Censura

ranaLa richiesta dell’Obmann Svp di eliminare un’opera d’arte esposta al Museion è un indecente tentativo di censura che, se accettato, getterà discredito sull’Alto Adige e sulla sua immagine di terra tollerante ed accogliente.

Si può – anzi si deve – discutere dell’arte e delle sue opere, ma se la rana crocefissa di Martin Kippenberger dovesse davvero essere rimossa, vorrebbe dire che il Museion di Bolzano è sottoposto ai diktat della politica e che a Bolzano un artista non può esporre le sue opere senza prima passare al vaglio della censura. Bolzano diventerebbe una piazza da cui gli artisti che tengono alla propria dignità si terrebbero da ora in poi ben alla larga.

Non è questo che merita la città che si vuole candidare a capitale europea della cultura per l’anno 2019. Non è questa una città che vuole vivere nella contemporaneità, cercando di partecipare alla costruzione del futuro. Il mondo è anche troppo tormentato dal fanatismo e dal fondamentalismo e chi vuole dare una lezione di civiltà e di pace deve dimostrarsi aperto e tollerante. L’opera contestata è stata fin dall’inizio strumentalizzata per sollevare una polemica interessata in vista delle elezioni. Sarebbe inaccettabile che tali interessi di bottega minassero la credibilità e il prestigio del Museion appena aperto, in cui tanti cittadini sperano e credono.

Non si porta rispetto al Papa, facendo corrispondere la sua vacanza in Alto Adige con un caso di censura che farebbe scandalo in tutto il mondo civile.

 

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5 pensieri riguardo “Censura

  1. Froschentfernung

    Der Obmann der SVP will nun den grünen Frosch noch vor dem Papstbesuch aus dem Museion verjagen.
    Deshalb würde ich Ihm raten, diesen anschließend und vorsorglich nicht weiter frei herumlaufen zu lassen.
    Denn er könnte ja zum Trotz nach Brixen gehen und beim Angelus Gebet zu quaken beginnen.
    Und damit wäre die Blamage nur noch größer.

    Trebo Hermann

  2. La rana crocifissa

    Partiti etnici. Strumentalizzazioni e campagne politiche sul simbolo della croce. Le persone rivogliono la loro dignità e non un Alto Adige che ritorni ad essere terra di scontro.

    Christian Ferdigg, Al Plan de Mareo

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