Catasto etnico agli asili: segnalazione al Garante della Privacy

alto adige“Egregio Garante,

invio questa “Segnalazione urgente con richiesta di intervento” su un fatto reso noto oggi dai giornali della provincia di Bolzano: il Comune ha consegnato a due gruppi politici (Svp ed An) gli elenchi nominativi dei bambini e delle bambine iscritti agli asili di Bolzano.

Tali gruppi li hanno richiesti al fine dichiarato di accertare – sulla base di criteri arbitrari come il nome e cognome – l’appartenenza etnico-linguistica degli alunni dei suddetti asili.

Gli elenchi sono stati consegnati senza alcuna informazione e/o autorizzazione da parte dei genitori interessati.

A parere del sottoscritto ciò può configurare una grave violazione delle norme poste a tutela dei dati sensibili, con l’aggravante che ci sono di mezzo minori ben individuabili nominativamente.

Chiedo dunque l’intervento urgente del Garante”.

 

Sono le ore 17,30 del 10 maggio 2008. Ho appena inviato questa e-mail con allegata segnalazione (la trovi qui).

Credo che non ci si possa abituare a tutto. Credo che, in una terra dove vivono insieme più gruppi linguistici, fatti come questi siano puro veleno nella convivenza. Credo che la consegna degli elenchi sia gravemente lesiva dei diritti di bambine e bambini. Credo che sia una mostruosità pretendere di stilare catasti etnici sulla base di metodi arbitrari come i cognomi o altro.

 

Chiedo che tutti facciano un passo indietro. Ci sono norme precise che consentono di verificare se un bambino ha o meno difficoltà linguistiche nella scuola che frequenta e di risolvere queste difficoltà insieme con i suoi genitori. Ci sono procedure precise affidate all’autonomia della scuola.

Basta con questa guerra etnica sulla pelle delle bambine e dei bambini.

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3 thoughts on “Catasto etnico agli asili: segnalazione al Garante della Privacy

  1. AL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

    Piazza di Monte Citorio n. 121 00186 ROMA
    E-mail: garante@garanteprivacy.it
    Fax: (+39) 06.69677.785
    Centralino telefonico: (+39) 06.69677.1

    Bolzano, 10 maggio 2008

    SEGNALAZIONE URGENTE CON RICHIESTA DI INTERVENTO

    I FATTI

    Sul quotidiano “Alto Adige” di oggi, sabato 10 maggio 2008, è comparso un servizio (la cui copia si allega) nel quale si informa che:

    a. Gli elenchi dei bambini e delle bambine iscritti/e alle scuole materne del Comune di Bolzano sono stati consegnati a due gruppi consiliari comunali, la Svp ed An.

    b. Tali gruppi consiliari li hanno richiesti al fine dichiarato di verificare l’appartenenza etnico linguistica di detti bambini e bambine.

    c. La Svp li avrebbe ricevuti dall’assessora comunale competente della materia, signora Greti Rottensteiner, appartenente allo stesso gruppo consiliare.

    d. An li ha ricevuti dallo stesso Comune, dopo averne fatto richiesta e previo parere dell’ufficio legale del Comune stesso.

    e. Tali elenchi sarebbero ora al vaglio di detti gruppi consiliari al fine dichiarato di stabilire se negli asili di lingua tedesca siano iscritti “troppi” bambini e bambine di lingua italiana. Non è chiaro, ma è possibile, che analoga analisi venga effettuata anche sugli iscritti agli asili di lingua italiana per stabilire se vi siano iscritti “troppi” alunni e alunne di lingua tedesca.

    f. Il quotidiano suddetto riporta anche una dichiarazione virgolettata del capogruppo Svp in consiglio comunale, Oswald Ellecosta, che così recita: “Abbiamo esaminato nomi e cognomi (…). Abbiamo sezioni in cui oltre il 50% dei bambini risulta essere italiano”.

    g. Il servizio giornalistico di oggi del quotidiano “Alto Adige” non è che l’ultimo di una serie di notizie pubblicate dai diversi giornali locali dello stesso tenore, anche se di contenuto meno esplicito. Sul quotidiano in lingua tedesca “Dolomiten” dell’8 maggio scorso, per esempio, compariva la notizia che “Il gruppo Svp ha messo con più attenzione sotto la lente di ingrandimento le iscrizioni degli ultimi anni” (Cito in lingua originale: “Die SVP-Fraktion nahm daraufhin die Einschreibungen der vergangenen Jahre genauer unter die Lupe“).

    CONSIDERAZIONI

    A parere dello scrivente siamo di fronte a una grave violazione delle norme sulla tutela dei dati personali:

    • sia da parte del Comune che ha fornito gli elenchi dei bambini e delle bambine,

    • sia da parte dei partiti che ne hanno fatto richiesta.

    La richiesta degli elenchi è infatti avvenuta con l’esplicito e dichiarato scopo (ribadito anche nei confronti dell’opinione pubblica in diverse interviste mai smentite degli esponenti politici in questione) di ricavarne una sorta di catasto etnico-linguistico, facendo abuso di tali liste, al di fuori di ogni base giuridica che lo consenta, al fine di desumerne – peraltro con metodo ambiguo ed arbitrario, ricorrendo a informazioni non univoche e prive di preciso significato, come i nomi e cognomi – dati sensibili sulla appartenenza e/o provenienza etnico-linguistica dei bambini stessi e poi di utilizzare tali dati nei confronti delle persone interessate.

    Va osservato inoltre che:

    a. Si tratta di bambini e bambine di età tra i 3 e i 6 anni, verso i quali dunque vige una tutela rafforzata per quanto riguarda ogni dato personale sensibile, come l’appartenenza etnico-linguistica.

    b. La norma sul censimento linguistico in vigore in provincia di Bolzano prevede che la dichiarazione di appartenenza linguistica sia resa a partire dal 18° anno d’età ed esclude i minori da tale dichiarazione.

    c. Anche per i maggiorenni per i quali è prevista, la dichiarazione di appartenenza linguistica prevista è affidata alla auto-dichiarazione personale e volontaria dell’interessato e non può essere assolutamente dedotta da terzi sulla base di criteri arbitrari, poiché in questo caso si produrrebbe una grave discriminazione delle persone interessate in violazione dei principi di pari dignità sociale e uguaglianza sanciti dall’articolo 3 della Costituzione.

    d. Anche per i maggiorenni per i quali è prevista, la dichiarazione di appartenenza linguistica, una volta rilasciata, è conservata in Tribunale in busta sigillata che può essere aperta solo dall’interessato e utilizzata solo nei casi strettamente previsti dalla legge.

    e. Nel caso degli elenchi dei bambini e bambine degli asili di Bolzano, invece, i dati sensibili verranno rilevati da terzi e si riferiscono a persone esattamente identificabili e possono dunque dar luogo a usi discriminatori vietati da diverse norme tra cui gli articoli 43 e 44 del D.Lgs 286/1998, che recita tra l’altro: “Costituisce discriminazione ogni comportamento che, direttamente o indirettamente, comporti una distinzione, esclusione, restrizione o preferenza basata sulla razza, il colore, l’ascendenza o l’origine nazionale o etnica, le convinzioni e le pratiche religiose e che abbia l’effetto di compromettere il godimento in condizioni di parità dei diritti umani e delle libertà fondamentali in campo politico economico, sociale e culturale e in ogni altro settore della vita pubblica”.

    f. Che ogni atto riguardate questi elenchi, dalla consegna da parte del Comune al loro “vaglio” da parte dei due gruppi consiliari, è avvenuto e/o sta avvenendo senza alcuna consultazione né alcuna autorizzazione da parte delle famiglie dei bambini e bambine interessate.

    Va osservato infine, nel merito del problema sollevato (troppi bambini di altra lingua frenano l’apprendimento dei bambini di madrelingua), che l’intera materia è ben regolata da norme di rango costituzionale (articolo 19 dello Statuto di Autonomia e norma di attuazione Dpr nr. 301 del 15 luglio 1988 ) che tutelano al contempo i diritti dei bambini e la funzionalità della scuola.

    In particolare:

    1. L’articolo 19 dello Statuto di Autonomia stabilisce la libertà di iscrizione alle scuole di ogni ordine e grado

    2. Il Dpr nr. 301 del 15 luglio 1988 prevede procedure precise per affrontare i casi in cui il bambino iscritto non possegga adeguate conoscenze della lingua della scuola.

    Ma tale procedura:

    a. può essere attivata solo caso per caso e solo per l’alunno che tale difficoltà linguistica presenta.

    b. il problema può essere sollevato solo dall’insegnante e segnalato alla scuola in un termine preciso, che non supera il 25° giorno dall’inizio della scuola.

    c. La procedura è affidata all’autonomia scolastica e ai suoi strumenti, su cui la politica non può e non deve interferire.

    d. La procedura può logicamente essere attivata solo alla prima iscrizione, poiché non si capirebbe il caso di un bambino che frequenta senza problemi il primo anno e la cui iscrizione viene contestata solo al secondo o terzo anno.

    e. Essendo previsto in modo dettagliato un procedimento speciale, è escluso ogni tipo di intervento diverso, che avrebbe effetti di discriminazione.

    Come si vede, anche nel merito del problema sollevato la normativa vigente prevede vie di soluzione rispettose sia del minore che della scuola.
    Per questo il tentativo di stilare un arbitrario “catasto etnico” dei bambine e delle bambine di Bolzano appare ancora più assurdo, oltre che palesemente e gravemente illegittimo.

    PER TUTTI QUESTI MOTIVI

    Il sottoscritto si rivolge a codesta autorità “Garante per la Protezione dei Dati Personali” affinché:

    1. Valuti la legittimità dei succitati atti e decisioni
    • del Comune e di chi all’interno della pubblica amministrazione ha consegnato a terzi gli elenchi dei bambini e delle bambine iscritte negli asili di Bolzano
    • dei gruppi consiliari che hanno fatto richiesta di tali elenchi e che adesso li detengono non si sa dove e con quale garanzia in merito alla loro conservazione e al loro uso da parte di ulteriori persone.

    2. Intervenga urgentemente con i poteri di cui dispone per sanzionare e/o revocare e/o annullare atti e decisioni che risultino violare le norme vigenti poste a protezione dei dati personali sensibili, in particolare per quanto riguarda minori.

    3. Impedisca la commissione di ulteriori atti illegittimi, inibendo in particolare la possibilità:
    • che terzi possano continuare a detenere e utilizzare detti elenchi di bambini e bambine al dichiarato fine di ricavarne con metodi arbitrari dati sensibili sulla loro appartenenza etnico-linguistica;
    • che vengano compilate ulteriori liste o altri elenchi anche parziali distinti per supposto gruppo linguistico;
    • che documentazione di tale natura possa essere in qualsiasi forma resa pubblica.

    Il sottoscritto chiede di essere informato sui passi che l’Autorità Garante intraprenderà e sugli esiti dell’istruttoria.

    Distinti Saluti,

    Riccardo Dello Sbarba
    Consigliere provinciale dei Verdi Grüne Verc

  2. Si poteva proporre da subito un vero e proprio reclamo ai sensi ex art. 142 del D.Lgs. 196/2003 chiedendo specificatamente il blocco immediato dei dati trattati in violazione di legge.
    (La segnalazione va proposta quando non sia possibile presentare un reclamo circostanziato – fattispecie che non ricorre nel caso in esame – e “al fine di sollecitare un controllo da parte del Garante sulla disciplina medesima”.)

    http://www.parlamento.it/leggi/deleghe/03196dl.htm

    Per tutti i genitori che leggessero questo commento, ricordo che in qualità di esercenti la potestà parentale sui figli eventualmente iscritti agli asili di cui al caso in esame, possono esercitare loro medesimi tutti i diritti riconosciuti ai loro figli dal Codice in materia di protezione dei dati personali (nello specifico, ex art. 7 – Diritto di accesso ai dati personali ed altri diritti).

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