Svp, – 10,6%

ff-umfrage

Proprio nel giorno in cui la FF pubblica la sua Wahlumfrage (sopra), sull’Alto Adige è comparso un mio editoriale che tenta di leggere la crisi Svp insieme a quella analoga della Övp in Tirolo e della Csu in Baviera, collegandole al “tramonto della classe media”, fenomeno sociale che investe tutta Europa. 

Forse la Svp non precipiterà al 37%, come dice l’indagine commissionata dalla stessa Stella Alpina. Ma che il partito non se la passi bene è evidente. E non è un caso isolato: anche a Monaco e Innsbruck per i grandi partiti cristiano sociali è annunciata la frana elettorale e la perdita della maggioranza. Qualcosa di profondo si è messo in movimento in società restate immobili da decenni.

A Innsbruck si vota domenica prossima e nell’ultima indagine del quotidiano Tiroler Tageszeitung la Volkspartei crolla dal 50% al 39%, affondata dalla lista personale dell’ex presidente della camera del lavoro Fritz Dinkhauser, che ha imbarcato il tribuno antitraffico Fritz Gurgiser, diversi comandanti degli Schützen e qualche sindaco socialdemocratico. Dinkhauser, i socialisti e i Verdi potrebbero allearsi e mandare l’Övp all’opposizione.

In Baviera si voterà invece il 28 settembre, un mese prima che in Alto Adige. E anche lì grandina sulla CSU, il partito cristiano sociale al potere. A maggio la Tv pubblica ARD prevedeva il crollo della CSU dal 60% al 48%.

Per quanto riguarda l’Alto Adige, la Svp già in aprile è precipitata al 44% in elezioni parlamentari che solo nel 2001 le avevano regalato ancora il 60%. Un crollo in salsa bavarese. Parlando la settimana scorsa a Bolzano, Edmund Stoiber, l’ex “lider maximo” della Baviera, ha avvertito che “è sempre più difficile per i partiti popolari tenere insieme i diversi interessi e convincere una larga maggioranza”. Con la sua Csu a picco, sa di che parla.

Che sta succedendo? E’ in atto una profonda mutazione sociale. I sociologi parlano di “tramonto del ceto medio”, quella classe media di massa che ha fatto la forza dei partiti cristiano sociali e assicurato la stabilità del sistema, la modernizzazione senza scosse, l’economia sociale di mercato, la conciliazione tra brache di cuoio e computer portatile, segreto del miracolo bavarese e tirolese.

Adesso questo ceto medio sente erodere le proprie condizioni di esistenza dalla globalizzazione galoppante. Una parte è già finita tra i poveri e un’altra si sente impoverire rapidamente. I figli di insegnanti, funzionari pubblici, contadini benestanti, artigiani e piccoli imprenditori si stanno convincendo che la loro vita sarà molto peggio di quella dei loro padri. E prendono paura.

Non è solo una percezione soggettiva. E’ effettivamente in corso una lenta ma inarrestabile erosione della classe media europea. In Germania costituiva solo otto anni fa il 62% della popolazione, oggi ne rappresenta il 54% e tra dieci anni scenderà molto sotto il 50% (previsioni della società di consulenza Mc Kinsey). Le percentuali elettorali dei grandi partiti di centro lungo l’asse del Brennero seguono la stessa traiettoria.

La crisi dei ceti intermedi è in corso anche in Alto Adige. Abbiamo vissuto vent’anni d’oro, ma qualcuno si è arricchito molto (ma molto!) più di tutti gli altri. E una parte della società sta scivolando in basso. Un dato per tutti: tra il 1990 e il 2005 in Alto Adige la quota di reddito che andava al lavoro è diminuita del 10% e si è trasferita al profitto e alle rendite finanziarie e immobiliari. E il 10% è proprio quanto la Svp ha perso alle elezioni parlamentari.

La società si è fatta più liquida, si aprono grandi possibilità, ma anche grandi rischi. I voti persi dalla Svp ad aprile, per esempio, sono quasi tutti andati alla destra della Stube di periferia, dove con le stesse parole l’uomo qualunque se la prende con la Casta politica e con l’immigrato. E la Casta, per salvarsi, fa dell’immigrato il capro espiatorio.

Rischia di vincere il populismo più banale e più gridato. L’alternativa è quella della democrazia, dei diritti, della sostenibilità ambientale, della uguaglianza, della lotta al conglomerato di lobbies e politica sempre meno tollerato dai cittadini.

Più solidarietà o più egoismo, più Europa o più provincialismo, società aperta o fortezza-Südtirol, più natura o più cemento, più lavoro o più privilegi: queste le opposte vie d’uscita dalla crisi del sistema Svp. La partita decisiva si gioca in autunno.

 Alto Adige, 5 giugno 2008

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4 pensieri riguardo “Svp, – 10,6%

  1. Questa Umfrage dell’FF la trovo però molto triste……perchè prima dei verdi con probabili 10% non vedo nessun partiti di sinistra…..
    Non basta l’SVP, anche i Freiheitlichen stanno ricevendo sempre più voti, cosa che io trovo più che allarmante… Quo vadis Suedtirol/Sudtirolo..?

  2. no e´ azzardato dare il pdl al doppio del pd? il pdl addirittura in leggera crescita che vuol dire conferma dei 4 consiglieri 3 AN e 1 FI….penso che sia tempo che la destra italiana abbia una flessione…..

    penso inoltre che il 15% dei freiheitlichen sia piu che azzardato…..

    comunque bisogna vedere che cosa faranno tutti i movimenti del centro, partendo da benussi/cigolla….a delli zotti e arrivando al udc, zaccaria and co di merano e stablum di bressanone……
    da soli faranno fatica…insieme?

    domanda: il 10 % per i verdi / bürgerliste vorrebbe dire 4 seggi? bisognerebbe aspirarne almeno 5….. 3 verdi 2 lc/bg….

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