Vola, colomba bianca, vola

Taube, colomba.L’assemblea provinciale dei Verdi-Grüne-Vërc mi ha nominato capolista per le elezioni provinciali del 26 ottobre. Ringrazio di cuore tutte le persone che mi hanno sostenuto. E’ stata una bellissima assemblea, appassionata, vivace, a tratti commovente. Una ricarica di energia (pulita). Pubblico qui l’intervento con cui ho proposto la mia candidatura.

 

Care e cari Verdi, liebe Grüne, stimei Vërc

Vorrei cominciare non da me, ma dal mondo. L’umanità attraversa una doppia crisi, sociale e ambientale. Povertà, guerre, cambio climatico spingono milioni di persone a mettersi in movimento.

 

Wir erleben wieder eine große Wanderung. Alte Gewohnheiten werden in Frage gestellt. Die Welt ist brüchiger geworden, wir leben in einer Risiko-Gesellschaft. Das Bedürfnis nach mehr Gerechtigkeit und die Arroganz der Privilegierten stehen einander gegenüber.

 

I padroni del potere e dell’informazione vogliono ridurre la disuguaglianza a un problema di sicurezza e polizia. Nell’Europa che ha conosciuto i campi di sterminio si torna a dare la caccia al nomade, all’immigrato, al diverso. L’integralismo vuole cancellare i diritti, disciplinare le coscienze (da noi andando a caccia di rane) e umiliare i corpi, i corpi delle donne per primi.

 

Auch in Südtirol hat die Ausbeutung der Natur ihre Grenze erreicht. Auch hier herrscht eine Machtkonzentration zwischen Medienmonopol, Lobbyisten und Politik. Auch hier sind die Armen ärmer geworden, und die Reichen reicher.

Die Mittelschicht nimmt ab und fürchtet, ihre zentrale Position in der Gesellschaft zu verlieren. Jene Mittelschicht, auf die die Stabilität und die Macht der klassischen europäischen Volksparteien sich gestützt hat.

 

Die Svp sorgt sich um ihre absolute Mehrheit. Eine interne Wahlumfrage, die diese Woche von Hand zu Hand gegangen ist, misst das Fieber der Sammelpartei: 37 Prozent.

Es ist keine Südtiroler Besonderheit. In einer Woche wird wahrscheinlich die VP in Tirol unter die 40 Prozent-Grenze rutschen. Und in dem post-Stoiberischen Bayer geht die Csu im Herbst einem ähnlichen Schicksal entgegen.

 

Grandi possibilità. Ma anche grandi pericoli. Nel voto d’aprile la Svp ha perso il 10%, ma quasi tutto è andato alla destra dello Stammtisch, dove con le stesse parole l’uomo qualunque se la prende con la Casta e con l’immigrato. E la Casta, per salvarsi, fa dell’immigrato il capro espiatorio.

Rischia di vincere la parola più banale e più gridata, la verità a senso – e sesso – unico.

 

Spetta a noi indicare l’alternativa della democrazia, dei diritti, della sostenibilità ambientale, della uguaglianza. Non sono cose semplici. Non è la somma delle proteste, ma una strategia per il futuro. E’ ferma opposizione (20 Jahren Durnwalder sind genug!) e immediata proposta (vogliamo un Sudtirolo capace di futuro!).

 

Opposizione e proposta: è questo il lavoro che come Grüne Fraktion im Südtiroler Landtag abbiamo fatto in questi 5 anni. Questa è stata la legislatura d’oro dei Verdi del Sudtirolo. Abbiamo vinto le elezioni del 2003. Abbiamo messo a nudo il potere e depositato centinaia di concrete proposte per un altro Sudtirolo. Siamo stati riferimento di tante persone, di tante liste civiche. Siamo sempre stati uniti, mettendo fine all’incubo – tipico della opposizione sudtirolese – della divisione e dei personalismi.

 

Per questo abbiamo pensato che farebbe bene alla lista dei VGV valorizzare al massimo questo suo gruppo consiliare nelle elezioni provinciali di ottobre. Ne abbiamo parlato per tanto tempo e alla fine la scelta è caduta su di me. Sono grato a Hans e Christl per la loro fiducia.

 

Ora sono costretto a parlare di me.

Sono diventato Landtagspräsident senza e contro il voto del Landeshauptmann, dimostrando che non è vero che in Sudtirolo non si muove foglia che Durnwalder non voglia. Ho difeso i diritti dell’opposizione e quelli della maggioranza. Non mi sono mai fatto piegare.

Mi volevano impedire di mostrare all’estero tedesco un Sudtirolo non targato Svp. Io invece sono andato sempre e ho parlato davanti ai parlamenti di Berlino, Düsserldorf, Bregenz, Salzburg, Klagenfurt.

Ma ho anche portato l’aquila tirolese a passeggiare nelle baraccopoli dell’Africa. Ho fatto sedere nel nostro parlamento provinciale i ragazzi di strada di Korogocho.

 

Ho considerato dovere di noi uomini fare i conti con la autodeterminazione delle donne: come Presidente ho aderito e propagandato l’appello degli uomini contro la violenza, per una conversione dal maschilismo alla libertà femminile. Ho portato l’8 marzo un gruppo di donne immigrate nel parlamento del Sudtirolo e lì insieme abbiamo parlato alla stampa della loro doppia oppressione, lì dove mai nessuna immigrata aveva mai messo piede se non per fare le pulizie.

 

Ho celebrato i 60 anni dell’Accordo di Parigi con una seduta solenne di festa e di idee, mentre c’era chi voleva dimenticare. Ho portato la giovane democrazia dentro il Palazzo, decine di ragazze e ragazze che per un’intera mattina per la prima volta non ascoltavano lezioni di politica, ma insegnavano ai politici che cos’è la partecipazione.  Ho quadruplicato le visite dei giovani di lingua italiana, che prima di me disertavano il consiglio – una medicina contro il disagio.

Ho difeso bambine e bambini degli asili, e le loro famiglie, dalle minacce di un’arbitraria conta etnica non temendo di denunciare quanto accadeva al Garante della privacy, azione che ha bloccato gli oltranzisti e spostato il discorso sulla scuola bilingue.

 

Mi sono battuto contro il BBT, per il Virgolo, per la Frizzi Au, smentendo il pregiudizio che di questi temi ci si occupi solo in tedesco. Ho partecipato ai blocchi antitraffico in Pusteria e Austria. Ho parlato di autodeterminazione in un’assemblea di 400 Schützen, dicendo loro che più che di liberazione del Sudtirolo bisogna cercare di liberare i Sudtirolesi dalla sudditanza al potere.

 

Qualche mia proposta è passata: la scrittura di un libro di storia comune per le scuole di tutti i gruppi linguistici; i diritti delle coppie di fatto e omosessuali nella sanità; il tavolo Provincia-Comune-Ambientalisti sull’inceneritore. E altre ancora.

 

Nella mia esperienza politica si sono incontrati opposizione e governo, guidando il parlamento della nostra autonomia. Anche qui credo di aver anche sanato vecchie ferite nella storia dei Verdi. Credo di poter rappresentare chi di noi sta all’opposizione e chi sta al governo. Credo di aver dato la dimostrazione che i VGV possono diventare maggioranza e prendere in mano questa provincia. Tutto questo non l’avrei potuto mai fare senza Hans e Christl, senza il partito, senza voi  verdi sul territorio.

 

Ich stelle immer wieder fest, dass meine Biographie für viele italienischsprachigen SüdtirolerInnen eine Ermutigung dazu ist, von dem so genannten Unbehagen herauszukommen, und ein  Beispiel dafür, dass es auch ein Italiener in Südtirol etwas erreichen und werden kann, mit Stolz und ohne sich beugen zu müssen.

Und für viele deutschsprachigen SüdtirolerInnen bin ich der Beweis, dass „ihr Südtirol“ genug offen und modern und europäisch geworden ist, dass sogar ein zugewanderten Etrusker zum Präsidenten des Südtiroler Parlaments werden kann.

Ich möchte für viele das Beispiel einer glücklichen Heimat-Findung darstellen, das Beispiel einer ungeteilten Südtiroler Bürgerschaft.

Wenn ich zurückdenke, gibt mir diese meine Geschichte Optimismus, Mut und Kraft. Das möchte ich auf die Spitze unserer gemeinsamen schönen und starken grünen Landesliste bringen. Ich lege damit meine Kandidatur, liebe Grüne, in eure Hände.

  

Bolzano-Bozen-Bulsan, 31.05.08

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8 pensieri riguardo “Vola, colomba bianca, vola

  1. Caro Riccardo,

    innanzitutto, COMPLIMENTI!!!!!! Ci tenevo davvero tanto alla tua candidatura……
    e anche il tuo discorso mi è piaciutp moltissimo!!
    Una piccola curiosità……tanto per dire quanto sono bilingue….ho letto il tuo discorso alcune volte e appena dopo la seconda lettura mi sono accorta che il testo era bilingue ;)…

  2. @ Michaela
    Grazie per i complimenti.
    A proposito di persone bilingui mi è capitata una cosa che voglio raccontare. Ieri, il 4 giugno, ho partecipato a un’assemblea di studentesse e studenti della FOS Marie Kurie di Merano e tutta la discussione era sulla scuola bilingue. A un certo punto io ho parlato dei figli di famiglie miste, sempre costretti ad optare tra madre(lingua) e padre(lingua) quando si tratta di scegliere la scuola. Erano lì Eva Klotz e Harald Stauder, candidato Svp.
    E sai che cosa hanno detto questi due? Che le persone bilingui non esistono e che i figli di famiglie miste non sanno nè l’una ne l’altra lingua.
    “Conoscete qualcuno perfettamente bilingue?” ha chiesto la Klotz. Una ragazza si è alzata, ha preso il microfonmo e ha detto con orgoglio: “Io sono figlia di un genitore tedesco e uno italiano e le posso garantire che sono perfettamente bilingue!”. Applauso generale.
    Ho avuto l’impressione che i giovani fossero a grande maggioranza dalla nostra parte. L’impressione mi è stata confermata dalla mail di una ragazza, che ho ricevuto oggi, e che così mi scrive (metto le iniziali del nome):

    Sehr geehrter Herr Dello Sbarba,
    ich möchte mich nochmals für die spannende und interessante Diskussion heute in der FOS Meran bedanken.
    Ich glaube, dass Ihre Aussagen und Ideen bei den meisten Jugendlichen sehr gut angekommen sind, vor allem wenn ich bedenke, dass Sie meiner Meinung nach der einzige der drei anwesenden Politiker waren, der im Hier und Jetzt und nicht in der Zeit von vor fünzig Jahren leben.
    Gerade wir jungen Leute können uns oft mit der Politik, die heute in Südtirol betrieben wird, nicht identifizieren und wenden uns deshalb davon ab.
    Sie und Ihre Partei jedoch setzen sich, glaube ich, für vieles ein, das auch für uns erstrebenswert erscheint: ein Aufeinander-Zugehen, ein Sich-Öffnen und eine aktive Beteiligung an Demokratie.
    Ich hoffe, dass Sie so weiter machen und sich nicht von den Leuten beeinflussen lassen, die behaupten, dass sich die jungen Leute sowieso nicht für Politik interessieren.
    Einen herzlichen Dank und noch einen schönen Abend wünscht Ihnen
    L.M.G. – Meran

  3. Ho avuto l’impressione che i giovani fossero a grande maggioranza dalla nostra parte.

    E’ così, Riccardo. Sul tema del plurilinguismo c’è una condivisione trasversale, quasi unanime. Riscontro un certo fermento tra i giovani, i segnali in questo senso non sono pochi e la mail da Merano ne è una splendida conferma. Personalmente sono ottimista per il nostro immediato futuro.

  4. Caro Riccardo,

    che bello…..sai, la cosa mi sembra anche così strana studiando quì in Austria (quà è normale che giovani parlino diverse lingue perchè ci sono tanti immigrati di prima, seconda o terza generazione e quindi di lingue parlate ne esistono un sacco)….
    quando ho fatto le scuole io, nella mia classe ero quasi quella più, diciamo, esotico (avendo un cognome italiano e po anche del sud ;)!) ed mi sentivo sempre costretta a giustificarmi…giustificarmi perchè mentre nella lezione di italiano mi sentivo sempre dire “non posso darti voti alti perchè si sa, tu l’italiano già lo sai e non è giusto che altri ragazzi devono impegnarsi per un bel voto e tu invece non devi impegnarti affatto…” durante le lezioni di tedesco nessuno mi veniva incontro, perchè “ja das ist ja klar, die Michaela ist zweisprachig also muss sie Deutsch koennen…”. Un giorno mia mamma poi si è anche un po’ arrabbiata sentendo parlare i miei professori così e disse “e io che pensavo fosse una cosa lodevole crescere bilingui e parlare entrambe le lingue ugualmente bene….”

    Nonostante tutti i progressi proclamati ancor’ oggi il bi- o anche plurilinguismo non viene apprezzato veramente e questo è triste….

    A proposito, oggi sul “Dolomiten” è uscito un mio Leserbrief proprio sul tema bilinguismo, chissà cosa risponderanno i lettori… 😉

  5. Ecco il mio “Leserbrief”:

    Minderheiten

    In Südtirol wird immerzu von „Minderheiten“ gesprochen. Sei es wenn es um den „disagio“ der italienischen Sprachgruppe, die Angst der deutschen Sprachgruppe oder die ladinische Sprachgruppe geht. Alle drei Sprachgruppen fühlen sich als Minderheit, die es zu schützen gilt, vor allem die deutsche und italienische „Minderheit“ stellt sich allzu gerne als Opfer dar.
    Ich glaube, dass es heute aber ganz eine andere Minderheit gibt…..die der zwei-oder mehrsprachigen (egal, welche Sprachgruppen). Wer aber schützt diese? Niemand! Die Sprachgruppenzugehörigkeitserklärung zwingt diese „arme Minderheit“ immer noch, sich für die eine oder andere Sprache allein zu entscheiden.
    Demnach frage ich mich, wenn wir schon Minderheiten schützen, sollte dieser Schutz nicht ausschließend sein, sondern alle Minderheiten schützen.
    Es gäbe natürlich auch die optimistische Lösung: wir könnten endlich realisieren, dass der Zwang, sich für eine Sprachgruppe zu entscheiden, heute mehr denn je der Realität eines mehrsprachigen Südtirols nicht angepasst ist.

  6. ciao riccardo

    sono felicissimo per la tua candidatura e devo ammettere quando ho letto il tuo discorso ho avuto la stessa esperienza di michaela….solo dopo un po´mi sono accorto che il testo era bilingue…..

    auf jeden fall wünsche ich den grünen einen erfolgreichen wahlkampf…..korrekt, sachlich aber auch aggressiv und vertiefend! medienpräsenz ist wichtig

    spero inoltre che il pronostico per le provinciali dei verdi-bürgerliste del ff sia corretto in su`…..

    ich denke, dass die lang andauernden polemiken über die hochzeit grüne u bürgerliste in sachen wahlausgang ev schädlich sein könnten….was meinst du? ich hoffe nicht…..

    prima delle ultime elezioni provinciali sei stato all universita di ibk e dopo la “podiumsdiskussion” ti ho chiesto se il fatto della lista “enrosadira – lista rosa” della zendron poteva influire piu di tanto sul esito del voto per i verdi…tu mi dicesti: vedrai che non prende piu di un tot di voti…..

    damals hast du recht behalten…die grünen haben zugelegt und die “lista rosa” kaum….

    speriamo in bene……

    ciao!

    endy

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