Caccia al Rom

bimbo rom

Mi piacerebbe dire che tutto è cominciato con la vittoria di Berlusconi.

 

Ma ho ancora negli occhi le vergognose immagini della “caccia al rumeno” scatenata dopo la morte di Giovanna Reggiani a Roma. Gli sgomberi di massa ordinati da un governo di centro sinistra (Prodi) e da un sindaco di centrosinistra (Veltroni), le immagini in Tv dei baraccati accucciati l’uno accanto all’altro sorvegliati dai poliziotti, le file i rumeni in fuga ai valichi di frontiera. Lì si è rotto il tabù, anche per la sinistra.

 

La colpa di un singolo che viene estesa a tutti i suoi simili per razza, lingua o religione (proprio il rovescio dell’articolo 3 della Costituzione). E ora la diga dei diritti è rotta. La caccia allo zingaro a Ponticelli per mano della camorra – anche questo dovevamo vedere. La criminalità organizzata che controlla e “ripulisce” il territorio così come le gente vuole. Addio stato di diritto, l’Italia sta tornando a prima di Beccaria (1764).

 

Il vento dei veleni tira anche qui a Bolzano.

 

Troppe case agli immigrati! Balle. In Sudtirolo ci sono 35.000 immigrati, pari al 7,5% della popolazione. Le case Ipes date a loro sono solo il 4,5%.

 

Troppi sussidi! Balle. Per tutte le prestazioni sociali l’immigrato in Sudtirolo deve aspettare 5 anni di residenza: è l’unico caso in Europa.

 

E poi, facciamo un po’ i conti (dati 2005):

 

> Nel 2005 i cittadini extraeuropei residenti in Sudtirolo  hanno guadagnato con lavori regolari 229 milioni di euro.

 

> Hanno versato 71 milioni nelle casse dell’INPS (per pensioni che in molti casi non percepiranno mai) e pagato 52 milioni di IRPEF; in tutto fa 123 milioni di euro.

 

> La Provincia ha pagato loro in forma di servizi sociali (borse di studio, ricoveri ospedalieri, visite mediche, sostegni sociali, compreso l’affitto ecc.) 31 milioni di €. Di questi, 7 milioni erano per misure di integrazione ad hoc (mediatori culturali, corsi di lingua, associazioni di e per immigrati ecc.).

 

> Il saldo: 93 milioni di euro di finanziamento netto al nostro sistema sociale da parte degli immigrati.


Ma chi crederà a queste cifre? Nessuno. Più facile pensare che se qualcosa va male, è tutta colpa “loro”.

 

Ora la Giunta annuncia una nuova stretta: 5 anni di residenza anche per il sussidio per l’affitto (che finisce tutto nelle tasche dei padroni di casa locali) e graduatorie separate per gli alloggi con quote fisse per gli immigrati. Si torna alla proporzionale prima del bisogno, superata 20 anni fa.

 

Perfino Durnwalder, finora molto aperto su questo tema, arriva a dire un’assurdità come questa:

 

“Rispetto ai cittadini immigrati, le famiglie altoatesine non sono così numerose, non abitano in alloggi sovraffollati ed in media hanno stipendi migliori, fatto questo che li penalizza nelle graduatorie” (11 giugno 2007).

Poveri noi, siamo troppo ricchi! 

Non si può accettare un imbarbarimento del genere. Per questo è benvenuto a Bolzano padre Alex Zanotelli, che martedì 20 maggio, alle 11 in comune a Bolzano lancerà il suo appello contro la xenofobia. Organizza il Centro della Pace e ci sarà la Caritas, la pastorale dei migranti della diocesi e don Bruno Carli, il prete dei Sinti e dei Rom.

 

LO SAPEVATE? L’Opera Nomadi nasce a Bolzano nel 1963, allo scopo di “togliere gli zingari ed altri gruppi di origine nomade dalla emarginazione e aprire la collettività nazionale alla comprensione e all’accoglienza dei diversi”. Diventa una associazione nazionale nel 1965 e nel 1970 Ente Morale Nazionale. Al sito dell’Opera Nomadi.
 
LEGGI: Due lettere sui fatti di Napoli di Ettore Masina (masina)  e Luigi Ciotti (ciotti). La storia della persecuzione nazi-fascista degli zingari. E “Il popolo delle ronde”, dal blog di Gad Lerner.
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7 thoughts on “Caccia al Rom

  1. La storia si ripete.
    I nuovi schiavi devono scomparire dalla società dei nuovi vincitori, insozzano, non hanno diritto di sopravvivenza: luridi meteci.
    Le loro colpe? Si sono avvicinati troppo alla nostra scodella traboccante di minestra e sono in troppi a farlo con la loro tazza vuota! Questo è il “REATO DI EMIGRAZIONE CLANDESTINA”.
    La nostra cultura è in grado di generare una quantità illimitata di nefandezze compresa quella di incitare all’odio razziale. Ha fatto regredire le nostre coscienze fino ad accusare indistintamente chi cerca di sopravvivere da chi delinque.
    Corsi e ricorsi storici di vichiana memoria di un popolo senza memoria.
    Quando il potere decide, il popolo e i suoi servi obbediscono. La luna è lì piena in cielo ma l’attenzione è puntata al dito che la indica. Le paure si devono scaricare da qualche parte e la politica di sempre sa che la cosa più facile è trovare un capro espiatorio, un diverso sul quale incanalare tutte le tensioni e frustrazioni che si sono accumulate negli ultimi anni. Non è più lecito risolvere le difficoltà nei rapporti sociali in modo civile senza sceriffi, ronde, squadroni: bisogna colpire il diverso.
    E la chiesa con il suo relativismo etico?.. con questa sua netta distinzione tra il bene e il male quanta parte ha in certi comportamenti? Povero Vangelo che professi amore e alterità e stai nelle mani di chi politicamente, nel nome di Dio, patria e famiglia, ordine è complice di tanto degrado sull’UOMO. Quale contraddizione!
    Tutti in qualche modo siamo colpevoli, anche chi come me crede nell’integrazione. In nome della tolleranza, della mescolanza delle culture, del diritto alla differenza siamo entrati in un tunnel dove ormai è tutto grigio, indistinto e ora non siamo compresi. Dovevamo rinunciare all’illusione del facile superamento di certe contraddizioni, ben sapendo che altri tramavano alle nostre spalle: il razzismo, il fascismo è dentro la natura umana e le idealità non bastano.

  2. @ achab
    scrivi: la politica di sempre sa che la cosa più facile è trovare un capro espiatorio…

    Sul concetto di capro espiatorio oggi Alex Zanotelli ha detto cose molto belle.
    L’autore che più ha approfondito il tema è René Girard, in “Il capro espiatorio”, a cura di Ch. Leverd e F. Bovoli, Adelphi, Milano 1987.
    E’ leggendo questo libro che Daniel Pennac ha inventato il personaggio di Malaussène, il capro espiatorio di professione.

  3. Prendo questa bella testimonianza dalla “Newsletter des Dachverbands der Sozialverbände Südtirols”
    La trovate qui: http://www.social.bz.it/newsletter.php

    Chatten gegen Vorurteile
    Strategien eines Bozner Roma-Mädchens

    “Was sollen wir Roma Kinder rauben? Wir haben doch selber mehr als genug Kinder”, sagt eine 14jährige Schülerin verständnislos, eine Roma aus der Siedlung bei Sigmundskron in Bozen.
    Es ist Geschichtsunterricht im Mehrzwecksaal der Siedlung, und was Vorurteile anrichten können, ist das Thema. Dass in Neapel letzte Woche Roma-Baracken brannten, angeblich weil eine Roma ein Kind entführt hat, kann das Mädchen kaum glauben. Sie fragt, ob so etwas auch in Bozen passieren könnte, und sagt, dass sie sich hier relativ sicher fühle.
    Was man gegen Vorurteile tun kann, darauf antwortet das Mädchen: “Man kann sich gegenseitig kennenlernen. Man könnte chatten, ja, sich im Chatroom mit allen Leuten austauschen.” Vielleicht wäre das jetzt die sinnvolle soziale Arbeit mit Roma: Möglichkeiten des Kennenlernens herstellen.
    Und die Suche nach den Fakten fortsetzen: Kein einziger Fall angeblicher Kindesentführung durch Roma in Italien hat sich laut Universität Verona in den letzten 30 Jahren bestätigt. – bs

  4. Sudtirolo?
    Altoadige vorrai dire(da come vi ingrassa l’Italia almeno lasciatevi chiamare così, dubito che l’Austria sarebbe tanto generosa).
    Per il resto “l’integrazione” qualsiasi cosa significhi, si fà perdendo un pò di sangue.
    Benvenuti nel multiculturalismo.

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