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	<title>Riccardo Dello Sbarba</title>
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	<description>»Dieser Etrusker!«</description>
	<pubDate>Sat, 02 Aug 2008 21:37:20 +0000</pubDate>
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		<title>Lettera a Ratzinger</title>
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		<comments>http://riccardodellosbarba.wordpress.com/2008/07/30/lettera-a-ratzinger/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 30 Jul 2008 14:58:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Dello Sbarba</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[convivenza]]></category>

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		<description><![CDATA[
Il quotidiano l&#8217;Alto Adige mi ha chiesto di scrivere una lettera al Papa in occasione della sua visita a Bressanone. La lettera é uscita in prima pagina del quotidiano domenica 27 luglio 2008.
Caro Papa Joseph Ratzinger,
So che Lei conosce bene questo nostro Alto Adige - Südtirol. Vorrei ricordarLe un illustre figlio di questa terra, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><strong><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2008/07/papst_brixen_200807208.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-210" src="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2008/07/papst_brixen_200807208.jpg?w=300&h=218" alt="" width="300" height="218" /></a></strong></p>
<p><strong>Il quotidiano l&#8217;Alto Adige mi ha chiesto di scrivere una lettera al Papa in occasione della sua visita a Bressanone. La lettera é uscita in prima pagina del quotidiano domenica 27 luglio 2008.</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;">Caro Papa Joseph Ratzinger,</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;">So che Lei conosce bene questo nostro Alto Adige - Südtirol. Vorrei ricordarLe un illustre figlio di questa terra, che vent’anni fa – proprio in Suo nome – gettò scandalo tra le proprie file. Era il 1987 e quell’uomo si chiamava Alexander Langer.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span id="more-207"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;">Egli, padre del movimento ecologista, si chiese allora provocatoriamente: “E se Ratzinger avesse ragione?”. Langer si riferiva al famoso documento in cui l’allora Cardinale Ratzinger, Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, schierò apertamente il Vaticano contro ogni forma di manipolazione genetica. Langer considerò profetica quella posizione e non esitò a dirlo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;">Sentiva imminente il rischio di una nuova esplosione dell’inumana pretesa di onnipotenza dell’uomo (uso il maschile a ragion veduta) nel voler riprodurre artificialmente la struttura biologica dell’esistenza, sfida sproporzionata per noi fragili apprendisti stregoni. «Se si apre la strada del trattamento genetico – scrisse allora Langer -<span>  </span>diventerà via via più difficile fissare un limite. Credo di condividere la condizione del 99% della popolazione che esprime una specie di diffidenza aprioristica: siamo andati già troppo avanti».</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;">Mi piacerebbe che la Sua visita nella nostra terra ricordasse a tutti noi questo senso del limite. Limite nello sfruttamento della natura e di altri popoli impoveriti dal nostro egoismo. Consapevolezza del limite della nostra stessa cultura, che ci dovrebbe spingere al rispetto delle altre culture e delle altre religioni, con le quali è insensato ingaggiare catastrofici “scontri di civiltà”.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;">La tolleranza, la modestia, la semplicità, la cautela, la mitezza, il pentimento per i tanti errori (ed orrori!) che abbiamo compiuto, dovrebbe orientarci in un pianeta che pare esplodere sotto i nostri piedi. La fraternità e l’umiltà dovrebbero farci camminare in punta di piedi su una terra che abbiamo resa esausta, andando incontro a ogni popolo, a ogni cultura, a ogni lingua, a ogni religione convinti che ogni essere umano ha uguale diritto alla felicità e alla pace.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;">Ho scorto questi valori, ancora una volta, nelle parole che, da papa Benedetto XVI, Lei<span>  </span>pronunciò nell&#8217;<a title="Epifania" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Epifania"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;">Epifania</span></a> del gennaio 2008: “Non si può dire che la globalizzazione sia sinonimo di ordine mondiale, tutt’altro (…) I conflitti per la supremazia economica e l&#8217;accaparramento delle<span>  </span>risorse energetiche, idriche e delle materie prime rendono difficile il lavoro per costruire un mondo giusto e solidale”. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;">Mi piacerebbe che queste parole venissero ricordate da chi oggi nella nostra terra vorrebbe strumentalizzare la visita del Papa per lanciare infondati allarmi sulla immigrazione, o anacronistiche crociate contro l’arte e la cultura.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;">E mi piacerebbe che il senso del limite fosse rispettato da tutti noi, considerando che il Papa viene nella nostra terra soprattutto per riposare, non per essere usato come un gadget pubblicitario o un testimonial politico. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;">In questo senso, caro Papa Benedetto, Le auguro pace e serenità a contatto col nostro cielo, i nostri fiumi, le nostre montagne, le nostre stelle.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;">Riccardo Dello Sbarba</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;">Presidente del Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;">Bolzano, 25 luglio 2008</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;"> </span></p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/riccardodellosbarba.wordpress.com/207/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/riccardodellosbarba.wordpress.com/207/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/riccardodellosbarba.wordpress.com/207/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/riccardodellosbarba.wordpress.com/207/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/riccardodellosbarba.wordpress.com/207/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/riccardodellosbarba.wordpress.com/207/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/riccardodellosbarba.wordpress.com/207/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/riccardodellosbarba.wordpress.com/207/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/riccardodellosbarba.wordpress.com/207/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/riccardodellosbarba.wordpress.com/207/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/riccardodellosbarba.wordpress.com/207/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/riccardodellosbarba.wordpress.com/207/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&blog=3404516&post=207&subd=riccardodellosbarba&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>“Dei delitti contro il sentimento per gli animali”</title>
		<link>http://riccardodellosbarba.wordpress.com/2008/07/23/%e2%80%9cdei-delitti-contro-il-sentimento-per-gli-animali%e2%80%9d/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Jul 2008 11:48:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Dello Sbarba</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Bolzano Bozen Bulsan]]></category>

		<category><![CDATA[ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[ 

 
Accolgo con soddisfazione la disponibilità del procuratore Cuno Tarfusser ad aprire un inchiesta sulla effettiva necessità di sopprimere il cervo comparso lunedì scorso a Bolzano. Ringrazio la Lav per l’esposto presentato, che consentirà finalmente di fare chiarezza su come si deve trattare un animale – anche selvatico – in città.
 
I dettagli e le foto pubblicate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2008/07/1216716972019_cervomorto.jpg"><img class="size-medium wp-image-197   aligncenter" src="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2008/07/1216716972019_cervomorto.jpg?w=431&h=300" alt="" width="431" height="300" /></a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Accolgo con soddisfazione la disponibilità del procuratore Cuno Tarfusser ad aprire un inchiesta sulla effettiva necessità di sopprimere il cervo comparso lunedì scorso a Bolzano. Ringrazio la Lav per l’esposto presentato, che consentirà finalmente di fare chiarezza su come si deve trattare un animale – anche selvatico – in città.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">I dettagli e le <a href="http://altoadige.repubblica.it/multimedia/home/2570815/1/1">foto </a>pubblicate oggi sui giornali (sopra dal sito del quotidiano Alto Adige che ne pubblica altre molto interessanti: <a href="http://altoadige.repubblica.it/multimedia/home/2570815/1/1" target="_blank">vedi qui</a>) sembrano confermare i dubbi di molti bolzanini. Il cervo era ormai intrappolato con una rete nel parcheggio e apparentemente calmo; i veterinari dell’Asl avevano già preparato una cerbottana con narcotico per addormentare l’animale e non l’hanno usata solo perché intanto l’animale era stato già ucciso. Ciò induce a pensare che l’animale poteva essere catturato e consegnato a chi era in grado di valutare se poteva essere salvato o no.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">L’affannoso inseguimento a sirene spiegate, la concitata uccisione con spari prima di un guardiacaccia e poi addirittura di un poliziotto con la pistola d’ordinanza, dimostrano che si è agito con improvvisazione e soprattutto in modo non adatto a un ambiente urbano.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Una cosa è cacciare la selvaggina in montagna e nei boschi, un altro è sparare a un cervo al centro di una città. <strong>Nel centro di Bolzano non è consentita la caccia, in nessuna delle sue versioni</strong>, neppure nella forma di “abbattimento selezionato”. E dunque non dovrebbero essere consentiti interventi né di cacciatori, né di guardiacaccia, ma solo delle autorità sanitarie.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Per questi motivi:</span></p>
<ol style="margin-top:0;" type="1">
<li class="MsoNormal"><span style="text-decoration:underline;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">A Bolzano a decidere in questi casi non dovrebbe essere più l’Ufficio caccia e pesca della Provincia, ma il servizio veterinario dell’Asl, che infatti si era già mobilitato con mezzi adeguati. <span> </span></span></span></span></li>
<li class="MsoNormal"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Andrebbe inoltre creata anche a Bolzano o nelle vicinanze – come proposto dalla Lav - una struttura idonea per accogliere, curare e riabilitare gli animali selvatici. </span></li>
</ol>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">L’articolo 544 bis del codice penale, alla luce del quale Tarfusser dovrà giudicare i fatti, ha un bellissimo titolo: “Dei delitti contro il sentimento per gli animali”. Il sentimento a cui ci si riferisce è quello di noi cittadine e cittadine di Bolzano, orgogliosi di vivere in una città lambita dalla natura e rallegrati da ogni sua visita – anche improvvisa e movimentata. Questa sensibilità è stata gravemente violata lunedì da chi ha voluto che la corsa di un cervo attraverso i Portici finisse in una inguardabile pozza di sangue.</span></p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/riccardodellosbarba.wordpress.com/195/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/riccardodellosbarba.wordpress.com/195/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/riccardodellosbarba.wordpress.com/195/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/riccardodellosbarba.wordpress.com/195/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/riccardodellosbarba.wordpress.com/195/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/riccardodellosbarba.wordpress.com/195/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/riccardodellosbarba.wordpress.com/195/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/riccardodellosbarba.wordpress.com/195/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/riccardodellosbarba.wordpress.com/195/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/riccardodellosbarba.wordpress.com/195/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/riccardodellosbarba.wordpress.com/195/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/riccardodellosbarba.wordpress.com/195/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&blog=3404516&post=195&subd=riccardodellosbarba&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Scene di caccia sotto i Portici</title>
		<link>http://riccardodellosbarba.wordpress.com/2008/07/21/scene-di-caccia-sotto-i-portici/</link>
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		<pubDate>Mon, 21 Jul 2008 21:07:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Dello Sbarba</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Bolzano Bozen Bulsan]]></category>

		<category><![CDATA[ambiente]]></category>

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 La LAV di Bolzano ha perfettamente ragione: l&#8217;uccisione del cervo comparso oggi nelle strade di Bolzano poteva essere evitata, si poteva tentare di recuperare l&#8217;animale e garantirne la sopravvivenza. L&#8217;ufficio provinciale caccia e pesca, invece, ha proceduto a un concitato abbattimento, secondo una linea di condotta cui ci ha abituato anche in passato. Ad ogni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:'Comic Sans MS';"><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2008/07/cervo-morto1.jpg"><img class="size-medium wp-image-164 alignleft" src="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2008/07/cervo-morto1.jpg?w=300&h=199" alt="" width="300" height="199" /></a></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Times New Roman;"><em></em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Times New Roman;"><em></em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;">
<div></div>
<div><span style="font-family:Times New Roman;"></span></div>
<p><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-family:Times New Roman;"></p>
<div><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="color:#000000;font-family:&quot;"><span style="font-size:small;"> <span style="font-size:12pt;color:#000000;font-family:&quot;">La LAV di Bolzano ha perfettamente ragione: l&#8217;uccisione del cervo comparso oggi nelle strade di Bolzano poteva essere evitata, si poteva tentare di recuperare l&#8217;animale e garantirne la sopravvivenza. </span>L&#8217;ufficio provinciale caccia e pesca, invece, ha proceduto a un concitato abbattimento, secondo una linea di condotta cui ci ha abituato anche in passato. Ad ogni sconfinamento di un animale selvatico in città si risponde col fucile. I dirigenti della Provincia dimostrano di non capire la enorme differenza che passa tra abbattere un cervo in un bosco e ucciderlo nel centro di Bolzano. E&#8217; uno spettacolo diseducante che ogni volta lascia di sasso moltissime cittadine e cittadini, i quali non vedono in queste inaspettate visite una minaccia, ma l&#8217;occasione per incontrare la natura e ospitarla per qualche ora anche in città. Il rispetto e la cautela in questi casi sarebbero doverose: rispetto e cautela non solo verso l&#8217;animale, ma verso la sensibilità di moltissimi cittadini e cittadine di Bolzano. Il fatto che le autorità adottino sempre la &#8220;soluzione finale&#8221; contro gli animali selvatici in città dimostra disprezzo per l&#8217;amore dei bolzanini e delle bolzanine per l&#8217;ambiente naturale che lambisce la città. Questa vicinanza con la natura costituisce un fattore di qualità della vita di Bolzano e le visite di animali selvatici - anche inaspettate e movimentate - andrebbero accolte con serenità e preparazione e non - come successo troppe volte - soffocate nel sangue.</span></span></span></span></div>
<div></div>
<div><span style="font-family:Times New Roman;"></span></div>
<p><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-family:Times New Roman;"></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="color:#000000;font-family:&quot;"><span style="font-size:small;">Leggi il comunicato della Lav.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span id="more-162"></span></p>
<div><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-family:Times New Roman;"></span></span></div>
<div><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-family:Times New Roman;"></span></span></span></div>
<p><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-family:Times New Roman;"></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;">
<div></div>
<div><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-family:Times New Roman;"></span></span></span></span></span></span></div>
<div><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-family:Times New Roman;"></span></span></span></span></span></div>
<p>  <span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-family:Times New Roman;"><em><span style="font-size:14pt;">“La LAV chiede alla Provincia di Bolzano di creare al più presto una struttura idonea ad accogliere, curare e riabilitare animali selvatici che non siano uccelli, per i quali esistono già centri attrezzati, e di organizzarsi adeguatamente per prelevare eventuali animali in difficoltà senza ricorrere a misure estreme come l’abbattimento. Nella provincia di Bolzano, che non perde occasione per decantare la sua gestione ambientale e venatoria, infatti, non esiste un solo centro deputato al recupero degli ungulati in difficoltà, a differenza della stragrande maggioranza delle altre Regioni e Provincie Autonome.”</span></em><span style="font-size:14pt;"> Questo l’appello della LAV dopo il drammatico abbattimento di un cervo, avvenuto oggi a Bolzano, in pieno centro cittadino. L’animale è stato ucciso da un guardiacaccia, nonostante non fosse più in condizione di nuocere a nessuno, intrappolato in un parcheggio sotterraneo e immobilizzato da una rete.</span></span></p>
<div><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-family:Times New Roman;"></span></span></div>
<p><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-family:Times New Roman;"></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;">
<p class="MsoNormal" style="margin:0;">
<p class="MsoNormal" style="margin:0;">
<p class="MsoNormal" style="margin:0;">
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:14pt;">Esausto, impaurito, ferito in più punti del corpo dopo una corsa disperata in pieno centro (come testimoniamo le immagini pubblicate sul sito internet del quotidiano Alto Adige), rintanatosi dopo un lungo inseguimento in un vano scale del parcheggio di Via <span class="spelle">Mayr</span> <span class="spelle">Nusser</span> (a fianco della stazione ferroviaria), bloccato in un angolo, recintato con una rete dai vigili del fuoco, presidiato da numerosi agenti di polizia, l&#8217;animale poteva tranquillamente essere recuperato in modo non traumatico, non rappresentando più un pericolo. Il Servizio Veterinario dell&#8217;Azienda Sanitaria era già stato allertato ed aveva predisposto l&#8217;intervento del veterinario con cerbottana e dardo anestetico, ma inutilmente. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:14pt;">L&#8217;Ufficio Caccia della Provincia di Bolzano, invece, ne ha decretato l&#8217;abbattimento con la scusa pretestuosa della pericolosità per la pubblica sicurezza, come è sempre accaduto storicamente in provincia di Bolzano.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Times New Roman;"><em><span style="font-size:14pt;">“Per l&#8217;ennesima volta l&#8217;Ufficio Caccia della Provincia Autonoma di Bolzano ha dimostrato la sua insensibilità e inefficienza nel salvaguardare l&#8217;incolumità e la sopravvivenza dei mammiferi selvatici di grandi dimensioni, abbattendo in modo del tutto ingiustificato ed inaccettabile un giovane maschio di cervo terrorizzato”,</span></em><span style="font-size:14pt;"> commenta la LAV di Bolzano.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:14pt;">Già in passato l&#8217;Amministrazione Provinciale di Bolzano aveva dimostrato il suo completo disinteresse, anzi un vero e proprio accanimento, nei confronti di questi animali: numerosi gli episodi in cui caprioli, anche giovani, ovvero esseri assolutamente indifesi, venivano abbattuti davanti a persone sconvolte dalla brutalità dei guardiacaccia, che trucidavano animali indifesi davanti a bambini piangenti e famiglie incredule, per il solo torto di essere finiti in aree non boschive (come era successo, ad esempio, una domenica pomeriggio nell&#8217;estate del 2006, sulla pista ciclabile a fianco della superstrada Bolzano/Merano, episodio altrettanto tragico in cui un guardiacaccia aveva sparato e ucciso un piccolo <span class="spelle">bambi</span>, mentre le persone presenti lo imploravano di risparmiarlo).</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Times New Roman;"><em><span style="font-size:14pt;">“Questo il drammatico trattamento riservato da sempre agli animali che sconfinano; difficile però spiegare loro quali siano questi confini, più facile violare sistematicamente i loro che, molto meno armati, poco o nulla contano davanti alle doppiette. </span></em><em><span style="font-size:14pt;">Con l’episodio<span>  </span>di oggi si è superato il limite: i bolzanini, e tutta l&#8217;opinione pubblica nazionale, sono indignati per come è stata condotta l&#8217;operazione, per l&#8217;inaccettabile uccisione del cervo.”</span></em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Claudio Calissoni<br />
Responsabile Maltrattamenti Lav</span></span></p>
<div><span style="font-family:Times New Roman;"></span></div>
<p><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-family:Times New Roman;"></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;">
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"> </p>
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<p><span style="font-family:Times New Roman;"></p>
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<p> </p>
<p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p></span></span></p>
<p></span></span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<p></span></span></span></span></span></span></span></span></p>
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		<title>Il caso Barbara N.</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Jul 2008 08:21:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Dello Sbarba</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[convivenza]]></category>

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		<description><![CDATA[




Sulla difficoltà di essere mistilingue in Sudtirolo.  La storia di una trentenne di Bolzano sul &#8220;Corriere dell&#8217;Alto Adige&#8221; e la mia risposta, qualche giorno dopo. Comincio da questa; in appendice la lettera di Barbara. 


  
SOGNANDO UN POSTO NORMALE

di Riccardo Dello Sbarba

Se fossimo in un posto normale, la signorina Barbara Nerpas, cresciuta mistilingue alle Semirurali, e per questo dichiaratasi al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><div></div>
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<p><span style="font-family:&quot;"><span style="font-size:small;"></p>
<div class="mceTemp"><strong><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2008/07/labirinto12.jpg"></a></strong><strong><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2008/07/ideogrammi.jpg"><img class="size-medium wp-image-184 alignleft" src="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2008/07/ideogrammi.jpg?w=99&h=300" alt="" width="99" height="300" /></a></strong></div>
<p><font face="&quot;"><font size="3"></p>
<div class="mceTemp"><em>Sulla difficoltà di essere mistilingue in Sudtirolo.  La storia di una trentenne di Bolzano sul &#8220;Corriere dell&#8217;Alto Adige&#8221; e la mia risposta, qualche giorno dopo. Comincio da questa; in appendice la lettera di Barbara. </em></div>
<div><span style="font-family:&quot;"></span></div>
<p><span style="font-family:&quot;"><span style="font-size:small;"></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;">  </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><strong>SOGNANDO UN POSTO NORMALE</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><strong></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><em>di Riccardo Dello Sbarba</em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;">
<div class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:&quot;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:&quot;">Se fossimo in un posto normale, la signorina Barbara Nerpas, cresciuta mistilingue alle Semirurali, e per questo dichiaratasi al censimento sia tedesca che italiana, sarebbe stata chiamata dall’ufficio contributi della Provincia e una gentile impiegata l’avrebbe aiutata. Le avrebbe detto: cara signorina, ci congratuliamo con lei che si muove con naturalezza tra italiano e tedesco, nonché apprezziamo la sua volontà di essere sincera nella sua dichiarazione, ma dobbiamo comunicarle che questo non c’entra nulla col censimento.</span></span></span></div>
<div><span style="font-family:&quot;"><span style="font-size:small;"> </span></span></div>
<div><span style="font-family:&quot;"><span style="font-size:small;"> </span></span></div>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span id="more-150"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:&quot;"><span style="font-size:small;">Il censimento – le avrebbero detto se fossimo in un posto normale – serve per la spartizione proporzionale delle risorse, una specie di grande gioco di simulazione, nel quale ciascuno si deve “iscrivere” ad uno e un solo gruppo linguistico. Dunque, signorina Nerpas (questo le avrebbero detto se fossimo in un posto normale) lei ora ci pensi bene, non faccia caso alle lingue che parla davvero, ma scelga solo in quale lista d’attesa lei si vuole incolonnare, quella italiana, tedesca o ladina. E faccia attenzione: quello che dichiarerà avrà valore anche nei prossimi anni.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:&quot;"><span style="font-size:small;">Se fossimo in un posto normale, la signorina Nerpas, ripresasi dallo stupore, ci avrebbe pensato un po’ e poi avrebbe fatto la sua scelta, su un nuovo modulo e con una crocetta, e avrebbe ricevuto così senza problemi il suo contributo casa. Se fossimo in un posto normale.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:&quot;"><span style="font-size:small;">Ma in un posto normale non siamo, e dunque la signorina Nerpas, che ingenuamente ha creduto che qualcuno si interessasse davvero alle tante lingue che parla, ha messo troppe croci al posto sbagliato. Addio contributo.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:&quot;"><span style="font-size:small;">E senza possibilità di correzione. Perché tutta la nostra legislazione su censimento e proporzionale si basa su un presupposto: che il cittadino imbrogli. Che – con tutti i soldi che distribuiamo – il mentitore, il bugiardo, il simulatore, l’opportunista sia sempre in agguato. C’è un furfante dentro ognuno di noi, che va tenuto a bada: su questo presupposto sono scritte le norme. Che sono state riempite di trappole e trabocchetti, punizioni e sanzioni, dilazioni e sospensioni (18 mesi, 5 anni, una vita…).</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:&quot;"><span style="font-size:small;">Gli azzeccagarbugli che hanno trasformato l’autonomia in una giungla di carte bollate hanno pensato così di scoraggiare gli “abusi”, finendo per farci sentire tutti degli abusivi. Specialmente chi non rientra nei canoni. E i mistilingue come Barbara Nerpas sono il caso più eclatante della camicia di forza che è stata calata sulla società sudtirolese. I mistilingue non<span>  </span>stanno nei canoni previsti, quelli di gruppi “nazionali” ben delimitati e separati tra loro. I ladini trilingui? dicono in pubblico i burocrati dell’etnicità: non raccontate storie, i ladini non sanno né l’una lingua né l’altra!</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:&quot;">Tempo fa mi capitò una bella storia, all’istituto superiore di lingua tedesca Marie Kurie di Merano. Ero lì con altre due persone impegnate in politica (non faccio nomi per carità di patria): io parlai dei mistilingui, della necessità di una scuola bilingue adatta a loro, e una correlatrice disse che i mistilingue non esistono e, se esistono, è gente dalle idee confuse. Io chiesi allora quante persone in sala provenissero da famiglie miste e, apriti cielo: buona parte delle trecento ragazze e ragazzi seduti in quell’aula magna alzò la mano. </span><span style="font-family:&quot;">“Ich bin Tochter einer zweisprachigen Familie und bin perfekt zweiscprachig!” sparò orgogliosa una studentessa. </span><span style="font-family:&quot;">„Sono figlia di una famiglia mista e sono perfettamente bilingue!“. Gli insegnanti accanto a lei annuirono.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:&quot;"><span style="font-size:small;">Fu un raro momento di orgoglio plurilingue, che sarebbe pane quotidiano se fossimo in un posto normale. Ma non lo siamo e i mistilingue, invece che essere considerati le piante pioniere della convivenza, sono negati, ignorati, negletti, considerati un errore, una specie di anomalia culturale. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:&quot;"><span style="font-size:small;">Così va il mondo, quaggiù in Alto Adige Südtirol, dove l’unico bilinguismo ammesso è quello del testo a fronte e della traduzione simultanea.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:&quot;"><span style="font-size:small;">Vorrei dire a Barbara Nerpas di non scoraggiarsi e conservare il suo candore. L’ingenuità che l’ha portata a dichiararsi italiana e tedesca insieme non è pazzia, ma l’unica scelta sensata, se fossimo in un posto normale. I matti sono gli altri.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"> </p>
<div></div>
<p><span style="font-size:small;"></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:&quot;"><strong>La lettera</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:&quot;"><strong></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:&quot;"><strong>Mistilingue? Casa negata</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"> <span style="font-family:&quot;"><em>di Barbara Nerpas</em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:&quot;">Sono una ragazza di 32 anni nata a Bolzano, di madrelingua tedesca, cresciuto alle Semirurali.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:&quot;">Sono dunque cresciuta in mezzo a persone di lingua italiana, imparando così con molta facilità la lingua italiana. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:&quot;">Lavoro come impiegata presso un&#8217;associazione e nel mio tempo libero mi dedico molto al volontariato. Sono riuscita, grazie all&#8217;aiuto dei miei genitori, a comprare un appartamentino per iniziare finalmente a essere indipendente. Sono sola e quindi ho dovuto fare un mutuo di 30 anni che mi costa non pochi sacrifici.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:&quot;"><span> </span>Il 12 dicembre scorso mi sono recata in via Duca D&#8217;Aosta 40 per richiedere una copia della mia dichiara­zione di appartenenza linguistica e mi sono sentita dire, in modo anche poco carino, che, per un mio errore (la signora gentilmente mi ha detto: ma che hai combinato?) non avrei ricevuto un centesimo come contributo della Provincia.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:&quot;">Io, cascando dalle, credevo di aver fatto chissà cosa finché sono venuta a sapere che, avendo fatto una «X» sia sul quadratino di lingua tedesca sia su quello di lingua italiana, questa dichiarazione risulta nulla. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:&quot;">L&#8217;ho subito rifatta, ma ci vogliono 18 mesi perché abbia validità, purtroppo troppo tardi per rientrare nei sei me­si previsti dalla legge dopo la stipula del contratto di compravendita.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:&quot;">lo all&#8217;epoca (e dalle mie indagini fatte finora non solo io) non avevo capito l&#8217;importanza di questa di­chiarazione. Non avrei mai creduto che dichiarandomi &#8220;mistilingue&#8221; avrei avuto un futuro economico molto più difficile da affrontare. Ne ho parlato con tante persone e tutte sono d&#8217;accordo con me: è una vera assurdità, ma così è qui a Bolzano, basta vedere quello che sta venendo fuori per gli asi­li mistilingui. Si accettano stranieri, ma non mettete un italiano con un tedesco!</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:&quot;">All&#8217;inizio non volevo dargliela vinta a questa nostra bella Provincia e ho parlato con assessori, consiglieri e altro i quali, per mio stupore, ne sapevano quanto me, se non ancora me­no. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:&quot;">Ora che so vorrei, con questo mio racconto, aprire gli oc­chi ai giovani che devono ancora affrontare tutto ciò perché sono sicura che pochissimi sanno a cosa serve la dichiarazione di appartenenza linguistica e che bisogna per forza schierarsi per una delle tre lingue. Non si ha scelta, nemmeno se si sta bene sia con uno che con l&#8217;altro gruppo linguistico.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:&quot;">E’ la burocrazia, i politici stessi che riescono a farti odiare il fatto che ci siano tre lingue. Non siamo noi che non apprezzia­mo una di queste.</span></p>
<div><span style="font-size:small;"> </span></div>
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<p></span></span></p>
<p></font></font></span><font face="&quot;"> </p>
<p></font></span></p>
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		<title>Grillo, politica e show</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Jul 2008 07:20:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Dello Sbarba</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[ Non so se vi è mai capitato di avvertire la stessa sensazione. Per me è questa: ho simpatia per Grillo, ma al contempo repulsione. Mi succede ogni volta che “aderisco”: firmo la petizione “per un parlamento pulito” e, allontanandomi dal banchetto, mi sento pian piano svuotato. Vado allo spettacolo, applaudo, ma poi mi sento usato. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><div id="attachment_149" class="wp-caption alignleft" style="width: 218px"><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2008/07/grillo.jpg"><img class="size-medium wp-image-149" src="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2008/07/grillo.jpg?w=208&h=300" alt="grillo" width="208" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">grillo</p></div>
<div class="mceTemp"> <strong><em><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;">Non so se vi è mai capitato di avvertire la stessa sensazione. Per me è questa: ho simpatia per Grillo, ma al contempo repulsione. Mi succede ogni volta che “aderisco”: firmo la petizione “per un parlamento pulito” e, allontanandomi dal banchetto, mi sento pian piano svuotato. Vado allo spettacolo, applaudo, ma poi mi sento usato. Apprezzo l’impegno ostinato dei “grillini”, ma a ripensarci mi pare un dejà vu. Penso che non ci uscirà fuori nulla, se non tanta gente ancora più delusa e un piccolo gruppo sempre più incazzato. Comunque, non più democrazia. Ho l’impressione di lavorare, e che anche loro lavorino, per un “re di Prussia” che ancora non conosciamo. </span></em></strong><strong><em><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;">In questi altalenanti pensieri è piombato ieri un editoriale di Corzio Maltese su Repubblica. Che mi è parsa un’illuminazione. Val la pena di discuterne?</span></em></strong></div>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><em></em></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><em></em></strong></p>
<p> </p>
<div><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"><span style="font-size:16pt;font-family:&quot;">Show business sul palco</span></span></div>
<div></div>
<p><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:&quot;"><strong></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:&quot;"><span style="font-size:small;">di Curzio Maltese</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;">
<div class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:&quot;"><span style="font-size:small;">Manifestazioni come quella di Piazza Navona dell&#8217;altro giorno sono show business. Servono a sfogare i sentimenti di un pubblico di spettatori, servono ai protagonisti a vendere merci sul mercato: libri, dvd, spettacoli teatrali. Non servono a cambiare le cose. Quindi non sono politica. I guai cominciano se si scambia lo show business per politica e lo si prende sul serio.</span></span></div>
<div><span style="font-family:&quot;"><span style="font-size:small;"><span id="more-148"></span></span></span></div>
<p><span style="font-family:&quot;"><span style="font-size:small;"> </p>
<p></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;">
<div class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:&quot;"><span style="font-size:small;">Quando Beppe Grillo o Sabina Guzzanti o altri comici sanno di dover intervenire a una manifestazione pubblica, riuniscono i loro autori e chiedono un &#8220;pezzo&#8221; efficace. Un testo per una riunione politica è diverso da un testo comico per il teatro, ma segue regole rigide. Non dev&#8217;essere serio ma neppure troppo divertente: sarebbe un errore. Si bruciano belle battute del repertorio, che è giusto riservare al pubblico pagante dei teatri e dei palazzetti. Oltretutto, se la gente ride troppo, pensa. E se pensa non si scalda abbastanza, non urla. Bisogna dunque tenere alto il livello dell&#8217;emozione e &#8220;spararle grosse&#8221;. Contro un bersaglio non scontato. Altrimenti non si fa notizia. Occorre anche valutare se alla manifestazione parteciperanno altri comici, come nel caso di piazza Navona. In tal caso il livello di fuoco aumenta, perché si corre il rischio di essere oscurati dalla concorrenza, in gergo televisivo &#8220;impallati&#8221;.</span></span></div>
<div><span style="font-family:&quot;"><span style="font-size:small;">La logica è simile a quella che si segue per lanciare un film o un libro in una comparsata televisiva importante, uno show del sabato sera o il festival di Sanremo. È inutile parlare del prodotto in sé, perché il pubblico se lo aspetta e si perde l&#8217;effetto sorpresa. Benigni, quando doveva lanciare un film, non andava a parlare del film da Baudo o dalla Carrà ma s&#8217;inventava memorabili performances, tipo toccare gli attributi di Baudo o palpare le curve della Raffaella nazionale, con gran successo di promozione. Non tutti naturalmente, parlando di sesso o di altri temi &#8220;bassi&#8221; - penso al magnifico &#8220;Inno del corpo sciolto&#8221; - mostrano il talento di poeta contadino di Roberto. Le allusioni sessuali comunque funzionano sempre, soprattutto in Italia. Un altro trucco è attaccare un bersaglio imprevisto e in teoria intoccabile. Insomma, se Grillo o la Guzzanti si fossero limitati ad attaccare Berlusconi, nessuno ne avrebbe parlato. Per questo, hanno spostato l&#8217;obiettivo sul presidente della Repubblica e sul Papa.</span></span></div>
<p><span style="font-family:&quot;"><span style="font-size:small;"> </p>
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<div class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:&quot;"><br />
<!--/inserto--><span style="font-size:small;">Nulla è lasciato al caso. Si tratta di strategie calcolate, testi scritti e riscritti, trucchi del mestiere di grandi teatranti. Stiamo parlando di professionisti. Dello spettacolo. Scambiati per professionisti della politica. Da un punto di vista morale saranno discutibili. Ma che c&#8217;entrano la morale o la politica? In Italia, nel volgere di pochi secoli, si è finalmente capito che etica e politica sono separate. Per la verità, lo si è capito fin troppo. Un giorno si capirà che anche politica e spettacolo sono campi separati. Per ora, il giorno è lontano.</span></span></div>
<div><span style="font-family:&quot;"><span style="font-size:small;">Gli eventi creati di Beppe Grillo, dai Vaffa Day in poi, non sono azioni politiche. Il fine non è cambiare le cose, ma accrescere la popolarità del protagonista. Basterebbe un po&#8217; di lucida attenzione per comprenderlo. Purtroppo, chi vi partecipa e chi li osteggia non brilla in lucidità. La maggior parte dei bersagli di Grillo sono irrilevanti, innocui oppure marginali. Che importanza volete che abbia la presenza di diciotto parlamentari condannati in Parlamento, su mille, quando ce ne sono stati in passato due, tre, cinque volte tanti e 200 inquisiti? D&#8217;altra parte se la presenza in politica di un pregiudicato fosse un tema così importante, i seguaci di Grillo non si affiderebbero a lui, che ha una condanna definitiva e ricopre un ruolo politico, per quanto improprio, assai più importante dei diciotto messi assieme. Lo stesso discorso vale per altri obiettivi, come il doppio mandato, l&#8217;ordine dei giornalisti, i finanziamenti ai giornali di partito. Tutte storture, tutte battaglie condivisibili, s&#8217;intende, ma quisquilie. Nel caso del referendum sulla legge Gasparri non si tratta di una quisquilia, ma è ancora peggio. È un suicidio politico. Se si votasse oggi, quel referendum sarebbe una catastrofe per l&#8217;opposizione e un trionfo per Berlusconi.</span></span></div>
<p><span style="font-family:&quot;"><span style="font-size:small;">Ma la cosa più probabile è che il referendum non si faccia, per fortuna. Nessuna delle altre proposte avrà poi uno sbocco politico. Che senso ha dunque sbattersi tanto? Senso politico, nessuno. Ma il comico ha enormemente aumentato il proprio seguito, pubblico, clientela. Dico subito che trovo indegno e ridicolo ogni moralismo in proposito. Grillo è un uomo di spettacolo, è grottesco giudicarlo sulla base di un metro politico o etico. In più, se guadagna tanto, se lo merita. Ha fatto scelte coraggiose che gli hanno impedito di accedere alla principale fonte di arricchimento degli attori, la televisione pubblica e privata. È giusto che si cerchi altre audience. Il blog è la principale alternativa e lui lo ha intuito fra i primi. Ma se fosse un po&#8217; più sincero, dovrebbe ammettere che il suo blog non è tanto uno strumento di lotta politica e confronto di opinioni (peraltro, sono tutti d&#8217;accordo) quanto un fenomenale punto vendita di merci autoprodotte. O quanto meno è l&#8217;uno e l&#8217;altro. Grillo è dotato di un altro talento tipico dei comici, la scelta dei tempi. I suoi interventi sono ottimamente calibrati. Non frequenti, non distanti.</p>
<p>Appena calano l&#8217;attenzione e le vendite, ecco l&#8217;evento, il vaffanculo col botto mediatico. Nelle settimane successive, le vendite e la popolarità schizzeranno di nuovo alle stelle. Gli altri hanno capito e lo imitano. Oggi la frase che gli agenti di spettacolo si sentono ripetere più spesso dagli attori, ma ormai perfino da registi, scrittori e professori di diritto comparato col saggio in uscita, è &#8220;facciamo una cosa alla Grillo, facciamo un gran casino&#8221;. S&#8217;intende, per lanciare il prodotto. I più avveduti o i più aristocratici, come Nanni Moretti, si sono sottratti per tempo alla trappola.</p>
<p>L&#8217;interesse delle persone di spettacolo a usare eventi politici a fini di popolarità e commerciali è insomma piuttosto evidente. Come dovrebbero essere chiare le analogie di meccanismo e di linguaggio fra queste tecniche e il populismo berlusconiano. Misteriosa è invece la ragione per cui i politici e gli organizzatori si prestino a queste operazioni di marketing, dalle quali hanno tutto da perdere. Paolo Flores ha il grande merito di aver avviato con la manifestazione del Palavobis del 2002 la stagione dei movimenti che, negli anni successivi, riempì le piazze italiane di milioni di persone. Da storico e filosofo di valore, può stimare lui stesso l&#8217;abissale distanza che separa la sobria e feconda forza politica del Palavobis di allora con la sguaiata impotenza di Piazza Navona. L&#8217;ultima adunata non avvierà una stagione di protesta. Al contrario, può aver contribuito a stroncarla sul nascere.</p>
<p>I toni, i modi, l&#8217;eco mediatica per quanto parziale e magari ingiusta dell&#8217;evento, hanno contribuito a rafforzare il disegno del &#8220;nemico&#8221; berlusconiano. Il quale da anni cerca di rovesciare la questione centrale della criminalità delle classi dirigenti italiane nel suo contrario, l&#8217;emarginazione fra gli estremisti di chi difende la magistratura e i valori della Costituzione. Con gli insulti di piazza Navona gli si è reso un enorme favore.</p>
<p>Quanto ad Antonio Di Pietro, non gode forse degli stessi strumenti culturali di Flores, ma ha di sicuro fiuto politico. Capirà prima o poi che la strada in cui si è messo porta a un finale scontato: Grillo in cima alle classifiche dei best sellers e l&#8217;Italia dei Valori allo 0,5 per cento dei voti. Perché prima o poi gli toccherà dissociarsi, anzi ha già cominciato, e sarà bollato come codardo e venduto.</p>
<p><!-- do nothing -->Ma in questo scambio di favori ed equivoci fra primedonne, l&#8217;unico aspetto che davvero intristisce è l&#8217;inganno del pubblico. Le persone che sono andate a Piazza Navona da cittadini e si sono ritrovati spettatori, come sempre. Hanno applaudito un idolo che attaccava un altro idolo. Portando a casa la sera il tacito, amaro dubbio che le cose non cambieranno. E come potrebbero? A colpi di eventi? Gli show servono a consolare, non a cambiare la realtà. Lo show di Berlusconi, che rimane l&#8217;inventore del metodo, si rappresenta da quindici anni e l&#8217;Italia è il paese meno cambiato al mondo. Soltanto ogni giorno un po&#8217; più volgare, ignorante e incattivito. È la politica che cambia le cose, e quella non c&#8217;è più.</p>
<p><!-- do nothing --><!-- fine TESTO --><em><span style="font-family:&quot;"><span style="font-size:small;">(<!-- inizio DATA -->Repubblica, <span>10 luglio 2008</span><!-- fine DATA -->)</span></span></em><em></em></p>
<p> </p>
<p></span></span> </p>
<p></span></p>
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		<title>La rana siamo noi</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jul 2008 09:49:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Dello Sbarba</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Bolzano Bozen Bulsan]]></category>

		<category><![CDATA[cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[
Forza Museion, resisti. 
Non ascoltare i cacciatori di rane.
  
Così nella Svp è caduta un’altra diga, quella del rispetto dell’arte e della cultura. Chiedono la messa al bando dell’“arte degenerata”. Bisogna indignarsi. Un mese fa avevamo festeggiato l’ingresso dell’Alto Adige nella contemporaneità. Oggi mezzo mondo ride di noi.
Passerà alla storia come l’estate della rana, un caso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2008/07/rana-2.jpg"><img class="size-medium wp-image-146 alignleft" style="float:left;" src="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2008/07/rana-2.jpg?w=224&h=300" alt="rana" width="224" height="300" /></a></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:14pt;font-family:'Calibri','sans-serif';">Forza Museion, resisti. </span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:14pt;font-family:'Calibri','sans-serif';">Non ascoltare i cacciatori di rane.</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong></strong>  </p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span><span style="font-size:small;">Così nella Svp è caduta un’altra diga, quella del rispetto dell’arte e della cultura. Chiedono la messa al bando dell’“arte degenerata”. Bisogna indignarsi. Un mese fa avevamo festeggiato l’ingresso dell’Alto Adige nella contemporaneità. Oggi mezzo mondo ride di noi.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span><span style="font-size:small;">Passerà alla storia come l’estate della rana, un caso per nulla artistico e tutto politico. Senza elezioni in autunno il povero ranocchio sarebbe passato inosservato. Tale era passato la mattina dell’inaugurazione. Io c’ero, posso testimoniare. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span><span id="more-145"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span><span style="font-size:small;">Assessori e assessoresse, Obmann e Landeshauptmann, uomini di mondo e, mi par di ricordare, anche di fede avevano dedicato al ranocchio appena un’occhiata. Crocefisso, poverello, che pena!</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span><span style="font-size:small;">Ma quando il giornale “Zett” li ha chiamati a sera annunciando che avrebbe sbattuto il rospo in prima pagina, tutti si sono ricreduti: che scandalo, quella rana!</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span><span style="font-size:small;">Sono seguiti, nell’ordine: il Durnwalder furioso, la Kasslatter piangente, gli Schützen imbufaliti, la semicensura formato “Zett” (clamoroso caso di pubblicità gratuita), il Pahl famelico e il Pichler Rolle censore. Effetto domino pre-elettorale: gli oltranzisti partono e la Svp gli corre dietro. Succede da mesi su tutto.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span><span style="font-size:small;">Stop, adesso. Respiro profondo, prendiamo la distanza e chiediamoci: che cosa ci dice tutta questa cagnara per la rana?</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span><span style="font-size:small;">Ci dice che c’è chi ci ritiene tutti minorenni da tenere sotto tutela. È una visione non solo illiberale ma nemica della società, di noi cittadini e cittadine in carne ed ossa. Non si fidano di noi, della nostra intelligenza, del nostro discernimento (a me per esempio l’opera non piace, ma mai vorrei vederla al bando). Pensano che le persone “vadano costrette al loro bene”, perché spontaneamente tendono al peccato.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span><span style="font-size:small;">Il linguista americano Gorge Lakoff lo chiama “il modello del padre severo”, essenza del pensiero conservatore. Secondo questo modello, il mondo è pericoloso, l’essere umano nasce cattivo e va costretto a diventare buono imponendogli un’autorità morale superiore. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span><span style="font-size:small;">Qui in Alto Adige si aggiunge il mito della decadenza. C’era una volta un piccolo popolo che lottò come Davide contro Golia, e vinse, ed entrò ingenuo in un’età dell’oro nella quale la corruzione è in agguato e il gran mondo affascina e confonde. Qualche giovane sudtirolese tifa Italia ai mondiali, gli atleti delle valli vestono l’azzurro, i politici tutto negoziano senza principi dilapidando il patrimonio degli antenati. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span><span style="font-size:small;">Scandalo. Esce un’indagine demoscopica secondo cui la Svp non è più credibile nella difesa delle tradizioni e della Heimat. Si impone l’intervento del “padre severo”, che dà l’avviso di sfratto alla politica. La quale per un po’ cerca di resistere, ma alla fine si mette in riga. Così si è dimostrato chi comanda in questa terra e si è fissata una morale di stato.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span><span style="font-size:small;">La rana si presta: come animale è la metafora di tutto ciò che sfugge alle regole e al controllo. Si muove a balzi imprevedibili, vive anfibia tra acqua aria e terra senza decidersi per un mondo solo, gracida indecente, si tinge di colori sgargianti e oscene macchie sulla pelle. Nasce girino e sembra un pesce, poi muta radicalmente, ricordandoci che nulla è stabile a questo mondo. Sembra fatta apposta per innervosire chi vuole un mondo disciplinato e stabile, o di qua o di là.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span><span style="font-size:small;">Quelli che se la prendono con la rana sono gli stessi che si piccano di negare l’esistenza di migliaia di figli e figlie di famiglie mistilingui che non stanno né di qua né di là. Sono quelli che non vogliono le scuole bilingui, altrimenti – dicono - a quelle monolingui non ci andrà più nessuno. Sono quelli che pensano che una società si possa immobilizzare con la camicia di forza.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span><span style="font-size:small;">Intendiamoci, non difendo la modernizzazione di per sé. Mi batto contro la svendita dell’ambiente e del paesaggio. Amo questa terra e le sue tradizioni.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span>Che tuttavia non mi risulta siano a senso unico, come vogliono i censori della domenica. A me è stato raccontato anche un altro Sudtirolo, quello che si è sempre mosso tra Nord e Sud e ha preso il meglio da entrambi. Un Alto Adige dove banchieri fiorentini battevano moneta e pittori di Giotto affrescavano chiese, dove nel Seicento il Magistrato Mercantile fu istituito con atto scritto in italiano e tedesco e organi</span><span> </span><span>paritetici. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span><span style="font-size:small;">Altro che ortodossia a senso unico, altro che società sull’orlo di perdersi. Conosco centinaia di persone solidali, preoccupate del futuro, miti, aperte al mondo, accoglienti, che transitano con facilità da una lingua all’altra, sicure di sé, abituate a mescolarsi senza perdersi, parsimoniose nell’uso delle risorse, tenere coi propri figli, premurose nel lavoro, aperte ad ogni cultura, entusiaste del mondo. Persone che sanno accogliere criticamente un’opera d’arte e darle la dimensione che merita. E migliaia di ragazze e ragazzi che si muovono a loro agio in Europa e si vergognerebbero se la loro fosse terra di censura.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span><span style="font-size:small;">Forza Museion, resisti. Non ascoltare i cacciatori di rane.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><em><span><span style="font-size:small;">Alto Adige, 1 luglio 2008</span></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"> </p>
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		<title>Censura</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jun 2008 21:20:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Dello Sbarba</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Bolzano Bozen Bulsan]]></category>

		<category><![CDATA[cultura]]></category>

		<category><![CDATA[politica]]></category>

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La richiesta dell&#8217;Obmann Svp di eliminare un&#8217;opera d&#8217;arte esposta al Museion è un indecente tentativo di censura che, se accettato, getterà discredito sull&#8217;Alto Adige e sulla sua immagine di terra tollerante ed accogliente. 
Si può – anzi si deve – discutere dell’arte e delle sue opere, ma se la rana crocefissa di Martin Kippenberger dovesse davvero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><div></div>
<p><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;"></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span><span style="font-size:small;"><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2008/06/rana.jpg"><img class="size-medium wp-image-139 alignleft" style="float:left;" src="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2008/06/rana.jpg?w=184&h=229" alt="rana" width="184" height="229" /></a>La richiesta dell&#8217;Obmann Svp di eliminare un&#8217;opera d&#8217;arte esposta al Museion è un indecente tentativo di censura che, se accettato, getterà discredito sull&#8217;Alto Adige e sulla sua immagine di terra tollerante ed accogliente. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span><span style="font-size:small;">Si può – anzi si deve – discutere dell’arte e delle sue opere, ma se la rana crocefissa di Martin Kippenberger dovesse davvero essere rimossa, vorrebbe dire che il Museion di Bolzano è sottoposto ai diktat della politica e che a Bolzano un artista non può esporre le sue opere senza prima passare al vaglio della censura. Bolzano diventerebbe una piazza da cui gli artisti che tengono alla propria dignità si terrebbero da ora in poi ben alla larga.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span><span style="font-size:small;">Non è questo che merita la città che si vuole candidare a capitale europea della cultura per l’anno 2019. Non è questa una città che vuole vivere nella contemporaneità, cercando di partecipare alla costruzione del futuro. Il mondo è anche troppo tormentato dal fanatismo e dal fondamentalismo e chi vuole dare una lezione di civiltà e di pace deve dimostrarsi aperto e tollerante. L&#8217;opera contestata è stata fin dall’inizio strumentalizzata per sollevare una polemica interessata in vista delle elezioni. Sarebbe inaccettabile che tali interessi di bottega minassero la credibilità e il prestigio del Museion appena aperto, in cui tanti cittadini sperano e credono.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span><span style="font-size:small;">Non si porta rispetto al Papa, facendo corrispondere la sua vacanza in Alto Adige con un caso di censura che farebbe scandalo in tutto il mondo civile.</span></span></p>
<p> </p>
<p></span></p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/riccardodellosbarba.wordpress.com/138/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/riccardodellosbarba.wordpress.com/138/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/riccardodellosbarba.wordpress.com/138/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/riccardodellosbarba.wordpress.com/138/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/riccardodellosbarba.wordpress.com/138/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/riccardodellosbarba.wordpress.com/138/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/riccardodellosbarba.wordpress.com/138/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/riccardodellosbarba.wordpress.com/138/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/riccardodellosbarba.wordpress.com/138/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/riccardodellosbarba.wordpress.com/138/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/riccardodellosbarba.wordpress.com/138/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/riccardodellosbarba.wordpress.com/138/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&blog=3404516&post=138&subd=riccardodellosbarba&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Giro di vite anti-stranieri</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Jun 2008 13:48:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Dello Sbarba</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[immigrati]]></category>

		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[
Giunta provinciale: dalla promessa di una legge sull’integrazione all’annuncio di misure di esclusione.
 
La Giunta provinciale aveva promesso una legge organica per l’integrazione degli immigrati entro questa legislatura. L’assessorato competente ha lavorato due anni, la legge è già pronta da tempo ma la Giunta ha deciso che rimarrà per sempre nel cassetto, inutilizzata. 
Al suo posto, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2008/06/immigrati2.jpg"><img class="size-medium wp-image-135 alignleft" style="float:left;" src="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2008/06/immigrati2.jpg?w=268&h=268" alt="vauro" width="268" height="268" /></a></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><strong><span>Giunta provinciale: dalla promessa di una legge sull’integrazione all’annuncio di misure di esclusione.</span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span><span style="font-size:small;">La Giunta provinciale aveva promesso una legge organica per l’integrazione degli immigrati entro questa legislatura. L’assessorato competente ha lavorato due anni, la legge è già pronta da tempo ma la Giunta ha deciso che rimarrà per sempre nel cassetto, inutilizzata. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span><span style="font-size:small;">Al suo posto, arrivano ora, condite da ipocrite dichiarazioni “buoniste”, una serie di misure che in realtà rispondono a un’unica filosofia: gli immigrati sono una minaccia, va data la precedenza ai locali.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span><span style="font-size:small;">Con questi annunci la Giunta dà ragione a quei partiti che da mesi soffiano sul fuoco della xenofobia. Il Presidente Durnwalder si illude di togliere spazio alla destra: semmai spinge la gente a rivolgersi all’originale piuttosto che alla sua tardiva imitazione.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span><span style="font-size:small;">  <span id="more-136"></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span><span style="font-size:small;">Nel merito delle misure dalla Giunta: </span></span></p>
<ol type="1">
<li class="MsoNormal"><span><span style="font-size:small;">La preferenza dei datori di lavoro per i locali c’è già, il fatto è che per certi lavori (assistenza, alberghi e ristoranti, agricoltura) non si trovano più locali disponibili. </span></span></li>
<li class="MsoNormal"><span><span style="font-size:small;">Chiedere una riduzione dei contingenti di immigrati è ridicolo, mentre la stessa Giunta ammette che ci sono 600 richieste inevase di badanti. </span></span></li>
<li class="MsoNormal"><span><span style="font-size:small;">La concessione dei permessi di soggiorno solo a chi ha casa e lavoro è già previsto dalla legge nazionale e praticata da anni. </span></span></li>
<li class="MsoNormal"><span><span style="font-size:small;">Chiedere più sorveglianza di polizia significa presupporre un rischio di criminalità degli immigrati che non è giustificato dalle informazioni più volte divulgate dal procuratore Tarfusser. Meglio sarebbe chiedere alla Guardia di Finanza di sorvegliare sui datori di lavoro e sui proprietari di alloggi che assumono o affittano in nero. </span></span></li>
<li class="MsoNormal"><span><span style="font-size:small;">Graduatorie separate per gli alloggi ci riportano alla proporzionale in un settore nel quale era prevalso il bisogno. Stiamo ai dati: in Alto Adige gli immigrati sono il 7,5% della popolazione e hanno poco più del 4% degli alloggi Ipes. Se si applica la proporzionale, sono in credito. Se invece, come sembra, la quota di alloggi verrà decisa ogni anno dalla Giunta, allora si apre la porta all’arbitrio e alla costante protesta populista. Ogni anno ci sarà chi grida che gli immigrati ricevono troppo e la Giunta provinciale correrà dietro ai peggiori istinti, che lei stessa ha provocato. </span></span></li>
</ol>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span><span style="font-size:small;">Non si frena il populismo correndogli dietro. Bisogna dire alla popolazione qual’è la verità. </span></span></p>
<ol type="1">
<li class="MsoNormal"><span><span style="font-size:small;">L’immigrazione in Alto Adige è ridotta e ben gestibile con politiche di integrazione. </span></span></li>
<li class="MsoNormal"><span><span style="font-size:small;">Gli immigrati mantengono alto il saldo demografico, abbassano l’età media della popolazione e pagano le nostre pensioni. </span></span></li>
<li class="MsoNormal"><span><span style="font-size:small;">Gli immigrati sono una presenza indispensabile per l’economia e l’assistenza. </span></span></li>
<li class="MsoNormal"><span><span style="font-size:small;">Il volume di tasse pagate dagli immigrati regolari (123 milioni di euro nel 2005 tra Inps e Irpef) è molto superiore a quanto l’ente pubblico spende per loro (31 milioni di euro). </span></span></li>
</ol>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span><span style="font-size:small;">Solo dicendo alla gente come stanno le cose si combatte il populismo, solo una politica di integrazione garantisce alla nostra terra un futuro di convivenza e civiltà. La Giunta provinciale va nella direzione opposta.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p> </p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/riccardodellosbarba.wordpress.com/136/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/riccardodellosbarba.wordpress.com/136/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/riccardodellosbarba.wordpress.com/136/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/riccardodellosbarba.wordpress.com/136/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/riccardodellosbarba.wordpress.com/136/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/riccardodellosbarba.wordpress.com/136/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/riccardodellosbarba.wordpress.com/136/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/riccardodellosbarba.wordpress.com/136/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/riccardodellosbarba.wordpress.com/136/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/riccardodellosbarba.wordpress.com/136/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/riccardodellosbarba.wordpress.com/136/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/riccardodellosbarba.wordpress.com/136/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&blog=3404516&post=136&subd=riccardodellosbarba&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Vizze vince. E il Tirolo boccia il BBT</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jun 2008 14:44:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Dello Sbarba</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[
 
Evviva la Val di Vizze, la sua gente e gli attivisti di Stop-BBT, che hanno costretto la Provincia a eliminare la prevista finestra di accesso che avrebbe sfigurato il volto del territorio e messo a repentaglio diverse sorgenti. Adesso le autorità si arrampicano sugli specchi per dimostrare che si tratta di una loro scelta, ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span><span style="font-size:small;"><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2008/06/stop-bbt.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-133" src="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2008/06/stop-bbt.jpg?w=443&h=68" alt="stop bbt vizze" width="443" height="68" /></a></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span><span style="font-size:small;">Evviva la Val di Vizze, la sua gente e gli attivisti di Stop-BBT, che hanno costretto la Provincia a eliminare la prevista finestra di accesso che avrebbe sfigurato il volto del territorio e messo a repentaglio diverse sorgenti. Adesso le autorità si arrampicano sugli specchi per dimostrare che si tratta di una loro scelta, ma tutti ricordano le assemblee in valle con i massimi responsabili del BBT e il Durnwalder fischiato. La finestra era assolutamente indispensabile, necessaria, irrinunciabile!</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span><span style="font-size:small;">E adesso via tutto, se ne può fare a meno.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span><span style="font-size:small;">E’ stata la mobilitazione dei cittadini a costringere la politica a cambiare idea. Tutto ciò dimostra che molto di quello che viene presentato come tecnicamente obbligato è in realtà politicamente deciso e politicamente modificabile, se la popolazione esercita la dovuta pressione.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span><span style="font-size:small;">Resta il dubbio se l’intero Tunnel abbia senso. Dal Tirolo arriva la stroncatura nientemeno che del “difensore civico dell’ambiente”, il Landesumweltanwalt che è un organo istituzionale del governo del Land, istituito con legge del 2005. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span><span style="font-size:small;">E restano i dubbi sui tempi: secondo i calcoli dello studio di Monaco Vieregg e Roessler bisognerà aspettare metà secolo.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span><span style="font-size:small;"><span id="more-132"></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span><span style="font-size:small;">IL TIROLO. Il difensore civico ambientale del Land Tirol ha diversi compiti, tra cui quello di emettere parei nel corso della valutazione d’impatto ambientale delle opere che interessano il territorio. Tali pareri sono parte integrante della proceduta Via e dunque hanno un peso determinante sul giudizio di compatibilità ambientale dell’opera.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span>Ebbene, il Landesumweltanwalt tirolese si è espresso pochi giorni fa sul BBT e l’ha sonoramente bocciato. </span><span lang="DE">“Aufgrund der bislang eingebrachte lückenhafte Einreichungsunterlagen – ha scritto il difensore ambientale – ist das Projekt keinesfalls genehmigungsfähig“. </span><span>Insomma, niente via libera a un progetto – tra l’altro – ancora molto lacunoso. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span lang="DE">Il difensore parla di “pesanti e in parte irreversibili danni alla natura, alle persone e all’ambiente”. Sono in fortissimo pericolo sorgenti e falde acquifere, l’area protetta “Valsertal” e l’area umida protetta “Laser Moor”. </span><span>Il Landesumweltanwalt chiede modifiche radicali al progetto.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span><span style="font-size:small;">I TEMPI. Intanto resta la questione dei tempi di realizzazione. Resta non smentito il calcolo dello studio di Monaco, Vieregg e Roessler. Si basa sul confronto tra il nostro e tunnel analoghi già finiti, o in via di ultimazione, in Giappone e Svizzera.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span><span style="font-size:small;">Partendo dal presupposto che italiani e austriaci siano efficienti quanto giapponesi e  svizzeri (che facciano meglio non ci crede nessuno), lo studio calcola quanto ci metteremo noi col BBT, realisticamente. Se loro ci hanno messo 23-24 anni, noi ce ne metteremo altrettanti. E solo per il Tunnel di base.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span><span style="font-size:small;">Pubblico qui sotto i diagrammi. Come si vede, invece che il 2015 come previsto dal progetto (intanto la BBT ha allungato la previsione al 2022) lo studio fa l&#8217;ipotesi del 2029. Ma cominciando col cunicolo pilota nel 2006 e senza contare le tratte d&#8217;accesso (e così avremmo una cattedrale nel deserto).</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span><span style="font-size:small;">Tenendo invece conto che i lavori del cunicolo sono partiti a fine 2007 e aggiungendo le tratte d’accesso, di cui do per buona (per compassione) la previsione ufficiale di 15 anni dopo il Tunnel, si arriva almeno al 2045. Tra quasi quarant’anni. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span><span style="font-size:small;">E il BBT sarebbe “la soluzione più realistica” al problema del traffico pesante?</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span><span style="font-size:small;"><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2008/06/bbt-tempi-1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-134" src="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2008/06/bbt-tempi-1.jpg?w=505&h=572" alt="bbt-tempi" width="505" height="572" /></a></span></span> </p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/riccardodellosbarba.wordpress.com/132/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/riccardodellosbarba.wordpress.com/132/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/riccardodellosbarba.wordpress.com/132/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/riccardodellosbarba.wordpress.com/132/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/riccardodellosbarba.wordpress.com/132/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/riccardodellosbarba.wordpress.com/132/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/riccardodellosbarba.wordpress.com/132/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/riccardodellosbarba.wordpress.com/132/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/riccardodellosbarba.wordpress.com/132/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/riccardodellosbarba.wordpress.com/132/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/riccardodellosbarba.wordpress.com/132/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/riccardodellosbarba.wordpress.com/132/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=riccardodellosbarba.wordpress.com&blog=3404516&post=132&subd=riccardodellosbarba&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Il sergente per la “Pace”</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jun 2008 14:10:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Dello Sbarba</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Bolzano Bozen Bulsan]]></category>

		<category><![CDATA[convivenza]]></category>

		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[










“Tornare alla Vittoria? Ma che vi salta in mente?”. Era l’inizio di ottobre del 2002, la domenica dopo si votava sul nome della piazza (Pace o Vittoria?) e, più che arrabbiato, Mario Rigoni Stern sembrava stupito. Ma non avete nulla di meglio da fare? Lui da fare ce l&#8217;aveva, nella sua baita di Asiago. Ma per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p class="MsoNormal" style="text-indent:1cm;text-align:center;margin:0;"><em><span style="font-size:16pt;font-family:Arial;"><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2008/06/stern.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-131 alignleft" style="float:left;" src="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2008/06/stern.jpg?w=452&h=305" alt="mario rigoni stern" width="452" height="305" /></a></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:1cm;margin:0;"><em></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:1cm;margin:0;"><em></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:1cm;margin:0;"><em></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:1cm;margin:0;"><em></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:1cm;margin:0;"><em></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:1cm;margin:0;"><em></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:1cm;margin:0;"><em></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:1cm;margin:0;"><em></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:1cm;margin:0;"><em></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:1cm;margin:0;"><em></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:1cm;margin:0;"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;"><span style="font-family:Calibri;">“Tornare alla Vittoria? Ma che vi salta in mente?”. Era l’inizio di ottobre del 2002, la domenica dopo si votava sul nome della piazza (Pace o Vittoria?) e, più che arrabbiato, Mario Rigoni Stern sembrava stupito. Ma non avete nulla di meglio da fare? Lui da fare ce l&#8217;aveva, nella sua baita di Asiago. Ma per l&#8217;intervista mi metteva a disposizione tutto il tempo che serviva. Voleva dire la sua, da ex combattente, da alpino, da montanaro. Restammo al telefono un’ora e questa è l’intervista che uscì il giorno dopo sulla prima pagina del “Mattino”.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:1cm;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:1cm;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:16pt;font-family:Arial;"><strong>La piazza, la guerra, la Vittoria</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:16pt;font-family:Arial;"><strong>Bolzano vista da Mario Rigoni Stern</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0 0 10pt;"><strong><span style="font-size:12pt;line-height:115%;">Intervista di Riccardo Dello Sbarba </span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:1cm;margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;"><em>Il suo più celebre romanzo, “Il sergente nella neve”, uscito nel 1953, è considerato il più appassionato diario di guerra che sia stato scritto nel corso del Novecento</em><em>. Mario Rigoni Stern è l’alpino più famoso della letteratura italiana. Nato ad Asiago nel 1921, vive tuttora sull’altopiano, da dove ha visto passare la storia di un secolo senza smettere mai di occuparsi delle cose del mondo. Di Bolzano conosce vicende, conflitti, passioni.</em></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:1cm;margin:0;"><strong><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Rigoni Stern,<span>  </span>se Lei fosse a Bolzano domenica prossima, che cosa voterebbe: sì al ritorno della “Vittoria”, no alla cancellazione della “Pace”, o se ne andrebbe in montagna?</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:1cm;margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">A me va benissimo “Piazza della Pace”, quindi voterei per il suo mantenimento.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:1cm;margin:0;"><strong><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Perché questa scelta?</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:1cm;margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Da voi quella vittoria, come viene spesso vista e come la vedono coloro che la vogliono di nuovo sulla piazza, è motivo di divisione. Motivo di offesa e disgusto per certuni e motivo di esagerata ambizione per gli altri. Io credo che dopo tanti anni bisogna mettere fine a questi anacronistici scontri e la parola “Pace” potrebbe andare bene sia per gli uni che per gli altri.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:1cm;margin:0;"><strong><span style="font-family:Arial;"></span></strong></p>
<p><span id="more-130"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:1cm;margin:0;"><strong><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Chi vuole la “Vittoria” dice che non si può cancellare la storia: questa vittoria c’è stata, perché cancellarla?</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:1cm;margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Queste persone si dimenticano che Cesare Battisti, il primo assertore della libertà del Trentino e impiccato dall’Impero Austro Ungarico per la sua italianità, fermava il confine sopra Salorno, cioè al confine linguistico che divideva il mondo di lingua italiana dal mondo di lingua tedesca.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:1cm;margin:0;"><strong><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Pietro Mitolo, leader storico della destra italiana a Bolzano, esibisce spesso un testo di Battisti del 1915 in cui egli afferma che il nuovo confine dell’Italia “sarà militarmente sicuro quanto più si spingerà a nord. Sarà formidabile se arriverà fino a Brennero”. Che cosa risponde?</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:1cm;margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Che si tratta di due cose completamente diverse: confine militare e confine nazionale. Quando Battisti teorizza i confini della patria italiana, come essi erano visti in tutto il dibattito risorgimentale e poi nelle sue riflessioni, egli li fa coincidere – secondo i principi dei diritti dei popoli - col confine linguistico che arrivava appunto a Salorno: finché ci sono italiani, insomma, lì c’è italia. Altra cosa è ragionare, durante una guerra, sui confini militarmente sicuri e più difendibili. Ma qui entrano in ballo ragioni strategiche e militari, qui parlano i cannoni, non i diritti dei popoli. Può darsi che un generale ritenga più sicuro attestarsi su un confine esterno alla sua terra, ma non mi può dire che lo fa in nome dell’italianità, del riscatto della nazione italiana. Ora però siamo nel 2002 e non mi sembra che esistano più queste ragioni di sicurezza militare, questo bisogno di un confine “formidabile” verso l’Austria. Stiamo entrati tutti in Europa e Le pare possibile che ci sia chi ragiona come i generali del 1918?<span>  </span>Da parte mia resto fedele a un vecchio proverbio russo…</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:1cm;margin:0;"><strong><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Che cosa dice?</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:1cm;margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Che nel convento altrui non si porta la propria regola.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:1cm;margin:0;"><strong><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Che cosa vuol dire?</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:1cm;margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Che se fu sbagliato portare il confine fino al Brennero, comprendendovi terre che non erano di lingua, cultura e costumi italiani, il disastro definitivo lo fece il fascismo che, durante il ventennio, cercò di imporre la propria regola in quel convento che non era il suo. La storia bisogna studiarla bene. Il fascismo a Bolzano aveva proibito il tedesco, avevano abolito le scuole, non era possibile parlare la lingua della famiglia, dei padri, degli antenati. Avevano chiuso i giornali in lingua tedesca, avevano italianizzato perfino i nomi sulle tombe. E per questo hanno avuto ben ragione i sudtirolesi ad arrabbiarsi.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:1cm;margin:0;"><strong><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Lei vede la piazza Vittoria e il monumento come parte di questo programma?</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:1cm;margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Certamente. E mi immagino che cosa possano provare i sudtirolesi.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:1cm;margin:0;"><strong><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Si osserva però che è una contraddizione avere una “piazza della Pace” che circonda un monumento intitolato alla vittoria, con le colonne a forma di fasci.</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:1cm;margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Se c’è chi dice questo, allora si cambi anche il monumento. Mi pare che la scritta sul frontone non ispiri una grande fratellanza verso la popolazione locale, no? E quelle colonne coi fasci e le scuri. Bene, togliamo ciò che è aggressivo, ciò che offende. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:1cm;margin:0;"><strong><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">I difensori della piazza dicono che il luogo ricorda solo i caduti della prima guerra mondiale.</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:1cm;margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">In quella guerra ci furono caduti anche sudtirolesi, mica solo gli italiani. Guardi, discorsi come questi nell’Europa del 2002 sono totalmente anacronistici.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:1cm;margin:0;"><strong><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Sarebbe possibile dedicare piazza e monumento a tutti i caduti?</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:1cm;margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Mah, a me pare che questo oggi sia un discorso totalmente superato. Comunque, se proprio lo si vuole fare, si dedichi quel luogo ai caduti di tutte le guerre. Però aggiungo una cosa: io rispetto tutti i morti e rendo onore anche a quelli della parte avversaria. Ma non è vero che la morte ci affratella tutti: i morti nei campi di prigionia, quelli nel campo di concentramento di Auschwitz, non sono uguali ai morti della Repubblica di Salò, o ai morti nazisti. Possono esserlo negli affetti familiari, che vanno rispettati, ma non sono affatto uguali per la storia.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:1cm;margin:0;"><strong><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">A difesa di questo monumento, in passato, si sono mosse anche le associazioni degli alpini. Che cosa direbbe loro, da vecchio commilitone?</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:1cm;margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Lasciamo perdere queste cose, sono cose sorpassate. Le vittorie, le rivincite: io ho fatto tanta guerra, ma le pare che adesso in qualcuno voglia fare la guerra contro gli austriaci, contro i sudtirolesi, contro i francesi, o contro i belgi? E’ vero, sono cose che fanno parte della storia, ma di qui a farne l’apoteosi, per favore, facciamoci un esame di coscienza.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:1cm;margin:0;"><strong><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Lei non capisce che un ex combattente si possa veder tolto qualcosa?</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:1cm;margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Guardi, io sono un ex combattente e non mi sento tolto proprio nulla. E poi quelli che hanno fatto la prima guerra mondiale ormai non ci sono più. Io ho fatto la seconda ed ero alpino, ma non penso che questo sia un motivo per distinguere ancora tra vinti e vincitori, tra caduti nostri e caduti loro. Con una mentalità come questa, rivolta al passato, qualcuno per paradosso potrebbe proporre di dedicare la piazza ad Andreas Hofer che ha combattuto contro Napoleone e i bavaresi. In fondo Hofer combattè per la libertà della sua terra. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:1cm;margin:0;"><strong><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Il problema è che quella piazza non è ancora passata nella storia: per molti è ancora un simbolo presente.</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:1cm;margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Appunto: chiamiamola piazza della Pace e mettiamola nella storia. Questo dovrebbe appagare tutti.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:1cm;margin:0;"><strong><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Molti ci vedono un simbolo dell’identità italiana.</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:1cm;margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Ma quale identità italiana? Quella del fascismo che cercò di annullare la popolazione sudtirolese?</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:1cm;margin:0;"><strong><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">In Sudtirolo vivono centomila italiani, di cui quasi settantamila a Bolzano. Che devono fare?</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:1cm;margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Inserirsi bene in quella civiltà in quella comunità. Dare il proprio contributo, rispettare per essere rispettati. Cercando di capire gli altri, non esasperando lo scontro.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:1cm;margin:0;"><strong><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Quali possono essere i loro punti di riferimento?</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:1cm;margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Nell’Europa e nell’autonomia di cui godono, e che è di tutti, e che si fonda sul rispetto reciproco e che va rispettata.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:1cm;margin:0;"><strong><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Per la “Vittoria” si è impegnato addirittura il vicepresidente Fini.</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:1cm;margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Fini va a Bolzano a perorare la causa della “Vittoria” ed è andato a chieder scusa agli ebrei bruciati nei campi di sterminio. Ma che coerenza c’è? Non sa come si è comportato lo stato italiano in Sudtirolo dopo il 1918? Faccia un esame di coscienza, per favore. Non gli sembra che lo Stato italiano dovrebbe chiedere scusa anche ai Sudtirolesi?</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:1cm;margin:0;"><strong><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Vietare la lingua e italianizzare i nomi, per quanto atto grave, è diverso dai campi di sterminio.</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:1cm;margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Comunque si tratta sempre di una sopraffazione. Fini ripensi a quel che ha fatto il fascismo da voi, e chieda scusa.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:1cm;margin:0;"><strong><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Lui dice che quando c’era il fascismo non era ancora nato…</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:1cm;margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Però dovrebbe saperlo, dovrebbe conoscere la storia. E invece viene proprio a difendere quella piazza, viene a Bolzano a difendere la vittoria del 1918: dovrebbe vergognarsi.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:1cm;margin:0;"><strong><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Della vittoria del 1918?</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:1cm;margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">No, non della vittoria in sé, ma di come lo stato italiano si è comportato dopo. La vittoria è stata il completamente dell’unità d’Italia e – sia chiaro – io difendo la vittoria del 4 novembre del 1918. Ma non difendo una piazza della Vittoria a Bolzano. C’è una bella differenza. Il 1918 significò la fine dell’impero asburgico, che negli ultimi anni era in disfacimento e si era fatto più oppressivo. Il 1918 significò la libertà di tanti popoli, compreso quello italiano. Ma tutto questo non riguardava Bolzano. Per cui io dico: chiamiamola piazza della Pace, Fini si scusi per come l’Italia si è comportata e smettiamola di portare la propria regola nel convento altrui.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:1cm;margin:0;"><strong>Post scriptum:</strong> <em>il 7 ottobre 2002 Bolzano votò sul nome della piazza più discussa della città. V<span style="font-size:9pt;font-family:Verdana;">inse con il 61,94%, pari a 30.873 voti, la proposta di ripristino del nome di piazza della </span><span style="font-size:9pt;font-family:Verdana;">Vittoria al posto di piazza della Pace, che ottenne</span><span style="font-size:9pt;font-family:Verdana;"> il 38,06% pari a 18.972 voti. Parteciparono al voto</span><span style="font-size:9pt;font-family:Verdana;"> </span><span style="font-size:9pt;font-family:Verdana;">50.605 porsone pari al 61,69% degli aventi diritto. Come referendum popolare, un successone. Come decisione, una catastrofe. </span></em></p>
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		<title>Frick al Virgolo</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Jun 2008 10:16:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Dello Sbarba</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Bolzano Bozen Bulsan]]></category>

		<category><![CDATA[ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[L’interrogazione è del 4 aprile (leggi: interrogazione-thun ) e lui ci ha messo due mesi per rispondere. Gli chiedevamo i dettagli del progetto Thun, visto che Werner Frick i progetti li ha visti e ben studiati. 
 
Invece nulla: l&#8217;assessore dice di saperne meno di noi, che in questo blog, nel post &#8220;I padroni del Virgolo&#8220;, abbiamo già pubblicato piani, mappe catastali e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-size:12pt;font-family:'Comic Sans MS';"><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2008/04/virgolo-thun-prospetto.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-25 alignleft" style="float:left;" src="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2008/04/virgolo-thun-prospetto.jpg?w=328&h=201" alt="Thun City" width="328" height="201" /></a>L’interrogazione è del 4 aprile (leggi: <span style="font-size:12pt;font-family:'Comic Sans MS';"><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2008/06/interrogazione-thun.pdf">interrogazione-thun</a> ) </span>e lui ci ha messo due mesi per rispondere. Gli chiedevamo i dettagli del progetto Thun, visto che Werner Frick i progetti li ha visti e ben studiati. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-size:12pt;font-family:'Comic Sans MS';">Invece nulla: l&#8217;assessore dice di saperne meno di noi, che in questo blog, nel post &#8220;<a href="http://riccardodellosbarba.wordpress.com/2008/04/11/i-padroni-del-virgolo/" target="_blank">I padroni del Virgolo</a>&#8220;, abbiamo già pubblicato piani, mappe catastali e strutture societarie.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-size:12pt;font-family:'Comic Sans MS';">A Frick invece due mesi sono serviti per farci sapere che lui di quel progetto è entusiasta perché le risorse del Sudtirolo non sono solo “ambiente e paesaggio”, ma “imprese che garantiscono benessere e stabilità economica”.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-size:12pt;font-family:'Comic Sans MS';">Leggetevi qui sotto il testo integrale della risposta di Werner Frick, datata 10 giugno 2008: un esempio illuminante del rapporto tra politica e affari. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-size:12pt;font-family:'Comic Sans MS';">(A proposito, l’assessore non si ripresenta più alle elezioni). </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"> </p>
<p><span id="more-128"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:right;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:Arial;"> </span><em><span style="font-size:12pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Bolzano, 10 giugno 2008</span></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:right;margin:0;" align="right"><em><span style="font-size:12pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Interrogazione nr. 5580/08.</span></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:right;margin:0;" align="right"><em><span style="font-size:12pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><em><span style="font-size:12pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Con riferimento ai quesiti posti in merito al progetto Thun al Virgolo, faccio presente che alla Giunta provinciale è stato presentato un progetto di massima, che corrisponde peraltro a quanto presentato in altre sedi e reso pubblico attraverso gli organi di stampa. Obiettivo di tale presentazione è stato, infatti, quello di avviare una discussione su una possibile riqualificazione dell&#8217;area del Virgolo, prevedendo la realizzazione di strutture private da parte di Thun accanto ad interventi destinati ad un uso pubblico.</span></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><em><span style="font-size:12pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">AI momento è assolutamente prematuro discutere di dettagli progettuali quali indici di cubatura, riparto di aree in base a differenti destinazioni d&#8217;uso ecc., proprio perché quanto sottoposto da Thun è una base di discussione finalizzata alla realizzazione di un progetto comune.</span></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><em><span style="font-size:12pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Per quanto mi concerne posso però confermare il grande interesse per il progetto presentato. Sono infatti convinto che esso consenta una sintesi tra le visioni di un’azienda importante nel panorama economico locale quale la Thun e I’intervento di riqualificazione di un’area bellissima ma abbandonata da tempo quale quella del Virgolo, a favore di tutta la collettività.</span></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><em><span style="font-size:12pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">La nostra Provincia deve assolutamente salvaguardare le proprie risorse, intese certamente in primo luogo come ambiente e paesaggio, ma anche come patrimonio di imprese che garantiscono benessere e stabilità economica.</span></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><em><span style="font-size:12pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Cordiali saluti,</span></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><em><span style="font-size:12pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Dr. Werner Frick</span></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><em><span style="font-size:12pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Assessore</span></span></em></p>
<p> </p>
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		<title>Visti da fuori</title>
		<link>http://riccardodellosbarba.wordpress.com/2008/06/12/visti-da-fuori/</link>
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		<pubDate>Thu, 12 Jun 2008 16:44:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Dello Sbarba</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[bilinguismo]]></category>

		<category><![CDATA[convivenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Le notizie sul bilinguismo negato, la polemica sugli asili a Bolzano e la divisione del Sudtirolo in &#8220;società parallele&#8221; fanno il giro del mondo:
In Colombia su &#8221;El Tiempo.com&#8221;: Apartheid linguístico desde la guardería. &#8220;En la provincia italiana de Trentino-Alto Adigio se ha desatado un escándalo por cuenta de la posibilidad de que los niños que acuden a las guarderías de [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Le notizie sul bilinguismo negato, la polemica sugli asili a Bolzano e la divisione del Sudtirolo in &#8220;società parallele&#8221; fanno il giro del mondo:</p>
<p><strong><span style="color:#333399;">In Colombia su &#8221;El Tiempo.com&#8221;: </span><span style="color:#ff0000;">Apartheid linguístico desde la guardería. </span></strong><em>&#8220;En la provincia italiana de Trentino-Alto Adigio se ha desatado un escándalo por cuenta de la posibilidad de que los niños que acuden a las guarderías de habla alemana sean expulsados si no saben hablar este idioma. <span class="textoNormal">No importa que apenas estén comenzando a hablar&#8230;&#8221;</span></em><span class="textoNormal"> (<a href="http://www.eltiempo.com/tiempoimpreso/edicionimpresa/internacional/2008-06-08/ARTICULO-WEB-NOTA_INTERIOR-4240819.html" target="_blank">leggi tutto qui)</a></span></p>
<p><strong><span style="color:#333399;">In Germania sulla &#8220;Stuttgarter Zeitung&#8221;: </span><span style="color:#ff0000;">Spaghetti, Knödel, Bauchweh</span></strong>. <em>&#8220;Leben und lernen in getrennten Welten: warum es in Südtirol keine zweisprachigen Schulen geben darf&#8230;&#8221;</em> (<a href="http://www.stuttgarter-zeitung.de/stz/page/1686471_0_2147_suedtirol-spaghetti-knoedel-bauchweh.html" target="_blank">leggi tutto qui</a>).</p>
<p><span style="color:#000080;"><strong>In Italia sulla &#8220;Repubblica&#8221;</strong></span>: <strong><span style="color:#ff0000;">La battaglia del tedesco negli asili di Bolzano</span></strong>. &#8220;<em>Per ottenere il posto è richiesta la conoscenza della lingua tedesca. Non per entrare in una facoltà universitaria a numero chiuso, ma per avere un posto in classe e un lettino per il sonnellino del dopo pranzo alla scuola materna&#8230;&#8221;. </em><a href="http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/scuola_e_universita/servizi/bolzano-asili-tedesco/bolzano-asili-tedesco/bolzano-asili-tedesco.html" target="_blank">(leggi tutto qui)</a></p>
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			<media:title type="html">Riccardo Dello Sbarba</media:title>
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		<title>I patrioti del monolinguismo</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jun 2008 07:26:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Dello Sbarba</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[convivenza]]></category>

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		<description><![CDATA[BOCCIATA IN CONSIGLIO PROVINCIALE LA PROPOSTA VERDE DI SCUOLA BILINGUE. 
LE DESTRE ITALIANA E TEDESCA UNITE PER LA SCUOLA MONOLINGUE, LA SVP PROMETTE ETERNA SEPARAZIONE, IL CENTROSINISTRA SI NASCONDE. DIBATTITO SERRATO, VOTI A RAFFICA E MOLTE SORPRESE.
 

Che l’avrebbero bocciato, a 4 mesi dalle elezioni, c’era da aspettarselo. Ma il dibattito in Consiglio provinciale sul nostro ordine del giorno (leggi: odg-scuola-bilingue) sulla scuola bilingue [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span><span style="font-size:small;"><strong><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2008/06/bild-zweispr.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-126 alignleft" style="float:left;" src="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2008/06/bild-zweispr.jpg?w=299&h=235" alt="bild-zweispr" width="299" height="235" /></a>BOCCIATA IN CONSIGLIO PROVINCIALE LA PROPOSTA VERDE DI SCUOLA BILINGUE. </strong></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span><span style="font-size:small;"><strong>LE DESTRE ITALIANA E TEDESCA UNITE PER LA SCUOLA MONOLINGUE, </strong></span></span><span><span style="font-size:small;"><strong>LA SVP PROMETTE ETERNA SEPARAZIONE, IL CENTROSINISTRA SI NASCONDE. </strong></span></span><span><span style="font-size:small;"><strong>DIBATTITO SERRATO, VOTI A RAFFICA E MOLTE SORPRESE.</strong></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span><span style="font-size:small;"><strong></strong></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span><span style="font-size:small;">Che l’avrebbero bocciato, a 4 mesi dalle elezioni, c’era da aspettarselo. Ma il dibattito in Consiglio provinciale sul nostro ordine del giorno (leggi:<span> <span style="font-family:'Comic Sans MS';"><span style="font-size:small;"><a href="http://riccardodellosbarba.files.wordpress.com/2008/06/odg-scuola-bilingue.pdf">odg-scuola-bilingue</a></span></span></span>) sulla scuola bilingue ha riservato diverse novità. La più significativa: la destra italiana (An e Unitalia) si è schierata nettamente contro la istituzione di sezioni bilingui, rivendicando solo “libertà per la scuola italiana”. Se si fa la scuola bilingue – ha detto <strong>Urzì</strong> – alla scuola italiana non ci va più nessuno. Lui e Seppi hanno insistito sul legame tra scuola di gruppo, lingua e identità “nazionale”, fattore fondamentale secondo loro soprattutto qui in Sudtirolo. La scuola bilingue farebbe perdere l’identificazione con la lingua e dunque l’identità, portando alla fine del gruppo etnico. “La scuola deve essere chiaramente o italiana, o tedesca” ha detto Seppi.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span><span style="font-size:small;">Identica l’argomentazione di Eva Klotz e dei Freiheitlichen: qualsiasi esperimento è un tradimento della minoranza linguistica. Per la Klotz, i figli di famiglie mistilingui “dimostrano notevoli incertezze linguistiche e identitarie