E’ andata così

IN CONSIGLIO CON CRISTINA KURY
IN CONSIGLIO CON CRISTINA KURY

 SIAMO ALLA FINE DELLA LEGISLATURA E CIASCUNO DI NOI DEVE RENDERE CONTO. PUBBLICO QUI UNA SCELTA DI CITAZIONI DA MIEI DISCORSI ED INTERVENTI. SONO SOLO UN PICCOLO ESEMPIO DELLE IDEE CHE HO PORTATO AVANTI IN QUESTI ANNI DI CONSIGLIO PROVINCIALE.

 

 

 

13 giugno 2004

Elezione a consigliere provinciale, saluto al consiglio.

 

In questo consiglio cercherò di dare voce alle migliaia di cittadine e cittadini che ogni giorno attraversano con disinvoltura i confini tra le lingue della nostra terra e non si fanno arruolare nelle trincee del pregiudizio etnico. Cercherò di dare voce al Sudtirolo che alla separazione preferisce l’integrazione, che desidera giustizia e ujna vita in armonia con la natura; al Sudtirolo sorridente, gentile, pacifico e interetnico.

 

Von Anfang an habe ich mich hier in Südtirol daheim gefühlt. Das Land ist grün, wie meine Toskana; und wie in meiner Toskana wandert man hier ständig hinauf und hinunter, in su e in giù, aui und oi. Und da, wie dort, ist jedes Dorf stolz auf seine Eigenschaften und haltet sich für etwas ganz Besonderes

 

Ich habe das Glück gehabt, in Südtirol von einem Menschen empfangen zu werden, der mir einige gute Ratschläge gegeben hat: lerne die Sprache, red mit den Leuten, liebe das Land, setzt dich mit seiner Geschichte auseinander. Dieser Mensch heißt Alexander Langer. Er hat mich zur Politik motiviert und in diesem Landtag, wo er lange war, und in dieser politischen Gruppierung der Grünen, deren Vater er war und noch ist, werde ich versuchen, mein Bestes zu geben.

 

26 Gennaio 2005

Reportage dal Forum sociale mondiale, Porto Alegre, Brasile

 

Come ci sentiamo, noi del Nord in mezzo a questa folla, non saprei dirlo. Al Sud abbiamo dato troppe delusioni: continuiamo a permetterci un’auto a testa e non abbiamo mantenuto le promesse del vertice di Rio del ‘92; le nostre emissioni di gas serra, invece che ridotte, sono aumentate; il nostro consumo energetico è impazzito; esportiamo guerra travestendola da democrazia. Altro che retorica dello “sviluppo”: per fare posto ai diritti degli altri, noi del Nord dovremmo essere disposti ad una drastica cura dimagrante. E qui, al Sud, nessuno crede che lo faremo spontaneamente.

 

15 dicembre 2005

Mobilità. Intervento su bilancio provinciale 2006. Consiglio provinciale

 

L’esigenza di trasportare sempre più merci sempre più velocemente a prezzi sempre più stracciati non è una legge di natura, ma il risultato di una nuova divisione mondiale del lavoro che sparpaglia le produzioni dove il lavoro costa meno, dove non ci sono protezioni sociali, dove non ci sono limiti all’inquinamento.

Il Trentino-Alto Adige è la regione col più grande distretto mondiale di produzione delle mele, eppure da qualche anno nei nostri supermercati sono in vendita mele cinesi a un prezzo inferiore a quelle locali. E in Sudtirolo c’è una rinomata azienda che fabbrica in Cina angeli di terracotta che poi vende nei nostri mercatini di Natale come prodotti tipici a migliaia di turisti arrivati da tutta Italia in migliaia di bus e auto facendo ore di fila in autostrada. E’ questo il mondo che desideriamo?

No. Il mondo desiderabile è quello che produce il più possibile in loco e consuma il più possibile in loco, che elimina i troppi trasporti motivati da speculazione e profitto, riduce i viaggi a quelli indispensabili e per questi usa i vettori più ecologici.

 

18 maggio 2006

Discorso dopo l’elezione a Presidente del Consiglio provinciale

 

Als Präsident werde ich für alle da sein. Für jeden Menschen, für jede Kultur, für jede Sprache in diesem Lande. Ich werde für alle da sein, auch für die zahlreichen neuen Bürgerinnen und Bürger, die aus aller Welt zu uns gekommen sind, auf der Suche nach einem würdigeren Leben.

 

In diesem Moment möchte ich meine Gedanken all jenen zuwenden, die tagtäglich Brücken schlagen, Begegnungen schaffen, Solidarität aufbauen. All jenen die tagtäglich unsere Umwelt und unsere Landschaft schützen und bewahren, um unsere Natur unseren Kindern intakt zu übergeben. Ihr seid das Salz der Erde, das Salz unseres Landes.

 

12 luglio 2006

Gli italiani, la convivenza. Relazione alla assemblea provinciale dei Verdi

 

Il pluralismo italiano, l’urbanesimo italiano, la molteplice provenienza degli italiani, la mobilità degli italiani, la libertà di pensiero degli italiani del Sudtirolo è una ricchezza che solo la logica etnica della tribù trasforma in svantaggio. Noi vogliamo liberare queste qualità, non sacrificarle in nome del gruppo. Non bisogna compattare gli italiani, ma portare il pluralismo nel mondo tedesco; non bisogna blindare gli italiani, ma “sblindare” l’autonomia.

 

L’onda xenofoba che viviamo rischia di far ammalare la convivenza. L’indigestione di nazionalismo copre il vuoto dell’anima. Dobbiamo liberare la società dall’incubo del “mors tua vita mea”. Dalla segregazione all’integrazione, dal sospetto alla fiducia, dal condominio alla convivialità: se questo è il futuro che vogliamo, noi Verdi-Grüne-Vërc interetnici ne siamo la pianta pioniera, la prova provata che un’altra convivenza è possibile.

 

5. settembre  2006

Discorso (da Presidente) sull’Accorado di Parigi, Consiglio provinciale 

 

Quel fatale «più ci separiamo, meglio ci capiamo», pronunciato proprio in quest’aula, può aver contribuito a tenere sotto controllo i conflitti. Ma non è di sicuro un nobile principio per la convivenza.

 

Con le vittorie oggi non si risolve più nessun conflitto. Nemmeno le superpotenze ci riescono e gli avvenimenti di questi giorni ne sono tragica testimonianza. Solo «in spirito di equità e generosità», così come sta scritto nell’accordo di Parigi, è ancora possibile la Pace.

 

Una cosa è certa: saremo credibili e presi ad esempio, solamente se potremo dimostrare che al nostro modello di autonomia e convivenza siamo arrivati per vie pacifiche. Se invece dovessimo ammettere che atti di violenza vi hanno in qualche modo contribuito, allora la nostra autonomia non avrebbe più il valore di un modello. Perché la violenza non può mai fungere da esempio.

 

24 novembre 2006

Appello contro la violenza sulle donne

 

La rivoluzione femminile che abbiamo conosciuto dalla seconda metà del secolo scorso ha cambiato radicalmente il mondo. Sono mutate prima di tutto le nostre vite, le relazioni familiari, l’amicizia e l’amore tra uomini e donne, il rapporto con figlie e figli. Noi uomini dobbiamo imparare ad essere partner leali di donne libere e forti. Invece assistiamo a un ritorno quotidiano della violenza esercitata da uomini sulle donne. La violenza è l’ultimo insopportabile tentativo degli uomini di negare la volontà che le donne hanno di decidere della propria vita e di agire la loro nuova libertà.
 
 
 

 

25 gennaio 2007

Dal „Diario da Nairobi“, Slum di Korogocho, Kenia

 

Oggi a Korogocho si cercano le parole per spiegare.  Un miliardo di persone nel mondo già vive in baraccopoli. Tra 20 anni saranno 3 miliardi. Nello slum si può ottenere facilmente un guadagno immediato e facilmente perderlo, ci si può facilmente ammalare, si può esercitare il potere e la violenza, si può creare legami di solidarietà e salvezza. Quel che non si può ottenere sono i beni pubblici collettivi: la sicurezza, la giustizia, la salute, l’istruzione.

Lo slum è il mercato senza freni. Non siamo su un altro pianeta. Siamo nel punto più degradato del ciclo delle nostre merci, nell’ultima discarica della nostra civiltà, nell’altra faccia della nostra stessa medaglia.

 

18. April 2007

Öko-Region Tirol. Rede als Südtiroler Landtagspräsident bei dem Dreierlandtag, Innsbruck

 

Wir, die wir hier in diesem Saal versammelt sind, vertreten über eineinhalb Millionen Frauen und Männer. Ein beachtenswerter Anteil der insgesamt 13 Millionen Menschen, die heute die Alpen bewohnen und, umringt vom Europa der Flachländer, die größte mehrsprachige Umwelt-Minderheit des europäischen Kontinents darstellen.

Erheben wir die Stimme der Alpen. Wer, wenn nicht wir, Völker Tirols, des Trentino, von Südtirol-Alto Adige und Vorarlberg, die wir noch so nahe an der Natur leben, sollte sich dafür einsetzen, dass sich unsere Europaregion zu einer echten Öko-Region entwickelt ?

 

24 aprile 2007

Sulla grazia alle persone condannate per terrorismo negli anni ’60

 

Nelle vicende della violenza politica uno stato democratico può e deve a un certo punto decidere che è arrivato il momento di mettere la parola fine, con un atto di generosità. In questo modo uno Stato democratico si dimostra forte e sicuro di sé. Non abbiamo più nulla da temere. Per questo possiamo essere clementi. Solo le dittature non si possono permettere il lusso della pietà. Noi tutti e tutte abbiamo diritto di vivere in pace e di guardare avanti.

 

10 giugno 2007

BBT. Dibattito sul bilancio di assestamento provinciale

 

Finché i Tir non cominceranno a diminuire sulle nostre strade, il Tunnel dei miracoli non sarà credibile e non sarà creduto. Cominciarne la costruzione prima di aver ottenuto – come in Svizzera – successi nella riduzione dei transiti e nel trasferimento delle merci dalla strada alla ferrovia, significa cominciare dalla coda invece che dalla testa. E finire, tra pochi anni, a gambe all’aria.

 

4 luglio 2007

Lettera aperta a Chiara Masiero sul “disagio degli italiani”

 

Cara Chiara,

al contrario di te che l’hai imparato a scuola, io il tedesco l’ho imparato tardi. Oggi mi sento a casa in un’Europa che va da Berlino a Palermo e sono orgoglioso del fatto che quando parlo con uno della Germania, quello mi dica: accidenti, si sente proprio che vieni dal sud! Parlo il tedesco nostro. Parlo il tedesco del cuore delle persone con cui ogni giorno parlo.

Lo so, si fa fatica. Ma ovunque si fa fatica a questo mondo. Questa è la nostra fatica. Ma anche la nostra opportunità. 

 

1 dicembre 2007

Congresso dei verdi, discorso sull’alleanza con le „civiche“

 

Vorrei dire al mondo italiano che l’alleanza dei Verdi-Grüne-Vërc con le BürgerListeCiviche mette insieme il Sudtirolo così come è, un Sudtirolo tutto intero che offre a chi ci entra una cittadinanza indivisa, una cittadinanza del 100% in barba alle quote della proporzionale. Per chi non ha introiettato la spartizione del mondo e chiede pari dignità, per chi vuole democrazia e dialettica in politica, per chi vuole mescolarsi e si mescola nella sua vita quotidiana con persone di tutte le lingue, per chi non si rassegna ai recinti e ai pastori, per tutti questi il loro posto è qui, tra noi.

 

Non si può piantare una monocultura e chiacchierare di “Vielfalt”. Non ci si può dichiarare ospitali e poi rappresentarsi con un genere o una lingua sola. Non si può far politica per conto terzi.

 

12 dicembre 2007

Scuola bilingue, Bolzano, culture. Intervento sulla relazione di Durnwalder al bilancio provinciale 2008

 

Lei, presidente Durnwalder, insiste nel divieto della scuola bilingue. Ma la storia va nella direzione del bilinguismo e della libertà di apprendere. Non la potete fermare. La potete ritardare, potete rovinare l’esistenza di alcune generazioni, che certamente non vi dimenticheranno. Ma il fiume della storia non si ferma.

 

Nella sua relazione, presidente Durnwalder, sembra che l’Alto Adige sia un territorio esclusivamente rurale e di piccoli centri. Di Bolzano non c’è traccia. Bolzano, la città di centomila abitanti, non è come la somma di mille frazioni di cento abitanti, non è una Magré moltiplicata per cento, non è una Falzes moltiplicata per cinquanta. Ma se tagliate fuori Bolzano, tagliate fuori 26 mila persone di lingua tedesca, cioè la più grande concentrazione urbana di questo gruppo linguistico, e 73 mila persone di lingua italiana, cioè i due terzi del gruppo di lingua italiana.

 

Quando la Provincia investe su Bolzano, o su un qualsiasi altro comune, non fa alcun loro favore, fa solo il suo dovere. Restituisce ai cittadini in termini di beni pubblici quello che i cittadini hanno anticipato pagando le tasse.

 

La riforma costituzionale del 2001 ha dato pari dignità a Regioni, Province e Comuni. Qui da noi invece la Provincia detta le regole e al contempo gioca la partita, fa l’arbitro e insieme il pugile, pretendendo per di più che gli altri gareggino con un braccio legato alla schiena.

 

Le culture non sono né grandi né piccole, non si pesano, non si paragonano, non si tagliano a fette come la torta della proporzionale. Ogni cultura è un mondo, anche la più piccola, e tra culture non devono esserci gerarchie, ma pari dignità e rispetto.

 

8. gennaio  2008

Dibattito sugli stipendi dei politici, Consiglio provinciale

 

Noi politici non dovremmo confrontarci con chi guadagna più di noi, ma con quanto guadagna chi ci vota. Altrimenti non dobbiamo stupirci se la distanza tra governanti e governati aumenta giorno dopo giorno.

 

28. März 2008

Tagung der Schützen: „Freistaat Südtirol?“,  Lana

 

Das Jahr 2009 ist das Hofer-Jahr, unter dem Stichwort: Freiheit. Gut. Was heißt heute, im Südtirol Anno 2009, Freiheit? Wie selbstbestimmt sind die BürgerInnen dieser ultra-autonomen Provinz Bozen? Wie selbstbestimmt sind unsere Gemeinden, unsere Schulen, wie selbstbestimmt und frei ist unsere Kultur, unsere Presse, unsere Öffentliche Meinung? Wer trifft die wichtigen Entscheidungen hier in Südtirol? Die BürgerInnen? Ihre gewählten Mandatare? Oder eine Machtkonzentration zwischen Medienmonopol, Lobbyisten und Teile der Politik?

 

1 aprile 2008

Discorso di apertura della sessione del consiglio provinciale sui fatti del Tibet

 

Chiediamo libertà e autonomia per il Tibet. Chiediamo alla Cina il rispetto assoluto dei diritti umani e civili. Le Olimpiadi devono rappresentare, com’era fin dalla loro origine, l’occasione per fare pace tra i popoli, per avviare atti di riconciliazione, di umiltà, di perdono. Chiediamo alla Cina di ascoltare la parola saggia del Dalai Lama, che nonostante le violenze tende la mano e offre la pace.

 

2 aprile 2008

Intervento sulla politica sociale, Consiglio provinciale

 

Stiamo meglio di 30 anni fa, è vero, ma la distanza tra ricchi e poveri è aumentata anche in Alto Adige. Il 40% più benestante della popolazione si appropria dell’80% della ricchezza prodotta dalla nostra terra. Domina uno stile di vita competitivo e chi non ce la fa, viene tagliato fuori.

 

23 aprile 2008

Discorso di apertura del convegno: Ohne Jugend ist kein Staat zu Machen – La democrazia comincia da piccoli. Consiglio provinciale

 

Care ragazze e cari ragazzi, nei primi ’70 la mia fu la prima generazione degli “impazienti”. Volevamo un mondo dove ci fosse più spazio e più libertà. Gli adulti ci dicevano di aspettare. Ci ripetevano: “quando sarete grandi!”.

La mia generazione non volle aspettare. Quella spinta cambiò il mondo e, credo, lo rese migliore. Io trovo la stessa voglia, la stessa disponibilità, la stessa impazienza e la stessa speranza in voi ragazze e ragazzi di oggi.

 

31. maggio 2008

Zur Spitzenkandidatur, grüne Landesversammlung

 

Ich stelle immer wieder fest, dass meine Biographie für viele italienischsprachigen SüdtirolerInnen eine Ermutigung dazu ist, von dem so genannten Unbehagen herauszukommen, und ein  Beispiel dafür, dass es auch ein Italiener in Südtirol etwas erreichen und werden kann, mit Stolz und ohne sich beugen zu müssen.

Und für viele deutschsprachigen SüdtirolerInnen bin ich der Beweis, dass „ihr Südtirol“ genug offen und modern und europäisch geworden ist, dass sogar ein zugewanderten Etrusker zum Präsidenten des Südtiroler Parlaments werden kann.

 

11 giugno 2008

Intervento sul disegno di legge dei Verdi sulla cooperazione internazionale

 

È finito il tempo in cui noi “ricchi” andavamo in Africa per “insegnare”. Oggi dobbiamo imparare quanto la povertà nel Sud del mondo sia responsabilità di chi, come noi, ne ha depredato e continua a depredarne le risorse naturali ed umane.

È finito il tempo in cui noi “Occidentali” andavamo a convertire il resto del Pianeta. Oggi siamo noi, minoranza privilegiata del globo, che dobbiamo convertirci a un modo di vivere che lasci spazio anche al resto della popolazione mondiale, cui finora abbiamo lasciato le briciole.

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9 thoughts on “E’ andata così

  1. Egregio presidente Riccardo Dello Sbarba,
    Nimby trentino e Ecce Terra la seguono da vicino, per almeno due motivi: perché siamo contrari (come dite di essere voi per il vostro) all’inceneritore che vogliono costruire a Trento, e perché siamo contrari (sempre come dite di essere voi) al TAV del Brennero.
    Qualche giorno fa sul nostro sito abbiamo pubblicato una notizia riguardo al vostro candidato per le politiche del 2008 nel collegio senatoriale della “Bassa Atesina” e alle sue inaspettate “cointeressenze” con il BBT.
    Al riguardo, da nessuna parte abbiamo ancora letto di alcuna presa di posizione da parte dei Verdi. Essendo prossimi alla campagna elettorale dove lei sarà, per l’appunto, il capolista dei Verdi, perché non ci da direttamente la sua?
    Cordiali saluti
    Adriano Rizzoli

  2. @ adriano. Sandro Angelucci, in un suo comunicato pubblicato interamente sull’Alto Adige due giorni fa, ha già spiegato che con quel corso di 15 formatori pro-grandi opere lui non c’entra nulla. Inoltre, lui era candidato non dei Verdi, ma indipendente dell’intero “arcobaleno”. In campagna elettorale ha sempre ripetuto in ogni occasione la sua contrarietà al BBT.

    @ Guido. Per un pacifista ogni ettaro a uso militare è un ettaro di troppo. Detto questo, avverto che ho seguito da lontano la vicenda e vorrei capire qualche dettaglio:
    1. se ho capito bene, si tratta di spostare altrove caserme oggi esistenti in centro città, recuperando aree per Trento. Domanda: gli ettari che domani occuperanno le nuove caserme sono più o meno degli attuali? Colleghi trentini dicono che saranno di meno.
    2. le aree militari sono sottoposte a segreto, dunque non si sa mai cosa c’è dentro. Possono tentare Comune e Provincia di Trento di esercitare un controllo, magari con una convenzione che garantisca più trasparenza sull’uso delle aree? Si può stipulare un accordo che riduca il personale e le finalità delle caserme stesse?
    3. alcuni amici trentini mi dicono anche che la decisione è vecchia di anni e che oggi si potrebbe ottenere di più, dando (terreno) di meno. E’ vero? si può riaprire la trattativa?
    4. se ci sono strutture ricreative o sportive dentro le caserme, si possono portare all’esterno, renderle strutture pubbliche per tutti e semmai concederne l’uso anche ai militari come a ogni altro cittadino?

    Salvo sia possibile eliminare totalmente la presenza di militari a Trento, che sarebbe la soluzione ottimale.
    Ma è realisticamente possibile?
    Oppure bisogna “ridurre il danno”?

    Queste non sono soluzioni ultimative, ma fanno capire la strada su cui, al posto dei trentini, io mi muoverei.

  3. Egregio presidente Riccardo Dello Sbarba,
    mi spiace ma non basta.
    Potrebbe anche darsi che il dottor Angelucci non c’entri nulla con il corso dei “facilitatori” BBT, ma in Kantea il medesimo ricopre il ruolo di amministratore delegato.
    Senza considerare che il nostro è conosciuto al ministero del lavoro – assieme a Vincenzo Rosso – come uno degli esperti di Kantea che si occupano della formazione degli italiani all’estero; altro che posizione congelata.
    In quanto abitante a Trento, e lettore de l’Adige, ho avuto l’occasione di leggere i suoi articoli dove spiegava l’Alto Adige ai trentini. Ne ricordo uno in particolare, proprio sul dottor Angelucci e la sua bocciatura a vicepresidente della Cassa di Risparmio di Bolzano ad opera di Luis Durnwalder e Gerhard Brandstaetter.
    Nell’articolo, da lei firmato, mostrava di conoscerlo molto bene, sicuramente molto di più di quanto la sua risposta alla mia domanda faccia intendere.
    Resta un po’di amaro per la sua conclusione: proprio perché il nostro in campagna elettorale ha sempre ripetuto in ogni occasione la sua contrarietà al BBT, mentre faceva e fa l’amministratore delegato in Kantea. Trovo dunque profondamente immorale che voi l’abbiate candidato nelle vostre liste.
    Ma è ancora possibile da parte sua fingere che non sia successo, e stia succedendo, nulla?
    Cordiali saluti
    Adriano Rizzoli

  4. Gentile Adriano,
    prima di correre a precipitose conclusioni le consiglio di informarsi correttamente. la società Kantea, in quanto accreditata al fondo sociale europeo, ha presentato una domanda di finanziamento per un corso di facilitatori territoriali. Il corso è stato progettato dalla società Probasis cha fa capo a Franco Sensi (ex portaborse di Cigolla ora confluito nel Pd) e al geologo Marco Martintoni patron di Landservice. Questi signori si sono rivolti a Kantea, un centro di formazione (specializzato in informatica per altro) che possiede aule e ha titolo a richiedere i contributi dell’Fse. Sandro Angelucci NON è amministratore delegato di questa società semplicemente essendo Kantea una società consortile (ovvero formata da più società) Angelucci siede nel cda in quanto DELEGATO da una di queste società (Chiron snc) che collabora con Kantea su diversi progetti ma non sul corso di facilitatori territoriali per cui Angelucci non incasserà una lira. Quanto ai progetti di cooperazione si è vero, Angelucci li segue come fa da anni (ricordo che negli anni 70 collaborò in vari progetti in Angola e nel Mozambico di Samora Machel) ma si tratta del lavoro di un economista che da anni si occupa di paesi in via sviluppo. Se Angelucci fosse incoerente crede che avrebbe venduto un pezzo di bamca a Giampietro Fiorani senza guadagnarci il becco di un quattrino? In realtà questa campagna contro angelucci non è altro che una manovra per screditare sinistra e verdi.
    Cordiali saluti Marco

  5. Questo è il testo che ho inviato al quotidiano Alto Adige per smentire le mie presunte implicazione con il corso di cui parla anche il signor Rizzoli.
    Cordiali saluti,
    Sandro Angelucci.

    Gentile direttore,
    Evidentemente seminare veleni, sollevare dubbi e screditare le persone dal punto di vista dell onesta e della correttezza professionale e politica, è una pratica che soprattutto in campagna elettorale ritrova vigore anche in chi dovrebbe rappresentare il nuovo. L A.A di ieri, sopra una mia foto, titolava un pezzo, terribilmente diffamante, che suonava cosi
    Bbt, Angelucci fa il mediatore. Candidato dei verdi, ora promuove il tunnel.

    Lasciamo perdere le volute imprecisioni e restiamo al messaggio. Chiari sono sia l’obiettivo da colpire che il mandante. Mi dispiace e mi fa specie che il tuo quotidiano si presti a questo gioco diventando cosi complice di una iniziativa falsa e di basso profilo.
    Trovo vergognoso il tutto e mi domando come mai, nonostante abbia scelto di non essere piu coinvolto nè a livello politico nè professionale in Alto Adige, mi si voglia colpire e screditare. Prendo atto che comunque do fastidio.

    Veniamo ai fatti.

    1. Non faccio e non ho fatto il mediatore del Bbt.

    2. Non sono tra quelli che promuovono il tunnel, ma da sempre sono schierato con le popolazioni che subiscono le conseguenze dell impatto ambientale provocato dalla realizzazione delle grandi opere infrastrutturali. Il Bbt non fa eccezione.

    3. Ho provveduto a documentarmi sul progetto del corso di formazione ed ho fatto le verifiche di rito. Il progetto è una iniziativa pensata e sollecitata dalla cooperativa pro Basis, promossa a suo tempo dal mio amico scomparso Silvano Bassetti.

    4. Pro Basis era una società non accreditata, non aveva cioè i requisiti per presentare progetti all’ente pubblico, per questo motivo chiese a kantea di diventare partner.

    5. Sempre sulla base delle informazioni raccolte dalla documentazione ufficiale ho constatato che il profilo professionale previsto non è specifico per il Bbt ma è quello del Facilitatore territoriale che, si dice, “opera in processi di informazione comunicazione partecipazione connessi a grandi progetti di trasformazione territoriale e infrastrutturale ed alle attivita di promozione culturale e turistica…”

    6. Per quanto attiene il mio ruolo in kantea debbo dire che anche qui una verifica appena attenta avrebbe potuto constatare che la mia presenza nel suo cda, in rappresentanza di una società del consorzio, è da anni congelata perchè non siamo mai riusciti a trovare spazi di collaborazione concreta. Questo vuol dire che non percepisco compensi. Tale decisione è stata assunta perche il consorzio era per noi non interessante. Non tengo corsi nè ho mai tenuto corsi nè di mediatori nè di altro, non partecipo nè alla fase progettuale nè a quella gestionale di cui si occupano il presidente e l’amministratore direttore. Non mi legano quindi da anni a kantea, lo ripeto, nè interessi finanziari, nè professionali.

    7. Per questo resta per me un mistero il perchè di questa gratutita cattiveria e di questo tentativo di discreditarmi. Forse piu che la logica potrebbe aiutare la psicanalisi. Debbo dire che sono contento di aver scelto di stare lontano da questo modo di vivere la politica.

    Grazie dell ospitalità caro direttore e nessun rancore da parte mia.

  6. e questa è la risposta del giornale Alto Adige:

    Prendiamo atto delle precisazioni di Angelucci che mette in chiaro il suo ruolo in Kantea, società a cui è stata effettivamente assegnata l’organizzazione dei corsi. Precisiamolo ancora meglio: che Angelucci sia amministratore delegato della società si evince dalle informazioni societarie contenute nel registro delle imprese della Camera di commercio dove Angelucci figura come amministratore delegato e consigliere nominato in data 26/05/2007 e in carica fino all’approvazione del bilancio al 31/12/2009. Per quanto riguarda la figura di chi parteciperà ai corsi, come si afferma nel comunicato stampa della Provincia Autonoma di Bolzano, «la nuova figura è chiamata a lavorare nei contesti dei grandi progetti di trasformazione del territorio e dell’assetto infrastrutturale, come ad esempio il tunnel del Brennero». O, per dirla con le parole che si usano nel sito internet della stessa Kantea (www.kantea.org): «Il profilo formato può essere impiegato come “facilitatore” nei contesti di grandi progetti culturali, di promozione e trasformazione del territorio, quali ad esempio il progetto del Bbt». Mai nel pezzo si afferma che i 15 mediatori lavoreranno per il Bbt, così come non si parla di compensi ricevuti o meno da Angelucci, ma solo di contributi assegnati dalla Provincia alla società Kantea, come risulta dall’elenco degli incarichi esterni assegnati nel corso dell’anno 2007. Non ci sono, infine, né obiettivi da colpire né tantomeno mandanti: solo notizie – evidentemente verificate – da dare. (mi.m.)

  7. notizie verificate, si certo! ma fatemi il piacere. e lei adriano continui a fidarsi dell’Alto Adige che si sempre distinto per sue inchieste antitunnel…

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