Virgolo: usciamo dal mondo delle fiabe

Il Virgolo secondo Thun.

Care collaboratrici, cari collaboratori,

ho un sogno.
Comincia con un viaggio in funivia dal centro di Bolzano, dove ora si trova il Central Parking. In pochi minuti degli angeli mi trasportano in volo sul Virgolo, un angolo verde vicino alla città. Qui si erge la nuova sede della THUN: l’amministrazione centrale, un centro di formazione, il primo hotel THUN e il THUNIVERSUM. Un THUNIVERSUM rinnovato.

Non più solo un punto vendita esperienziale, ma un vero e proprio parco tematico, nel quale possano immergersi un milione di visitatori ogni anno. Un’offerta unica, introvabile da Monaco a Verona. La natura fa da cornice al nostro luogo di lavoro. E nel limbo tra città e cielo ci avviciniamo di un altro piccolo passo ai valori della nostra azienda.
Ho un sogno. Condividetelo con me.

Peter Thun sul progetto del Virgolo (testo pubblicato dal periodico aziendale “Thun News”, nr. 6 del dicembre 2006)

Sabato 5 aprile ho dato al “Corriere dell’Alto Adige” la seguente intervista:

«Interessi privati e turismo di massa»

Virgolo, il presidente del Consiglio: “Un mercatino di Natale in quota per tutto l’anno. Parte pubblica minima”

di Francesco Clementi

BOLZANO — La «tregua» di studio concessa a Spagnolli e Thun è già finita. Riccardo Dello Sbarba lancia un allarme che è anche un appello: «L’idea sul tappeto è un’operazione a misura di privati e turismo di massa, con interesse pubblico minimo. Le carte vanno messe in tavola: altro che collina delle favole, i bolzanini devono decidere se vale la pena di consacrare un pezzo di città al marketing degli angioletti».

Dello Sbarba, il sindaco Spagnolli assicura che l’operazione avrà un forte significato pubblico. Non è d’accordo?
«Questa è un’operazione privata, come privato è il terreno in questione. Thun ha ricevuto da un gruppo di proprietari il mandato di valorizzare un’area che oggi è urbanisticamente bloccata. L’azienda degli angioletti è la leva che consentirebbe di strappare l’ok al Comune e far fruttare le proprietà sul Virgolo. Qui occorre distinguere rigorosamente tra interesse privato e pubblico, così come l’offerta per i turisti da quella per i bolzanini».

Ma il progetto prevede un mix di strutture…
«In realtà il disegno è fortemente sbilanciato sulla parte turistico-commerciale. Facciamo il punto: arrivati in funivia alla grotta centrale, si possono imboccare quattro vie. Tre sono turistiche: portano all’hotel, al centro congressi e all’esposizione della Thun. Solo una via porta alla zona pensata per i bolzanini, quella con pic-nic e zoo: una parte del tutto marginale, come la passeggiata “religiosa” citata dal sindaco. Se parliamo di simboli, qui dominano angioletti, Ötzi, Re Laurino: evidente l’orientamento al turismo di massa. Lo stesso Peter Thun parla di un milione di visitatori: viene in mente un Mercatino di Natale in quota, aperto tutto l’anno. C’è poi una domanda importante».

Quale?
«Chi paga? Di albergo e atelier si occuperà la Thun e la funivia sarà gestita da privati, con contributi provinciali. Ma il centro congressi? Voci insistenti in Provincia dicono che pagherà il Comune. Se è vero, si capisce ancor meno l’interesse pubblico del progetto».

Il Virgolo oggi è in degrado. Perché non riqualificarlo?
«L’area è sempre stata privata: la situazione attuale non dipende dal Comune, che non deve avere alcun “senso di colpa” a proposito. Al contrario, cambiare la destinazione urbanistica aprendo la via a spazi commerciali è pericolosissimo: il Comune potrà contrattare, ma quella resta proprietà privata.
Vorrei lanciare un appello alla città: usciamo dal mondo delle fiabe e guardiamo questa operazione per quello che è. Vogliamo davvero trasformare un pezzo di Bolzano nel palcoscenico di un marketing aziendale? Vogliamo la corona di re Laurino come segno forte di Bolzano, una torre visibile da tutta la città?».

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10 thoughts on “Virgolo: usciamo dal mondo delle fiabe

  1. Non solo Thun. Ecco i privati che faranno l’affare

    Thun e Comune, certo. ma l’operazione Virgolo ha anche altri protagonisti: i proprietari dei terreni su cui verrà realizzata la «collina delle fiabe». Di chi si tratta?
    Le aree sono della «Immobiliare Virgolo srl», creata nel lontano 1907 con lo scopo di «valorizzare la collina del Virgolo mediante la costruzione, l’acquisto e la gestione di hotel e ristoranti».
    Fino all’anno scorso, l’amministratore unico è Angelo Calligione; nell’estate 2007 alcuni soci minori escono di scena, e tutte le quote vengono rilevate dalla «Bbg trading srl», che diventa socio unico.
    A sua volta, questa società è controllata da Bbg srl, il cui cda è così formato: Vittorio Repetto (presidente), Walther Reichegger (vice), Juliana Nussbaumer Egartner, Stefano Oberosler, Luigi Della Vedova e Carlo Calligione. Tra i soci della Bbg srl (capitale sociale 60mila euro) ci sono alcune delle imprese di costruzioni più importanti della provincia. Ecco l’elenco: Wipptaler Bau, Costruzioni Repetto srl, Oberosler cav. Pietro spa, Hobag project spa, Della Vedova Luigi srl, Amac Calligione srl.
    Qualsiasi operazione voluta da Thun e Comune sul Virgolo dovrà coinvolgere questi proprietari, assai tempestivi a entrare nel business.

    (Corriere dell’Alto Adige, 5 aprile 2008)

  2. Es gibt noch Hoffnung – wir Bozner lassen uns nicht erpressen:

    Pressemitteilung der Stadtgemeinde Bozen: 02.04.2008

    Gemeinderatspräsident zu Virgl
    Entscheidungshoheit des Gemeinderats respektieren

    Der Virgl werde durch Landschafts- und Ensembleschutznormen geschützt, die in der Entscheidungshoheit des Gemeinderates liegen, und dies solle Thun wie jeder andere respektieren, schreibt der Gemeinderatspräsident in einer Aussendung. Der Gemeinderat lasse sich nicht erpressen. Der Virgl sei in erster Linie eine im öffentlichen Interesse geschützte Landschaft und ein im öffentlichen Interesse geschütztes Ensemble, Werte, denen alle wie immer gearteten Privatinteressen unterzuordnen seien. Es gehe dabei um
    1. den Landschaftsplan der Stadtgemeinde Bozen Dekret LH Nr. 377 vom 30.4.1998
    2. das Landes-Raumordnungsgesetz: Art. 25 – “Ensembleschutz” – vor allem aber:
    3. den Beschluss der Landesregierung Nr. 3477 vom 15.10.2007 “Bozner Ensembleschutzplan – Schutznorm Nr. 73.

  3. Sinceramente dai Verdi mi aspettavo qualcosina di più…

    Il Virgolo è un piccolo paradiso della natura; vicino agli impianti sportivi, mi sembra ci siano dei campi da tennis ed una piscina, ci sono due masi molto, ma molto belli.
    Diversi sentieri partono da quel punto, e permettono, a 10 minuti da Piazza Walther, di immergersi in boschi bellissimi, dove non è difficile incontrare diversi esemplari di fauna selvatica.
    Troppo poco si parla, a mio avviso, dello scempio che verrebbe fatto di quel piccolo paradiso!

    e poi, con tutto questo gran parlare, vogliamo un po’ far sapere quanto la Thun ha finora dato alla città di Bolzano?

  4. @ mazinga. Che la sovranità su ogni decisione spetti al comune di Bolzano è la prima cosa che noi Verdi abbiamo detto, da quando questa storia è venuta fuori.
    Vedi comunicato del 10 marzo 2008:
    “DAS PROJEKT THUN AM VIRGL: GEMEINDE HAT ZU ENTSCHEIDEN
    Noch bevor das Projekt am Virgl offiziell präsentiert wird, hat der Landeshauptmann bereits angekündigt, diese Zone als von Landesinteresse zu erklären womit man die Planungshoheit der Gemeinde Bozen ein weiteres Mal untergraben würde.
    Die Grünen im Südtiroler Landtag setzten sich dafür ein, dass die Stadt Bozen selbst über die zukünftige Entwicklung am Virgl entscheiden soll. Die Ankündigung des Landeshauptmannes ist deshalb vehement zurückzuweisen, zumal das Projekt keine Anhaltspunkte besitzt, um als eines von Landesinteresse eingestuft zu werden”.

    In questo momento mi pare importante chiarire bene tutta la faccenda: chi sono i privati che ci stanno dietro e che posseggono i terreni, la sostanza più turistica-commerciale che pubblica del progetto Thun, il pericolo delle possibili variazioni nelle destinazioni d’uso dei terreni ecc… Insomma, appunto: uscire dalla fiaba. Va sostenuta la proposta di un dibattito pubblico in consiglio comunale a Bolzano.

    @ paddo. Vado spesso al Virgolo, è vero che è bello, ma è vero anche che in molte sue parti è stato lasciato nell’abbandono, proprio da quei proprietari privati che ora si presentano come salvatori della collina.
    Io penso che se si vuole valorizzare il Virgolo e restituirlo alla città ci sarebbe molto da fare. Tra lasciarlo com’è e trasformarlo nella collina degli angioletti credo ci sia una terza via.

  5. “Vado spesso al Virgolo, è vero che è bello, ma è vero anche che in molte sue parti è stato lasciato nell’abbandono, proprio da quei proprietari privati che ora si presentano come salvatori della collina.”

    Ma, scusi, il Virgolo lei lo confina solo a quell’area dove ci sono i due “ruderi” dell’ex albergo?
    Non ci si può limitare a guardare solo una superficie di poche centinaia di mq.

    Una “rivalutazione” intesa come vorrebbe la Thun, con o senza vie di mezzo, avrebbe un impatto devastante su un’area molto più vasta .
    Ora non venga a dire che quei due fatiscenti palazzi mandano in degrado tutto il colle.
    Mi sembra come quello che a chi gli indica la luna, si ferma a guardare il dito.

  6. Il mio Virgolo va dalla prima chiesa fino al Wendlandhof, con passeggiate nel castagneto ancora sopra.
    Adesso sto facendo ricerche per sapere quali siano precisamente, su tutta l’area, i terreni che apparetengono alla famosa “BBG Trading srl” e quanti ad altri proprietari. E se questi proprietari sono anch’essi coinvolti nel progetto. A vedere dalle carte pubblicate sui giornali, l’area presa in considerazione da Thun è molto più vasta del solo ex tennis.
    Con queste informazioni si potrà avere un quadro più preciso.

  7. Personalmente non mi interessa molto chi sia, o chi siano, i proprietari del, o dei terreni;
    troverei solo un crimine andare a distruggere quel piccolo pezzo di paradiso che ancora rimane a portata di mano a pochi minuti dal centro.
    Già mi vedo file di pulmann salire sul Virgolo, orde di turisti schiamazzanti invadere la zona alla ricerca del ristorante con mega terrazzo per godere il panorama.
    Siamo sinceri, proprio di fronte al Virgolo, dall’altra parte, c’è quel noto ristorante che rislata quando si guarda il panorama versdo quel lato.
    Non vorremo mica avere uno spettacolo così anche dall’altra parte?

  8. Ach dieser Virglberg! Ein verwunschener Ort im Dornröschenschlaf? Heruntergekommen, vernachlässigt, und doch: auf wundersame Weise bisher in Ruhe gelassen. Jetzt soll alles anders werden, denn jetzt wachen sie alle auf und bekommen es eilig! Weil ein Unternehmer seine visionäre Märchenwelt als ein Geschenk für die Menschheit sieht, werden Stadt und Land von emsiger Nervosität gepackt und plötzlich merkt man, was alles versäumt worden ist. Einerseits. Andererseits darf es natürlich nicht so aussehen, als wäre man vom gräflichen Charme so sehr angetan, dass all seine visionären Eingebungen für schön, notwendig, innovativ und weitblickend gesehen werden müssen. Wir haben in nächster Zeit genügend zu reden…..

    Der Vollständigkeit halber möchte ich hier noch auf einen Beitrag von Florian Kronbichler hinweisen, erschienen im „Corriere dell’Alto Adige“ am 5. April 2008:

    L’angioletto si fa rapace
    Ieri, il presidente del Consiglio provinciale Riccardo dello Sbarba ci ha chiamato alla riscossa. „Altro che favole, la città si svegli!“ tuona dalle colonne di questo giornale. Bolzano, lasciando via libera al faraonico progetto Thun sul Virgolo, abdicherebbe dal suo dovere di tutore del bene pubblico e pregiudicherebbe ogni futuro sviluppo della città. Quello che l’azienda degli angioletti chiama un recupero e il rilancio di un’area in dissesto, in verità altro non sarebbe che la sopraffazione di interessi privati su quello pubblico. Una parte dei pendii finora “sacri”, sarebbe dissacrata a mercatino di natale perenne e palcoscenico di marketing. Dell’operazione „collina delle fiabe“ di fiabesco sarebbe unicamente il profitto che ditte private ne ricaverebbero.
    È impresa ingrata, oggigiorno, prendere le difese della causa pubblica. Non ne sono i tempi. Stanno cedendo alle lusinghe dei privati persino gli amministratori pubblici – vedasi il sindaco, vedasi il Landeshauptmann. L’imprenditore Peter Thun, forte delle fantasie illimitate di suo fratello genio Matteo, li deve aver privato di ogni residua capacità conflittuale. I Luis e i Luigi sembrano essere folgorati dal visionario della “collina delle fiabe” che meglio si definirebbe montagna incantata. Non è spiegabile altrimenti l’ossequiosità con cui ora si prostrano al diktat ricattatore thuniano: o procedete e me ne vado!
    A noi cittadini impreparati non si vuole neppure concedere il tempo di informarci, manco di discuterne. La raccolta di firme (contro) è tacciata di precocità indebita, quando alle iniziative popolari solitamente si critica di arrivare tardi. E si denigra – pressione più efficace! – lo status quo: Guardatevelo il vostro Virgolo! Un’area incoltivata, ridotta a immondezzaio, materiale e umano. Purtroppo è così. Ma la colpa dell’innegabile stato di degrado non è del comune come invece una perfida campagna di propaganda vuol far credere. Il Virgolo se lo dividono in idilliaca comproprietà sette delle più illustre società edili della provincia. Se è indifendibile lo stato in cui il Virgola oggi è ridotto, la responsabilità è esclusivamente dei privati e di che privati! Mandare i terreni al macero è la più efficace strategia per renderli edificabili.
    Le avvisaglie ci indicano che ci siamo. Al Virgolo si deciderà un pezzo di futuro della città di Bolzano. La “collina delle fiabe” costituirebbe un pesante caso di precedenza. Perché la “città delle Alpi” di colline ne ha altre ancora. Su una di queste, verso Terlano, il conte degli angioletti sta appena costruendo la sua residenza privata. Chi oggi esce in una biciclettata primaverile, ne può ammirare l’enormità.

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