I padroni del Virgolo

Chi sono i padroni del Virgolo e che cosa ci vogliono fare. L’intreccio di società, i nomi eccellenti. Le aree, la loro attuale destinazione d’uso, il loro possibile destino. I piani di Thun. E come tutto si è già messo in moto: particelle “impiombate”, vecchi inquilini sfrattati all’improvviso.

Retroscena e protagonisti dell’”Operazione Virgolo”. Nei labirinti delle mappe catastali e della Camera di Commercio.

 

L’impressione è che, dopo decenni di quiete, lassù sul Virgolo tutto si sia messo in movimento. Che i protagonisti abbiano la ragionevole certezza che qualcosa accadrà. E che questa certezza ce l’abbiano almeno dall’inizio del 2007, se non prima.

 

Chi ha dato loro questa certezza? Probabilmente gli sponsor forti, cioè gli assessori all’economia e al turismo Werner Frick e Thomas Widmann e il Presidente Luis Durnwalder, cui il progetto è da tempo noto per loro stessa ammissione: “Finora il progetto il questione – hanno scritto Frick e Widmann a marzo rispondendo a una interrogazione dei Verdi – non è stato presentato alla Giunta provinciale, bensì il Presidente e qualche singolo assessore sono stati informati a livello informale (testuale, giuro) che la ditta Thun sta sviluppando una serie di idee…”

Avuto il via libera, sono partite le manovre. Per prima cosa c’era da mettere ordine nella proprietà delle aree. Vediamo.

  

Matrioska Thun

 

Tre sono le società immobiliari proprietarie dei terreni al centro del progetto Thun al Virgolo. Come in una matrioska, l’una contiene l’altra. La società più esterna si chiama “BBG srl”, costituita nel 1992 da sei tra le più grandi imprese di costruzione del Sudtirolo (Wipptaler Bau, Calligione, Repetto, Oberosler, Hobag, Della Vedova).

All’inizio la BBG ha nel mirino l’areale ferroviario, ma nel 2006 mette gli occhi sul Virgolo. Come metterci anche le mani?

 

Semplice: la BBG costituisce nel 2007 la “BBG Trading srl”, che a sua volta acquisisce tutte le quote sociali della “Immobiliare Virgolo”, fondata nel 1907 e ormai obsoleta, ma proprietaria di edifici e terreni sulla collina.

A questo punto gli assetti sociali e proprietari sono sistemati e il gioco può partire. Viene affidata ai Thun la missione di “valorizzare” il Virgolo col tocco dei loro angioletti. Pare che siano stati loro dati 5 anni di tempo per realizzarlo.

 

Ecco i terreni dei “padroni del Virgolo”:

Seguendo i confini della varie particelle (che chiunque può consultare qui), questi sono i confini delle proprietà del gruppo BBG:

 

terreni BBG

E questo, qui sotto, è il progetto Thun. Come si vede, due aree si sovrappongono perfettamente (i confini rossi nella carta sotto corrispondono ai confini verdi della carta catastale qui sopra). La parte ombreggiata intorno al’attuale tennis è quella che dovrebbe ospitare l’arrivo della funivia, il carosello, il nuovo Thuniversum, la torre, l’Hotel, il centro congressi del (e pagato dal, secondo la Provincia) Comune. Lo zoo dovrebbe sorgere nell’attuale bosco a monte del Wendlandhof (non si butta via nulla). Il resto sono passeggiate tematiche “per i bolzanini”, realizzate nelle zone non di proprietà della BBG, ma utilizzate a far da contesto alla nuova “collina delle fiabe”.

 

Progetto Thun al Virgolo - pianta

 

Ancora sotto, ecco Thun City, il prospetto che i Thun hanno mostrato sia alla giunta provinciale che alla giunta comunale. Si arriva dalla città in una funivia che entra dentro la montagna, si scende nel “carosello”, una struttura sotterranea che smista i visitatori (un milione l’anno, ha scritto Peter Thun) verso le diverse strutture.

  

Thun City

 

Ma ora torniamo alle carte catastali.

I terreni

La “Immobiliare Virgolo srl” possiede sulla collina oltre 38 ettari di terreni, suddivisi in 39 particelle catastali che contengono edifici e “aree edificiali” (cioè costruibili), boschi, prati, pascoli, vigne e terreni improduttivi, così suddivisi:

edifici                                          3.520 mq      

aree edificiali                              6.755 mq

prati, pascoli arativo                  17.224 mq

Boschi                                       340.696 mq

Vigne                                            4.834 mq

Terreni improduttivi                   13.551 mq

Totale                              381.746 mq

 

Manovre in corso

Tutte le particelle sono ricomprese nel comune catastale 652 di Dodiciville. Sulla partita tavolare in questione (la 184 II) è  apposto un “piombo” (i piombi identificano istanze pendenti su una partita tavolare). Potrebbe trattarsi di espropri di certe aree, oppure di passaggi di proprietà. Il piombo è stato apposto il 20 dicembre 2007 e comprende una miriade di istanze pendenti.

Insomma, il balletto delle aree è già in corso.

 

Che le cose si stiano già muovendo, lo dimostra anche la testimonianza di Giuseppe Piccoli, presidente del circolo tennis del Virgolo, che, oltre ai campi, ha in gestione anche l’ex pensione e la piscina. Ecco che cosa ha raccontato a Paolo Florio, della rivista “QuiBolzano”: “Noi abbiamo capito prima di tutti che c’era qualcosa che si muoveva quassù. A fine dicembre 2007 abbiamo ricevuto una lettera dagli avvocati dell’immobiliare, che ci dicono di non voler più rinnovare il contratto (…). Il termine che ci hanno dato per lo sgombero è il 30 aprile e non c’è nulla da fare”.

  

Le società immobiliari in campo

Partiamo dalla “società madre” per arrivare poi alle due società conglobate.

 

BBG srl

Operativa dal 9 giugno 1992 con la denominazione “BBG, società per l’edificazione della stazione”, con oggetto sociale: “Organizzazione e promozione di qualsiasi iniziativa atta a rendere edificabile la zona dello scalo ferroviario”.

Nel giugno 2006 assume il nome: BBG srl e, dal gennaio 2007, il seguente oggetto sociale: “Costruzione, acquisto, vendita, permuta e affitto di beni immobili, l’assunzione e l’esecuzione di lavori edili in proprio o per terzi, sia privati che enti pubblici, l’esecuzione di servizi di trasporto, la stipulazione di contratti di appalto, nonché l’attività edilizia civile, industriale e turistica in genere”.

 

Capitale sociale: euro 60.000 in 6 quote uguali di euro 10.000 ciascuna di:

Wipptaler Bau Spa di Brennero

Amac Calligione Srl di Merano

Costruzioni Repetto Srl di Bolzano

Oberosler cav. Pietro Spa di Brunico

Hobag Project Spa di Brennero

Della Vedova Srl di Vipiteno

 

Consiglio di amministrazione (dal 20 maggio 2004):

Vittorio Repetto, presidente.

Walter Reichegger (Hobag), vicepresidente.

Luigi Giacinto della Vedova, consigliere.

Juliane Nussbaumer Egarter (Wipptaler Bau), consigliera.

Stefano Oberosler, consigliere.

Carlo Calligione, consigliere.

 

Alterne vicende. Fino al 2006, cioè al momento del “cambio missione” (dall’area della stazione al progetto Virgolo) la vita della BBG appare piuttosto stentata. 

Nata nel 1992, già nel 1993 esce un socio illustre come Michael Seeber, sostituito da Kurt Baumgartner, che diventa presidente del Cda nel 1994 con Roberto Mondelli a fare da vice, sostituito nel 1995 da Vittorio Repetto. Nel 1995 entra Juliane Nussbaumer Egarter al posto di Angelo Calligione. Altri consiglieri: Tullio Rabbiosi e Walter Reichegger.

Nel 1997 Vittorio Repetto diventa presidente e Walter Reichegger suo vice. Escono Kurt Baumgartner e Martin Klapfer, sostituito da Fabrizio Prevedello.

Nel 1998 entra Luigi Giacinto della Vedova.  Nel 2002 esce Tullio Rabbiosi e nel 2004 Pompeo Leopoldo Marchetti. Dal 2004 il cda assume l’attuale composizione.

Anche il capitale sociale oscilla: dai 150 milioni di lire nel 1999, ai 90 milioni del 2001 (azzerati e ricostituiti) fino ai 60 mila euro di oggi.

 

BBG TRADING srl

Operativa dal 10 aprile 2007 in via Galvani 4D a Bolzano.

Oggetto sociale: “Acquisto, vendita, permuta, intermediazione e affitto di beni immobili”.

Capitale sociale: euro 60.000 interamente versato da BBG.Srl.

 

Consiglio di amministrazione:

Vittorio Repetto, Presidente e amministratore delegato.

Walter Reichegger, vicepresidente e amministratore delegato.

Luigi Giacinto della Vedova, consigliere e amministratore delegato.

Juliane Nussbaumer Egarter, consigliera.

Stefano Oberosler, consigliere.

Carlo Calligione, consigliere.

 

IMMOBILIARE VIRGOLO srl

Costituita il 23 novembre del 1907 con sede al Virgolo n. 5 e oggetto sociale: “Valorizzazione della collina del Virgolo, mediante la costruzione, l’acquisto, la gestione, la locazione di hotel e ristoranti e lo sviluppo edilizio residenziale in genere”.

Si tratta di una società obsoleta, ma ha un valore strategico: è proprietaria degli edifici della stazione a monte della funivia del Virgolo, della pensione e dell’area tennis e ex lido, più l’estesa area intorno e poi un grande bosco a nord del Wendlandhof.

Nel giugno del 2007 tutte le quote societarie vengono cedute alla BBG TRADING srl che ne diventa proprietario unico. Il nuovo oggetto sociale è: “Costruzione, acquisto, vendita, permuta e affitto di beni immobili, l’assunzione e l’esecuzione di lavori edili in proprio o per terzi, sia privati che enti pubblici, l’esecuzione di servizi di trasporto, la stipulazione di contratti di appalto, nonché l’attività edilizia civile, industriale e turistica in genere” (identica alla BBG srl).

Capitale sociale; 52.500 euro versato dall’unico socio BBT TRADING srl.

 

Consiglio di amministrazione (dal 17 settembre 2007):

Vittorio Repetto, presidente e amministratore delegato.

Walter Reichegger (Hobag), vicepresidente e amministratore delegato.

Luigi Giacinto della Vedova, consigliere e amministratore delegato.

Juliane Nussbaumer Egarter (Wipptaler Bau), consigliera.

Stefano Oberosler, consigliere.

Carlo Calligione, consigliere.

 

Alterne vicende. Fino al 1987 si chiamava “Funicolare del Virgolo spa”. Fino al settembre 2007 ha un amministratore unico, Angelo Calligione, imprenditore di Merano.

La svolta avviene nel giugno del 2007, quando la BBG TRADING srl rileva tutte le quote sociali fino ad allora frammentate (anche in piccole unità) tra diversi soci: la dinastia meranese dei Calligione (quote di Angelo, Maffeo, Attilio), l’antica famiglia De Ehreinstein Rouvroy (quote di Enrico, Ferdinando, Elisabetta, Ermanno), la signora Laura Capuzzo, e poi due imprese già note: la Hobag Project spa e la BBG srl.  Queste due ultime società, insieme ai Calligione, detengono la maggioranza assoluta delle quote ed evidentemente guidano l’operazione di cessione.

 

 

Ci sarebbero tante cose ancora da dire e da scoprire. Ma per ora fermiamoci qui (sperando che gli interessati si facciano vivi, spieghino, rettifichino, aggiungano).

Concludo con la carta catastale del Virgolo, che mi ha fatto sudare. Le particelle in giallo sono di proprietà del gruppo BBG:

 

 

virgolo particelle catastali

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12 pensieri riguardo “I padroni del Virgolo

  1. Invio alcune riflessioni nostre….magari altri vogliono rifletterci su?

    Il comitato “Unser Virgl-il nostro Virgolo” ha organizzato per sabato, 12 aprile con partenza alle 14,30 dal campo Coni in Via s. Geltrude, una gita sul Virgolo. Scopo della gita è mostrare il Virgolo ai bolzanini, con le sue peculiarità animali e vegetali. Ci accompagneranno infatti esperti biologi e botanici, insieme ai quali potremo vedere il Virgolo sotto occhi diversi, smentendo magari voci ufficiali che lo vogliono far sembrare un territorio abbandonato, trascurato e degradato.
    Certo, negli ultimi 20 anni, da quando è stata smantellata la funivia che lo collegava al Centro di Bolzano, poco o nulla è stato fatto per renderlo interessante per la popolazione. E’stato lasciato lentamente ma inesorabilmente trasformarsi nello stato in cui è oggi, a scapito della popolazione forse, ma a favore della natura: infatti in questi anni di “pace apparente” molti animali e specie vegetali hanno preso casa sul Virgolo, basti pensare che il gheppio, il falco pellegrino, la salamandra pezzata (tutte indicate fra le specie “minacciate” nella Lista Rossa stilata dalla Provincia di Bolzano) vi abitano e nidificano.Anche dal punto di vista della flora il Virgolo è territorio di grande biodiversità.
    Ci si potrebbe chiedere perché il Virgolo è stato lasciato a se stesso per così tanto tempo con tutto ciò che ne consegue, e come mai tra l’abbandono e lo sfruttamento massiccio non si possa trovare una via di mezzo, insomma, senza arrecare danni irreversibili alla flora e alla fauna.
    Negli ultimi anni sono state elaborate alcune proposte e progetti da parte di enti ed associazioni, per valorizzare il Virgolo e per renderlo accessibile ed utile alla popolazione altoatesina e anche dal punto di vista turistico. Purtroppo sia per mancanza di fondi che per disinteresse generale questi progetti sono finiti nel dimenticatoio. Ora si vuole far credere che nessuno si sia mai interessato veramente al Virgolo e che senza il coinvolgimento di un investitore privato non sia possibile intervenire. Il concetto risulta chiaro: ma allora perché si parla solo ed esclusivamente di un solo possibile investitore?
    L’Alto Adige, che come punto di forza della sua immagine punta sulla natura e sull’amore per l’ambiente, non dovrebbe forse puntare su un turismo che non sia di massa ed improntato sul consumismo? Un turismo che abbia a cuore l’ambiente, insomma, la cultura del posto, la preservazione di specie animali e vegetali?
    Sono di esempio molti paesi europei che stanno andando nella direzione del turismo responsabile, senza comunque dover rinunciare al profitto. E allora, perché l’Alto Adige dovrebbe andare nella direzione opposta, puntando su un turismo mordi e fuggi a cui viene presentato un mondo fiabesco ed artificiale a scapito di quello reale?
    Per valorizzare il Virgolo non ci vorrebbero poi tanti soldi.
    Sicuramente meno di quelli che servirebbero appoggiando un progetto faraonico come quello di cui si sta discutendo ora. La cittadinanza non chiede grandi cose: una zona ricreativa in cui l’elemento natura giochi un grande ruolo, qualche sentiero e percorso didattico.
    La gita di sabato ci mostrerà quindi il Virgolo del passato (si potrà infatti visitare anche la Chiesa di S. Vigilio attualmente chiusa al pubblico), il Virgolo del presente con la sua flora e fauna autoctona e sarà l’ occasione per noi cittadini per pensare a come lo vorremmo in futuro.

    Hanno già aderito all’iniziativa: Molti cittadini e cittadine di Bolzano, Dachverband für Umweltschutz, Umweltgruppe Bozen, Ambiente e Salute, WWF, Asterisco, Giuseppe Piccoli (presidente del circolo tennis Virgolo), Rudolf Benedikter (Projekt Bozen), Riccardo Dallo Sbarba (Verdi), Carmelo Cutrupi (Forza Italia), …

    Il comitato “Unser Virgl – il nostro Virgolo”

    Die Bürgerinitiative „Unser Virgl – il nostro Virgolo“ hat für den Samstag, 12. April eine Virgl-Wanderung organisiert. Start ist um 14.30 beim CONI Sportplatz in der St. Gertraud Straße in Haslach. Durch die Wanderung begleiten uns Biologen und Botaniker, um uns die Besonderheiten der Flora und Fauna des Virgls zu erläutern.
    Bei dieser Wanderung können wir nicht nur die Schönheiten des Virgls bewundern, sondern uns auch mit einigen Fragen beschäftigen:

    Zum Beispiel warum in den letzten 22 Jahren, seit der Schließung der Seilbahn also, sehr wenig unternommen wurde, um den Virgl für die Bozner schmackhaft zu machen.
    Warum der Virgl über so viele Jahre hinweg sich selbst überlassen wurde und warum es jetzt eines großen Projektes bedarf, damit wieder über den Virgl diskutiert wird.
    Warum sich die in der Presse verlauteten Pläne nicht mit den vorhandenen Landschaft- und Ensambleschutzgesetzen vereinen lassen.
    Warum die Provinz eine Rote Liste für „vom Aussterben bedrohte Tiere“ bzw. für „gefährdete“ Tiere erstellt, und dann genau diese Tierarten durch massive Eingriffe auf dessen Habitat erneut in Gefahr bringt. Man denke nur an die auf den Virgl nistenden Turmfalken und Wanderfalken (in der Roten Liste Südtirols als „vom Aussterben bedroht“ erwähnt) und an den Feuersalamander („gefährdet“). Als „mediterraner Sonnenhang“ (laut Landschaftsplan) genießt der Virgl auch wegen seiner Flora an Bedeutung.
    Warum in den vergangenen Jahren zwar immer wieder Pläne und Vorschläge (Ökoinstitut, Sozialcoop, Eisenbahnarchiv Tirol, usw.) für eine Auswertung des Virgls sei es für die Bozner Bevölkerung, als auch für turistische Zwecke vorgelegt wurden, diese aber immer wieder in Vergessenheit geraten sind.
    Warum es 2002 noch hieß „das Gebiet dürfe auf keinem Fall dem Massenturismus preisgegeben werden und die kleine Straße zur Autobahn ausgebaut werden“ (Ermenegildo Spagnolli, ehemaliger Direktor der Bozner Stadtgärtnerei am 08.12.2002 in der ZETT) während es 2008 plötzlich von „Landesinteresse“ ist und somit bestehende Baileitpläne und Landschaftspläne abgeändert werden können.
    Warum man uns nun weismachen will, dass sich jahrelang niemand um den Virgl gekümmert hat und dass jede Auswertung des Virgls ohne privaten Investoren unmöglich sei.
    Warum ein Großteil der Marketingstrategien Südtirols einen Schwerpunkt auf dessen Natur und Landschaft setzt, während die Realität mehr auf Massenturismus und Konsumismus Wert setzt.(Dabei geht der Trend bekanntlich in die andere Richtung)
    Warum die Bevölkerung befürchtet, wieder einmal übergangen zu werden, nicht interpelliert zu werden, nicht ernstgenommen zu werden? Warum eine Unterschriftensammlung die es sich zum Ziel setzt, genau dies zu verhindern, als „voreilig“ und „Contra“ abgestempelt wird?
    All dies und mehr können wir uns am Samstag durch den Kopf gehen lassen ohne dabei den historischen Teil des Virgls (bei dieser Gelegenheit kann nämlich auch die historische Vigilkirche besichtigt werden), die jetztige Situation (mit seiner vielseitig vorhandenen Flora und Fauna ) und die Zukunft des Bozner Hausbergs (wie die Bürger sich den Virgl vorstellen) aus den Augen zu verlieren.

    Es wandern mit uns: viele Bozner Bürger und Bürgerinnen, der Dachverband für Natur- und Umweltschutz in Südtirol, die Umweltgruppe Bozen, Ambiente e Salute, WWF, Asterisco, Giuseppe Piccoli (Präsident des Tennisclubs am Virgl), Asterisco, Rudolf Benedikter (Projekt Bozen), Riccardo Dello Sbarba (die Grünen), Carmelo Cutrupi (Forza Italia), ……

    Die Bürgerinitiative „Unser Virgl – il nostro Virgolo“

    Kontakte: e-mail unservirgl.ilnostrovirgolo@gmail.com
    Blog: http://nostrovirgolo.wordpress.com
    Sie finden uns auch auf der Homepage von Ambientesalute: http://www.ambientesalute.org

  2. Ciao Riccardo.
    Hai fatto un vero scoop, complimenti!
    Non hai perso tempo e sei stato capace di mettere in luce i molteplici aspetti dell’affare “Virgolo”.
    Ci sono ancora “persone” che hanno l’abitudine di ricordarsi sempre in ritardo che esistono gli altri e si accreditano in modo arrogante il potere di decidere per tutti. E’ stato giusto porre l’accento sul degrado in cui si trova ora il Virgolo e che non sia stato un errore ridurlo in questo stato ma rientri in un calcolo ben prestabilito.
    Se passa anche questo progetto, così come lo vogliono, la nostra terra avrà un altro triste primato, oltre a quello dei suicidi, quello del maggior numero di opere pubblico-private fatte sulla testa dei cittadini.
    Ora una domanda difficile: quando grandi interessi coincidono e riescono a dare unità d’intenti e d’azioni tra economia rampante e potere politico cosa ci si può prospettare? Non sono molto sereno e non vedo nei bolzanini una gran voglia né di battersi né,soprattutto, di capire.
    achab

  3. UNA BELLA GIORNATA AL VIRGOLO

    Eravamo tantisimi, ieri, a passeggiare sul Virgolo, a riscoprirne le piante, gli animeli, il clima, la storia, l’archeologia. Grazie dunque all’iniziativa “Unser Virgl – il nostro Virgolo”, grazie a Verena Segato e a tutti gli altri.
    Si è anche parlato delle tante proposte avanzate in passato: dalle cooperative sociali all’Ecoistituto. Ripartiamo da lì, per un progetto che restituisca il Virgolo alla città e alle persone.

    Ieri, 12 aprile, l’”Alto Adige” ha pubblicato a tutta pagina l’inchiesta comparsa su questo blog (grazie!). E oggi, 13 aprile, i proprietari hanno sentito il bisogno di rispondere.
    Vittorio Repetto, presidente della società BBG srl, ha rilasciato per la prima volta un’intervista all’ “Alto Adige”, firmata da Antonella Mattioli, che riporto qui sotto. Quel che dice chiarisce ancora di più i contorni del progetto.

    «Per Bolzano è un’occasione unica»

    di Antonella Mattioli
    (Alto Adige, 13 aprile 2008)

    D. Come mai la «BBG srl», costituita nel 1992 per partecipare all’operazione areale Fs, acquista i terreni del Virgolo e si lancia nell’operazione Thun?

    «Non vedo cosa ci sia di strano, visto che siamo degli imprenditori. È vero che la «BBG srl» nasce con l’obiettivo principale dell’areale Fs, ma in attesa che l’operazione decolli, la società si guarda in giro e fa dell’altro. Abbiamo vinto la gara per l’acquisto di una vecchia casa del Comune in via Marconi; ne abbiamo vinto un’altra per l’acquisizione di alloggi delle Ferrovie. Quindi, nel 2006, si è deciso di acquistare i tasselli “mancanti” per completare il puzzle del Virgolo».

    D. In che senso mancanti?

    «Nel senso che qualcuno dei soci della «BBG» era già proprietario di parte delle aree. Primo tra tutti Calligione, che da 40 anni possiede terreni sul Virgolo. Poi c’è la Hobag. La nostra società ha deciso di comprare il resto da Podini e da altri privati, proprietari di aree di piccole dimensioni. Oggi la aBBG» possiede 36 ettari».

    D. Ovviamente, l’idea di comprare tutte le aree nasce dall’incontro con Thun.

    «Certo. Il progetto di Thun avrebbe il merito di sbloccare una situazione congelata da tempo. Per anni, i proprietari dei terreni hanno sperato di poter costruire sul Virgolo. Ma la cosa non è mai passata. Parliamoci chiaro: sul poggiolo che domina la città non si potrà mai realizzare case. Sarebbe però un grave errore lasciarlo così com’è oggi. Sui nostri terreni ci sono il Circolo tennis, con i campi e la piscina; il vecchio albergo e i resti di una discoteca distrutta da un incendio. L’ambiente è degradato e quindi inutilizzato dei bolzanini».

    D. Stabilito che non si potranno fare case, perché la «BBG srl» è tanto interessata all’operazione Virgolo?

    «Questa, tanto per capirci, non è una speculazione immobiliare; non è l’affare del secolo, perché se così fosse la si tuazione non sarebbe bloccata da 40 anni».

    D. Ma siccome voi non fate beneficenza, nel senso che non sostenete l’operazione solo per il «bene della città», che interesse avete?

    «Siamo dei costruttori e questa, per noi, sarebbe una grossa operazione. Innanzitutto, perché Thun comprerebbe da noi í terreni su cui sorgerebbe la nuova sede, che sono una minima parte e coincidono più o meno con l’area del Circolo. Le nostre imprese costruirebbero per Thun il regno degli angioletti e poi c’è l’albergo, il ristorante, il bar cui siamo direttamente interessati. Inoltre sia noi che Thun siamo molto legati al territorio: questa sarebbe un’operazione d’immagine importante».

    D. Ciò che preoccupa qualcuno è che si voglia favorire a tutti i costi Thun.

    «Non si vuole favorire nessuno. Anzi, se ci sono altre idee; se ci sono altri interessati, si facciano avanti. Se il Comune stesso vuol comprare i terreni per farci l’area ricreativa ben venga. Ma tutti sappiamo che se non si coglie al volo quest’opportunità, difficilmente se ne ripresenterà un’altra».

    D. Possibile che ci sia solo Thun?

    «Possibile eccome. Se sì potessero fare case, ci sarebbe la corsa ad aggiudicarsi l’affare. Ma stabilito che non è così, l’interesse muore. E resta solo Thun che vuole un luogo speciale, per realizzare il regno degli angioletti. Il suo interesse si sposa con quello della città che da tempo vorrebbe creare lassù un’area ricreativa».

  4. Lieber Präsident,
    ein großes Kompliment, Du hast ganze Arbeit geleistet! Wir müssen jetzt alle unseren Teil dazu beitragen dass möglichst viele BoznerInnen diese Informationen zu Gesicht bekommen. Die Rettung des Virgl wird angesicht der ehrenwerten Gesellschaft, die sich hinter dem Rücken des Herrn Thun versteckt, Schwerstarbeit. Aber es wird auch eine Feuerprobe für die Stadtpolitik…

  5. Hallo Evi, benvenuta.
    Il fatto che domenica, sull’Alto Adige, Vittorio Repetto sia dovuto venire allo scoperto mi sembra un passo avanti. Molti si nascondono dietro gli angioletti.
    Bello anche l’articolo di Ortner oggi sul Dolomiten: spiega come non solo del Virgolo si tratti. E’ partito l’assalto alle pendici, la ricchezza paesaggistica di Bolzano.

  6. Sehr geehrter Herr Dello Sbarba,
    Ihre Web-Seite ist sehr konkret und aufschlussreich. Der Kampf gegen die Verbauung der grünen Hügel (Lungen) von Bozen hat begonnen. Die Hänge sind zwar alle als Bannzone ausgewiesen und der Virgl steht lt. Gemeinderatsbeschluss vom 21.03.2006 auch unter Ensembleschutz und dürfen also nicht verbaut werden. Ausgenommen sind nur die bereits bestehenden Immobilien. Die Natur liebenden Bozner sind nicht gegen eine sanfte Sanierung des Virgls, aber wehren sich vehement gegen eine künstlich geschaffene Erlebniswelt des Thun-Projektes. Peter Thun erwartet sich eine Million Besucher pro Jahr – auf so einen Jahrmarkt können wir gerne verzichten. Ein neues künstliches Wahrzeichen von Bozen brauchen wir sicher nicht – wir haben den Dom und den Waltherplatz mit Blick zum Rosengarten. Aber es steht eine mächtige Bau- und Immobilienlobby hinter dem Thun-Projekt. Und diese Damen und Herren warten nur, bis Gemeinde und Land die Genehmigung erteilen, damit sie mit den Baggern und Baumaschinen auffahren können. Dies wäre das Ende der Naturlandschaft am Virgl und ein Präzedenzfall für andere Verbauungen auf den Hügeln Bozens!

  7. Segnalo una interessante intervista di Peter Thun al “Sole 24 Ore” di ieri, mercoledì 16 aprile.

    VIRGOLO, THUN CERCA LA PARTNERSHIP

    La visione è quella della “Collina delle fiabe”, l’obbiettivo aziendale è quello di realizzare una sede centrale più ampia, rappresentativa e comunque legata al territorio d’origine (…).
    Il progetto è stato presentato alle giunte comunale e provinciale. “Due incontri – spiega Peter Thun – che io considero come il via libera politico al nostro progetto”. (…)
    “Del resto – aggiunge l’assessore al turismo Thomas Widmann – sarebbe davvero un peccato costringere una delle nostre aziende più importanti a lasciare l’Alto Adige”.
    “Per quanto riguarda l’azienda – spiega Thun – vorremmo anzitutto portare sul Virgolo la sede amministrativa e il centro ricerca e sviluppo”. Si tratterebbe di un’area di 9.000 metri quadri alla quale aggiungere un’altra da 15.000 metri quadri per il nuovo Thuniversum. “Quello attuale – afferma Thun – è poco più che un negozio, mentre quello che vorremmo realizzare noi è un vero mondo multisensoriale”. Ma accanto agli spazi aziendali ecco sorgere un vero centro ricreativo per città e turisti “perché la Thun da sola al Virgolo non può fare niente”.
    La “collina delle fiabe” ospiterebbe albergo, centro congressi, un piccolo zoo, la caverna di Ötzi, e una serie di sentieri guidati e passeggiate a tema.
    Di qui il coinvolgimento di Provincia e Comune e l’idea di finanziare il tutto attraverso una public-private-partnership.

    (Sole 24 Ore, 16.4.2008)

  8. Uno zoo? Raccoglierò personalmente le firme, a costo di andare casa per casa per evitare che si realizzi uno zoo a Bolzano. Gli zoo sono la cosa più triste che si possa immaginare. Gli animali vanno lasciati vivere nella loro natura. Se proprio vogliono vedere le volpi, i falchi, i cerbiatti e magari qualche lepre, i Bolzanini possono tranquillamente andare sul Virgolo com’è ora e, in religioso silenzio, osservare la natura.
    Quello che ci aspetta, invece, è un enorme e chiassoso disneyland sudtirolese, dove quegli insulsi e persino brutti angioletti della Thun devasteranno quel poco che resta della coscienza ecologica dei cittadini.
    Personalmente quest’idea mi spaventa non poco.

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