano possibile: la democrazia e la sussidiarietà energetica per un’autonomia che doveva devolversi verso il basso.</p>
<p>Così non è stato: la Provincia ha preferito concentrare tutto nelle sue mani, attuando in loco quel centralismo che contestava a Roma. Si è messa a competere coi comuni, fino a strappare loro perfino le centrali – lo shock di Tel non è stato dimenticato né a Bolzano né a Merano.</p>
<p>Ciò ha comportato un permanete e pericoloso conflitto di interessi, una SEL chiusa in se stessa, poco trasparente e allergica al controllo democratico; ha costretto la Provincia a continui salti mortali legislativi e la SEL a stipulare patti onerosi con i colossi energetici, patti che solo la propaganda può definire un successo.</p>
<p>La crisi SEL è l’occasione per una svolta, per riprendere lo spirito originario di un’autentica autonomia energetica per l’Alto Adige – Südtirol. Quello che noi Verdi proponiamo è una “Alleanza territoriale per l’energia”, che unisca Provincia, Comuni, Cooperative e produttori locali in leale ma decisa competizione contro le grandi società nazionali e multinazionali, per un modello energetico sussidiario, democratico, trasparente e vicino ai cittadini e alle cittadine.</p>
<p>La Provincia deve uscire dalla propria posizione dominante e riservarsi il potere legislativo, rilasciando le concessioni con severe condizioni a favore del territorio e incassando i canoni per sostenere il bilancio pubblico.</p>
<p>Il campo della produzione e della distribuzione va lasciato progressivamente ai Comuni. Solo così si riporta davvero l’energia “a casa” &#8211; e al 100% Questo non è solo un modello democraticamente più avanzato, ma anche economicamente più conveniente.</p>
<p>Se concordiamo sulla prospettiva, allora ogni passo sarà orientato nella giusta direzione. Le idee ci sono, specialmente da parte dei comuni e delle loro società e cooperative energetiche. Vanno recepite. Per l’l’immediato:</p>
<p><strong>1°.    </strong>La Provincia deve prendere la decisione di fondo di lasciare le concessioni sotto i 3000 KW di potenza all’iniziativa dei comuni, nella forma che essi decideranno;</p>
<p><strong>2°.    </strong>I comuni vanno coinvolti lealmente nelle prossime scadenze che riguardano Hydros: l’obbiettivo deve essere quello di rafforzare la posizione dei comuni riequilibrando il loro attuale svantaggio rispetto alla Provincia.</p>
<p><strong>3°.    </strong>Va garantita la massima trasparenza negli atti della SEL, va ritirato il ricorso in Cassazione, va continuato il ricambio nel vertice, consulenti compresi e vanno fatte valere tutte le ragioni verso i dirigenti infedeli.</p>
<p><strong>4°.    </strong> Entro 6 mesi i nuovi vertici SEL vanno invitati in Consiglio provinciale per un confronto sulle strategie future della società energetica provinciale.</p>
<p><strong>5°.    </strong>La Provincia deve smetterla con la continua acrobazia delle leggi ad hoc,  con le quali vengono continuamente cambiate le regole del gioco mentre il gioco è in corso. Anche in questa finanziaria, la Giunta ha provato a riproporre il trucco dell’accorpamento delle concessioni per evitare le gare future. Grazie alla nostra iniziativa questa norma è stata cancellata e speriamo non venga ripresentata con emendamenti in aula.</p>
<p>Ma un’altra norma è rimasta: quella che smantella la delicatissima e fondamentale ripartizione nr. 37, competente per le acque pubbliche e l’energia, proprio in questo momento in cui il  “caso SEL ancora aperto sia per la politica che per il tribunale.</p>
<p>Questa ripartizione è centrale e delicata perché, col suo ufficio elettrificazione, cura le procedure di concessione idroelettrica. E’ la ripartizione che istruisce le pratiche delle gare di concessione, che analizza e valuta i progetti, che coordina la conferenza dei servizi e raccoglie i pareri, che prepara per la giunta le delibere di concessione e  poi, a concessione erogata, stila i protocolli di concessione e sorveglia sul loro rispetto. E’ insomma quell’organo tecnico indipendente che garantisce che le gare non vengano decise solo dalla politica.</p>
<p>La ripartizione 37 è quell’organo tecnico che ha mostrato in passato di essere davvero indipendente: quando per esempio ha dato parere negativo sul potenziamento richiesto dalla Stein an Stein per la centrale di Mezzaselva, che poi la Giunta provinciale ha ribaltato in un parere positivo.</p>
<p>La ripartizione 37 è quell’organo tecnico che ha scartato per la centrale di Sant’Antonio il progetto SEL, votato invece come il migliore sempre dalla giunta provinciale.</p>
<p>E’ proprio dalla difformità tra pareri dei tecnici della ripartizione 37 e decisioni delle giunta provinciale che parte un filone delle indagini in corso da parte della Procura di Bolzano.</p>
<p>Adesso la giunta propone di cancellare questa ripartizione troppo indipendente, disperdendo i suoi uffici di qua e di là. L’ufficio elettrificazione in particolare, finirebbe nel mare magnum dell’agenzia per l’ambiente, cosa che finisce per mescolare le procedure amministrative di concessione – proprie dell’ufficio – con le funzioni di controllo proprie dell’agenzia.</p>
<p>Tra l’altro, nella fretta di smembrare, indebolire e disperdere vi siete dimenticati della distribuzione, proprio nel momento in cui è stata acquisita la rete ENEL. Demolita la ripartizione, infatti, l’ambito della distribuzione non compare in nessuna delle funzioni attribuite all’Agenzia per l’ambiente: è semplicemente scomparsa.</p>
<p>Il risultato di tutta questa operazione è che nel campo delle concessioni idroelettriche la parte tecnica viene indebolita e la politica si riserva maggiore spazio di manovra nelle sue decisioni, cioè l’esatto opposto di quel che bisognerebbe fare!</p>
<p>E ciò avviene in un momento in cui il settore delle concessioni è interessato da un’inchiesta della magistratura ed è in una fase di profonda ridefinizione, che avrebbe bisogno di una guida sicura e punti di riferimento amministrativi solidi e al di sopra di ogni sospetto.</p>
<p>Anche qui chiediamo alla Giunta di essere coerente con le proprie promesse: correttezza, trasparenza, distinzione dei ruoli. La ripartizione 37 va lasciata al suo posto, almeno fino a quando le vicende che interessano SEL e l’energia non si saranno tutte definitivamente chiarite!</p>
<p>Concludo dicendo che noi abbiamo apprezzato il cambio al vertice della SEL: ma abbiamo anche avvertito che è solo un primo passo e molto resta da fare, con coerenza e rigore. La politica dovrà prima o poi assumersi la sua parte di responsabilità, perché è immorale scaricare tutto sui vecchi dirigenti usandoli come capro espiatorio per salvare i politici che quei dirigenti hanno nominato, sostenuto e protetto.</p>
<p>Io sono convinto che per quei politici il tempo è contato e che la resa dei conti arriverà molto prima di quanto noi possiamo immaginare e loro si illudono.</p>
<p>Solo così, solo dopo aver fatto fino in fondo pulizia, il passerotto di nome SEL potrà cercare di diventare un’aquila.</p>
<p>Riccardo Dello Sbarba</p>
<p>13 dicembre 2011</p>
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		<title>Censimento? Disobbedisco</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Oct 2011 15:17:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Dello Sbarba</dc:creator>
				<category><![CDATA[convivenza]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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<p><strong>Ho in mano la scheda del censimento etnico e mi domando perché non ho nessuna voglia di dichiarami italiano.</strong></p>
<p>In fondo, cosa me lo impedisce? Adoro gli spaghetti, conosco Dante a memoria e parlo – anche in tedesco – con spiccato accento toscano. E allora, che m’impedisce di dichiarami italiano?</p>
<p>Rileggo il facsimile del modulo. Qui non mi si chiede che cosa sono, non gliene frega niente degli spaghetti, di Dante o del mio accento toscano. Qui mi si chiede <em>“di appartenere al gruppo linguistico sotto indicato…”</em>. Mi si chiede di mettermi addosso una divisa, di schierarmi, di <em>in-grupparmi</em>. E a me di <em>in-grupparmi</em> proprio non va.</p>
<p>Si dice “gruppo linguistico” per non dover dire “etnico” che puzza di razzismo. Ma anche un “gruppo linguistico” è un oggetto altrettanto arbitrario. Con la lingua che si parla non ha nulla a che vedere, né con la cultura – e per favore, evitiamo la retorica patriottica. Famiglie intere di cinesi di Bolzano si dichiareranno italiani o tedeschi senza tanti complimenti. Facciano pure, ma io non ci sto. Non appartengo. Mi dispiace. Non torno nel gregge solo perché hanno riverniciato il recinto.</p>
<p><span id="more-1734"></span></p>
<p>“La logica dei blocchi blocca la logica” scriveva Alexander Langer nella sua autobiografia. Io non voglio “fare blocco”. Non chiudo il cervello in un cassetto. Non mi piace questo gioco dei tre gruppi che competono tra loro per la torta. Ognuno spera di accrescere la propria percentuale. Ma essendo cento il totale, se uno cresce, l’altro per forza diminuisce. E mastica amaro per 10 anni. Ma vi pare un gioco decente, per noi europei del 21° secolo?</p>
<p>Se ci siamo assuefatti a questa maleducazione è solo perché, finora, abbiamo vissuto nel periodo delle vacche grasse, quando un punto di percentuale in più o in meno veniva compensato dal fatto che, comunque, si cresceva tutti – più o meno. Eppure perfino nel periodo dell’abbondanza la conta etnica ha stimolato invidia, diffidenza, malanimo. Figuriamoci cosa potrebbe succedere ora che sono arrivati i tempi delle vacche magre e le risorse calano. Questo guardarsi in cagnesco non promette nulla di buono.</p>
<p>Dunque, ho deciso: anche stavolta disobbedirò all’appello e restituirò in bianco il modulo del censimento etnico. Magari all’ultimo momento ci scrivo pure un messaggio: “Io non ci sto”.</p>
<p>Mi viene in mente una frase di Alexander Langer sulle <em>“piante pioniere”</em> della convivenza: <em>“il gruppo misto, il traditore della propria parte, che però non diventa transfuga, ma si mette insieme ai traditori dell’altra parte”</em>. In quanti e quante disubbidiremo questa volta non lo so, ma mi conforta di sapere che saremo un bel gruppo misto e parleremo tutte le lingue di questa terra. E questo è già tanto, è già (quasi) tutto.</p>
<p>Inoltre, ci conteremo. Perché è bene che si sappia: ad essere contati non saranno solo i “dichiarati appartenenti”, ma anche chi non ci sta.</p>
<p>Nel censimento del 2001 fummo in tutto 26.130, così distinti nella statistica ufficiale: 13.030 persone consegnarono il modulo in bianco o l’annullarono (io ero tra questi), 3.513 persone restituirono vuota la busta e 9.587 persone si dichiararono “altri”, mettendo la crocetta sotto questa formula stampata: <em>“Dichiaro di non appartenere ad alcuno dei predetti gruppi linguistici, ossia di essere altro”</em>. Una bella affermazione d’indipendenza che la politica – messa sotto pressione dalle iniziative interetniche &#8211; è stata costretta a introdurre nel modulo ufficiale. La usi chi, pur dichiarandosi, vuol dare un segno di diversità.</p>
<p>Così – tra schede bianche, annullate e “altri” &#8211; alla fine saranno costretti a contare anche noi, le persone non allineate di tutte le lingue dell’Alto Adige – Südtirol. Non un quarto gruppo, per carità! Ma una forza trasversale, carsica, permanente, per la quale la scelta dell’obiezione non è più nemmeno una scelta politica, ma individuale, etica, di coscienza.</p>
<p>Ci sono buone possibilità che saremo di più dell’altra volta, perché il censimento è diventato anonimo e dunque più libero. E in tanti e tante useremo questa conquistata libertà per dire che la logica dei gruppi va riposta in soffitta.</p>
<p><em>(Quotidiano Alto Adige, sabato 8 ottobre 2011)</em></p>
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		<title>Migranti, la legge della paura</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Sep 2011 15:06:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Dello Sbarba</dc:creator>
				<category><![CDATA[convivenza]]></category>
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		<description><![CDATA[Con 20 anni di ritardo, anche il Sudtirolo avrà la sua legge sull&#8217; &#8220;Integrazione delle cittadine e dei cittadini stranieri&#8221;. Ma quello presentato dalla Giunta è un testo dettato dalla paura, che  cita esplicitamente come principio ispiratore lo slogan “Fordern und Fördern” (pretendere e sostenere, &#8211; dove pretendere viene prima) che è il titolo del [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&amp;blog=3404516&amp;post=1722&amp;subd=riccardodellosbarba&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2011/09/bambini_immigrati.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1724" title="bambini_immigrati" src="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2011/09/bambini_immigrati.jpg?w=500" alt=""   /></a></p>
<p style="text-align:left;" align="center"><strong>Con 20 anni di ritardo, anche il Sudtirolo avrà la sua legge sull&#8217; &#8220;Integrazione delle cittadine e dei cittadini stranieri&#8221;. Ma quello presentato dalla Giunta è un testo dettato dalla paura, che  cita esplicitamente come principio ispiratore lo slogan “Fordern und Fördern” (pretendere e sostenere, &#8211; dove pretendere viene prima) che è il titolo del programma sull’immigrazione della CSU in Baviera (benché l’assessore firmatario della legge sia  del PD). Questa è la relazione di minoranza che ho letto in aula come consigliere dei Verdi-Grüne-Verc<em><br />
</em></strong></p>
<p style="text-align:left;" align="center"> Deludente, debole, inefficace: questi sono alcuni tra gli aggettivi con cui il disegno di legge provinciale nr 89/11 “<em>Integrazione delle cittadine e dei cittadini stranieri” </em>è stato definito dalla maggioranza delle associazioni, degli enti e delle istituzioni che hanno partecipato all’audizione tenuta in Consiglio provinciale il 2 maggio scorso.</p>
<p><strong>AUDIZIONE INASCOLTATA</strong> &#8211; Tra i tanti intervenuti all’audizione, voglio citare il presidente della Caritas diocesana Heiner Schweigkofler che così si è espresso:</p>
<p><em>“Una legge (…) nel migliore dei casi può contribuire a che tutte le forze sociali agiscano insieme per raggiungere l’obbiettivo dell’integrazione. In questo modo il pregiudizio verso gli stranieri potrebbe trasformarsi in accoglienza verso nuovi cittadini. Ma per adempiere a questa funzione questa legge, nell’attuale testo, ci appare troppo debole e troppo poco articolata. </em></p>
<p><em>Il tema dell’integrazione, che in Austria, Germania e Svizzera è curato da specifici uffici federali, qui viene sottovalutato. Un esempio di questo è il finanziamento di un massimo di 50.000 euro previsto nella legge. Un altro esempio è la collocazione del Coordinamento in una posizione subordinata all’interno della ripartizione lavoro e un ultimo esempio è il modo in cui viene trascurato il livello locale (cioè comuni e comprensori, ndr).</em></p>
<p><em>Questa legge – </em>continua Schweigkofler -<em>  non considera il cittadino immigrato come un nuovo cittadino fin da subito, ma come membro di un gruppo sociale che, certo, si può aiutare, ma al quale – in forza della sua posizione giuridicamente svantaggiata – possono essere addossati anche speciali doveri. Questo modo di vedere le cose indebolisce la solidarietà tra le persone, trasferisce lo svantaggio giuridico dello status di “straniero” anche nella dimensione sociale e trasmette l’impressione che i conflitti vadano ricondotti a quel gruppo e non rappresentino invece un comune problema sociale (<a title="" href="#_ftn1"><strong>[1]</strong></a>)”.</em></p>
<p><span id="more-1722"></span></p>
<p>Mi scuso per la lunga citazione del presidente della Caritas diocesana, ma meglio di così – e da una fonte migliore di questa -  un giudizio sulla legge che stiamo per affrontare non potrebbe essere espresso.</p>
<p>Durante l’audizione del 2 maggio tutte le persone intervenute hanno portato proposte di miglioramento: un elenco lunghissimo che avrebbe potuto costituire una base preziosa per migliorare la legge. Ciò purtroppo non è accaduto.</p>
<p>Su indicazione della giunta, la maggioranza della commissione legislativa non ha accettato nessuna – nessuna! – delle proposte avanzate non solo dai sindacati, dalle associazioni degli stranieri, dal volontariato, dalla Caritas, dalle associazioni dei lavoratori cattolici, dagli imprenditori; ma neppure sono state accettate le 4 precise proposte arrivate dai Comuni e dalle Comunità comprensoriali. Esse erano e sono:</p>
<ol start="1">
<li>collocare il Centro tutela antidiscriminazioni non presso la ripartizione lavoro, ma presso la Difesa Civica (art. 5);</li>
<li>promuovere l’integrazione linguistica soprattutto a livello locare e mettere per questo a disposizione i finanziamenti che servono a comuni e comprensori;</li>
<li>alleggerire le discriminazioni sull’accesso ai benefici per il diritto allo studio (art. 15);</li>
<li>mettere più personale a disposizione delle scuole per il lavoro con gli alunni stranieri (art. 14).</li>
</ol>
<p>Ebbene, anche a queste 4 semplici richieste la risposta della maggioranza è stata: no, no, no e no.</p>
<p><strong>NESSUNA RISORSA IN PIÙ</strong> <strong>-</strong> Si è voluto approvare una legge che – per esplicita dichiarazione della Giunta provinciale – “non deve costare un euro in più rispetto a quanto già c’è”. Per questo sono state pervicacemente respinte tutte quelle proposte – presentate da noi Verdi con una serie di emendamenti &#8211; che prevedevano strumenti, denaro e personale aggiuntivi per vincere la sfida della convivenza. Queste nostre proposte consentivano di:</p>
<p><strong>1°.    </strong>aumentare (anche di poco) di quei miseri 50.000 euro di finanziamento; la proposta è stata respinta dicendo che per quel la legge prevede 50.000 euro sono già troppi;</p>
<p><strong>2°.    </strong>prevedere finanziamenti e personale aggiuntivi a quelle scuole con una media di alunni stranieri superiore a quella provinciale;</p>
<p><strong>3°.    </strong>dotare di maggior personale i “centri linguistici”, che oggi riescono a malapena a coprire il 35% delle richieste delle scuole;</p>
<p><strong>4°.    </strong>sostenere con più risorse, nonché con adeguata formazione di operatori e volontari, i Centri giovanili e il Servizio giovani extrascolastico nell’importantissimo lavoro con le seconde generazioni di migranti;</p>
<p><strong>5°.    </strong>sostenere e accompagnare l’avvio dell’imprenditoria immigrata;</p>
<p><strong>6°.    </strong>offrire sostegni aggiuntivi a comuni e comunità comprensoriali a particolare “densità migratoria”, non solo con finanziamenti per progetti di integrazione, ma anche con un incremento della loro quota pro-capite. Su questo argomento noi Verdi abbiamo presentato un emendamento che la Commissione – con una votazione a dir poco curiosa &#8211; ha accolto solo nel suo primo comma, diventato l’articolo 14 bis,  che riconosce il ruolo di comuni e comunità comprensoriali, respingendo però gli altri due commi che prevedevano gli interventi concreti. In aula riproporremo queste misure, per dare corpo ad un articolo che, così com’è, rischia il ridicolo.</p>
<p>Giunta e maggioranza hanno respinto tutte queste proposte di miglioramento affermando che la legge non vuole prevedere spese aggiuntive, né interventi ulteriori rispetto a quanto già fanno i diversi assessorati, cui in sostanza è demandata la politica per l’integrazione. In realtà, si è dimenticato il principio secondo cui “è meglio investire oggi per favorire l’integrazione, che non dover spendere molto di più domani per riparare ai danni di una fallita integrazione”.</p>
<p>Di fronte a una legge “a impatto zero” viene piuttosto da domandarsi: se non aggiunge nulla di nuovo, che senso ha questa legge?</p>
<p><strong>INTEGRAZIONE A SENSO UNICO </strong>- Questa legge, in realtà, mette il compito dell’integrazione interamente a carico delle persone immigrate: sono loro che devono adattarsi a noi e nel far questo devono farsi notare il meno possibile e costare il meno possibile.</p>
<p>Per questo motivo, giunta e maggioranza non hanno accettato le nostre proposte di buon senso che che avrebbero consentito di:</p>
<p><strong>1°.    </strong>riconoscere e sostenere le associazioni degli stranieri;</p>
<p><strong>2°.    </strong>sostenere il mantenimento della lingua d’origine;</p>
<p><strong>3°.    </strong>promuovere la partecipazione dei/delle migranti alla vita pubblica (per es. col diritto di voto almeno nei referendum comunali);</p>
<p><strong>4°.    </strong>impegnare la Provincia a garantire il diritto costituzionale alla libertà di culto e alla sua pratica in forma dignitosa.</p>
<p>E’ positivo che sia stata aggiunto all’articolo 1 – su nostra proposta – che “l’integrazione è un processo di scambio e dialogo reciproco”, ma da questo principio non si trae le dovute conseguenze: l’integrazione resta in tutti gli articoli successivi un processo a senso unico che somiglia piuttosto all’assimilazione, un cammino di cui la legge si preoccupa di fissare le tappe e a ogni tappa stabilire ostacoli differenziati che consentano di graduare i diritti di accesso in base a una serie ostacoli da superare e di doveri da adempiere da parte dei nuovi arrivati. Non è così che si facilita e si accelera l’integrazione.</p>
<p><strong>DIRITTI NON RICONOSCIUTI</strong> &#8211; Che lo spirito sia questo, lo dimostrano gli articoli che istituiscono quegli organi e quei servizi che sono l’unica novità introdotta dalla legge. Sotto questo aspetto, la Giunta provinciale ha voluto dare un indirizzo preciso: le persone migranti non godono di alcuna autonomia, i servizi loro dedicati sono totalmente subordinati all’amministrazione e non godono del necessario prestigio.</p>
<p>Infatti:</p>
<p><strong>1°.    </strong>A coordinare tutti gli interventi è un semplice “servizio” della Ripartizione lavoro: non è stato accettato di dare al “cuore” del sistema nemmeno la dignità di un Ufficio (art. 3).</p>
<p><strong>2°.    </strong>Viene istituita una consulta per gli immigrati dove gli immigrati sono in minoranza (8 su 19), sono nominati dalla giunta provinciale e non possono convocare la Consulta con le loro sole firme, poiché serve la metà dei membri. E’ stata respinta perfino la proposta che la Giunta, se ignora – come può – i pareri della Consulta, abbia almeno l’obbligo di spiegare perché. Rifiutata anche la proposta di non sottoporre alla proporzionale almeno le rappresentanze di sindacati, imprenditori e volontariato (art. 6).</p>
<p><strong>3°.    </strong>E’ stata respinta la proposta che il programma pluriennale sull’immigrazione sia elaborato consultando Comuni, Comunità comprensoriali, sistema scolastico, sociale e sanitario, associazioni ecc… Respinta anche la proposta di una conferenza triennale sull’immigrazione che faccia il bilancio del programma (art. 4).</p>
<p><strong>4°.    </strong> Il Centro Antidiscriminazione è sottoposto alla Provincia: è stata respinta la proposta di collocarlo presso la Difesa Civica, come tutti chiedevano, comuni compresi. Respinta anche l’idea che il Centro invii ogni anno una relazione a Consiglio provinciale e Comuni (art. 5).</p>
<p>Su tutti questi punti noi Verdi riproporremo le nostre proposte attraverso emendamenti in aula.</p>
<p>Durante l’audizione, infatti, molti interventi hanno sottolineato il fatto che l’integrazione si ottiene soprattutto con la partecipazione, dando alle persone migranti la possibilità di “Mitbestimmung”, di contribuire a costruire la società in cui sono venute a vivere. Invece quella che viene offerta loro è una cittadinanza di grado inferiore e una partecipazione subordinata perfino negli organi a loro dedicati.</p>
<p>Da qui discende anche una visione confusa del mondo della migrazione, senza le necessarie specificazioni previste invece dalle norme sia statali che europee.</p>
<p>La legge provinciale, per esempio, non cita riferimenti a specifici impegni da prendere verso i rifugiati, gli apolidi, i richiedenti asilo e le persone tutelate da protezione internazionale, un tema particolarmente attuale con l’emergenza in Nord Africa e oggetto della direttiva comunitaria 2004/83/CE. Che la Provincia cerchi in ogni modo di tenere più basso possibile il profilo su questo argomento lo dimostra l’atteggiamento avuto dalla Giunta provinciale sull’attuale emergenza umanitaria in Nord Africa. La preoccupazione è stata fin dall’inizio di ridurre il più possibile il numero dei profughi da accogliere, prima nessuno, poi numeri ridicoli come 30, o 40, finché la forza dei fatti – che si poteva fin dall’inizio prevedere – ha costretto la Provincia a preparare l’accoglienza di un numero molto più alto di persone.</p>
<p>Ugualmente, nella legge non si tiene nel dovuto conto, a meno che un tribunale ci costringa, le particolari – e più favorevoli – condizioni di accesso ai benefici riconosciute dalla direttiva comunitaria 2003/109/CE ai migranti in possesso di permesso di soggiorno UE per  soggiornanti di lungo periodo, recepita in Italia dal Decreto Legislativo nr. 3 dell’8 gennaio 2007.</p>
<p>Tale permesso ha validità a tempo indeterminato, si ottiene dopo aver soggiornato e lavorato legalmente e ininterrottamente per cinque anni nel paese e dà diritto di “usufruire delle prestazioni di assistenza sociale, sanitaria, scolastica, di quelle relative all’accesso a beni  e servizi” in condizioni più favorevoli e in certi casi di parità coi cittadini comunitari.</p>
<p>E’ in base a questa norma che una cittadina canadese esclusa dai contributi provinciali per corsi di lingua ha vinto nel giugno 2009 il processo contro la Provincia, costretta ora a mettersi in regola (con 2 anni di ritardo) con l’articolo 15 della presente legge: corretto, ma non è tutto.</p>
<p>Infatti, è proprio questa stessa direttiva europea che la Corte dei Conti ha citato mettendo in guardia la Provincia a proposito di politica della casa. Nel marzo del 2010, commentando l’istituto delle “liste separate per immigrati”, il giudice ha avvertito:</p>
<p><em>“Si coglie l’occasione per evidenziare le perplessità di ordine internazionale e comunitario che suscita l’articolo 5 comma 7 della legge provinciale 13/1998 (Ordinamento dell&#8217;edilizia abitativa agevolata) nella parte in cui prevede per i cittadini di stati non appartenenti all’Unione Europea e per gli apolidi requisiti e procedure parzialmente diverse rispetto ai restanti cittadini per accedere ai benefici pubblici. Andrà assicurata in ogni caso la prevalenza del diritto comunitario nei confronti di eventuali norme interne contrastanti”</em>.</p>
<p>La presente legge sarebbe stata l’occasione buona per eliminare le norme sulla casa in contrasto con le direttive europee: ma non si è voluto.</p>
<p>Così – nonostante le norme “riparatorie” su temi oggetto di sentenza giudiziaria &#8211; restano in questa legge alcuni limiti che contrastano con la normativa europea e nazionale, come il requisito del reddito minimo richiesto per il ricongiungimento familiare, identico a quello richiesto ai cittadini residenti, che è in contrasto con quanto prevede l’articolo 29, comma 3 lettera b) del Decreto legislativo 286/1998, cioè il Testo Unico sull’immigrazione.</p>
<p>Inutilmente più restrittive rispetto alla legislazione vigente sono anche le norme previste per l’assistenza economico-sociale all’articolo 10, laddove si cancella l’attuale possibilità di ricevere l’aiuto minimo di due sole mensilità all’anno per chi ha tre mesi di residenza. Per tutti la residenza viene innalzata a 5 anni. E’ vero che al comma successivo si introduce la possibilità di “periodi più brevi” per casi particolari, ma così facendo quello che prima era un diritto diventa ora un favore che l’amministrazione può fare o non fare a sua discrezione.</p>
<p>Restrittive oltre il dovuto sono anche le norme agli articoli 14 e 15, riguardanti il requisito di residenza di 5 anni per il diritto allo studio, un diritto fondamentale per le seconde generazioni. La legge chiede 5 anni di residenza ininterrotta allo studente o studentessa, ma sarebbe stato più ragionevole accogliere la proposta del Consiglio dei Comuni di prevedere questo requisito rispettato anche se, invece dello studente o della studentessa, lo ha almeno uno dei genitori. Il timore espresso dalla Giunta è che un immigrato paghi coi soldi della Provincia gli studi di suo figlio rimasto nel paese d’origine. Ebbene, per evitare questo possibile abuso, noi riproporremo la norma sui 5 anni di residenza rispettabile anche da almeno uno dei genitori, limitandola però a quei e quelle giovani che frequentano scuole o università in Italia o in Austria.</p>
<p>Sia concesso di notare, comunque, che in questa legge la preoccupazione prevalente è quella di evitare possibili abusi che non quella di riconoscere diritti e offrire opportunità, come se in ogni immigrato si nascondesse un possibile imbroglione.</p>
<p><strong>UNA LEGGE DETTATA DALLA PAURA</strong> &#8211; Viene dunque da chiedersi perché la Giunta provinciale abbia voluto una “legge minima”, che delude chi ogni giorno lavora sui temi dell’accoglienza e della migrazione. Una legge con cui la Giunta, a partire dai toni (ma sono i toni che fanno la musica), vuole dimostrare di “saper fare la faccia cattiva”, per evitare l’accusa di indulgenza o di “buonismo”.</p>
<p>Da questo punto di vista, i principali interlocutori di questa legge non sono le persone migranti: questa legge è rivolta alla popolazione locale pensando che debba essere rassicurata e in questo senso è a suo modo una legge “elettorale” (sull’immigrazione la campagna elettorale purtroppo non finisce mai), è stata scritta per schivare (più che per sconfiggere) il populismo, per rincorrere i voti perduti.</p>
<p>A questo fine una Giunta e un assessorato che sono in grado di fare molto di più e meglio hanno scelto la strada del profilo bassissimo. Ma è dubbio che sia una strategia vincente.</p>
<p>Conservare un basso profilo, fare una legge tanto per fare, sperando che sia inattaccabile perché priva di ogni contenuto, rischia di essere ancor più attaccabile proprio perché è vuota e non suscita alcun entusiasmo tra le persone di buona volontà e buon senso.</p>
<p>Noi valutiamo in altro modo la sfida che, di fronte alla migrazione, sta di fronte alla politica. Passato il primo impatto, infatti, quel che ci chiede la società altoatesina sono ora strumenti adeguati per vincere la sfida della convivenza. Una legge debole non parerà i colpi della destra, non contribuirà a sfatare i pregiudizi e neppure mobiliterà le tante energie dell’Alto Adige solidale.</p>
<p><strong>TROPPO TEMPO PERSO</strong> – La vera causa delle incertezze che questa legge rispecchia stanno nel tempo che la Giunta provinciale ha fatto passare senza prendere le dovute iniziative. La storia di questa legge provinciale sull’integrazione comincia infatti molto tempo fa, all’inizio della scorsa legislatura, quando l’assessora Luisa Gnecchi insediò un apposito gruppo di lavoro. Questo produsse diverse versioni della legge, puntualmente recapitate alle parti sociali per raccoglierne i pareri. Ma la legislatura finì senza che alcun testo venisse approvato nemmeno in Giunta.</p>
<p>Altre Regioni, intanto, erano arrivate già alla prima o alla seconda riforma di leggi approvate già 20 anni fa. L’elenco che segue dà la misura del ritardo che abbiamo accumulato.</p>
<p>La REGIONE<strong> LOMBARDIA</strong> è la prima a legiferare già nel 1988 (LR 38, <em>Interventi a tutela degli immigrati extracomunitari</em>). Seguono il <strong>PIEMONTE </strong>nel 1989 (LR 64, <em>Interventi regionali a favore degli immigrati extra–comunitari</em>), il<strong> VENETO </strong>nel gennaio 1990 (LR 9) e la <strong>LIGURIA</strong> nel febbraio 1990 (LR 7), che nel 2007 ne vara la riforma (LR 7, <em>Norme per l’accoglienza e l’integrazione sociale delle cittadine e dei cittadini stranieri immigrati). </em>Anche il <strong>LAZIO </strong>muove il primo passo nel 1990<strong> </strong>(LR 17, <em>Provvidenze a favore degli immigrati da paesi extracomunitari</em>), aggiorna nel 1992 (LR 8, <em>Strutture di prima accoglienza per immigrati extracomunitari</em>) e ancora nel 2008 (LR 10, <em>Disposizioni per la promozione e la tutela dell’esercizio dei diritti civili e sociali e la piena uguaglianza dei cittadini stranieri immigrati</em>).</p>
<p>La<strong> TOSCANA </strong>comincia nel 1990 (LR 22, <em>Interventi a sostegno dei diritti degli immigrati extracomunitari</em>) e promulga nel 2009 la LR 29 (<em>Norme per l&#8217;accoglienza, l&#8217;integrazione partecipe e la tutela dei cittadini stranieri</em>) che è unanimemente considerata tra le migliori.</p>
<p>Nel 1990 legiferano anche <strong>CALABRIA</strong> (LR 17), l’<strong>UMBRIA</strong><strong> </strong>(LR<strong> </strong>18), la <strong>SARDEGNA</strong><strong> </strong>(LR nr.<strong> </strong>46, <em>Norme di tutela e di promozione delle condizioni di vita dei lavoratori extracomunitari</em>) e la <strong>PUGLIA</strong><strong>  </strong>(LR 29), che poi perfeziona nel 2009 con la LR  32, <em>Norme per l’accoglienza, la convivenza civile e l’integrazione degli immigrati</em>.</p>
<p>La <strong>CAMPANIA</strong> legifera nel 1994 (LR 33, <em>Interventi a sostegno dei diritti degli immigrati stranieri extra comunitari</em>), la <strong>BASILICATA</strong> nel 1996 (LR 21), le <strong>MARCHE</strong> nel 1998 (LR 2, <em>Interventi a sostegno dei diritti degli immigrati</em>) e ancora nel 2009 (LR 13, <em>Disposizioni a sostegno dei diritti e dell’integrazione dei cittadini stranieri immigrati</em>), l’ <strong>EMILIA-ROMAGNA</strong> nel 2004 (LR 5, <em>Norme per l&#8217;integrazione sociale dei cittadini stranieri immigrati</em>), l’<strong>ABRUZZO</strong> anche nel 2004 (LR 46, <em>Interventi a sostegno degli stranieri immigrati)</em>, il <strong>FRIULI-VENEZIA GIULIA</strong> nel 2005 (LR 5, <em>Norme per l&#8217;accoglienza e l&#8217;integrazione sociale delle cittadine e dei cittadini stranieri immigrati</em>).</p>
<p>E i nostri vicini Trentini? La <strong>PROVINCIA DI TRENTO</strong> legifera 21 anni prima di Bolzano, nel 1990, con la LP 13, <em>Interventi nel settore dell’immigrazione straniera extracomunitaria</em>.</p>
<p>Dunque Bolzano si muove con 20 anni di ritardo. E’ da questo ritardo della politica, e non dal “buonismo” di una minoranza, che nasce la forza del populismo.</p>
<p><strong>QUANDO LA GIUNTA CI METTE LE MANI</strong> – Ho fatto l’elenco delle diverse leggi regionali perché vorrei che tutti riflettessimo anche sui termini usati dagli organi legislativi delle altre regioni. Non si ha paura di usare parole come “sostegno”, “accoglienza”, “convivenza civile”, “integrazione partecipe”, “diritti civili e sociali”, “piena uguaglianza”  e infine, ripetutamente, il termine “interventi” che suggerisce quel valore aggiunto che manca alla legge altoatesina.</p>
<p>Il tono fa la musica e la musica è il messaggio della politica alla società.</p>
<p>Nella storia della legge altoatesina c’è anche, nell’ultima fase, un improvviso cambio di tono. Si verifica quando dall’assessorato competente la bozza di legge passa all’esame della giunta, tra la fine del 2010 e l’inizio del 2011. In quel momento viene importato dalla Baviera – come se noi non sapessimo inventare qualcosa di originale -  lo slogan “Fordern und Fördern” (esigere e sostenere, &#8211; dove esigere viene prima) che è il titolo del programma sull’immigrazione del partito conservatore della CSU (l’assessore ne può chiedere conferma al partito fratello del PD che dovrebbe essere – credo &#8211; la SPD).</p>
<p>Con questa filosofia del pretendere prima di sostenere, la legge è stata riscritta radicalmente e decisamente peggiorata: vengono ridotte al minimo le finalità della legge all’articolo 1 e cancellato ogni riferimento a norme e direttive europee, scompare ogni accenno a diritti e impegni di spesa, espressioni come “la Provincia promuove, sostiene ecc…” vengono cancellate, insieme a frasi come “parità d’accesso” (ex comma 1 dell’articolo 10); è cancellato l’articolo 7 sulle associazioni degli stranieri, cancellata l’assunzione di spese per i corsi di lingua, cancellati i 14 punti sui compiti del Servizio coordinamento immigrazione, delegati ora – come quasi tutto – a un regolamento di esecuzione; scompare l’impegno a “favorire l’accesso ai servizi” (art. 8), a “promuovere l’accesso all’abitazione” (art. 12) e infine la ciliegina sulla torta: nella composizione della Consulta provinciale gli immigrati, che nelle precedenti versioni erano 10 su 19, dunque la metà più uno, passano a 8 su 19 e finiscono in minoranza.</p>
<p>Questa è la “faccia cattiva” che la riscrittura della Giunta ha dato alla legge.</p>
<p>Ho parlato con molti operatori del settore, che si consolano dicendo di essersi visti passare tra le mani ipotesi molto peggiori, in termini di ulteriori restrizioni nell’accesso ai benefici. Non ci si dimentichi che in qualche conferenza stampa la Giunta si è mostrata addirittura convinta di poter condizionare la concessione di benefici a test linguistici. Fantasie che facevano a pugni con la Costituzione e che sono state accantonate. Tuttavia, lo “scampato pericolo” non cancella la sensazione che  la legge sia stata svuotata e, nel tono, incattivita. E che sia diventata un’occasione persa.</p>
<p><strong>UNA BUONA LEGGE È ANCORA POSSIBILE</strong> – La legge sull’<em>Integrazione delle cittadine e dei cittadini stranieri</em> era attesa da tempo, ha suscitato speranze, è stata discussa da tantissime persone ed elaborata in tanti uffici provinciali che fanno un ottimo lavoro sul campo. Si tratta di una delle poche leggi chiamate a regolare un ambito ancora inesplorato della nostra autonomia.</p>
<p>Certo sarebbe stato meglio affrontare il tema quando lo fecero i Trentini, 20 anni fa, quando i migranti da noi erano appena 5.000. Ma allora, davanti ai primi flussi dei profughi in fuga dalla Bosnia o dal Kosovo, la politica sì è cullata nell’illusione che se ne sarebbero andati finita la guerra. Invece sono rimasti – come rimarranno anche gli attuali profughi dal Nord Africa, sui quali la Provincia si fa le stesse illusioni.</p>
<p>Ancora nel 2000 i migranti erano meno di 15.000 e venivano in cerca di lavoro, che da noi abbonda. E anche allora la politica ha preferito illudersi che prima o poi sarebbero tornati al loro paese. Ma anche questi sono rimasti.</p>
<p>Oggi abbiamo oltre 41.000 migranti sul territorio della provincia, un numero comunque inferiore rispetto alle regioni vicine e gestibile con le risorse di cui disponiamo. Di questi migranti, due terzi hanno un regolare contratto di lavoro. L’immigrazione clandestina è un fenomeno che non ci riguarda. È stato calcolato che i nostri migranti, con i loro lavori regolari, versano in tasse e contributi 4 volte di più di quanto ricevono in spesa pubblica provinciale.</p>
<p>Buona parte della popolazione ha capito che queste persone ci sono indispensabili. Nel 2015, infatti, il saldo tra morti e nati nella popolazione autoctona diventerà negativo: ci saranno più morti che nati. Da soli non riusciamo a mandare avanti l’Alto Adige: abbiamo bisogno di loro.</p>
<p>Noi riteniamo che l’inclusione (termine che preferiamo a “integrazione”) si fa innanzitutto puntando sul potenziale e le capacità dei migranti, valorizzando le forze di ciascuna e ciascuno di loro, abbattendo le barriere che impediscono loro di realizzarsi e le discriminazioni che li colpiscono. Non si fa invece preoccupandosi solo delle barriere da erigere e degli abusi da sventare, non si fa senza i migranti e senza investire risorse.</p>
<p>Quella che ci serve è una buona legge concepita <strong><em>“in spirito di equità e generosità“</em></strong>.</p>
<p>Spero che le colleghe ed i colleghi abbiano riconosciuto questa frase tra virgolette: non è “buonismo”. È il punto 3, lettera a, dell’Accordo di Parigi, fondamento della nostra autonomia. Un punto che riguardava anche allora dei migranti: gli optanti. A cui veniva riconosciuto, “in spirito di equità e generosità” appunto, il diritto di poter scegliere dov’era la propria casa. Su quello spirito si è costruita la nostra convivenza.</p>
<p>Oggi la sfida della convivenza coinvolge migliaia di persone che vengono da tutti i continenti, non per approfittare di noi, ma per costruire insieme a noi, per lavorare nelle nostre imprese, per far marciare ristorazione e turismo, per assistere i nostri malati e i nostri anziani, per raccogliere i frutti delle nostre campagne, per mettere a posto ogni sera questo stesso edificio del Consiglio provinciale che si appresta ad approvare una legge che li riguarda.</p>
<p>Noi siamo convinti – pur da gruppo di opposizione &#8211; che la Giunta è in grado di fare molto di meglio di questa legge e se non l’ha fatto è per eccessivo timore. Per questo noi ripresenteremo in aula le nostre proposte e con fiducia facciamo appello a chi ha sensibilità sociale e senso di responsabilità: miglioriamo questa legge, arricchiamola di impegni, di risorse, di segnali positivi.</p>
<p>Restituiamogli la lingua dell’equità e della generosità.</p>
<p align="right">Bolzano, 15 settembre 2011.</p>
<p>Il relatore, consigliere provinciale</p>
<p>Riccardo Dello Sbarba</p>
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<hr align="left" size="1" width="33%" />
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<p>([1]) <em>“Ein Gesetz (&#8230;) könnte im besten Fall dazu beitragen, dass alle gesellschaftlichen Kräfte gemeinsam auf das Ziel der Integration hinwirken. </em><em>Damit könnten ablehnende Haltungen gegenüber Ausländern zu einer bejahenden Haltung gegenüber neuen Bürgern werden. Um diese Funktion zu erfüllen, erscheint uns das Gesetz in der vorliegenden Fassung zu schwach und zu wenig artikuliert. </em></p>
<p><em>Das Thema &#8220;Integration&#8221;, das in Österreich, Deutschland und in der Schweiz von eigenen Bundesämtern behandelt wird, wird unterschätzt. Ein Beispiel dafür ist die Finanzierung von maximal 50.000 Euro, wie es im Gesetz vorgesehen ist. Ein weiteres Beispiel ist die Ansiedlung der Koordinationsstelle an untergeordneter Stelle im Ressort Arbeit und ein letztes Beispiel ist die Vernachlässigung der lokalen Ebene. </em></p>
<p><em>Dieses Gesetz sieht den ausländischen Bürger nicht unmittelbar als einen neuen Bürger an, sondern als Teil einer sozialen Gruppe, der zwar geholfen werden darf, die aber aufgrund ihrer rechtlichen Unterprivilegierung auch mit (Sonder-) Pflichten belegt werden kann. </em><em>Diese Sichtweise schwächt die Solidarität der Einwohner untereinander, verlängert die rechtliche Unterprivilegierung des Status Ausländer ins Soziale und erweckt den Eindruck, dass Konflikte auf die Gruppe zurückgehen und nicht ein allgemeingesellschaftliches Problem darstellen“.</em></p>
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		<title>Lampedusa, porta d&#8217;Europa</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Aug 2011 14:37:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Dello Sbarba</dc:creator>
				<category><![CDATA[convivenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Sul molo a sud ci sono 25 sacchi blu, uno accanto all’altro. Dentro ogni sacco c’è il cadavere di un giovane uomo, due sono giovani donne. Provengono quasi tutti dall’Africa sub-sahariana. Partiti da un porto libico vicino a Tripoli, sono morti in mare asfissiati in una stiva trasformata in camera a gas. Sul molo di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&amp;blog=3404516&amp;post=1698&amp;subd=riccardodellosbarba&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2011/08/2011-2-agosto-migranti-tunisimi-vengono-trasferiti-in-nave-nei-campi-di-identificazione-in-sicilia-per-essere-rimpatriati-foto-riccardo-dello-sba-3.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1703" title="2011 - 2 agosto - migranti tunisimi vengono trasferiti in nave nei campi di identificazione in sicilia per essere rimpatriati - foto riccardo dello sba (3)" src="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2011/08/2011-2-agosto-migranti-tunisimi-vengono-trasferiti-in-nave-nei-campi-di-identificazione-in-sicilia-per-essere-rimpatriati-foto-riccardo-dello-sba-3.jpg?w=500&#038;h=375" alt="" width="500" height="375" /></a><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2011/08/2011-1c2b0-agosto-25-migranti-morti-nella-stiva-dellultimo-barcone-foto-riccardo-dello-sbarba-17.jpg"><br />
</a>Sul molo a sud ci sono 25 sacchi blu, uno accanto all’altro. Dentro ogni sacco c’è il cadavere di un giovane uomo, due sono giovani donne. Provengono quasi tutti dall’Africa sub-sahariana. Partiti da un porto libico vicino a Tripoli, sono morti in mare asfissiati in una stiva trasformata in camera a gas.</p>
<p>Sul molo di fronte ci siamo noi, con una pietra gelata nel cuore. Si parla piano, come in chiesa, o a un funerale. “Stavolta, purtroppo, meschini…” sussurra il vecchio pescatore che abita sul porto. Ha le lacrime agli occhi: “Sono arrivati all’alba”.</p>
<p>Abbiamo scelto quest’anno Lampedusa anche per solidarietà coi lampedusani. Per dire loro che quel che hanno passato non ci fa paura, ma è un motivo in più per andare. Loro sorridono. Non per nulla le associazioni del volontariato hanno lanciato l’iniziativa “Io vado a Lampedusa”, appello a cui anche noi abbiamo risposto. Ma chi ti ospita si affretta a rassicurarti: “Vedi? Non si vede niente!”. Niente migranti per strada, niente caos. Il turismo è crollato lo stesso: meno 80%. “Passerà” ti dicono. Invece si stupiscono se gli dici che proprio per vedere sei venuto, per capire. Siamo preparati. Ma quello che vediamo oggi, primo d’agosto, toglie il respiro.</p>
<p>Il sole abbaglia sul porto di Lampedusa. Il silenzio è rotto solo dal tintinnìo delle vele mosse dal vento. Senza dire una parola laggiù sul molo si muovono i medici legali con le tute bianche e la protezione civile con le tute gialle. Si piegano sui sacchi blu e si rialzano, lentamente, come sospesi nel vuoto, come astronauti sulla Luna.</p>
<p>Noi siamo dall’altra parte, gelati nel sole d’agosto.</p>
<p><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2011/08/2011-1c2b0-agosto-25-migranti-morti-nella-stiva-dellultimo-barcone-foto-riccardo-dello-sbarba-11.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1704" title="2011 - 1° agosto - 25 migranti morti nella stiva dell'ultimo barcone - foto riccardo dello sbarba (11)" src="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2011/08/2011-1c2b0-agosto-25-migranti-morti-nella-stiva-dellultimo-barcone-foto-riccardo-dello-sbarba-11.jpg?w=500" alt=""   /></a></p>
<p>Che stesse succedendo qualcosa s’era capito il giorno prima. Dopo una settimana di tempesta il mare s’era abbassato e lo scirocco era girato a maestrale. A metà mattina la nave grigia da guerra della Guardia di Finanza era partita a razzo, poi due motovedette arancione della Guardia Costiera. Le abbiamo seguite con lo sguardo fino all’orizzonte, poi siamo corsi verso il centro di accoglienza, una vecchia caserma nascosta in contrada Imbriacola, fuori paese. I carabinieri avevano già sbarrato le strade d’accesso. “Arrivano?” abbiamo chiesto. “Arriveranno” ci hanno risposto.</p>
<p>Abbiamo atteso fino a notte fonda che tornassero, la nave grigia da guerra e le vedette arancione. Niente. Sulla piazza che domina il porto si proiettavano i film di “Lampedusa festival”, intitolato: “Approdi e speranze”. Il primo premio è una piccola barca costruita dai ragazzi africani con legni dei barconi che li hanno portati sull&#8217;isola. Scorrono una dopo l’altra sullo schermo storie di migrazioni e di Mediterraneo. In mare si sta consumando una tragedia che neppure i vecchi dell’isola avevano visto mai.</p>
<p>Nella notte i mezzi di soccorso raggiungono il barcone alla deriva. 15 metri, azzurro, privo di tutto: senza radar, radio, luci, nulla. Prima dell’ultimo viaggio è stato spogliato di tutto ciò che può avere un valore. E caricato oltre ogni limite: questo tiene al massimo 20 persone, ne trasporta 271. Basta che riesca a galleggiare, arrivare in acque italiane e lì essere soccorsa.</p>
<p>La tragedia è nel vano motore: lì, ammassati l’uno sull’altro, i finanzieri scoprono 25 cadaveri. Sono stati chiusi lì dentro alla partenza, raccontano i sopravvissuti. Erano almeno in 50. Quando il gas di scarico ha tolto loro il respiro, hanno cercato disperatamente d’uscire, ma gli scafisti li ricacciavano dentro a bastonate: dicevano che la barca si sarebbe rovesciata. Qualcuno ce l’ha fatta lottando. Due sono morti col cranio sfondato. Uno è stato gettato in mare dagli scafisti. Gli altri sono rimasti a morire come topi. Raccontano anche che con loro altri 5 barconi sono partiti. Risultano dispersi.</p>
<p>Il giorno dopo è proclamato il lutto cittadino. La rassegna del cinema e ogni altra iniziativa viene interrotta. L’isola sprofonda nel silenzio.</p>
<p>L’organizzazione militare è rapida e segue l’ordine del governo: nulla si deve vedere. Gli adulti vengono portati subito all’Imbriacola e i minorenni all’ex base USA Loran a Punta Ponente, la più a Ovest dell’isola, quella contro cui Gheddafi nel 1986 lanciò due missili Scud finiti in mare: così il mondo seppe che Lampedusa esisteva e il turismo cominciò a farne la sua meta. Paradossi d’altri tempi.</p>
<p>Ora entrambe le strutture sono chiuse da reti e mura. Sono carceri, sebbene alla Loran ci siano minorenni e all’Imbriacola chi proviene dalla Libia abbia diritto allo status di rifugiato.</p>
<p>Già il giorno dopo cominciano i trasferimenti. 30 tunisini  vengono imbarcati sulla nave per la Sicilia da dove – secondo l’accorto con la Tunisia – saranno rimpatriati.</p>
<p>Li vediamo sulla banchina. Scendono dall’autobus dai vetri oscurati scortati dai carabinieri. A ciascuno viene dato un sacchetto azzurro col cibo e i pochi averi. Vengono spinti sulla nave e rinchiusi in un settore del ristorante requisito e sbarrato. “Ciao ragazza, come va?” ci saluta un giovane coi riccioli neri. “Come va a te?” risponde lei. Lui sorride come dire: io bene, sono arrivato. Non sa che lo aspetta il rimpatrio.</p>
<p>Se devono andare in bagno vengono accompagnati: “Ricordati che in Italia si tira lo sciacquone!” gli sibila un carabiniere.</p>
<p>I lampedusani no, i lampedusani hanno dato l’anima per questa gente, quando in primavera il governo li ha lasciati soli e loro, solo loro, hanno dato cibo, vestiti, riparo, assistenza e conforto ai migranti.</p>
<p><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2011/08/2011-luglio-lampedusa-le-carrette-del-mare-foto-riccardo-dello-sbarba-12.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1705" title="2011 - luglio - Lampedusa - le carrette del mare - foto riccardo dello sbarba (12)" src="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2011/08/2011-luglio-lampedusa-le-carrette-del-mare-foto-riccardo-dello-sbarba-12.jpg?w=500" alt=""   /></a></p>
<p>Non era la prima volta che qualcuno sbarcava a Lampedusa. Nell’estate di 5 anni fa arrivarono in 40 mila e non ci furono drammi. Sempre sono sbarcati, in quest’isola più a sud di Tunisi, più vicina all’Africa (113 km) che alla Sicilia (oltre 200 km), perfino geologicamente appartenente alla piattaforma continentale africana.</p>
<p>In primavera con la guerra ne sono arrivati tanti, è vero, ma la situazione poteva essere gestita. Il governo italiano ha preferito usare l’isola come capro espiatorio, l’ha abbandonata a se stessa e ha lasciato che i migranti – sotto l’occhio delle tv di tutto il mondo &#8211; si ammassassero in quella che ora chiamano “la collina della vergogna”, un’altura a lato del porto nei cui vecchi bunker migliaia di disperati hanno bivaccato, dormito, mangiato, defecato per settimane.</p>
<p>Così il ministro Maroni ha voluto provocare lo scandalo: per imporre alla Tunisia l’accordo sui rimpatri e all’Unione europea un aiuto finanziario. Avuto l’accordo, tutto si è normalizzato. Salvo il turismo di cui vive l’isola, che ora è al disastro.</p>
<p>Dopo di che, Berlusconi ha mandato l’esercito. L’isola è stata occupata da 500 tra finanzieri, carabinieri e polizia. Alcuni alberghi sono stati requisiti. Il centro delle operazioni è stato installato nella sede dell’”Area marina protetta”, sfrattando gli uffici del parco naturale. Ed è ricominciato anche il solito carnevale all’italiana: il presidente della cooperativa che gestisce il centro di accoglienza è ora indagato dalla magistratura che lo accusa di aver prolungato la permanenza dei migranti per gonfiare i rimborsi dello Stato – 45 euro al giorno per immigrato. I soggiorni gonfiati equivarrebbero a 12500 giorni: qualcuno specula sul sovraffollamento.</p>
<p>Al molo sud del porto sono ormeggiati gli ultimi barconi sequestrati, che nessuno chiederà indietro. Altri due enormi cimiteri di barche sono a terra, uno al campo sportivo e l’altro alla base Loran. Sulle prue si leggono nomi scritti in arabo.</p>
<p>Ai morti è stato dedicato un posto nel cimitero. I lampedusani per tradizione si fanno seppellire in cappelle in muratura: casette a tre, quattro piani in una caotica città dei defunti. I soli seppelliti in terra sono i migranti. All’ombra d’un grande oleandro bianco stanno croci di legno con un numero e l’anno d’arrivo. Su ogni croce un santino dal titolo “Morire di speranza”, affisso dalla comunità di Sant’Egidio in occasione della “preghiera per le vittime dei viaggi verso l’Europa”: “Amate dunque lo straniero, perché anche voi foste stranieri nel paese d’Egitto”.</p>
<p><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2011/08/2011-agosto-lampedusa-la-parte-del-cimitero-dedicata-ai-migranti-arrivati-morti-sullisola-foto-riccardo-dello-sbarba-2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1706" title="2011 agosto - Lampedusa - la parte del cimitero dedicata ai migranti arrivati morti sull'isola - foto riccardo dello sbarba (2)" src="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2011/08/2011-agosto-lampedusa-la-parte-del-cimitero-dedicata-ai-migranti-arrivati-morti-sullisola-foto-riccardo-dello-sbarba-2.jpg?w=500" alt=""   /></a></p>
<p>Il volontariato e la cultura sono gli unici sostegni per l’isola. Nessuno qui dimentica che, quando la Tunisia era Francia, erano i lampedusani ad emigrare laggiù per lavoro. Il più importante luogo sacro di Lampedusa è il santuario della “Madonna di Porto Salvo”, cioè del “porto che salva”, per secoli gestito insieme da monaci cristiani e musulmani, in cui naviganti arabi, turchi e cattolici hanno trovato asilo ripagandolo con doni.</p>
<p>Al festival del cinema di Venezia è in concorso un film che si chiama “Terraferma”, è stato girato sulla vicina Linosa da Emanuele Crialese e ha come protagonista della sua stessa storia una donna eritrea, Timnit, sbarcata a Lampedusa con un gommone nel 2009. Erano partiti in 78 dalla Libia e arrivarono in cinque, dopo essersi dissetati per 21 giorni con la propria urina.</p>
<p>A Linosa Mimmo Cuticchio, l’ultimo erede della tradizione del teatro dei “pupi”, i grandi burattini siciliani, ha messo in scena un Ulisse pellegrino e naufrago che nell’Ade incontra una madre affogata in mare col proprio figlio in un Mediterraneo che – secondo i dati dell’Onu &#8211; ha inghiottito finora 13.000 migranti.</p>
<p>La politica invece è latitante. I 24 milioni stanziati dall’Europa per Lampedusa nell’isola non sono mai arrivati. Né è più comparso Berlusconi, neppure nella meravigliosa “villa delle palme” a cala Francese che, con un colpo di scena, comprò a primavera per poter dire: anche io sono lampedusano. Poi ha scoperto che la villa è troppo piccola per lui e la sua scorta e ora il sindaco sta cercando di realizzare una permuta con un’altra villa, più grande: come se non avesse nulla di più importante da fare.</p>
<p>Lampedusa, da sempre luogo di arrivi e passaggi. Solo da quando la fortezza Europa ha chiuso le sue porte sono diventati viaggi della disperazione e della morte.</p>
<p>Lampedusa della solidarietà, della cultura, del mare tanto bello che commuove, del parco marino e dell’impegno ambientalista per la salvezza della spiaggia dove le tartarughe depongono le uova. Lampedusa dei pesci tropicali, i coloratissimi pesci pappagallo, i pesci civetta dalle grandi ali azzurre, gli inquietanti granchi dalle lunghe chele venuti dall’oceano indiano – esseri migranti pure loro. Lampedusa abbandonata, umiliata, sola.</p>
<p><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2011/08/2011-lampedusa-la-porta-delleuropa.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1707" title="2011 Lampedusa - La porta dell'Europa" src="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2011/08/2011-lampedusa-la-porta-delleuropa.jpg?w=500" alt=""   /></a></p>
<p>A cala Sponsa, sulla costa sud, Lampedusa ha voluto erigere “La porta dell’Europa”, realizzata dall’artista Mimmo Palladino col sostegno dell’UNHCR, l’agenzia per i rifugiati dell’Onu. Alta 5 metri e larga 3, in ferro e ceramica, l’enorme porta si vede dal mare. Ha i colori della terra dell’isola, che poi sono quelli del deserto. E’ ricoperta di oggetti trovati sui barconi: scarpe, scodelle, bicchieri. Nel testo affisso all’inaugurazione, nel 2008, sta scritto: “In omaggio ai migranti che vengono dal Sud e dall’Est ad accudire i nostri anziani, pulire le nostre case, mandare avanti le nostre fabbriche e i nostri campi, portando lavoro, umiltà, energia e un enorme desiderio di riscatto”.</p>
<p>Lampedusa della pazienza e della civiltà.</p>
<p><em>(Pubblicato in tedesco sul settimanale &#8220;ff, die Südtiroler Wochenmagazin&#8221; il 25 agosto 2011)</em></p>
<p><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2011/08/2011-luglio-lampedusa-le-carrette-del-mare-foto-riccardo-dello-sbarba-3.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1708" title="2011 - luglio - Lampedusa - le carrette del mare - foto riccardo dello sbarba (3)" src="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2011/08/2011-luglio-lampedusa-le-carrette-del-mare-foto-riccardo-dello-sbarba-3.jpg?w=500&#038;h=375" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2011/08/2011-luglio-lampedusa-le-carrette-del-mare-foto-riccardo-dello-sbarba-51.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1709" title="2011 - luglio - Lampedusa - le carrette del mare - foto riccardo dello sbarba (51)" src="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2011/08/2011-luglio-lampedusa-le-carrette-del-mare-foto-riccardo-dello-sbarba-51.jpg?w=500&#038;h=375" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2011/08/2011-agosto-lampedusa-barconi-sequestrati-depositati-presso-lex-base-usa-foto-riccardo-dello-sbarba-41.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1711" title="2011 agosto Lampedusa - barconi sequestrati depositati presso l'ex base USA - foto riccardo dello sbarba  (4)" src="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2011/08/2011-agosto-lampedusa-barconi-sequestrati-depositati-presso-lex-base-usa-foto-riccardo-dello-sbarba-41.jpg?w=500&#038;h=375" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2011/08/2011-lampedusa-i-bunker-abitati-dai-migranti-sulla-collina-del-disonore-foto-riccardo-ds-2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1712" title="2011 Lampedusa - i bunker abitati dai migranti sulla collina del disonore - foto riccardo ds (2)" src="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2011/08/2011-lampedusa-i-bunker-abitati-dai-migranti-sulla-collina-del-disonore-foto-riccardo-ds-2.jpg?w=500&#038;h=375" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2011/08/2011-2-agosto-migranti-tunisimi-vengono-trasferiti-in-nave-nei-campi-di-identificazione-in-sicilia-per-essere-rimpatriati-foto-riccardo-dello-sbarb.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1713" title="2011 - 2 agosto - migranti tunisimi vengono trasferiti in nave nei campi di identificazione in sicilia per essere rimpatriati - foto riccardo dello sbarb" src="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2011/08/2011-2-agosto-migranti-tunisimi-vengono-trasferiti-in-nave-nei-campi-di-identificazione-in-sicilia-per-essere-rimpatriati-foto-riccardo-dello-sbarb.jpg?w=500&#038;h=375" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2011/08/2011-agosto-lampedusa-barconi-sequestrati-depositati-presso-lex-base-usa-foto-riccardo-dello-sbarba-13.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1714" title="2011 agosto Lampedusa - barconi sequestrati depositati presso l'ex base USA - foto riccardo dello sbarba  (13)" src="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2011/08/2011-agosto-lampedusa-barconi-sequestrati-depositati-presso-lex-base-usa-foto-riccardo-dello-sbarba-13.jpg?w=500&#038;h=375" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2011/08/2011-lampedusa-linosa-pantelleria-0251.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1716" title="2011 Lampedusa Linosa Pantelleria 025" src="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2011/08/2011-lampedusa-linosa-pantelleria-0251.jpg?w=500&#038;h=375" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p>&#8220;La baia dei Conigli a Lampedusa è la piscina di Dio&#8221; <em>(Domenico Modugno, che lì decise di vivere le sue ultime ore di vita, guardando il mare).</em></p>
<p><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2011/08/2011-lampedusa-linosa-pantelleria-028.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1717" title="2011 Lampedusa Linosa Pantelleria 028" src="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2011/08/2011-lampedusa-linosa-pantelleria-028.jpg?w=500&#038;h=375" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
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			<media:title type="html">Riccardo Dello Sbarba</media:title>
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			<media:title type="html">2011 - 2 agosto - migranti tunisimi vengono trasferiti in nave nei campi di identificazione in sicilia per essere rimpatriati - foto riccardo dello sba (3)</media:title>
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			<media:title type="html">2011 - 1° agosto - 25 migranti morti nella stiva dell&#039;ultimo barcone - foto riccardo dello sbarba (11)</media:title>
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			<media:title type="html">2011 - luglio - Lampedusa - le carrette del mare - foto riccardo dello sbarba (12)</media:title>
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			<media:title type="html">2011 agosto - Lampedusa - la parte del cimitero dedicata ai migranti arrivati morti sull&#039;isola - foto riccardo dello sbarba (2)</media:title>
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			<media:title type="html">2011 Lampedusa - La porta dell&#039;Europa</media:title>
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			<media:title type="html">2011 - luglio - Lampedusa - le carrette del mare - foto riccardo dello sbarba (3)</media:title>
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			<media:title type="html">2011 - luglio - Lampedusa - le carrette del mare - foto riccardo dello sbarba (51)</media:title>
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			<media:title type="html">2011 agosto Lampedusa - barconi sequestrati depositati presso l&#039;ex base USA - foto riccardo dello sbarba  (4)</media:title>
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			<media:title type="html">2011 Lampedusa - i bunker abitati dai migranti sulla collina del disonore - foto riccardo ds (2)</media:title>
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			<media:title type="html">2011 - 2 agosto - migranti tunisimi vengono trasferiti in nave nei campi di identificazione in sicilia per essere rimpatriati - foto riccardo dello sbarb</media:title>
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			<media:title type="html">2011 agosto Lampedusa - barconi sequestrati depositati presso l&#039;ex base USA - foto riccardo dello sbarba  (13)</media:title>
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			<media:title type="html">2011 Lampedusa Linosa Pantelleria 025</media:title>
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			<media:title type="html">2011 Lampedusa Linosa Pantelleria 028</media:title>
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		<title>Più democrazia a minor costo</title>
		<link>http://riccardodellosbarba.wordpress.com/2011/07/21/piu-democrazia-a-minor-costo/</link>
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		<pubDate>Thu, 21 Jul 2011 17:24:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Dello Sbarba</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Trasparenza, controllo, sobrietà: una riforma della politica che elimini i privilegi e dia più forza al potere legislativo e ai cittadini. L’attuale protesta contro i “costi della politica” nasce dalla grave crisi finanziaria, che impone sacrifici a tutti, e dal triste spettacolo di una classe politica che mette in salvo i propri stipendi e perfino [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&amp;blog=3404516&amp;post=1690&amp;subd=riccardodellosbarba&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
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<p><strong>Trasparenza, controllo, sobrietà: una riforma della politica che elimini i privilegi e dia più forza al potere legislativo e ai cittadini.</strong></p>
<p>L’attuale protesta contro i “costi della politica” nasce dalla grave crisi finanziaria, che impone sacrifici a tutti, e dal triste spettacolo di una classe politica che mette in salvo i propri stipendi e perfino le vituperate province. Bisogna però non cadere nell’inganno: il problema più grosso dell’Italia non si chiama “casta”, si chiama Berlusconi. Nessuna manovra economica funzionerà se l’Italia continuerà ad essere guidata da una classe dirigente screditata in tutto il mondo. La prima urgente riforma è dunque mandare via Berlusconi con tutta la sua corte e dare al Paese un governo che abbia la forza, il consenso e il rigore di un nuovo “Comitato di Liberazione Nazionale”.</p>
<p>Solo così sarà possibile una riforma etica delle istituzioni, cominciando da noi: Regione e Provincia. Qualche passo l’abbiamo fatto: eliminazione dei vitalizi, blocco delle indennità, ritocchi alle maggiorazioni. Il lavoro va completato, senza però agitare specchietti per le allodole. Non è serio per esempio l’assessore che propone di tagliare i rimborsi che non lo sfiorano perché lui continua a spostarsi gratis sull’auto blu.</p>
<p>Provo invece a fare qualche proposta più seria:</p>
<ol start="1">
<li>Va approvata una legge che limiti le spese elettorali di candidati e candidate e li obblighi a una documentazione trasparente e rigorosa. Gli “appetiti di casta” nascono dalle campagne elettorali milionarie. Con un tetto massimo di 28.000 euro a candidato (è la proposta verde) si ferma lo sperpero e si danno a tutti pari opportunità.</li>
<li>La Regione è sovradimensionata. Le sue residue funzioni amministrative vanno passate alle Province, lasciando alla Regione il compito di coordinare le politiche comuni. Eliminare l’apparato regionale consentirà forti risparmi di spesa.</li>
<li>Ai finanziamenti in denaro ai gruppi consiliari va preferita la messa a disposizione dei mezzi materiali per fare politica.</li>
<li>Ogni esborso in denaro deve essere comunque motivato, documentato e trasparente, in modo che non diventino finanziamenti occulti ai partiti.</li>
</ol>
<p>Ci sono poi tante altre piccole riforme da studiare: eliminare i doppi benefici, ridurre fondi personali di rappresentanza di Giunte e Uffici di presidenza, pagare i membri della Giunta a livello trentino (oggi Durnwalder ha una maggiorazione doppia di Dellai), rivedere l’uso delle auto blu e così via. E certamente vanno verificati gli stipendi-base dei consiglieri, oggi troppo alti.</p>
<p>Tuttavia, su una cosa bisogna avere le idee chiare: quale tipo di consiglieri e consigliere ci servono per una Provincia autonoma che fa leggi e gestisce 5 miliardi all’anno? Quale tipo di “parlamento provinciale” può garantire democrazia e trasparenza di fronte a una Giunta (e a decine di società pubbliche) già così potenti e intolleranti verso ogni controllo?</p>
<p>C’è chi propone consiglieri a tempo perso in un “parlamento serale” : costano meno, certo, ma ciò equivarrebbe a una delega in bianco a Durnwalder e ai suoi assessori, unici politici rimasti a tempo pieno.</p>
<p>Vogliamo questo? Io non lo voglio, perché credo che in Alto Adige ci sia semmai bisogno di più controllo, più trasparenza, più democrazia, più pluralismo e tutto questo ha un costo che va pagato. Il non controllo alla fine ci costerà molto di più.</p>
<p>Se dunque vogliamo ancora avere in Consiglio provinciale persone in grado di fare leggi, analizzare bilanci, tenere contatti coi cittadini e dare filo da torcere a chi gestisce il potere, allora servono parlamentari a tempo pieno. A condizione che il tempo pieno sia davvero tale: l’attività di consigliere provinciale deve essere incompatibile con qualsiasi altro lavoro (vedi avvocati, commercialisti ecc&#8230;). Per il resto, la persona eletta deve disporre dei mezzi per esercitare il proprio mandato, usandoli con parsimonia e trasparenza, al servizio dei cittadini e non come privilegio.</p>
<p>La ricetta è semplice: più democrazia a minor costo. Si può fare.</p>
<p><em>(pubblicato sul giornale Alto Adige del 21 luglio 2011)</em></p>
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			<media:title type="html">Riccardo Dello Sbarba</media:title>
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		<title>Migranti: la Giunta respinge</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jun 2011 17:24:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Dello Sbarba</dc:creator>
				<category><![CDATA[convivenza]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>

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		<description><![CDATA[LEGGE SULL&#8217;INTEGRAZIONE: LA GIUNTA FA LA FACCIA CATTIVA, PARLA DI INTEGRAZIONE MA INTENDE ASSIMILAZIONE, NEGA ELEMENTARI DIRITTI, PROPONE UNA LEGGE A COSTO ZERO E METTE I MIGRANTI IN MINORANZA PERFINO NELLA &#8220;LORO&#8221; CONSULTA. Nella quarta commissione legislativa del Consiglio provinciale l’assessore Bizzo e la Svp si sono ostinati per tutta la giornata a respingere ogni [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&amp;blog=3404516&amp;post=1682&amp;subd=riccardodellosbarba&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2011/06/lampedusa-immigrati.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1683" title="lampedusa-immigrati" src="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2011/06/lampedusa-immigrati.jpg?w=500&#038;h=371" alt="" width="500" height="371" /></a></p>
<p><strong>LEGGE SULL&#8217;INTEGRAZIONE: LA GIUNTA FA LA FACCIA CATTIVA, PARLA DI INTEGRAZIONE MA INTENDE ASSIMILAZIONE, NEGA ELEMENTARI DIRITTI, PROPONE UNA LEGGE A COSTO ZERO E METTE I MIGRANTI IN MINORANZA PERFINO NELLA &#8220;LORO&#8221; CONSULTA.</strong></p>
<p>Nella quarta commissione legislativa del Consiglio provinciale l’assessore Bizzo e la Svp si sono ostinati per tutta la giornata a respingere ogni proposta di miglioramento. Arrivati all’articolo 7 della legge, la maggioranza si è mostrata sorda a ogni buon senso.</p>
<p>Dunque la Giunta vuole portare a casa una legge blindata,  assolutamente inadeguata. Una legge che fa la “faccia cattiva” verso gli immigrati, pretende un’integrazione “a costo zero” e la mette tutta a carico degli stranieri, che finiscono in minoranza perfino nella Consulta sull’immigrazione. La Giunta ha mostrato di ignorare completamente tutti i pareri pervenuti  dai Comuni, dalle Comunità comprensoriali, dalla Caritas dai sindacati, dalle associazioni degli stranieri, dal volontariato, perfino dagli imprenditori.</p>
<p>Una legge fatta con la “paura della destra e del populismo” e per questo ridotta ai minimi termini. Eppure oggi questa “minaccia della destra” si è dimostrata una tigre di carta. Gli unici emendamenti proposti erano quelli dei Verdi, numerossissimi su ogni articolo. La destra italiana ha invece disertato la commissione legislativa, la destra tedesca (i Freiheitlichen) non hanno fatto alcuna proposta e si è limitata nella maggior parte dei casi ad astenersi sui diversi articoli (talmente vuoti da essere considerati accettabili anche da loro).</p>
<p>Una legge debole comunque non impedirà alla destra di dare l’attacco in aula con i soliti argomenti populisti. Ma una legge debole sarà difficilmente difendibile da chi ha a cuore la vera integrazione!</p>
<p><strong>Quel che è peggio, infatti, è che una legge così è uno schiaffo in faccia a chi ogni giorno lavora sui temi dell’accoglienza e della migrazione e sottovaluta la maturazione della nostra società. Chi lavora sul campo sa che la fase della paura e del populismo è in gran parte passata, che la gente ha capito che la migrazione è un dato di fatto da affrontare con realismo e ciò che oggi chiedono le persone sul territorio sono strumenti efficaci e mezzi a disposizione per vincere la sfida dell’integrazione.</strong></p>
<p>Per la (vergognosa) cronaca, ecco &#8211; riassunte &#8211; le proposte più importanti che <strong>l’assessore HA RESPINTO</strong>:</p>
<p>Ø     <strong>UNA LEGGE A COSTO ZERO</strong>: Non è stato accettato di mettere a disposizione maggiori risorse finanziarie e di personale per chi – dai Comuni e le Comunità comprensoriali fino al volontariato &#8211; lavora sull’integrazione.</p>
<p>Ø     <strong>INTEGRAZIONE A SENSO UNICO</strong>: Non è stato accettato di sostenere anche la madrelingua d’origine delle persone migranti. Respinta la proposta che, nel pretendere dagli stranieri l’apprendimento delle lingue locali, la Provincia metta a disposizione finanziamenti adeguati. Non è stato accettato di promuovere la partecipazione alla vita pubblica (per es diritto di voto ai referendum comunali) delle persone di origine straniera.</p>
<p>Ø     <strong>DIRITTI NON RICONOSCIUTI</strong>: Non è stato accettato di prevedere speciali interventi per rifugiati, apolidi, richiedenti asilo e persone tutelate da protezione internazionale (particolarmente attuale con l’emergenza in Nord Africa). Respinta la proposta di distinguere tra migranti con permesso di soggiorno ordinario e migranti con carta di soggiorno di lungo periodo secondo le direttive europee (grazie alle quali hanno maggiori diritti).</p>
<p>Ø     <strong>A COORDINARE IL TUTTO UN SEMPLICE “SERVIZIO</strong>”: Non è stato accettato di affidare il compito centrale del coordinamento degli interventi almeno ad un Ufficio provinciale: il coordinamento resta un semplice “servizio” della Ripartizione lavoro.</p>
<p>Ø     <strong>UNA CONSULTA PER GLI IMMIGRATI SENZA POTERI, DOVE GLI IMMIGRATI SONO MESSI IN MINORANZA</strong>: respinta la proposta di aumentare il numero dei rappresentanti stranieri e che essi siano eletti dagli stranieri stessi. Nella Consulta gli stranieri restano minoranza (8 su 19) e vengono scelti dalla giunta provinciale.  Inoltre, respinta la proposta di non sottoporre alla proporzionale le rappresentanze di sindacati, imprenditori e volontariato, e pure respinta la proposta che la Consulta sia convocabile da 1/3 dei membri: resta convocabile Solo con le firme della metà dei membri, firme che gli stranieri da soli – essendo in minoranza – non avranno mai. Non è stato dato alla Consulta per l’immigrazione maggiori poteri nell’esprimere i propri pareri su diverse materie, con la certezza che questi parerei contino qualcosa (respinta perfino la proposta che la Giunta, se non accoglie i pareri, debba almeno spiegare perché).</p>
<p>Ø     <strong>IL PROGRAMMA PLURIENNALE SULL’IMMIGRAZIONE RESTA “COSA LORO”</strong>: Respinta la proposta che il programma pluriennale sull’immigrazione sia elaborato consultando Comuni, comunità comprensoriali, sistema scolastico, associazioni ecc… Il programma se lo fa la Giunta e stop! Respinta anche la proposta di una conferenza triennale sull’immigrazione che faccia il bilancio del programma.</p>
<p>Ø     <strong>UN CENTRO ANTIDISCRIMINAZIONE SOTTOPOSTO ALLA PROVINCIA: </strong>Respinta la proposta di collocare il Centro antidiscriminazione presso la difesa civica, come chiedeva anche il Consiglio dei Comuni, nonché tutte le associazioni di volontariato, Caritas diocesana in testa. Il Centro non ha alcuna autonomia e resta dentro la ripartizione lavoro. Questo era considerato uno dei passaggi fondamentali della legge! Respinta la proposta che il Centro antidiscriminazione invii ogni anno una relazione a Consiglio provinciale e Comuni.</p>
<p>Emendamenti dei Verdi <strong>APPROVATI DALLA cOMMISSIONE:</strong></p>
<p>Che l’integrazione non solo si “disciplina” ma anche si “promuove”.</p>
<p>Che il programma pluriennale sull’integrazione lo fa l’assessorato (si erano perfino dimenticati di dire chi fa il programma!).</p>
<p>Che il “servizio di coordinamento” avrà personale adeguato (questo è importante).</p>
<p>Che nelle discriminazioni vanno comprese anche quelle dovute “all’orientamento sessuale e alla disabilità” (se l’erano dimenticate!)</p>
<p>Che l’apprendimento linguistico si fa anche “sul posto di lavoro”.</p>
<p>Che conoscere le lingue non è solo finalizzato a “assolvere ai propri doveri” ma anche a “esercitare i propri diritti” (possibile che vada combattuto per inserire questo semplice concetto?).</p>
<p>Venerdì prossimo 17 giugno la Commissione si riunisce di nuovo e noi daremo ancora battaglia per migliorare quel che è ancora migliorabile.</p>
<p><strong>Consigliere provinciale Riccardo Dello Sbarba, membro per i Verdi della IV Commissione Legislativa.</strong></p>
<p>Post scriptum: incredibile ma vero, l&#8217;assessore competente è del PD.</p>
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		<title>Energia: i cittadini vincono sul Palazzo</title>
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		<pubDate>Mon, 02 May 2011 16:40:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Dello Sbarba</dc:creator>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;ENERGIA RIPORTATA DAVVERO &#8220;A CASA&#8221;: NELLA CASA DELLA DEMOCRAZIA. Pubblico qui l&#8217;editoriale di Florian Kronbichler sul &#8220;Corriere&#8221; di domenica 1 maggio, che spiega bene il senso di questa battaglia per la legalità e la trasparenza. Strozzato fra trono e altare (il matrimonio regale e la beatificazione papale), rischia purtroppo di passare in sordina l&#8217;evento clou [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&amp;blog=3404516&amp;post=1670&amp;subd=riccardodellosbarba&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1673" class="wp-caption aligncenter" style="width: 425px"><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2011/05/sel-edison.jpg"><img class="size-full wp-image-1673" title="sel-edison" src="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2011/05/sel-edison.jpg?w=500" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">COSA LORO? La firma degli accordi tra Sel ed Edison</p></div>
<p><strong>L&#8217;ENERGIA RIPORTATA DAVVERO &#8220;A CASA&#8221;: NELLA CASA DELLA DEMOCRAZIA. </strong></p>
<p><strong>Pubblico qui l&#8217;editoriale di Florian Kronbichler sul &#8220;Corriere&#8221; di domenica 1 maggio, che spiega bene il senso di questa battaglia per la legalità e la trasparenza.</strong></p>
<p>Strozzato fra trono e altare (il matrimonio regale e la beatificazione papale), rischia purtroppo di passare in sordina l&#8217;evento clou della politica locale, ossia la consegna ai consiglieri provinciali Verdi, Riccardo Dello Sbarba e Hans Heiss, dei contratti stipulati dalla Sel con le società Edison ed Enel.</p>
<p>Un evento clou sia per come ci si è arrivati, sia per le conseguenze che ne derivano. Ciò che è accaduto costituisce una pietra miliare sulla via sudtirolese alla democrazia compiuta: un progresso in termini di legalità e trasparenza. Senza esagerare, infatti, possiamo dire che sono stati recuperati al controllo democratico i due più preziosi patrimoni della nostra terra: l&#8217;acqua e l&#8217;energia elettrica.</p>
<p>Purtroppo non è stata l&#8217;istituzione politica, nella persona del Landeshauptmann, a garantire i nostri diritti, il che rimarrà come un punto nero nella storia, ma ci si è arrivati attraverso lunghe vertenze giudiziarie. Onora i due consiglieri Verdi il fatto che non si siano fatti intimidire da costi e maldicenze (il ricorrere alle carte bollate è tuttora «criminalizzato»). Con sentenza giudiziaria ora è consacrato il diritto di ogni consigliere provinciale (e non solo dei due Verdi che il diritto l&#8217;hanno conquistato) di prendere visione degli atti della società energetica.</p>
<p><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2011/05/flor.jpg"><img class="size-full wp-image-1671 alignleft" title="flor" src="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2011/05/flor.jpg?w=500" alt=""   /></a>Più importante ancora è la conseguenza implicita che si deduce dal verdetto: la Sel, pur essendo formalmente una società privata, è e rimane sostanzialmente pubblica, quindi nostra, dei cittadini, non solo dei suoi azionisti. La sentenza emessa dal supremotribunale amministrativola fa finita con quelle privatizzazioni fantasma &#8211;tipo Ferrovie, Poste o Enel—e con il vizio di privatizzare le decisioni nonché i profitti e di socializzare invece solo i costi. Ora è stabilito: la Sel è azienda pubblica, checché ne abbia da ridire la schiera di principi del foro mobilitati da Provincia, Sel, Edison ed Enel.</p>
<p>Provincia e Sel ora faranno bene a non perseverare. La testardaggine con cui hanno negato un diritto democratico è costata loro già parecchia credibilità. Aver «riportato a casa» dallo Stato l&#8217;energia elettrica può considerarsi il maggior successo materiale di tutta la politica autonomista (sei miliardi di chilowatt/ore!). È la cassaforte dell&#8217;autonomia. La Provincia avrà avuto i suoi buoni motivi per aver esteriorizzato la gestione del proprio tesoro e i dirigenti Sel lo terranno in buona custodia, niente da eccepire, ma sottrarre il tesoro del tutto al controllo democratico è stato un passo dispotico di troppo. Per una volta tanto i cittadini &#8212; attraverso i rappresentanti che ha eletto&#8211;si sono imposti. Più nobile sarebbe stato se ci fossero riusciti in sede politica.</p>
<p>Sono dovuti ricorrere alla via giudiziaria e non è simpatico. Ma rallegriamoci: c&#8217;è ancora giustizia, dunque c&#8217;è lo Stato di diritto.</p>
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		<title>Dakar, il Forum della diaspora africana</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Feb 2011 18:22:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Dello Sbarba</dc:creator>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2011/02/dakar-corteo-di-apertura-del-forum-donne-dai-movimenti-sociali-del-mali.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1654" title="Dakar - Corteo di apertura del Forum - Donne dai movimenti sociali del Mali" src="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2011/02/dakar-corteo-di-apertura-del-forum-donne-dai-movimenti-sociali-del-mali.jpg?w=500&#038;h=375" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p><strong>IL RACCONTO DEL FORUM SOCIALE MONDIALE, DAKAR, 6-11 FEBBRAIO 2011 </strong></p>
<p>Era il 1951 e il giovane studente senegalese Cheikh Anta Diop aveva solo 28 anni quando presentò all’università di Parigi la sua tesi di laurea in cui affermava che gli antichi egizi erano un popolo di origine e cultura nera africana. La tesi fu respinta da un’accademia che considerava la civiltà egizia un innesto di origine caucasica, secondo la convinzione europea che nell’Africa nera non poteva essere nato nulla di civile, figuriamoci i faraoni egiziani. Gli studi di storia africana erano allora dominati da studiosi che consideravano le popolazioni africane prive di un passato di rilevanza storica. Ed era contro questo colonialismo culturale che Diop voleva combattere la sua battaglia di giovane intellettuale senegalese.</p>
<p>Diop – storico, antropologo e fisico &#8211; dovette aspettare altri dieci anni finché, tornato a Dakar e ottenuto un laboratorio tutto per sé dove poteva fare esperimenti al radio-carbonio e studi sulla melanina delle mummie dei faraoni, riuscì finalmente a provare scientificamente quello che anni prima era stata solo un ipotesi antropologica: l’origine nera africana e autoctona dei faraoni. Non solo: dimostrò che molte delle lingue africane &#8211; come il wolof dell’Africa occidentale &#8211; non sono che lo sviluppo e la differenziazione a partire da un ceppo comune costituito proprio dall’antica lingua egizia.</p>
<p><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2011/02/dakar-corteo-di-apertura-del-forum-polizia-blindata.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1657" title="Dakar - Corteo di apertura del Forum - polizia blindata" src="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2011/02/dakar-corteo-di-apertura-del-forum-polizia-blindata.jpg?w=500&#038;h=375" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p>Il corteo di apertura del Forum Sociale Mondiale 2011 si dipana per le grandi arterie del centro tra una festa di bambini che gridano e corrono e sbocca nel piazzale principale dell’università Cheikh Anta Diop di Dakar, intitolata al grande egittologo senegalese.</p>
<p>E’ il corteo della società civile africana: rispetto agli altri forum, pochi i partiti e gli slogan politici (ma si rifaranno nell’”assemblea dei movimenti sociali”, da sempre frequentata da marxisti-leninisti di ogni dove, Italia compresa), pochi i sudamericani (di solito dominanti, anche perché – da Lula in poi – grandi finanziatori del Forum), pochi gli europei, che si distinguono non solo per la loro pelle bianca, ma per l’età piuttosto avanzata a confronto di quell’Africa giovanissima, donna, canterina, ballerina, colorata e allegra che ci sfila intorno.</p>
<p>Non è un corteo che comincia oggi, 6 febbraio 2011. Molti spezzoni sono costituiti da “carovane” di gente partita da altri punti dell’Africa per incontrarsi qui, a Dakar. C’è la carovana araba, &#8211; Marocco, Algeria… &#8211; che porta  l’eco delle rivoluzioni in corso (ma i protagonisti hanno ben altro da fare nei loro paesi e sono venuti in pochi, anche se molto ascoltati e molto presenti). Ci sono numerose carovane dai paesi della fascia sub-sahariana: dal Burkina Fasu, dal  Mali, da Bamako, dalle città affacciate sul Niger, il grande fiume. E ci sono le carovane partite dal Sud: le Guinee, la Sierra Leone, la Nigeria. Tra le carovane, anche quella in bicicletta Bamako-Dakar – 1338 km – dell’Uisp della Toscana cui vengono tributati gli onori dell’impresa.</p>
<p><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2011/02/dakar-corteo-di-apertura-del-forum-la-marcia-delle-donne-3.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1655" title="Dakar - Corteo di apertura del Forum la marcia delle donne (3)" src="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2011/02/dakar-corteo-di-apertura-del-forum-la-marcia-delle-donne-3.jpg?w=500&#038;h=375" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p>Ogni carovana, ogni settore del corteo, una buona causa: la difesa dell’agricoltura tradizionale, la lotta contro la rapina della pesca oceanica da parte delle flottiglie multinazionali, il diritto all’istruzione per tutti, la battaglia contro la desertificazione e la deforestazione, il diritto all’acqua, i diritti dei migranti ripetuti e scanditi ogni cento metri insieme all’atto d’accusa contro la “fortezza Europa” che respinge ed uccide sulle rotte del mare e alle frontiere. E ovunque una forte presenza di donne per le donne e i loro diritti.</p>
<p><span id="more-1653"></span></p>
<p>Le lotte per l’indipendenza si fanno sentire: le delegazioni dal Sahara occidentale (Marocco) e dalla Casamance (Senegal), sorvegliate speciali dal servizio d’ordine e dalla polizia, parleranno nei giorni successivi di censura ai loro danni, perfino nel forum.</p>
<p>Tutte queste speranze, cause, idee, canti, balli e carovane sfociano insieme nel grande piazzale dell’università Cheikh Anta Diop, dove il presidente boliviano Evo Morales tiene il discorso di apertura.</p>
<p><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2011/02/dakar-corteo-di-apertura-del-forum-lo-spezzone-dei-migranti-e-dei-sans-papiers.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1656" title="Dakar - Corteo di apertura del Forum  - lo spezzone dei migranti e dei sans papiers" src="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2011/02/dakar-corteo-di-apertura-del-forum-lo-spezzone-dei-migranti-e-dei-sans-papiers.jpg?w=500&#038;h=375" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p>Il giorno dopo è quello dedicato all’Africa. A 25 anni dalla morte del professore Cheikh Anta Diop, il padre dell’idea pan-africana. Del quale, in diversi convegni, vengono riprese le idee di una koiné comune che potrebbe unire il continente: le lingue, appunto, originate da un’unica matrice – una delle più grandi civiltà del mondo antico – e che oggi potrebbero diventare lo strumento di una rinascita culturale autoctona africana. Le principali e le più diffuse – lo swahili, il wolof, l’haoussa, il lingala, il malinké – vengono proposte come le “lingue veicolari” della nuova Africa orgogliosa di sé, che non ha più bisogno delle lingue dei colonialisti – il francese e l’inglese – per esprimersi.</p>
<p>Il discorso mi ricorda l’esperienza fatta anni prima, al forum africano di Bamako, in Mali: in un’assemblea sulla medicina tradizionale, il medico che ne doveva spiegare la natura e le tecniche si interruppe improvvisamente: in francese, disse, non riesco ad andare avanti. Non ho le parole, non ho i concetti per raccontarvi della medicina di villaggio. E continuò in bambara, tradotto alla meno peggio dai suoi colleghi.</p>
<p>L’africano che parla francese, pensa in francese. Ma l’Africa ha bisogno di pensarsi per sé e a partire da sé, dalla propria radice autentica. Di qui l’idea che alcune lingue africane – legittimate anche politicamente dall’origine nobile scoperta da Diop – possano diventare le lingue veicolari che uniscono il continente (“E sarebbe comunque un numero di lingue inferiore a quante ce ne sono in Europa” si sottolinea in un convegno tenuto all’ Ifan – l’Institut Fondamental d’Afrique Noir &#8211; di cui purtroppo posso leggere solo sui giornali del giorno dopo).</p>
<p>Accanto alle lingue, l’animismo è il secondo fattore indicato come cemento comune dei popoli africani. Ogni africano, e soprattutto ogni africana, sia cristiana che musulmana, è contemporaneamente un po’ animista, ha nel sangue la religione naturale delle madri e dei padri, dialoga con gli animali e le piante, sente la terra, parla coi morti, si sente tutt’uno nell’universo. E questo suo sentimento, questa sua cultura, le (e gli) danno il polso del pianeta, il dolore delle sue ferite, le gioie delle sue rinascite. Il sub-strato animista può essere una risorsa a cui attingere per difendere un continente sotto assalto, rapinato delle sue risorse e violentato dallo sfruttamento ambientale, dall’inquinamento dell’aria, dallo scarico dei rifiuti, dall’invasione della plastica, dall’esasperato sfruttamento del petrolio e dei suoi derivati.</p>
<p><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2011/02/dakar-corteo-di-apertura-del-forum-il-pezzo-dei-sans-papier.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1658" title="Dakar - Corteo di apertura del Forum Il pezzo dei sans papier" src="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2011/02/dakar-corteo-di-apertura-del-forum-il-pezzo-dei-sans-papier.jpg?w=500&#038;h=375" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p>Ma nel giorno dell’Africa un tema centrale è quello dei migranti. Qualche giorno fa, sull’isola di Goreé, è stata approvata la Carta mondiale dei Migranti, nella quale vengono sanciti il diritto di movimento delle persone e il diritto alle pari opportunità ovunque le persone decidano di sostare. L’isola di Goreé galleggia a un paio chilometri fuori dal porto di Dakar. Primo caposaldo portoghese in Africa fu uno dei principali porti di partenza degli schiavi verso l’America. L’architettura coloniale è quella classica che si ritrova anche nelle Antille e a Cuba. Qui sorge la casa dello schiavista, con la sua “porta del non ritorno” aperta direttamente sul mare: di qui lungo una passerella sul mare gli schiavi si imbarcavano sui galeoni per lasciare per sempre l’Africa. 20 milioni di persone costò all’Africa solo la tratta europea da metà del 1400 alla fine del 1800, la metà delle quali morte durante la traversata. Altrettante ne è costata la tratta araba, fin dagli albori della storia.</p>
<p>Qui, su questa porta affacciata sull’Oceano, su quest’isola ora patrimonio dell’umanità, tra questi vicoli cui comunità nere di tutto il mondo (ma soprattutto delle Americhe) hanno appeso i loro memoriali, imparo una parola nuova: <strong><em>diaspora africana</em></strong>. Ed è questa parola, diaspora africana, il concetto che mi resta del forum di Dakar.</p>
<p><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2011/02/gorc3a9e-lisola-da-cui-partivano-gli-schiavi-il-forte-francese.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1660" title="Gorée, l'isola da cui partivano gli schiavi - il forte francese" src="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2011/02/gorc3a9e-lisola-da-cui-partivano-gli-schiavi-il-forte-francese.jpg?w=500&#038;h=375" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p>Il termine diaspora è stato creato nell’ambito della memoria ebraica per spiegare la dissoluzione del popolo ebreo (<em>Tefutzah </em>è il termine ebreo e vuol dire esilio), la distruzione del tempio di Gerusalemme, la dispersione delle comunità ebree prima in tutto il medio oriente e poi, dopo la repressione romana della rivolta del 70 dc., in tutta Europa. Esilio, ma anche migrazione lontano dalla terra di Israele, in cui dell’antico tempio non rimase che un muro, il “muro del pianto”. Ma diaspora è anche legame, è anche il riconoscersi come popolo nonostante la dispersione, è ricostruire i fili di una comunicazione e di una coscienza collettiva che ha unito nella storia le comunità ebraiche di ogni parte del mondo, facendone il tessuto connettivo di interi continenti (si pensi all’Europa e alla funzione culturale che ha avuto la cultura ebraica diffusa dalle diverse comunità nei diversi paesi). Se la diaspora si riconosce in unico popolo, in unica civiltà, diventa semina di una messe che dà i suoi frutti negli angoli più lontani del pianeta. La parola diaspora ha dunque un contenuto di riscatto, di auto-riconoscimento di un’unità al di là della dispersione.</p>
<p>Dunque, ora siamo a questo: alla diaspora africana. Dopo i secoli dello schiavismo che hanno popolato di neri l’Europa e le Americhe e vi hanno portato i suoni, le lingue e i colori dell’Africa, e adesso nell’epoca della grande migrazione, un movimento meno brutale ma non meno massiccio e anch’esso segnato da violenze ed ingiustizie, l’Africa nera chiama a raccolta la diaspora, chiama a riconoscersi in una comune forma di civilizzazione tutte le persone del pianeta le cui radici affondano nel continente più antico, nella culla dell’umanità.</p>
<p>E’ una rivendicazione orgogliosa d’identità che forse senza l’elezione del nero Obama a presidente Usa avrebbe fatto più fatica a farsi strada. Ma che ora si fa sentire con forza come ponte tra Africa e resto del mondo, soprattutto il Sud del mondo, soprattutto l’America Latina governata da presidenti-operai come Lula, o da presidenti indios-nativi, come Evo Morales.</p>
<p><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2011/02/gorc3a9e-lisola-da-cui-partivano-gli-schiavi-la-porta-del-non-ritorno-fuori-un-pontile-portava-ai-galeoni-e-poi-verso-lamerica.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1661" title="Gorée, l'isola da cui partivano gli schiavi - la porta del non ritorno, fuori un pontile portava ai galeoni e poi verso l'America" src="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2011/02/gorc3a9e-lisola-da-cui-partivano-gli-schiavi-la-porta-del-non-ritorno-fuori-un-pontile-portava-ai-galeoni-e-poi-verso-lamerica.jpg?w=500&#038;h=375" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p>La diaspora africana getta un ponte attraverso l’Atlantico e il Mediterraneo, i due mari attraverso i quali il popolo d’Africa si è diffuso nel mondo, portando con sé lingue, culture, musiche, saperi, tra inenarrabili sofferenze, nell’olocausto della tratta negriera, nella fatica della migrazione, nell’umiliazione del colonialismo, nella speranza della rinascita. E’ una “chiamata” ai neri del pianeta, perché diffondano la cultura degli oppressi e la rivendicazione dei diritti e dell’uguaglianza. Da questa porta sul mare sull’isola di Goreé – il “muro del pianto” della diaspora africana &#8211; che guarda a Ovest, l’asse tradizionale della solidarietà degli oppressi, quello Nord-Sud, si gira come la lancetta di una bussola in un nuovo asse Sud-Sud che collega i popoli neri d’Africa alla comunità nera del Brasile, di Cuba, delle Antille, e da qui, da quest’asse del Sud, guarda con occhi nuovi, e soprattutto con orgoglio nuovo, al Nord, alle periferie di Parigi e di Londra come agli Stati Uniti, là dove la diaspora ha portato per la prima volta alla presidenza del più potente stato del mondo il figlio nero di un keniota di etnia Luo, originario di Nyang&#8217;oma Kogelo, nella Provincia di Nyanza, di nome Barack Hussein Obama.</p>
<p>Il resto del Forum sono le centinaia di assemblee autogestite, organizzate dalle più diverse organizzazioni non governative. L’elenco è enorme e solo dopo, visitando i siti internet che pubblicano risultati, verbali e documenti, una persona riesce a farsi un’idea sempre incompleta di quel che gli è successo intorno e solo pochissimo ha visto e vissuto.</p>
<p><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2011/02/dakar-larea-del-forum.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1662" title="Dakar L'area del Forum" src="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2011/02/dakar-larea-del-forum.jpg?w=500&#038;h=666" alt="" width="500" height="666" /></a></p>
<p>Oltretutto, alla vigilia del Forum l’organizzazione è precipitata nel caos. Gli accordi presi con la dirigenza dell’università, su orari, sale, uso di spazi e di strumenti, è completamente saltata. Non una assemblea è lì dov’era annunciata e all’ora in cui era annunciata. Il motivo è semplice e – per un europeo – totalmente assurdo.</p>
<p>Quindici giorni prima del Forum il rettore è stato destituito e il nuovo, di fresca nomina, non sa nulla degli accordi presi e nulla vuole sapere. Gli organizzatori di Dakar – Ong, sindacati, associazioni ambientaliste – si danno da fare a montare tende d’emergenza, portare sedie e tavoli in qua e in là nel campus dell’università, ma l’intero programma è saltato. Così si cerca, anche noi poveri partecipanti, di arrangiarsi come si può, ma quel che si perde è tanto e la ricerca sfibrante. Si rimedia con i mille colloqui e incontri tra le tende intorno all’auditorium centrale dell’università, quello fortunatamente funziona. Tra questi, apprezzo particolarmente il banchetto degli studenti dell’università: “UCAD ( Université Cheikh Anta Diop) CO2 NEUTRAL”, raccolta di fondi per la riforestazione, per compensare le emissioni di CO2 causate dal Forum, che – solo per i mezzi di trasporto da tutto il mondo &#8211; sono davvero parecchie in una Dakar la cui aria a certe ore del giorno, soprattutto col vento che alza la sabbia, diventa davvero irrespirabile..</p>
<p>I temi sono tanti, ma tutti ruotano attorno al nesso tra difesa della natura, giustizia sociale, tutela dei popoli nativi, democrazia, cultura. In un forum molto riuscito organizzato dal gruppo parlamentare europeo dei Verdi, si discute di lotta all’accaparramento delle terre e dei mari, il tema forse più attuale in questo momento. I contadini dei villaggi sono espulsi dalle loro terre e i pescatori tradizionali non trovano più il pesce nel mare, perché le élite africane al governo cedono i diritti sulla terra e sulla pesca a grandi multinazionali, o addirittura a veri e propri stati, nella corsa ad accaparrarsi le risorse alimentari del futuro. La Cina sta comprando interi pezzi d’Africa per farne la propria riserva alimentare, le flottiglie pescherecce di Europa, America e Giappone dragano con le loro reti le coste africane.</p>
<p><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2011/02/dakar-ric-38.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1664" title="Dakar ric (38)" src="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2011/02/dakar-ric-38.jpg?w=500&#038;h=375" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p>Milioni di contadini e di pescatori – che non possiedono alcuna prova giuridica dei loro tradizionali diritti sulla terra e sul mare – abbandonano piroghe e villaggi dell’interno e gonfiano le baraccopoli di Dakar e delle altre capitali africane. Mentre il riscaldamento globale si fa sentire con la riduzione drastica delle piogge, le catastrofi naturali, lo sprofondamento dei fiumi nella sabbia, l’avanzata del deserto, la deforestazione.</p>
<p>Così è naturale – per me, ma credo per molti e molte – considerare questo Forum africano come la tappa di avvicinamento al &#8220;Summit sulla terra&#8221; della Nazioni Unite a Rio dal 14 al 16 maggio 2012, in vista del quale diverse organizzazioni ambientaliste e non governative hanno già lanciato il parallelo &#8220;People&#8217;s summit&#8221;, la manifestazione della società civile parallela al vertice degli stati.</p>
<p>Lì, 20 anni dopo il primo vertice della terra del 1992 – che tanto importante fu per lo sviluppo del pensiero di Alexander Langer, che vi partecipò insieme agli ambientalisti di ogni parte del pianeta – si faranno i conti della lotta per la salvezza del pianeta. E lì anche la “diaspora africana” potrà misurare i risultati della sua semina.</p>
<p><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2011/02/dakar-corteo-di-apertura-del-forum-unaltra-pesca-c3a8-possibile.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1663" title="Dakar - Corteo di apertura del Forum - Un'altra pesca è possibile" src="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2011/02/dakar-corteo-di-apertura-del-forum-unaltra-pesca-c3a8-possibile.jpg?w=500&#038;h=375" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p>LINK UTILI</p>
<p><a href="http://cmmigrants.org/">Carta mondiale dei migranti</a>:</p>
<p>http://cmmigrants.org/</p>
<p><a href="http://farmlandgrab.org/post/view/18159">Dichiarazione sulla lotta contro l’accaparramento delle terre e dei mari</a>:</p>
<p>http://farmlandgrab.org/post/view/18159</p>
<p><a href="http://www.sven-giegold.de/2011/mein-bericht-vom-weltsozialforum/">Racconto del Forum dell’europarlamentare verde Sven Giegold, molto ricco di ulteriori links:</a></p>
<p>http://www.sven-giegold.de/2011/mein-bericht-vom-weltsozialforum/</p>
<br />Filed under: <a href='http://riccardodellosbarba.wordpress.com/category/ambiente/'>ambiente</a>, <a href='http://riccardodellosbarba.wordpress.com/category/mondo/'>mondo</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/riccardodellosbarba.wordpress.com/1653/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/riccardodellosbarba.wordpress.com/1653/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/riccardodellosbarba.wordpress.com/1653/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/riccardodellosbarba.wordpress.com/1653/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/riccardodellosbarba.wordpress.com/1653/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/riccardodellosbarba.wordpress.com/1653/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/riccardodellosbarba.wordpress.com/1653/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/riccardodellosbarba.wordpress.com/1653/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/riccardodellosbarba.wordpress.com/1653/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/riccardodellosbarba.wordpress.com/1653/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/riccardodellosbarba.wordpress.com/1653/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/riccardodellosbarba.wordpress.com/1653/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/riccardodellosbarba.wordpress.com/1653/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/riccardodellosbarba.wordpress.com/1653/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&amp;blog=3404516&amp;post=1653&amp;subd=riccardodellosbarba&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Riccardo Dello Sbarba</media:title>
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			<media:title type="html">Dakar - Corteo di apertura del Forum - Donne dai movimenti sociali del Mali</media:title>
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			<media:title type="html">Dakar - Corteo di apertura del Forum - polizia blindata</media:title>
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			<media:title type="html">Dakar - Corteo di apertura del Forum la marcia delle donne (3)</media:title>
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			<media:title type="html">Dakar - Corteo di apertura del Forum  - lo spezzone dei migranti e dei sans papiers</media:title>
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			<media:title type="html">Dakar - Corteo di apertura del Forum Il pezzo dei sans papier</media:title>
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			<media:title type="html">Gorée, l&#039;isola da cui partivano gli schiavi - il forte francese</media:title>
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			<media:title type="html">Gorée, l&#039;isola da cui partivano gli schiavi - la porta del non ritorno, fuori un pontile portava ai galeoni e poi verso l&#039;America</media:title>
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			<media:title type="html">Dakar L&#039;area del Forum</media:title>
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			<media:title type="html">Dakar ric (38)</media:title>
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			<media:title type="html">Dakar - Corteo di apertura del Forum - Un&#039;altra pesca è possibile</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Vetta d&#8217;Europa</title>
		<link>http://riccardodellosbarba.wordpress.com/2011/02/19/vetta-deuropa/</link>
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		<pubDate>Sat, 19 Feb 2011 19:12:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Dello Sbarba</dc:creator>
				<category><![CDATA[convivenza]]></category>

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		<description><![CDATA[VETTA D&#8217;EUROPA &#8211; Così Alexander Langer nel 1989 ribattezzò la &#8220;Vetta d&#8217;Italia&#8221;, nome dato al Klockerkarkopf nel 1904 dal nazionalista Ettore Tolomei, che si arrampicò fin lassù per lanciare simbolicamente il suo programma di colonizzazione del Sudtirolo. Se oggi si riuscisse a trovare un buon accordo sulla toponomastica che preveda un generoso bi- e trilinguismo, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&amp;blog=3404516&amp;post=1645&amp;subd=riccardodellosbarba&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><strong> </strong></div>
<div><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2011/02/1989-alex-ribattezza-la-etta-ditalia-in-vetta-deuropa.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1646" title="1989 - alex ribattezza la etta d'italia in vetta d'europa" src="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2011/02/1989-alex-ribattezza-la-etta-ditalia-in-vetta-deuropa.jpg?w=500&#038;h=326" alt="" width="500" height="326" /></a></div>
<div>
<p><strong>VETTA D&#8217;EUROPA &#8211; Così Alexander Langer nel 1989 ribattezzò la &#8220;Vetta d&#8217;Italia&#8221;, nome dato al Klockerkarkopf nel 1904 dal nazionalista Ettore Tolomei, che si arrampicò fin lassù per lanciare simbolicamente il suo programma di colonizzazione del Sudtirolo. Se oggi si riuscisse a trovare un buon accordo sulla toponomastica che preveda un generoso bi- e trilinguismo, questa cima &#8211; che oggi divide &#8211; potrebbe essere ribattezzata nello spirito europeo di Alex a suggello dell&#8217;avvenuta riconciliazione.</strong></p>
<p>Pubblico qui la dichiarazione delle Alpi che Alex ed altri/e lanciarono da lassù nel giugno del 1989. <strong><br />
</strong></p>
<p><strong>Alpenerklärung</strong></p>
</div>
<div>Kasern, Ahrntal, 4.6.1989</div>
<p>Die Alpen sind das größte und wichtigste europäische Gebirge. Von ihrem  stabilen ökologischen Gleichgewicht hängt viel in Europa ab. Seine  Auswirkungen sind im Wasserhaushalt, in den klimatischen Verhältnissen,  in der Vielfalt der Flora und Fauna, in der landschaftlichen Schönheit,  im Schutz der besiedelten Talgebiete vor Vermurung und Überschwemmung  und in vielen anderen Bereichen nachhaltig zu spüren.</p>
<p>Jahrtausendelang war die ökologische Stabilität der Alpen durch ein  einmaliges und großartiges Gleichgewicht zwischen natürlicher  Lerbensgrundlage und menschlicher Bewirtschaftung gewährleistet. So  konnten die Alpen gleichzeitig und maßvoll eine Vielfalt von Funktionen  erfüllen: von der Land-, Wald- und Weidewirtschaft zum Paßverkehr, vom  Siedlungsgebiet zum Wirtschaftsraum, vom Kulturland zum Erholungsgebiet.</p>
<p>Heute sind dieser Ausgleich und diese Stabilität schwer gefährdet,  eine hohe Überbelastung und allzu kurzsichtige Ausbeutung der  Naturschätze der Alpen rufen Störung um Störung hervor, zahlreiche  Vorboten kündigen schon katastrophenartige Folgen an.</p>
<p>Massenhafter Durchzugsverkehr von Gütern und Personen (noch dazu  vorwiegend auf der Straße), touristische Überbelastung vor allem in  Ballungsgebieten, Verbauung und Zersiedlung, Erschließung selbst der  Gletscher, Autobahnen, Straßen und Durchstiche, Übermechanisierung von  Landwirtschaft und Sport, Verpestung und Verseuchung des Bodens, der  Luft, des Waldes und des Wassers (bis zum Hochgebirge) durch Müll,  Chemie, Schadstoffe aus Verkehr und Industrie, zusätzliche Belastung  durch Militäranlagen und -Übungen, angeblich sportliche  Großveranstaltungen, überflüssige sogenannte Forststraßen, Verödung und  Erosion, Ausbreitung der Monokulturen und vieles mehr haben eine  kolossale Gleichgewichtsstörung hervorgerufen, die in Kürze irreparabel  zu werden droht.</p>
<p>Die Bewohner der Alpengebiete sind die ersten, aber nicht die einzigen  Opfer dieser radikalen Beeinträchtigung. Die Entvölkerung vieler  Alpentäler und die gleichzeitig auftretende übermäßige  Bevölkerungsdichte in Ballungsgebieten, die Verdrängung echter  angestammter Kulturen und ihre Verkümmerung zu Folklore, die zunehmende  Abhängigkeit der Alpengebiete von den Metropolen sowie die immer mehr um  sich greifende völlige Verkünstlichung des Verhältnisses zur Natur sind  Anzeichen einer gefährlichen Verkehrung. Die Alpenwelt wird konsumiert  statt erlebt.</p>
<p>Dabei ist doch bekannt, daß das Wohlergehen im Tal die Stabilität am  Berg voraussetzt, und was &#8220;oben&#8221; in Ordnung ist, kann Störungen &#8220;nach  unten&#8221; nur vervielfachen &#8211; zu bereinigen sind sie schwerlich.</p>
<p>Deshalb haben sich im Hinblick auf das immer stärkere Zusammenwachsen  Europas &#8211; das sicher über die Grenzen der heutigen E.G. hinaus zu  geschehen hat &#8211; Alpenbewohner und Bergsteiger aus verschiedenen  Anrainerstaaten gemeinsam am Glockenkarkopf (&#8220;Vetta d&#8217;Italia&#8221;)  getroffen, um diesen Grenzberg zwischen dem italienischen und  österreichischen Staatsgebiet symbolisch als &#8220;Europaspitze&#8221;  anzusehen  und hier vor der Europawahl 1989 eine gemeinsame Absichtserklärung und  Verpflichtung zu deponieren, der sich in Zukunft alle anschließen  können, die diese Absichten und Verpflichtungen teilen. In diesem Geist  wurde auch die Tafel mit der zweisprachigen Inschrift <strong>&#8220;Europaspitze &#8211;  Friede den Menschen, Bruderschaft mit der Natur &#8211; Die Grünen / Vetta d&#8217;Europa &#8211; Pace tra gli uomini e con la natura &#8211; i verdi / 4.6.1989&#8243; </strong>angebracht.</p>
<p>Alpen-Deklaration der europäischen Grünen</p>
<p>1. Die Alpen sind von zahlreichen Staatsgrenzen durchzogen. Heute haben  diese Grenzen immer weniger Sinn und sollen bald ganz verschwinden. Wir  wollen die Alpen als gemeinsame Heimat vieler kleiner und großer Völker  betrachten, die keine Staatsgrenzen mehr brauchen, um einander zu  respektieren und friedlich, freundschaftlich und solidarisch miteinander  umzugehen.</p>
<p>2. Diese gemeinsame Heimat lebt von der Vielfalt der Völkerschaften,  Sprachen, Kulturen, Überlieferungen und vom guten Zusammenleben zwischen  ihnen. Wir wollen aus dem Alpenraum immer mehr ein zentrales und  verbindendes Gewebe zwischen allen Menschen und Völkern Europas machen,  das den Frieden bewahren und die gute Zusammenarbeit verbürgen soll.</p>
<p>3. Je mehr die Grenzen fallen und somit die Alpen nicht mehr von Rom,  Wien, Bonn, Paris&#8230; aus regiert werden, desto wichtiger werden die  regionalen Einrichtungen zur Selbstregierung und Selbstverwaltung. Wir  wollen für das enge Zusammenwirken aller Alpenregionen und für die  Verstärkung autonomer und föderaler Strukturen in ganz Europa eintreten.</p>
<p>4. Je mehr Europa zusammenwächst, desto mehr muß es sich um die Alpen  als gemeinsames, unwiederbringliches, heute gefährdetes Erbe unseres  ganzen Erdteils bemühen. Wir wollen dafür einstehen, daß das vereinte  Europa den Schutz der Alpen als eine seiner großen Aufgaben wahrnimmt.</p>
<p>5. Die Bauern &#8211; und insbesondere die Bergbauern &#8211; des Alpengebiets waren  bisher die wichtigsten Hüter dieser Natur- und Kulturlandschaft und des  Gleichgewichts des Ökosystems Alpen. Wir wollen uns für die soziale,  wirtschaftliche und kulturelle Absicherung und die ökologische Gesundung  der bäuerlichen Landwirtschaft im Alpenraum besonders einsetzen.</p>
<p>6. Je mehr die Staatsgrenzen abzubauen sind, desto mehr gilt es heute,  die natürlichen Grenzen der Belastbarkeit im Alpenraum zu erkennen und  zu beachten. Die ökologische Stabilität ist gefährdet. Das Gleichgewicht  zwischen Bewohnern und Besuchern, zwischen dicht und dünn besiedelten  Gebieten, zwischen verschiedenen Nutzungsarten, zwischen Berg und Tal  ist aus dem Lot gekommen. Wir betrachten die Wiederherstellung eines  naturverträglichen Gleichgewichts im Alpenraum als vorrangige Aufgabe  und wollen mit Nachdruck dafür eintreten und jede Störung und Verletzung  vermeiden und bekämpfen, umso mehr als wir wissen, daß sie sich  bergabwärts in katastrophalem Ausmaß vergrößern und vervielfachen wird.</p>
<p>7. Sanfte, schonende Bewirtschaftung der Alpen ist angesagt:  Fremdenverkehr, Landwirtschaft, Industrie und Gewerbe, Sport, Verkehr,  Energiegewinnung usw. müssen im Alpenraum ganz besonders maß- und  rücksichtsvoll vor sich gehen. Großkraftwerke, Militärinstallationen,  Großanlagen und -Veranstaltungen jeder Art, übertriebene wirtschaftliche  Nutzungsarten oder gar geballte Monokulturen ökonomischer Ausbeutung  haben in den Alpen nichts zu suchen. Wir wollen uns bemühen, das  Bewußtsein der Bewohner und Besucher in diese Richtung anzusprechen und  die nötigen Veränderungen ohne Verzug einzuleiten.</p>
<p>8. Die Alpen werden im Zuge der engeren wirtschaftlichen Verflechtung  Europas immer öfter als ein zu überwindendes Verkehrshindernis  betrachtet und mißhandelt. Wir wollen dafür einstehen, daß sich  Verkehrswege und Verkehrsaufkommen den natürlichen Gegebenheiten  anzupassen haben und nicht umgekehrt. Der Kampf vieler Alpenbewohner  gegen die Verkehrslawine ist ein wichtiger Beitrag zum Umbau der  europäischen Wirtschaft, hin zu mehr regionalem Gleichgewicht und somit  weniger Transportzwang.</p>
<p>9. In den Alpen liegt ein wesentlicher Teil der europäischen  Restbestände an unberührter Natur. Wir wollen uns dafür einsetzen, daß  sie vor technologischer und ökonomischer Inbesitznahme geschützt wird.</p>
<p>10. Da die Alpen als besonders sensibles Ökosystem auf  Beeinträchtigungen besonders schnell reagieren und die angestammten  Alpenbewohner in ihren Traditionen und Rechtsordnungen eine besondere  Veranlagung für eine naturschonende Symbiose mit der Umwelt entwickelt  haben, wollen wir in Zusammenarbeit mit allen ähnlich gesinnten und  engagierten Menschen und Organisationen darauf hinwirken, daß aus dem  Alpenraum besonders aktive und überzeugungsfähige Impulse für die  allseits notwendige ökologische Wende nach ganz Europa ausströmen.</p>
<p>Vom zukünftigen Europaparlament, von den anderen europäischen  Institutionen &#8211; auch außerhalb der E.G. -, von den derzeit noch  bestehenden Staatsregierungen und von den regionalen und lokalen  Selbstverwaltungsgremien erwarten wir uns, daß sie positiv und sensibel  auf die Anliegen dieser Alpen-Deklaration reagieren.</p>
<p>Alle Bewohner und Besucher des Alpenraums laden wir ein, gemeinsam in  diesem Sinne bewußt zu werden und entsprechend zu handeln.</p>
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		<title>Nonostante</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Feb 2011 13:49:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Dello Sbarba</dc:creator>
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		<title>Stelvio, il parco violato</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Dec 2010 16:04:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Dello Sbarba</dc:creator>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo smembramento dello Stelvio sulle prime pagine dei giornali di oggi: Mauro Fattor sull&#8217;&#8221;Alto Adige&#8221; e Sergio Rizzo sul &#8220;Corriere della Sera&#8221;. Cosa dice la &#8220;norma spezzatino&#8221; e come la Provincia la userà per ridurre i confini, indebolire le tutele e fare regali ai cacciatori. LE MANOVRE SUL PARCO di Mauro Fattor (Alto Adige) Un [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&amp;blog=3404516&amp;post=1615&amp;subd=riccardodellosbarba&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1632" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2010/12/larici-infuocati-valmartello-800.jpg"><img class="size-full wp-image-1632" title="Larici.infuocati.ValMartello-800" src="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2010/12/larici-infuocati-valmartello-800.jpg?w=500" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">I larici in Val Martello (foto Gianni Bodini)</p></div>
<p><strong>Lo smembramento dello Stelvio sulle prime pagine dei giornali di oggi: </strong><strong>Mauro Fattor sull&#8217;&#8221;Alto Adige&#8221; e Sergio Rizzo sul &#8220;Corriere della Sera&#8221;.</strong><strong> Cosa dice la &#8220;norma spezzatino&#8221; e come la Provincia la userà per ridurre i confini, indebolire le tutele e fare regali ai cacciatori.</strong></p>
<p><strong><em>LE MANOVRE SUL PARCO</em></strong></p>
<p><em>di Mauro Fattor (Alto Adige)</em></p>
<p>Un gran regalo di Natale. Ha ragione il presidente Durnwalder a parlare di giornata storica. La Volkspartei ha avuto in dote dal governo Berlusconi e dal ministro Frattini quello che Magnago e Benedikter non erano mai riusciti ad ottenere: il Parco dello Stelvio.</p>
<p>Cancellato il Consorzio, quello che resta a garanzia della gestione unitaria della più grande area protetta delle Alpi sono oggi molte chiacchiere e poca sostanza.</p>
<p><span id="more-1615"></span></p>
<p>Il nuovo comitato di coordinamento espelle infatti qualsiasi elemento eccentrico rispetto alla normalizzazione amministrativa che sta tanto a cuore alla Provincia di Bolzano. E dunque niente esponenti del mondo scientifico, niente ambientalisti, niente direttore, niente Piano del Parco, niente decisioni vincolanti. Solo funzioni leggere di programmazione e di indirizzo.</p>
<p>In sostanza Bolzano, Trento e Lombardia si coordineranno dove potranno, come potranno, se ne avranno voglia. Certo il parco resterà nazionale, almeno sulla carta. Ma capire come andrà a finire non è difficile, visto che nella norma si fa riferimento esclusivamente all&#8217;articolo 8 dello Statuto e mai alla legge quadro sulle aree protette che definisce i limiti di applicazione dell&#8217;articolo 8 e i margini dell&#8217;autonomia in campo di tutela.</p>
<p>La norma di attuazione varata dalla Commissione dei Dodici e poi approvata dal Consiglio dei ministri definisce infatti anche le procedure di revisione del confini del parco. Anche qui nulla di realmente stringente: tutto «previa consultazione » (e non «previo accordo ») e «sentito il Ministero» (e non «con l&#8217;accordo del Ministero »). Perché mai, si potrebbe chiedere qualcuno, inserire una norma del genere, visto che già nel 2004 proprio il vituperato Consorzio aveva provveduto allo scorporo di 2600 ettari di fondovalle antropizzato in Val Venosta e in Val d&#8217;Ultimo? Perchè non basta.</p>
<p>Da sempre l&#8217;obiettivo della Provincia è quello di portare il limite del parco nazionale al di sopra dei 2000 metri e di subentrare nei vincoli, per così dire, con una parco naturale provinciale. Spieghiamo la differenza. Nei parchi nazionali è vietato sfruttare le risorse naturali, nei parchi provinciali no. Poco male, si potrebbe dire.</p>
<p>Uno sviluppo sostenibile delle risorse può avere e, anzi, ha un senso. Certo non dappertutto, punto primo. Punto secondo: i parchi naturali provinciali sono aree protette sui generis. L&#8217;Ufficio Parchi della Provincia, per esempio, non ha alcuna voce in capitolo nella stesura dei piani di assestamento-sfruttamento forestale o nella gestione faunistica. Questo significa che anche dentro le aree protette provinciali sono soggetti terzi rispetto al parco stesso a stabilire le regole di ingaggio.</p>
<p>E così può accadere che qualcuno ti faccia un chilometro e mezzo di strada forestale camionabile dentro un parco naturale &#8211; come è accaduto al Parco dello Sciliar due anni fa &#8211; e che l&#8217;unica reazione ammessa da parte dell&#8217;Ufficio Parchi sia quella di dire: ohhhhh!!</p>
<p>Oppure può accadere, come accade al Parco del Monte Corno, che con il bilancio del parco si faccia la manutenzione ordinaria di strade private che per legge spetterebbe ai proprietari dei fondi. Piccoli piaceri, si intende. Un&#8217;operazione simpatia. Per inciso: i soggetti terzi in questione sono forestali e cacciatori, che dipendono direttamente da Durnwalder.</p>
<p>Scriveva Antonio Cederna che sarà la stupidità della burocrazia ad uccidere il parco nazionale dello Stelvio. Si sbagliava: ci ha pensato molto prima il cinismo della politica. Perchè le aree protette, i parchi nazionali, sono beni pubblici, e in quanto pubblici &#8211; in una concezione distorta e blasfema della res publica &#8211; di nessuno. Per questo diventano facile merce di scambio.</p>
<p>Se a questo si aggiunge che nell&#8217;universo berlusconiano certamente i parchi nazionali stanno molto sotto per importanza del giardino di Villa Certosa, il gioco è fatto. Quella che è avvenuta in commissione dei Dodici è un compravendita, né più né meno.</p>
<p>Ma non è che il centrosinistra sia molto meglio. La risposta balbettante, tardiva e contraddittoria del Pd ne è l&#8217;esempio più lampante. È la risposta di chi ha la coda di paglia. Nel 2006 una norma quasi identica di smembramento amministrativo del parco nazionale dello Stelvio, fu portata in Commissione dei Dodici proprio dal Pd. Relatore: Gianclaudio Bressa.</p>
<p>Erano i tempi del traballante governo Prodi e in quel momento, in vista dell&#8217;approvazione della Finanziaria, i tre voti della Volkspartei potevano risultare determinanti. Non se ne fece nulla per la reazione veemente del mondo scientifico e ambientalista.</p>
<p>Ora, non c&#8217;è nessuno disposto a dire che il Consorzio fosse il migliore dei mondi possibili, perché non lo era. E tutti, al contrario, sono disposti ad ammettere che andava modernizzato. Ma da qui a cancellarlo, ce ne corre.</p>
<p>Quello che è accaduto è un atto di autoritarismo «democratico» con pochi precedenti. Durnwalder e Frattini si sono messi d&#8217;accordo e in mezz&#8217;ora hanno deciso di archiviare il Consorzio, di buttare a mare un parco nazionale. Senza accettare né tantomeno cercare un minimo di confronto. Senza neppure il coraggio di uscire allo scoperto con la bozza della norma.</p>
<p>Gli organi gestionali del parco non sapevano nulla, il direttore Platter non sapeva nulla, il presidente Tomasi non sapeva nulla, e nulla sapeva la regione  Lombardia, che pure detiene, diciamo così, il 47% del pacchetto azionario del parco dello Stelvio. Al punto che il consiglio regionale lombardo ha votato l&#8217;altroieri una mozione contraria al nuovo assetto che «non garantisce la gestione unitaria del parco».</p>
<p>Certo ora, in base all&#8217;accordo di Milano, spetterà alle province di Bolzano e di Trento sostenere finanziariamente lo Stelvio. Bene. Laimer dice: lo Stato non ha i fondi, ci pensiamo noi. Chiariamo: non è lo Stato. Quella di affamare i parchi nazionali e di imbottirli di amministratori mediocri e incompetenti, è stata da sempre ed è la politica dei governi di Berlusconi.</p>
<p>Bolzano e Trento hanno provveduto negli ultimi due anni a garantire la copertura finanziaria per lo Stelvio che il governo non garantiva più. Questi soldi sono stati utilizzati soprattutto per stabilizzare il  lavoro precario di un centinaio di operai stagionali, il che è buona cosa.</p>
<p>Ma chiariamoci: gli stagionali fanno panchine, manutenzione dei sentieri e tabelle. Sono una specie di braccio operativo extraterritoriale delle aziende di soggiorno. Il  lavoro qualificante di un parco nazionale passa invece per la didattica, la formazione e la ricerca scientifica. Quel lavoro qualificato è fatto di contratti a progetto, per i quali nessuno ha sborsato un euro. Tanto, chi se ne importa.</p>
<p>A salvare la faccia al parco in questi anni sono stati il lavoro e la passione di persone che di gratificazioni ne hanno avute gran poche. Come il coordinatore scientifico, Luca Pedrotti. Il coordinatore scientifico del più grande parco della Alpi. A 1.600 euro al mese. Netti.</p>
<p>A questo punto una domanda sulla Commissione dei Dodici bisogna farsela. Quella commissione era nata per fare da cinghia di trasmissione tra il governo e l&#8217;Autonomia in una cornice ben definita che aveva come obiettivo la quietanza liberatoria. Raggiunto l&#8217;obiettivo ormai da tempo, si sta trasformando in una specie di mercato dove tutto diventa possibile.</p>
<p>È solo questione di prezzo. Prezzo politico, si intende. Una commissione così concepita è uno strumento che comprime gli spazi del confronto democratico su temi importanti e aumenta a dismisura il peso della politica partitica. È questo non è un bene per nessuno.</p>
<p><strong><em>LO STELVIO, I FAVORI, LO SPEZZATINO</em></strong></p>
<p><em>di Sergio Rizzo (Corriere della Sera) </em></p>
<p>Con una rapidità inconsueta in questi tempi di paralisi decisionale il  Consiglio dei ministri ha ratificato oggi lo spezzatino delle competenze  del Parco nazionale dello Stelvio fra le Province autonome di Trento e Bolzano  e la Regione Lombardia. Ma il debito andava evidentemente onorato  subito.</p>
<p>Soltanto uno sprovveduto non potrebbe cogliere la relazione fra  questo grosso favore agli autonomisti e il grosso favore che i due  deputati della Südtiroler Volkspartei Siegfried Brugger e Karl Zeller  hanno fatto a Berlusconi contribuendo al salvataggio del governo con  l&#8217;astensione al voto di fiducia del 14 dicembre. Ma la politica, in  Italia, è diventata anche questo. Il problema è semmai che fatti del  genere scandalizzano sempre meno.</p>
<p>Anche quando diventa merce di uno  scambio inconfessabile un parco naturale: l&#8217;ultima cosa che dovrebbe  fare le spese delle beghe della politica. Fra le poche voci che si sono  levate contro questo inciucio, quella dell&#8217;irriducibile Giulia Maria  Mozzoni Crespi, presidente onorario del Fondo ambiente italiano,  indignata perché lo spezzatino (che ritiene anche incostituzionale),  oltre a farci fare «una orribile figura davanti all&#8217;Europa, dove il  Parco dello Stelvio è conosciuto e amato», costituirà «un pessimo  esempio per le altre Regioni, dato che può suggerire analoga procedura.  Quella della compravendita delle bellezze del paesaggio per un partito».</p>
<p>Già. Ma siamo sicuri di non esserci già incamminati a nostra insaputa  su un sentiero quantomeno parallelo? Questa vicenda fa tornare alla  mente un episodio senza precedenti nella storia repubblicana, di cui ben  poco si è parlato: lo spostamento a Sud dei confini di una Regione  settentrionale.</p>
<p>È accaduto dopo una legge approvata senza echi  particolari nell&#8217;estate del 2009 che ha trasferito dalla Provincia di  Pesaro- Urbino a quella di Rimini sette comuni marchigiani dell&#8217;Alta  Valmarecchia. Passati così in un amen dalle Marche all&#8217;Emilia Romagna.  Un trasloco fortemente caldeggiato dalla Lega Nord,  partito in piena avanzata proprio in quelle aree, che prima ha  sostenuto il referendum popolare indetto a Casteldelci, Maiolo,  Novafeltria, San Leo, Sant&#8217;Agata Feltria, Talamello e Pennabilli. Poi ha  prontamente presentato in Parlamento (se n&#8217;è incaricato il deputato  leghista romagnolo Gianluca Pini) un progetto di legge per ratificare il  risultato della consultazione.</p>
<p>Applaudito, per inciso, anche dalla  sinistra romagnola.</p>
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<h2>LO STELVIO, I FAVORI E LO SPEZZATINO</h2>
<p>Con una rapidità inconsueta in questi tempi di paralisi decisionale il  Consiglio dei ministri ha ratificato oggi lo spezzatino delle competenze  del Parco nazionale dello Stelvio fra le Province autonome di Trento e <span class="evidenziato">Bolzano</span> e la Regione Lombardia. Ma il debito andava evidentemente onorato  subito. Soltanto uno sprovveduto non potrebbe cogliere la relazione fra  questo grosso favore agli autonomisti e il grosso favore che i due  deputati della <span class="evidenziato">Südtiroler Volkspartei</span> Siegfried Brugger e <span class="evidenziato">Karl Zeller</span> hanno fatto a Berlusconi contribuendo al salvataggio del governo con  l&#8217;astensione al voto di fiducia del 14 dicembre. Ma la politica, in  Italia, è diventata anche questo. Il problema è semmai che fatti del  genere scandalizzano sempre meno. Anche quando diventa merce di uno  scambio inconfessabile un parco naturale: l&#8217;ultima cosa che dovrebbe  fare le spese delle beghe della politica. Fra le poche voci che si sono  levate contro questo inciucio, quella dell&#8217;irriducibile Giulia Maria  Mozzoni Crespi, presidente onorario del Fondo ambiente italiano,  indignata perché lo spezzatino (che ritiene anche incostituzionale),  oltre a farci fare «una orribile figura davanti all&#8217;Europa, dove il  Parco dello Stelvio è conosciuto e amato», costituirà «un pessimo  esempio per le altre Regioni, dato che può suggerire analoga procedura.  Quella della compravendita delle bellezze del paesaggio per un partito».  Già. Ma siamo sicuri di non esserci già incamminati a nostra insaputa  su un sentiero quantomeno parallelo? Questa vicenda fa tornare alla  mente un episodio senza precedenti nella storia repubblicana, di cui ben  poco si è parlato: lo spostamento a Sud dei confini di una Regione  settentrionale. È accaduto dopo una legge approvata senza echi  particolari nell&#8217;estate del 2009 che ha trasferito dalla Provincia di  Pesaro- Urbino a quella di Rimini sette comuni marchigiani dell&#8217;Alta  Valmarecchia. Passati così in un amen dalle Marche all&#8217;Emilia Romagna.  Un trasloco fortemente caldeggiato dalla <span class="evidenziato">Lega Nord</span>,  partito in piena avanzata proprio in quelle aree, che prima ha  sostenuto il referendum popolare indetto a Casteldelci, Maiolo,  Novafeltria, San Leo, Sant&#8217;Agata Feltria, Talamello e Pennabilli. Poi ha  prontamente presentato in Parlamento (se n&#8217;è incaricato il deputato  leghista romagnolo Gianluca Pini) un progetto di legge per ratificare il  risultato della consultazione. Applaudito, per inciso, anche dalla  sinistra romagnola.</p>
</div>
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			<media:title type="html">Larici.infuocati.ValMartello-800</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Stelvio, il parco fatto a pezzi</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Dec 2010 12:46:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Dello Sbarba</dc:creator>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel più importante parco nazionale italiano la tutela dell&#8217;ambiente diventa &#8220;a geometria variabile&#8221;. Il governo Berlusconi svende il territorio, le giunte provinciali se ne approfittano senza consultare i comuni, i consigli provinciali e la cittadinanza. La Svp incassa il prezzo della &#8220;non sfiducia&#8221; al governo. Il PD protesta a Roma e Milano, ma vota a [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&amp;blog=3404516&amp;post=1609&amp;subd=riccardodellosbarba&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
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<p><strong>Nel più importante parco nazionale italiano la tutela dell&#8217;ambiente  diventa &#8220;a geometria variabile&#8221;. Il governo Berlusconi svende il  territorio, le giunte provinciali se ne approfittano senza consultare i  comuni, i consigli provinciali e la cittadinanza. La Svp incassa il prezzo della &#8220;non sfiducia&#8221; al governo. Il PD protesta a Roma e Milano, ma vota a favore per Bolzano nella commissione dei 12.<br />
</strong></p>
<p><strong><span id="more-1609"></span><br />
</strong></p>
<p>L&#8217;approvazione prima da parte della Commissione dei  Dodici e poi ieri dal governo della nuova norma di attuazione riguardante la gestione del Parco  nazionale dello Stelvio, per le modalità nelle quali si è svolta,  appare come un fatto grave.<br />
Con un blitz delle Province di Trento e  Bolzano in accordo con il Governo, saltando a piè pari ogni passaggio o  momento informativo e di coinvolgimento dei rispettivi Consigli  provinciali e delle componenti della società civile, compresi i Comuni  interessati, è stato in pratica deciso il &#8220;declassamento&#8221; del più  importante parco nazionale italiano, istituito nel lontano 1935.<br />
Un  parco che sarà in pratica composto da tre distinte aree nelle quali la  tutela dell&#8217;ambiente e del paesaggio diventerà per così dire &#8220;a  geometria variabile&#8221;.<br />
In cambio di un pugno di soldi, stante la  drammatica situazione finanziaria nella quale versano i parchi nazionali  dopo la scure di Tremonti che ne ha dimezzato le risorse, il parco  italiano più conosciuto nel mondo abdicherà progressivamente alle sue  funzioni originarie, lasciando la possibilità alle singole  province/regioni di estendervi attività antropiche, quali ad esempio  l&#8217;attività venatoria e quella sciistica, già oggi possibili nei parchi  provinciali.<br />
Ma oltre al merito, ciò che appare inaccettabile ai nostri occhi è il metodo  seguito. Un metodo totalmente antidemocratico, che offende le assemblee  provinciali e le rispettive comunità territoriali, che si sono viste  private di ogni possibilità di essere informate e coinvolte su un tema  che riguarda la vita ed il futuro di un&#8217;istituzione prestigiosa, da 75  anni va nto per le Alpi.</p>
<p>PER CERCARE DI FERMARE IN EXTREMIS LO SMEMBRAMENTO DEL PARCO, LE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE HANNO MANDATO AI RESPONSABILI POLITICI QUESTA LETTERA &#8211; APPELLO. INUTILMENTE.</p>
<p><strong>Club Alpino Italiano-CAI,    Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi-CIPRA Internationale,    CIPRA Italia,    Dachverband für Natur- und Umweltschutz-CIPRA Südtirol,    Fondo Ambiente Italiano–FAI,    Federazione Nazionale Pro Natura,    Federparchi,    Italia Nostra,     Legambiente,    Lega Italiana Protezione Uccelli–LIPU Birdlife Italia,    Mountain Wilderness, Pro Natura [Svizzera],    Società Speleologica Italiana,    Touring Club Italiano,   World Wide Fund for nature-WWF Italia </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">Lettera aperta</span></p>
<p>On.le Silvio Berlusconi</p>
<p>Presidente Consiglio dei Ministri</p>
<p>On.le Stefania Prestigiacomo</p>
<p>Ministro dell&#8217;Ambiente, della Tutela del Territorio e del         Mare</p>
<p>On.le Raffaele Fitto</p>
<p>Ministro degli Affari Regionali</p>
<p>Ill.mo Roberto Formigoni</p>
<p>Presidente Regione Lombardia</p>
<p>Ill.mo Luis Durnwalder</p>
<p>Presidente Provincia Autonoma di Bolzano</p>
<p>Ill.mo Lorenzo Dellai</p>
<p>Presidente Provincia Autonoma di Trento</p>
<p><em>Roma, 21 dicembre 2010</em></p>
<p>Oggetto: <strong>APPELLO per il mantenimento dell&#8217;assetto unitario del Parco Nazionale dello Stelvio</strong></p>
<p>On.li Presidenti, On.li Ministri</p>
<p>Siamo estremamente preoccupati e contrariati dall&#8217;idea di un Paese che, per effetto di un decreto deciso ed approvato in modo sicuramente troppo frettoloso, decide di cancellare settantacinque anni di gestione unitaria di un patrimonionio naturalistico montano di indiscussa eccellenza e notorietà anche internazionale qual è il Parco Nazionale dello Stelvio.</p>
<p>Lo Stelvio è Parco Nazionale perchè rappresenta un elemento irrinunciabile del paesaggio naturale e culturale del nostro Paese, come tale esso è riferimento per l&#8217;intera comunità nazionale, ed è anche una tessera fondamentale delle aree naturali protette che compongono il sistema sovranazionale delimitato dalla Convenzione Internazionale per la Protezione delle Alpi, che il nostro Paese, come tutti gli altri Stati dell&#8217;Arco Alpino, ha ratificato con propria legge nel 1999. La decisione di cancellare l&#8217;organismo che ne garantisce la gestione unitaria, il consorzio istituito nel 1992 tra Regione Lombardia, Province Autonome e Ministero dell&#8217;Ambiente, entro cui trovano adeguata rappresentanza le autonomie locali, le istituzioni di ricerca scientifica, i portatori di interesse ambientale, inevitabilmente segna la fine, di fatto e per decreto, di questo pezzo della storia della conservazione della natura nel nostro Paese.</p>
<p>Una simile decisione avrà sicuramente una ricaduta internazionale sull&#8217;immagine e sulla credibilità dell&#8217;Italia: in oltre un secolo di storia dei parchi nel nostro Continente, non è mai accaduto che un Paese cancellasse, di fatto, un Parco Nazionale: quali saranno gli effetti di una simile, grave, decisione nel rapporto, in primo luogo, con gli altri Stati Membri dell&#8217;Unione Europea?</p>
<p>Siamo tutti consapevoli del fatto che la vita amministrativa del Parco è stata assai difficoltosa e complicata negli ultimi decenni, e che occorra pensare ed attuare importanti riforme nell&#8217;ente per renderne l&#8217;attività più efficace ed incisiva. Ma non è pensabile che queste modifiche cancellino l&#8217;unitarietà del parco, nè che vengano assunte con atti unilaterali, senza coinvolgimento di tutte le comunità istituzionali e sociali coinvolte: questo modo di agire non solo porterà allo smembramento della più grande area protetta delle Alpi, ma</p>
<p>determinerà un quadro di forte criticità per quanto riguarda la tenuta istituzionale e i contenziosi aperti anche con la Corte di Giustizia Europea, specialmente sul versante lombardo del Parco: infatti, benchè l&#8217;accordo che prelude al decreto sia stato assunto dalle due Province Autonome e dal Governo, oltre metà della superficie del Parco si trova nel territorio amministrativo della Regione Lombardia, che ne subirà gli effetti senza essere stata formalmente coinvolta in alcun tavolo istituzionale.</p>
<p>Per queste ragioni, rivolgiamo a Voi un accorato appello affinchè le decisioni sul futuro del Parco Nazionale dello Stelvio vengano assunte non per decreto, ma all&#8217;interno di un tavolo istituzionale e di concertazione tra tutti gli attori coinvolti, con responsabilità e un impegno volto ad affrontare e risolvere davvero i problemi che oggi impediscono all&#8217;Ente Parco di essere pienamente all&#8217;altezza del proprio compito, escludendone ogni ipotesi di smembramento.</p>
<p>Certi di una adeguata considerazione delle istanze qui rappresentate, a nome delle nostre organizzazioni di protezione ambientale porgiamo i nostri più distinti saluti</p>
<p><strong>Club Alpino Italiano-CAI</strong></p>
<p><strong>Il Presidente Generale, Umberto Martini</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi-CIPRA Internationale</strong></p>
<p><strong>Il Presidente, Dominik Siegrist</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi-CIPRA Italia</strong></p>
<p><strong>Il Presidente, Oscar Del Barba</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Dachverband für Natur- und Umweltschutz-CIPRA Südtirol</strong></p>
<p><strong>Il presidente, Klauspeter Dissinger</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Fondo Ambiente Italiano–FAI,</strong></p>
<p><strong>La Presidente, Ilaria Perfetti Buitoni</strong></p>
<p><strong>La Presidente Onoraria, Giulia Maria Mozzoni Crespi</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Federazione Nazionale Pro Natura</strong></p>
<p><strong>Il Presidente, Mauro Furlani</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Federparchi</strong></p>
<p><strong>Il Presidente, Giampiero Sammuri</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Italia Nostra</strong></p>
<p><strong>La Presidente, Alessandra Mottola Molfino</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> Legambiente</strong></p>
<p><strong>Il presidente, Vittorio Cogliati Dezza</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Lega Italiana Protezione Uccelli–LIPU Birdlife Italia</strong></p>
<p><strong>Il Presidente, Giuliano Tallone</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Mountain Wilderness Italia</strong></p>
<p><strong>Il Portavoce Nazionale, Luigi Casanova</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Pro Natura [Svizzera]</strong></p>
<p><strong>La Presidente, Silva Semadeni</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Società Speleologica Italiana</strong></p>
<p><strong>Il Presidente, Giampietro Marchesi</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Touring Club Italiano</strong></p>
<p><strong>Il Presidente, Franco Iseppi</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>World Wide Fund for nature-WWF Italia</strong></p>
<p><strong>Il Presidente, Stefano Leoni</strong></p>
<p>Sull&#8217;argomento, interessante artyicolo della Repubblica di oggi, che riporta le vibrate proteste di un gruppo di parlamentari del PD.</p>
<p><strong>http://www.repubblica.it/ambiente/2010/12/22/news/parco_stelvio-10489313/</strong></p>
<p>Il problema è che nel luogo dove tutto si è deciso, cioè la Commissione dei 12, il rappresentante del PD di Bolzano, espressione della giunta provinciale Svp-Pd, nonché i rappresentanti della giunta UPT-PD di Trento, hanno votato a favore. Strabismi della politica.</p>
<br />Filed under: <a href='http://riccardodellosbarba.wordpress.com/category/ambiente/'>ambiente</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/riccardodellosbarba.wordpress.com/1609/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/riccardodellosbarba.wordpress.com/1609/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/riccardodellosbarba.wordpress.com/1609/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/riccardodellosbarba.wordpress.com/1609/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/riccardodellosbarba.wordpress.com/1609/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/riccardodellosbarba.wordpress.com/1609/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/riccardodellosbarba.wordpress.com/1609/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/riccardodellosbarba.wordpress.com/1609/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/riccardodellosbarba.wordpress.com/1609/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/riccardodellosbarba.wordpress.com/1609/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/riccardodellosbarba.wordpress.com/1609/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/riccardodellosbarba.wordpress.com/1609/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/riccardodellosbarba.wordpress.com/1609/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/riccardodellosbarba.wordpress.com/1609/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&amp;blog=3404516&amp;post=1609&amp;subd=riccardodellosbarba&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Energia: come la Provincia, in segreto, regala milioni a Sel e Enel</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Dec 2010 12:14:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Dello Sbarba</dc:creator>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Mentre si avvicina in Consiglio provinciale il voto sulla famigerata “norma salva SEL”, noi Verdi abbiamo scoperto un nuovo sostanzioso regalo che la Giunta provinciale ha fatto a SEL e ENEL. Un regalo che equivale a diversi milioni di euro all’anno di mancate entrate nel bilancio provinciale, deciso (e questo è il colmo) non con [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&amp;blog=3404516&amp;post=1595&amp;subd=riccardodellosbarba&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_1601" class="wp-caption aligncenter" style="width: 432px"><strong><strong><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2010/12/centrale1.jpg"><img class="size-full wp-image-1601" title="Centrale" src="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2010/12/centrale1.jpg?w=500" alt=""   /></a></strong></strong><p class="wp-caption-text">Cardano negli anni &#039;30</p></div>
<p><strong>Mentre si avvicina in Consiglio provinciale il voto sulla famigerata “norma salva SEL”, noi Verdi abbiamo scoperto un nuovo sostanzioso regalo che la Giunta provinciale ha fatto a SEL e ENEL. Un regalo che equivale a diversi milioni di euro all’anno di mancate entrate nel bilancio provinciale, deciso (e questo è il colmo) non con legge e nemmeno con delibera di giunta, ma fissato semplicemente nel verbale della seduta della Giunta provinciale del 25 gennaio 2010. Un appunto che è stato tenuto segreto finora e che noi, avendolo scoperto, ci siamo fatti consegnare</strong> (vedi sotto).</p>
<p>Per riassumere: secondo l’articolo 25, comma 1 del regio decreto 1775/1933 la parte più grande degli impianti idroelettrici (gli edifici e tutti gli impianti idraulici, pari a circa l’80% del valore di una centrale) al momento della scadenza della concessione passa <span style="text-decoration:underline;">gratuitamente</span> alla Provincia. La scelta ovvia è che la Provincia affitti poi tali impianti, indispensabili per la produzione idroelettrica, ai concessionari entranti, incassando così canoni d’affitto pari a diversi milioni di euro all’anno. Ciò è previsto del resto nella legge provinciale 20 luglio 2006, nr. 7, all’art. 19 “Disposizioni in materia di concessioni di grandi derivazioni a scopo idroelettrico”, che prevede che la Provincia fissi “l’ammontare del corrispettivo e le modalità per l’assegnazione o l’utilizzo” delle opere o degli impianti a lei passati in proprietà.</p>
<p>Ma la Giunta provinciale ha scelto la strada opposta: quella di cedere <span style="text-decoration:underline;">in uso gratuito</span> tutti gli impianti ai concessionari entranti. La decisione riguarda le 14 grandi concessioni ex ENEL, 12 delle quali sono state assegnate com’è noto a SEL, che le farà confluire nella società Hydropower costituita insieme a ENEL.</p>
<p>Insomma, con questo regalo Hydropower (ENEL più SEL) risparmierà un sacco di soldi sottratti al bilancio provinciale, proprio mentre la Giunta piange miseria e annuncia tagli ai sussidi sociali, alla sanità, alla casa, alla scuola, al personale.</p>
<p>C’è da temere che questa „concessione d’uso gratuita“ sia parte dei riservati “accordi parasociali” che hanno portato alla costituzione di Hydropower. Non è spiegabile altrimenti la cocciutaggine con cui la giunta ha voluto imporre questa decisione, già una volta bocciata in Consiglio provinciale.</p>
<p>Infatti la “concessione d’uso gratuita” era già contenuta nell’ottobre 2009 in una legge Omnibus (ancora!) della giunta, ma fu cancellata in Commissione legislativa da un voto congiunto dei Verdi (Dello Sbarba) e dei rappresentanti Svp della Val Venosta (Noggler e Schuler). Dopo questa bocciatura, scopriamo ora che il regalo a Sel ed Enel è stato comunque deciso due mesi dopo dalla giunta provinciale con una semplice nota a verbale che recita;</p>
<p><em>“In riferimento alle grandi derivazioni a scopo idroelettrico, la Giunta provinciale, su istanza dell’assessore Laimer, stabilisce di cedere gratuitamente ai nuovi concessionari quella parte degli immobili per i quali è previsto il passaggio gratuito alla Provincia alla scadenza delle concessioni ENEL”.</em></p>
<p>Non risulta che qualche membro di giunta si sia opposto a questo ennesimo regalo a SEL e ENEL ai danni delle finanze pubbliche.</p>
<p>E’ questo l’ennesimo esempio di favoritismo della Giunta provinciale verso uno solo (SEL) dei produttori di energia e di concorrenza sleale verso le aziende elettriche dei comuni (come AE) e delle valli (come il consorzio venostano).</p>
<p>La Provincia, che dovrebbe fare da arbitro, favorisce la propria squadra con finanziamenti e leggi ad hoc.</p>
<p>Chiediamo a tutti i partiti, e in particolare al PD, di non collaborare a questa guerra contro le società comunali e di valle. Auspichiamo che si arrivi a un accordo giusto tra AE e SEL, ma finché esso non sarà raggiunto, faremo di tutto perché la Provincia non alteri ulteriormente le regole del gioco – con le norme della Omnibus e della finanziaria – a favore della SEL e contro AE. E chiediamo in particolare al PD di fare con noi questa battaglia.</p>
<br />Filed under: <a href='http://riccardodellosbarba.wordpress.com/category/ambiente/'>ambiente</a>, <a href='http://riccardodellosbarba.wordpress.com/category/economia/'>economia</a>, <a href='http://riccardodellosbarba.wordpress.com/category/politica/'>politica</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/riccardodellosbarba.wordpress.com/1595/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/riccardodellosbarba.wordpress.com/1595/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/riccardodellosbarba.wordpress.com/1595/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/riccardodellosbarba.wordpress.com/1595/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/riccardodellosbarba.wordpress.com/1595/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/riccardodellosbarba.wordpress.com/1595/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/riccardodellosbarba.wordpress.com/1595/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/riccardodellosbarba.wordpress.com/1595/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/riccardodellosbarba.wordpress.com/1595/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/riccardodellosbarba.wordpress.com/1595/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/riccardodellosbarba.wordpress.com/1595/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/riccardodellosbarba.wordpress.com/1595/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/riccardodellosbarba.wordpress.com/1595/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/riccardodellosbarba.wordpress.com/1595/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&amp;blog=3404516&amp;post=1595&amp;subd=riccardodellosbarba&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>La Provincia, i migranti e la casa: perseverare è diabolico</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Nov 2010 16:38:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Dello Sbarba</dc:creator>
				<category><![CDATA[convivenza]]></category>

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		<description><![CDATA[“Aboliremo il sussidio casa” aveva detto Durnwalder dopo la sentenza del giudice che condannava la Provincia per discriminazione. Ora la Giunta fa marcia indietro, ma  continua a drammatizzare il problema della “finanziabilità”. Le cose non stanno così. Nell’immediato il sussidio è ancora finanziabile. E nel lungo periodo serve una nuova politica della casa, non un [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&amp;blog=3404516&amp;post=1582&amp;subd=riccardodellosbarba&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2010/11/migranti.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1590" title="migranti" src="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2010/11/migranti.jpg?w=500" alt=""   /></a></p>
<p><strong>“Aboli</strong><strong>remo</strong><strong> il sussidio casa” aveva detto Durnwalder dopo la sentenza del giudice che condannava la Provincia per discriminazione. Ora la Giunta fa marcia indietro, ma  continua a drammatizzare il problema della “finanziabilità”. Le cose non stanno così. Nell’immediato il sussidio è ancora finanziabile. E nel lungo periodo serve una nuova politica della casa, non un taglio a danno dei soli inquilini.</strong></p>
<p>Su 100 famiglie che percepiscono il sussidio casa, 70 sono locali. Per questo la Giunta non ha attuato la sua iniziale minaccia populista di abolire il sussidio casa.  Tuttavia continua irresponsabilmente a drammatizzare il problema della sua finanziabilità. Se facciamo i conti, ci accorgiamo che non è così.</p>
<p>Prendiamo l’ultimo anno, il <span style="text-decoration:underline;">2009</span>. Queste le cifre:</p>
<ul>
<li>sono stati concessi sussidi casa per      34 milioni, di cui il 70% a famiglie altoatesine;</li>
<li>a causa delle graduatorie separare      per immigrati extra-UE,  681      famiglie di migranti che avevano pieno diritto non hanno ricevuto nulla      perché i soldi erano finiti;</li>
<li>il sussidio medio pagato nel 2009 a      persone extra UE è stato di 301 euro al mese;</li>
<li>CONCLUSIONE: per garantire anche a      queste 681 famiglie il sussidio casa sarebbero serviti altri 2.459.000      euro (681 x 301 x 12 mesi).</li>
<li>2,4 milioni di euro sono  l’1,8% dell’intero finanziamento 2009 per      edilizia agevolata che nel 2009 è stato di 135 milioni. Per di più: di      questi 135 milioni, più di 20 milioni sono rimasti inutilizzati. Che cosa      costava prelevare da questo residuo i 2 milioni e mezzo in più per i      migranti?</li>
</ul>
<p>La Giunta deve smettere di fare terrorismo sulle “casse vuote”: <span style="text-decoration:underline;">per i prossimi anni il sussidio casa è ancora finanziabile</span>. L’allarmismo serve solo a scatenare guerre tra poveri.</p>
<p>Le cose da fare invece sono due:</p>
<ol>
<li><span style="text-decoration:underline;">Cancellare le discriminazioni e  ri-finanziare la politica sulla casa</span> con una lotta rigorosa contro gli affitti in nero e contro      l’evasione fiscale. Per esempio: A giugno 2010 la Guardia di Finanzia ha      comunicato di aver scoperto 50 ditte locali, soprattutto edili, che      avevano evaso 25 milioni di IVA. Visto che il 90% dell’IVA torna nel      bilancio provinciale, ciò significa 22,5 milioni in più per finanziare la      politica sociale.</li>
<li><span style="text-decoration:underline;">Affrontare in modo totalmente nuovo      il tema della casa.</span> Finora la Provincia ha cercato di soddisfare il bisogno di casa senza dar      fastidio ai costruttori, anzi consentendo loro enormi profitti. Con la      crisi ciò non è più possibile.
<ol>
<li>L’economia deve assumersi la       responsabilità di offrire un alloggio alle persone che chiama a lavorare.       Lo fanno contadini e albergatori, lo devono fare anche industriali e       costruttori. Questo obbligo è stato inserito nella legge sulla casa poco       tempo fa grazie a un emendamento dei Verdi. Ora va fatto rispettare!</li>
<li>Bisogna incentivare  i proprietari di casa ad affittare gli       alloggi che tengono vuoti e la penalità per chi tiene case vuote va       fissato nelle concessioni ed agevolazioni edilizie.</li>
<li>Bisogna varare un accordo       provinciale con la proprietà edilizia per l’introduzione di un “equo       canone” provinciale.</li>
<li>Bisogna immettere sul mercato       alloggi in affitto a prezzo moderato.</li>
</ol>
</li>
</ol>
<p>Ogni drammatizzazione è irresponsabile. Ogni scelta che penalizzi solo gli inquilini, tagliando il sussidio casa, è ingiusta, perché colpisce l’anello più debole della catena: chi non avendo casa è esposto a un impossibile mercato degli affitti.</p>
<p>Infine, ricordiamo alla Giunta provinciale che a stabilire che quello alla casa è un “diritto soggettivo” è stato il tribunale con due sentenze che si rifanno a norme europee. Non è competenza della Giunta degradare questo diritto a “legittima aspettativa”, cioè a una beneficenza che la Provincia può fare come e a chi vuole.</p>
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	</item>
		<item>
		<title>Immigrati: Provincia condannata</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Nov 2010 16:00:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Dello Sbarba</dc:creator>
				<category><![CDATA[convivenza]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[LE LISTE SEPARATE E CONTINGENTATE PER IMMIGRATI SONO ILLEGITTIME E DISCRIMINATORIE IL TRIBUNALE DI BOLZANO ACCOGLIE IL RICORSO DI UNA FAMIGLIA ALBANESE Il tribunale di Bolzano ha oggi accolto il ricorso presentato da una famiglia di origine albanese che si è vista negare il sussidio casa dalla Provincia. Il capofamiglia risiede e lavora regolarmente in [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&amp;blog=3404516&amp;post=1573&amp;subd=riccardodellosbarba&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
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<p><strong>LE LISTE SEPARATE E CONTINGENTATE PER IMMIGRATI SONO ILLEGITTIME E DISCRIMINATORIE</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>IL TRIBUNALE DI BOLZANO ACCOGLIE IL RICORSO DI UNA FAMIGLIA ALBANESE</strong></p>
<p>Il tribunale di Bolzano ha oggi accolto il ricorso presentato da una famiglia di origine albanese che si è vista negare il sussidio casa dalla Provincia. Il capofamiglia risiede e lavora regolarmente in Alto Adige dal 2001 e dal 2003 aveva percepito il sussidio casa, avendone tutti i presupposti di legge. Ma nel maggio del 2009 la Provincia ha respinto la sua domanda di rinnovo del sussidio con questa motivazione: “il contingente da destinare ai cittadini stranieri extra Ue è esaurito e pertanto non sussistono più i fondi necessari per poterle erogare il contributo spettante”.</p>
<p>In sostanza: la famiglia aveva diritto al ricorso, ma se l’era visto negare poiché le risorse (contingentate) destinate alla graduatoria separata per immigrati extra-Ue erano finite. Adesso il tribunale ha sancito con sentenza ciò che noi Verdi abbiamo fin dall’inizio denunciato: che il sistema di graduatorie separate con risorse contingentate rappresenta una misura discriminatoria e perciò illegittima.</p>
<p>Il sistema delle graduatorie separate è stato introdotto nella legge sulla casa alla fine del 2008 (cioè alla vigilia delle elezioni provinciali) ed aveva trovato nell’anno 2009 la sua prima applicazione. Le conseguenze sono state subito drammatiche per tante famiglie immigrate rego0larmente soggiornanti nella nostra provincia:</p>
<ul>
<li><strong>contributo affitto 2009</strong> a persone extra Ue: a      fronte di domande valide pari al 19% del totale, la Provincia ha fissato      la quota del 6,8%, cioè un terzo del fabbisogno. In seguito a questa      mancanza di risorse, la Provincia ha deciso di accogliere solo le domande      di prolungamento del sussidio, ma non le nuove domande.</li>
<li><strong>alloggi Ipes      2009</strong>: le persone provenienti da paesi extra Ue con oltre 25 punti e      domande valide erano 176; a causa del contingentamento sono stati      assegnati loro 45 alloggi, pari a un quarto del fabbisogno. Non sono stati      assegnati 131 alloggi.</li>
</ul>
<p>Nel 2010 il problema si è riproposto in termini ancora più drammatici, visto che alle domande dell’anno in corso si aggiungevano quelle inevase del 2009. Invece di ripensare il sistema, la Provincia ha cercato di ricorrere a un trucco: limitare ai primi 4 mesi dell’anno la possibilità per persone extra Ue di fare domanda (mentre i locali potevano far domanda tutto l’anno). La norma è stata bloccata dalla Corte dei Conti e la Provincia ha dovuto fare marcia indietro. E’ restato in vigore invece tutto il sistema delle graduatorie separate, che ora il tribunale di Bolzano ha finalmente dichiarato discriminatorio e dunque illegittimo.</p>
<p>Dopo questa sentenza, i Verdi chiedono alla Giunta provinciale una svolta radicale nella politica della casa rivolta agli immigrati.</p>
<p>E’ necessario:</p>
<ul>
<li>cancellare tutte le      norme discriminatorie che impediscono l’integrazione delle persone      migranti.</li>
<li>trovare soluzioni      efficaci al bisogno di casa delle persone che lavorano e risiedono      regolarmente sul nostro territorio.</li>
<li>chiamare      l’economia, che si giova del lavoro delle persone immigrate, a contribuire      alla soluzione di questo problema.</li>
</ul>
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			<media:title type="html">immigrati124</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Ried: 3732 contro</title>
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		<comments>http://riccardodellosbarba.wordpress.com/2010/11/08/ried-3732-contro/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 08 Nov 2010 11:50:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Dello Sbarba</dc:creator>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[UN BOICOTTAGGIO NON E&#8217; UNA VITTORIA. LA BATTAGLIA CONTINUA. LA PISTA E&#8217; STATA INSERITA NEL PIANO PISTE DA SCI SENZA CHE I COMUNI LO CHIEDESSERO, COME PREVEDE LA LEGGE. I RICORSI SONO GIA&#8217; STATI PRESENTATI. Volksbefragung: 3.732 Stimmen gegen &#8220;Ried&#8221; 3.732 Wählerinnen und Wähler haben gegen die Erschließung von Ried-Walchhorn gestimmt, 398 dafür, 61 Stimmen [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&amp;blog=3404516&amp;post=1558&amp;subd=riccardodellosbarba&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2010/11/ried_planung.jpg"><img class="size-full wp-image-1559 aligncenter" title="ried_planung" src="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2010/11/ried_planung.jpg?w=500" alt=""   /></a></p>
<p>UN BOICOTTAGGIO NON E&#8217; UNA VITTORIA. LA BATTAGLIA CONTINUA. LA PISTA E&#8217; STATA INSERITA NEL PIANO PISTE DA SCI SENZA CHE I COMUNI LO CHIEDESSERO, COME PREVEDE LA LEGGE. I RICORSI SONO GIA&#8217; STATI PRESENTATI.</p>
<p><strong>Volksbefragung: 3.732 Stimmen gegen &#8220;Ried&#8221;</strong><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong>3.732 Wählerinnen und Wähler haben gegen die Erschließung von Ried-Walchhorn gestimmt, 398 dafür, 61 Stimmen waren weiß oder ungültig. Von 8.258 Wahlberechtigten liegt keine Äußerung vor. Zu diesen zählen Menschen, die krank, verhindert, verreist oder im Ausland ansässig sind, Menschen, die weder für noch gegen &#8220;Ried&#8221; sind und die Entscheidung gern den anderen überlassen, Menschen, die für das Projekt &#8220;Ried&#8221; sind, aber nicht dafür gestimmt haben, Menschen, die gegen das Projekt &#8220;Ried&#8221; sind, aber sich von der Teilnahme haben abhalten lassen durch Druck oder aufgrund der Sabotage der Befragung durch den Bürgermeister.</p>
<p><strong>Insgesamt deutet das Resultat auf eine klare Mehrheit gegen &#8220;Ried&#8221; in der Gemeinde Bruneck. In Reischach steht das vollkommen außer Zweifel, bei 46% Beteiligung und 94% Nein. Reischach, der Ort, der am meisten betroffen ist, aber auch der Ort, der am meisten vom Tourismus lebt, hat nach 2008 ein zweites Mal ein klares Nein zur Erschließung des Nordosthangs durch das Projekt &#8220;Ried&#8221; gesprochen. Dem ist Rechnung zu tragen.</strong></p>
<p><em>(segue, anche in italiano)</em><strong><br />
</strong></p>
<p><span id="more-1558"></span><br />
Hätte man eine korrekte, faire Volksbefragung abgehalten, nicht mit eineinhalb Jahren Verspätung, hätte man ausgiebig und öffentlich über Vor- und Nachteile des Projektes &#8220;Ried&#8221; diskutiert, statt jeder Diskussion auszuweichen und kurz vor der Befragung den Menschen zu erklären zu wollen, dass Bruneck für sein Gemeindegebiet nicht zuständig sei, wären die Befürworter und Gegner des Projektes zur Befragung gegangen und hätten erstere mit Ja und letztere mit Nein gestimmt und wären die daheim geblieben, denen das Thema egal ist, dann läge ein Ergebnis vor, das von allen zu respektieren wäre. Dann wäre der Zweck einer Volksbefragung erfüllt. Da die Projektbetreiber mit dem Bürgermeister an der Spitze allerdings von Anfang an auf Argumentationsverweigerung, Verschleppung, vollendete Tatsachen, Tricks und am Ende, als die Befragung nicht mehr zu verhindern war, auf Sabotage gesetzt haben, bleibt alles beim alten. Vor allem gibt es keinen Grund, den Widerstand gegen das Projekt &#8220;Ried&#8221; aufzugeben.</p>
<p>Der Bürgermeister hat sich in der Sache &#8220;Ried&#8221; von Beginn an unkorrekt verhalten, mit der Sabotage der Volksbefragung, die er zu verantworten hat, hat er nun jedes erträgliche Maß überschritten. Für uns ist ein derartiges Verhalten nicht hinnehmbar.</p>
<p>Die Regelung der Volksbefragungen in Bruneck ist auf jeden Fall gründlich zu reformieren, angefangen bei der Gemeindeverordnung, die in erster Linie die Verhinderung und weniger die Durchführung von Befragungen regelt. Ein 40%-Quorum ist definitiv nicht tragbar, weil es dazu einlädt, auf Verschweigen, Verwirren und Frustration zu setzen statt auf Argumente. So geschehen vor einem Jahr bei den landesweiten Volksbefragungen, so geschehen jetzt in Bruneck. Die Demokratie in diesem Land hat noch viel Weg vor sich. Die Grünen wissen jedenfalls, auf welcher Seite sie stehen.</p>
<p>7.11.2010<br />
Für die Grüne Ratsfraktion<br />
Hanspeter  Niederkofler</p>
<p>******</p>
<p><strong>Referendum: 3.732 voti contro &#8220;Ried&#8221;</strong></p>
<p>3.732 elettrici ed elettori hanno votato contro piste ed impianti a Ried-Walchhorn, 398 a favore, 61 schede erano bianche o nulle. Di 8.258 aventi diritti al voto non è pervenuta nessuna indicazione. Fanno parte di questo numero persone che sono malate, impossibilitate a venire, in viaggio, residenti all&#8217;estero, persone che non sono né a favore né contro &#8220;Ried&#8221; e lasciano la decisione volentieri ad altri, persone che sono a favore del progetto &#8220;Ried&#8221; ma non lo hanno votato, persone che sono contro il progetto &#8220;Ried&#8221;, ma non hanno partecipato al voto per pressioni o a causa del sabotaggio del referendum da parte del Sindaco.</p>
<p><strong>Complessivamente il risultato indica una chiara maggioranza contro il progetto &#8220;Ried&#8221; nel comune di Brunico. A Riscone questo è fuori ogni dubbio, con il 46% di partecipazione e il 94% di no.</strong> <strong>Riscone, la frazione più interessata al progetto, ma anche quella che vive maggiormente di turismo, dopo il 2008 per la seconda volta ha detto un chiaro no all&#8217;estensione degli impianti sul versante nordest con il progetto &#8220;Ried&#8221;. Ne va tenuto conto.</strong></p>
<p><strong> </strong>Se si fosse fatto un referendum corretto, senza un anno e mezzo di ritardo, se si fosse discusso approfonditamente e pubblicamente di vantaggi e svantaggi del progetto &#8220;Ried&#8221;, invece di evitare ogni discussione per poi, con il referendum imminente, voler spiegare alla gente che Brunico non abbia comptetenze sul proprio territorio, se favorevoli e contrari al progetto fossero andati a votare sì i primi e no i secondi e se fossero rimasti a casa quelli ai quali il tema proprio non importa, allora avremmo un risultato che tutti dovremmo rispettare. E il referendum avrebbe raggiunto il suo scopo. Ma visto che i fautori del progetto, con il Sindaco in testa, fin dall&#8217;inizio hanno puntato sulla fuga da ogni argomentazione, su rinvii, fatti compiuti, trucchi e alla fine, quando il referendum non si poteva più evitare, sul sabotaggio, tutto rimane come prima. Soprattutto non c&#8217;è nessun motivo per smettere di opporsi al progetto.</p>
<p>Per quanto riguarda l&#8217;affare &#8220;Ried&#8221;, il Sindaco sin dall&#8217;inizio ha tenuto un comportamento scorretto. Rendendosi responsabile del sabotaggio di questo referendum, ha definitivamente passato il segno. Un comportamento del genere per noi non è assolutamente accettabile.</p>
<p>In ogni modo la disciplina dei referendum a Brunico necessita di una profonda riforma, a partire dal regolamento comunale che regola più l&#8217;impedimento che lo svolgimento dei referendum. Un quorum del 40% è definitivamente inaccettabile, poiché invita a puntare sul silenzio, sulla confusione e sulla frustrazione invece che sugli argomenti. E&#8217; successo un anno fa con i referendum provinciali, è successo ora a Brunico. La democrazia in questa provincia ne ha di strada da percorrere. I Verdi in ogni modo sanno da che parte stanno.</p>
<p>7/11/2010<br />
Per il Gruppo consiliare Verde<br />
Hanspeter  Niederkofler</p>
<br />Filed under: <a href='http://riccardodellosbarba.wordpress.com/category/ambiente/'>ambiente</a>, <a href='http://riccardodellosbarba.wordpress.com/category/politica/'>politica</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/riccardodellosbarba.wordpress.com/1558/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/riccardodellosbarba.wordpress.com/1558/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/riccardodellosbarba.wordpress.com/1558/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/riccardodellosbarba.wordpress.com/1558/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/riccardodellosbarba.wordpress.com/1558/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/riccardodellosbarba.wordpress.com/1558/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/riccardodellosbarba.wordpress.com/1558/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/riccardodellosbarba.wordpress.com/1558/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/riccardodellosbarba.wordpress.com/1558/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/riccardodellosbarba.wordpress.com/1558/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/riccardodellosbarba.wordpress.com/1558/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/riccardodellosbarba.wordpress.com/1558/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/riccardodellosbarba.wordpress.com/1558/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/riccardodellosbarba.wordpress.com/1558/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&amp;blog=3404516&amp;post=1558&amp;subd=riccardodellosbarba&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Centrale: il Seit in rivolta</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Sep 2010 09:50:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Dello Sbarba</dc:creator>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Bolzano Bozen Bulsan]]></category>

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		<description><![CDATA[LAIVES: SULLA CENTRALE ELETTRICA A POMPAGGIO AL SEIT MOLTO FUMO E POCO ARROSTO. E QUEL POCO, DI PESSIMO GUSTO. GLI ABITANTI ABBANDONANO L&#8217;ASSEMBLEA PER PROTESTA. La serata organizzata a Laives dalla società “South Tyrol Energy” ha confermato i dubbi dei Verdi sul mega-progetto di centrale elettrica a pompaggio che, rifiutata sul Renon (qui l&#8217;analisi e [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&amp;blog=3404516&amp;post=1548&amp;subd=riccardodellosbarba&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2010/09/centrale-laives.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1549" title="centrale laives" src="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2010/09/centrale-laives.jpg?w=500" alt=""   /></a></p>
<p><strong>LAIVES: SULLA CENTRALE ELETTRICA A POMPAGGIO AL SEIT MOLTO FUMO E POCO ARROSTO. E QUEL POCO, DI PESSIMO GUSTO. GLI ABITANTI ABBANDONANO L&#8217;ASSEMBLEA PER PROTESTA.<br />
</strong></p>
<p>La serata organizzata a Laives dalla società “South Tyrol Energy” ha confermato i dubbi dei Verdi sul mega-progetto di centrale elettrica a pompaggio che, rifiutata sul Renon (qui <a href="http://riccardodellosbarba.wordpress.com/2009/03/30/renon-acqua-o-atomo/" target="_blank">l&#8217;analisi</a> e <a href="http://pskw.ritten.net/blog/" target="_blank">la storia</a>), viene ripresentata identica nel comune della Bassa Atesina.</p>
<p>La presentazione è stata confusa, i pochi dati sono stati dichiarati “provvisori”, dunque inattendibili.</p>
<p>Il responsabile del progetto, dott. Christian Masten (lo stesso del fallito progetto del Renon) non ha saputo dare alcuna garanzia di quanto promette:</p>
<ul>
<li><strong>Nessuna garanzia sull’uso esclusivo di energie      rinnovabili</strong> per il pompaggio: la centrale rischia di diventare un impianto di      riciclaggio di energia “sporca”.</li>
<li><strong>Nessuna garanzia sulla redditività economica del      progetto</strong>: i famosi due milioni al comune di Laives sono per ora un puro      specchietto per le allodole.</li>
<li><strong>Nessuna garanzia sull’equilibrio idrico</strong>: gli enormi      lavori di scavo metteranno a  grave rischio      le sorgenti e l’approvvigionamento di acqua a monte e a valle.</li>
<li><strong>Nessuna garanzia sul traffico causato dai cantieri</strong>: 130 camion al      giorno intaseranno la viabilità tra Laives e Bolzano, vanificando l’effetto      delle circonvallazioni appena costruite.<strong> </strong></li>
<li><strong>Nessuna garanzia sulla protezione del paesaggio, sul      rumore e sull’inquinamento</strong>, sia in fase di cantiere che di esercizio.</li>
<li><strong>Nessuna garanzia sui partner</strong> che finanzieranno      l’investimento: parlare di “grosse imprese elettriche italiane e austriache”      senza fare alcun nome è una presa in giro.</li>
</ul>
<p><strong>Bene hanno fatto a protestare con forza gli abitanti del Seit-la Costa</strong>, che hanno abbandonato la sala quando Masten ha spiegato che il progetto si spostava dal Renon alla loro zona perché “sul Renon vivono 8500 persone, mentre al Seit solo 300”. Un’affermazione cinica che conferma che l’impatto ambientale sarà gravoso e pieno di incognite.</p>
<p>In sostanza, sul progetto di centrale elettrica a pompaggio la “South Tyrol Energy” ha offerto molto fumo, ma poco arrosto.</p>
<p>E quel poco di arrosto che si è intravisto rischia di avere un sapore molto amaro per la popolazione e per i comuni dell’area interessata.</p>
<br />Filed under: <a href='http://riccardodellosbarba.wordpress.com/category/ambiente/'>ambiente</a>, <a href='http://riccardodellosbarba.wordpress.com/category/bolzano-bozen-bulsan/'>Bolzano Bozen Bulsan</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/riccardodellosbarba.wordpress.com/1548/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/riccardodellosbarba.wordpress.com/1548/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/riccardodellosbarba.wordpress.com/1548/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/riccardodellosbarba.wordpress.com/1548/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/riccardodellosbarba.wordpress.com/1548/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/riccardodellosbarba.wordpress.com/1548/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/riccardodellosbarba.wordpress.com/1548/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/riccardodellosbarba.wordpress.com/1548/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/riccardodellosbarba.wordpress.com/1548/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/riccardodellosbarba.wordpress.com/1548/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/riccardodellosbarba.wordpress.com/1548/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/riccardodellosbarba.wordpress.com/1548/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/riccardodellosbarba.wordpress.com/1548/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/riccardodellosbarba.wordpress.com/1548/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&amp;blog=3404516&amp;post=1548&amp;subd=riccardodellosbarba&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Riccardo Dello Sbarba</media:title>
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			<media:title type="html">centrale laives</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Tolomei addio (era l&#8217;ora)</title>
		<link>http://riccardodellosbarba.wordpress.com/2010/09/23/tolomei-addio-era-lora/</link>
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		<pubDate>Thu, 23 Sep 2010 09:56:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Dello Sbarba</dc:creator>
				<category><![CDATA[bilinguismo]]></category>
		<category><![CDATA[convivenza]]></category>

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		<description><![CDATA[TOPONOMASTICA: IL COMPROMESSO DURWALDER &#8211; FITTO E&#8217; UNA BUONA BASE DI PARTENZA. ORA VA ATTUATO NELLO SPIRITO DELLO STATUTO DI AUTONOMIA. &#8220;Im Geiste der Billigkeit und Weitherzigkeit&#8221;. &#8220;In spirito di equità e generosità&#8221; (Accordo di Parigi, punto 3-a). L’accordo è stato presentato come „vittoria della ragionevolezza“ in cui ciascuno ha concesso qualcosa. Il ministro ha [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&amp;blog=3404516&amp;post=1538&amp;subd=riccardodellosbarba&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2010/09/cartelli.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1542" title="CARTELLI" src="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2010/09/cartelli.jpg?w=500" alt=""   /></a></p>
<p><strong>TOPONOMASTICA: IL COMPROMESSO DURWALDER &#8211; FITTO E&#8217; UNA BUONA BASE DI PARTENZA. ORA VA ATTUATO NELLO SPIRITO DELLO STATUTO DI AUTONOMIA.</strong></p>
<p>&#8220;Im Geiste der Billigkeit und Weitherzigkeit&#8221;.</p>
<p>&#8220;In spirito di equità e generosità&#8221;</p>
<p>(Accordo di Parigi, punto 3-a).</p>
<p>L’accordo è stato presentato come „vittoria della ragionevolezza“ in cui ciascuno ha concesso qualcosa. Il ministro ha dovuto rimangiarsi i suoi “ultimatum”, la Provincia ha dovuto riconoscere implicitamente l’errore commesso dall’AVS nell’aver istallato migliaia di cartelli monolingui.</p>
<p>Ciò che resta della “lite sui cartelli” sono ora 1500 nomi attualmente espressi in una sola lingua che dovranno essere rivisti:</p>
<ul>
<li>per quanto riguarda i nomi di luogo, su 700 c’è già      l’accordo che siano bilingui-trilingui;</li>
<li>il resto sarà affidato a una commissione paritetica      Stato-Provincia;</li>
<li>per quanto riguarda invece i sostantivi che      accompagnano i nomi (lago, malga ecc…) c’è l’accordo che debbano essere      tutti espressi nelle due-tre lingue.</li>
</ul>
<p>Che cosa significherà l’applicazione del principio del “nome storico” &#8211; su cui dovrà giudicare la commissione &#8211; è questione tutta aperta. E’ prevedibile che nel caso di micro-toponimi per cui non c’è stata mai traduzione, o le cui artificiose traduzioni sono cadute nel dimenticatoio, prevarrà la dizione “storica”. Per i nomi in cui invece esiste un uso plurilingue, è auspicabile che esso sia rispettato.</p>
<p><strong>Noi Verdi auspichiamo che con l’accordo appena siglato si sia aperta una nuova fase in cui la questione toponomastica venga gradualmente risolta nello spirito dello Statuto di autonomia, che prevede il rispetto delle diverse lingue presenti sul territorio e il principio dell’intesa (e della pariteticità dei luoghi di confronto) quando c’è da decidere su argomenti “sensibili” per la convivenza.</strong></p>
<p><strong><span id="more-1538"></span></strong></p>
<p>Sui singoli punti dell’accordo, ci pare importante notare:</p>
<ul>
<li>Si dichiara che l’accordo ha come scopo <strong>“l’attuazione del bilinguismo e del      trilinguismo”</strong> (art. 1), riconoscendo così la natura plurale del      territorio della provincia di Bolzano e della sua popolazione.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Lo stato      italiano ha abbandonato il prontuario Tolomei</strong> ed ha accettato il principio dell’uso concreto dei      nomi come base del confronto sulla toponomastica. Questo è un passo      avanti, perché alla base della toponomastica italiana che è giusto      difendere non sta più un atto di forza di un governo fascista, ma la      tradizione e l’uso di generazioni di persone di lingua italiana nate e      vissute in provincia di Bolzano.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>La lite      sui toponimi viene depotenziata</strong>,      esce dall’arena politica e viene affidata al confronto in una commissione      paritetica. Così viene tolta acqua dal mulino delle posizioni estreme e      ribadito <strong>il principio del consenso      tra le parti</strong>. Importante è poi la composizione paritetica della      commissione e il principio secondo cui sui punti di disaccordo si rimanda      alle parti firmatarie il compito di trovare un’intesa. Ricordiamo che      nella proposta di legge della Svp sulla toponomastica la commissione sulla      toponomastica è invece composta secondo un’inaccettabile logica del più      forte (3 persone di lingua tedesca, una italiana e una ladina).</li>
</ul>
<ul>
<li>Si è affermata la posizione che <strong>non tutti i nomi vanno tradotti, ma che ciò che si può esprimere      in più lingue va espresso</strong>. Sono così eliminate le due posizioni      artificiose: da un lato chi vorrebbe inventare traduzioni di tutto,      dall’altro chi aveva imposto cartelli solo in tedesco perfino a chi      percorreva sentieri intorno a Merano, Bolzano, Bressanone ecc….</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Punto      debole dell’accordo, l’incerta definizione di „nomi storici“.</strong> Significa che storici sono solo i nomi prima del      1918, o significa che storici sono quei nomi che anche dopo di allora si      sono affermati nell’uso corrente? Il concetto di storico, secondo noi, non      può significare monolinguismo, ma va applicato con la più ampia generosità.</li>
</ul>
<ul>
<li>Il compromesso, e il confronto che seguirà, <strong>se verranno portati avanti nello      spirito dello Statuto di autonomia</strong>, potranno servire da base per la      discussione in Consiglio provinciale sull’intera materia della      toponomastica.</li>
</ul>
<p>Insomma: il “compromesso” è <strong>un ragionevole punto di partenza, né più, né meno</strong>. Che la Südtiroler Freiheit e Unitalia lo attacchino è dimostrazione della sua bontà. Se verrà attuato nel senso di un ragionevole bi- e trilinguismo, potrà contribuire a risolvere il problema della toponomastica. Altrimenti la lite continuerà, consumando ancora energie che andrebbero molto meglio altrimenti investite.</p>
<br />Filed under: <a href='http://riccardodellosbarba.wordpress.com/category/bilinguismo/'>bilinguismo</a>, <a href='http://riccardodellosbarba.wordpress.com/category/convivenza/'>convivenza</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/riccardodellosbarba.wordpress.com/1538/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/riccardodellosbarba.wordpress.com/1538/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/riccardodellosbarba.wordpress.com/1538/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/riccardodellosbarba.wordpress.com/1538/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/riccardodellosbarba.wordpress.com/1538/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/riccardodellosbarba.wordpress.com/1538/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/riccardodellosbarba.wordpress.com/1538/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/riccardodellosbarba.wordpress.com/1538/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/riccardodellosbarba.wordpress.com/1538/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/riccardodellosbarba.wordpress.com/1538/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/riccardodellosbarba.wordpress.com/1538/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/riccardodellosbarba.wordpress.com/1538/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/riccardodellosbarba.wordpress.com/1538/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/riccardodellosbarba.wordpress.com/1538/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&amp;blog=3404516&amp;post=1538&amp;subd=riccardodellosbarba&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Il ritorno della &#8220;casta&#8221;</title>
		<link>http://riccardodellosbarba.wordpress.com/2010/08/30/il-ritorno-della-casta/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 15:51:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Dello Sbarba</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Politici in pensione sistemati nei consigli di amministrazione: una norma “nascosta” dalla Giunta provinciale nell’articolo 9 della prossima legge Omnibus (DLP nr. 66/2010) ripristina quei privilegi che solo un anno fa il Consiglio provinciale aveva cancellato grazie a una legge dei Verdi. La legge, presentata nel novembre 2008 dal Gruppo Verde col titolo: „Divieto di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&amp;blog=3404516&amp;post=1528&amp;subd=riccardodellosbarba&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2010/08/2010-landesregierung-giunta-piccolo.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1530" title="2010-landesregierung-giunta piccolo" src="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2010/08/2010-landesregierung-giunta-piccolo.jpg?w=500" alt=""   /></a></p>
<p><strong>Politici in pensione sistemati nei consigli di amministrazione: una norma “nascosta” dalla Giunta provinciale nell’articolo 9 della prossima legge Omnibus (<a href="http://www2.landtag-bz.org/documenti_pdf/idap_227832.pdf" target="_blank">DLP nr. 66/2010</a>) ripristina quei privilegi che solo un anno fa il Consiglio provinciale aveva cancellato grazie a una legge dei Verdi.</strong></p>
<p>La legge, presentata nel novembre 2008 dal Gruppo Verde col titolo: <a href="http://www2.landtag-bz.org/it/banche_dati/atti_politici/idap_scheda_atto.asp?app=idap&amp;at_id=217463&amp;blank=N" target="_blank">„Divieto di cumulo di redditi derivanti da incarichi di nomina politica”</a>, fu approvata a stragrande maggioranza (28 sì, 2 no e una scheda bianca) dal Consiglio provinciale nel novembre 2009, meno di un anno fa.  Tale legge riformava la legge provinciale 16. Novembre 2007 Nr. 12 „Servizi pubblici locali&#8221; e in due semplici articoli, regolava le nomine nei consigli di amministrazione di società di capitale partecipate da Provincia e Comuni. La legge stabiliva che:</p>
<ul>
<li>Ex politici che percepiscono una pensione derivante dall’appartenenza a un consiglio provinciale, o regionale, al parlamento nazionale o europeo, non avrebbero più potuto ricevere  alcun compenso se fossero stati nominati membri di tali consigli di amministrazione.</li>
<li>Queste persone sarebbero state anche escluse dagli eventuali premi di risultato.</li>
<li>Questi politici in pensione non avrebbero potuto neppure più ricevere incarichi di consulenza retribuiti dal Consiglio o dalla Giunta provinciale.</li>
<li>Infine, con un emendamento presentato dai colleghi della Svp Schuler e Noggler, fu previsto anche un limite al cumulo di incarichi: una stessa persona non avrebbe potuto più sedere in più di tre CdA e organi di controllo.</li>
</ul>
<p><span id="more-1528"></span></p>
<p>Tali norme si basavano sul ragionevole principio per cui una persona che già riceve una ben nutrita pensione derivante da anni di carriera parlamentare ancor meglio retribuita, può mettere la propria esperienza e il proprio sapere al servizio delle pubbliche istituzioni senza ricevere ulteriori introiti da incarichi che comunque gli provengono ancora una volta dalla politica.</p>
<p>Una analoga norma era già stata approvata dal Consiglio Regionale nel 2008, per quanto riguarda le nomine fatte dalla Regione. Anche per questo nessuno ebbe il coraggio di opporsi – nonostante malumori e mugugni di più di un esponente Svp &#8211; quando noi Verdi proponemmo di recepire tali regole anche in Provincia di Bolzano.</p>
<p>Ma non è passato neppure un anno dall’approvazione ed ecco la sorpresa: la Giunta Provinciale nascondendosi dietro all’ennesimo minestrone di una legge Omnibus si propone di cancellare tali norme e restituire ai politici pensionati (e soprattutto pensionandi) i loro privilegi. Evidentemente, la Giunta provinciale prepara una lauta “buonuscita” in vista di prossime elezioni anticipate (per quanto riguarda i parlamentari nazionali) e delle elezioni del 2013 (per quanto riguarda consiglieri e assessori che usciranno), tanto da “nascondere” nell’articolo 9 dell’Omnibus questa scandalosa operazione: così i politici che usciranno da parlamento e Consiglio provinciale percepiranno la loro ricca pensione potendo cumularla con i lauti compensi dei posti dei Consigli di amministrazione. In più, ciascuno potrà collezionare tanti posti quanti vorrà, senza più alcuna limitazione.</p>
<p>Ma la Giunta non ha fatto i conti con il rifiuto dei cittadini e delle cittadine verso i privilegi dei politici, che fanno a pugni con le difficoltà economiche che migliaia di cittadine e cittadini attraversano anche nella nostra Provincia soprattutto in questa fase di crisi.</p>
<p>La rabbia dei cittadini è talmente grande che non dovrebbe essere difficile dare battaglia in Commissione e in Consiglio contro queste norme.</p>
<p>Noi Verdi ci batteremo con tutte le loro forze per cancellarle.</p>
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		<title>La Provincia dell&#8217;egoismo</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 11:34:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Dello Sbarba</dc:creator>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[SOLIDARIETA&#8217; INTERNAZIONALE: LA PROVINCIA DI BOLZANO SEMPRE PIU&#8217; AVARA. PER IL 2010 TAGLIATI DEL 10% I GIA&#8217; MISERI AIUTI ALLO SVILUPPO. La Provincia ha annunciato oggi di aver accolto &#8211; per l’anno 2010 &#8211; 44 progetti di cooperazione allo sviluppo sugli 88 presentati e di aver disposto un finanziamento complessivo di 1,2 milioni di euro. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&amp;blog=3404516&amp;post=1523&amp;subd=riccardodellosbarba&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
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<p><strong>SOLIDARIETA&#8217; INTERNAZIONALE: LA PROVINCIA DI BOLZANO SEMPRE PIU&#8217; AVARA. PER IL 2010 TAGLIATI DEL 10% I GIA&#8217; MISERI AIUTI ALLO SVILUPPO.</strong></p>
<p>La Provincia ha annunciato oggi di aver accolto &#8211; per l’anno 2010 &#8211; 44 progetti di cooperazione allo sviluppo sugli 88 presentati e di aver disposto un finanziamento complessivo di 1,2 milioni di euro.</p>
<p>Quel che non dice la Provincia: rispetto all’anno scorso sia i progetti accolti che il finanziamento sono sensibilmente diminuiti. Per l’anno 2009 infatti la Provincia accolse 52 progetti su 76 presentati e dispose un finanziamento di 1,3 milioni di euro.</p>
<p><strong>In un solo anno dunque la Provincia è passata dal 65% al 50% per quanto riguarda i progetti accolti e ha ridotto dell’8% la somma investita nella solidarietà internazionale. Se si considera l’inflazione annuale del 2,2%, la riduzione reale dell’investimento per la cooperazione internazionale supera il 10%.</strong></p>
<p><span id="more-1523"></span></p>
<p>La Provincia taglia gli investimenti per la solidarietà internazionale proprio mentre guerre e cambiamenti climatici provocano drammatiche catastrofi umanitarie: dagli alluvionati del Pakistan, ai profughi del Darfur, ai terremotati di Haiti il 2010 è stato un anno terribile e un test per la solidarietà dei paesi ricchi. Coi tagli alla cooperazione la Provincia di Bolzano esce bocciata da questo test.</p>
<p>La cooperazione allo sviluppo è la cenerentola del bilancio provinciale: priva di garanzie per legge, deve accontentarsi ogni anno delle briciole.</p>
<p>Il confronto col Trentino è sconsolante:</p>
<ul>
<li>la Provincia      di Trento investe ogni anno 10 milioni di euro in questo settore, mentre      la Provincia di Bolzano, tra i progetti approvati e investimenti diretti è      passata dai 2,1 milioni del 2008 a 1,9 milioni nel 2009 e per il 2010,      viste le premesse, sarà un miracolo se arriverà a 1,8 milioni: un continuo      calo.</li>
<li>la Provincia      di Trento si è impegnata per legge a investire lo 0,25% del proprio      bilancio per i paesi del Terzo Mondo, mentre in Provincia di Bolzano      decide tutto Durnwalder a sua discrezione, senza vincoli di legge.</li>
</ul>
<p>I risultati si vedono: il Trentino investe cinque volte di più di Bolzano in solidarietà.</p>
<p>Un disegno di legge che avevo presentato a nome dei Verdi per mettere Bolzano nelle stesse condizioni di Trento è stato respinto dalla maggioranza nel gennaio scorso. Il calo continuo di risorse mi convince oggi a ripresentarlo al più presto.</p>
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			<media:title type="html">Riccardo Dello Sbarba</media:title>
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			<media:title type="html">coverPakistan</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>IMMIGRATI &#8211; La Corte condanna la Provincia: discriminazione</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 13:54:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Dello Sbarba</dc:creator>
				<category><![CDATA[convivenza]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; IL PRIMO PASSO PER ELIMINARE LE FAMIGERATE LISTE SEPARATE PER EXTRACOMUNITARI. ECCO IL PARERE DELLA CORTE E UN GUSTOSO BOTTA E RISPOSTA DI QUALCHE MESE FA TRA ME E L&#8217;ASSESSORE TOMMASINI: IO CONTESTAVO LA NORMA, LUI LA DIFENDEVA. La storia di copertina della Tageszeitung di oggi dà notizia della sentenza (scoperta grazie a una [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&amp;blog=3404516&amp;post=1498&amp;subd=riccardodellosbarba&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2010/06/taz-immi.jpg"></a><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2010/06/taz-immi3.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1513" title="taz immi3" src="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2010/06/taz-immi3.jpg?w=500&#038;h=295" alt="" width="500" height="295" /></a></p>
<p><strong>E&#8217; IL PRIMO PASSO PER ELIMINARE LE FAMIGERATE LISTE SEPARATE PER EXTRACOMUNITARI. ECCO IL PARERE DELLA CORTE E UN GUSTOSO BOTTA E RISPOSTA DI QUALCHE MESE FA TRA ME E L&#8217;ASSESSORE TOMMASINI: IO CONTESTAVO LA NORMA, LUI LA DIFENDEVA.</strong></p>
<p>La storia di copertina della Tageszeitung di oggi dà notizia della sentenza (scoperta grazie a una mia interrogazione) con cui la Corte dei Conti ha annullato una delibera della Giunta provinciale gravemente discriminatoria degli immigrati nel settore dell&#8217;edilizia sociale. La sentenza era stata tenuta segreta per limitare i danni. Una volta pubblica, ci si è resi conto della bomba che contiene.</p>
<p>La delibera provinciale che la Corte ha annullato riguardava il limite dei primi 4 mesi dell&#8217;anno per fare domanda di sussidio casa per gli extracomunitari. La Corte ha respinto questa delibera ricordando che la normativa Ue prevede che,  tra gli extracomunitari, chi  è titolare del &#8220;permesso di soggiorno di lungo periodo&#8221; previsto dalla direttiva Eu 2003/109/CE <em>(che si ottiene dopo 5 anni continuativi di residenza e lavoro</em>) possa accedere a tutte le prestazioni sociali  &#8220;<em><strong>in condizioni di parità con i cittadini comunitari</strong></em>&#8220;.  Dunque non si può discriminarli mettendo il limite dei soli primi 4 mesi dell&#8217;anno per le domande. La cosa può sembrare limitata, ma non è così.</p>
<p>Per due motivi: il primo è che gli immigrati che in provincia di Bolzano sono in possesso di questa &#8220;carta di soggiorno&#8221; sono 16 mila su 24 totali: cioè i due terzi degli immigrati extracomunitari.</p>
<p><span id="more-1498"></span></p>
<p>Ma il secondo motivo è la bomba che la Corte ha piazzato proprio in fondo alla sua sentenza: &#8220;<strong>Si coglie l&#8217;occasione &#8211; scrive la Corte &#8211; per evidenziare le perplessità di ordine internazionale e comunitario che suscita l&#8217;articolo 5, comma 7, della legge provinciale nr. 13/1998</strong><em> (ndr: è l&#8217;articolo della legge sull&#8217;edilizia sociale che istituisce le famose liste separate per immigrati e ne contingenta le risorse, cioè la colonna della normativa discriminatoria adottata dal 2008 dalla Provincia)</em> <strong>nella parte in cui prevede per i cittadini di stati non appartenenti all&#8217;Unione Europea e agli apolidi requisiti e procedure parzialmente diverse rispetto ai restanti cittadini per accedere ai benefici pubblici. Andrà assicurata in ogni caso la prevalenza del diritto comunitario nei confronti di norme locali contrastanti&#8221;.</strong></p>
<p>E&#8217; un atto d&#8217;accusa durissimo contro la normativa provinciale sulla casa, finora difesa a spada tratta dalla Giunta provinciale.</p>
<p>A questo proposito è divertente leggere (ex post, cioè post-sentenza) il botta e risposta che ebbi in consiglio provinciale con l&#8217;assessore competente Tommasini (Pd) proprio sulla illegittimità di queste norme. Io sostenevo che erano contrarie alle normative europee e nazionali (prevalenti in materia di immigrazione), lui diceva che per i &#8220;suoi&#8221; uffici legali  era tutto in ordine. Era il 14 febbraio 2010. L&#8217;8 marzo 2010 la Corte dei Conti emetteva la sua sentenza, smentendolo.</p>
<p><strong>CONSIGLIO PROVINCIALE, 14 FEBBRAIO 2010. </strong></p>
<p><strong>INTERROGAZIONI ORALI SU TEMI DI ATTUALITA&#8217;<br />
</strong></p>
<p><strong>DELLO SBARBA- domanda &#8211; </strong>(Grüne Fraktion – Gruppo Verde – Grupa Vërda): Il Decreto Leg. n. 3/2007 (Attuazione della Direttiva 2003/109/CE relativa allo status di cittadini di Paesi terzi soggiornanti di lungo periodo) stabilisce che a certe condizioni uno straniero extra Ue possa ottenere un permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo che ha validità a tempo indeterminato. Tale permesso, stabilisce la norma, dà diritto di “usufruire delle prestazioni di assistenza sociale, di previdenza sociale, di quelle relative ad erogazioni in materia sanitaria, scolastica e sociale, di quelle relative all’accesso a beni e servizi a disposizione del pubblico, compreso l’accesso alla procedura per l’ottenimento di alloggi di edilizia residenziale pubblica”. Si chiede:</p>
<p>1. Quanti sono in provincia di Bolzano le persone in possesso del citato permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo?</p>
<p>2. L’immigrato/a extra Ue o apolide in possesso del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo è sottoposto alle norme che prevedono quote contingentate nell’edilizia agevolata (attuate con del. nr. 3109/2009 e nr. 1885/2009), oppure può accedere alle graduatorie in condizioni di parità con i cittadini italiani, per quanto riguarda sia le risorse che i termini per presentare domanda (che per i cittadini extra Ue e apolidi è ristretta ai soli primi 4 mesi dell’anno)?</p>
<p><strong>TOMMASINI &#8211; risposta &#8211; </strong>(Assessore alla scuola italiana, alla cultura italiana e all&#8217;edilizia abitativa – Partito Democratico/Demokratische Partei): Per quanto riguarda la prima domanda risultano essere 15.971 le persone in possesso del permesso di soggiorno,cioè per soggiornanti di lungo periodo. Questi sono dati che ci ha fornito la Questura, io non faccio altro che riportarli. Per quanto riguarda il secondo punto, ricordo che la fonte normativa non sono le due delibere in oggetto ma è la legge provinciale che è stata modificata nel corso dell&#8217;ottobre 2008, come il consigliere ben sa.</p>
<p>In particolare è stato modificato l&#8217;art. 5,comma 7, della legge provinciale n. 13/98 e per effetto di tale modifica sia il numero delle abitazioni Ipes da dare in locazione sia la quota di mezzi per l&#8217;edilizia abitativa agevolata destinati all&#8217;acquisto, alla costruzione e al recupero di abitazioni per i fabbisogno abitativo primario nonché il sussidio casa sono determinati con provvedimento della Giunta provinciale, in questo caso le citate delibere, in presenza di cittadini di stati non appartenenti all&#8217;Unione Europea o di apolidi aventi diritto.</p>
<p>Quindi finché esiste questa norma è chiaro che la ripartizione è chiamata ad applicarla attraverso le delibere. A breve in Giunta provinciale verrà presentata una proposta di deliberazione correttiva rispetto alla deliberazione di Giunta n. 3109/2009, quella relativa al sussidio casa, in cui si tenderà ad escludere i diversi termini per la presentazione delle domande esistenti fra cittadini extra Unione Europea e altri cittadini.</p>
<p><strong>DELLO SBARBA – replica</strong> -(Grüne Fraktion – Gruppo Verde – Grupa Vërda): Non mi aspettavo che fossero quasi 16 mila persone che hanno il permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo. Questo significa che hanno avuto per 5 anni di seguito un permesso di soggiorno normale, hanno lavorato, hanno una sistemazione. Questo numero è bene tenerselo a mente, perché quando discuteremo di immigrati regolari, irregolari, di chi lavora e chi non lavora, è bene sapere che ci sono 16 mila immigrati che qui hanno un permesso di soggiorno di lungo periodo che è difficilissimo da ottenere.</p>
<p>La ringrazio anche dell&#8217;annuncio che verrà eliminato questo limite dei primi quattro mesi per presentare le domande, oppure verrà cambiato questo punto della delibera che voi avete approvato nel dicembre 2009, però Lei non mi ha risposto su un punto, ma magari ha possibilità di farlo nella prossima interrogazione, cioè la legge.</p>
<p>So che le due delibere sono l&#8217;attuazione dell&#8217;art. 5, comma 7, della legge n° 13/1998, ma il problema è che la legge non tiene conto di questa particolare categoria di immigrati extra Unione Europea, categoria che le norme sia nazionali che europee invece distinguono dal resto degli immigrati e per cui viene affermato il diritto all&#8217;accesso, a parità di diritti e di doveri con i cittadini italiani, ai benefici sociali. Volevo sapere la Sua opinione a questo riguardo.</p>
<p>È un dibattito aperto e sicuramente avremo modo di sentirla. Comunque la Provincia è già stata una volta condannata su un caso che è stato sollevato, in base proprio a questa norma, a questa figura del cittadino con permesso di soggiorno di lungo periodo, per quanto riguarda la questione dell&#8217;esclusione di una immigrata che aveva questo tipo di soggiorno per i corsi all&#8217;estero di seconda lingua.</p>
<p>La Provincia è stata condannata, perché il Tribunale ha detto che deve tenere conto che non tutti gli immigrati extra Unione Europea sono uguali, e adesso sappiamo che sono 16 mila quelli che sono un po&#8217; più uguali a noi fra gli immigrati e che avrebbero diritti pari ai nostri in provincia di Bolzano. Spero che la Giunta provinciale su questo faccia una riflessione. Noi la faremo e prenderemo iniziative conseguenti.</p>
<p><strong>DELLO SBARBA – domanda -</strong> (Grüne Fraktion – Gruppo Verde – Grupa Vërda): Considerato che il “Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell&#8217;immigrazione e norme sulla condizione dello straniero” (DLeg. 25 luglio 1998, n. 286) all’articolo 40, comma 6 così recita: <em>“Gli stranieri titolari di carta di soggiorno e gli stranieri regolarmente</em><em> </em><em>soggiornanti in possesso di permesso di soggiorno almeno biennale e che esercitano una</em><em> </em><em>regolare attività di lavoro subordinato o di lavoro autonomo hanno diritto di accedere, in</em><em> </em><em>condizioni di parità con i cittadini italiani, agli alloggi di edilizia residenziale pubblica e</em><em> </em><em>ai servizi di intermediazione delle agenzie sociali eventualmente predisposte da ogni</em><em> </em><em>regione o dagli enti locali per agevolare l&#8217;accesso alle locazioni abitative e al credito</em><em> </em><em>agevolato in materia di edilizia, recupero, acquisto e locazione della prima casa di</em><em> </em><em>abitazione”.</em><em> </em></p>
<p>Si chiede: Non ritiene la giunta provinciale che le delibere nr. 3109/2009 e nr. 1885/2009, che stabiliscono quote contingentate solo per immigrati extra – Ue ed apolidi nel settore dell’edilizia agevolata, violino il citato “diritto di accedere, in condizioni di parità con i cittadini italiani, agli alloggi di edilizia residenziale pubblica”?</p>
<p><strong>TOMMASIN  - risposta -</strong> (Assessore alla scuola italiana, alla cultura italiana e all&#8217; edilizia abitativa – Partito Democratico/Demokratische Partei): Questa interrogazione fa riferimento al punto che discutevamo prima. Credo si possa essere politicamente d&#8217;accordo o no con la legge, però c&#8217;è e va applicata, anche in relazione alla sentenza a cui faceva riferimento il consigliere prima, il caso del sostegno universitario.</p>
<p>Abbiamo chiesto ai nostri uffici che si sono messi in contatto con l&#8217;Ufficio legale della Provincia per capire se quel tipo di precedente dispositivo dovesse essere applicato anche in questo caso. L&#8217;ufficio legale ci ha detto che l&#8217;attuale legge è pienamente legittima. Ripeto, si può essere politicamente d&#8217;accordo o no, ma il parere della Provincia è che la legge che abbiamo citato prima, quella sull&#8217;edilizia abitativa agevolata, come modificata alla fine del 2008, sia è legittima.</p>
<p><strong>DELLO SBARBA – replica -</strong> (Grüne Fraktion – Gruppo Verde – Grupa Vërda): Io ci andrei piano, se fossi in voi chiederei qualche altro parere, non solo quello dell&#8217;Ufficio legale della Provincia, che è naturalmente abbastanza parte in causa, essendo poi quello che prepara le leggi per voi, le modifica ecc. È il vostro ufficio legale. Se fossi in voi chiederei un parere anche ad altri soggetti. Chiedetelo all&#8217;Avvocatura dello Stato, ad un costituzionalista, perché a mio parere la legge non è legittima.</p>
<p>Assessore, questa previsione del testo unico si aggiunge a quella dei soggiornanti di lungo periodo, perché per questi ultimi servono cinque anni continuativi di permesso di soggiorno breve, per quanto riguarda il testo unico nostro, il decreto legislativo del 1998, basta avere un permesso di soggiorno di due anni per avere riconosciute condizioni di parità nell&#8217;accesso ai servizi.</p>
<p>Quindi ci sono due norme, sia nazionali che europee, una che prevede due anni, una che prevede cinque anni, per individuare una categoria di cittadini extracomunitari che hanno diritto ad una parità di accesso. Lei ha detto che quelli dei cinque anni sono quasi 16 mila, quelli dei due anni saranno ancora di più, saranno quasi tutti. Noi scopriamo questa sera, e questa è una grossa notizia anche se purtroppo l&#8217;attenzione della giornata è andata ad altre vicende, che la grandissima maggioranza dei cittadini extracomunitari che sono qua sono immigrati di lungo periodo con le carte in regola per avere il permesso di soggiorno di soggiornanti di lungo periodo. Immaginiamoci quelli dei due anni!</p>
<p>Prendo atto che Lei dà delle risposte molto diplomatiche, nel senso che dice che la legge c&#8217;è, che si sia d&#8217;accordo o no bisogna applicarla però Lei non è il Suo direttore di dipartimento. Da lui mi aspetto una risposta così, Lei, assessore, è un politico. Se non è d&#8217;accordo con questa legge, proponga una modifica, ma credo che sia imbarazzante per Lei che ritengo non essere d&#8217;accordo con questa legge, l&#8217;ha anche detto a volte in aula, continuare a dover preparare delibere per applicare una legge su cui politicamente non è d&#8217;accordo. Lo può fare una volta, due volte, ma un politico ha anche la responsabilità, in una questione così delicata, di proporre una modifica della legge, perché è un legislatore, non è semplicemente un esecutore.</p>
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		<title>Per un Sudtirolo indiviso</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Jun 2010 11:53:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Dello Sbarba</dc:creator>
				<category><![CDATA[convivenza]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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<p><em><strong>&#8220;SE NON SI COLGONO I FRUTTI MATURI DELL&#8217;AUTONOMIA, SI RISCHIA CHE MARCISCANO E PRODUCANO VELENI. PER QUESTO, DOPO LE CELEBRAZIONI PER MAGNAGO, BISOGNA RITORNARE A LANGER&#8221;. Un intervento sul quotidiano Alto Adige, 5 giugno 2010.</strong></em></p>
<p>“Dopo Magnago, torniamo a Langer”: l’invito fatto su questo giornale da Mauro Fattor non può essere ignorato. E’ l’invito a spostarsi dal passato al futuro, dal Novecento al Duemila, dall’origine dell’autonomia alla prospettiva della convivenza.</p>
<p>Se dell’autonomia, con le sue luci pacificatrici e le sue ombre della separazione etnica,  Magnago fu il grande costruttore, Langer fu quello che ne ha indicato i punti critici e l’esigenza di andare oltre.</p>
<p>Un auspicio, quello di Langer, oggi più attuale che mai: è dal momento in cui il disegno di Magnago si compì, coll’attuazione del “Pacchetto” e la “quietanza liberatoria” di Vienna nel 1992, che l’Alto Adige aspetta che cominci un’epoca nuova dell’autonomia. E invece da vent’anni tutto è rimasto bloccato.</p>
<p>Intanto però il mondo cambia, anche il piccolo mondo dell’Alto Adige-Südtirol.</p>
<p><span id="more-1493"></span></p>
<p>Le Regioni intorno a noi si sono accorte della nostra specialità (loro la chiamano privilegio) e pretendono un pari trattamento. La società altoatesina si è enormemente modernizzata e ai tre gruppi linguistici ufficiali si sono aggiunti imprevisti gli immigrati che non si sa come sistemare.</p>
<p>Anche gli orientamenti politici cambiano: se fino alla metà degli anni ’70 in consiglio provinciale su 35 eletti 34 appartenevano a  “partiti del pacchetto”, oggi solo 20 sostengono l’autonomia così com’è, mentre gli 8 della destra tedesca sognano l’autodeterminazione, i cinque della destra italiana rifiutano l’autonomia e i due verdi ne propongono una radicale riforma. Paradosso: l’autonomia matura produce dosi crescenti di critica all’autonomia.</p>
<p>L’autonomia fondata sulla proporzionale non è neppure riuscita a stabilizzare i rapporti tra gruppi linguistici. Una fonte non sospetta come il settimanale in lingua tedesca “ff” si dice preoccupato dei destini del gruppo italiano. Su 2030 nuovi consiglieri  e consigliere comunali, ha calcolato la “ff”, solo 162 sono di lingua italiana, pari all’8%. “Gli italiani sono il 25% della popolazione – ha concluso la “ff” – Nei comuni sono drammaticamente sottorappresentati”.</p>
<p>Infine, c’è il rischio che il frutto maturo dell’autonomia, se non viene colto, marcisca e produca veleni: la ricerca di identità forti rischia di deviare molti giovani verso l’estremismo etnico e razzista (non dimentichiamoci il recente proliferare di gruppetti neo nazisti e fascisti) se non trova un’altra riposta che scaldi il cuore.</p>
<p>Altra risposta io non vedo se non quella langeriana di un “Sudtirolo indiviso”, cioè della costruzione di una società unitaria, pacifica, conviviale, autogovernata, democratica, ricca di diversità e orgogliosa di esse, ma solidale e dialogante. Un Alto Adige  indiviso dove si impari come si saltano i muri, si costruiscono i ponti e si attraversano i confini del pregiudizio e della diffidenza.</p>
<p>Una società sudtirolese unitaria e forte che, andando oltre l’attuale “coabitazione”, non tema il mescolamento e l’interazione, ma anzi consideri i “gruppi misti” come le piante pioniere di una nuova convivenza fondata sul principio: “Più abbiamo a che fare gli uni con gli altri, meglio ci capiremo”. Un “Sudtirolo indiviso” che faccia della dimensione interetnica, plurilinguistica e interculturale l’orgogliosa carta di identità europea di ogni suo cittadino e cittadina.</p>
<p>Utopia? O peggio: pericolosa avventura che mette a rischio l’acquisito benessere? Lo pensano quei molti che ci ripetono che dall’attuale sistema tutti guadagnano e dunque va bene così. Non credo che l’autonomia come affare sia una solida base per il futuro. L’altra faccia di questa medaglia è l’egoismo, lo sbirciarsi competitivo col dubbio che gli altri abbiano di più, il piagnucolìo sul “disagio” o sulla “minoranza svantaggiata” che è il modo per non dirsi mai contenti e pretendere sempre di più. E’ un sistema basato sull’inflazione del pubblico bilancio che non può durare all’infinito (e infatti sta finendo).</p>
<p>L’utopia langeriana di un Alto Adige-Südtirol indiviso, mite, rispettoso della natura, riconciliato e solidale mi pare l’unica concretissima prospettiva perché la nostra società possa “tenere”. Perché non si scateni la guerra di tutti contro tutti, magari cominciando dai più deboli, dagli ultimi arrivati, dai diversi, in una catena di rivalse: “crucchi” contro “walsche”, autoctoni contro immigrati, immigrati contro gay e in mezzo seminatori e seminatrici di discordia. E’ già successo: l’uovo del serpente è già nascosto in qualche verde prato del Sudtirolo.</p>
<p>L’antidoto è il pacifismo di Langer, l’invito ad andare incontro agli altri come a un regalo degli dei. Il regalo che ci farebbe questa terra di confini ogni giorno se nel condominio separato in cui viviamo non fosse considerato un lusso che non possiamo permetterci.</p>
<p>Dobbiamo invece provare a desiderare qualcosa di più e desiderando non possiamo che tornare alle parole di quel vipitenese dai denti in fuori che fu profeta più fuori che in casa ma che a questa casa tornava continuamente, una volta dall’Italia attraversata dai movimenti degli studenti e degli operai, un’altra dalla Germania della fioritura verde, un’altra ancora dai Balcani torturati dalla guerra.</p>
<p>A questa sua casa sudtirolese Langer tornava non per nostalgia, ma perché convinto che questo suo Alto Adige-Südtirol potesse dare un contributo fondamentale all’Europa come grande progetto di pace duratura perché radicata nel cuore delle persone.</p>
<p>Su questa strada dobbiamo (ri)metterci in cammino ed è  il momento giusto per farlo: sullo scoglio delle elezioni comunali l’ondata patriottica della destra si è (almeno momentaneamente) infranta. Ricominciamo il cammino, ripartiamo dalle persone in carne ed ossa e dai loro mille gesti concreti di convivenza e di incontro.</p>
<p>Se diamo valore a chi la convivialità la pratica ogni giorno, poi ci apparirà lampante quali riforme statutarie e istituzionali ci servono e sono certo che riusciremo a farle con facilità.</p>
<p>Riccardo Dello Sbarba, Bolzano, 4 giugno 2010.</p>
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		<title>Il calicanto di Magnago</title>
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		<pubDate>Sun, 30 May 2010 18:15:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Dello Sbarba</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica]]></category>

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<p><strong>GLI INCONTRI CON MAGNAGO. LE BOMBE, IL PACCHETTO, L&#8217;ULTIMA CADUTA. E IL RACCONTO DI UNO STRAORDINARIO VIAGGIO IN  TOSCANA.</strong></p>
<p><strong>E’ finita. La villa è silenziosa, le imposte chiuse. Il grande calicanto del giardino, qui nel Bozner Dorf, ha profumato per l’ultima volta il compleanno del suo anziano padrone. Chissà se l’anno prossimo avrà voglia di fiorire ancora.</strong></p>
<p>Puntualmente ogni febbraio – proprio intorno al 5, sua data di nascita -  l’odore denso e femminile del “calicanto di Magnago” ci annuncia che l’inverno sta per finire. Basta una giornata un po’ più calda per sentire quel primo odore gentile che risveglia l’anima. “Hai sentito il calicanto di Magnago?” ci domandiamo a vicenda. “Si l’ho sentito, sembra già primavera”.</p>
<p>Ogni suo compleanno è stato benedetto dal miracolo del calicanto. Anche gli ultimi, quando già da tempo persino le bande musicali e gli ospiti illustri non osavano più disturbare il risposo del Grande Vecchio. Il calicanto no: gli ha fatto compagnia fino alla fine. Ho sempre pensato che quel profumo fosse il suo elisir di lunga vita.</p>
<p>Sono certo che, come Norberto Bobbio, anche Magnago avrebbe scritto: “Non avrei mai immaginato di vivere così a lungo”. Perfino più a lungo dell’amatissima Sofia sua moglie, alla quale mai e poi mai avrebbe desiderato di sopravvivere. Ma al contrario di Bobbio, Magnago non aveva bisogno di chiedersi quale forza lo tenesse in vita. “Die Sache”: questo l’ha spinto a vivere un giorno, una settimana, un anno di più. Die Sache, certo. Ma preferisco pensare che sia stato il leggero profumo del suo calicanto a sostenerlo fino alla fine.</p>
<p>Che lui sopravvivesse ancora, che sopravvivesse a tutto e tutti, era un conforto. La dimostrazione che un uomo di volontà può vincere il tempo. Per questo, tornando a casa la sera, arrivato al gran cancello di ferro lanciavo ogni volta un’occhiata alle sue finestre.</p>
<p><span id="more-1486"></span></p>
<p>C’è la luce accesa anche stasera. Magnago è ancora lì, legge, o sprofonda nei ricordi, forse sorseggia la solita Suppe, magari fronteggia gli infiniti Phantomschmerzen alla gamba che non c’è. Quel che conta è che la luce sia accesa: Magnago è ancora lì e finché c’è Magnago c’è anche il Sudtirolo eroico, pulito, innocente, disinteressato.</p>
<p>Quel Sudtirolo ci sarà finché ci sarà Magnago. Finché, piantato sulla stampella, potrà gridare: “Non vi permetterò di rovinare la creazione della mia vita!”. Così ogni sera, tornando a casa, guardavo le sue finestre per vedere se la luce era accesa e se il mondo era ancora in ordine.</p>
<p>Che fosse in ordine, il mondo, l’ho pensato anche la domenica delle elezioni comunali. Scendendo a votare per via Castel Roncolo verso la scuola “Goethe” (il seggio di Magnago, in cui noi Verdi conquistiamo record tra il 15 e il 20 per cento) ho visto un’ambulanza ferma davanti al cancello. Uomini in tuta arancione si davano da fare silenziosi. Il Vecchio va a votare anche stavolta, mi sono rassicurato. Ora scopro che quello era stato il giorno della caduta, dell’inizio della fine. Ma sul momento la mia testa si è vietata anche il minimo sospetto che qualcosa di grave potesse essere successa a quel vecchio, indistruttibile come il Sudtirolo che incarna. Andrà a votare, mi sono rassicurato. Come giornalista sono proprio arrugginito.</p>
<p>Eppure proprio (anzi, solo) da giornalista quel cancello l’ho varcato più volte.</p>
<p>Un paio di volte, per esempio, per parlare di bombe. Di quelle sudtirolesi, ma soprattutto di quelle italiane che lo avevano preso come bersaglio. Quelle volte scendevamo in giardino e lui ci teneva moltissimo a farmi da cicerone descrivendo i luoghi e gli effetti delle tre esplosioni che, in tempi diversi, avevano rotto il silenzio della villa.</p>
<p>La molotov del ’78 sulla porta di casa, cosa da poco. La bomba grossa dell’’81, che scavò una gran buca e mandò in frantumi tutti i vetri. E quella degli inizi degli anni ’60, la prima e anche la più strampalata. Fu gettata nel giardino &#8211; no, non nel suo, ma in quello accanto, benché – ovvio – il bersaglio fosse lui. Gli attentatori avevano solo sbagliato cancello.</p>
<p>Quando i carabinieri gli chiesero: “Dottor Magnago, ha qualche sospetto?” lui rispose: “Zwei Drittel der Bevölkerung tät ich ausschließen: die Südtiroler wissen schon wo ich wohne!”.</p>
<p>L’uomo l’ho conosciuto così: si prendeva molto sul serio &#8211; e all’apice della serietà virava nell’ironia. Gli piaceva un mondo che l’interlocutore facesse onore alla sua battuta e sorridesse. E magari si lasciasse abilmente allontanare dalla verità (quella bomba stampalata, per esempio&#8230;).</p>
<p>Ti raccontava del congresso del Pacchetto e poi ti spiegava che l’aveva vinto grazie alla sua pressione bassa. Che ti rende faticoso svegliarti al mattino, ma in compenso ti fa leone alla sera. “Più diventa tardi, più vivace divento io e più stanchi diventano gli altri”. Il Pacchetto fu votato alle tre di notte e vinse l’unico rimasto sveglio.</p>
<p>Sono le storie che ha ripetuto mille volte agli inviati di illustri giornali di tutta Europa ogni volta che facevano squillare il suo telefono. Volevano rispolverare la storia dell’uomo ascetico, fragile e tutto d’un pezzo e lui li accontentava, servendo loro su un piatto d’argento gli aneddoti già pubblicati un anno prima, cinque anni prima, dieci anni prima. L’infanzia, la Wehrmacht, la gamba, i “dolori fantasma”, il Los von Trient, la manifestazione di Castelfirmiano “alla quale arrivai tardi – ma non TROPPO tardi!”.</p>
<p>Si illudevano di avergli strappato piccoli scoop, quegli inviati via cavo telefonico. Ma era lui, il Gran Burattinaio, a tessere la trama della loro scrittura centellinando gli episodi che hanno perpetuato quel mito che, ancora vivente, ha voluto costruire di sé.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Delle volte che mi è capitato di varcare il suo cancello, quella memorabile fu la prima.</p>
<p>Era il novembre del 1993 ed era campagna elettorale. A Bolzano e Trento si votava per le provinciali, in Trentino c’era il boom minaccioso della Lega e il Patt, partito fratello della Svp, aveva chiesto soccorso ai fratelli sudtirolesi. I quali avevano spedito Magnago per un intero giorno di campagna elettorale nella val di Non.</p>
<p>Io lavoravo come giornalista proprio in questo giornale, la ff, e alla redazione venne in mente di mandarmi ad accompagnare Magnago. Avrei viaggiato l’intero giorno sulla sua macchina per vedere che impatto aveva sui nonesi il padre del “Los von Trient”.</p>
<p>Da Rumo a Taio, da Cles a Catelfondo, l’accoglienza fu ovviamente trionfale. Magnago era una specie di marchio di garanzia in quella valle parallela al Sudtirolo. A notte, dopo 200 chilometri e quattro discorsi di un’ora ogni volta, lo stato maggiore del Patt era sfinito e Magnago invece sempre più pimpante. Fu allora, sulla via del ritorno, oltre la mezzanotte – l’ora migliore per lui &#8211; che il Grande Vecchio rivolse a me la sua attenzione.</p>
<p>Il patto fatto tra noi all’inizio del viaggio – “parliamo solo in tedesco” – mi aveva fatto entrare nelle sue grazie. Mi domandò quando e come ero arrivato a Bolzano e da dove venivo. Gli dissi: Volterra, Toscana, e lui sobbalzò. “Ci sono stato a Volterra” mi disse con gli occhi che s’illuminarono. E aggiunse: “Non me lo potrei mai dimenticare!”. Io mi feci forza e, nonostante l’ora tarda, ripresi penna e taccuino.</p>
<p>Sarà stato il 1966, o il 1967, la data precisa non gli veniva in mente. Ma il clima, quello sì che lo ricordava. Erano gli anni più sanguinosi del terrorismo in Sudtirolo.</p>
<p>Nell’estate 1966 erano rimasti uccisi in tre diversi attentati ben sei finanzieri tra Vizze, la val Casies e la malga sasso al Brennero. Nel giugno 1967 c’era stata la strage di Cima Vallona, con tre carabinieri e un alpino uccisi da una serie micidiale di mine a strappo. Erano gli anni in cui in Italia dire sudtirolese era dire terrorista. “La stampa nazionale ci linciava – sussurrava Magnago – ci sentivamo isolati, avevamo in casa esercito e carabinieri in assetto di guerra, in parlamento veniva proposto di sciogliere gli Schützen e perfino la Svp”.</p>
<p>Per questo, quando da Volterra, Toscana, gli arrivò l’invito – il primo da sotto Salorno – a tenere una conferenza sulla “questione sudtirolese” (così era scritto sulla carta intestata del comune) Magnago non se lo fece dire due volte. Chiamò l’autista, montò in macchina e partì.</p>
<p>Da qui in poi, servendomi degli appunti di quella sera, cerco di ricostruire il racconto a viva voce di Magnago.</p>
<p><em>“Arrivammo che era già sera, la piazza pareva quella di Firenze, il palazzo del comune era più piccolo, ma identico, con la torre in mezzo, gli stemmi medioevali sulla facciata e i merli in alto. Ad aspettarmi c’era una gran folla. C’era gente già davanti al comune e sulle scale e facevano un gran baccano. Nella sala medioevale del consiglio comunale non c’era più neanche un posto in piedi. Mi feci largo a fatica e raggiunsi il tavolo della giunta, dove mi aspettava il sindaco in fascia tricolore – pensai anche che non avevano idea di con chi avessero a che fare. Il sindaco mi accolse, mi presentò e mi cedette subito la parola. </em></p>
<p><em>E io feci il mio discorso senza indorare la pillola, semmai facendola più amara. Ero in Italia, dovevo pur dimostrare di non aver paura di dire la verità!”</em></p>
<p><em>“E dunque raccontai dell’annessione del 1918 su cui nessuno ci aveva chiesto il parere. Del fascismo, delle scuole nelle catacombe, del patto Hitler Mussolini, dei partigiani che si preoccuparono solo di difendere il confine del Brennero, del monumento alla vittoria ancora in piedi coi suoi fasci littori. Raccontai delle ingiustizie di cui l’Italia si era macchiata verso noi sudtirolesi, dei torturati e dei morti in carcere, delle razzie dei carabinieri e della polizia, degli alpini armati fino ai denti, delle sparatorie, delle bombe, dell’inganno della Regione, del popolo riunito a Castelfirmiano. Insomma a quegli italiani, pigiati come sardine in quel palazzo comunale, non gliene risparmiavo nemmeno una”.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>“Ma ecco la sorpresa. Ogni volta che parlavo male del governo, quellì lì applaudivano. Attaccavo la polizia e giù un applauso. Descrivevo una provincia in stato d’assedio e quando infierivo sull’esercito quelli applaudivano ancora più forte. Io gridavo che non ci saremmo mai piegati, dovessimo lottare con le unghie e coi denti e quelli si spellavano le mani e uno dal fondo gridò: bravi, fategliela vedere a questo governo di farabutti!”.</em></p>
<p><em>“Ero stupito. Dicevo che l’Italia, anche quella democratica, aveva continuato nella politica fascista di italianizzazione e quelli rispondevano: anche noi abbiamo preso le bastonate della Celere di quel fascista di Scelba! Quando finii di parlare mi portarono in trionfo come un eroe. Pacche sulle spalle, strette di mano. Il sindaco mi abbracciò e mi espresse la solidarietà sua e della sua città”.</em></p>
<p><em>“Io ero stupefatto e un po’ stordito. Non mi aspettavo una simile accoglienza mentre tutti i giornali italiani e la televisione di Stato ci dipingevano come terroristi e Roma aveva occupato il Sudtirolo con l’esercito. Non mi aspettavo un’accoglienza del genere, in Italia, da parte di italiani, mentre da noi soldati italiani saltavano sulle bombe”.</em></p>
<p><em>“Così, prima di rimontare in macchina, feci cenno al sindaco per un ultimo saluto e gli chiesi: mi scusi, sindaco, ma chi era tutta quella gente che mi ascoltava, chi è lei sindaco che mi ha abbracciato, chi erano quei suoi consiglieri comunali che mi applaudivano? Lui si accostò al mio orecchio e sussurrò. E allora – oh, allora lo seppi: erano tutti comunisti!”.</em></p>
<p><em><strong>(Pubblicato sul settimanale FF, il 27 maggio 2010)</strong><br />
</em></p>
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		<title>Alex Langer über Silvius Magnago</title>
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		<pubDate>Wed, 26 May 2010 16:14:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Dello Sbarba</dc:creator>
				<category><![CDATA[convivenza]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[UN TESTO DI ALEXANDER LANGER IN OCCASIONE DELL&#8217;80° COMPLEANNO DI SILVIUS MAGNAGO, GENNAIO 1994. &#8220;L&#8217;ESPERIENZA DI ENTRAMBE LE DITTATURE, ALLE CUI ORGANIZZAZIONI PER DOVERE AVEVA APPARTENUTO, E DELLA GUERRA MONDIALE, COMBATTUTA SOPRATTUTTO CONTRO &#8220;I RUSSI E IL BOLSCEVISMO&#8221;, LO FORMARONO PER TUTTA LA VITA&#8221;. Verschmitzt und kokett, wie er sich insbesondere vor der Presse gerne [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&amp;blog=3404516&amp;post=1472&amp;subd=riccardodellosbarba&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2010/05/alexander_langer.jpg"><img class="size-full wp-image-1476    aligncenter" title="alexander_langer" src="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2010/05/alexander_langer-e1274890033343.jpg?w=500" alt=""   /></a></p>
<p><strong>UN TESTO DI ALEXANDER LANGER  IN OCCASIONE DELL&#8217;80° COMPLEANNO DI SILVIUS MAGNAGO, GENNAIO 1994. </strong></p>
<p><em>&#8220;L&#8217;ESPERIENZA DI ENTRAMBE LE DITTATURE, ALLE CUI ORGANIZZAZIONI PER DOVERE AVEVA APPARTENUTO, E DELLA GUERRA MONDIALE, COMBATTUTA SOPRATTUTTO CONTRO &#8220;I RUSSI E IL BOLSCEVISMO&#8221;, LO FORMARONO PER TUTTA LA VITA&#8221;.</em></p>
<p>Verschmitzt und kokett, wie er sich insbesondere vor der Presse gerne gibt, mag Sylvius Magnago die Bezeichnung &#8220;der Große Alte&#8221; für sich angemessen finden &#8211; und eine &#8220;laudatio&#8221; durch einen von ihm zum Erzfeind erklärten politischen Widersacher nicht verschmähen.</p>
<p>Allerdings soll ihm kein Gold dargebracht werden, Weihrauch nur sparsam aufsteigen und Myrrhe dafür eher ausgiebig zum Einsatz kommen.</p>
<p>Magnago ist zweifellos der Vater der Südtiroler Autonomie. Er muß als der wirksamste Verfechter der erfolgreichen Durchsetzung der wichtigsten Rechte und Forderungen der deutschsprachigen Südtiroler anerkannt werden.</p>
<p>Insofern war ihm wie wenigen Politikern beschieden, sein selbst gestecktes Ziel auch zu erreichen &#8211; und im wesentlichen auf unblutigem, demokratischem Weg. Das ist gewiß keine geringe Bilanz &#8211; hat aber auch nicht nur mit dem Format der Personen zu tun, sondern mit zahlreichen Sternstunden und Fallstricken der Geschichte. Adenauer beispielsweise konnte mit Blick auf die Vereinigung Deutschlands nur murmeln &#8220;immer davon reden, nie daran denken&#8221;, Gorbatchev hat den demokratischen Übergang zur Perestrojka-Sowjetunion nicht geschafft. Julius Raab hingegen war es vergönnt, mit dem Staatsvertrag die Souveränität Österreichs zurückzugewinnen, De Gaulle konnte Frankreich ohne Bürgerkrieg aus Algerien abziehen und Ho Tschi Minh durfte den Abzug der Amerikaner und die Herstellung der vietnamesischen Landeseinheit erleben.</p>
<p><span id="more-1472"></span></p>
<p>Natürlich &#8211; wir mögen mit Brecht fragen: &#8220;vollbrachte Caesar dies allein?&#8221;, und kennen die Antwort: gewiß wäre all dies ohne das gemeine Fußvolk &#8211; von den Bergbauern zu den Bumsern der 60er Jahre, von den Hochschülern zu den Lehrern &#8211; nie gelungen, und neben dem obersten Anführer haben soundsoviele andere Volksführer größeren und kleineren Kalibers daran mitgewirkt. Doch darf der Wert von Symbolfiguren nicht übersehen werden, und Magnago ist seit der Kundgebung von Sigmundskron 1957 eine solche geworden. Die entscheidende, nach innen und nach außen.</p>
<p>Ein seltsames Geschick, denn Magnago war ja im Grunde nicht aus jenem Holz geschnitzt, aus dem Tirol gemeinhin seine Volksführer bezog: Magnago war kein volkstümlicher Wirt wie Andreas Hofer oder Peter Mayr, kein Bauernkind wie das Mädchen von Spinges, kein Kleriker wie Pater Haspinger oder Kanonikus Gamper, kein Adeliger wie Graf Toggenburg oder Baron Sternbach, kein echter Bürgersmann wie Julius Perathoner und schon gar kein hochgeistiger Idealist wie Michael Gaismair oder Jacob Huter.</p>
<p><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2010/05/magnago.jpg"><img class="size-full wp-image-1477 alignright" title="magnago" src="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2010/05/magnago.jpg?w=500" alt=""   /></a></p>
<p>Er ist eher eine Beamtengestalt, Angehöriger jener Wehrmachtsgeneration, die nacheinander die italienisch-faschistische und dann die deutsch-nationalsozialistische Uniform und Prägung erhalten und sich nicht gerade als Systemkritiker oder Widerständler hervorgetan hatten &#8211; nicht einmal als unterschwellige Boykotteure à la Schwejk. Die Erfahrung der beiden Diktaturen, deren Organisationen er pflichtgemäß angehört hatte, und des Weltkrieges, der vor allem gegen &#8220;den Russen&#8221; und &#8220;den Bolschewismus&#8221; geführt wurde (aber auch gegen die verkommenen seelenlosen Geld-Demokratien des liberalen Westens), hat Magnago nachhaltig und lebenslang geformt. Wann und wie der gebürtige Trentiner-Tiroler Magnago zur Endung &#8220;-us&#8221; und zum Y in seinem jetzigen Vornamen gekommen und zum eingefleischten Volksdeutschen geworden ist, dürfte nur im engsten Familienkreis bekannt sein.</p>
<p>Und daß Magnago sich selbst als eher mürrisch gestimmten, wenig geselligen Menschen empfindet, der es eigentlich nur seiner landesfremden und dennoch höchst solidarischen und einfühlsamen Ehegattin verdankt, daß er nicht zum monomanen misanthropischen Kauz geworden ist, wurde spätestens vor einem Jahrzehnt öffentlich &#8211; als die Feiern zur Vollendung seiner 70 Jahre einiges Rampenlicht auch auf den Menschen Magnago lenkten. Man kann ihn sich eigentlich nicht als einen Vordenker ausmalen, der im Kreise ähnlich Gesinnter und durch angeregte Diskussion Ideen entdeckt, Visionen entwirft, einen weiten Blick schweifen läßt. Eher erscheint er als Sammlertyp &#8211; von dem man sich vorstellen könnte, daß die Vollständigkeit und Integrität seiner Serien ihn mit Befriedigung erfüllt, sooft er nachprüft, ob noch alles da und gut erhalten ist. Bei der Gärtnerei verschafft ihm das Ausjäten von Unkraut Genugtuung. Richtig wach wird er &#8211; untirolerischerweise &#8211; eher am späten Abend, was ihm manchesmal geholfen haben mag, Freunde und Gegner auszusitzen und herumzukriegen.</p>
<p>Magnago hat sich denn auch im eigenen Lager durchgesetzt &#8211; den Raffeinern und Ebnern, den Bruggern und Volggern zum Trotz &#8211; und wurde schließlich auch von der Gegenseite akzeptiert, geachtet und zuletzt immer mehr bestaunt und bewundert. Der gegenwärtige Magnago-Mythus ist eher in Rom (und teilweise in Trient) entstanden, als daß er auf Südtiroler Hausmist gewachsen wäre &#8211; vor allem, seit Magnago ab Mitte der 80er Jahre immer nachhaltiger den Staat Italien vor seinen Nachfolgern in der SVP warnte und klarmachte, daß ein Abschluß &#8211; wenn vielleicht auch dornig &#8211; noch mit ihm zustandekommen müßte, wenn man sichergehen wollte.</p>
<p>Verbündete hat Magnago stets zu gebrauchen gewußt, ohne je das Heft aus der Hand zu lassen und ohne große Dankbarkeitskomplexe zu entwickeln. Das sozialdemokratische Österreich, vor allem der dortige &#8220;Große Alte&#8221; (Bruno Kreisky), wußte davon ein Lied zu singen und fühlte sich nicht selten richtig brüskiert. Bis dann Magnago selbst Ende der 70er Jahre die neue Sprachregelung vom &#8220;Vaterland Österreich&#8221; zumindest als verbalen Trost anordnete und damit die Südtiroler Bayern- und Franz-Josef-Strauß-Anhimmelung auszuwischen suchte.</p>
<p>Allzu enge Vertraute, mit denen er gemeinsame Pläne aushecken und ein komplizenhaftes Verhältnis aufbauen konnte, scheint Magnago nicht gehabt zu haben: die Kollegen der Wehrmachtsgeneration &#8211; Benedikter, Zelger, Fioreschy, Spögler, Tinzl, Brugger usw. &#8211; schien er zwar zu achten und hörte wohl auch dann und wann auf sie, von der jüngeren Garde mit Frasnelli, Kaserer, Peterlini, Pahl, Ebner (Michl), Waldner, v.Egen und wie sie alle heißen mögen, gab er sich herzlich wenig entzückt. Durnwalder mag er als notwendiges Übel hinnehmen (hätte es aber gerne gesehen, wenn er einige Stufen tiefer auf dem Podest stünde), Saurer dürfte er höher schätzen, und zu seinem Mißvergnügen muß ihm in den letzten Jahren der Verdacht aufgestiegen sein, daß Riz in Wirklichkeit doch eher ein römischer Bluff ist.</p>
<p>Als Politiker wirkt Magnago mehr schlau als genial, eher krämerisch denn idealistisch, mehr taktisch als strategisch. Doch letztlich hatte er immer ein klares und festes Ziel im Auge, das recht einfach zu definieren ist: &#8220;wir müssen die deutsche Südtiroler Volksgruppe in jeder Hinsicht stärken &#8211; Schritt um Schritt &#8211; was man dann daraus machen kann, wird man später sehen&#8221;. Er wußte, daß man sich als zäher Verhandler nie abfinden darf, eher unterstreichen soll, was noch fehlt, als was schon erreicht wurde, Ziele besser so formuliert, daß eigentlich niemand dagegen sein kann und damit die größtmögliche Einheit herstellt und sich &#8211; wennschon &#8211; erst übermorgen oder über-übermorgen im eigenen Lager in den Haaren liegt. In diesem Sinne war das &#8220;Los von Trient!&#8221; die Quadratur des Kreises, denn damit war bloß gesagt, wovon man sich unmittelbar losreißen, nicht, wohin man endgültig hinsteuern wollte.</p>
<p>Daß aber dann das &#8220;Paket&#8221; eher einer Wäscheliste glich als einem großen Wurf mit einem überzeugenden Konzept (bzw. Wurf und Konzept nie von Magnago selber, sondern wennschon viel eher von Moro, Kreisky, Berloffa oder Kessler gesehen und hochgelobt wurden), hängt wohl eng mit Magnagos Taktik und seinem politischen Charakter zusammen. Fürs Kleingedruckte hatte er dann außerdem noch den scharfäugigen Alfons Benedikter und für die Volkstums-Ideologie den überzeugten Rufacher Toni Zelger. (Diesen beiden Gleichaltrigen sollte man übrigens auch die gebührenden Ehren zollen, sind sie doch aus den Licht- und Schattenseiten dieses Bildes nicht wegzudenken.)</p>
<p>Magnago machte nie den Eindruck, besonders belesen zu sein oder aus dem Wissen und der Vorstellungskraft anderer großer Geister wichtige Anstöße zu beziehen. Seine Reden zur Eröffnung einer neuen Legislaturperiode, einer SVP-Landesversammlung oder zur Vorstellung eines Haushaltsprogrammes hatten nie die Inspiration und Weihe beansprucht, die manche Politiker derartigen feierlichen Absichtserklärungen oder abschließend wertenden Bilanzen zu geben pflegen. Bei Magnago konnte man schwerlich von gewolltem britischen &#8220;understatement&#8221; reden, wo man sich absichtlich nur knapp und bescheiden äußert und mehr durchblicken läßt: seine Platituden waren nichts anderes als echte Platituden, nur wußte er sie so oft und so hartnäckig zu wiederholen, daß schließlich vor allem die italienische Presse darin profunde Geistesblitze ortete. Nur wenn sich seine Stimme überschlägt, schimmert echte Passion durch &#8211; vor allem bei Hieben auf Gegner: mit Stolz darf ich sagen, daß mich</p>
<p>Magnago des Öfteren durch sein schrilles Gekrächze geehrt hat. Überhaupt waren für ihn di „innere Feinde“ weitaus gefährlicher als die Äußeren – was man verstehen kann.</p>
<p>Seine Verhandlungspartner muss er meist eher verachtet haben – doch wusste er sie zu überzeugen. Mag sein, dass die Früchte eher von ständigen Wiederholen als von genialen Intuitionen herrührten – was macht´s schon aus, wenn´s nur saftige und ausgiebige Früchte sind?</p>
<p>Selbstgefällig wusste Magnago seine ewig gleichen Boutaden zu verkosten: „bei uns gibt´s keine verschiedenen Rassen, also kann´s gar keinen Rassismus geben.</p>
<p>Magnago wollte Südtirol und sein Schiksal immer irgendwie als isolierten Sonderfall sehen – wie demokratisch oder sozial oder föderalistisch es sonst in Italien zugehen mochte, interessierte ihn kaum, weswegen er auch nie wirklich Bundesgenossen suchte und immer in der italienischen Regierung selbst den Partner suchte.</p>
<p>Wieso Magnago so manche Talente, die er einsetzen hätte können, lieber vergraben hat, wird man vielleicht nie voll und ganz verstehen. Warum hat er im Konzert der Volksgruppen und Minderheiten Italiens (und Europas) die Kraft und Erfahrung der Südtiroler nicht auch anderen zur Verfügung gestellt und dadurch vielleicht Demokratie und Vielfalt in der Republik gefördert?</p>
<p>Warum ließ er sich „Trentiner Renegat“ schimpfen, statt sein (auch) Trentinertum positiv auszuspielen und im regionalem und überregionalen Rahmen einzusetzen?</p>
<p>Warum hat er sein Prestige im Alpenraum eigentlich nie für allgemeine Anliegen (Alpenschutz, Autonomie und Demokratie) zum tragen gebracht?</p>
<p>Ja, warum hat er eigentlich seine vielleicht größte menschliche Leistung – nämlich trotz seine schwere Kriegsversehrung voll und ganz einsatzfähig zu bleiben – nicht zum Schutzbild für andere behinderte Menschen gemacht?</p>
<p>Magnago hätte das Zeug gehabt, bei allen in Südtirol lebenden Menschen aller Spargruppen populär und beliebt zu werden. Hat er aber nicht. In all seiner bewundernswerten Zähigkeit hat er eher die Pedanterie als die Großherzigkeit den Sieg davon getragen. Gedankenflüge, Experimente, intellektuelle Wagnisse waren ihm verdächtig und zuwider, den Eindruck der Kleinlichkeit mochte er von sich aus nicht zerstreuen.</p>
<p>Dafür war Magnago sauber und unbestechlich: heute in der Politik nicht selbstverständliche Voraussetzungen.</p>
<p>Auf Geld oder Vorteile war er nie bedacht, Politik war für ihn immer Dienst (nach seinem Verständnis, gewiss!), nie Selbstbedienung.</p>
<p>Der Generationswechsel, der inzwischen eingetreten ist, macht diesbezüglich den groben Stilbruch deutlich, Vermarktung von Natur und Idealen sind nach Magnago un den meisten seiner Weggefährten leichter geworden.</p>
<p>Magnago wird jetzt zu seinen 80 Jahren viel gefeiert werden, und da kann man es auch gerne übersehen, dass große bleibende geflügelte Worte aus seinem Munde wohl kaum ins Gedächtnis des Volkes eingehen werden.</p>
<p>Mag Benedikter als der Erfinder des ethnischen Universalproporzes und Zelger als Präger des „je klarer wir trennen, desto besser verstehen wir uns“ auf den Begriff gebracht werden und in Erinnerung bleiben, wird man Magnago vielleicht einst mit seinem Ausspruch zitieren, dass „wenn es zur Erhaltung der Südtiroler eines Tages notwendig würde, für jeden einen Hubschrauber zu fordern“, er eben dies zu seinem Kampfes- und Verhandlungsziel machen würde.</p>
<p>Sollten nicht sein ehrenvoll erreichtes hohen Alter und seine Verdienste Anlass werden, ihm non jene Auszeichnung zuzuerkennen, die schon öfter im Gespräch war? Magnago mag zum Ehrensenator auf Lebenszeit ernannt werden. Das würde den „Großen Alten“ aus Südtirol vielleicht auch endlich zwingen, die Augen über den Südtiroler Tellerrand zu erheben.</p>
<p>Augen, denen nun etwas mehr Güte, Milde und Nachsicht, aber auch bisher vernachlässigte Neugier und Einfühlung nur gut tun könnten.</p>
<p><em>(Alerxander Lagner über Magnago, FF, 2 Jänner 1994)</em></p>
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		<title>Ipazia</title>
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		<pubDate>Tue, 04 May 2010 16:48:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Dello Sbarba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[IPAZIA, CIRILLO E BENEDETTO XVI &#8211; La grande filosofa alessandrina &#8211; racconta in questi giorni il film &#8220;Agora&#8221; &#8211; fu uccisa dai monaci parabolani agli ordini del vescovo di Alessandria Cirillo, poi fatto santo e dottore della chiesa. Passato? Mica tanto. A Cirillo l&#8217;attuale papa Benedetto XVI ha dedicato un lungo discorso elogiativo nell&#8217;udienza del [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&amp;blog=3404516&amp;post=1467&amp;subd=riccardodellosbarba&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2010/05/ipazia.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1468" title="Ipazia" src="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2010/05/ipazia.jpg?w=500&#038;h=375" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p><strong>IPAZIA, CIRILLO E BENEDETTO XVI &#8211; La grande filosofa alessandrina &#8211; racconta in questi giorni il film &#8220;Agora&#8221; &#8211; fu uccisa dai monaci parabolani agli ordini del vescovo di Alessandria Cirillo, poi fatto santo e dottore della chiesa. Passato? Mica tanto. </strong></p>
<h3>A Cirillo l&#8217;attuale papa Benedetto XVI ha dedicato un lungo discorso elogiativo nell&#8217;udienza del 3 ottobre 2007. Sono parole gravissime, confrontate col ruolo di sanguinario persecuitore di pagani ed ebrei che il vescovo Citrillo ricoprì. Uno dei suoi delitti fu l&#8217;assassinio di Ipazia, filosofa libera e laica, nel 415 dc.<br />
Così raccontano i cronisti dell&#8217;epoca: &#8220;I parabolani  sorpresero Ipazia mentre ritornava a casa, la tirarono giù dalla lettiga, la trascinarono nella chiesa costruita sul Cesareion e la uccisero brutalmente, scorticandola fino alle ossa (secondo alcune fonti utilizzando gusci di ostriche) e trascinando i resti in un luogo detto Cinarion, dove furono bruciati&#8221;.<br />
E ora leggete cosa ne dice papa Benedetto, anno 2007 del nostro secolo. <a href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/audiences/2007/documents/hf_ben-xvi_aud_20071003_it.html" target="_blank">Qui.</a></h3>
<br />Filed under: <a href='http://riccardodellosbarba.wordpress.com/category/convivenza/'>convivenza</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/riccardodellosbarba.wordpress.com/1467/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/riccardodellosbarba.wordpress.com/1467/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/riccardodellosbarba.wordpress.com/1467/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/riccardodellosbarba.wordpress.com/1467/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/riccardodellosbarba.wordpress.com/1467/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/riccardodellosbarba.wordpress.com/1467/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/riccardodellosbarba.wordpress.com/1467/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/riccardodellosbarba.wordpress.com/1467/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/riccardodellosbarba.wordpress.com/1467/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/riccardodellosbarba.wordpress.com/1467/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/riccardodellosbarba.wordpress.com/1467/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/riccardodellosbarba.wordpress.com/1467/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/riccardodellosbarba.wordpress.com/1467/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/riccardodellosbarba.wordpress.com/1467/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&amp;blog=3404516&amp;post=1467&amp;subd=riccardodellosbarba&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Così non vinceremo mai</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Mar 2010 08:41:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Dello Sbarba</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[NANNI MORETTI: &#8220;Per vincere il centro sinistra deve saltare due, tre, quattro generazioni&#8221;. Piazza Navona, 2002. Filed under: politica<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&amp;blog=3404516&amp;post=1463&amp;subd=riccardodellosbarba&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>NANNI MORETTI: &#8220;Per vincere il centro sinistra deve saltare due, tre, quattro generazioni&#8221;. Piazza Navona, 2002.</strong></p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://riccardodellosbarba.wordpress.com/2010/03/30/cosi-non-vinceremo-mai/"><img src="http://img.youtube.com/vi/hsYRccl4bFI/2.jpg" alt="" /></a></span>
<br />Filed under: <a href='http://riccardodellosbarba.wordpress.com/category/politica/'>politica</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/riccardodellosbarba.wordpress.com/1463/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/riccardodellosbarba.wordpress.com/1463/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/riccardodellosbarba.wordpress.com/1463/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/riccardodellosbarba.wordpress.com/1463/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/riccardodellosbarba.wordpress.com/1463/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/riccardodellosbarba.wordpress.com/1463/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/riccardodellosbarba.wordpress.com/1463/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/riccardodellosbarba.wordpress.com/1463/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/riccardodellosbarba.wordpress.com/1463/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/riccardodellosbarba.wordpress.com/1463/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/riccardodellosbarba.wordpress.com/1463/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/riccardodellosbarba.wordpress.com/1463/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/riccardodellosbarba.wordpress.com/1463/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/riccardodellosbarba.wordpress.com/1463/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&amp;blog=3404516&amp;post=1463&amp;subd=riccardodellosbarba&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Gemma e la patria</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Mar 2010 09:23:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Dello Sbarba</dc:creator>
				<category><![CDATA[convivenza]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[LA TERRA E LE RADICI, LA HEIMAT E IL MONDO, LA RAGIONE E I SENSI. LE RIFLESSIONI DI GEMMA BERTAGNOLLI, SOPRANO DALLA VOCE BELLISSIMA, DALLA FAMA MONDIALE E DAL PENSIERO LANCIATO OLTRE L&#8217;ORIZZONTE. Caro Riccardo, mancavi al dibattito seguito alla proiezione al filmclub del film &#8220;Die Walsche&#8221; la scorsa settimana. Ero impressionata; ancora tutti lì [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&amp;blog=3404516&amp;post=1441&amp;subd=riccardodellosbarba&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2010/03/shapeimage_2.jpg"><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2010/03/gemma.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1461" title="gemma" src="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2010/03/gemma.jpg?w=500&#038;h=232" alt="" width="500" height="232" /></a></a></p>
<p><strong>LA TERRA E LE RADICI, LA HEIMAT E IL MONDO, LA RAGIONE E I SENSI.<br />
</strong></p>
<p><strong>LE RIFLESSIONI DI <a href="http://web.me.com/gemmabe/Gemma_Bertagnolli_web_site/Home.html" target="_blank">GEMMA BERTAGNOLLI</a>, SOPRANO DALLA VOCE BELLISSIMA, DALLA FAMA MONDIALE E DAL PENSIERO LANCIATO OLTRE L&#8217;ORIZZONTE.<br />
</strong></p>
<p><em>Caro Riccardo, mancavi al dibattito seguito alla proiezione al filmclub del film &#8220;Die Walsche&#8221; la scorsa settimana. Ero impressionata; ancora tutti lì a contemplare il proprio ombelico, mentre il mondo cammina veloce. Sentivo nostalgia  di uno sguardo non reso cieco dai pregiudizi e da decenni degli stessi racconti.  <strong>Tutti lì a decidere cosa sia e chi abbia più diritto ad amare la patria</strong>.</em></p>
<p><em>Avrei da ridire su quasi tutto ciò che ho sentito l&#8217; altra sera.  Aprofitto per dire la mia hic et nunc. <strong>La patria è una questione di sensi</strong>:  odore, sapore, vista, gusto, tatto ed al contrario la terra è una questione di economia e di politica&#8230;</em></p>
<p><em>La lezione che mi ha dato il <strong>sentirmi straniera nella terra in cui sono nata</strong> io, mia mamma, mio nonno, e dove risiede gran parte della mia famiglia, che condivide sangue e cromosomi e comprende gente che parla in italiano ed in tedesco, ebbene la lezione che ho imparato è il <strong>rispetto della terra</strong>, non perché la possediamo, ma perché la attraversiamo da ospiti, per la breve durata del nostro viaggio&#8230;</em></p>
<p><em>Il confine della patria è la nostra pelle, patria è quello che sta sotto, pensieri, emozioni, memoria, progetti, viscere&#8230;</em></p>
<p><em>Questo è ciò che possediamo, il resto sono territori segnati, <strong>illusioni di possesso</strong>, materiale da propaganda.</em></p>
<p><em>Quando sento la parola &#8221; radici&#8221;, mi viene da pensare a &#8221; lacci&#8221;.</em></p>
<p><em>Le radici impediscono di muoversi, quasi che questo entrare nella terra sia un modo per possederla a buon diritto, concetto pericoloso&#8230;</em></p>
<p><em>Mi piace pensare che finalmente potremmo parlare di cultura: sapori, tradizioni antiche, profumi, valori trasmessi dai nonni, nostalgie, memoria, riconoscimento, identità.</em></p>
<p><em>Tutto questo meraviglioso patrimonio risiede sotto la pelle di ogni individuo e non è necessariamente legato al possesso,  ma all&#8217; identità, non certo all’esclusiva su un territorio.</em></p>
<p><em><strong>La terra accoglie tutti</strong> ed è il grado di rispetto che le portiamo a distinguere i comportamenti migliori.</em></p>
<p><em><strong>Da tutta la vita mi chiedo quale sia il mio posto</strong>, per questo mi accaloro tanto, cerco di capire , ma spesso le cose che sento non fanno che ributtarmi indietro&#8230;</em></p>
<p><em>Riccardo,  grazie per avermi accolta !</em></p>
<p><em>Gemma</em></p>
<p><em>(Gemma è nata a Bolzano, dove ha casa (con Firenze, suo &#8220;altro ritorno possibile), canta</em> <em>con successo le parti più famose, da Susanna a Nannetta fino a Pamina ed all’ultima Sophie del Rosenkavalier, con grandi direttori come Metha , Gatti, Gelmetti, Benedetti Michelanfgeli e registi come Ronconi, Miller, Joel, nei più grandi teatri: la Scala, il Maggio Musicale Fiorentino, i Festival di Pesaro o di Salzburg, Parigi, Tokyo, Monaco, Berlino, Amsterdam&#8230; Poi ogni tanto torna a Bolzano, dove riposa il suo sguardo su questa terra di diverse lingue e culture).</em></p>
<br />Filed under: <a href='http://riccardodellosbarba.wordpress.com/category/convivenza/'>convivenza</a>, <a href='http://riccardodellosbarba.wordpress.com/category/cultura/'>cultura</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/riccardodellosbarba.wordpress.com/1441/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/riccardodellosbarba.wordpress.com/1441/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/riccardodellosbarba.wordpress.com/1441/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/riccardodellosbarba.wordpress.com/1441/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/riccardodellosbarba.wordpress.com/1441/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/riccardodellosbarba.wordpress.com/1441/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/riccardodellosbarba.wordpress.com/1441/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/riccardodellosbarba.wordpress.com/1441/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/riccardodellosbarba.wordpress.com/1441/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/riccardodellosbarba.wordpress.com/1441/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/riccardodellosbarba.wordpress.com/1441/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/riccardodellosbarba.wordpress.com/1441/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/riccardodellosbarba.wordpress.com/1441/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/riccardodellosbarba.wordpress.com/1441/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&amp;blog=3404516&amp;post=1441&amp;subd=riccardodellosbarba&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Die Walsche &#8211; il film</title>
		<link>http://riccardodellosbarba.wordpress.com/2010/03/23/die-walsche-il-film/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 23:21:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Dello Sbarba</dc:creator>
				<category><![CDATA[convivenza]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[1986, REGIA DI WERNER MASTEN. ROMANZO E SCENEGGIATURA DI JOSEPH ZODERER. CON MARIE COLBIN (OLGA), LINO CAPOLICCHIO (SILVANO), UN SACCO DI COMPARSE SUDTIROLESI E UN FINALE A SORPRESA: IL MONUMENTO ALLA VITTORIA CHE SALTA IN ARIA. IN 10 PARTI. http://www.youtube.com/watch?v=cHaeT4pjsHY﻿ Filed under: convivenza, cultura<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&amp;blog=3404516&amp;post=1431&amp;subd=riccardodellosbarba&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>1986, REGIA DI WERNER MASTEN. ROMANZO E SCENEGGIATURA DI JOSEPH ZODERER. CON MARIE COLBIN (OLGA), LINO CAPOLICCHIO (SILVANO), UN SACCO DI COMPARSE SUDTIROLESI E UN FINALE A SORPRESA: IL MONUMENTO ALLA VITTORIA CHE SALTA IN ARIA. IN 10 PARTI.</strong></p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://riccardodellosbarba.wordpress.com/2010/03/23/die-walsche-il-film/"><img src="http://img.youtube.com/vi/N18bIfDS77k/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p><span id="more-1431"></span></p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://riccardodellosbarba.wordpress.com/2010/03/23/die-walsche-il-film/"><img src="http://img.youtube.com/vi/flSR5PMf6fY/2.jpg" alt="" /></a></span>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://riccardodellosbarba.wordpress.com/2010/03/23/die-walsche-il-film/"><img src="http://img.youtube.com/vi/COPAJjmikNc/2.jpg" alt="" /></a></span>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://riccardodellosbarba.wordpress.com/2010/03/23/die-walsche-il-film/"><img src="http://img.youtube.com/vi/cHaeT4pjsHY/2.jpg" alt="" /></a></span>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://riccardodellosbarba.wordpress.com/2010/03/23/die-walsche-il-film/"><img src="http://img.youtube.com/vi/sBdIP6fjfnQ/2.jpg" alt="" /></a></span>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://riccardodellosbarba.wordpress.com/2010/03/23/die-walsche-il-film/"><img src="http://img.youtube.com/vi/cimOc3K-J-A/2.jpg" alt="" /></a></span>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://riccardodellosbarba.wordpress.com/2010/03/23/die-walsche-il-film/"><img src="http://img.youtube.com/vi/ycM2x5JpJ0c/2.jpg" alt="" /></a></span>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://riccardodellosbarba.wordpress.com/2010/03/23/die-walsche-il-film/"><img src="http://img.youtube.com/vi/c6HM76g93Zs/2.jpg" alt="" /></a></span>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://riccardodellosbarba.wordpress.com/2010/03/23/die-walsche-il-film/"><img src="http://img.youtube.com/vi/zX2ByNj3YjA/2.jpg" alt="" /></a></span>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://riccardodellosbarba.wordpress.com/2010/03/23/die-walsche-il-film/"><img src="http://img.youtube.com/vi/J3jFT4YTNh8/2.jpg" alt="" /></a></span>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:0;width:1px;height:1px;overflow:hidden;">http://www.youtube.com/watch?v=cHaeT4pjsHY<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://riccardodellosbarba.wordpress.com/2010/03/23/die-walsche-il-film/"><img src="http://img.youtube.com/vi/cHaeT4pjsHY/2.jpg" alt="" /></a></span>﻿</div>
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			<media:title type="html">Riccardo Dello Sbarba</media:title>
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	</item>
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		<title>Il Sudtirolo resta Ogm-free</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 17:45:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Dello Sbarba</dc:creator>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi battaglia furibonda nella 2a commissone legislativa. Con una serie di emendamenti ho cancellato le norme che aprivano la porte all&#8217;agricoltura geneticamente modificata in Alto Adige. La legge è stata ribaltata e ora prevede divieto assoluto almeno fino al 2011. Il tempo per convincere la UE a recedere dalla linea della &#8220;coesistenza&#8221; e consentire Regioni [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&amp;blog=3404516&amp;post=1424&amp;subd=riccardodellosbarba&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
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<p><strong>Oggi battaglia furibonda nella 2a commissone legislativa. Con una serie di emendamenti ho cancellato le norme che aprivano la porte all&#8217;agricoltura geneticamente modificata in Alto Adige. La legge è stata ribaltata e ora prevede divieto assoluto almeno fino al 2011. Il tempo per convincere la UE a recedere dalla linea della &#8220;coesistenza&#8221; e consentire Regioni Ogm-free.</strong></p>
<p><strong>Ecco quello che è successo (e che il comunicato stampa ufficiale della Presidente Svp della Commissione fa di tutto per nascondere).</strong></p>
<p><span id="more-1424"></span></p>
<p>Nella 2 Commissione legislativa del Consiglio provinciale sono stati oggi accolti fondamentali emendamenti presentati dai Verdi che ribaltano completamente l’impostazione originaria del pericoloso articolo 13 della “Legge in difesa della natura”. In particolare:</p>
<ol>
<li>Il comma 3 è stato eliminato da un emendamento soppressivo dei Verdi. Tale comma era molto pericoloso perché poteva esesre interpretato come una norma che avrebbe consentito la “coesistenza” tra agricoltura Ogm e agricoltura convenzionale. Il comma infatti prevedeva che per il territorio esterno alle zone sottoposte allo stretto divieto elencate nel comma 1 (parchi, biotopi…) la Giunta provinciale avrebbe potuto emanare, con propria semplice delibera, “norme di precauzione”. Così sarebbe caduto il divieto assoluto di Ogm sull’intero territorio, finora vigente, e sarebbe stata aperta la strada all’introduzione di Ogm anche nel nostro territorio.</li>
<li>Con l’approvazione del secondo emendamento dei Verdi si è confermato che per l’intero territorio altoatesino continua a valere la legge provinciale Nr. 13/2006, che prevede un divieto assoluto di Ogm. L’emendamento ribadisce che la materia debba essere regolata esclusivamente con legge provinciale (e non con semplici delibere di giunta) e che per approvare tale legge ci sia tempo fino al 2011. Così si guadagnano anni per esercitare pressione sulla Unione europea insieme a molte altre regioni europee in modo che la Commissione UE receda dall’obbligo di “coesistenza” e consenta che le regioni che lo vogliono, come l’Alto Adige, possano dichiararsi Ogm-free.</li>
<li>Un terzo emendamento dei Verdi ha consentito di inserire tutte le aree a coltivazione biologica e ecologica nell’elenco dei luoghi a totale divieto di Ogm elencati nel comma 1.</li>
</ol>
<p>Durante la discussione in Commissione si è convenuto sull’opportunità di mantenere l’originaria previsione di „zone di rispetto“ (comma 2) le quali, nelle nuove condizioni fissate dai citati emendamenti approvati, rappresentano un sistema di doppia tutela.</p>
<p>In questo modo si è arrivati a creare in commissione quella larga maggioranza indispensabile per varare il nuovo articolo 13, completamente riformulato.</p>
<p><span style="text-decoration:underline;">Grazie all’impegno die Verdi e ai loro emendamenti in Commissione, si sono potute rispettare le norme europee e insieme continuare a tenere gli Ogm fuori dalla nostra agricoltura.</span></p>
<br />Filed under: <a href='http://riccardodellosbarba.wordpress.com/category/ambiente/'>ambiente</a>, <a href='http://riccardodellosbarba.wordpress.com/category/economia/'>economia</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/riccardodellosbarba.wordpress.com/1424/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/riccardodellosbarba.wordpress.com/1424/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/riccardodellosbarba.wordpress.com/1424/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/riccardodellosbarba.wordpress.com/1424/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/riccardodellosbarba.wordpress.com/1424/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/riccardodellosbarba.wordpress.com/1424/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/riccardodellosbarba.wordpress.com/1424/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/riccardodellosbarba.wordpress.com/1424/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/riccardodellosbarba.wordpress.com/1424/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/riccardodellosbarba.wordpress.com/1424/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/riccardodellosbarba.wordpress.com/1424/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/riccardodellosbarba.wordpress.com/1424/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/riccardodellosbarba.wordpress.com/1424/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/riccardodellosbarba.wordpress.com/1424/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&amp;blog=3404516&amp;post=1424&amp;subd=riccardodellosbarba&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">labcom  no ogm</media:title>
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	</item>
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		<title>Superiori: scuola trilingue addio?</title>
		<link>http://riccardodellosbarba.wordpress.com/2010/03/14/superiori-scuola-trilingue-addio/</link>
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		<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 14:46:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Dello Sbarba</dc:creator>
				<category><![CDATA[bilinguismo]]></category>

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		<description><![CDATA[SCUOLA SUPERIORE DI LINGUA ITALIANA: LANCIATI IN POMPA MAGNA NEL 2003 (vigilia di elezioni provinciali), I CORSI DI SCUOLA TRILINGUE VANNO LENTAMENTE MORENDO. STANNO ORA PER CHIUDERE ANCHE LE ULTIME CLASSI SUPERSTITI AL CARDUCCI? UNA SPERIMENTAZIONE CHE DOVEVA RADICALMENTE CAMBIARE LA SCUOLA ITALIANA, E NON L&#8217;HA FATTO. UN FALLIMENTO DI CUI NESSUNO VUOLE PARLARE. Alcuni [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&amp;blog=3404516&amp;post=1410&amp;subd=riccardodellosbarba&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2010/03/liceo.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1416" title="LICEO" src="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2010/03/liceo.jpg?w=500" alt=""   /></a></p>
<p><strong>SCUOLA SUPERIORE DI LINGUA ITALIANA: LANCIATI IN POMPA MAGNA NEL 2003 (vigilia di elezioni provinciali), I CORSI DI SCUOLA TRILINGUE VANNO LENTAMENTE MORENDO. </strong></p>
<p><strong>STANNO ORA PER CHIUDERE ANCHE LE ULTIME CLASSI SUPERSTITI AL CARDUCCI? UNA SPERIMENTAZIONE CHE DOVEVA RADICALMENTE CAMBIARE LA SCUOLA ITALIANA, E NON L&#8217;HA FATTO. UN FALLIMENTO DI CUI NESSUNO VUOLE PARLARE.</strong><br />
Alcuni anni fa, quando cominciarono a mancare le prime classi (indizio sicuro per il tramonto di un corso di studi), rivolsi all&#8217;assessora alla scuola italiana Gnecchi un&#8217;interrogazione. Lei rispose che c&#8217;erano difficoltà nelle scuole (leggi: insegnanti) e poca domanda dalle famiglie (leggi: iscrizioni). Comunque, assicurava, la Provincia avrebbe fatto qualcosa per rilanciare l&#8217;esprimento, pensato come ponte verso l&#8217;università trilingue di Bolzano.</p>
<p>Adesso Teresa Fortini mi scrive: <em>&#8220;Prova a gridare in consiglio provinciale perchè non hanno più finanziato la sperimentazione trilingue al linguistico Carducci ed escono quest&#8217; anno gli ultimi e soli 9 studenti che parlano italiano inglese tedesco e francese molto meglio dei &#8220;normali&#8221; liceali linguistici!!!&#8221;</em>. Un grido d&#8217;allarme da prendere davvero sul serio, nella terra del bilinguismo (oltre che della convivenza) &#8220;rimandato&#8221;.</p>
<p>Ho verificato. Pare in realtà che le classi superstiti siano ancora 2: una quarta e la quinta di cui parla Teresa. Che il corso sia moribondo è comunque evidente. Non so se sia una questione di tagli ai finanziamenti. So che come al solito gli assessori parlano più volentieri dei successi che dei fallimenti. Per questo ho presentato una nuova interrogazione, in cui si fa tutta la storia di una sperimentazione che doveva cambiare la scuola superiore italiana, e non l&#8217;ha fatto.</p>
<p><span id="more-1410"></span></p>
<p><strong>Al presidente del consiglio provinciale di Bolzano</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong>INTERROGAZIONE</strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong>Corsi trilingue nelle superiori italiane: sperimentazione fallita?</strong></p>
<p>Risulta che vada progressivamente ad esaurimento al liceo classico Carducci di Bolzano il corso trilingue istituito, come in altre scuole superiori, nell’ambito della sperimentazione plurilingue adottata dalla sovrintendenza italiana a partire dall’anno scolastico 2003/2004.</p>
<p>In particolare, mentre il “piano per l’offerta formativa” del Carducci indica il quadro orario completo del corso trilingue (nel biennio: in inglese un’ora rispettivamente di diritto, scienze e matematica; in tedesco due ore di storia dell’arte. Nel triennio: in inglese un’ora rispettivamente di fisica e di biologia; in tedesco rispettivamente un’ora di storia dell’arte e di filosofia), sarebbero attive quest’anno solo le ultime classi del corso, cosa che rende probabile una sua chiusura nel prossimo futuro.</p>
<p>Risulta anche che analogo destino sia toccato ai corsi trilingue istituiti in altre scuole superiori italiane. Se così fosse, il bilancio della scuola trilingue alle scuole superiori non sarebbe certo positivo e necessita – considerate anche le risorse pubbliche che vi sono state investite &#8211; di una spiegazione.</p>
<p>L’assessorato alla scuola italiana e la sovrintendenza scolastica avevano infatti puntato molto su questa sperimentazione di sezioni in italiano, tedesco ed inglese anche nelle scuole superiori, come dimostrava la composizione del gruppo che per incarico della sovrintendenza aveva elaborato il progetto e che comprendeva – su 4 dirigenti scolastici – ben due di scuola superiore: Marino Melissano dell’ITI-LST Galilei e Vito Mastrolia del Carducci (accanto a Rosetta Fronza – coordinatrice &#8211; e Mirca Passarella, dirigenti di elementari e medie).</p>
<p>Annunciata nel febbraio del 2003, la sperimentazione partì nell’anno scolastico 2003-2004 e poi si estese negli anni successivi. Essa si inseriva negli spazi di flessibilità previsti dalla legge 12 del 2000 sull&#8217;autonomia scolastica e fu approvata anche dalla giunta provinciale in quanto rispettosa anche del comma 1 dell&#8217;articolo 19 dello Statuto di autonomia.</p>
<p>La sperimentazione prevedeva l&#8217;insegnamento in tedesco L2 e inglese L3 di alcune discipline individuate dalla commissione all&#8217;interno di ciascun curricolo.</p>
<p>Nella scuola superiore, in particolare, ciascun indirizzo avrebbe avuto 4 o 5 discipline specifiche proposte in tedesco o inglese, con il limite che il trilinguismo sarebbe stato applicato soltanto nei corsi del Progetto pilota provinciale.</p>
<p>Le materie coinvolte, nella prima ipotesi di progetto, erano diritto ed economia dell&#8217;Unione Europea e statistica in inglese; geografia e biologia in tedesco, oltre alle ore di Tedesco L2 e Inglese L3.</p>
<p>Il perché di queste materie lo spiegò il preside Vito Mastrolia nella conferenza stampa di presentazione del progetto: «Le scelte sono state effettuate – riportò allora tra virgolette il giornale Alto Adige di sabato 1° febbraio 2003 &#8211; innanzitutto in prospettiva europea, perché l&#8217;opzione culturale è quella di concorrere alla formazione di un cittadino europeo. In secondo luogo abbiamo selezionato alcune discipline per tracciare un percorso di continuità con le esperienze già in corso di insegnamento in tedesco e inglese presso l&#8217;Università di Bolzano e la scuola superiore di sanità Claudiana». Un progetto ambizioso, dunque, quello alle superiori, pensato come “ponte” gettato verso l’università.</p>
<p>Gli istituti scolastici potevano adattare la scelta delle materie, ma erano tenuti al rispetto della quota oraria globale prevista per L2 e L3, secondo le seguenti percentuali: per il tedesco, nella scuola superiore l&#8217;insegnamento sarebbe passato dall&#8217;11% al 17%. Per l&#8217;inglese dal 5,55% al 13,88 %.</p>
<p>Se la scuola non avesse avuto insegnanti sufficienti a garantire un insegnamento veicolare in L2 o L3, avrebbe potuto fare ricorso a risorse esterne, chiamando esperti o docenti di altre scuole, i quali avrebbero affiancato l&#8217;insegnante titolare (a cui sarebbe comunque spettata la valutazione).</p>
<p>La sezione plurilingue, insomma, non avrebbe comportato perdita di ore o di cattedre per gli insegnanti in servizio. Per i docenti coinvolti era previsto un piano straordinario di aggiornamento di 100 ore.</p>
<p><strong>Tutto questo premesso, si chiede alla Giunta provinciale,</strong></p>
<ol>
<li>Corrisponde al vero che è destinata ad esaurirsi la sperimentazione di corsi trilingue al liceo classico Carducci di Bolzano?</li>
<li>Corrisponde al vero che anche nelle altre scuole superiori di lingua italiana i corsi di scuola trilingue sono stati chiusi o sono in via di esaurimento?</li>
<li>Quanti corsi e quante classi di scuola trilingue, promosse con la sperimentazione partita del 2003, sono state istituite nelle scuole superiori italiane a partire dall’anno scolastico 2003-2004 fino al corrente anno scolastico 2009-2010? Si chiedono i dati distinti per: anno scolastico, scuola interessata, numero di corsi per scuola, numero di classi per corso con l’indicazione di quali classi si tratti (se si trattava di prime, seconde ecc…..).</li>
<li>Per quali corsi di scuola trilingue ancora oggi attivi nelle scuole superiori di lingua italiana si prevede, ovvero si progetta, una continuità anche nei prossimi anni? Si prevede di istituirne di nuovi nei prossimi anni?</li>
<li>Quanti/e <span style="text-decoration:underline;">docenti</span> sono stati/e coinvolti/e nella citata sperimentazione dal suo inizio ad oggi? Si chiedono i dati distinti per: anno scolastico e scuola interessata.</li>
<li>Quanti/e <span style="text-decoration:underline;">studenti/esse</span> sono stati/e coinvolti/e nella citata sperimentazione dal suo inizio ad oggi? Si chiedono i dati distinti per: anno scolastico e scuola interessata.</li>
<li>Quale spesa aggiuntiva ha comportato detta sperimentazione dall’inizio ad oggi per quanto riguarda le scuole superiori? Si chiedono i dati distinti per anno scolastico.</li>
<li>Come è stata monitorata questa sperimentazione?</li>
<li>Esiste una valutazione scientifica sui risultati dati da questa sperimentazione?</li>
<li> Se la maggior parte dei corsi trilingue è andata o sta andando in esaurimento, quali sono le ragioni dell’esito negativo di un esperimento annunciato con grande enfasi nel 2003?</li>
<li> Ci sono mai stati tagli, rispetto alle richieste delle scuole, nelle risorse finanziarie o umane (es: docenti a disposizione) investite dalla Provincia in questo progetto? Se sì, quanto e come motivati?</li>
<li> Ci sono state da parte della scuola proposte per rilanciare la sperimentazione? Se sì, che accoglienza hanno avuto da parte della Provincia?</li>
<li> Quale bilancio trae l’assessorato e la sovrintendenza della sperimentazione trilingue nelle scuole superiori di lingua italiana?</li>
<li> Se la maggior parte dei corsi trilingue è andata o sta andando in esaurimento, sono state progettate iniziative sostitutive di rafforzamento del bi-trilinguismo degli/lle studenti/esse delle scuole superiori di lingua italiana?</li>
<li> Se la maggior parte dei corsi trilingue è andata o sta andando in esaurimento, sono state progettate iniziative sostitutive della funzione di ponte verso l’università trilingue di Bolzano che tali corsi dovevano avere?</li>
</ol>
<br />Filed under: <a href='http://riccardodellosbarba.wordpress.com/category/bilinguismo/'>bilinguismo</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/riccardodellosbarba.wordpress.com/1410/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/riccardodellosbarba.wordpress.com/1410/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/riccardodellosbarba.wordpress.com/1410/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/riccardodellosbarba.wordpress.com/1410/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/riccardodellosbarba.wordpress.com/1410/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/riccardodellosbarba.wordpress.com/1410/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/riccardodellosbarba.wordpress.com/1410/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/riccardodellosbarba.wordpress.com/1410/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/riccardodellosbarba.wordpress.com/1410/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/riccardodellosbarba.wordpress.com/1410/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/riccardodellosbarba.wordpress.com/1410/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/riccardodellosbarba.wordpress.com/1410/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/riccardodellosbarba.wordpress.com/1410/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/riccardodellosbarba.wordpress.com/1410/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&amp;blog=3404516&amp;post=1410&amp;subd=riccardodellosbarba&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Cari Verdi, dovete cambiare</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 15:47:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Dello Sbarba</dc:creator>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Filed under: ambiente, politica<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&amp;blog=3404516&amp;post=1403&amp;subd=riccardodellosbarba&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://riccardodellosbarba.wordpress.com/2010/03/10/cari-verdi-dovete-cambiare/"><img src="http://img.youtube.com/vi/WAmQzNUrnyA/2.jpg" alt="" /></a></span>
<br />Filed under: <a href='http://riccardodellosbarba.wordpress.com/category/ambiente/'>ambiente</a>, <a href='http://riccardodellosbarba.wordpress.com/category/politica/'>politica</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/riccardodellosbarba.wordpress.com/1403/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/riccardodellosbarba.wordpress.com/1403/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/riccardodellosbarba.wordpress.com/1403/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/riccardodellosbarba.wordpress.com/1403/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/riccardodellosbarba.wordpress.com/1403/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/riccardodellosbarba.wordpress.com/1403/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/riccardodellosbarba.wordpress.com/1403/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/riccardodellosbarba.wordpress.com/1403/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/riccardodellosbarba.wordpress.com/1403/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/riccardodellosbarba.wordpress.com/1403/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/riccardodellosbarba.wordpress.com/1403/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/riccardodellosbarba.wordpress.com/1403/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/riccardodellosbarba.wordpress.com/1403/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/riccardodellosbarba.wordpress.com/1403/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&amp;blog=3404516&amp;post=1403&amp;subd=riccardodellosbarba&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Piove su Hofer</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 08:52:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Dello Sbarba</dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[L´ANNO SANTO HOFERIANO NON POTEVA CONCLUDERSI MEGLIO: CON &#8220;REGEN ÜBERS LAND&#8221;  HANS KARL PETERLINI DISSACRA LA MITOLOGIA  DELL&#8217;EROE E DELL&#8217;AMOR PATRIO. Un editoriale &#8211; recensione di Florian Kronbichler. L’Andreas Hofer, nostro eroe nazionale, era in verità il contrario della propria legenda. Un guerrigliero tentennante e pentito. Un fallito. Un eroe caso mai fu quel tale [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&amp;blog=3404516&amp;post=1395&amp;subd=riccardodellosbarba&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
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<p><strong>L´ANNO SANTO HOFERIANO</strong><strong> NON POTEVA CONCLUDERSI MEGLIO: CON &#8220;REGEN ÜBERS LAND&#8221;  HANS KARL PETERLINI DISSACRA LA MITOLOGIA  DELL&#8217;EROE E DELL&#8217;AMOR PATRIO.<br />
</strong></p>
<p><strong><em>Un editoriale &#8211; recensione di Florian Kronbichler. </em></strong></p>
<p>L’Andreas Hofer, nostro eroe nazionale, era in verità il contrario della propria legenda. Un guerrigliero tentennante e pentito. Un fallito. Un eroe caso mai fu quel tale Raffl che nella storia tirolese è entrato quale traditore dell’Hofer, il Giuda della situazione, insomma. Era figura squallida, vittima prima che protagonista del proprio destino, ma almeno era lucido. Giuda Raffl si rese conscio per primo dell’inutilità, anzi dell’idiozia di tutta quell’impresa marziale.</p>
<p>La  santina Katharina Lanz, “ragazza di Spinges”, che avrebbe buttato giù dal muro del cimitero i granatieri napoleonici scannandoli con la forca da letame? Altro che Jeanne d’Arc del Tirolo! Erano allucinazioni di un’anima infantile turbata dalle croniche violenze sessuali subite in stalla da parte del suo padrone-contadino. E vogliamo tacere di padre Joachim (Haspinger), cappuccino fanatico oltre che opportunista e – già che siamo in tema &#8211; pure lui complessato da frustrazioni psichiche, sessuali per di più.</p>
<p><span id="more-1395"></span></p>
<p>Sarà l’ultima volta, giuro, che mi occupo qui di Andreas Hofer e del suo “anno 9”. In settimana, sabato 20 febbraio, ricorre il 200esimo anniversario della fucilazione dell’eroe e quindi si chiude il nostro anno santo. Andranno ancora in pellegrinaggio a Mantova, luogo di morte e all’occasione santuario del patrono secolare del Tirolo, ci saranno i capitani dei tre Tiroli (Innsbruck, Bolzano, Trento), un bel po’ di Schützen, l’ufficio stampa della Provincia ha avvertito che da Bolzano partirà un apposito pullman invitando i giornalisti ad approfittarsene. Tutto sommato “l’anno di memoria” finirà a sollievo di tutti tranquillo. Si era annunciato all’insegna di riarmamenti ideologici e non solo.</p>
<p>Considero poetico e sembra provvidenziale che a chiudere il giubileo sia un teatro scritto dal collega-giornalista Hans Karl Peterlini e messo in scena dal drammaturgo Roland Selva ad Egna, con ultima replica proprio il giorno di morte di Andreas Hofer. Si chiama “Regen übers Land” (code fra terroristi) ed è – a fine orgia &#8211; un salutare smaltimento di tutti i miti di cui crediamo di non poter far senza. Peterlini, senza cedere a facili ironie, smonta uno per uno i “valori sacri” dell’essere tirolese, tipo eroismo, identità, amor patrio, Heimat, scoprendo in ognuno di essi la sublimazione di problemi molto più banali, più umani. Non si ferma ad Andreas Hofer e ai suoi “eroi di liberazione” che appunto ne escono malconci come descritti sopra. L’autore li collega ai loro “colleghi” dinamitardi anni 60 e servizi segreti vari, sgusciandone comuni complessi e debolezze.</p>
<p>È il sottile psicodramma del tirolese radicale, integralista, tendenzialmente ipocrita, quindi frustrato, tipo tanti di noi insomma. Una chiusura autocritica e al disincanto.</p>
<p><em><strong>Florian Kronbichler, 14 febbraio 2010</strong></em></p>
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		<title>&#8220;Una nuova Opzione&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 09:53:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Dello Sbarba</dc:creator>
				<category><![CDATA[convivenza]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2010/01/vienna-parlamento.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1389" title="VIENNA PARLAMENTO" src="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2010/01/vienna-parlamento.jpg?w=500" alt=""   /></a></p>
<p><strong>DOPPIA CITTADINANZA: </strong><strong>PERCHE&#8217; VIENNA BOMBARDA IL QUARTIER GENERALE SVP. QUALCHE RIFLESSIONE E UN&#8217;AUTOCRITICA.</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p>“Sarebbe una nuova opzione, spaccherebbe il Sudtirolo tra Optanti (per la cittadinanza austriaca aggiuntiva) e Dableiber (nella sola cittadinanza italiana), e in entrambi i fronti starebbero anche persone di lingua tedesca e ladina. In più, sarebbe la disdetta dell’accordo di Parigi, fondamento dell’autonomia, che prevedeva per gli optanti del 1939 il riacquisto della cittadinanza italiana, non una doppia cittadinanza. Su questa proposta non ci sarà mai consenso in Austria”.</p>
<p>Questa argomentazione di Andreas Kohl , da sempre “padrino” della causa sudtirolese nel parlamento di Vienna, sono definitive (e ricordano l&#8217;accusa di Alex langer contro il censimento etnico del 1981): le fantasie della Svp sulla doppia cittadinanza si sono rivelate delle stupidaggini. Anche nella versione discussa su questo blog un anno fa (vedi: http://riccardodellosbarba.wordpress.com/2009/02/24/sowohl-als-auch/)</p>
<p><span id="more-1388"></span></p>
<p>Certo, le ipotesi che io feci un anno fa erano ben diverse da quelle prospettate dalla Svp: per me la doppia cittadinanza doveva essere data a tutti i cittadini della provincia di Bolzano che avessero qui diritti elettorali, dunque italiani e immigrati compresi. Era l’idea di una cittadinanza mista, che poteva essere estesa a tutte le aree d’Europa contese tra stati e mistilingui. Ben diversa l’idea della Svp: la cittadinanza austriaca riconosciuta solo a chi può vantare origini storiche austriache pre-1919, che dividerebbe anche il mondo tedesco e ladini in persone di serie A e di serie B, oltre ad escludere totalmente gli italiani e gli immigrati.</p>
<p>Ma anche nella mia versione, territoriale e per tutti, invece che storica e per pochi, c’era un vizio di origine: quello di dare rilievo, ancora una volta, agli stati nazionali. Due cittadinanze nazionali invece di una non cambia il quadro, cioè il muoversi dentro categorie ottocentesche, anche se diluite e di “condominio” (ma anche il termine condominio, usato da Sergio Romano per avanzare una simile proposta, nasconde un concetto “proprietario” della realtà: i due stati “proprietari” del Sudtirolo).</p>
<p>Erhard Busek, ex vicecancelliere austriaco, avanza sulla ff la proposta di una “cittadinanza europea”: cioè non una doppia statualità, ma una cittadinanza continentale da dare a zone simili al Sudtirolo. Una specie di “territorio europeo”. Idea interessante, che recepirebbe il buone della mia idea togliendo il cattivo (il protagonismo degli stati nazionali), ma purtroppo in questo momento fumosa ed irrealistica: una cittadinanza europea non esiste attualmente e non vorrebbe dire nulla. Potrà esistere solo quando l’Europa avrà più solide fondamenta politiche e democratiche. Oggi un “passaporto europeo” non darebbe alcun diritto in più a chi lo ha, ma molti diritti in meno.</p>
<p>Resta da capire perché oggi dall’Austria arrivano smentite così radicali ed unanimi alla proposta Svp. L’impressione è che a Vienna si giudichi ormai questo un partito allo sbando, diventato da fattore di stabilità fattore di instabilità del confine sud e delle relazioni tra Vienna e Roma e tra Vienna e l’Europa. Spaventa a Vienna la superficialità con cui i dirigenti Svp passano da una trovata all’altra, dando solo spazio alla destra tedesca. Vienna non si vuole più far tirare per la giacca da una Svp che sbanda da tutte le parti, non può affidare la propria politica estera a un partitino egoista e viziato. Infine, non dimentichiamo che a tirar fuori la proposta della doppia cittadinanza per i sudtirolesi DOC sono stati i Freiheitlichen austriaci e il loro leader rampante Heinz-Christian Strache che in questo momento va forte nei sondaggi e minaccia di diventare il nuovo Haider, ma su scala nazionale. Potevano democristiani e socialisti di Vienna appoggiare una proposta FPÖ solo per coprire le spalle ai cugini impazziti della Svp? Non potevano, ovviamente. Sommando tutto, a Vienna comincia a circolare il dubbio che ormai la Svp sia un partito da rottamare, cominciando a pensare al “dopo” (e forse ad accelerare il “dopo”).</p>
<p>Naturalmente ci sono anche preoccupazioni meno nobili: per esempio il timore di Vienna che gli si apra una vertenza interna sulla minoranza slovena e che anch’essa possa pretendere una doppia cittadinanza. Vienna ha sempre tenuto separata la questione sudtirolese da quella slovena: un gioco di prestigio che potrebbe essere mandato in rovina dalle trovate dei “cugini” a sud del Brennero.</p>
<br />Pubblicato in: convivenza, mondo, politica  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/riccardodellosbarba.wordpress.com/1388/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/riccardodellosbarba.wordpress.com/1388/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/riccardodellosbarba.wordpress.com/1388/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/riccardodellosbarba.wordpress.com/1388/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/riccardodellosbarba.wordpress.com/1388/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/riccardodellosbarba.wordpress.com/1388/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/riccardodellosbarba.wordpress.com/1388/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/riccardodellosbarba.wordpress.com/1388/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/riccardodellosbarba.wordpress.com/1388/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/riccardodellosbarba.wordpress.com/1388/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/riccardodellosbarba.wordpress.com/1388/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/riccardodellosbarba.wordpress.com/1388/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/riccardodellosbarba.wordpress.com/1388/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/riccardodellosbarba.wordpress.com/1388/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&amp;blog=3404516&amp;post=1388&amp;subd=riccardodellosbarba&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">VIENNA PARLAMENTO</media:title>
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		<title>Bye Bye Hofer</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Dec 2009 15:55:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Dello Sbarba</dc:creator>
				<category><![CDATA[convivenza]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[Col Duemilanove  il bicentenario finisce e porta via i casini, i bisticci, le risse. Per l&#8217;eterno riposo cui finalmente ritorno sombrero e scimitarra son solo un ingombro. Una preghiera infine per il Presidente, al prossimo &#8220;Anno Nove&#8221; &#8211; bitte &#8211; non mi svegliate per niente. (dalla &#8220;Zett&#8221; del 27 dicembre 2009) Pubblicato in: convivenza, cultura<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&amp;blog=3404516&amp;post=1377&amp;subd=riccardodellosbarba&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2009/12/ciao-hofer1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1379" title="ciao hofer" src="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2009/12/ciao-hofer1.jpg?w=500&#038;h=902" alt="" width="500" height="902" /></a></p>
<p style="text-align:center;">Col Duemilanove  il bicentenario finisce</p>
<p style="text-align:center;">e porta via i casini, i bisticci, le risse.</p>
<p style="text-align:center;">Per l&#8217;eterno  riposo cui finalmente ritorno</p>
<p style="text-align:center;">sombrero e scimitarra son solo un ingombro.</p>
<p style="text-align:center;">Una preghiera infine per il Presidente,</p>
<p style="text-align:center;">al prossimo &#8220;Anno Nove&#8221; &#8211; bitte &#8211; non mi svegliate per niente.</p>
<p style="text-align:center;"><em>(dalla &#8220;Zett&#8221; del 27 dicembre 2009)</em></p>
<br />Pubblicato in: convivenza, cultura  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/riccardodellosbarba.wordpress.com/1377/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/riccardodellosbarba.wordpress.com/1377/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/riccardodellosbarba.wordpress.com/1377/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/riccardodellosbarba.wordpress.com/1377/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/riccardodellosbarba.wordpress.com/1377/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/riccardodellosbarba.wordpress.com/1377/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/riccardodellosbarba.wordpress.com/1377/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/riccardodellosbarba.wordpress.com/1377/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/riccardodellosbarba.wordpress.com/1377/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/riccardodellosbarba.wordpress.com/1377/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/riccardodellosbarba.wordpress.com/1377/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/riccardodellosbarba.wordpress.com/1377/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/riccardodellosbarba.wordpress.com/1377/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/riccardodellosbarba.wordpress.com/1377/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&amp;blog=3404516&amp;post=1377&amp;subd=riccardodellosbarba&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>Diritto all&#8217;acqua: sì dal Sudtirolo</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Dec 2009 11:10:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Dello Sbarba</dc:creator>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano ha approvato oggi a larga maggioranza una mozione di noi VerdiGrüne-Verc che ribadisce che l’acqua è un bene pubblico comune e un diritto umano primario. Per questo non va privatizzata. La mozione indica i principi generali a cui deve ispirarsi la politica dell’acqua in provincia di Bolzano: come [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&amp;blog=3404516&amp;post=1366&amp;subd=riccardodellosbarba&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2009/12/h2oro1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1369" title="h2oro" src="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2009/12/h2oro1.jpg?w=500" alt=""   /></a></p>
<p><strong>Il Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano ha  approvato oggi a larga maggioranza una mozione di noi VerdiGrüne-Verc che ribadisce che  l’acqua è un bene pubblico comune e un diritto umano primario. Per questo non va privatizzata.</strong></p>
<p>La mozione indica i principi  generali a cui deve ispirarsi la politica dell’acqua in provincia di Bolzano:  come diritto umano universale, l’accesso all’acqua deve essere sottratto alle  logiche del mercato e deve essere garantito a tutti con un servizio idrico  pubblico improntato ai criteri della solidarietà, della equità, del rispetto  dell’ambiente e del risparmio delle risorse.</p>
<p>Il Consiglio impegna anche la giunta  provinciale a operare in ogni sede per  arrivare all’annullamento del decreto legge 135/2009 sulla privatizzazione; a  impugnarlo davanti alla Corte Costituzionale per violazione delle competenze dell’autonomia altoatesina; a migliorare  ancora di più la gestione pubblica dell’acqua nel nostro territorio e a lanciare  una campagna di sensibilizzazione della popolazione sull’acqua come diritto  umano universale.</p>
<p>Dopo l’approvazione da parte del  consiglio regionale della mozione dei Verdi <a href="http://www.regione.taa.it/archivi/dbase/consiglio_regionale/mozioni/upload/mozione13def_20091020112220.pdf" target="_blank">&#8220;Sì al clima, no al nucleare&#8221;</a>,  l’approvazione oggi della nostra mozione sull’acqua pubblica rappresenta un  secondo importante passo che abbiamo promosso con successo per schierare le istituzioni  locali su una corretta politica di ambiente e giustizia.</p>
<p>Di seguito il testo della mozione approvata.</p>
<p><span id="more-1366"></span></p>
<p><strong>ORDINE DEL GIORNO N. 30</strong></p>
<p><strong>ai disegni di legge provinciale n. 49/05 e n. 50/09</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>L&#8217;acqua è un bene pubblico</strong><strong> </strong></p>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td width="658" valign="top">L&#8217;acqua come bene   comune dell&#8217;umanità è un diritto sancito da molte dichiarazioni internazio­nali   per i diritti umani. Il suo utilizzo deve essere re­golamentato avendo come   unico obiettivo il sod­disfacimento dell&#8217;interesse pubblico, ovvero del­l&#8217;interesse   di tutti di disporre di acqua pulita e a basso prezzo per le necessità   primarie. Questo è quanto si è verificato finora in Alto Adige anche grazie   alla proprietà pubblica degli acquedotti e delle società che ne gestiscono la   distribuzione.</td>
</tr>
<tr>
<td width="658" valign="top"></td>
</tr>
<tr>
<td width="658" valign="top">La stessa Comunità   europea si è espressa in que­sta direzione. La risoluzione del Parlamento eu­ropeo   del 15 marzo 2006 dichiara &#8220;l&#8217;acqua come un bene comune   dell&#8217;umanità&#8221; e chiede che siano esplicati tutti gli sforzi necessari a   garantire l&#8217;ac­cesso all&#8217;acqua alle popolazione più povere entro il 2015 e   insiste affinché &#8220;la gestione delle risorse idriche si basi su   un&#8217;impostazione partecipativa e integrata che coinvolga gli utenti e i   responsabili decisionali nella definizione delle politiche in ma­teria di   acqua livello locale e in modo democra­tico&#8221;.</td>
</tr>
<tr>
<td width="658" valign="top">Inoltre, la   risoluzione del Parlamento europeo dell&#8217;11 marzo 2004 sulla strategia per il   mercato interno – priorità 2003-2006 – già affermava, al paragrafo 5,   &#8220;essendo l&#8217;acqua un bene comune dell&#8217;umanità, la gestione delle risorse   idriche non deve essere assoggettata alle norme del mercato interno&#8221;.</td>
</tr>
<tr>
<td width="658" valign="top">Gli stessi organi   della UE hanno più volte sottoli­neato che alcune categorie di servizi non   sono sottoposte al principio comunitario della concor­renza; si veda ad   esempio la Comunicazione della Commissione al Parlamento Europeo COM (2004)   374: &#8220;…le autorità pubbliche competenti (Stato, Regioni, Comuni) sono   libere di decidere se for­nire in prima persona un servizio di interesse   generale o se affidare tale compito a un altro ente (pubblico o   privato)&#8221;; è peraltro noto che non esiste alcuna norma europea che   sancisce l&#8217;obbligo per le imprese pubbliche di trasformarsi in società   private (come ribadito da: Corte di giustizia CE, 2005; Commissione CE 2003 e   2006; Parlamento CE, 2006).</td>
</tr>
<tr>
<td width="658" valign="top"></td>
</tr>
<tr>
<td width="658" valign="top">Ora, con l&#8217;articolo   15 del decreto legge 25 set­tembre 2009, n. 135 &#8220;Disposizioni urgenti   per l&#8217;attuazione di obblighi comunitari e per l&#8217;esecu­zione di sentenze della   Corte di giustizia della Comunità europea&#8221; che detta le norme per l&#8217;ade­guamento   alla disciplina comunitaria in materia di servizi pubblici locali di   rilevanza economica lo Stato disciplina in maniera nuova tutta la materia   prevedendo la privatizzazione della gestione dei servizi idrici.</td>
</tr>
<tr>
<td width="658" valign="top">In base alla nuova   normativa il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali dovrà   avvenire in via ordinaria tramite gara ad evidenza pubblica a cui potranno   partecipare imprenditori o società in qualunque forma costituite oppure   direttamente a società a partecipazione mista pubblico privata che vedano il   socio privato con almeno il 40 per cento della proprietà e titolare dei   compiti operativi connessi alla gestione.</td>
</tr>
<tr>
<td width="658" valign="top">Per situazioni   eccezionali che non permettono un efficace e utile ricorso al mercato, in   deroga alle mo­dalità ordinarie, la gestione dei servizi può es­se­re   affidata a società a capitale interamente pub­blico svolgenti la loro   attività prevalente­men­te nell&#8217;ambito dell&#8217;ente, o degli enti pubblici che   la controllano.</td>
</tr>
<tr>
<td width="658" valign="top">Il decreto detta   anche le scadenze entro cui do­vranno essere affidati i servizi e le date di   deca­denza degli attuali affidamenti. La privatizzazione dovrà   improrogabilmente concludersi il 31 di­cem­bre 2011.</td>
</tr>
<tr>
<td width="658" valign="top">Il decreto, che   riguarda il servizio idrico, i servizi di igiene ambientale e in parte i   trasporti, av­rebbe un impatto enorme nella nostra provin­cia in quanto   attualmente tali servizi, in partico­lare il servizio idrico, sono gestiti da   società pub­bliche.</td>
</tr>
<tr>
<td width="658" valign="top"></td>
</tr>
<tr>
<td width="658" valign="top">Le diverse   esperienze di privatizzazione dei ser­vizi idrici non hanno dato risultati   apprezzabili portando, in generale, a un aumento delle tariffe, alla   riduzione degli investimenti e all&#8217;abbassa­mento della qualità del servizio   stesso, tanto che sono in essere anche esperienze di ri-pubblicizza­zione dei   servizi idrici.</td>
</tr>
<tr>
<td width="658" valign="top">La più clamorosa è   forse quella della città di Pa­rigi che nel 1985 aveva affidato a due società   multinazionali, Veolia e Suez, la distribuzione e fat­turazione delle acque   pubbliche per poi deci­dere, nel novembre dello scorso anno, che dal 1°   gennaio 2010 la gestione delle acque pubbliche dovrà passare nelle mani di un   ente di diritto pubblico che si occuperà di ogni singola fase: dalla   captazione, alle fonti, alla fatturazione. I motivi del ripensamento parigino   sono espliciti: 25 anni di gestione privata hanno portato a un aumento   sistematico dei prezzi non accompa­gnato da un conseguente miglioramento dei   ser­vizi, ma anzi da una lunga serie di abusi, prezzi gonfiati, casi di   corruzione e invecchiamento delle strutture non sostenute da investimenti.</td>
</tr>
<tr>
<td width="658" valign="top"></td>
</tr>
<tr>
<td width="658" valign="top">Per quanto riguarda   la nostra Provincia auto­noma, la gestione dell&#8217;acqua, come bene prima­rio   indisponibile, impone di far valere le nostre prerogative statutarie mettendo   in campo tutti gli strumenti giuridici, politici e amministrativi per evitare   la trasformazione di tale bene primario in una semplice merce gestita secondo   le regole del profitto. La Provincia di Bolzano ha competenza legislativa   nell&#8217;utilizzazione della acque pubbliche e nell&#8217;assunzione diretta di servizi   pubblici e nella loro gestione a mezzo di aziende speciali (artt. 8 e 9   Statuto). La Provincia ha inoltre la compe­tenza di recepire le direttive   europee adeguan­dole alle norme dello Statuto.</td>
</tr>
<tr>
<td width="658" valign="top"></td>
</tr>
<tr>
<td width="658" valign="top">Tutto ciò   considerato,</td>
</tr>
<tr>
<td width="658" valign="top"></td>
</tr>
<tr>
<td width="658" valign="top"><strong>IL CONSIGLIO DELLA   PROVINCIA</strong></p>
<p><strong>AUTO­NOMA DI BOLZANO</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="658" valign="top"></td>
</tr>
<tr>
<td width="658" valign="top">fa propri i seguenti   principi e si impegna a muo­versi in coerenza con essi:</td>
</tr>
<tr>
<td width="658" valign="top"></td>
</tr>
<tr>
<td width="658" valign="top">1.  l&#8217;acqua è un bene comune, un diritto umano universale   non assoggettabile a meccanismi di mercato;</td>
</tr>
<tr>
<td width="658" valign="top"></td>
</tr>
<tr>
<td width="658" valign="top">2.  la disponibilità e l&#8217;accesso individuale e collet­tivo   all&#8217;acqua potabile sono garantiti in quanto diritti inalienabili e   inviolabili della persona uma­na e si estrinsecano nell&#8217;impegno a garan­tire   ai cittadini un minimo vitale giornaliero;</td>
</tr>
<tr>
<td width="658" valign="top"></td>
</tr>
<tr>
<td width="658" valign="top">3.  la proprietà e la gestione del servizio idrico devono   essere pubbliche e improntante a cri­teri di equità, solidarietà (anche in   rapporto alle generazioni future), risparmio e rispetto degli equilibri   ecologici;</td>
</tr>
<tr>
<td width="658" valign="top"></td>
</tr>
<tr>
<td width="658" valign="top">4.  il consumo umano potabile delle risorse idriche deve   avere la priorità rispetto ad altri usi;</td>
</tr>
<tr>
<td width="658" valign="top"></td>
</tr>
<tr>
<td width="658" valign="top">5.  il servizio idrico integrato è un servizio pubblico   essenziale, di interesse generale, privo di rile­vanza economica, e come tale   non soggetto al­la disciplina della concorrenza ma rientrante nel­la   competenza esclusiva della Provincia;</td>
</tr>
<tr>
<td width="658" valign="top"></td>
</tr>
<tr>
<td width="658" valign="top">In base a questi   principi,</td>
</tr>
<tr>
<td width="658" valign="top"></td>
</tr>
<tr>
<td width="658" valign="top"><strong>IL CONSIGLIO DELLA   PROVINCIA</strong></p>
<p><strong>AUTO­NOMA DI BOLZANO</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="658" valign="top"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="658" valign="top"><strong>impegna</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="658" valign="top"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="658" valign="top"><strong>la Giunta   provinciale:</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="658" valign="top"></td>
</tr>
<tr>
<td width="658" valign="top">1.  ad agire in ogni sede e con ogni mezzo utile,   ricercando la collaborazione con le altre Re­gi­oni a cominciare da quelle a   Statuto speciale, per scongiurare la privatizzazione dell&#8217;acqua e della sua   distribuzione;</td>
</tr>
<tr>
<td width="658" valign="top"></td>
</tr>
<tr>
<td width="658" valign="top">2.  a valutare la possibilità di impugnare dinanzi alla   Corte costituzionale l&#8217;art. 15 del Decreto leg­ge 25 settembre 2009, n. 135   &#8220;Disposizioni urgenti per l&#8217;attuazione di obblighi comunitari e per   l&#8217;esecuzione di sentenze della Corte di giu­stizia della Comunità   europea&#8221; con ricorso a difesa dell&#8217;autonomia provinciale;</td>
</tr>
<tr>
<td width="658" valign="top"></td>
</tr>
<tr>
<td width="658" valign="top">3.  a difendere le proprie competenze autono­mi­sti­che   anche nel caso che tale de­creto resti in vigore, appellandosi a quella parte   dell&#8217;articolo 15 del suddetto decreto che stabilisce la possi­bilità di   derogare alla privatiz­zazione per quelle situazioni in cui è dimostra­bile   che il ricorso al mercato non sarebbe né efficace né utile. L&#8217;ar­gomento che   la Provincia deve utiliz­zare è che l&#8217;attuale gestione pubblica dell&#8217;ac­qua   in provin­cia di Bolzano garantisce gia alti li­velli di efficienza e utilità   sociale;</td>
</tr>
<tr>
<td width="658" valign="top"></td>
</tr>
<tr>
<td width="658" valign="top">4.  a migliorare sempre di più la gestione pubblica   dell&#8217;acqua in provincia di Bolzano, in sintonia con l&#8217;interesse della   popolazione e dell&#8217;am­bien­te, in modo che non possa mai essere messa in   discussione da nessuno la conve­nienza a lasciare la gestione idrica in mani   pubbliche;</td>
</tr>
<tr>
<td width="658" valign="top"></td>
</tr>
<tr>
<td width="658" valign="top">5.    a promuovere a livello   provinciale una azione congiunta di enti locali, di soggetti pubblici e della   società civile per la difesa dell&#8217;acqua pub­blica, promuovendo altresì   coerenti cam­pagne di sensibilizzazione della popolazione, me­dian­te mirate   azioni di educazione, di for­mazione e di comunicazione.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Firmato cons. prov.</p>
<p>Riccardo  Dello Sbarba</p>
<p>Hans  Heiss</p>
<p>Approvato dal Consiglio provinciale di Bolzano con soli 3 voti contrari (dei consiglieri del PDL)</p>
<p>Bolzano, 17 dicembre 2009</p>
<br />Pubblicato in: ambiente, mondo  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/riccardodellosbarba.wordpress.com/1366/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/riccardodellosbarba.wordpress.com/1366/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/riccardodellosbarba.wordpress.com/1366/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/riccardodellosbarba.wordpress.com/1366/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/riccardodellosbarba.wordpress.com/1366/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/riccardodellosbarba.wordpress.com/1366/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/riccardodellosbarba.wordpress.com/1366/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/riccardodellosbarba.wordpress.com/1366/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/riccardodellosbarba.wordpress.com/1366/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/riccardodellosbarba.wordpress.com/1366/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/riccardodellosbarba.wordpress.com/1366/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/riccardodellosbarba.wordpress.com/1366/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/riccardodellosbarba.wordpress.com/1366/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/riccardodellosbarba.wordpress.com/1366/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&amp;blog=3404516&amp;post=1366&amp;subd=riccardodellosbarba&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Riccardo Dello Sbarba</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Artiglieria da montagna</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 15:43:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Dello Sbarba</dc:creator>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[MENTRE A COPENAGHEN SI DISCUTE DI RISCALDAMENTO DEL PIANETA, IN SUDTIROLO L’INDUSTRIA DELLO SCI CHIEDE DECINE DI NUOVI BACINI ARTIFICIALI E MILIONI DI LITRI D’ACQUA PER L’INNEVAMENTO ARTIFICIALE. I Sudtirolo i bacini per l&#8217;innevamento artificiale hanno capacità complessiva di 900 mila metri cubi di acqua. Gli impiantisti e la “Tis”, società a controllo provinciale, hanno [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&amp;blog=3404516&amp;post=1358&amp;subd=riccardodellosbarba&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2009/12/2007-cannoni-neve-19.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1360" title="2007 cannoni neve (19)" src="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2009/12/2007-cannoni-neve-19.jpg?w=500&#038;h=375" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p><strong>MENTRE A COPENAGHEN SI DISCUTE DI RISCALDAMENTO DEL PIANETA, IN SUDTIROLO L’INDUSTRIA DELLO SCI CHIEDE DECINE DI NUOVI BACINI ARTIFICIALI E MILIONI DI LITRI D’ACQUA PER L’INNEVAMENTO ARTIFICIALE.</strong></p>
<p>I Sudtirolo i bacini per l&#8217;innevamento artificiale hanno capacità complessiva di <strong>900 mila metri cubi di acqua</strong>. Gli impiantisti e la  “Tis”, società a controllo provinciale, hanno presentato uno studio (costato oltre 150 mila euro di denaro pubblico) in cui si propone la realizzazione di bacini artificiali in grado di stoccare “<strong>almeno 2,7 milioni di metri cubi in più” </strong>(arrivando dunque a 3,7 milioni di m3). L&#8217;ottimale, secondo lo studio, sarebbero 5 milioni di metri cubi in più (e farebbe 6 milioni).</p>
<p>La proposta è di realizzare <strong>dai 27 ai 50 nuovi enormi bacini artificiali</strong>, distribuiti in tutto il territorio provinciale, di una dimensione di poco inferiore ai 100 mila m3, in modo da non dover chiedere l’autorizzazione al magistrato delle acque a Venezia, preferendo fare le cose “in casa” (cioè con un accordo con la Provincia).</p>
<p>Il modello è il bacino di Carezza (quello scavato a suon di tritolo), della capacità di 96.000 metri cubi. Quel bacino per le cui dimensioni è stato detto: “E’ il secondo lago di Carezza” e che è costato l’abbattimento di un intero bosco alla vetta della collina sotto il Catinaccio (vedi in questo blog: <a href="../../../../../2009/11/04/carezza-anno-2009/">http://riccardodellosbarba.wordpress.com/2009/11/04/carezza-anno-2009/</a>).</p>
<p>L’idea di quadruplicare, o addirittura sestuplicare la quantità d’acqua stoccata per l’innevamento artificiale è una follia. Da dove verrebbe quest’acqua: dai nostri fiumi e torrenti, come dimostra l’esempio di Carezza. Ma i nostri fiumi e torrenti non sopporterebbero questo prelevamento e il paesaggio sarebbe trasformato in un gruviera di laghi artificiali circondati da reti metalliche.</p>
<p><span id="more-1358"></span></p>
<p>Già oggi stiamo superando il limite sostenibile di quantità d’acqua usata a questo scopo. Ricordo che è in discussione in Provincia il pianto di utilizzo delle acque, varato in prima lettura dalla giunta provinciale, e questo piano dà una gerarchia ben precisa. Cito il comunicato della Provincia: <em>“</em><strong><em>al primo posto l&#8217;approvvigionamento con acqua potabile, seguito da irrigazione e tutela contro il gelo in agricoltura e dalla quantità di acqua residua dei fiumi, fino ad arrivare all&#8217;utilizzo dell&#8217;acqua, nell&#8217;ordine, per attività industriali, innevamento artificiale e produzione di energia elettrica”</em></strong><em>.</em></p>
<p>Come si vede l’innevamento artificiale arriva in coda, subordinato a quasi tutti gli altri usi. Insomma, la proposta di questo studio degli impiantisti è in contrasto con il piano provinciale di utilizzo dell’acqua e probabilmente è stato presentato oggi proprio per far pressione sulla Provincia nel momento in cui si discute questo piano.</p>
<p>Facciamo un po’ di conti, per capire la dimensione del progetto degli impiantisti. Oggi in provincia di Bolzano sono utilizzati per l’innevamento artificiale quasi 6 milioni di m3 (vedi tabella); la Provincia nel suo piano di uso delle acque non prevede un aumento, anzi una riduzione (con scenari fino a scendere a 3,5 milioni di m3). Visto che – data la configurazione delle piste &#8211; solo una parte dell’acqua per cannoni può essere stoccata in bacini, è chiaro che pensare di metterne 6 milioni di m3 in bacini artificiali, o anche 3,7 milioni, significa aumentare di molto la quantità complessiva (bacini + captazione diretta) usata per la neve artificiale.</p>
<p>M3 D&#8217;ACQUA UTILIZZATA PER INNEVAMENTO ARTIFICIALE IN ALTO ADIGE<a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2009/12/neve-artificiale.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1359" title="neve artificiale" src="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2009/12/neve-artificiale.jpg?w=500" alt=""   /></a></p>
<p>E qui si apre un gravissimo problema ambientale. Se si realizzassero davvero questi 27, o anche 50, bacini artificiali in più, che cosa diventerebbe il nostro paesaggio, il nostro ambiente? Un gruviera di finti laghetti circondati da 2  metri di rete metallica. Sestuplicare i m3 d’acqua stoccati per neve artificiale significa sestuplicare l’infrastrutturazione della montagna. Significa sestuplicare il cemento, le turbine e le pompe, i chilometri di tubi di plastica, cavi elettrici e cavi in fibra ottica che servono per far funzionare gli impianti. Così la montagna si industrializza e si artificializza, perde completamente la sua naturalità.</p>
<p>Ciò che si guadagna nella stagione invernale – la “neve garantita” che attira i turisti dello sci – si perde nelle altre stagioni, primavera e estate, quando il turismo deve offrire ambiente e natura, la montagna come esperienza di ricreazione e rigenerazione rispetto al mondo urbano-industriale. Se la montagna si industrializza, quando la neve si ritira mostrerà le sue cicatrici di cemento e allontanerà il turismo dolce ed ecologico, indispensabile nelle stagioni non invernali. In questo modo il turismo dell’industria dello sci rischia di compromettere il turismo delle altre stagioni.</p>
<p>Oggi di fronte ai cambiamenti climatici, al surriscaldamento del pianeta e alla prevista mancanza di neve (e di temperature che consentano nel lungo periodo il funzionamento dei cannoni da neve) sotto i 1500 metri, tutti gli esperti consigliamo di puntare su un “turismo delle 4 stagioni” che si liberi dalla dipendenza dall’industria dello sci. Esattamente il contrario di quanto propongono gli impiantisti col loro piano.</p>
<p>Inoltre nei dati degli impiantisti c’è qualcosa che non torna: loro parlano di “capacità dei bacini”, di 1 milione di m3, ma bisogna parlare di “quantità di acqua consentita per l’innevamento”. Oggi sono quasi 6 milioni di m3, mentre la Provincia nel suo piano di uso delle acque ne prevede 3,5 milioni m3 complessivi. Come si fa a metterne 6 milioni, ma anche 3,7, solo nei bacini?</p>
<p>Se la Provincia accetta questa proposta vuol dire che compromette il proprio piano ancor prima di averlo approvato.</p>
<br />Pubblicato in: ambiente  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/riccardodellosbarba.wordpress.com/1358/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/riccardodellosbarba.wordpress.com/1358/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/riccardodellosbarba.wordpress.com/1358/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/riccardodellosbarba.wordpress.com/1358/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/riccardodellosbarba.wordpress.com/1358/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/riccardodellosbarba.wordpress.com/1358/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/riccardodellosbarba.wordpress.com/1358/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/riccardodellosbarba.wordpress.com/1358/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/riccardodellosbarba.wordpress.com/1358/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/riccardodellosbarba.wordpress.com/1358/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/riccardodellosbarba.wordpress.com/1358/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/riccardodellosbarba.wordpress.com/1358/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/riccardodellosbarba.wordpress.com/1358/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/riccardodellosbarba.wordpress.com/1358/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&amp;blog=3404516&amp;post=1358&amp;subd=riccardodellosbarba&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Apartheid sul treno</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 23:06:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Dello Sbarba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[STORIE DI QUOTIDIANA XENOFOBIA. EGNA, SUDTIROLO: UN PACHISTANO GETTATO GIU&#8217; DAL TRENO DA UN CONTROLLORE APPLAUDITO DA ALTRI VIAGGIATORI. IN UNA NOSTRA INTERROGAZIONE IN CONSIGLIO LA DENUNCIA DEI FATTI E LE PROPOSTE: ACCERTARE LA VERITA&#8217;, PUNIRE IL RAZZISMO, INSERIRE UN CODICE ANTI-DISCRIMINAZIONE NEL CONTRATTO DI SERVIZIO TRA PROVINCIA E TRENITALIA. Leggi di seguito i fatti [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&amp;blog=3404516&amp;post=1348&amp;subd=riccardodellosbarba&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:left;"><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2009/12/apartheid.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1356" title="apartheid" src="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2009/12/apartheid.jpg?w=500" alt=""   /></a></p>
<p style="text-align:left;"><strong>STORIE DI QUOTIDIANA XENOFOBIA. EGNA, SUDTIROLO: UN PACHISTANO GETTATO GIU&#8217; DAL TRENO DA UN CONTROLLORE APPLAUDITO DA ALTRI VIAGGIATORI. IN UNA NOSTRA INTERROGAZIONE IN CONSIGLIO LA DENUNCIA DEI FATTI E LE PROPOSTE: ACCERTARE LA VERITA&#8217;, PUNIRE IL RAZZISMO, INSERIRE UN CODICE ANTI-DISCRIMINAZIONE NEL CONTRATTO DI SERVIZIO TRA PROVINCIA E TRENITALIA.<br />
</strong></p>
<p style="text-align:left;">Leggi di seguito i fatti e le nostre proposte.<strong><br />
</strong></p>
<p><span id="more-1348"></span></p>
<p style="text-align:center;"><strong>Interrogazione</strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong>Egna, atti di discriminazione sul treno.</strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong>Servono norme anti-discriminazione nel contratto di servizio Provincia-Trenitalia.</strong></p>
<p>Sulla edizione del giornale “Alto Adige” del 29 novembre si è potuta leggere la seguente cronaca, che per la sua gravità riportiamo per intero:</p>
<p>“EGNA. Gli ha urlato di scendere immediatamente dal treno, poi gli ha gettato i documenti dal finestrino e, quando il passeggero è sceso per raccoglierli, il controllore ha chiuso le porte e fatto ripartire il convoglio lasciando l’uomo a terra. È accaduto a Egna quando il treno s’è fermato in stazione.<br />
L’episodio è accaduto venerdì della scorsa settimana verso l’ora di pranzo. Il treno è il regionale 10920. Una coppia giovane, di origini pakistane, sale sul treno regionale che da Trento porta a Bolzano. Passa il controllore &#8211; probabilmente veneto &#8211; e chiede il biglietto alla coppia straniera, che ne è sprovvista. Il controllore inizia ad alzare la voce e richiede più volte il biglietto ai passeggeri. Ai due stranieri viene quindi ordinato di scendere quando il treno è all’altezza della stazione di Egna. Vedendo che la coppia non ne vuole sapere, il controllore chiede i rispettivi documenti. Mosso da un gesto di stizza, li lancia poi all’esterno del vagone attraverso il finestrino. I documenti terminano sulla panchina lungo il binario. Il passeggero scende di corsa per riprendere i propri effetti personali. Nemmeno il tempo di raccogliere i documenti che il controllore ordina di chiudere le porte e far ripartire il treno, lasciando l’uomo a terra e la moglie sola sul treno. La donna scoppia a piangere.<br />
A questo punto il controllore ritorna orgoglioso nello scompartimento a prendersi gli applausi di alcuni passeggeri. Ma non tutti sono d’accordo e chiedono spiegazioni al controllore che replica: «Ne vedo ogni giorno di questi episodi, spesso gli stranieri sono senza biglietto e con loro bisogna usare questi metodi per fargli imparare la lezione. Devono rispettare le nostre regole».<br />
Ma altri passeggeri hanno ritenuto l’accaduto umiliante ed eccessivo: «Non sarebbe successo se il passeggero fosse stato italiano».</p>
<p>La gravità dell’episodio, se esso dovesse essere confermato, è evidente. Se infatti ciò che riporta il giornale fosse davvero accaduto (e non c’è stata smentita nei giorni successivi), si sarebbe trattato di un atto di discriminazione per motivi razziali bandito dalla nostra Costituzione e punito dal nostro codice penale, senza escludere la possibilità del reato di abuso in atti d&#8217;ufficio, visto che il controllore é pubblico ufficiale. Il minimo che si dovrebbe chiedere alle ferrovie è comunque un severo provvedimento disciplinare, poiché il controllore non ha attivato verso le persone trovate senza biglietto la prevista procedura, che contempla l’obbligo del pagamento sul treno di un biglietto maggiorato e, in caso di rifiuto, l’intervento della polizia ferrovieria alla stazione successiva. Niente può invece giustificare un atto così grave di intolleranza e discriminazione, tanto più in mezzo a una carrozza ferroviaria di un treno regionale.<br />
La verifica sulla veridicità di tale episodio e poi abbastanza semplice, visto che l’articolo riporta anche il numero del treno in questione, il regionale 10920, e la data. Accertare la verità è dunque impresa non difficile.<br />
La Provincia ha con Trenitalia un contratto di servizio che riguarda proprio i treni regionali, su cui si può viaggiare con biglietti emessi in loco e integrati con la rete di trasporto pubblico locale grazie a tale accordo. La Provincia dunque non può ignorare ciò che avviene sui treni, di cui condivide una qualche responsabilità.</p>
<p>Si chiede alla giunta provinciale:</p>
<p>1.	Come si è attivata la Giunta provinciale per accertare la veridicità dell’episodio citato dal giornale?<br />
2.	Se non si è ancora attivata, intende farlo chiedendo a Trenitalia e/o alla polizia ferroviaria di fare piena luce sull’episodio e prendere tutti i provvedimenti previsti dal codice penale e dalle norme interne alle ferrovie per sanzionare severamente un episodio che, se confermato, equivarrebbe a un gravissimo atto di discriminazione per motivi razziali?<br />
3.	Intende la Provincia autonoma, se si dovesse arrivare a un procedimento giudiziario, costituirsi parte civile in quanto – se l’episodio è vero e la magistratura dovesse attivare un procedimento – è stata lesa la pacifica convivenza, fondamento della nostra autonomia e principale bene da difendere anche per l’Ente-Provincia?<br />
4.	Intende la Provincia, alla luce di questo episodio, ricercare un’intesa con Trenitalia per inserire clausole anti-discriminazione (di qualsiasi discriminazione si tratti) all’interno del contratto di servizio, come parte integrante ed essenziale della qualità del servizio ferroviario che Treitalia deve garantire ai suoi/sue passeggeri/e e che la Provincia deve richiedere e tutelare?</p>
<p>Consiglieri provinciali<br />
Riccardo Dello Sbarba<br />
Hans Heiss</p>
<p>Bolzano, 30 novembre 2009</p>
<br />Pubblicato in: convivenza  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/riccardodellosbarba.wordpress.com/1348/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/riccardodellosbarba.wordpress.com/1348/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/riccardodellosbarba.wordpress.com/1348/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/riccardodellosbarba.wordpress.com/1348/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/riccardodellosbarba.wordpress.com/1348/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/riccardodellosbarba.wordpress.com/1348/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/riccardodellosbarba.wordpress.com/1348/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/riccardodellosbarba.wordpress.com/1348/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/riccardodellosbarba.wordpress.com/1348/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/riccardodellosbarba.wordpress.com/1348/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/riccardodellosbarba.wordpress.com/1348/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/riccardodellosbarba.wordpress.com/1348/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/riccardodellosbarba.wordpress.com/1348/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/riccardodellosbarba.wordpress.com/1348/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&amp;blog=3404516&amp;post=1348&amp;subd=riccardodellosbarba&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>CO2, l&#8217;equilibrio s&#8217;è rotto.</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 15:50:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Dello Sbarba</dc:creator>
				<category><![CDATA[convivenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Tra il 2000 e il 2008 l&#8217;aumento delle emissioni di anidride carbonica è stato del 29% nonostante la crisi. Senza azioni concrete la temperatura salirà di 6 gradi. La ricerca condotta da 31 ricercatori di sette nazioni. L&#8217;equilibrio fin qui esistente tra le emissioni di anidride carbonica (CO2) e la capacità di assorbimento da parte [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&amp;blog=3404516&amp;post=1342&amp;subd=riccardodellosbarba&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> <a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2009/11/cambio-climatico-w1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1343" title="cambio-climatico-w1" src="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2009/11/cambio-climatico-w1.jpg?w=500" alt=""   /></a></strong></p>
<p><strong>Tra il 2000 e il 2008 l&#8217;aumento delle emissioni di anidride carbonica è stato del 29% nonostante la crisi</strong><strong>. Senza azioni concrete la temperatura salirà di 6 gradi. La ricerca condotta da 31 ricercatori di sette nazioni.</strong></p>
<p><strong></strong>L&#8217;equilibrio fin qui esistente tra le emissioni di anidride carbonica (CO2) e la capacità di assorbimento da parte degli ambienti naturali, soprattutto gli oceani, si è rotto e, se la rotta non sarà cambiata rapidamente con azioni concrete, la temperatura globale è destinata a crescere fino di 6 gradi, con conseguenze catastrofiche per tutti. Se molti scienziati avevano previsto la rottura del ciclo della CO2, per la prima volta una ricerca internazionale lo dimostra. Lo studio è stato realizzato da 31 ricercatori di sette nazioni (Gran Bretagna, Australia, Stati Uniti, Francia, Brasile, Norvegia e Olanda) ed è stato <a rel="nofollow" href="http://www.nature.com/ngeo/journal/vaop/ncurrent/abs/ngeo689.html" target="_blank">pubblicato online della rivista Nature Geoscience</a> ed è stata condotto nell&#8217;ambito del Global Carbon Project, fondato nel 2001 per quantificare le emissioni globali di anidride carbonica e individuarne le cause.</p>
<p><span id="more-1342"></span></p>
<p><strong>AUMENTO </strong>- Lo studio dimostra che negli ultimi 50 anni la media delle emissioni di CO2 rimasta nell&#8217;atmosfera ogni anno è stata pari al 43%, mentre il resto è stato assorbito dal terreno e dagli oceani. In particolare, dal 1959 al 2008 la frazione rimasta nell&#8217;atmosfera è aumentata dal 40% al 45%: segno, rilevano gli autori dello studio, di una perdita di efficienza delle riserve naturali. «È la prima evidenza di come le riserve naturali stiano rispondendo ai cambiamenti climatici», dice la coordinatrice della ricerca Corinne Le Quere, dell&#8217;università britannica di East Anglia e del British Antarctic Survey.</p>
<p><strong>LA CRISI NON FERMA LE EMISSIONI</strong> &#8211; Le emissioni di combustibili fossili sono aumentate del 41% fra il 1990 e il 2008. Fra il 2000 e il 2008 l&#8217;aumento è stato del 29%, pari a circa il 3,4% all&#8217;anno rispetto all&#8217;uno per cento degli anni Novanta. Nonostante la crisi economica, nel 2008 le emissioni sono aumentate comunque del 2%. Per il 2009 si prevede un ritorno ai livelli del 2007 e poi una nuova crescita nel 2010. La principale causa è da riscontrarsi nell&#8217;utilizzo del carbone per produrre energia. Con il risultato che ora i Paesi in via di sviluppo emettono più gas serra rispetto ai Paesi industrializzati. In particolare le emissioni da parte di Cina e India si sono più che raddoppiate dal 1959.</p>
<p><strong>CASSANDRA </strong>- Secondo Le Quere, se alla prossima conferenza sul clima di Copenaghen non si troverà un accordo per stabilizzare e ridurre le emissioni di gas serra, l&#8217;aumento della temperatura globale non sarà di 2-3 gradi come fin qui ipotizzato, ma arriverà anche a 5-6 gradi entro la fine dell&#8217;attuale secolo o nella prima metà del prossimo. Il fatto è che, dopo il <a href="http://www.corriere.it/esteri/09_novembre_16/clima-editoriale-paolo-valentino_a733eb18-d27d-11de-a0b4-00144f02aabc.shtml">mancato accordo tra Cina e Usa sulla riduzione delle emissioni</a>, la conferenza di Copenaghen appare già destinata a non produrre nulla di concreto ancora prima di iniziare. E questo studio rischia di diventare l&#8217;ennesima previsione inascoltata di Cassandra.</p>
<p><em>Corriere della sera, Scienze</em><br />
18 novembre 2009</p>
<br />Pubblicato in: convivenza  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/riccardodellosbarba.wordpress.com/1342/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/riccardodellosbarba.wordpress.com/1342/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/riccardodellosbarba.wordpress.com/1342/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/riccardodellosbarba.wordpress.com/1342/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/riccardodellosbarba.wordpress.com/1342/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/riccardodellosbarba.wordpress.com/1342/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/riccardodellosbarba.wordpress.com/1342/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/riccardodellosbarba.wordpress.com/1342/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/riccardodellosbarba.wordpress.com/1342/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/riccardodellosbarba.wordpress.com/1342/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/riccardodellosbarba.wordpress.com/1342/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/riccardodellosbarba.wordpress.com/1342/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/riccardodellosbarba.wordpress.com/1342/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/riccardodellosbarba.wordpress.com/1342/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&amp;blog=3404516&amp;post=1342&amp;subd=riccardodellosbarba&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>CAREZZA ANNO 2009</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 11:31:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Dello Sbarba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[LA MONTAGNA VIOLATA &#8211; &#8220;Siamo a poche centinaia di metri dal Catinaccio, patrimonio dell’Unesco. Prima che la Latemar-Carezza Srl dell’imprenditore Georg Eisath (cannoni da neve Technoalpin) decidesse di realizzare il nuovo mega bacino artificiale da quasi 100 milioni di litri, c’erano una delicata area umida e un’arena di canto dei galli cedroni. Specie d’inverno, quassù [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&amp;blog=3404516&amp;post=1334&amp;subd=riccardodellosbarba&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://riccardodellosbarba.wordpress.com/2009/11/04/carezza-anno-2009/"><img src="http://img.youtube.com/vi/OXJ9SZvuNGU/2.jpg" alt="" /></a></span></h3>
<h3>LA MONTAGNA VIOLATA &#8211; &#8220;Siamo a poche centinaia di metri dal Catinaccio, patrimonio dell’Unesco. Prima che la Latemar-Carezza Srl dell’imprenditore Georg Eisath (cannoni da neve Technoalpin) decidesse di realizzare il nuovo mega bacino artificiale da quasi 100 milioni di litri, c’erano una delicata area umida e un’arena di canto dei galli cedroni. Specie d’inverno, quassù pascolavano indisturbati grandi, magnifici cervi&#8221;. (D. Pasquali su &#8220;Alto Adige&#8221;).</h3>
<p>TUTTO L&#8217;ARTICOLO <a href="http://altoadige.gelocal.it/dettaglio/esplosioni-per-il-lago-artificiale-ecco-il-video-degli-scoppi/1767271" target="_blank">QUI</a></p>
<br />Pubblicato in: convivenza  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/riccardodellosbarba.wordpress.com/1334/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/riccardodellosbarba.wordpress.com/1334/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/riccardodellosbarba.wordpress.com/1334/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/riccardodellosbarba.wordpress.com/1334/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/riccardodellosbarba.wordpress.com/1334/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/riccardodellosbarba.wordpress.com/1334/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/riccardodellosbarba.wordpress.com/1334/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/riccardodellosbarba.wordpress.com/1334/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/riccardodellosbarba.wordpress.com/1334/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/riccardodellosbarba.wordpress.com/1334/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/riccardodellosbarba.wordpress.com/1334/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/riccardodellosbarba.wordpress.com/1334/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/riccardodellosbarba.wordpress.com/1334/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/riccardodellosbarba.wordpress.com/1334/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&amp;blog=3404516&amp;post=1334&amp;subd=riccardodellosbarba&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>ASIMMETRIA</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 09:32:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Dello Sbarba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[150.000 VOTI SONO TANTISSIMI. SU QUESTO SUCCESSO MANCATO PER UN PELO MOLTO SI PUO&#8217; COSTRUIRE. A PATTO CHE CI SI PONGA SERIAMENTE LA &#8220;QUESTIONE ITALIANA&#8221;, DETERMINANTE PER IL MANCATO QUORUM. QUALCHE RIFLESSIONE E UN&#8217;AUTOCRITICA. E così, ancora una volta, il voto italiano ha salvato la Svp. I dati parlano chiaro: 46% in Venosta, 25% a [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&amp;blog=3404516&amp;post=1325&amp;subd=riccardodellosbarba&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
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<p><strong>150.000 VOTI SONO TANTISSIMI. SU QUESTO SUCCESSO MANCATO PER UN PELO MOLTO SI PUO&#8217; COSTRUIRE. A PATTO CHE CI SI PONGA SERIAMENTE LA &#8220;QUESTIONE ITALIANA&#8221;, DETERMINANTE PER IL MANCATO QUORUM. QUALCHE RIFLESSIONE E UN&#8217;AUTOCRITICA. </strong></p>
<p>E così, ancora una volta, il voto italiano ha salvato la Svp. I dati parlano chiaro: 46% in Venosta, 25% a Bolzano. Al mancato quorum (per un soffio) per il primo referendum provinciale della storia dell’Alto Adige – Südtirol, il non voto italiano è stato determinante. E ancora una volta gli uni sono andati da una parte, gli altri da quella opposta. Un’asimmetria che si manifestò eclatante nel referendum bolzanino del 2002, quando i tedeschi votarono tutti per la “Pace” e gli italiani tutti per la  “Vittoria”. Stavolta lo stesso, ma a logiche inverse.</p>
<p>Ciò che il mondo tedesco sente come una liberazione – la demolizione progressiva del sistema di potere Svp e il tramonto di Kaiser Luis – gli italiani lo sentono come una minaccia: la fine delle garanzie autonomistiche e l’abbandono di papà Durni. Una reazione dovuta all’allarmismo terrorista propagato negli ultimi giorni da una parte della stampa e della giunta provinciale? C’è anche questo, e nei giorni della campagna elettorale lo abbiamo denunciato e combattuto. Ma ora la campagna elettorale è passata e – se si vuol mantenere la mente lucida – la disinformazione non può essere considerata l’unico fattore. Dove gli imprenditori della paura hanno la meglio, vuol dire che da qualche parte la paura c’è e su questa conviene interrogarsi.</p>
<p><span id="more-1325"></span></p>
<p>Il mondo italiano ha paura che la crisi dell’Svp partorisca non angeli, ma mostri. Detto in politichese: che il possibile crollo Svp liberi le forze peggiori della società sudtirolese, cioè la destra nazionalista che non ha mai accettato il patto dell’autonomia, e che ora può cogliere l’occasione per prendere la strada dell’autodeterminazione, del monolinguismo, di uno “stato libero” del Sudtirolo in cui – nonostante le assicurazioni a parole –  per gli italiani non ci sarà più posto.</p>
<p>A confermare questa paura stanno i fatti degli ultimi due anni. Alle elezioni provinciali 2008 la Svp subisce la sconfitta più grave della sua storia, ma i voti in uscita vanno tutti alla destra tedesca  “patriottica”, mentre l’offerta interetnica dei Verdi ne esce sconfitta, apparentemente ormai “fuori mercato”.</p>
<p>La massiccia presenza della nuova destra in Consiglio provinciale (8 seggi su 35) si fa subito sentire: inaugurata dal costume da Schütze di Sven Knoll e dal suo giuramento sull’autodeterminazione invece che sulla Costituzione, la legislatura entra subito nell’incubo dell’anno hoferiano, tra marce di cappelli piumati e contro-provocazioni fasciste, tra dichiarazione sulla Wehrmacht liberatrice nel 1943 all’ultima, esasperante, “battaglia dei cartelli”. I segnali di montagna monolingui dell’Alpenverein vengono percepiti dagli italiani come avviso di sfratto. I giornali fanno da cassa di risonanza della paura, ma la paura c’è, non è un’invenzione. C’è la sensazione che in troppi vogliano dare disdetta ai patti dell’autonomia, rompere anche questa povera coabitazione precaria, che garantisce però almeno il diritto a esistere. La Svp viene vista dagli italiani come l’ultimo baluardo. La Svp, non i partiti italiani, tanto deboli e divisi da non poter essere neppure una debole palizzata.</p>
<p>La Svp e – aggiungo con dolore – non noi Verdi. Sarebbe il nostro compito, offrire uno sbocco democratico e interetnico alla crisi del sistema, ma non ci riusciamo e non riusciamo neppure seriamente a capire il perché. Da troppi italiani siamo avvertiti come estranei, privi di una offerta politica a loro rivolta, che non sia quella tedesca tradotta in italiano.</p>
<p>La Svp invece coglie l’occasione e, in crescente crisi sul versante tedesco, gioca la sua “carta italiana”. Papà Durni dà un colpo al cerchio e uno alla botte, è vero, ma striglia i suoi quando esagerano, tiene gli Ellecosta nel recinto e gli altri, quelli fuori, cerca di ridimensionarli come può. Theiner va a don Bosco nel cuore del quartiere italiano, non dice un gran che, ma almeno va e questo di questi tempi è già tanto. Certo: si pronuncia anche per la Selbstbestimmung, ma gli italiani impauriti hanno voglia di credere che lo faccia solo per togliere terreno sotto i piedi agli estremisti.</p>
<p>Poi vengono i 5 referendum. Una sfida democratica al sistema Svp. Durnwalder la prende sul personale, dice: “O me o il diluvio” e invita a non andare alle urne. Chi vota fa peccato di lesa maestà, e indebolirà l’imperatore che ha già le sue belle grane.</p>
<p>Ce lo possiamo permettere? Si domandano gli italiani. E rispondono di no.</p>
<p>Ad aiutarli, il panorama delle forze in campo. Su 5 referendum, accanto ai 2 “autentici” dell’Iniziativa per più democrazia e della protesta ecologica contro l’aeroporto, ci sono quelli tre, strumentali e taroccati, della destra tedesca meno presentabile. Ma vallo a spiegare, in poche settimane, che bisogna distinguere tra i referendum veri e quelli fasulli. Schiacciati dall’alternativa secca voto sì – voto no, non si riesce mai a entrare nel merito. O tutto o niente, prendere o lasciare.</p>
<p>E tra chi suggerisce di prendere, oltre all’impresentabile Union senza neanche più la dignitosa treccia tirolese di Eva Klotz, gli italiani vedono che c’è anche l’Alpenverein e non riscono a distinguere questa Avs ecologista e democratica da quella che pianta cartelli solo in tedesco. Dall’altra parte, a dire di lasciare, c’è papà Durni e il buon Theiner che è sceso nell’arena di Don Bosco. Gli italiani scelgono di lasciare, garantendo il salvataggio in extremis dell’Svp (come nel 2008 le avevano regalato d’un soffio il 18° seggio e la maggioranza assoluta).</p>
<p>Di fronte a un elettorato tedesco che si sente abbastanza forte da potersi riappropriare della sovranità, sta un elettorato italiano che si sente talmente debole e abbandonato a se stesso, da affidarsi a un “papa straniero” (fenomeno non nuovo nella storia italiana).</p>
<p>Ha ragione chi dice che senza risolvere (ma basterebbe cominciare a porsela seriamente) la “questione italiana”, non c’è prospettiva di cambiamento per l’Alto  Adige – Südtirol.</p>
<br />Pubblicato in: convivenza, politica  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/riccardodellosbarba.wordpress.com/1325/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/riccardodellosbarba.wordpress.com/1325/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/riccardodellosbarba.wordpress.com/1325/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/riccardodellosbarba.wordpress.com/1325/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/riccardodellosbarba.wordpress.com/1325/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/riccardodellosbarba.wordpress.com/1325/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/riccardodellosbarba.wordpress.com/1325/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/riccardodellosbarba.wordpress.com/1325/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/riccardodellosbarba.wordpress.com/1325/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/riccardodellosbarba.wordpress.com/1325/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/riccardodellosbarba.wordpress.com/1325/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/riccardodellosbarba.wordpress.com/1325/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/riccardodellosbarba.wordpress.com/1325/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/riccardodellosbarba.wordpress.com/1325/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&amp;blog=3404516&amp;post=1325&amp;subd=riccardodellosbarba&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Mehr Demokratie wagen</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 15:44:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Dello Sbarba</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Selbstbestimmung]]></category>

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		<description><![CDATA[Wir wollen mehr Demokratie wagen. Mitbestimmung, Mitverantwortung in den verschiedenen Bereichen unserer Gesellschaft wird eine bewegende Kraft der kommenden Jahre sein. Wir wollen eine Gesellschaft, die mehr Freiheit bietet und mehr Mitverantwortung fordert. (Willy Brandt, 28. Oktober 1969) DOMENICA 25 OTTOBRE ABBIAMO UN&#8217;OCCASIONE UNICA: APRIRE LA STRADA A UN SUDTIROLO PIU&#8217; DEMOCRATICO. MA A QUALCUNO [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&amp;blog=3404516&amp;post=1312&amp;subd=riccardodellosbarba&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2009/10/flughafen1.jpg"><span style="color:#800000;"><em></em></span></a><em><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2009/10/dirdem.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1318" title="dirdem" src="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2009/10/dirdem.jpg?w=500&#038;h=129" alt="dirdem" width="500" height="129" /></a></em></p>
<blockquote><p><span style="color:#800000;"><strong><em>Wir wollen mehr Demokratie wagen. </em></strong></span><strong><em><span style="color:#800000;">Mitbestimmung, Mitverantwortung in den      verschiedenen Bereichen unserer Gesellschaft wird eine      bewegende Kraft der kommenden Jahre sein.</span></em></strong><span style="color:#800000;"><strong><em> Wir wollen eine Gesellschaft, die mehr Freiheit bietet und mehr Mitverantwortung fordert. </em></strong></span></p>
<p><span style="color:#800000;"><strong><em>(Willy Brandt, 28. Oktober 1969)</em></strong></span></p></blockquote>
<p><strong>DOMENICA 25 OTTOBRE ABBIAMO UN&#8217;OCCASIONE UNICA: APRIRE LA STRADA A UN SUDTIROLO PIU&#8217; DEMOCR</strong><strong>ATICO. MA A QUALCUNO QUESTO EVIDENTEMENTE NON PIACE&#8230;<br />
</strong></p>
<p><strong>Bolzano, Palazzo Widmann,</strong><strong> giovedì 22 ottobre, ore 11. </strong>Che cosa accadrà se il 25 ottobre i referendum dovessero ottenere il quorum? Per Durnwalder e l’intera giunta provinciale la risposta è:  il caos. Nella loro conferenza stampa anti-referendum, presidente e assessori hanno disegnato uno scenario catastrofico, con argomentazioni paradossali: l’approvazione del referendum contro l’aeroporto porterebbe a un aumento del traffico aereo, l’approvazione del referendum per una migliore democrazia diretta a un collasso delle istituzioni!</p>
<p><span id="more-1312"></span></p>
<p>Tutto ciò e falso e dimostra una sola cosa: la Giunta provinciale ha una paura matta del voto popolare. Infatti, se questa prima esperienza referendaria avrà successo, saranno messi dei limiti all’arroganza del potere e verrà ricordato al Landeshauptmann che le istituzioni non sono una sua proprietà privata. Sarà così fatto un passo avanti verso una società più democratica, più tollerante e pluralistica.</p>
<p>Per questo è importante  andare alle urne il 25 ottobre, e per quel mi riguarda lo farò, votando no ai primi tre quesiti e sì a una maggiore democrazia diretta e alla limitazione del traffico aereo.</p>
<p>Mi ha molto deluso la partecipazione alla conferenza stampa anti referendum anche degli assessori Tommasini e Repetto del Pd (partito che pure invita a votare sì al quesito per più democrazia) e ai due assessori Arbeitnehmer Kasslatter e Theiner (nella cui corrente molti sostengono apertamente i referendum). La loro presa di posizione a fianco di Durnwalder rende ancora più debole la voce del “sociale” nella maggioranza provinciale, dove ormai spadroneggia la destra economica.</p>
<p>L’unica novità emersa dalla conferenza stampa: i pareri anti-referendum dei professori Toniati e Obwexer sono stati pagati con soldi pubblici. E’ gravissimo che una iniziativa giuridicamente illegittima e istituzionalmente scorretta, assunta per di più in piena campagna elettorale, sia pagata con soldi dei contribuenti, comprese quelle migliaia di persone che hanno firmato le richieste di referendum.</p>
<p>E ora lascio di nuovo la parola a quel Willy Brandt che, diventato per la prima volta Cancelliere della Repubblica Federale Tedesca, tentò di recepire le spinte della rivolta studentesca del 1968 per cercare di costruire una Germania migliore.</p>
<blockquote><p><span style="color:#800000;"><em>Unsere parlamentarische Demokratie hat 20 Jahre      nach ihrer Gründung ihre Fähigkeit zum Wandel      bewiesen und damit ihre Probe bestanden. Dies ist auch      außerhalb unserer Grenzen vermerkt worden und h</em></span><span style="color:#800000;"><em>at      unserem Staat zu neuem Vertrauen in der Welt      verholfen.</em><em> Die strikte Beachtung der Formen parlamentarischer      Demokratie ist selbstverständlich für politische      Gemeinschaften, die seit gut 100 Jahren für die      deutsche Demokratie gekämpft, sie unter schweren      Opfern verteidigt und unter großen Mühen      wiederaufgebaut haben. Im sachlichen Gegeneinander      und im nationalen Miteinander von Regierung und      Opposition ist es unsere gemeinsame Verantwortung      und Aufgabe, dieser Bundesrepublik eine gute Zukunft      zu sichern. Die Bundesregierung weiß, daß sie dazu der      loyalen Zusammenarbeit mit den gesetzgebenden      Körperschaften bedarf. Dafür bietet sie dem Deutschen      Bundestag und natürlich auch dem Bundesrat ihren      guten Willen an.</em></span></p>
<p><span style="color:#800000;"><em>Unser Volk braucht, wie je</em></span><span style="color:#800000;"><em>des andere, seine innere      Ordnung. In den 70er Jahren werden wir aber in diesem      Lande nur so viel Ordnung haben, wie wir an      Mitverantwortung ermutigen. Solche demokratische      Ordnung braucht außerordentliche Geduld im Zuhören      und außerordentliche Anstrengung, sich gegenseitig zu      verstehen.<br />
Wir wollen mehr Demokratie wagen. Wir werden      unsere Arbeitsweise öffnen und dem kritischen Bedürfnis      nach Information Genüge tun. Wir werden darauf      hinwirken, daß durch Anhörungen im Bundestag, durch      ständige Fühlungnahme mit den repräsentativen Gruppen      unseres Volkes und durch eine umfassende      Unterrichtung über die Regierungspolitik jeder Bürger die      Möglichkeit erhält, an der Reform von Staat und      Gesellschaft mitzuwirken.<br />
Wir wenden uns an die im Frieden nachgewachsenen      Generationen, die nicht mit den Hypotheken der Älteren      belastet sind und belastet werden dürfen; jene jungen      Menschen, die uns beim Wort nehmen wollen &#8211; und      sollen. Diese jungen Menschen müssen aber verstehen,      daß auch sie gegenüber Staat und Gesellschaft      Verpflichtungen haben.</em></span></p>
<p><span style="color:#800000;"><em>Wir werden dem Hohen Hause ein Gesetz      unterbreiten, wodurch das aktive Wahlalter von 21 auf      18, das passive vo</em></span><span style="color:#800000;"><em>n 25 auf 21 Jahre herabgesetzt wird.      Wir werden auch die Volljährigkeitsgrenze      überprüfen.<br />
Mitbestimmung, Mitverantwortung in den      verschiedenen Bereichen unserer Gesellschaft wird eine      bewegende Kraft der kommenden Jahre sein. Wir      können nicht die perfekte Demokratie schaffen. Wir      wollen eine Gesellschaft, die mehr Freiheit bietet und      mehr Mitverantwortung fordert. Diese Regierung sucht      das Gespräch, sie sucht kritische Partnerschaft mit allen,      die Verantwortung tragen, sei es in den Kirchen, der      Kunst, der Wissens</em></span><span style="color:#800000;"><em>chaft und der Wirtschaft oder in      anderen Bereichen der Gesellschaft.<br />
Dies gilt nicht zuletzt für die Gewerkschaften, um      deren vertrauensvolle Zusammenarbeit wir uns      bemühen. Wir brauchen ihnen ihre überragende      Bedeutung für diesen Staat, für seinen weiteren Ausbau      zum sozialen Rechtsstaat nicht zu bescheinigen.</em></span></p>
<p><span style="color:#800000;"><em>Wenn wir leisten wollen, was geleistet werden muß,      brauchen wir alle aktiven Kräfte unserer Gesellschaft.      Eine Gesellschaft, die allen weltanschaulichen und      religiösen Überzeugungen offen sein will, ist auf ethische      Impulse angewiesen, die sich im solidarischen Dienst am      Nächsten beweisen. Es kann nicht darum gehen,      lediglich hinzunehmen, was durch die Kirchen für die      Familie, in der Jugendarbeit oder auf dem Sektor der      Bildung geleistet wird. Wir sehen die gemeinsamen      Aufgaben, besonders, wo Alte, Kranke, körperlich oder      geistig Behinderte in ihrer Not nicht nur materielle      Unterstützung, sondern auch menschliche Solidarität      brauchen. Im Dienst am Menschen &#8211; nicht nur im eigenen      Land, sondern auch in den Entwicklungsländern &#8211;      begegnet sich das Wirken kirchlicher und      gesellschaftlicher Gruppen mit dem politischen      Handeln.<br />
Wir werden uns ständig darum bemühen, daß sich die      begründeten Wünsche der gesellschaftlichen Kräfte und      der politische Wille der Regierung vereinen lassen.</em></span></p>
<p><span style="color:#800000;"><em>(Bonn, 28. Oktober 1969)</em></span></p></blockquote>
<p><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2009/10/flughafen1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1315" title="flughafen" src="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2009/10/flughafen1.jpg?w=500" alt="flughafen"   /></a></p>
<div id="_mcePaste" style="overflow:hidden;position:absolute;left:-10000px;top:0;width:1px;height:1px;">
<p class="einzelzitattext">Wir wollen mehr Demokratie wagen. Wir wollen eine Gesellschaft, die mehr Freiheit bietet und mehr Mitverantwortung fordert.</p>
<p><img src="http://www.gutzitiert.de/bilder/button_autor_18.png" border="0" alt="Willy Brandt - Zitate und Sprüche" /> <a class="einzelzitatlinkautor" href="http://www.gutzitiert.de/zitat_autor_willy_brandt_163.html">Willy Brandt</a></p>
<p><!--– google_ad_section_start(weight=ignore) –--> <span style="margin-left:0;margin-right:auto;"> deutscher Politiker (SPD) (1913 &#8211; 1992)</span></p>
</div>
<br />Pubblicato in: politica, Selbstbestimmung  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/riccardodellosbarba.wordpress.com/1312/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/riccardodellosbarba.wordpress.com/1312/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/riccardodellosbarba.wordpress.com/1312/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/riccardodellosbarba.wordpress.com/1312/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/riccardodellosbarba.wordpress.com/1312/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/riccardodellosbarba.wordpress.com/1312/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/riccardodellosbarba.wordpress.com/1312/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/riccardodellosbarba.wordpress.com/1312/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/riccardodellosbarba.wordpress.com/1312/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/riccardodellosbarba.wordpress.com/1312/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/riccardodellosbarba.wordpress.com/1312/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/riccardodellosbarba.wordpress.com/1312/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/riccardodellosbarba.wordpress.com/1312/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/riccardodellosbarba.wordpress.com/1312/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&amp;blog=3404516&amp;post=1312&amp;subd=riccardodellosbarba&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Inceneritore, l&#8217;esposto</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 09:33:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Dello Sbarba</dc:creator>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Bolzano Bozen Bulsan]]></category>

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		<description><![CDATA[UN AUMENTO DI SPESA DEL 65% IN SOLI 6 ANNI. UNA GARA D&#8217;APPALTO ANNULLATA E RIPETUTA TRE VOLTE, FINCHE&#8217; RESTA IN CAMPO UNA SOLA CORDATA CHE VINCE SENZA RIBASSO CON UN PROGETTO INADEGUATO. POI UNA VARIANTE DI 19,4 MILIONI PER METTERE LE COSE A POSTO. ABBASTANZA PERCHE&#8217; INDAGHI LA CORTE DEI CONTI. Ecco l&#8217;esposto che [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&amp;blog=3404516&amp;post=1302&amp;subd=riccardodellosbarba&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2009/10/nuovo-incenerotore.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1303" title="nuovo incenerotore" src="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2009/10/nuovo-incenerotore.jpg?w=500&#038;h=283" alt="nuovo incenerotore" width="500" height="283" /></a><strong> </strong></p>
<p><strong>UN AUMENTO DI SPESA DEL 65% IN SOLI 6 ANNI. UNA GARA D&#8217;APPALTO ANNULLATA E RIPETUTA TRE VOLTE, FINCHE&#8217;</strong><strong> RESTA IN CAMPO UNA SOLA CORDATA CHE VINCE </strong><strong>SENZA RIBASSO </strong><strong>CON UN PROGETTO INADEGUATO. POI UNA VARIANTE DI 19,4 MILIONI PER METTERE LE COSE A POSTO. ABBASTANZA PERCHE&#8217; INDAGHI LA CORTE DEI CONTI. </strong><br />
<strong>Ecco l&#8217;esposto che abbiamo presentato questa mattina alla Procura Regionale della Corte dei Conti di Bolzano.</strong></p>
<p><span id="more-1302"></span></p>
<p>Alla Procura Regionale presso la Corte dei Conti Viale Druso 36/a 39100 Bolzano</p>
<p align="center"><strong>Esposto</strong></p>
<p align="center">Appalto per il Termovalorizzatore di Bolzano Sud.</p>
<p align="center">Possibile danno erariale.</p>
<p>I sottoscritti Riccardo  Dello Sbarba e Hans Heiss, consiglieri della Provincia autonoma di Bolzano, espongono quanto segue.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Il 9 ottobre 2009</strong> il Consiglio Provinciale ha approvato a maggioranza il Dlp 41/09, “Approvazione del rendiconto generale della Provincia per l’esercizio finanziario 2008 e altre disposizioni finanziarie e contabili”, al cui articolo 11 – con emendamento presentato in aula dall’assessore ai lavori pubblici Florian Mussner – è stato aggiunto un comma 2 con il quale viene sostituito l’articolo 16 della LP nr. 1/2009 “Realizzazione del termovalorizzatore dei rifiuti residui””. Con questo nuovo articolo 16 si autorizza una spesa di <strong>€ 117.915.950</strong> con un onere pluriennale così modulato:</p>
<p>anno 2009: 1.000.000 €</p>
<p>anno 2010: 25.000.000 €</p>
<p>anno 2011: 47.500.000 €</p>
<p>anno 2012: 12.000.000 €</p>
<p>anno 2013: 7.126.716 €.</p>
<p>Si tratta della terza revisione dei costi previsti per la costruzione dell’impianto di termovalorizzazione. Infatti la Giunta provinciale ha:</p>
<p>-         il <strong>29 settembre 2003</strong> con delibera nr. 3397 fissato ad <strong>€ 71.137.231,20</strong> l’importo di spesa presunta dell’impianto;</p>
<p>-         il <strong>9 maggio 2005</strong> con delibera 1589 deciso una variazione del costo complessivo dell’opera a <strong>€ 98.448.000</strong>.</p>
<p>-         il <strong>7 settembre 2009</strong> con delibera 2245 deciso un’ulteriore variazione del costo complessivo dell’opera, portandolo ad € <strong>117.915.948,17.</strong></p>
<p>L’approvazione in aula dell’articolo 11 comma 2 del Dlp 41/09 traduce in legge la sopra citata delibera 2245 del 07/09/09. In questo modo, nel giro di soli 6 anni (settembre 2003-settembre 2009) <strong>i costi previsti per il termovalorizzatore sono lievitati di ben </strong><strong>46.778.719 €, pari a un aumento di oltre il 65%.</strong></p>
<p>Salta agli occhi, inoltre, la particolarità dell’ultima variazione di costi, decisa il 7 settembre 2009, la quale si configura come una variante di <strong>19.467.948,17 €</strong> ad un appalto già assegnato il 24 giugno 2008 per un prezzo di <strong>€ </strong><strong>81.006.000</strong> a fronte di un capitolato che prevedeva come massimo ammissibile dell’offerta l’importo di <strong>€ 81.006.162,20</strong>.</p>
<p>L’appalto fu dunque vinto da un’offerta pari all’importo massimo ammissibile, senza alcuno sconto sull’importo massimo.</p>
<p>Una circostanza singolare, resa possibile dal fatto che <strong>alla gara d’appalto era stata presentata una sola offerta</strong>, quella della capogruppo Atzwanger spa in associazione temporanea con le imprese Hafner Srl, Ladurner Spa, Stahlbau Pichler Srl, Consorzio cooperative costruttori di Bologna, Oberosler Spa, Wipptalerbau Spa e Seeste Bau Spa.</p>
<p>In assenza di qualsiasi altra concorrenza, l’appalto è stato aggiudicato a questo gruppo di imprese per un importo pari al massimo ammissibile. L’assenza di altre offerte, come si vedrà più avanti, gioca un ruolo decisivo nella variante dei costi previsti decisa con delibera giunta provinciale nr. 2245 del 7 settembre 2009, giustificata (con relazione del direttore dei lavori allegata alla delibera) appunto dalla necessità di migliorie al progetto presentato dal gruppo di imprese vincitrici, già fin dall’inizio deficitario e per alcuni aspetti non corrispondente a quanto richiesto nel capitolato d’appalto, ma scelto per mancanza di alternative (di questo, più avanti).</p>
<p>A questo proposito, vale la pena di ripercorrere brevemente la tormentata storia dell’appalto per il termovalorizzatore:</p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>aprile 2006</em></strong><em>:</em>consegna del progetto esecutivo;</p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>maggio 2007</em></strong><em>: </em><strong>prima</strong><strong> gara</strong> d’appalto <span style="text-decoration:underline;">annullata</span>;</p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>4 dicembre 2007</em></strong><em>: </em><strong>seconda</strong> <strong>gara</strong> d’appalto. Aggiudicazione al gruppo  d’imprese: Atzwanger, Ladurner, Hafner, Stahlbau Pichler, Wipptaler Bau, Oberosler, Cosbau, Seeste Bau. Esclusione dell’offerta del gruppo di imprese: Unieco, Consorzio cooperative costruzioni, Zimmerhofer, Unionbau, Cle, Schmidhammer, Ceis srl.</p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>22 febbraio 2008</em></strong><em>: </em>Il TAR <span style="text-decoration:underline;">annulla</span> l`aggiudicazione della seconda gara d’appalto;</p>
<p><strong><em>7 aprile 2008</em></strong><em>: </em>Pubblicazione della <strong>terza gara </strong>d`appalto;</p>
<p><strong><em>4 giugno 2008</em></strong><em>: </em>Termine di consegna delle offerte;</p>
<p><strong><em>24 giugno 2008</em></strong>: Aggiudicazione terza gara d’appalto alla sola offerta presentata dal gruppo di imprese: Atzwanger, Ladurner, Hafner, Stahlbau Pichler, Consorzio cooperative costruzioni, Wipptaler Bau, Oberosler, Seeste Bau.</p>
<p>Come si può notare, alla terza gara d’appalto partecipa un gruppo d’imprese che risulta composto da imprese già presenti in una delle offerte della seconda gara, più il Consorzio cooperative costruzioni (Ccc) che era presente nella stessa gara nel gruppo di imprese concorrenti.</p>
<p>Il ritiro di tutte le altre e la confluenza del Ccc nel gruppo guidato dalla ditta Atzwanger ha contribuito a determinare la circostanza che alla terza gara si sia presentata una sola offerta. La gara è stata aggiudicata al massimo dell’offerta ammessa e il progetto presentato non si è rivelato in diverse parti adeguato, tanto da portare alla variazione sia delle sue caratteristiche, sia dei costi (+ € 19.467.948,17) decisa dalla giunta provinciale il 7 settembre 2009.</p>
<p>Arriviamo dunque a questa deliberazione, che costituisce il nucleo centrale dell’argomentazione del presente esposto.</p>
<p><strong>Deliberazione della Giunta provinciale nr. 2245</strong>, seduta del 7 settembre 2009.</p>
<p>Oggetto: opera 23.07.M.08.</p>
<p>Impianto di termovalorizzazione di rifiuti residui in Bolzano.</p>
<p><em>Variazione delle caratteristiche tecniche e del costo complessivo dell’opera da € </em><em>98.448.000,00 a</em><em> € 117.915.948,17</em>.</p>
<p>A giustificare la variazione di costo la Giunta dichiara <em>“vista la relazione del responsabile di progetto del 24.07.09”</em> e nella parte deliberativa, primo punto, <em>“delibera di modificare le caratteristiche tecniche (…) come indicato nell’allegata relazione del responsabile di progetto del 24.07.09 che <span style="text-decoration:underline;">forma parte integrante del presente provvedimento</span>”.</em></p>
<p>A testimonianza di ciò, la relazione è allegata nelle due lingue alla delibera come sua parte integrante ed è timbrata e firmata dal segretario generale della giunta provinciale dott. Hermann Berger.</p>
<p>La relazione è stata redatta dall’ingegner Valentino Pagani, direttore della Ripartizione provinciale 10, Infrastrutture, nonché coordinatore unico del progetto dell’impianto di termovalorizzazione di Bolzano.</p>
<p>Quanto scrive l’ingegner Pagani lascia stupefatti:</p>
<p><em>Nel punto 2. l’ingegner Pagani scrive: “E’ stato verificato che le apparecchiature proposte dall’appaltatore non sono da ritenere sufficientemente sperimentate ed affidabili. <strong>Altre non soddisfano le prescrizioni del capitolato</strong>, non sono aggiornate allo standard odierno o non rispondono di referenze valide per la taglia di progetto. Le ditte fornitrici inoltre non riescono a fornire sufficienti referenze o non dispongono di specifica specializzazione in questo”.</em></p>
<p>Dopo aver detto che <em>“punto cruciale di questo impianto è il sistema di combustione rifiuti-caldaia”</em>, il dott. Pagani spiega che esso <em>“dovrebbe prevedere un sistema misto aria-acqua, o solamente ad aria. L’appaltatore ha offerto invece un sistema di raffreddamento solo ad acqua”. </em></p>
<p>Anche <em>“il rivestimento in refrattario proposto dall’impresa appaltatrice non corrisponde allo stato attuale dell’arte.Lo stesso vale per la costruzione del carroponte per l’immondizia e le scorie (…) Il fornitore proposto dall’impresa appaltatrice non vanta alcuna referenza specifica nel settore”.</em></p>
<p>Considerazioni simili sono fatte anche sui bruciatori, mentre <em>“per i trasportatori a catena  <strong>l’impresa non ha rispettato l’ordine di grandezza previsto in capitolato</strong>”.</em></p>
<p>Tutte queste voci hanno comportato un aumento dei costi di € <strong>9.566.000.</strong></p>
<p>Nel punto 3. della relazione si legge l’elenco delle <em>“opere che sono state stralciate dal progetto prima dell’appalto. Per il completamento dell’impianto è ragionevole reintegrare le stesse tra le opere da realizzare”</em>. Si tratta del trasportatore balle e dell’impianto compattazione rifiuti. Il tutto per un maggior costo di <strong>€ 1.334.000</strong>.</p>
<p>C’è da domandarsi perché tali opere siano state stralciate dall’appalto, quando esse sono tanto indispensabili da doverle reintrodurre successivamente.</p>
<p>Ma anche il punto 1. della relazione lascia qualche dubbio: esso prevede maggiori spese (<strong>€ 1.530.700</strong>) per una serie di opere <em>“non previste né prevedibili dal progetto”</em>. Ma che non fossero prevedibili appare assai dubitabile, trattandosi di circostanze ben evidenti fin dall’inizio a chiunque volesse realizzare nell’area un nuovo impianto: come la tubazione del gas a margine dell’area di cantiere, le due linee elettriche interrate dell’Ae, il canale di scarico acque, la nuova fondazione per il traliccio Ae. E sorprende anche che i resti di amianto e i materiali inquinati da fluoruri trovati nel terreno non fossero stati individuati già nella fase di studio preparatoria al progetto e al bando di gara.</p>
<p>Nella conclusione della relazione, infine, si indicano <strong>€ 4.494.178,17</strong> <em>“necessari per l’adeguamento delle spese tecniche”</em>. Di che cosa si tratti, lo ha spiegato lo stesso assessore Florian Mussner nella risposta data all’interrogazione nr. 572/09 del gruppo Verde: <em>“Per la voce direzione lavori è stato adeguato l’importo di € 4.494.178,17 che non era stato interamente previsto”. </em></p>
<p>Risulta alquanto singolare la circostanza di una gara d’appalto che non preveda un importo, come la direzione lavori, che risponde a precisi criteri obbiettivi rigorosamente prevedibili fin dall’inizio.</p>
<p>E’ evidente dunque, per ammissione della stessa Giunta provinciale che fa propria la  relazione Pagani, che:</p>
<ol>
<li>L’ATI che ha vinto la gara non ha      offerto un progetto all’altezza di quanto era richiesto per un’opera delicatissima      come un inceneritore e per certi aspetti non rispettoso del capitolato      d’appalto.</li>
<li>Una serie di voci di costo, per quanto      indispensabili e – a parere di chi scrive – prevedibili fin dall’inizio,      non erano state considerate o erano state stralciate prima della gara e      sono state reintrodotte a posteriori.</li>
</ol>
<p>Questi due fattori hanno portato alla necessità di rivedere le caratteristiche del progetto vincitore e alla variante di costo di € <strong>19.467.948,17 </strong>decisa dalla Giunta provinciale nel settembre 2009.</p>
<p>Le domande che ci siamo però fatti sono due:</p>
<ol>
<li>Come può aver vinto la gara d’appalto      un’offerta non all’altezza di quanto richiesto?</li>
<li>Macchinari e tecnologia, che      soddisfacevano il capitolato d’appalto, non offerte dai vincitori della      gara e la cui adozione ha portato alla variante di prezzi di € <strong>19.467.948,17</strong>, era già disponibile      e presente sul mercato al momento della gara d’appalto stessa? E’ chiaro      che, se lo era, non si capisce come possa aver vinto l’appalto un progetto      che non la contemplava.</li>
</ol>
<p>Per avere una risposta a queste due domande abbiamo presentato in quanto consiglieri provinciali due distinte interrogazioni alla Giunta provinciale, la quale ci ha dato risposte assai significative. Ne indichiamo di seguito i punti salienti.</p>
<p><strong>Interrogazione 572/09, Risposta del 25 agosto 2009 firmata dall’assessore Florian Mussner.</strong></p>
<p><strong>Al punto 7</strong>, l’assessore conferma che <em>“il sistema combustione rifiuti-caldaia era noto e già disponibile sul mercato all’epoca della stima di progetto e rientrava, come indicazioni generali, nelle caratteristiche previste dal progetto”.</em></p>
<p><strong>Al punto 9 </strong>l’assessore elenca una serie di macchine oggetto di variante: <em>“rivestimento in refrattario ritrurato per la camera di combustione, carriponte rifiuti, carroponte scorie, scambiatore di calore fumi/fumi, bruciatori di accensione e di mantenimento, trasportatori a catena”.</em></p>
<p><strong>Al punto 10</strong> l’assessore conferma che <em>“Tutti i macchinari indicati al punto 9 erano disponibili sul mercato ai tempi della stesura del progetto e, come già segnalato, le loro caratteristiche rientravano in quelle prescritte”.</em></p>
<p><strong>Al punto 11</strong> l’assessore elenca i macchinari <em>“inseriti ex novo nella variante: trasportatore balle e impianto di compattazione rifiuti”</em>. Al punto 12 l’assessore conferma che “<em>tutti i macchinari</em> <em>indicati al punto 11 erano disponibili sul mercato ai tempi della stesura del progetto”.</em></p>
<p>Dunque un fatto è accertato: la tecnologia ora richiesta dalla variante di € <strong>19.467.948,17</strong>, decisa DOPO l’aggiudicazione dell’appalto, era già prevista, presente e disponibile ai tempi della gara. Resta dunque da chiedersi perché ha vinto un’offerta che tale tecnologia non prevedeva.</p>
<p><strong>Interrogazione 546/09, risposta del 25 agosto 2009 firmata dagli assessori Florian Mussner e Michl Laimer.</strong></p>
<p>In questa interrogazione era focalizzata soprattutto la questione del perché abbia vinto la gara un progetto non adeguato.</p>
<p>La risposta arriva al punto 5: <em>“In sede di aggiudicazione </em>– scrivono i due assessori –<em> non era possibile adottare un sistema diverso da quello offerto. La gara di appalto che ha visto l’affidamento dei lavori all’unico concorrente che ha presentato l’offerta ha evidentemente limitato la possibilità e disponibilità di scelta da parte dell’autorità di gara”.</em></p>
<p>La questione dunque è legata al fatto che alla gara abbia partecipato un solo concorrente (tesi ribadita in altri punti dell’interrogazione, come in altri punti della interrogazione precedentemente citata) e che dunque la scelta non era tra il progetto migliore tra diversi, ma un prendere o lasciare di fronte a una sola offerta. La Provincia ha deciso di prendere, salvo poi dover fare una variante di € <strong>19.467.948,17 </strong>per rimediare alle carenze tecniche del progetto vincitore.</p>
<p>Non sappiamo se questa fosse una scelta obbligata. Ci domandiamo per esempio se non fosse più opportuno, per tutelare l’interesse pubblico, decidere di rifare la gara d’appalto, visto che l’unico concorrente non aveva presentato un progetto pienamente soddisfacente.</p>
<p>Ci parrebbe anche opportuno capire perché e come, dopo un itinerario molto tormentato, sia rimasta in campo una sola offerta.</p>
<p><strong>Per tutti questi motivi,</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>i sottoscritti consiglieri provinciali invitano codesta Procura regionale presso la Corte dei Conti ad accertare se nel sopra descritto caso dell’appalto per il termovalorizzatore di Bolzano si sia verificato un danno erariale e se ci siano gli estremi per procedere di conseguenza.</p>
<p>I sottoscritti chiedono di essere informati sugli eventuali sviluppi degli accertamenti che codesta Procura vorrà intraprendere.</p>
<p>Con distinti saluti, i consiglieri provinciali</p>
<p>Riccardo Dello Sbarba</p>
<p>Hans Heiss</p>
<p>Bolzano, 14.10.09</p>
<p>Si allega:</p>
<ol>
<li>Emendamento al Dlp nr. 41/09 che      introduce il nuovo articolo 16      della LP nr. 1/2009 “Realizzazione del termovalorizzatore dei rifiuti      residui”” con previsione di costo portata a € 117.915.950.</li>
</ol>
<ol>
<li>Deliberazione della Giunta provinciale      nr. 2245, del 7 settembre 2009: <em>“Impianto      di termovalorizzazione di rifiuti residui in Bolzano. Variazione delle      caratteristiche tecniche e del costo complessivo dell’opera da € </em><em>98.448.000,00 a</em><em> € </em><em>117.915.948,17”</em>.<strong> </strong></li>
</ol>
<ol>
<li>Interrogazione 572/09 e risposta del      25 agosto 2009 firmata dall’assessore Florian Mussner.<strong> </strong></li>
</ol>
<p><strong> </strong></p>
<ol>
<li>Interrogazione 546/09, risposta del 25      agosto 2009 firmata dagli assessori Florian Mussner e Michl Laimer.</li>
</ol>
<br />Pubblicato in: ambiente, Bolzano Bozen Bulsan  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/riccardodellosbarba.wordpress.com/1302/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/riccardodellosbarba.wordpress.com/1302/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/riccardodellosbarba.wordpress.com/1302/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/riccardodellosbarba.wordpress.com/1302/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/riccardodellosbarba.wordpress.com/1302/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/riccardodellosbarba.wordpress.com/1302/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/riccardodellosbarba.wordpress.com/1302/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/riccardodellosbarba.wordpress.com/1302/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/riccardodellosbarba.wordpress.com/1302/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/riccardodellosbarba.wordpress.com/1302/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/riccardodellosbarba.wordpress.com/1302/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/riccardodellosbarba.wordpress.com/1302/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/riccardodellosbarba.wordpress.com/1302/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/riccardodellosbarba.wordpress.com/1302/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&amp;blog=3404516&amp;post=1302&amp;subd=riccardodellosbarba&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Hofer e sangiovese</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Sep 2009 09:03:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Dello Sbarba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Al Sandwirt, l&#8217;osteria di Andreas Hofer a San Leonardo in Passiria, abbiamo scoperto un vino celebrativo molto particolare. Qui spiego a Eva Lichtemberger, europarlamentare dei Verdi austriaci, il segreto del vino patriottico. Con un po&#8217; d&#8217;ironia, che i gestori del locale ci perdoneranno&#8230; Beim Sandwirt im Passeirer haben wir einen besonderen Wein entdeckt. Hier erkläre [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&amp;blog=3404516&amp;post=1293&amp;subd=riccardodellosbarba&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Al Sandwirt, l&#8217;osteria di Andreas Hofer a San Leonardo in Passiria,  abbiamo scoperto un vino celebrativo molto particolare. Qui spiego a Eva Lichtemberger, europarlamentare dei Verdi austriaci, il segreto del vino patriottico. Con un po&#8217; d&#8217;ironia, che i gestori del locale ci perdoneranno&#8230;</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://riccardodellosbarba.wordpress.com/2009/09/23/hofer-e-sangiovese/"><img src="http://img.youtube.com/vi/ki4byPZW0Io/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p><strong>Beim Sandwirt im Passeirer haben wir einen besonderen Wein entdeckt. Hier erkläre ich meiner Freundin Eva Lichtenberger, Europa-Abgeordnete der österreichischen Grünen, wo das Geheimnis liegt&#8230;</strong></p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://riccardodellosbarba.wordpress.com/2009/09/23/hofer-e-sangiovese/"><img src="http://img.youtube.com/vi/UURKqxUydKc/2.jpg" alt="" /></a></span>
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<p class="MsoNormal">Beim Sandwirt im Passeirer haben wir einen besonderen Wein entdeckt. Hier erkläre ich meiner Freundin Eva Lichtenberger, Europa-Abgeordnete der österreichischen Grünen, wo das Geheimnis liegt&#8230;</p>
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		<title>Il Tirolo che non marcia</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Sep 2009 10:12:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Dello Sbarba</dc:creator>
				<category><![CDATA[convivenza]]></category>
		<category><![CDATA[Selbstbestimmung]]></category>

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		<description><![CDATA[Vado o non vado? Mentre rigiro tra le mani l’invito per la grandiosa parata hoferiana di Innsbruck, arriva il suggerimento dell’amico Florian: “Per la chiesa – ammonisce – la messa del sabato vale anche per la domenica!” Così, dato che io sabato festeggio tra la Passiria e Merano il Tirolo alternativo, mi posso ritenere dispensato [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&amp;blog=3404516&amp;post=1286&amp;subd=riccardodellosbarba&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
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<p><strong>Vado o non vado? Mentre rigiro tra le mani l’invito per la grandiosa parata hoferiana di Innsbruck, arriva il suggerimento dell’amico Florian: “Per la chiesa – ammonisce – la messa del sabato vale anche per la domenica!”</strong></p>
<p><strong>Così, dato che io sabato festeggio tra la Passiria e Merano  il Tirolo alternativo, mi posso ritenere dispensato dalla marcia domenicale a Innsbruck.</strong></p>
<p>Del resto, cosa ci andrei a fare? Non è per quelli come me che è pensata la pomposa sfilata. Quello non è il Tirolo che amo: colorato, terra di mezzo, d’incontri e di mescolamenti.</p>
<p>A Innsbruck sfilerà invece il Tirolo delle identità granitiche, il Tirolo da Kufstein a Borghetto che marcia a passo cadenzato, orgoglioso di una “tirolesità” che mescola patriottismo e promozione turistica. Sarà il Tirolo cui si è ammessi solo in uniforme tradizionale, e a dare il ritmo saranno gli Schützen dalla cadenza militaresca. Che ci farei io, lassù sulla tribuna, se non l’imbarazzata foglia di fico per uno spettacolo che non mi prevede?</p>
<p><span id="more-1286"></span></p>
<p>Alle 21 salve di cannone dal Berg Isel e alle scariche in aria degli schioppi mi tremerebbe il cuore. E al momento di cantare l’inno tirolese (“Zu Mantua in Banden, der treue Hofer war….“) rincorrerei con le labbra qualche strofa: gli inni nazionali non mi sono mai entrati in testa, quello italiano compreso, figuriamoci quello hoferiano.</p>
<p>Non starei a mio agio su quella tribuna d’onore dove, davanti all’esercito domestico che ci sfila ai piedi, i vertici delle tre province giocano a fare i Principi con la corte. E dove il gran maestro di cerimonia, il conservatore Andreas Kohl, mette nella stessa minestra autonomia e autodeterminazione (vedi l’opuscolo della festa) e autorizza gli Schützen sudtirolesi a marciare in nome del “Los von Rom” e della “Selbstbestimmung”. Anno Nove: ma di quale secolo?</p>
<p>Allora meglio il mio “altro Tirolo” del sabato, in Passiria e a Merano. Il Tirolo che incontra Baviera, Francia e Sassonia e con quei “nemici” di allora stringe un patto di pace e di futuro, in un’Europa senza sangue, senza confini, senza barriere, senza fili spinati, senza esclusioni, senza uniformi, senza inni nazionali.</p>
<p>Allora preferisco l’Andreas Hofer del mio sabato in val Passiria, non quello di bronzo dei monumenti, ma l’uomo Hofer del suo Sandwirt e della bella mostra che lo racconta. l’Hofer eroe a sua insaputa, trascinato per dieci mesi da avvenimenti più grandi di lui, l’uomo che cerca di assumersi come può l’immensa responsabilità che gli è gettata addosso, che cade, si rialza, si dispera, vacilla, mentre Vienna lo usa, lo illude e poi lo abbandona in nome della ragion di stato. E’ l’Hofer che ci somiglia, a cui vorremmo accarezzare i capelli la notte prima dell’esecuzione.</p>
<p>E allora è meglio la festa della convivenza del mio sabato sera a Merano, incontro di persone di tutte le lingue, di donne e uomini liberi nel vestire e nel parlare, nel ballare e nel far musica. Una festa a questa meravigliosa terra tra i monti e alle sfide del suo futuro. Come impedire che la crisi alimenti ingiustizia, esclusione e razzismo. Come promuovere uguaglianza e giustizia sociale. Come proteggere la nostra eccezionale natura, la sua straordinaria biodiversità, i paesaggi unici al mondo, il clima indispensabile alla vita sul pianeta.</p>
<p>Una festa, la nostra all’”altro Tirolo”, conclusa con le note di Fabrizio de Andrè, di cui ricorrono i 10 anni dalla morte (1999), suonate dalla band di Andrea Maffei. E dalle poesie di Norbert C. Kaser, il poeta che voleva “fare arrosto l’aquila tirolese”, cantate da Benno Simma per ricordare i  40 anni (1969) della “Brixner Rede”, l’ esordio del giovanissimo ribelle.</p>
<p>Una festa per riflettere sulla nostra responsabilità verso l’universo mondo. E per ricordarci che l’”Anno Nove” non è solo Hofer.</p>
<p><em>(Pubblicato oggi, domenica 20 settembre, sul giornale Alto Adige)</em></p>
<br />Pubblicato in: convivenza, Selbstbestimmung  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/riccardodellosbarba.wordpress.com/1286/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/riccardodellosbarba.wordpress.com/1286/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/riccardodellosbarba.wordpress.com/1286/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/riccardodellosbarba.wordpress.com/1286/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/riccardodellosbarba.wordpress.com/1286/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/riccardodellosbarba.wordpress.com/1286/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/riccardodellosbarba.wordpress.com/1286/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/riccardodellosbarba.wordpress.com/1286/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/riccardodellosbarba.wordpress.com/1286/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/riccardodellosbarba.wordpress.com/1286/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/riccardodellosbarba.wordpress.com/1286/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/riccardodellosbarba.wordpress.com/1286/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/riccardodellosbarba.wordpress.com/1286/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/riccardodellosbarba.wordpress.com/1286/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&amp;blog=3404516&amp;post=1286&amp;subd=riccardodellosbarba&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Riccardo Dello Sbarba</media:title>
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			<media:title type="html">gedenkjahr09</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Avs e Cai, fare pace</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Sep 2009 15:02:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Dello Sbarba</dc:creator>
				<category><![CDATA[bilinguismo]]></category>
		<category><![CDATA[convivenza]]></category>

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		<description><![CDATA[SEGNALETICA DI MONTAGNA: Avs, Cai e associazioni turistiche sono obbligati al bilinguismo, poiché esercitano questa funzione come concessionari di servizio di pubblico interesse loro delegato dalla Provincia. QUESTA MATTINA ABBIAMO PRESENTATO UN DOSSIER IN CUI SONO  DOCUMENTATE LE CIFRE (1,5 MILIONI IN 5 ANNI), LE  LEGGI, GLI EQUIVOCI E LE BUGIE DELLA POLITICA, CHE HA [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&amp;blog=3404516&amp;post=1280&amp;subd=riccardodellosbarba&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2009/09/cartelli.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1281" title="CARTELLI" src="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2009/09/cartelli.jpg?w=500" alt="CARTELLI"   /></a></p>
<p><strong>SEGNALETICA DI MONTAGNA: Avs, Cai e associazioni turistiche sono obbligati al bilinguismo, poiché esercitano questa funzione come concessionari di servizio di pubblico interesse loro delegato dalla Provincia.</strong></p>
<p><strong>QUESTA MATTINA ABBIAMO PRESENTATO UN DOSSIER IN CUI SONO  DOCUMENTATE LE CIFRE (1,5 MILIONI IN 5 ANNI), LE  LEGGI, GLI EQUIVOCI E LE BUGIE DELLA POLITICA, CHE HA LASCIATO FARE FACENDO FINTA DI NON VEDERE E GETTANDO CENTINAIA DI VOLONTARI E AMANTI DELLA MONTAGNA DI CAI E AVS IN UN&#8217;ASSURDA GUERRA DEI CARTELLI.</strong></p>
<p><span id="more-1280"></span></p>
<p style="text-align:center;"><strong>MONTAGNA, BASTA GUERRE DEI CARTELLI</strong></p>
<p>Nell’attuale dibattito sulla segnaletica di montagna troppi hanno giocato sull’equivoco. Una soluzione equilibrata deve invece basarsi su fatti, norme e cifre precise. Noi Verdi abbiamo svolto un’accurata ricerca e i risultati non lasciano dubbi.</p>
<p>Intanto, quindi, eliminiamo gli equivoci:</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Primo equivoco:</strong><strong> </strong>il problema centrale <span style="text-decoration:underline;">non</span> è la toponomastica. Non tradurre “Europäischer Fernwanderweg“, “Bushaltestelle”, “Kastanienweg“, “Alm”, Hütte” con i termini italiani „Sentiero europeo“, “Fermata autobus”, “Sentiero delle castagne”, “malga”, rifugio” non è una violazione delle norme sulla toponomastica, ma una violazione  della norma d’attuazione dello Statuto di Autonomia <span style="text-decoration:underline;">sull’uso congiunto e paritetico delle lingue</span> (DPR nr. 574 del 15 luglio 1988) varato – non dimentichiamolo &#8211; a tutela innanzitutto della lingua tedesca (parificata all’italiano lingua dello stato).</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Secondo equivoco</strong><strong>: </strong>il problema <span style="text-decoration:underline;">non</span> è se nel progetto europeo “rete dei sentieri alpini” sia compresa l’istallazione della segnaletica sul terreno. Il problema non è neppure se i cartelli si trovano su terreno privato o pubblico. Tutti questi sono argomenti (volutamente?) fuorvianti.</p>
<p><strong>Il punto centrale è invece che Cai, Avs e associazioni turistiche curano la segnaletica di montagna in quanto la Provincia ha delegato loro, con due leggi provinciali, questa funzione che spetterebbe alla stessa Provincia. Per svolgere questa funzione Cai e Avs ricevono regolari finanziamenti (la cui entità documentiamo più sotto). Di conseguenza, Cai ed Avs si trovano nella posizione di “<span style="text-decoration:underline;">concessionari di un servizio di pubblico interesse</span>” e come tali sono obbligati a rispettare le norme che anche la Provincia nei suoi atti deve rispettare, tra cui innanzitutto la norma d’attuazione sull’uso congiunto e paritetico delle lingue e, per i toponimi, quanto previsto all’articolo 8 comma 2, dello Statuto di autonomia.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Esaminiamo meglio la normativa ricordata.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p align="center"><strong>PRIMO PUNTO</strong></p>
<p align="center"><strong>CAI E AVS CURANO </strong><strong>LA SEGNALETICA DI MONTAGNA</strong><strong> IN QUANTO </strong><strong>LA PROVINCIA HA DELEGATO</strong><strong> LORO QUESTA FUNZIONE, IN BASE A UNA LEGGE PROVINCIALE E CON ADEGUIATI FINANZIAMENTI.</strong></p>
<p>Ciò avviene in base a due leggi:</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Legge provinciale nr. 33 del 13 dicembre 1991, “Ordinamento delle guide alpine”.</strong></p>
<p>All’articolo 26, comma 1, è scritto:</p>
<p><em>“La Giunta provinciale è autorizzata a concedere alle associazioni alpinistiche Avs e Cai sovvenzioni annue forfettarie per le spese di manutenzione di modesta entità dei rifugi, dei sentieri e degli itinerari alpini”.</em></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong>Legge provinciale nr. 22 del 7 giugno 1982, “Disciplina dei rifugi alpini e provvidenze a favore del patrimonio alpinistico provinciale”.</strong></p>
<p>All’articolo 10, comma 1, è scritto:</p>
<p><em>“Art. 10</em></p>
<p><em>1. Al fine di migliorare e incrementare il patrimonio alpinistico nell’ambito della provincia, la Giunta provinciale è autorizzata a concedere contributi per le seguenti iniziative (…): </em></p>
<p><em>d) la costruzione, la manutenzione, il miglioramento e la segnalazione dei sentieri alpini (…)”.</em></p>
<p>Nello stesso articolo, al comma 3:</p>
<p><em>“3. Le attività di cui al precedente comma possono essere affidate all’Alpenverein Südtirol (Avs), al Club Alpino Italiano (Cai), sezione </em><em>Alto  Adige,</em><em> o ad altri istituti, enti, associazioni e organizzazioni ai quali l’Amministrazione provinciale potrà rifondere in tutto o in parte le spese sostenute”.</em></p>
<p>In altri articoli la stessa legge determina criteri per le domande di contributo e i versamenti.</p>
<p>Tale versamenti si sono in effetti verificati puntualmente ogni anno e sono stati deliberati in base alle due leggi ricordate (la legge provinciale nr. 22 del 7 giugno 1982, articolo 10, comma 1, e la legge provinciale nr. 33 del 13 dicembre 1991, articolo 26).</p>
<p>Ecco un prospetto degli anni dal 2004 ad oggi:</p>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="393">
<tbody>
<tr>
<td colspan="4" width="393" valign="bottom">
<p align="center">CONTRIBUTI   DELLA PROVINCIA, RIP. TURISMO</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="4" width="393" valign="bottom">
<p align="center">IN BASE ALLE   LEGGI PROVINCIALI</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="4" width="393" valign="bottom">
<p align="center">22/1982 ART.10 C. 1 E 33/1991   ART.26</p>
<p align="center">
</td>
</tr>
<tr>
<td width="111" valign="bottom"></td>
<td width="99" valign="bottom">
<p align="center"><strong>AVS</strong></p>
</td>
<td width="84" valign="bottom">
<p align="center"><strong>CAI</strong></p>
</td>
<td width="99" valign="bottom">
<p align="center">
</td>
</tr>
<tr>
<td width="111" valign="bottom"></td>
<td width="99" valign="bottom">
<p align="center">
</td>
<td width="84" valign="bottom">
<p align="center">
</td>
<td width="99" valign="bottom">
<p align="center">totale</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="111" valign="bottom">
<p align="center">2009 (1.sem)</p>
</td>
<td width="99" valign="bottom">
<p align="center">€ 69.025</p>
</td>
<td width="84" valign="bottom">
<p align="center">€ 21.450</p>
</td>
<td width="99" valign="bottom">
<p align="center">€ 90.475</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="111" valign="bottom">
<p align="right">2008</p>
</td>
<td width="99" valign="bottom">
<p align="center">€ 278.600</p>
</td>
<td width="84" valign="bottom">
<p align="center">€ 29.900</p>
</td>
<td width="99" valign="bottom">
<p align="center">€ 308.500</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="111" valign="bottom">
<p align="right">2007</p>
</td>
<td width="99" valign="bottom">
<p align="center">€ 316.500</p>
</td>
<td width="84" valign="bottom">
<p align="center">€ 107.021</p>
</td>
<td width="99" valign="bottom">
<p align="center">€ 423.521</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="111" valign="bottom">
<p align="right">2006</p>
</td>
<td width="99" valign="bottom">
<p align="center">€ 135.800</p>
</td>
<td width="84" valign="bottom">
<p align="center">€ 10.500</p>
</td>
<td width="99" valign="bottom">
<p align="center">€ 146.300</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="111" valign="bottom">
<p align="right">2005</p>
</td>
<td width="99" valign="bottom">
<p align="center">€ 239.418</p>
</td>
<td width="84" valign="bottom">
<p align="center">€ 12.600</p>
</td>
<td width="99" valign="bottom">
<p align="center">€ 252.018</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="111" valign="bottom">
<p align="right">2004</p>
</td>
<td width="99" valign="bottom">
<p align="center">€ 135.000</p>
</td>
<td width="84" valign="bottom">
<p align="center">€ 64.306</p>
</td>
<td width="99" valign="bottom">
<p align="center">€ 199.306</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="111" valign="bottom">
<p align="right"><strong>totale</strong></p>
</td>
<td width="99" valign="bottom">
<p align="center"><strong>€ 1.174.343</strong></p>
</td>
<td width="84" valign="bottom">
<p align="center"><strong>€ 245.777</strong></p>
</td>
<td width="99" valign="bottom">
<p align="center"><strong>€ 1.420.120</strong></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>E’ dimostrato così che la manutenzione dei sentieri, segnaletica inclusa, è delegata dalla Provincia a Cai e Avs, e a loro finanziata, in base a due leggi provinciali. Si tratta ora di capire quale sia la posizione giuridica, e i doveri conseguenti, delle due associazioni nell’esecuzione di questa funzione delegata.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p align="center"><strong>SECONDO PUNTO</strong></p>
<p align="center"><strong>CAI E AVS SONO CONCESSIONARI DI SERVIZI DI PUBBLICO INTERESSE E HANNO L’OBBLIGO DI RISPETTARE </strong><strong>LA NORMA D</strong><strong>’ATTUAZIONE DELLO STATUTO SULL’USO CONGIUNTO E PARITETICO DELLE LINGUE.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Ogni volta che la Provincia deleghi funzioni sue proprie a altri enti o soggetti pubblici o privati, questi si trovano nella posizione giuridica di “concessionari di servizio pubblico”, e con essi deve esistere una sorta di “contratto di servizio” (in quale forma andrà verificato) che definisce funzioni e obblighi del concessionario. Tra questi, c’è l’uso congiunto e paritetico delle lingue.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Norma di attuazione dello Statuto speciale della regione Trentino </strong><strong>Alto Adige in</strong><strong> materia di uso della lingua tedesca e della lingua ladina nei rapporti dei cittadini con la pubblica amministrazione e nei procedimenti giudiziari, DPR nr. 574 del 15 luglio 1988</strong><strong> </strong></p>
<p>La norma, come dice il titolo, è fatta per garantire la parificazione delle lingue della minoranza all’italiano lingua nazionale. Essa prevede l’uso contemporaneo e paritetico delle due o delle tre lingue in tutti gli atti della pubblica amministrazione e nei rapporti con la cittadinanza.</p>
<p>In particolare, l’articolo 2 e l’articolo 3:</p>
<p><em>Art. 2 </em></p>
<p><em>Presso<span style="text-decoration:underline;"> i concessionari di servizi di pubblico interesse</span> svolti in provincia di Bolzano l&#8217;attività deve essere organizzata in modo che sia garantito l&#8217;uso delle due lingue italiano e tedesca secondo le norme del presente decreto.  (…)</em></p>
<p><em> Ai fini del presente decreto <span style="text-decoration:underline;">sono concessionari di servizi di pubblico interesse i soggetti che gestiscono servizi che rientrano ne</span></em><em><span style="text-decoration:underline;">lle attribuzioni o nella disponibilità di enti pubblici, </span>nonché quelli in atto ad essi equiparati (…).</em></p>
<p><em>Art. 3</em></p>
<p><em>Gli organi, gli uffici e i concessionari indicati nell&#8217;art. 1 devono predisporre o adeguare le strutture organizzative al fine di consentire l&#8217;uso dell&#8217;una e dell&#8217;altra lingua.</em></p>
<p>Quale sia il campo di applicazione del bilinguismo lo spiega l’articolo 4:</p>
<p><em>Art 4. </em></p>
<p><em>(…) <span style="text-decoration:underline;">L’uso congiunto delle lingue italiana e tedesca</span> da parte degli organi, uffici e concessionari di cui all’art. 1, <span style="text-decoration:underline;">è prescritto per gli atti destinati alla generalità dei cittadini</span>, per gli atti individuali destinati ad uso pubblico e per gli atti destinati a pluralità di uffici. </em></p>
<p><em>A tal fine sono considerati: </em></p>
<p><em>a) atti destinati alla generalità dei cittadini, <span style="text-decoration:underline;">quelli che siano diretti ad una pluralità indeterminata di destinatari </span>(…).</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Non c’è dubbio che la segnaletica di montagna rientri in questo genere di <em>atti destinati alla generalità dei cittadini, diretti a una pluralità indeterminata di destinatari.</em><strong> </strong></p>
<p><strong>IN CONCLUSIONE: </strong><strong>Nel curare la segnaletica di montagna Cai e Avs (ma anche le associazioni turistiche) svolgono il ruolo di concessionari di servizio di pubblico interesse, delegato loro dalla Provincia e come tale finanziato. Nell’esecuzione di questo compito, essi sono tenuti a rispettare la norma di attuazione sull’uso paritetico e congiunto delle lingue. Ciò significa che ogni termine che compare sul cartello, diverso dal toponimo, (come malga, via, rifugio ecc…) deve essere riportato in tutte e due (tre) le lingue riconosciute in provincia di Bolzano.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p align="center"><strong>TERZO PUNTO</strong></p>
<p align="center"><strong>PER I TOPONIMI VALE QUANTO STABILITO DALLO STATUTO</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Chiarito che ogni termine che esista in entrambe (o tutte e tre) le lingue deve essere riportato in traduzione, affrontiamo l’ultimo problema, quello dei veri e propri toponimi. Si sono viste foto con cartelli che indicano Brixen ma non Bressanone, Jenesien ma non San Genesio.</p>
<p>Su questo punto vale il criterio precedente: chiunque sia concessionario di servizio di pubblico interesse deve rispettare le norme che deve rispettare l’ente delegate, in questo caso la Provincia. E per la Provincia vale quanto previsto dallo<strong> Statuto di autonomia, all’art. 8, comma 2:</strong></p>
<p><strong> </strong><em>Art. 8</em></p>
<p><em> </em><em>Le Province hanno la potestà di emanare norme legislative, (…) nelle seguenti materie (…):</em></p>
<p><em>2) toponomastica<span style="text-decoration:underline;">, fermo restando l’obbligo della bilinguità</span> nel territorio della provincia di Bolzano;</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Ne consegue che ogni toponimo deve essere riportato nelle due o tre lingue, sempre che esso esista. Finché non sarà approvata una legge provinciale sulla toponomastica, non è consentito a nessuno di dare una propria interpretazione (anticipando di fatto una legge che non c’è) della questione, distinguendo tra micro e macro, tra toponimi storici e inventati.</p>
<p><strong>Ciò non significa approvare tutte le traduzioni (spesso arbitrarie e non di rado ridicole) di Tolomei, ma chiedere il rispetto della legge. Se la politica vuole approvare una legge provinciale sulla toponomastica lo può fare; in mancanza di una legge, resta solo lo Statuto a regolare la materia.</strong></p>
<p><strong>Qualsiasi comportamento che unilateralmente non rispetti lo Statuto equivale a negare a questo o a quel gruppo linguistico il diritto di sentirsi a casa in </strong><strong>Alto  Adige –</strong><strong> Südtirol. E questo è inaccettabile.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p align="center"><strong>QUARTO PUNTO</strong></p>
<p align="center"><strong>CONCLUSIONI E RESPONSABILITA’</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>In questi giorni tanti volontari di Avs e Cai sono stati trascinati in una polemica etnica di cui loro sono le prime vittime. Il semplice volontario che si arrampica in quota per sistemare un cartello si sente umiliato da queste polemiche, la cui responsabilità è innanzitutto della politica provinciale e in parte anche dei vertici delle associazioni, che dovrebbero conoscere le leggi e le fonti di finanziamento di cui abbiamo parlato in questo dossier.</p>
<p>Per questo la responsabilità ricade innanzitutto sulla Giunta provinciale, alla quale domandiamo:</p>
<ol>
<li>Al momento di erogare i finanziamenti per la segnaletica di montagna, in base alle leggi nr. 22 del 7 giugno 1982 e nr. 33 del 13 dicembre 1991, ha stipulato la Giunta con Avs e Cai un “contratto di servizio” in cui fossero fissati criteri e obblighi derivanti dall’essere delegati a questo servizio di pubblico interesse?</li>
<li>Non si è accorta che la segnaletica istallata in diversi sentieri di montagna non rispettava le norme di legge?</li>
<li>Se non se n’è accorta, non ha peccato di mancato controllo?</li>
<li>E se invece se n’è accorta, perché non è intervenuta?</li>
<li>E ora, come intende intervenire la giunta provinciale per assicurare il ripristino della legalità?</li>
<li>Se la Giunta provinciale non ha stipulato un “contratto di servizio”, se non ha vigilato o se non ha fatto nulla pur sapendo, non tocca ora alla Giunta provinciale garantire la sostituzione dei cartelli già istallati coprendone le spese?</li>
</ol>
<p>Su questi punti noi Verdi abbiamo oggi presentato un’interrogazione in Consiglio provinciale.</p>
<p>Ai vertici dell’Avs, che al contrario delle migliaia di volontari dell’associazione avrebbero dovuto conoscere i loro obblighi di legge, chiediamo di riconoscere l’errore fatto e concordare con la Giunta provinciale un programma per ripristinare al più presto la legalità e far cessare questa assurda “guerra dei cartelli”.</p>
<br />Pubblicato in: bilinguismo, convivenza  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/riccardodellosbarba.wordpress.com/1280/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/riccardodellosbarba.wordpress.com/1280/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/riccardodellosbarba.wordpress.com/1280/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/riccardodellosbarba.wordpress.com/1280/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/riccardodellosbarba.wordpress.com/1280/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/riccardodellosbarba.wordpress.com/1280/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/riccardodellosbarba.wordpress.com/1280/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/riccardodellosbarba.wordpress.com/1280/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/riccardodellosbarba.wordpress.com/1280/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/riccardodellosbarba.wordpress.com/1280/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/riccardodellosbarba.wordpress.com/1280/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/riccardodellosbarba.wordpress.com/1280/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/riccardodellosbarba.wordpress.com/1280/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/riccardodellosbarba.wordpress.com/1280/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&amp;blog=3404516&amp;post=1280&amp;subd=riccardodellosbarba&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">CARTELLI</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Città divisa</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Sep 2009 14:35:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Dello Sbarba</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bolzano Bozen Bulsan]]></category>
		<category><![CDATA[convivenza]]></category>

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		<description><![CDATA[BOLZANO &#8211; Festa del centro. Due mi mangiano vicino, sbevazzano e urlano: &#8220;odiamo i tedeschi, razza inutile e dannosa&#8221;. Vomito, mi alzo, giro. Agli stand vedo solo associazioni di lingua tedesca, Pichler Rolle seduto nello stand più grande in piazza Walther si atteggia a sindaco di 1/3 di Bolzano. Non riconosco la mia città. Gino [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&amp;blog=3404516&amp;post=1261&amp;subd=riccardodellosbarba&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2009/09/altstadtfest.jpg"><img class="size-full wp-image-1264 alignleft" title="altstadtfest" src="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2009/09/altstadtfest.jpg?w=500" alt="altstadtfest"   /></a>BOLZANO &#8211; Festa del centro. Due mi mangiano vicino, sbevazzano e urlano: &#8220;odiamo i tedeschi, razza inutile e dannosa&#8221;. Vomito, mi alzo, giro.</p>
<p>Agli stand vedo solo associazioni di lingua tedesca, Pichler Rolle seduto nello stand più grande in piazza Walther si atteggia a sindaco di 1/3 di Bolzano. Non riconosco la mia città.</p>
<p>Gino di Stasio del Masetti racconta che le associazioni italiane si sono ritirate una dopo l&#8217;altra: erano ben nove quanche anno fa, ora sono rimaste solo in due.</p>
<p>Stessa sera: festa dei calabresi a Regina pacis e festa di via Resia in via Resia.  A ciascuno il suo ghetto.</p>
<br />Pubblicato in: Bolzano Bozen Bulsan, convivenza  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/riccardodellosbarba.wordpress.com/1261/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/riccardodellosbarba.wordpress.com/1261/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/riccardodellosbarba.wordpress.com/1261/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/riccardodellosbarba.wordpress.com/1261/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/riccardodellosbarba.wordpress.com/1261/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/riccardodellosbarba.wordpress.com/1261/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/riccardodellosbarba.wordpress.com/1261/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/riccardodellosbarba.wordpress.com/1261/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/riccardodellosbarba.wordpress.com/1261/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/riccardodellosbarba.wordpress.com/1261/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/riccardodellosbarba.wordpress.com/1261/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/riccardodellosbarba.wordpress.com/1261/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/riccardodellosbarba.wordpress.com/1261/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/riccardodellosbarba.wordpress.com/1261/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&amp;blog=3404516&amp;post=1261&amp;subd=riccardodellosbarba&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Giustizia</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Sep 2009 13:58:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Dello Sbarba</dc:creator>
				<category><![CDATA[convivenza]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[EGARTNER DICHIARATO INELEGGIBILE SENTENZA STORICA DEL TRIBUNALE DI BOLZANO Oggi, venerdì 11 settembre 2009, ore 14.00 Il tribunale ha accolto il nostro ricorso. L’imprenditore Svp Christian Egartner (Wipptalerbau) era ineleggibile in quanto  presidente della società Conbau che esegue per la Provincia due grossi appalti: tunnel di Laives (32 milioni) e variante di Ora (22 milioni). [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&amp;blog=3404516&amp;post=1252&amp;subd=riccardodellosbarba&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2009/09/durni-egart.jpg"><img class="size-full wp-image-1253 alignleft" title="durni egart" src="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2009/09/durni-egart.jpg?w=500" alt="durni egart"   /></a>EGARTNER DICHIARATO INELEGGIBILE</strong></p>
<p><strong>SENTENZA STORICA DEL TRIBUNALE DI BOLZANO</strong></p>
<p>Oggi, venerdì 11 settembre 2009, ore 14.00</p>
<p>Il tribunale ha accolto il nostro ricorso. L’imprenditore Svp Christian Egartner (Wipptalerbau) era ineleggibile in quanto  presidente della società Conbau che esegue per la Provincia due grossi appalti: tunnel di Laives (32 milioni) e variante di Ora (22 milioni). Il tribunale accoglie le tesi della mia relazione (di minoranza) in Consiglio provinciale.</p>
<p>Per una volta è stato sconfitto il terzetto dei potenti: Egartner (il lobbista), Brandstätter (l’avvocato) e Durnwalder (il padrino politico).</p>
<p>Trovate qui tutta la storia e la documentazione: <a href="../2009/07/02/il-caso-egartner/">http://riccardodellosbarba.wordpress.com/2009/07/02/il-caso-egartner/</a></p>
<br />Pubblicato in: convivenza, economia, politica  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/riccardodellosbarba.wordpress.com/1252/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/riccardodellosbarba.wordpress.com/1252/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/riccardodellosbarba.wordpress.com/1252/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/riccardodellosbarba.wordpress.com/1252/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/riccardodellosbarba.wordpress.com/1252/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/riccardodellosbarba.wordpress.com/1252/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/riccardodellosbarba.wordpress.com/1252/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/riccardodellosbarba.wordpress.com/1252/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/riccardodellosbarba.wordpress.com/1252/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/riccardodellosbarba.wordpress.com/1252/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/riccardodellosbarba.wordpress.com/1252/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/riccardodellosbarba.wordpress.com/1252/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/riccardodellosbarba.wordpress.com/1252/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/riccardodellosbarba.wordpress.com/1252/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&amp;blog=3404516&amp;post=1252&amp;subd=riccardodellosbarba&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">durni egart</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Vade retro, Maroni</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 09:24:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Dello Sbarba</dc:creator>
				<category><![CDATA[convivenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa mattina noi Verdi abbiamo consegnato al Vescovo Golser una lettera aperta  sul suo incontro di domani col ministro Maroni. Gli abbiamo detto che  un ministro degli interni della Lega che militarizza il Mediterraneo, teorizza i &#8220;respingimenti&#8221; e calpesta i diritti umani non può venire in Sudtirolo a insegnarci la convivenza e non può essere [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&amp;blog=3404516&amp;post=1244&amp;subd=riccardodellosbarba&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2009/09/foto2-vesc.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1245" title="foto2 vesc" src="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2009/09/foto2-vesc.jpg?w=300&#038;h=278" alt="foto2 vesc" width="300" height="278" /></a></p>
<p><strong>Questa mattina noi  Verdi abbiamo consegnato al Vescovo Golser una lettera aperta   sul suo incontro di domani col ministro Maroni. Gli abbiamo detto che  un ministro degli interni della Lega che  militarizza il Mediterraneo, teorizza i &#8220;respingimenti&#8221; e calpesta i diritti umani non può venire in Sudtirolo a insegnarci la convivenza e non può essere legittimato dalla Chiesa. Abbiamo messo in guardia il Vescovo contro i tentativi della Lega di strumentalizzarlo per gettare un ponte verso la Svp e il governo provinciale. Il Vescovo era consapevole dei rischi e mi è parso ben contento della nostra visita.</strong></p>
<p><strong>Di seguito il testo della nostra lettera in italiano e tedesco.</strong></p>
<p><span id="more-1244"></span></p>
<p><strong>Egregio signor Vescovo,</strong></p>
<p>abbiamo saputo dai giornali che Lei incontrerà a Bolzano l’11 settembre il ministro degli interni Roberto Maroni. L’incontro dovrebbe avvenire nell’ambito del cosiddetto “tavolo della convivenza”, che il ministro Maroni ha aperto nelle due precedenti visite a Bolzano. A spingere il ministro a chiederLe un colloquio personale a quattr’occhi sono state proprio le Sue dichiarazioni in occasione dell’ultimo incontro, tenutosi il 2 giugno. In quell’occasione, Lei ha fatto con forza appello alla pace tra i gruppi linguistici. Appello che ha molto impressionato l’opinione pubblica e il ministro stesso.</p>
<p>Noi Verdi non abbiamo partecipato a quell’incontro. Noi siamo convinti infatti che un rappresentante dello Stato, per di più un ministro degli Interni, non è la persona giusta a fare da mediatore sulle questioni della convivenza e dell’autonomia. I problemi aperti in questi campi – questa è la nostra convinzione – devono essere affrontati e risolti in sede locale, con sforzi congiunti e incontri sistematici tra i rappresentanti locali della politica, della società e della cultura di tutti i gruppi linguistici. In questo sta la vera autonomia: nell’essere in grado di costruire con le nostre proprie forze un chiaro “calendario operativo”, un’adeguata rappresentanza, e soprattutto una conduzione credibile e al di sopra delle parti dei colloqui che sono necessari.</p>
<p>Gli avvenimenti delle ultime settimane ci hanno rafforzato in questa convinzione, soprattutto considerando la politica perseguita da Roberto Maroni come ministro degli interni, come parte del governo Berlusconi e come uno dei massimi dirigenti della Lega Nord. In questo triplice ruolo, il ministro Maroni è stato tutt’altro che un portatore di pace e convivenza in Italia e nel mondo, in particolare in quella parte così sensibile e drammatica del mondo che è il bacino del Mediterraneo.</p>
<p>Nel suo triplice ruolo il ministro Maroni ha avuto una funzione determinante nella proposizione prima, nell’approvazione poi e nella gestione infine, di quel “pacchetto sicurezza” che ha come evidenti conseguenze la disumanità, la discriminazione e l’invito ai cittadini a farsi giustizia da soli.  I 73 immigrati somali lasciati annegare nel Mediterraneo nell’indifferenza di governi, autorità di polizia e semplici cittadini che li hanno avvistati in mare e non soccorsi – per timore di venire accusati di “immigrazione clandestina” – sono solo le ultime vittime di una sciagurata politica che ha voltato le spalle a ogni sentimento di solidarietà e alle responsabilità che ogni paese europeo dovrebbe sentire verso persone provenienti da terre per secoli depauperate da un dissennato dominio coloniale, cui anche l’Italia ha partecipato e che non può dimenticare.</p>
<p>Il ministro dell’Interno Maroni si è particolarmente distinto per lo zelo con cui ha applicato la politica del pugno duro contro gli immigrati voluta dall’attuale governo italiano, per il modo in cui ha rivendicato come suo merito l’azione di “respingimento” dei disperati del mare, per come ha più volte respinto gli appelli all’umanità che gli venivano rivolti sia dalle istituzioni internazionali che da tanta parte dello stesso mondo cattolico.</p>
<p>Si tratta di una politica che ha ben poco a che fare con i valori su cui si fonda la odierna civiltà europea. Il moto “syn-insieme” su cui si basa il Suo episcopato e quello del suo predecessore, è anni luce lontano dai valori e dalla politica perseguita dal ministro Maroni e dall’attuale governo, contro cui si è alzata l’autorevole voce dell’intera Chiesa cattolica.</p>
<p>Questa politica non incoraggia né “l’unire”, né “il riconciliare”, ma fomenta piuttosto il “dividere”, lo “spaccare”, il “discriminare”. Discriminare in regioni d’Italia “buone e cattive”, in persone di prima e seconda classe.</p>
<p>Agli appelli della Chiesa, il ministro e capo della Lega Umberto Bossi ha risposto: “Si risparmino gli appelli umanitari, noi non ne abbiamo bisogno”.</p>
<p>In questa situazione, avendo davanti un tale interlocutore, noi siamo sicuri signor Vescovo che Lei saprà trovare nei confronti del ministro cortesi ma inequivocabili parole: Lei ha infatti l’occasione di rendere chiaro al ministro che la sua politica inumana non può in nessun modo risolvere la sfida dell’immigrazione e della disuguaglianza tra diverse aree del pianeta, ma solo infliggere ai più poveri ulteriori povertà e sofferenze. E siamo certi che Lei, signor Vescovo, saprà dire chiaro al ministro che lui, il suo governo e il suo partito non sono i soggetti giusti per contribuire alla pace in Alto Adige. Il tono fermo e persuasivo che Lei signor Vescovo ha saputo usare nei primi mesi del Suo episcopato, e che ha sollevato l’entusiasmo di così tante persone, può far capire al Ministro e alla stessa opinione pubblica altoatesina che un valore fondamentale della nostra terra è la varietà di lingue e che la riuscita convivenza tra i gruppi linguistici e le diverse culture – compresi i nuovi cittadini arrivati qui da tutto il mondo – costituisce l’impegno principale anche della Chiesa.</p>
<p>Anche se per noi Verdi la divisione tra Stato e Chiesa è fondamentale; e anche se per le “radici cristiane”, pur importanti, non sono le uniche fondamenta della civiltà europea, pur tuttavia  hanno destato in noi una grandissima speranza le parole, l’impegno e i toni che Lei signor Vescovo ha saputo trovare nel suo nuovo impegnativo compito. La Sua forza di convinzione e la Sua chiara presa di posizione per i beni supremi del dialogo e della convivenza costituiscono una forma di “moral suasion” di cui la nostra terra e le persone che ci vivono hanno assolutamente bisogno.</p>
<p>Sepp Kusstatscher                                                             Riccardo Dello Sbarba</p>
<p>Brigitte Foppa                                                                     Hans Heiss</p>
<p>Portavoci dei  Grünen/Verdi/Verc                          Consiglieri provinciali</p>
<p><strong>Sehr geehrter Herr Bischof,</strong></p>
<p>wir entnehmen den Medien, dass Sie am 11. September 2009 mit Innenminister Maroni in Bozen zu einem Gespräch zusammentreffen werden. Die Begegnung soll im Rahmen des sog. „Tisches des Zusammenlebens“ erfolgen, den Minister Maroni bei seinen zweimaligen Aufenthalten in Bozen eröffnet hat.</p>
<p>Ihre Stellungnahme beim letzten Treffen am 2. Juli hat den Innenminister dazu bewogen, Sie um eine persönliche Aussprache unter vier Augen zu ersuchen. Bei dieser Begegnung hatten Sie einen Appell zum Frieden zwischen den Sprachgruppen erhoben, der Südtirols Öffentlichkeit und den Minister nachhaltig beeindruckt hat.</p>
<p>Unsere Partei hat an dem Treffen nicht teilgenommen. Wir sind der festen Überzeugung, dass ein Vertreter des Staates, zumal ein Innenminister, kein geeigneter Vermittler für Fragen des Zusammenlebens und der Autonomie sein kann. Die offenen Fragen im Zusammenleben der Sprachgruppen müssen – so unsere feste Meinung – im Land selbst mit eigenen Anstrengungen und in sorgfältig geplanten Begegnungen der politischen, sozialen und kulturellen Vertreter aller Sprachgruppen angesprochen und gelöst werden. Ein klarer Operationskalender, eine sorgfältig geregelte Vertretung sowie eine glaubwürdige und überparteiliche Leitung der Gespräche müssen aus eigenen Kräften Südtirols entwickelt und gestaltet werden – darin besteht wahre Autonomie.</p>
<p>Die Ereignisse der letzten Wochen bekräftigen uns in dieser Auffassung, vor allem mit Blick auf die Politik, die Roberto Maroni als Innenminister, als Vertreter der Berlusconi-Regierung und als einer der wichtigsten Vertreter der Lega Nord verfolgt. In dieser dreifachen Funktion erweist sich Minister Maroni mitnichten als Botschafter von Frieden und Zusammenleben in Italien und der Welt, zumal in der sensiblen und dramatisch bewegten Zone des Mittelmeers.</p>
<p>In seiner dreifachen Rolle war Minister Maroni die treibende Kraft beim Entwurf, der Verabschiedung und schließlich bei der Anwendung jenes „Sicherheitspakets“, das Inhumanität, Diskriminierung und den Drang nach Selbstjustiz zur Folge hat.</p>
<p>Die 73 Migranten aus Somalia, die Ende August im Mittelmeer ihren Schicksal überlassen wurden und durch Hunger und Entkräftung auf barbarische Weise zu Tode kamen, starben unter dem gleichgültigen Blick von Regierungen, Polizeikräften und einfachen Bürgern. Sie alle nahmen die Schreckensfahrt der hilflosen Migranten zwar zur Kenntnis, aber ohne ihnen beizustehen, auch aus Angst davor, wegen „heimlicher Einwanderung“ angezeigt zu werden.</p>
<p>Die Toten sind nicht die ersten und nicht die letzten Opfer einer ruchlosen Politik, die jedes Gefühl der Solidarität und Verantwortung achselzuckend von sich weist. Einer Verantwortung, die jedes europäische Land verspüren müsste gegenüber Menschen aus jenen Ländern, die durch eigene Verantwortung, aber noch mehr durch die Erblast kolonialer Regime verarmt sind, zu denen auch das Königreich Italien gehörte. Minister Maroni hat sich besonders hervorgetan durch eine Politik der „harten Hand“, mit der er die Linie der Regierung bei der Einwanderung vertreten hat. Er hat aber auch die „Zurückweisung“ verzweifelter Flüchtlinge als sein Verdienst hervorgehoben. Bemerkenswert ist schließlich, wie er die Aufrufe zur Humanität mehrfach von sich gewiesen hat, die internationale Einrichtungen und große Teile der katholischen Welt an ihn gerichtet haben.</p>
<p>Es handelt sich nach unserer Überzeugung um eine Politik, die mit den Werten, auf denen Europa beruht, nur mehr wenig gemein hat. Die Botschaft „Syn &#8211; Gemeinsam“, auf denen Ihr Episkopat und jenes Ihres Vorgängers Wilhelm gründet, ist von den Grundwerten und Zielen von Minister Maroni und der gegenwärtigen Regierung wahrlich Lichtjahre entfernt. Die Botschaft der Lega fordert weder zur „Einigung“ noch zur „Versöhnung“ auf, sondern sie lautet vielmehr „Spalten“, „Trennen“ und „Unterscheiden“: Unterscheiden in „gute“ und „schlechte“ Regionen Italiens, in Menschen erster und zweiter Klasse. Jüngst erst hat der Minister und Lega-Führer Bossi dem Vatikan beschieden, er solle sich seine Humanitätsappelle sparen, denn „Wir brauchen sie nicht“. Unter diesen Vorzeichen und in Anbetracht dieses Gesprächspartners sind wir sicher, dass Sie dem Herrn Minister gegenüber höfliche, aber klare Worte finden werden: Sie haben Gelegenheit, Herrn Maroni unmissverständlich deutlich zu machen, dass seine inhumane Politik in keiner Weise der Herausforderung der Migration und der Ungleichheit verschiedener Teile des Planeten begegnen kann, sondern den Ärmsten nur weitere Armut und Leid auferlegt. Wir sind uns sicher, dass Sie, Herr Bischof, dem Minister darlegen können, dass er, seine Regierung und seine Partei nicht sonderlich qualifiziert dazu sind, zum Frieden in Südtirol beizutragen.</p>
<p>Der ebenso feste wie eindringliche Ton, den Sie, geschätzter Herr Bischof, im ersten Halbjahr Ihres Amtes zur Freude vieler Südtiroler gefunden haben, kann dem Minister und der Öffentlichkeit Südtirols vermitteln, dass ein Grundwert Südtirols der Reichtum seiner Sprachen und Kulturen ist, dass gelingendes Zusammenleben zwischen den Sprachgruppen und Kulturen – darunter die neuen Bürger, die aus der ganzen Welt hier eintreffen &#8211; ein Grundanliegen der Kirche ist.</p>
<p>Auch wenn wir Grüne für die Trennung von Kirche und Staat einstehen und „christliche Wurzeln“ als zwar wichtigen, aber nicht alleinigen Grundwert Europas anerkennen, so erfüllen uns doch Ihr Einsatz, Ihre Botschaften und der Tonfall, den Sie im ersten Halbjahr Ihres Amtes eingeschlagen haben, mit großer Hoffnung. Ihre Überzeugungskraft und Ihr Einstehen für die hohen Güter von Zusammenleben und Verständigung sind eine Form der moralischen Orientierung, die unser Land und seine Menschen dringend benötigt.</p>
<p>Mit herzlichen Grüßen</p>
<p>Sepp Kusstatscher                                                             Riccardo Dello Sbarba</p>
<p>Brigitte Foppa                                                                     Hans Heiss</p>
<p>Vorsitzende der Grünen/Verdi/Verc                                 Landtagsabgeordndete</p>
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<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Arial;">Sehr geehrter Herr Bischof,</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Arial;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Arial;">wir entnehmen den Medien, dass Sie am 11. September 2009 mit Innenminister Maroni in Bozen zu einem Gespräch zusammentreffen werden. Die Begegnung soll im Rahmen des sog. „Tisches des Zusammenlebens“ erfolgen, den Minister Maroni bei seinen zweimaligen Aufenthalten in Bozen eröffnet hat. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Arial;">Ihre Stellungnahme beim letzten Treffen am 2. Juli hat den Innenminister dazu bewogen, Sie um eine persönliche Aussprache unter vier Augen zu ersuchen. Bei dieser Begegnung hatten Sie einen Appell zum Frieden zwischen den Sprachgruppen erhoben, der Südtirols Öffentlichkeit und den Minister nachhaltig beeindruckt hat. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Arial;">Unsere Partei hat an dem Treffen nicht teilgenommen. Wir sind der festen Überzeugung, dass ein Vertreter des Staates, zumal ein Innenminister, kein geeigneter Vermittler für Fragen des Zusammenlebens und der Autonomie sein kann. Die offenen Fragen im Zusammenleben der Sprachgruppen müssen – so unsere feste Meinung – im Land selbst mit eigenen Anstrengungen und in sorgfältig geplanten Begegnungen der politischen, sozialen und kulturellen Vertreter aller Sprachgruppen angesprochen und gelöst werden. Ein klarer Operationskalender, eine sorgfältig geregelte Vertretung sowie eine glaubwürdige und überparteiliche Leitung der Gespräche müssen aus eigenen Kräften Südtirols entwickelt und gestaltet werden – darin besteht wahre Autonomie. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Arial;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Arial;">Die Ereignisse der letzten Wochen bekräftigen uns in dieser Auffassung, vor allem mit Blick auf die Politik, die Roberto Maroni als Innenminister, als Vertreter der Berlusconi-Regierung und als einer der wichtigsten Vertreter der Lega Nord verfolgt. In dieser dreifachen Funktion erweist sich Minister Maroni mitnichten als Botschafter von Frieden und Zusammenleben in Italien und der Welt, zumal in der sensiblen und dramatisch bewegten Zone des Mittelmeers. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Arial;">In seiner dreifachen Rolle war Minister Maroni die treibende Kraft beim Entwurf, der Verabschiedung und schließlich bei der Anwendung jenes „Sicherheitspakets“, das Inhumanität, Diskriminierung und den Drang nach Selbstjustiz zur Folge hat. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Arial;">Die 73 Migranten aus Somalia, die Ende August im Mittelmeer ihren Schicksal überlassen wurden und durch Hunger und Entkräftung auf barbarische Weise zu Tode kamen, starben unter dem gleichgültigen Blick von Regierungen, Polizeikräften und einfachen Bürgern. Sie alle nahmen die Schreckensfahrt der hilflosen Migranten zwar zur Kenntnis, aber ohne ihnen beizustehen, auch aus Angst davor, wegen „heimlicher Einwanderung“ angezeigt zu werden. </span></p>
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<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Arial;">Die Toten sind nicht die ersten und nicht die letzten Opfer einer ruchlosen Politik, die jedes Gefühl der Solidarität und Verantwortung achselzuckend von sich weist. Einer Verantwortung, die jedes europäische Land verspüren müsste gegenüber Menschen aus jenen Ländern, die durch eigene Verantwortung, aber noch mehr durch die Erblast kolonialer Regime verarmt sind, zu denen auch das Königreich Italien gehörte. Minister Maroni hat sich besonders hervorgetan durch eine Politik der „harten Hand“, mit der er die Linie der Regierung bei der Einwanderung vertreten hat. Er hat aber auch die „Zurückweisung“ verzweifelter Flüchtlinge als sein Verdienst hervorgehoben. Bemerkenswert ist schließlich, wie er die Aufrufe zur Humanität mehrfach von sich gewiesen hat, die internationale Einrichtungen und große Teile der katholischen Welt an ihn gerichtet haben.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Arial;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Arial;">Es handelt sich nach unserer Überzeugung um eine Politik, die mit den Werten, auf denen Europa beruht, nur mehr wenig gemein hat. Die Botschaft „Syn &#8211; Gemeinsam“, auf denen Ihr Episkopat und jenes Ihres Vorgängers Wilhelm gründet, ist von den Grundwerten und Zielen von Minister Maroni und der gegenwärtigen Regierung wahrlich Lichtjahre entfernt. Die Botschaft der Lega fordert weder zur „Einigung“ noch zur „Versöhnung“ auf, sondern sie lautet vielmehr „Spalten“, „Trennen“ und „Unterscheiden“: Unterscheiden in „gute“ und „schlechte“ Regionen Italiens, in Menschen erster und zweiter Klasse. Jüngst erst hat der Minister und Lega-Führer Bossi dem Vatikan beschieden, er solle sich seine Humanitätsappelle sparen, denn „Wir brauchen sie nicht“. Unter diesen Vorzeichen und in Anbetracht dieses Gesprächspartners sind wir sicher, dass Sie dem Herrn Minister gegenüber höfliche, aber klare Worte finden werden: Sie haben Gelegenheit, Herrn Maroni unmissverständlich deutlich zu machen, dass seine inhumane Politik in keiner Weise der Herausforderung der Migration und der Ungleichheit verschiedener Teile des Planeten begegnen kann, sondern den Ärmsten nur weitere Armut und Leid auferlegt. Wir sind uns sicher, dass Sie, Herr Bischof, dem Minister darlegen können, dass er, seine Regierung und seine Partei nicht sonderlich qualifiziert dazu sind, zum Frieden in Südtirol beizutragen. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Arial;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Arial;">Der ebenso feste wie eindringliche Ton, den Sie, geschätzter Herr Bischof, im ersten Halbjahr Ihres Amtes zur Freude vieler Südtiroler gefunden haben, kann dem Minister und der Öffentlichkeit Südtirols vermitteln, dass ein Grundwert Südtirols der Reichtum seiner Sprachen und Kulturen ist, dass gelingendes Zusammenleben zwischen den Sprachgruppen und Kulturen – darunter die neuen Bürger, die aus der ganzen Welt hier eintreffen &#8211; ein Grundanliegen der Kirche ist. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Arial;">Auch wenn wir Grüne für die Trennung von Kirche und Staat einstehen und „christliche Wurzeln“ als zwar wichtigen, aber nicht alleinigen Grundwert Europas anerkennen, so erfüllen uns doch Ihr Einsatz, Ihre Botschaften und der Tonfall, den Sie im ersten Halbjahr Ihres Amtes eingeschlagen haben, mit großer Hoffnung. Ihre Überzeugungskraft und Ihr Einstehen für die hohen Güter von Zusammenleben und Verständigung sind eine Form der moralischen Orientierung, die unser Land und seine Menschen dringend benötigt.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Arial;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Arial;">Mit herzlichen Grüßen</span></p>
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<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Arial;" lang="IT">Sepp Kusstatscher</span><span style="font-family:Arial;" lang="IT"> </span><span style="font-family:Arial;" lang="IT">Riccardo Dello Sbarba</span><span style="font-family:Arial;" lang="IT"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Arial;">Brigitte Foppa</span><span style="font-family:Arial;"> </span><span style="font-family:Arial;">Hans Heiss</span><span style="font-family:Arial;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Arial;">Vorsitzende der Grünen/Verdi/Verc                                 Landtagsabgeordndete</span></p>
</div>
<br />Pubblicato in: convivenza  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/riccardodellosbarba.wordpress.com/1244/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/riccardodellosbarba.wordpress.com/1244/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/riccardodellosbarba.wordpress.com/1244/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/riccardodellosbarba.wordpress.com/1244/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/riccardodellosbarba.wordpress.com/1244/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/riccardodellosbarba.wordpress.com/1244/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/riccardodellosbarba.wordpress.com/1244/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/riccardodellosbarba.wordpress.com/1244/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/riccardodellosbarba.wordpress.com/1244/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/riccardodellosbarba.wordpress.com/1244/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/riccardodellosbarba.wordpress.com/1244/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/riccardodellosbarba.wordpress.com/1244/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/riccardodellosbarba.wordpress.com/1244/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/riccardodellosbarba.wordpress.com/1244/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&amp;blog=3404516&amp;post=1244&amp;subd=riccardodellosbarba&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Renon, la centrale non si fa</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 15:53:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Dello Sbarba</dc:creator>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[VITTORIA! LA MEGACENTRALE DI POMPAGGIO SUL RENON NON SI FA. La società Kelag AG ha appena comunicato che rinuncia al progetto. La mobilitazione popolare ha vinto. Si sarebbero scavati 2,3 milioni di m3 di roccia per una centrale che consuma più energia (nucleare) di quella che produce. E&#8217; un grande successo per il movimento ecologista [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&amp;blog=3404516&amp;post=1231&amp;subd=riccardodellosbarba&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>
<div class="mceTemp mceIEcenter">
<dl class="wp-caption aligncenter">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2009/03/centrale-pompaggio1.jpg"><img class="size-full wp-image-880" title="centrale-pompaggio1" src="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2009/03/centrale-pompaggio1.jpg?w=500" alt="Dietro l'idroelettrico: carbone e nucleare?"   /></a></dt>
</dl>
</div>
</h3>
<h3>VITTORIA! LA MEGACENTRALE DI POMPAGGIO SUL RENON NON SI FA. La società Kelag AG ha appena comunicato che rinuncia al progetto. La mobilitazione popolare ha vinto. Si sarebbero scavati 2,3 milioni di m3 di roccia per una centrale che consuma più energia (nucleare) di quella che produce.</h3>
<p>E&#8217; un grande successo per il movimento ecologista del Sudtirolo. La notizia data dall&#8217;Ansa pochi minuti fa: &#8220;Kelag e Web Windenergie Ag rinunciano al progetto della centrale di pompaggio sul Renon, &#8220;vista l&#8217;impossibilità di ottenere la licenza edile.</p>
<p>Come comunicano le aziende in una nota, durante una serie di incontri e trattative è emerso &#8220;che in assenza di una licenza edilizia non sarà possibile realizzare la centrale&#8221;. Di conseguenza, Kelag e Web Windenergie hanno deciso di concentrarsi su altri progetti di energia rinnovabile in Austria e all&#8217;estero&#8221;</p>
<p>Che dire di più? La centrale era un&#8217;opera assurda, che serviva solo a &#8220;riciclare&#8221; energia nucleare, tenendo aperte centrali obsolete, in energia idroelettrica, ma perdendone il 30%. Dunque non produceva, ma distruggeva energia. Avrebbero scavato tanta  roccia quanto la piramide di Keope. Non c&#8217;erano garanzie di sicurezza. E non era neppure un grande affare: infatti si speculava sul differenziale tra prezzo (basso) dell&#8217;energia nucleare impiegata e prezzo (più alto) dell&#8217;idroelettrica prodotta. Piccolo particolare: questo differenziale nel corso degli anni si va sempre più riducendo.</p>
<p>Questa vicenda dimostra che se la popolazione alza la voce può anche vincere. Evviva.</p>
<p>Per approfondimenti in questo blog:</p>
<p><a href="http://riccardodellosbarba.wordpress.com/2009/03/30/renon-acqua-o-atomo/" target="_blank">Renon, acqua o atomo?</a></p>
<p><a href="http://riccardodellosbarba.wordpress.com/2009/05/26/il-renon-contro-la-mega-centrale/" target="_blank">Il Renon contro la mega centrale</a></p>
<p><strong>DI SEGUITO IL COMUNICATO KELAG</strong></p>
<p><strong><span id="more-1231"></span></strong></p>
<p>Comunicato stampa</p>
<p>Bolzano, 9 settembre 2009</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Kelag e WEB Windenergie AG si ritirano dal progetto della centrale di pompaggio sul Renon</strong></p>
<p>Delineandosi ormai l&#8217;impossibilità di ottengano la licenza edilizia necessaria per la centrale idroelettrica di pompaggio sul Renon, Kelag e WEB Windenergie AG hanno deciso di ritirarsi dal progetto.</p>
<p>Negli scorsi mesi si sono svolti in Alto Adige numerosi colloqui e trattative nel contesto delle estese verifiche preliminari del progetto. Ne è emerso che in assenza di una licenza edilizia non sarà possibile realizzare la centrale di pompaggio sul Renon. Di conseguenza, Kelag e WEB Windenergie hanno deciso di concentrarsi su altri progetti rivolti all’utilizzazione delle fonti energetiche rinnovabili, sia in Austria che all’estero.</p>
<p>Lo sfruttamento delle capacità fornite dalle centrali di pompaggio è un fattore chiave nella strategia imprenditoriale di Kelag. Le centrali di pompaggio sono una componente fondamentale del “mix energetico” del futuro, in quanto consentiranno di equilibrare gli “alti e bassi” che caratterizzano la produzione delle energie alternative, in particolare di quella eolica. Considerato che in Europa si sta programmando di investire in un sempre maggiore utilizzo dell’energia eolica, ne consegue che è indispensabile potenziare le capacità in termini di centrali di pompaggio. Nel gruppo di centrali installato a Fragant, nella Mölltal, Kelag ha da poco messo in funzione la prima unità macchine della centrale di pompaggio sul Feldsee e contemporaneamente ha avviato la seconda fase dei lavori di costruzione.</p>
<p>WEB Windenergie AG è partner di PSKW Energieoptimierungs GesmbH, una società che sta attualmente portando avanti diversi progetti relativi a centrali di pompaggio. Grazie a questi progetti, WEB Windenergie AG vede garantito il proprio impegno nel campo dei più innovativi impianti ad accumulo di energia.</p>
<br />Pubblicato in: ambiente  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/riccardodellosbarba.wordpress.com/1231/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/riccardodellosbarba.wordpress.com/1231/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/riccardodellosbarba.wordpress.com/1231/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/riccardodellosbarba.wordpress.com/1231/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/riccardodellosbarba.wordpress.com/1231/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/riccardodellosbarba.wordpress.com/1231/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/riccardodellosbarba.wordpress.com/1231/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/riccardodellosbarba.wordpress.com/1231/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/riccardodellosbarba.wordpress.com/1231/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/riccardodellosbarba.wordpress.com/1231/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/riccardodellosbarba.wordpress.com/1231/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/riccardodellosbarba.wordpress.com/1231/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/riccardodellosbarba.wordpress.com/1231/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/riccardodellosbarba.wordpress.com/1231/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&amp;blog=3404516&amp;post=1231&amp;subd=riccardodellosbarba&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Riccardo Dello Sbarba</media:title>
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		<title>Porcate</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Sep 2009 15:02:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Dello Sbarba</dc:creator>
				<category><![CDATA[convivenza]]></category>
		<category><![CDATA[immigrati]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco come la giunta provinciale ha ridotto gli immigrati a cittadini di serie B. Prima le graduatorie separate per alloggi e sussidio casa, poi la delibera di luglio che riduce le risorse disponibili a un terzo di quelle cui avrebbero pieno diritto. Nella delibera della vergogna anche la matematica è manipolata. Risultato: da ottobre nessuno [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&amp;blog=3404516&amp;post=1215&amp;subd=riccardodellosbarba&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2009/09/altan_stranieri_sfruttati.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1220" title="altan_stranieri_sfruttati" src="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2009/09/altan_stranieri_sfruttati.jpg?w=500" alt="altan_stranieri_sfruttati"   /></a></strong></p>
<p><strong>Ecco come la giunta provinciale ha ridotto gli immigrati a cittadini di serie B. Prima le graduatorie separate per alloggi e sussidio casa, poi la delibera di luglio che riduce le risorse disponibili a un terzo di quelle cui avrebbero pieno diritto. Nella delibera della vergogna anche la matematica è manipolata. Risultato: da ottobre nessuno riceverà più nulla. Così la Provincia scarica l&#8217;emergenza sociale sui Comuni. A Bolzano </strong><strong>aumentate del 50% </strong><strong>le richieste di sussidi sociali, picchi del 70% a Don Bosco e Oltrisarco. Una porcata al quadrato.<br />
</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Il 20 luglio 2009 la giunta ha approvato la delibera nr. 1885 che fissa le “quote” di risorse dell’edilizia pubblica da destinarsi nell’anno 2009 ai cittadini immigrati extra Unione Europea e agli apolidi, inseriti per la prima volta in graduatorie separate e contingentate grazie alle legge approvata alla fine della scorsa legislatura.</p>
<p><span id="more-1215"></span></p>
<p>La delibera contiene due quote percentuali:</p>
<ul>
<li>quella degli      alloggi, che la delibera fissa al <strong>6,83% </strong>degli alloggi assegnati nel 2009;</li>
<li>quella dei      contributi (gran parte va al “contributo per l’affitto”), che la delibera fissa      al <strong>7,9%</strong> del totale 2009, pari a      10.851.280, 34 euro.</li>
</ul>
<p>Tali quote percentuali sono state fissate calcolando la media ponderata tra presenza in provincia di questa categoria di cittadini e il loro “bisogno”, rappresentato dalle domande valide di alloggi e contributi.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Su entrambi questi dati di partenza la giunta ha operato in modo tutt’altro che neutrale e semplicemente matematico, ma ha fatto delle precise scelte politiche.</strong></p>
<p>Infatti:</p>
<ol>
<li><strong>PER LA RESIDENZA</strong>: sono stati utilizzati i      dati dell’anno 2007, <span style="text-decoration:underline;">sebbene oltre un mese prima l’Astat avesse      pubblicato già i dati relativi all’anno 2008</span> (vedi bollettino Astat      nr. 35 del giugno 2009), dai quali risultava che il numero degli stranieri      in Alto Adige era <span style="text-decoration:underline;">cresciuto del 10% </span>rispetto all’anno precedente.      Se infatti  nel 2007 la percentuale      di cittadini extra Ue e apolidi era del 4,4% (dato utilizzato dalla      Provincia), nel 2008 erano invece il 5%. Utilizzando i dati del 2007 e non      quelli – già disponibili da giugno – del 2008, dunque, l’assessorato ha      sottostimato del 10% la presenza di questa categoria di cittadini.</li>
<li><strong>PER IL BISOGNO</strong>: è stato considerato il      numero di domande valide presentate da cittadini extra Ue e apolidi. Per      gli alloggi esse sono il <strong>18,78%</strong> del totale; per i contributi il <strong>25,16%</strong> del totale. Fin qui tutto bene. Ma la politica prende il posto della      matematica quando, stabilendo la “ponderazione” della media, ha assegnato      al bisogno il coefficiente 1, mentre al dato sui residenti il coefficiente      5. La media ponderata viene poi così calcolata:</li>
</ol>
<p>(residenti * 5 + bisogno * 1) : (5 + 1)</p>
<p>Il risultato è chiaro: il bisogno è stato ridotto a un sesto del suo valore reale.</p>
<p>Con queste conseguenze:</p>
<p>-          <strong>Alloggi</strong>: mentre i cittadini extra Ue esprimono per il 2009 un bisogno reale e valido del 18,78% del totale degli alloggi, ne riceveranno invece il 6,83%, cioè DUE TERZI DI MENO. Significativo anche il paragone con quanto accaduto nel 2008: sul totale di 450 alloggi che l’Ipes ha assegnato nel 2008, 73 sono stati assegnati a cittadini extra Ue, pari al 16,2% del totale. Nel 2009 ne riceveranno QUASI TRE VOLTE DI MENO.</p>
<p>-          <strong>Contributo affitto</strong> e altri incentivi: mentre i cittadini extra Ue esprimono un bisogno reale e valido del 25,16% del contingente 2009, ne riceveranno invece il 7,9%, cioè OLTRE DUE TERZI DI MENO. Da notare che gran parte delle domande sono un rinnovo annuale della richiesta per affitti già in corso e che dunque molte famiglie che finora ricevevano un contributo per l’affitto, da un giorno all’altro non lo riceveranno più.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Il 22 luglio 2009, pochi giorni dopo l’approvazione della delibera 1885, il presidente dell’Ipes, Albert Pürgstaller, ha affermato “Da ora in poi non potremo più concedere ai cittadini extra Eu più nessun alloggio e più nessun contributo per l’affitto, poiché il contingente fissato dalla giunta provinciale è già stato esaurito nella prima parte dell’anno”. Nonostante le ementite della giunta provinciale, ci risulta che le affermazioni del presidente dell’Ipes siano fondate.</p>
<p>Risulta infatti che la situazione al giugno 2009 (dunque a metà anno) sia la seguente:</p>
<p>-          <strong>ALLOGGI</strong>. su 240 alloggi FINORA assegnati dall’Ipes, 38 sOno andati a cittadini extra Ue, pari al 15,8%, cioè più del doppio della quota stabilita. Ciò significa che per la seconda metà dell’anno l’Ipes non potrà più assegnare alcun alloggio a cittadini extra Ue, se a fine anno vuole rispettare il tetto (del 6,83%) stabilito dalla giunta provinciale. Per avere un’idea concreta: se il tetto fosse stato applicato agli alloggi assegnati dall’Ipes nel 2008, ai cittadini extra Ue ne sarebbero dovuti andare solo 30 invece dei 73 affettivamente assegnati. E questa sarà probabilmente la situazione del 2009, visto che nella sua programmazione annuale l’Ipes prevede per quest’anno l’assegnazione di circa altrettanti alloggi che nel 2008.</p>
<p>-          <strong>SUSSIDI</strong>. Per il solo sussidio casa la somma pagata fino al giugno 2009 a cittadini Extra Ue ammonta a circa 8 milioni di euro, mentre un altro mezzo milione sarebbe già impegnato per contributi a acquisto, ristrutturazione e costruzione. Ma la disponibilità stabilita dalla Giunta per l’intero anno per questa voce è di 10 milioni 851 mila. Ciò significa che a giugno – cioè a metà anno – è già stato impiegato l’80% della quota stabilita dalla Giunta.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>In base a questi dati risulta incomprensibile il motivo per cui la giunta ha smentito Pürgstaller, che ha semplicemente detto come stanno effettivamente le cose.</p>
<p>Dietro tutti questi calcoli sta una realtà sociale oggettiva, cioè il bisogno abitativo di persone che lavorano e pagano regolarmente le tasse (poiché nessun irregolare può presentare domanda all’Ipes). A tale bisogno abitativo viene chiusa la porta in faccia, con liste separate che discriminano una categoria di cittadini – la più debole, gli immigrati – che vengono degradati a cittadini di serie B, i cui bisogni abitativi contano tre volte di meno degli autoctoni.</p>
<p>Oltre tutto, come abbiamo visto, nella seconda metà di quest’anno il sistema di quote separate rischia di creare un’emergenza sociale grave.</p>
<p>Dal &#8220;Corriere&#8221; di oggi, il presidente dell&#8217;Ipes conferma: &#8220;Da ottobre non potremo più dare nulla a nessuno&#8221;. E il presidente dei proprietari di case avverte: &#8220;Si rischia un&#8217;ondata di sfratti per morosità&#8221;.</p>
<p>Dunque, dove andranno a sbattere la testa gli immigrati in difficoltà? Presto detto: agli sportelli per l&#8217;assistenza sociale dei Comuni. Il comune di Bolzano ne sa qualcosa. Già per effetto dell&#8217;introduzione &#8211; oltre un anno fa &#8211; dei cinque anni di residenza per avere il sussidio casa, molti immigrati che credevano di ottenerlo (finora non c&#8217;era il requistito della residenza) hanno perso il sussidio per l&#8217;affitto e si sono rivolti all&#8217;Azienda Servizi sociali di Bolzano chiedendo integrazioni per l&#8217;affitto. Nei primi sei mesi di quest&#8217;anno questo genere di domande è aumentato del 50% su tutto il territorio comunale e del 70% nei quartieri popolari di Oltrisarco e Don Bosco. E ancora la delibera provinciale sul contingentamento delle risorse-casa non ha fatto sentire il suo effetto! Immaginatevi cosa succederà a fine anno.</p>
<p>Con la sua politica restrittiva verso gli immigrati, la Provincia ottiene due risultati:</p>
<p>1. Si libera del problema, e della responsabilità, scaricandola sui comuni</p>
<p>2. Trasforma l&#8217;immigrato da cittadino che, in graduatoria Ipes, è persona dotata di un diritto, a caso sociale che si rivolge all&#8217;assistenza comunale chiedendo un&#8217;elemosina, su cui l&#8217;ultima parola spetta agli assistenti sociali.</p>
<p>Che capolavoro!</p>
<p>Per chi vuole leggersi la delibera della vergogna, la trova qui:<a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2009/09/b-lr-geforderter-wohnbau.pdf">B.LR. Geförderter Wohnbau</a></p>
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