Grillo, politica e show

grillo
Beppe Grillo

Non so se vi è mai capitato di avvertire la stessa sensazione. Per me è questa: ho simpatia per Grillo, ma al contempo repulsione. Mi succede ogni volta che “aderisco”: firmo la petizione “per un parlamento pulito” e, allontanandomi dal banchetto, mi sento pian piano svuotato. Vado allo spettacolo, applaudo, ma poi mi sento usato. Apprezzo l’impegno ostinato dei “grillini”, ma a ripensarci mi pare un dejà vu. Penso che non ci uscirà fuori nulla, se non tanta gente ancora più delusa e un piccolo gruppo sempre più incazzato. Comunque, non più democrazia. Ho l’impressione di lavorare, e che anche loro lavorino, per un “re di Prussia” che ancora non conosciamo. In questi altalenanti pensieri è piombato ieri un editoriale di Corzio Maltese su Repubblica. Che mi è parsa un’illuminazione. Val la pena di discuterne?

Show business sul palco

di Curzio Maltese

Manifestazioni come quella di Piazza Navona dell’altro giorno sono show business. Servono a sfogare i sentimenti di un pubblico di spettatori, servono ai protagonisti a vendere merci sul mercato: libri, dvd, spettacoli teatrali. Non servono a cambiare le cose. Quindi non sono politica. I guai cominciano se si scambia lo show business per politica e lo si prende sul serio.

Quando Beppe Grillo o Sabina Guzzanti o altri comici sanno di dover intervenire a una manifestazione pubblica, riuniscono i loro autori e chiedono un “pezzo” efficace. Un testo per una riunione politica è diverso da un testo comico per il teatro, ma segue regole rigide. Non dev’essere serio ma neppure troppo divertente: sarebbe un errore. Si bruciano belle battute del repertorio, che è giusto riservare al pubblico pagante dei teatri e dei palazzetti. Oltretutto, se la gente ride troppo, pensa. E se pensa non si scalda abbastanza, non urla. Bisogna dunque tenere alto il livello dell’emozione e “spararle grosse”. Contro un bersaglio non scontato. Altrimenti non si fa notizia. Occorre anche valutare se alla manifestazione parteciperanno altri comici, come nel caso di piazza Navona. In tal caso il livello di fuoco aumenta, perché si corre il rischio di essere oscurati dalla concorrenza, in gergo televisivo “impallati”.

La logica è simile a quella che si segue per lanciare un film o un libro in una comparsata televisiva importante, uno show del sabato sera o il festival di Sanremo. È inutile parlare del prodotto in sé, perché il pubblico se lo aspetta e si perde l’effetto sorpresa. Benigni, quando doveva lanciare un film, non andava a parlare del film da Baudo o dalla Carrà ma s’inventava memorabili performances, tipo toccare gli attributi di Baudo o palpare le curve della Raffaella nazionale, con gran successo di promozione. Non tutti naturalmente, parlando di sesso o di altri temi “bassi” – penso al magnifico “Inno del corpo sciolto” – mostrano il talento di poeta contadino di Roberto. Le allusioni sessuali comunque funzionano sempre, soprattutto in Italia. Un altro trucco è attaccare un bersaglio imprevisto e in teoria intoccabile. Insomma, se Grillo o la Guzzanti si fossero limitati ad attaccare Berlusconi, nessuno ne avrebbe parlato. Per questo, hanno spostato l’obiettivo sul presidente della Repubblica e sul Papa.

Nulla è lasciato al caso. Si tratta di strategie calcolate, testi scritti e riscritti, trucchi del mestiere di grandi teatranti. Stiamo parlando di professionisti. Dello spettacolo. Scambiati per professionisti della politica. Da un punto di vista morale saranno discutibili. Ma che c’entrano la morale o la politica? In Italia, nel volgere di pochi secoli, si è finalmente capito che etica e politica sono separate. Per la verità, lo si è capito fin troppo. Un giorno si capirà che anche politica e spettacolo sono campi separati. Per ora, il giorno è lontano.

Gli eventi creati di Beppe Grillo, dai Vaffa Day in poi, non sono azioni politiche. Il fine non è cambiare le cose, ma accrescere la popolarità del protagonista. Basterebbe un po’ di lucida attenzione per comprenderlo. Purtroppo, chi vi partecipa e chi li osteggia non brilla in lucidità. La maggior parte dei bersagli di Grillo sono irrilevanti, innocui oppure marginali. Che importanza volete che abbia la presenza di diciotto parlamentari condannati in Parlamento, su mille, quando ce ne sono stati in passato due, tre, cinque volte tanti e 200 inquisiti? D’altra parte se la presenza in politica di un pregiudicato fosse un tema così importante, i seguaci di Grillo non si affiderebbero a lui, che ha una condanna definitiva e ricopre un ruolo politico, per quanto improprio, assai più importante dei diciotto messi assieme. Lo stesso discorso vale per altri obiettivi, come il doppio mandato, l’ordine dei giornalisti, i finanziamenti ai giornali di partito. Tutte storture, tutte battaglie condivisibili, s’intende, ma quisquilie. Nel caso del referendum sulla legge Gasparri non si tratta di una quisquilia, ma è ancora peggio. È un suicidio politico. Se si votasse oggi, quel referendum sarebbe una catastrofe per l’opposizione e un trionfo per Berlusconi.

Ma la cosa più probabile è che il referendum non si faccia, per fortuna. Nessuna delle altre proposte avrà poi uno sbocco politico. Che senso ha dunque sbattersi tanto? Senso politico, nessuno. Ma il comico ha enormemente aumentato il proprio seguito, pubblico, clientela. Dico subito che trovo indegno e ridicolo ogni moralismo in proposito. Grillo è un uomo di spettacolo, è grottesco giudicarlo sulla base di un metro politico o etico. In più, se guadagna tanto, se lo merita. Ha fatto scelte coraggiose che gli hanno impedito di accedere alla principale fonte di arricchimento degli attori, la televisione pubblica e privata. È giusto che si cerchi altre audience. Il blog è la principale alternativa e lui lo ha intuito fra i primi. Ma se fosse un po’ più sincero, dovrebbe ammettere che il suo blog non è tanto uno strumento di lotta politica e confronto di opinioni (peraltro, sono tutti d’accordo) quanto un fenomenale punto vendita di merci autoprodotte. O quanto meno è l’uno e l’altro. Grillo è dotato di un altro talento tipico dei comici, la scelta dei tempi. I suoi interventi sono ottimamente calibrati. Non frequenti, non distanti.

Appena calano l’attenzione e le vendite, ecco l’evento, il vaffanculo col botto mediatico. Nelle settimane successive, le vendite e la popolarità schizzeranno di nuovo alle stelle. Gli altri hanno capito e lo imitano. Oggi la frase che gli agenti di spettacolo si sentono ripetere più spesso dagli attori, ma ormai perfino da registi, scrittori e professori di diritto comparato col saggio in uscita, è “facciamo una cosa alla Grillo, facciamo un gran casino”. S’intende, per lanciare il prodotto. I più avveduti o i più aristocratici, come Nanni Moretti, si sono sottratti per tempo alla trappola.

L’interesse delle persone di spettacolo a usare eventi politici a fini di popolarità e commerciali è insomma piuttosto evidente. Come dovrebbero essere chiare le analogie di meccanismo e di linguaggio fra queste tecniche e il populismo berlusconiano. Misteriosa è invece la ragione per cui i politici e gli organizzatori si prestino a queste operazioni di marketing, dalle quali hanno tutto da perdere. Paolo Flores ha il grande merito di aver avviato con la manifestazione del Palavobis del 2002 la stagione dei movimenti che, negli anni successivi, riempì le piazze italiane di milioni di persone. Da storico e filosofo di valore, può stimare lui stesso l’abissale distanza che separa la sobria e feconda forza politica del Palavobis di allora con la sguaiata impotenza di Piazza Navona. L’ultima adunata non avvierà una stagione di protesta. Al contrario, può aver contribuito a stroncarla sul nascere.

I toni, i modi, l’eco mediatica per quanto parziale e magari ingiusta dell’evento, hanno contribuito a rafforzare il disegno del “nemico” berlusconiano. Il quale da anni cerca di rovesciare la questione centrale della criminalità delle classi dirigenti italiane nel suo contrario, l’emarginazione fra gli estremisti di chi difende la magistratura e i valori della Costituzione. Con gli insulti di piazza Navona gli si è reso un enorme favore.

Quanto ad Antonio Di Pietro, non gode forse degli stessi strumenti culturali di Flores, ma ha di sicuro fiuto politico. Capirà prima o poi che la strada in cui si è messo porta a un finale scontato: Grillo in cima alle classifiche dei best sellers e l’Italia dei Valori allo 0,5 per cento dei voti. Perché prima o poi gli toccherà dissociarsi, anzi ha già cominciato, e sarà bollato come codardo e venduto.

Ma in questo scambio di favori ed equivoci fra primedonne, l’unico aspetto che davvero intristisce è l’inganno del pubblico. Le persone che sono andate a Piazza Navona da cittadini e si sono ritrovati spettatori, come sempre. Hanno applaudito un idolo che attaccava un altro idolo. Portando a casa la sera il tacito, amaro dubbio che le cose non cambieranno. E come potrebbero? A colpi di eventi? Gli show servono a consolare, non a cambiare la realtà. Lo show di Berlusconi, che rimane l’inventore del metodo, si rappresenta da quindici anni e l’Italia è il paese meno cambiato al mondo. Soltanto ogni giorno un po’ più volgare, ignorante e incattivito. È la politica che cambia le cose, e quella non c’è più.

(Repubblica, 10 luglio 2008)

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16 thoughts on “Grillo, politica e show

  1. Rispetto il Sig. Maltese per il suo splendido libro La Questua ma in questo articolo sbaglia l’analisi.

    Io ho moltissima stima per Beppe Grillo, specialmente per il suo ruolo di informatore. Dire che Grillo usa queste manifestazioni per vendere il suo merchandise é una affermazione molto osenata. Non mi ricordo che abbia venduto prodotti al V Day o al V2 Day. Sul suo blog Grillo vende und DVD al prezzo scelto dal visitatore… cióe tu decidi a che prezzo comprare il suo dvd.

    Se lei Sig. Dello Sbarba, dopo una manifestazioni di Beppe Grillo si sente come in un Deja Vu é possibile che non abbia appreso a pieno il suo messaggio primario.
    Predica da sempre di informarsi, di trovarsi con altre persone a parlare di politica.. insomma di attivarsi. Lui usava (uso il passato perché dopo un corso gandhista apparentemente non userá mai piú rabbia o parolacce.. vedremo se ció avverrá) la rabbia come strumento per squotere la gente dal loro inattivismo.

    Secondo lei il fenomeno Grillo non porta a niente? Se non pagiamo piú il costo della “ricarica” del telefonino é per gran parte grazie al Sig Grillo. Ha iniziato tante iniziative che sono andate in porto.

    Anche dire che non ne uscirá piú democrazia secondo me é sbagliato, perché giá la sua attivitá dÌnformazione i gruppi che ha creato, il meetup le manifestazioni… é sicuramente un rafforzamento democratico della struttura sociale italiana.. come minimo quella giovanile.

    Io ovviamente parlo della mia personale esperienza del “fenomeno” grillo. Ho conosciuto tantissime persone che si sono interessate di politica solamente grazie a Grillo.

    Ovviamente é errato prendere Grillo come dio onnipotente anzi é sempre molto importante sentire e provare a capire le idee e argomentazioni dell’altra sponda.

    Non oserei mai timbrare la sua opinione come sbagliata, anzi sono del parere che nessuna opinione possa essere sbagliata. La mia intenzione era quella di farle sapere la mia opinione su gli effetti di Grillo sulla societá italiana.

    Sinceri saluti

    Tobias

    P.S: se non erro la manifestazione di piazza navona é stata organizzata dai girotondi di micromega e non da Beppe Grillo, tanto che lui é intervenuto solo tramite una videoconferenza.

  2. I toni accesi caratterizzano da sempre le discussioni politiche e possono anche rappresentare la testimonianza di una passione civile o di una sincera indignazione. Esiste, però, una linea di confine, o forse una zona d’ombra, che separa l’affermazione dall’insulto, l’ironia dalla volgarità, l’inquietudine costruttiva dalla rabbia distruttiva.
    In Italia questo confine è stato già da tempo varcato, contribuendo alla spettacolarizzazione massiccia del fenomeno politico e alla riduzione di ogni dibattito complesso in uno slogan tanto più emozionalmente carico, quanto più vuoto sul piano del contenuto.
    La volgarità, introdotta, diffusa e santificata dalla nostra stessa classe politica, ha avuto l’effetto, come era prevedibile, di fare rovinosamente precipitare il livello stesso della discussione politica, impedendo l’approfondimento e la disamina delle questioni; diventando dunque, di fatto, uno strumento funzionale al potere.
    Il fenomeno Grillo ha cavalcato e continua a cavalcare appieno quest’onda anomala. Si tratta forse del suo difetto maggiore, al di là dei contenuti espressi, i quali sembrano coagulare tutta la disperazione e il senso di impotenza che in questi ultimi anni serpeggiano tra la popolazione, tagliata ormai fuori dai processi decisionali e da ogni forma di partecipazione reale alle scelte di governo del paese.
    Condivido solo in parte l’analisi di Curzio Maltese, peraltro, come sempre, acuta e penetrante: se anche esistesse un preciso calcolo da parte di Grillo, non altrettanto si potrebbe dire delle tante persone che aderiscono alle sue iniziative e che esprimono, comunque, esigenze e malesseri autentici. Ritengo, tuttavia, che la ‘soluzione’ di Grillo sia troppo facile e a buon mercato per non essere anche pericolosa: dimostrazione recente ne è la manifestazione di piazza Navona, rivelatasi un gigantesco boomerang e un ulteriore danno all’immagine di una sinistra già sufficientemente in crisi d’identità.

    Bruno

  3. Ciao Riccardo,

    visto che hai citato Maltese, io cito Renato Serra, il quale (mi pare il giorno seguente alla pubblicazione dell’articolo di Maltese) ha offerto un’ottima analisi della situazione alla luce della sua esperienza su “Cuore”. Vale la pena recuperarla (se ne hai modo e voglia).

    Un saluto dall’Ardenza.

  4. Piazza Navona, ma quali eccessi?
    Appena si muovono le acque stagnanti e fetide di una democrazia autocratica e neofascista vengono a galla miasmi ammorbanti. Il fetore è talmente invadente che ormai ha inibito in molti commentatori e politici la capacità di percepirlo: forse essi stessi, cloache, contribuiscono al tanfo con i loro tronfi proclami.
    I giornalisti-giornalai (abituati a rimestare solo piccole quantità di cacca, quella che basta per fare il proprio mestiere senza mettersi troppo contro il potere) si scandalizzano e pretendono d’essere essi stessi unici strumenti di lettura, contro il diritto di critica e di satira. Inneggiano al decoro, sono perbenisti gli schiavi del denaro: denaro, decoro! Il denaro non ha odore, loro adoperano ormai soltanto la carta di credito, e il padrone è solo uno. Sono contro la teatralità della satira quando nel potere ci sono dei maestri di teatralità, sono contro la volgarità solo quando non serve a loro.
    La nostra italietta avrebbe bisogno di una Piazza Navona al giorno. Gli “scandali” sono avvenuti in ben altre piazze: da piazza Fontana, a piazza della Loggia per arrivare a Genova, a piazza Alimoda (21 luglio 2001 per chi non può dimenticare). Lì, il potere si è manifestato per quello che era ed ora è nelle stesse mani grondanti di sangue, e l’odore è stato anche quello di morte.
    Il papa Ray non andava criticato? Suvvia, rappresenta il più grande fascismo ancora esistente. La sua dottrina non è di fede o spiritualità, è una serie di dogmi che pretendono di dirti in ogni momento, da quando nasci a quando muori, cosa devi fare. A molti potrà andare bene ad altri meno. E Ray deve capire …. chi sono i giuda o i mercanti del tempio!

  5. Molte delle cose dette in questi quattro commenti le condivido, altre sono – come dire? – constatazioni oggettive, suffragate dai fatti, e non si possono smentire.
    Tre osservazioni:
    1. E’ vero, c’è chi demonizza Grillo, chi lo ritiene responsabile del discredito nel quale sono cadute politica ed istituzioni in Italia. Questi scambiano l’effetto con la causa: senza quel discredito, nel quale la politica è caduta per propria colpa, non ci sarebbe un Grillo. Il quale alla peggio è un termometro della situazione, non certo la causa (e quando si è malati, meno male che c’è un termometro a dircelo).
    2. C’è però anche chi attribuisce a Grillo facoltà guaritrici che non ha e, penso, neppure vuole avere. Io credo che lui, consapevole delle potenzialità, ma anche dei limiti del suo lavoro e dei suoi strumenti, è già contento di svolgere un ruolo di forte denuncia. Chi gli attribuisce altre facoltà, lo scambia per l’uomo della provvidenza che non è. Per questo non mi convincono neppure le liste “certificate” da Grillo. Credo che qui lui scenda in un campo che non è il suo, e il tutto potrebbe trasformarsi in un boomerang.
    3. Ma la cosa più importante, di quello che dice Maltese, è la frase finale: “È la politica che cambia le cose, e quella non c’è più”. E’ una frase talmente drammatica e ultimativa, che meriterebbe davvero un dibattito approfondito.
    Che nessuno finora l’abbia colta, mi dice che il “fenomeno Grillo” (un fenomeno d’uomo, certamente) forse ci abbaglia tutti – dettrattori e sostenitori – un po’ troppo.

  6. Caro Presidente del consiglio provinciale di Bolzano, ma perché continua a fare politica se la politica, come dice Maltese, non cambia più le cose?
    Torni tra i comuni mortali, nei movimenti, nei gruppi che si impegnano veramente per l’ ambiente, per la giustizia, per la democrazia!
    Cosa serve star lì a dire “ questo lo avevamo detto”, a scandalizzarsi, a indignarsi, a constatare e a denunciare a parole mentre i partiti degli affari vanno avanti per la loro strada, fra ali di finta opposizione o spesso di silenzioso consenso?
    Certo le liste civiche fanno paura ai politici, ed è giusto dire ai cittadini di non seguire il guru Grillo, perché la politica che cambia le cose non c’è più, e il boomerang che lei teme per l’ incolumità delle liste civiche potrebbe colpire anche qualche “scafato” politico .
    Adriana

  7. Cara Adriana, la risposta è semplice: continuo a fare politica per cercare di cambiare le cose e rafforzare le democrazia, che secondo me consiste nell’intreccio tra movimenti di base e istituzioni.
    Di queste due sponde, ognuno si trova ora su una ora sull’altra a seconda delle vicende della vita e a volte anche del caso. Io mi trovo – momentaneamente – sulla sponda delle istituzioni e cerco di aprirne le porte ai movimenti per l’ambiente, la giustizia e la democrazia, partecipando spesso alle iniziative civiche su questi temi e riportando la loro voce in Consiglio.
    Ma sento quanto questo è difficile, quanto la tendenza spontanea delle cose porterebbe in questo momento alla deriva, la società da una parete, le istituzioni sempre più chiuse dall’altra.
    Io cerco come posso di contrastare questa tendenza, che mi pare disastrosa per la società e per le istituzioni. Faccio di tutto per mantenere vivo quell’esile filo che ancora le collega, anche se questo non piace ai puri e duri né dell’una, né dell’altra parte.
    L’alleanza tra Verdi e Liste Civiche per le elezioni del 2008, almeno qui in Alto Adige, mi pare un buon successo e sono contento di aver contribuito anch’io a realizzarlo.

  8. E’ vero, nel libro “La Casta” sono citato una volta anch’io. Rizzo e Stella mi “usano” per un interessante confronto. Riporto qui sotto il brano.

    Il presidente del Consiglio provinciale altoatesino Riccardo Dello Sbarba, alla voce «spese discrezionali» aveva nel 2006 a disposizione 22.810 euro e il suo collega trentino Dario Pallaoro 355.000. Meglio: avrebbe avuto. Prima di cedergli la poltrona per andare a Roma a fare il deputato, il suo predecessore Giacomo Bezzi aveva infatti svuotato la cassa. Per fare cosa, di tutti quei soldi? «Ah, non lo so…» risponde Pallaoro. Non trova assurdo avere quindici volte più del collega di Bolzano? «Ah, non lo so… Si vede che lì hanno deciso così.» Non trova folle avere, come Totò Cuffaro in Sicilia, il quadruplo del presidente Napolitano? «Ah, non lo so…»

    Per il resto, è vero che nel libro sono citati diversi esponenti di tutti i partiti, nessuno escluso. Ma, visto l’argomento, credo che la responsabilità sia personale. Io mi piglio la mia e al massimo quella dei Verdi del Sudtirolo. Che in fatto di lotta alla Casta e ai suoi privilegi non sono stati secondi a nessuno Andate a vedere nel sito del Consiglio provinciale e del Consiglio regionale le proposte di legge presentate. E’ per merito di una nostra proposta se la maggioranza è stata costretta a sganciare nel 2004 le retribuzioni dei consiglieri da quelle dei deputati, è per merito di una nostra proposta di legge se quest’anno si è introdotto il sistema interamente contributivo per le pensioni (in pratica uno riceve quanto ha pagato, noi volevamo di più: la totale abolizione di ogni pensione), è per merito di una nostra proposta di legge se si è vietato il cumulo di più redditi da politica, per ora solo in Regione, ma noi abbiamo presentato la stessa proposta di legge anche in Provincia e vedremo come faranno a dirci di no. Per un gruppo consigliare di 3 persone che sta all’opposizione non mi pare male.

    A proposito: il mio fondo di presidente (quello citato da Stella e Rizzo) lo utilizzo per il 75% per iniziative sociali (quest’anno il progetto di microcredito a indebitati e nuovi poveri gestito dalla Caritas) e per il resto per spese ordinarie tipo il finanziamento della gita dei 55 dipendenti del Consiglio, la loro festa di Natale ecc… Il tutto, naturalmente, documentato (vedi: http://www.consiglio-bz.org/press-landtag/lndtg_news_i.asp?art=226957&HLM=1).

  9. Non critico Lei, Signor Presidente….cosa sono 22.000 Euro contre le centinaia di migliaia o anche millioni, che vengono spese per mantenere in vita questa partitocratia italiana.

    Se per i verdi, la pagina 86 e 87 del libro cita meglio il tutto…e poi…dovè sparito Alfonso? L’ultima cosa che ho seguito tramite i massmedia (parola perfetta per un giornalismo, che Montanelli e Biagi definirebbero ben peggio), erano problemi di giustizia e indagato dal PM Woodcock. Spero che erano solo papere postelettorali.

    Il bello di Grillo è che “La casta” non trova argomentazioni fondate per contrabatterlo…si cerca di farsi aiutare sempre dai media…tipo 100.000 in piazza e su Rai Uno dicono che la questura annuncia che c’erano solo 10.000…vabè, la matematica a volta fà i suoi scherzetti.

    E quindi per colpa di non controbatterlo i colleghi di mestiere scelgono IL SILENZIO.

    Oggi per trovare altre notizie, per poter differenziare, per farsi una oppinione si deve andare in rete o navigare su TouTube. La rete non dà certezza di verità. Ma comunque in primis non dimentica, e poi dà informazione che un cittadino medio non riesce a ritrovare. Se mai uno deve essere pensionato e avere il tempo di sbirciare vecchi giornali alla Tessman.

    Io sul mio Blog (http://meihoamat.wordpress.com/) cerco di dare informazioni, che sono vecchie anche anni….

    Francis = MeiHoamat.

    L’ultimo comment tratta di Martin Schulz, deputato europarlamentare socialista, che accusa durante una riunione l’attuale presidente di consiglio. I temi di accusa sono conessi alla vicende giudiziarie (ok, si deve leggere un pò tra le righe, ma si capisce dove vuole arrivare Schulz).
    Bene mi chiedo quante persone in Alto Adige hanno visto questi video e quanti si ricordano.

    Non è possibile che gli italiani navigano nella loro vita quotidiana e non hanno più mente storica. La politica in Italia ma ANCHE in Sudtirolo ha fatto si che oggi la gente non riesce dare più valutazioni politiche ponderate. C’è una indifferenza totale, c’è una diffidenza totale negli organi dello stato (tra l’altro capibile) e nelle istituzioni.

    Se Grillo avesse più tempo per viaggare la nostra provincia ne troverebbe di cotte e di crude. Da noi il sistema c’è. E io ne faccio parte e sono anche vittima. Evito di entrare in politica attiva, perchè so già di trarre conseguenze negative sul posto di lavoro. Bello no? Siamo nel 2008 e voler dare e non solo prendere già ti crea un problema.

    Il mio cuore da sempre batte verde e anche alle ultime politiche ho votato il schieramento Prodiano.

    Nonostante che sono membro degli Schützen e appoggio le idee di Eva Klotz, allmeno per quanto riguarda il diritto alla Selbstbestimmung. Poi se si è (democraticamente) per L’Austria o per un Stato libero si vedrà, ma stare in questo stato e volerci stare sento politicamente parlando un grave atto di tutti i nostri politici provinciali. Sottolineo democraticamente e con la partecipazione di tutte le tre etnie. Io penso che un Sudtirolo libero, che può decidere il suo futuro pacificamente in un Europa, che dà più attenzioni alle Regioni e non ai stati nazionali sia veramente il modello di futuro.

    Comunque la invita anche alla grigliata estiva il 01. Agosto (probabilmente a San Maurizio/Bolzano) da Puff Lorenz, Bezirkssprecher della Süd-Tiroler Freiheit.

    Sul Blog http://www.suedtirol.ch ho lanciato nel commento “Südtiroler Blogwelt politisiert” un’incontro dal vivo. Se tutto va bene, tutti i bloggisti sudtirolesi, che attivamente scrivono sulla nostra provincia e vogliono dialogare tra di loro, si trovano di persona. Per mè questo è importante perchè scrivere è una cosa, ma parlarsi con il tono di voce e i gesti delle mani è un altra. In quanto Lei è Blogger, ma anche uomo politico, sarebbe utile la sua partecipazione. Tra un bicchiere di Lagrein e una costata questo incontro contribuirebbe anche a rasenerare un clima di polemiche e scontri, di cui nessuno da noi ha bisogno. Persone come Davide Orfino (AN) o Markus Lobis (Verdi), ma anche l’oste di casa Puff (SF) e forse anche il vicesindaco del mio paese (SVP) hanno segnalato interesse di partecipazione.

    La parola d’ordine è dialogo civile. Grillo dice il vero, noi Blogger muovono più acque che non un articolo di un giornale. Noi siamo il futuro. E il sogno è costruire qualcosa di nuovo. Sempre nel consenso democratico.

    Cito Lei:

    “Ma sento quanto questo è difficile, quanto la tendenza spontanea delle cose porterebbe in questo momento alla deriva, la società da una parete, le istituzioni sempre più chiuse dall’altra.
    Io cerco come posso di contrastare questa tendenza, che mi pare disastrosa per la società e per le istituzioni.”

    La nostra grigliata politica potrebbe essere un piccolo martello, per abbattere muri.

  10. E poi….finchè Grillo da una piazza per queste voci….noi dobbiamo ringraziarlo. Per caso il “Landtag” fà qualcosa in merito? Si parla di Grillo? Cosa si dice?

  11. Domanda! E’ vero che la provincia premia il Signor Giulio Andreotti con il “Ehrenzeichen”?

    “PER QUESTI MOTIVI

    La Corte, visti gli artt. 416, 416bis, 157 e ss., c.p.; 531 e 605 c.p.p.; in parziale riforma della sentenza resa il 23 ottobre 1999 dal Tribunale di Palermo nei confronti di Andreotti Giulio ed appellata dal Procuratore della Repubblica e dal Procuratore Generale, dichiara non doversi procedere nei confronti dello stesso Andreotti in ordine al reato di associazione per delinquere a lui ascritto al capo A) della rubrica, commesso fino alla primavera deI 1980, per essere Io stesso reato estinto per prescrizione; conferma, nel resto, la appellata sentenza.
    Visto l’art. 544, comma 3, c.p.p.; indica in giorni novanta il termine entro il quale verranno depositate le motivazioni della sentenza.
    Palermo, lì 2 maggio 2003.
    IL CONSIGLIERE est. IL PRESIDENTE
    (Dr. Mario Fontana) (Dr. Salvatore Scaduti)”

  12. Egregio Dello Sbarba,
    non vedere fuoriuscire democrazia dall’allestimento di banchetti funzionali all’esercizio della democrazia diretta farà sì che quelli che lei chiama un “piccolo gruppo sempre più incazzato” diventeranno un gruppo sempre più grande, finché invece vi troverete voi ad essere un “piccolo gruppo sempre più piccolo”. D’altronde, avete lasciato sedie in Parlamento, ed andranno pure riempite in qualche modo. E se continuerete ad apprezzare l’ostinazione, e a non prenderne invece esempio utile, pensando che la democrazia sia veicolabile solo tramite organizzazioni che godono di una qualche formalizzazione sempre più antipatica all’elettorato, troverete un Parlamento molto cambiato. Non necessariamente migliore, ma cambiato.
    Cordiali saluti
    Luca Baroncini

  13. auch wenn die methoden diskutierbar sind, gehört grillo zum gewissen der nation…….
    oft muss man/frau auch schreien, maulen, aufzeigen, kritisieren, damit man/frau erhört wird…..siehe greenpeace…….
    letztere zeigen durch spektakuläre aktionen ein reelles problem auf…..ökoterroristen? ach was……!

    reibung muss sein…..das muss man dem veltroni schon entgegenhalten……

    dass totale avversion darauf folge sein kann, muss man/frau mit dazu rechnen…..

    jeder hat so seine aufgabe in der opposition….ein paar maulen, andere bringen konstruktives ein…….manche machen beides, manche nix von beidem…… 🙂

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