Perché hanno vinto?

“E’ finita in Europa l’età dell’oro, E’ finita la fiaba del progresso continuo e gratuito. Il tempo che sta arrivando è un tempo di ferro.
I prezzi – il prezzo delle merci e del petrolio, il prezzo del denaro e degli alimentari – invece di scendere, salgono. Low Cost può essere un viaggio di piacere, ma non la spesa al supermercato. Come in un mondo rovesciato, il superfluo viene a costare assurdamente meno del necessario.
Ma questo è solo l’inizio. Perché la globalizzazione sta cominciando a presentare anche altri conti: il conto della crisi finanziaria; il conto del disastro ambientale; il conto delle tensioni geopolitiche che, pronte a scatenarsi, si stanno accumulando nel mondo.


Quando la storia compie una delle sue grandi svolte, quasi sempre ci troviamo davanti l’imprevedibile, l’irrazionale, l’oscuro, il violento e non sempre il bene.
Già altre volte il mondo è stato governato anche dai demoni”.(Giulio Tremonti, “La paura e la speranza”, marzo 2008).

Comincio con questa citazione del prossimo ministro del tesoro la riflessione sul perché “loro” hanno vinto. Perché erano più coscienti di noi della gravità della crisi che ciascuno già vive sulla sua pelle come oscuro presagio.
La gente non ha creduto al sogno kennediano di Veltroni, adatto all’America degli anni ’60 e non al mondo d’oggi. L’Arcobaleno giocava semplicemente un’altra partita, che non interessava a nessuno.
E ora? Non finirà qui.
Che succederà in autunno, nelle provinciali qui in Alto Adige-Südtirol?
La Svp va sotto il 45%, ma i voti vanno alla destra tedesca (Freiheitlichen = Lega). L’elettorato tedesco dei Verdi-Grüne-Verc si riversa in massa sul PD. Ma l’ottimo risultato del PD avrà futuro? La destra andrà al governo in Provincia?
Chi saranno da oggi in poi gli Hoffnungsträger, i portatori di speranza?

Ps: riporto le ricette di Tremonti, tanto per capire quel che ci aspetta:

“La nuova politica deve essere basata su un insieme di valori. Sette sono le parole chiave: valori, famiglia, identità, autorità, ordine, responsabilità, federalismo”

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18 pensieri riguardo “Perché hanno vinto?

  1. Vento di destra, caro Riccardo. Freddo e tagliente. Sto ancora un po’ annaspando (niente di grave), ma ho un rovello che leggo anche nel fondo di Campostrini, oggi sull’AA: “Se scopriamo che la società sudtirolese si sta riposizionando a destra, fuori da una prospettiva di dialogo e collaborazione tra i gruppi, allora sarà tutta un’altra storia. Sicuramente più brutta”.

  2. Dire che hanno vinto perchè c’è il vento di destra, è come dire che fa caldo perchè siamo in estate e c’è il sole: sarebbe il caso di domandarsi da dove questo “vento di destra” arrivi e soprattutto perchè.
    E a proposito di domande. Al vostro posto – di Verdi -, più che analizzare perchè hanno vinto (loro), mi chiederei con una certa urgenza perchè avete perso (voi): quantomeno prima di perdere di nuovo tra qualche mese.

  3. Caro Riccardo,

    un nostro amico oggi mi ha fatto riflettere con le seguenti parole (al mio disperato “perchè”, perchè la destra e più in concreto l’estrema destra abbiano stravinto) “ogni popolo riceve il governo che si merita”…

    Ce lo meritiamo veramente un governo così, o è forse il governo che ha deluso talmente tanto da spingere gli elettori a un voto così deludente, elettori che sono così stanchi da credere ai populsimi estremi che propongono soluzioni facili, o è forse stato un gesto di protesta…..?

  4. Forse dovremmo cominciare a non ragionare troppo in termini di destra e sinistra. I voti di “opposizione” a Bolzano non ha necessariamente senso distinguerli in voti di destra o di sinistra.
    Sono voti di opposizione e basta.

    Ma, in generale, a che cosa non si è opposta la sinistra arcobaleno, tanto da ottenere un risultato cosi’ catastrofico?

    Non lo so , mi ha pero’ colpito una dichiarazione a caldo di Bertinotti ieri subito dopo i risultati. Lui diceva: abbiamo lavorato male, siamo stati anche noi partito di opinione e invece quello che dovevamo fare era andare davanti ai cancelli delle fabbriche, perchè li’ la politica continua a dimostrare la propria assenza (pressapoco così ha detto).

    Il punto è che le fabbriche che ha in mente di Bertinotti probabilmente non esistono più. Lui pero’ non riesce a non pensare che al centro dovrebbero ancora esserci quei cancelli.

    Cosi’ per i Verdi a Bolzano: se sapranno reinterpretare l’opposizione, riprendere in mano progetti condivisi, anch eprogeti di altri, sono convinto che alle provinciali avranno successo. Magari come una delle forze di un cartello di liste civiche, organizzato apposta per le provinciali di Bolzano.

  5. E se il messaggio fosse “basta cartelli”, basta ammucchiate? Io credo proprio che sia così, infatti. I Verdi, da soli, in Sudtirolo valgono molto di più – ma lo zuppone insipido ed indigesto non lo beve nessuno.

  6. @Riccardo Dello Sbarba

    Chi saranno da oggi in poi gli Hoffnungsträger, i portatori di speranza?

    Accidenti hai messo in fondo al tuo intervento la domanda centrale e io, da classico lettore medio, ho visto solo rileggendo. Per cui scrivo una aggiunta al mio commento fatto sopra.

    Innanzi tutto: perchè dici “da ora in poi?”

    In secondo luogo: io penso che gli Hoffnungsträger stanno soprattutto nei posti dove non ti aspetti di trovarli.

    Il tuo lavoro è destinato a continuare dunque, Riccardo.

  7. Ricevo questo da Hermann B., Brixen:

    Lieber Riccardo, dies meine erste Reaktion auf die Wahlen – Liebe Grüsse und alles Gute – Hermann

    Parlamentswahlen und Grüne

    Die Parlamentswahlen sind sowohl auf regionaler wie auf nationaler Ebene denkbar schlecht ausgegangen.
    Wer führt jetzt auf beiden Ebenen die ökologischen, sozialen und interethnischen Themen weiter. Auf nationaler Ebene müsste dies wohl der PD sein. Auf regionaler Ebene könnten oder sollten die Grünen auf Grund der sichtbaren Erfolge von oppositionellen Rechtskreisen – sprich Freiheitliche und Union – die Stärkung reiner Bürgerlisten oder einer ausschließlich interethnischen Bürgerpartei sich neu überlegen.
    Und dies mit einem neuen Logo und neuen klar definierten Inhalten. Bezogen je auf die Städte wie auf die Landgemeinden – denn hier und dort sind die Themen und die Probleme jeweils unterschiedlich – mit dem Vorteil derer Kenntnis seitens bereits bestehender Bürgerinitiativen und Bürgerkommites mit entsprechenden Themen.

  8. E questo da Adolf, sempre da Brixen:

    Habt Ihr gut geschlafen?
    Ich bin um 5 Uhr mit Bauchweh aufgewacht und möchte deshalb meine Gedanken Fragen und Gefühle in die Freiheit entlassen:
    Ist nicht der Zeitpunkt gekommen ein neues öko-soziales Forum zu gründen?
    Und zwar ausgehend von den Grünen und der Bürgerliste?
    Ich habe das Gefühl, dass das Konstrukt Grüne- Bürgerlisten zu wenig attraktiv ist u zu viel Reibungsverlust erzeugt.
    Wäre es nicht das Gebot der Stunde, dass Hans Heiss Christina Kury, Sepp Kusstatscher und Riccardo dello Sbarba und natürlich viele andere, ihre ganze Kraft in ein solches Projekt Investieren sollten?
    Herzlich
    Adolf

  9. bè , ci sono stati momenti nella storia nei quali forze non molto simpatiche come nazismo , fasciscìmo , comunismo
    (quello dei gulag) riscuotevano ampi consensi popolari .
    Penso che certamente una scappatella a destra degli
    elettori è comprensibile dopo un governo Prodi non molto
    attivo , a questo va aggiunto il mondo mediatico fortemente
    influenzato da colui che ha vinto le elezioni ,
    se la gente sapesse la verità … e per sapere la verità i
    giornalisti devono esser liberi , per esser liberi devono avere gli editori che non gli impediscono di pubblicare le notizie .
    I risultati politici sono una complicatissima mescola di
    fattori ,
    Belrusconi che va in tv a dire che tutta la colpa dei rifiuti
    di Napoli è dei verdi , che l’italia compra tutta l’energia
    elettrica allestero , niente di piu falso e nessuno che
    osava dargli del bugiardo , ovvio che l’elettore
    viene depistato . I Verdi come le altre forze politiche
    di sinistra non devono prendersela troppo ,

    siamo alle porte di cambiamenti climatici dalle conseguenze
    catastrofiche , e lo dice IPCC , o Crutzen , ormai Zichichi
    non ce la fa più a sostenere il contrario ,
    non penserete che proprio i supporter dei petrolieri
    come le destre , vincenti in questo momento, siano
    capaci di concepire un piano degno di questo nome
    per arginare gli eventi incombenti.
    Per cui forza e coraggio , cè ancora molto lavoro da fare .

  10. Prendo da Blaun-Valentino l’analisi qui sotto. Le sue più articolate considerazioni le trovate qui: http://blaun.wordpress.com/

    “Sul piano locale, nulla da recriminare agli (a dire il vero pochissimi) elettori dei Linke Regenbogen-Manciancia Egaburvanda, i quali hanno avuto il coraggio di esprimere le proprie idee anziché piegarsi al “ricatto” delle coalizioni maggiori.
    Il risultato deludente non deve portare a facili conclusioni; i Verdi-Grüne-Verc da soli hanno sicuramente molte più chance di successo di quante in effetti ne abbia avute la “ammucchiata comunista”. Anche l’affermazione del Demokratische Partei-Partit Democratich come secondo partito in Sudtirolo (in ogni caso un risultato straordinario e di portata storica, che accolgo molto positivamente) non deve trarre in inganno. Il travaso di preferenze dall’SVP e dai Verdi ai democratici locali è da valutare con maggiore attenzione.
    E’ un dato di fatto che il Partito Democratico sia stato capace di sottrarre voti a Klaudia Resch persino tra gli ambientalisti no-BBT dell’Eisacktal. Conosco però molti potenziali elettori di Hans Heiss o (spero…) Riccardo Dello Sbarba che hanno preferito scegliere Veltroni perché consapevoli della valenza antiberlusconiana di ogni voto al PD. Sono pronto a scommettere, azzardando un pronostico che non vuole essere affatto malaugurante (anzi, spero di essere smentito da fatti compiuti), che il Partito Democratico dell’Alto Adige/Südtirol non riuscirà a riconfermare in autunno una parte consistente del consenso appena ottenuto, scivolando al terzo o quarto posto.
    Il voto verde tornerà con tutta probabilità al rispettivo bacino di provenienza, se i Grünen dimostreranno capacità di governo e una certa dose di (Brigitte Foppa dixit) “sensualità”. I risultati dipendono anche da loro… i voti non cadono dal cielo, nulla è scontato! L’errore dei Grüne-Verdi-Verc in questa tornata elettorale è l’aver sopravvalutato la lista unitaria della Sinistra e non considerato l’ipotesi di smarcarsi dalle scelte della federazione nazionale dei Verdi.
    L’amico pérvasion dice »basta ammucchiate«. Sono d’accordo. Basta con le logiche romane, serve un presenza sul territorio ancora più forte e determinata. Una strategia che sta premiando Tommasini.

    L’Unione prodiana, pur avendo battuto Berlusconi per ben due volte, è stata cassata in fretta e furia da Veltroni, con buona pace della Südtiroler Volkspartei, che pare dimenticare i benefici del governo Prodi.
    In Via Brennero tutti si affrettano ad accusare l’esecutivo del Professore di essere responsabile dello storico crollo al di sotto del 50%. Una SVP vigliacca, cui fa da contrappeso un Karl Zeller sfacciato ma realista, il quale (udite udite) ammette gli errori della politica accentratrice – »die Arroganz der Macht« – dell’ente provinciale, smentendo in un colpo solo Ebner, Durnwalder, Brugger e Pichler Rolade. Il solito gioco delle parti, insomma. Interessante il dato nel collegio Bolzano-Bassa Atesina, dove gli italiani salvano la Volkspartei dall’incubo Freiheitlichen.
    Sia il voto bolzanino-laivesotto che quello ”tedesco” premiano l’asso nella manica Oskar Peterlini. Si riconferma così la validità del suo progetto politico. Era l’unico che potesse contenere la deriva “blockfrei” della Stella Alpina. E ci è riuscito. Grazie Oskar.

    Eh sì. Il voto del 13-14 aprile 2008 verrà ricordato per le notevoli e imprevedibili conseguenze locali. Ma non solo: potrebbe aprirsi una fase nuova nei Verdi sudtirolesi, del tutto inattesa. Dato per scontato che l’alleanza con i comunisti non reggerà, non è da escludere un avvicinamento al Partito Democratico altoatesino, ricalcando i patti elettorali dell’Ulivo.
    In una dichiarazione rilasciata al TG Regione, il Presidente del Consiglio Provinciale Riccardo Dello Sbarba afferma in sostanza che l’elettorato verde (per i motivi sopraccitati) ha votato PD, rafforzandone di conseguenza il ruolo di interlocutore politico fondamentale in Sudtirolo; senza un riconoscimento del valore storico dei Verdi-Grüne-Verc e del loro sforzo di non rassegnarsi difronte allo strapotere della SVP, però, non esiste nessun centrosinistra in Alto Adige.
    Chissà, magari una serie di elementi potrebbero spingere il movimento fondato da Alexander Langer a volgere lo sguardo al PD locale, aprendo un dialogo con esso. Fantapolitica? Può darsi, fatto sta che temi come il pluriliguismo portano già le due forze a lottare l’una a fianco all’altra. Certo, con diversi approcci e interpretazioni, ma pur sempre assieme. La crisi del centrodestra a Bolzano è significativa ma temo passeggera.
    Un’alleanza “tattica” grün- e basisdemokratisch, autonomista, territoriale e plurilingue, soprattutto non succube del partito di raccolta, potrebbe sconfiggere la destre e portare la SVP nuovamente sotto il 50%. Ne vedremo presto o tardi gli sviluppi?”

  11. Si perde per un motivo credo molto semplice: il governo precedente non ha fatto niente e la sinistra non si è fatta sentire se non quando si trattava di dire No. Ragazzi occhi che le provinciali sono dietro l’angolo e bisogna correre ai ripari, subito. Domanda per la sinistra (verdi e Prc) sta in giunta a Bolzano. Ditemi 3 cose che sono state fatte. Tre soltanto tre! Atti concreti non si può sempre dire di no! Sono anni che le associazioni chiedono una casa della cultura post KuBo…troppo difficile? Sarà ma occhio che gli elettori sono pronti a punirci di nuovo. La politica funziona così si vincono le elezioni si governa poi dopo qualche si torna a votare e chi ha governato dice io ho fatto questo questo e quello. Prodi che cosa ha fatto? La legge sul conflitto di interessi? La riforma della legge Biagi? Le uniche due cose sono state il ritiro dall’Iraq e le liberalizzazioni di Bersani…ecco perchè si perde. E poi ci vuole più rispetto, i ministri non possono esternare su tutto e tutti contro tutti! Che squallore che tristezza. Il Berluska almeno di cose ne ha fatte. Non saranno condivisibili daccordo ma almeno può dire io ho fatto questo.

  12. L’errore dei Verdi sudtirolesi è stato farsi risucchiare nelle logiche nazionali. L’elettorato dei Verdi in Provincia di Bolzano poco ha a che spartire con quello di Rifondazione e comunisti italiani. Probabilmente diversi voti in periferia sono passati direttamente dai Verdi ai Freiheitlichen, che più efficacemente hanno giocato la partita dell’opposizione, richiedendo trasparenza nella gestione del potere. Ora che in politica tutti parlano di federalismo e nessuno lo pratica, i Verdi hanno certo perso un’occasione importante: invece di portare i Verdi nazionali sulle questioni da sempre fondamentali per i Verdi altoatesini, si sono fatti portare sulla piattaforma del partito nazionale. Che non si sa nemmeno bene in cosa consista. La capacità di incidere a Bolzano passa probabilmente attraverso una rottura con Roma. Vale per i Verdi, ma anche per gli altri partiti nazionali.

  13. ciao riccardo!

    mi trovo d accordo con i commenti sopraindicati…..pero´ secondo me un problema per le provinciali esiste e rimane…la quota bzw i voti degli italiani…

    dopo le elezioni di aprile abbiamo capito che con rifondazione e comunisti italiani c´e´ poco da tirare su in campo di voti pero´ che ne pensi di margheri e dei fuoriusciti del pd…2-3 esponenti della cosidetta sinistra democratica potrebbero candidare nella lista grüne-bürgerliste chiaramente senza simbolo…. pero´….come indipendenti…forse si riuscirebbe a tirare su un po` piu´ di voti italiani…..senza turbare il resto della provincia che con la falce e il martello non sono cosi affini….

    ciao e auguri

    endy

  14. Ma come sette valori?

    “La nuova politica deve essere basata su un insieme di valori. Sette sono le parole chiave: valori, famiglia, identità, autorità, ordine, responsabilità, federalismo”

    La prima parola, valori, non può essere un valore. Il valore dei valori? Ma andiamo, dai! Dunque sono sei, le parole chiave.

    Famiglia: ovviamente solo di un certo tipo.
    Identità: qualcosa che neppure i logici capiscono cos’è.
    Autorità: con o senza il manganello?
    Ordine: spero sparso.
    Responsabilità: nel paese nel quale la colpa è sempre degli altri, per definizione, mi sembra un valore quasi antipatriottico.
    Federalismo: Fini permettendo.

    Insomma: aria fritta. As usual.

  15. Va bene, i valori saranno 6, ma non li sottovaluterei.
    C’è l’idea di risolvere la crisi economica, finanziaria, ecologica e sociale mondiale trasformando il complesso America-Europa-Giappone in una fortezza aggressiva che impone il mannenimento delle disuguaglianze mondiali con il pugno di ferro, riduce i diritti sia all’estero che al suo interno e ribadisce la distribuzione ineguale delle risorse e delle opportunità, con la rapina dell’ambiente e del lavoro.
    Mi pare un programma chiaro che già viene sperimentato in mezzo mondo. E soprattutto mi pare un programma – a suo modo – all’altezza della gravità della situazione in cui si trova il mondo di oggi. Balliamo sul ciglio di un baratro. L’idea è quella di conservare con la forza il nostro privilegio insostenibile, visto che con il consenso non potremo più. Legge e ordine con l’opzione di una guerra continua e strisciante.
    A questa idea della destra mondiale non mi pare che la sinistra riuesca ad opporre qualcosa tranne il “sogno kennediano” di Veltroni, che appunto gli elettori hanno considerato un sogno.
    “Ed i sogni, sogni sono…” (Calderon della Barca, XVII° sec.)

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