Langsamer, schöner, besser

 

Pubblico il discorso con il quale come capolista ho aperto oggi, 6 settembre 2008, la campagna elettorale dei  “Verdi-Grüne-Verc”. Nel discorso effettivamente pronunciato ho saltato alcune importanti parti, che qui potete trovare nella versione integrale.

 

Liebe Grüne, care Verdi, stimei Verc,

Tocca a me adesso parlare delle elezioni del 26 ottobre e del perché chiediamo un voto per lista “Verdi-Grüne-Verc” e “Bürger-Liste-Civiche”.

Il primo motivo è che non vogliamo perdere l’occasione che ci offrono queste elezioni. Dopo decenni di immobilità e fedeltà ad un solo partito, finalmente molte elettrici ed elettori sembrano disposti a cambiare voto. Cercano un’alternativa che valga la pena di essere votata. Per questo abbiamo sentito l’obbligo politico e morale di unire le forze che condividono gli stessi ideali: i “Verdi-Grüne-Verc”, cioè 30 anni di presenza politica, e le “Bürger-Liste-Civiche”, cioè la semina democratica fin nei più piccoli paesi.

 

L’alleanza di “Verdi-Grüne-Verc” e “Bürger-Liste-Civiche” ha dato vita alla più forte alternativa democratica dell’attuale panorama politico sudtirolese, la più radicata in ogni angolo della nostra terra, la più rappresentativa di ogni lingua e cultura, la più competente nel lavoro parlamentare e nella conoscenza del territorio, la più stabile negli anni, la più immune dalle logiche di potere.

 

I termini “Verdi-Grüne-Verc” e “Bürger-Liste-Civiche” indicano un programma: ecologia e democrazia. Noi vogliamo rispondere alla doppia crisi che attraversa oggi il pianeta, quella climatica e quella sociale, facendo dell’Alto Adige – Südtirol una eco-regione nel cuore delle Alpi, un modello di sostenibilità ambientale, di democrazia, di federalismo, di giustizia sociale. Il Sudtirolo ha le risorse per farlo e noi abbiamo le proposte per realizzarlo.

 

Il secondo motivo per votarci è che ogni voto dato a noi sarà un voto utile. Per troppi anni la politica sudtirolese (soprattutto – purtroppo – quella dei senza potere) è stata viziata dal personalismo, dalla divisione, dai partiti di un leader solo (uso la forma maschile perché la sopravvalutazione di se stessi è quasi sempre un difetto degli uomini).

 

Anche stavolta proliferano liste e listarelle: ne sono annunciate una ventina. Nel 2003 erano 13 e già allora furono gettati al vento migliaia di voti (a danno soprattutto del mondo italiano, che uscì gravemente sottorappresentato). Il 26 ottobre si rischia una dispersione ancora più grande, che potrebbe regalare alla Svp la maggioranza dei seggi in consiglio anche senza la maggioranza dei voti. Noi questo favore alla Svp non lo vogliamo fare!

 

Il terzo motivo per votare “Verdi-Grüne-Verc” e “Bürger-Liste-Civiche” è che il voto a noi è un chiaro e secco no alla destra. In Sudtirolo, come nel mondo, è in atto un conflitto politico durissimo, di fronte al quale noi non stiamo “al di sopra”, che vorrebbe dire stare nelle nuvole. Noi stiamo dalla parte della tolleranza, della democrazia, della libertà di pensiero e di espressione, dalla parte dei più deboli, dalla parte delle donne, dei giovani, di tutti quelli che non si rassegnano all’inciviltà che avanza.

 

In Sudtirolo l’onda lunga della destra xenofoba e guerrafondaia si è fatta sentire in recenti sondaggi d’opinione e il suo effetto l’ha già avuto, soprattutto sulla Svp, che si è messa a correre forsennatamente verso destra. Attraverso il patto con la Lega e l’ambasciatore Roland Atz, la Svp ha già gettato il ponte verso Berlusconi, mentre nelle politiche concrete liscia il pelo al fondamentalismo e alla xenofobia. Sono mesi che la Giunta provinciale con una mano bastona gli immigrati e con l’altra strizza l’occhio a chi beve alcool e a chi viola il codice della strada, e ora abbiamo capito che lo faceva anche per salvare la patente al suo europarlamentare.

 

Noi ci siamo opposti in Consiglio provinciale e ci opponiamo decisamente a questo drastico spostamento a destra, a questo festival della disuguaglianza e dell’intolleranza che, se non si ferma, farà diventare il nostro Alto Adige Südtirol un posto meno civile e meno vivibile, fuori dall’Europa, chiuso nel suo provincialismo. Noi questo non lo vogliamo. La battaglia per la tolleranza, per l’uguaglianza tra tutti gli esseri umani, per la libertà di pensiero e di espressione si può vincere, se si è determinati. Lo ha dimostrato il vertice del Museion che ha avuto il coraggio civile di dire no e difendere la propria dignità. Noi ringraziamo ancora una volta il Museion per averci reso tutti e tutte più liberi.

Questa vicenda ha dimostrato che forse ci stiamo riprendendo dalla sbornia oscurantista. Che ci sono moltissime cittadine e cittadini che, dopo aver sottovalutato l’offensiva dei talebani locali, oggi sono seriamente preoccupati per il degrado culturale e umano che ci  minaccia. A tutti questi e queste vorrei dire che chi in provincia di Bolzano vuole sbarrare la strada alla destra, chi vuol dire un chiaro no alla xenofobia e all’intolleranza può votare la lista VGV-BLC. Noi siamo il freno d’emergenza per impedire che il Sudtirolo deragli nell’inciviltà.

 

Ma siamo anche l’anticorpo all’infezione xenofoba, a cui solo una coerente politica eco-sociale può fare da antidoto. E questo è il quarto e più profondo motivo per dare forza ai “Verdi-Grüne-Verc”. Su questo vorrei soffermarmi un po’ di più.

 

Ho parlato di “onda lunga” della destra, non solo in Sudtirolo, ma in Italia, in Europa. Nei paesi ricchi, dove la maggioranza ritiene di aver qualcosa da perdere, si è diffusa l’incertezza, la sensazione che domani potrebbe essere peggio di oggi. Molte persone agiscono e votano per paura.

Cercano di salvare se stessi contro tutto e tutti. Vacilla la base elettorale dei grandi partiti di massa e, senza una alternativa credibile, i voti vanno – come nelle ultime elezioni in Italia – alla destra dello Stammtisch dove con le stesse parole l’uomo qualunque se la prende con la Casta e con l’immigrato. E la Casta, per salvarsi, fa dell’immigrato il capro espiatorio.

 

Questa paura di impoverire investe soprattutto il ceto medio, che ha sempre costituito la base di massa dei partiti moderati. Questa crisi – va detto – è reale. E’ in corso una vistosa erosione della classe media europea. In Germania, per esempio, essa costituiva ancora nel 2000 il 62% della popolazione, oggi ne rappresenta il 54% e tra dieci anni scenderà molto sotto il 50% (previsioni Mc Kinsey). Cifre che corrispondono alle parabole elettorali discendenti dei grandi partiti popolari a Monaco, come a Innsbruck, come a Bolzano.

 

Anche in Sudtirolo i vent’anni del latte e del miele sono alle spalle. Qualcuno si è arricchito e continua ad arricchirsi scandalosamente, ma una parte crescente della società sta scivolando verso la povertà. Solo tra il 1990 e il 2005 in Alto Adige il 10% del reddito globale si è spostato dal lavoro al profitto e alle rendite finanziarie e immobiliari. Faccio notare che il 10% è proprio quanto la Svp ha perso alle ultime elezioni parlamentari.

 

Ma se la povertà materiale cresce, cresce molto di più la povertà dell’anima. Per alcuni decenni il Sudtirolo ha corso a una velocità impressionante, bruciando in una generazione le tappe che altrove sono state percorse in un secolo. La ricchezza è enormemente aumentata, ma con essa anche le disuguaglianze, il cemento, il traffico, l’avvelenamento dell’aria e dell’acqua, l’instabilità del territorio, lo stress, i secondi lavori, la vita comprata a debito, il sacrificio del tempo e degli affetti.

 

Oggi questa corsa si è fermata, non solo da noi ma in tutto il mondo. Il resto del pianeta ci presenta il conto. Questo pianeta, che abbiamo reso esausto e bellicoso e il cui clima abbiamo fatto impazzire. Sarà sempre meno consentito alla minoranza privilegiata dell’umanità di disporre a proprio piacimento di risorse ed energia fossile a prezzi stracciati. I paesi che un tempo guardavamo dall’alto in basso hanno alzato la testa e ci chiedono di farci da parte. L’America è un colosso in crisi cronica, con un deficit commerciale spaventoso, con le famiglie indebitate fino al collo, forte solo di un terrificante apparato militare. E l’Europa seguirà la stessa strada, se a governare sono i Berlusconi.  

 

La corsa è finita e la percezione del rischio sociale e ambientale cui siamo esposti dovrebbe farci tutti solidali di fronte all’immane compito di salvare il pianeta. Finora tuttavia è prevalsa la reazione opposta: l’ansia aggressiva e la difesa egoistica del privilegio. A prevalere finora sono stati i bassi istinti.

 

Il Sudtirolo non è un’isola a parte: sta totalmente dentro questo mondo che rischia la regressione. E il nostro Sudtirolo del 26 ottobre sta totalmente dentro un ciclo di elezioni che possono decidere il futuro: dal 28 settembre delle elezioni regionali in Baviera e nazionali in Austria fino al 4 novembre in America. Non devono sembrarci paragoni troppo grandi per noi. Noi “Verdi-Grüne-Verc” agiamo localmente, ma pensiamo globalmente e ci sentiamo con la nostra piccola terra dentro i cicli grandi del pianeta, anche i cicli politici. Per questo giovedì abbiamo tenuto la nostra conferenza viaggiante in treno da Monaco a Bolzano con verdi della Baviera, dell’Austria, del Sudtirolo e del Trentino, approvando una dichiarazione comune. Non ci chiudiamo a difesa del nostro nido.  

 

Perché, ripeto: la corsa della crescita è finita per tutti, e i suoi effetti, sebbene ancora attutiti, si fanno sentire anche da noi. E di fronte a questa situazione si possono avere due atteggiamenti opposti: tentare di rimettere in moto, costi quel che costi, costi anche la guerra, la crescita come l’abbiamo conosciuta, oppure mettere in discussione le caratteristiche della crescita stessa, chiedersi se proprio nella crescita  non stavano i germi della sua fine. Noi facciamo la seconda scelta: quella era una crescita buona solo per una minoranza, ma condannava il resto dell’umanità alla fame e il pianeta alla distruzione. Era un privilegio di pochi, e ora il resto del mondo ci presenta il conto.

 

Se vediamo le cose così, allora la fine della pazza corsa alla crescita può anche avere un effetto liberatorio, se ci rendiamo conto che la ricchezza che abbiamo accumulato ha generato anche una dose non più tollerabile di povertà, di  disuguaglianza, di bruttezza, di infelicità.

 

Dobbiamo decelerare. Dobbiamo ascoltare il messaggio del cambio climatico e alleggerire drasticamente la nostra impronta sul pianeta. Dobbiamo rinunciare alla accumulazione bulimica di una falsa ricchezza per riconquistare libertà, tempo, autodeterminazione, bellezza. La decelerazione è l’occasione per uscire dall’incubo del “sempre di più”. La riduzione prevedibile dei bilanci finanziari della Provincia deve essere colta come occasione per una conversione ecologica e solidale.

 

Risparmio invece che sperpero, riuso invece che “usa e getta”, dono invece che competizione, silenzio invece che caos, armonia invece che motori, bio-ritmi invece che stress, bellezza invece che kitsch, gratuità invece che efficientismo: nella conversione a una vita più autentica e più mite la protezione della natura e del paesaggio si collega direttamente alla uguaglianza tra le persone, alla parità tra uomini e donne e alla democrazia delle cittadine dei e cittadini.

 

Io credo che questo sia l’autentico messaggio verde, le cui prime ambasciatrici sono le donne, “che sono più spesso degli uomini a contatto con organismi che non si adeguano ai ritmi imposti: i bambini, gli anziani, gli animali, le piante”.

Le donne presenti avranno riconosciuto in quel che ho detto una frase del loro manifesto politico. Ne cito un’altra: “Diamo valore all’attenzione verso gli essere viventi e verso le cose, che rispettiamo, in tutta la loro diversità e particolarità. Rifiutiamo il consumismo e la superficialità. La bellezza ha molte facce. Vogliamo vivere il nostro mondo con profondità e con tutti i sensi”.

 

Io riconosco in questo manifesto delle donne la summa di quelle che vorrei chiamare “virtù verdi” delle quali il pianeta e, in piccolo, il nostro Sudtirolo hanno bisogno per assicurarsi la pace, la sostenibilità e la convivenza.

 

Non crediate che siano elucubrazioni astratte. Se non si esce dal circolo vizioso della crescita diseguale e dello sperpero, neanche i problemi più minuti sono alla lunga risolvibili. Bisogna analizzare criticamente molte delle categorie che diamo per scontate. Di fronte alla crisi dei redditi si parla per esempio di “difendere il potere di acquisto”. C’è in questa frase il giusto desiderio di dare respiro alle persone, di fermare l’impoverimento.

Ma in questa espressione c’è anche una trappola: ci riduce a puri consumatori, cioè divoratori di risorse, e trasmette l’idea che la ricchezza si esprima nell’acquisto con denaro di un numero crescente di merci. Ma chi ha detto che il cosiddetto “potere di acquisto” faccia la felicità di chi acquista, e non soddisfi invece molto di più chi vende e specula sul nostro consumo?

 

Faccio qualche esempio, di una possibile politica sociale equa ed ecologica:

 

1. Un’auto privata, anche la più piccola, costa a chi la possiede almeno 5-7 mila euro l’anno. Denaro che ci potremmo risparmiare, se una rete di trasporti pubblici collettivi ci consentisse di muoverci rapidamente, puntualmente e comodamente senza bisogno di avere ciascuno 4 ruote e un motore sotto il sedere.

2. Il sogno della casa in proprietà, alimentato in ogni modo dalle politiche provinciali, ha portato all’indebitamento cronico di moltissime persone, alla loro dipendenza dalle banche e dalle variazioni dei tassi di interesse. Bisogna separare il diritto all’abitare, e abitare bene, dal concetto di proprietà e riconvertire le politiche pubbliche alla creazione di un consistente patrimonio di case in affitto a prezzi decenti.

3. Il risparmio energetico, applicato per esempio alla casa, consente di tagliare drasticamente le spese per il riscaldamento e il raffreddamento. E sempre a proposito di casa, nessuno ci obbliga ad avere una lavatrice per ogni appartamento, inutilizzata per gran parte del tempo: progettare condomini che mettono in comune i servizi è una misura contro il carovita e insieme incentiva la socialità, le relazioni, la solidarietà, l’autogestione dei tempi e degli spazi.

4. Il sostegno ai bassi redditi passa in Sudtirolo attraverso una giungla di contributi sempre più complicata, che costa sempre di più in burocrazia, controlli e apparati amministrativi. Ultimamente tali contributi vengono usati per differenziare le politiche sociali in base agli stili di vita, privilegiando la famiglia tradizionale e le clausole di residenza e di nascita. Noi pensiamo invece a una riforma che faccia evolvere l’attuale“minimo vitale” verso il modello – più moderno e europeo – del “reddito di cittadinanza”: a ogni persona, incondizionatamente, deve essere garantito un reddito minimo che la renda cittadina e che sostituisca progressivamente tutti i diversi contributi.

 

5. Più che la discussione sui centri commerciali, cioè su come si mettono insieme i commercianti, ci interessano le vie per mettere insieme le persone per un consumo consapevole e solidale, per un reperimento delle risorse necessarie alla vita che sia collettivo (per esempio attraverso i gruppi d’acquisto), equo per i produttori onesti, realizzato entro un raggio ridotto, sano e di qualità garantita, trasparente nelle materie usate e nei processi di produzione. Siamo convinti che questa è anche la via maestra per un effettivo risparmio della spesa monetaria.

 

Sono solo alcuni esempi in cui l’ecologia di intreccia con la giustizia sociale e promuove uguaglianza e diritti, cioè democrazia. E’ la nostra alternativa alla rincorsa al reddito, alla crescita, al consumismo che non produce felicità, ma stress, dipendenza, debiti, sofferenza e povertà.

 

Sono proposte frutto di una responsabilità verso il pianeta e le future generazioni, ma che si possono praticare solo su scala locale. Circuiti di produzione e scambio regionali, risparmio energetico e fonti rinnovabili, coltivazioni biologiche, trasporto pubblico locale, solidarietà e vicinanza, baratto di beni e saperi, accoglienza e integrazione: il cammino per una vita più semplice passa per i luoghi che concretamente abitiamo, per le persone che quotidianamente frequentiamo.

 

Liebe Grüne FreundInnen,

“Langsamer, schöner, besser”: così abbiamo intitolato il nostro programma elettorale, che propone 10 riforme concrete che possono cambiare il Sudtirolo.

 

Adesso si tratta di portare fuori queste idee, di parlare con le persone, di stare tra la gente. In questo senso, dichiaro ufficialmente aperta la nostra campagna elettorale.

Non è vero che tutto è già deciso. Le persone reagiscono con impulso i primi 5 minuti, ma poi riflettono e capiscono se la soluzione a cui hanno pensato può durare e funzionare oppure no. Io non credo che la maggioranza della popolazione abbia optato per la xenofobia, per la guerra di civiltà, per l’intolleranza. La stragrande maggioranza cerca una strada nuova. Noi dobbiamo essere là dove le persone si interrogano, dove si confrontano, dove maturano i loro orientamenti. Là dove si forma l’opinione pubblica, non solo l’opinione pubblicata.

Da oggi dunque tutte e tutti fuori, nelle strade, nelle piazze, negli incontri pubblici, a contatto diretto col le persone. Abbiamo ottimi argomenti, il Sudtirolo ha bisogno delle nostre verdi virtù.

 

Assemblea porovinciale dei Verdi Grüne-Verc

Bolzano-Bozen-Bulsan, 6 settembre 2008

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9 pensieri riguardo “Langsamer, schöner, besser

  1. Riccardo, scrivo qui una cosa che mi è venuta in mente parlando con Valentino, quando mi ha accompagnato fuori dall’Eurac, oggi pomeriggio.

    Non sarebbe male, gli ho detto, se quelle tue parole (“da oggi tutte e tutti fuori, nelle strade, nelle piazze…”) non rimanessero un richiamo retorico. Non sarebbe male, cioè, se tu e i candidati di Bolzano (pensavo soprattutto a loro) individuassero dei luoghi pubblici nei quali ritualizzare (da ora alla fine della campagna elettorale) un incontro con i cittadini. Io, per esempio, avevo pensato a visitare (che so: due volte la settimana) uno o più luoghi della città (magari solo per un’ora) per dare appuntamento – a chi lo volesse – d’incontrarti, d’incontrarvi e farti, farvi domande, anche semplicemente “vederti”, “vedervi”. Ovviamente i giornali dovrebbero informare sulla natura e sulle modalità di questa iniziativa. Non lo so, forse è un’idea scema, ma forse no (magari solo uno spunto, da rendere possibile in un’altra forma, ma con lo stesso spirito).

  2. Stiamo lavorando con i Verdi di Bolzano proprio in questa direzione. Però, soprattutto in campagna elettorale, quando centinaia di candidati si avventano sulla gente in ogni mercato e ogni angolo di strada con un fiume di carta in mano, è raro trovare occasioni di vero incontro.
    Per questo, il mio sogno sarebbe quello di essere chiamato a incontri convocati da gruppi di persone interessate al dialogo, libere da pregiudizi e rilassate. In questo caso, sono pronto ad accettare ogni invito, a metterlo in cima alla mia agenda, ad andare ovunque mi chiamino. Questo, come vedi, è un appello.

  3. Caro Riccardo,
    bello il tuo intervento, pieno di buoni e giusti propositi, di valori che è difficile non condividere.
    Vedo delle tracce visionarie per una società del futuro per un Sudtirolo del futuro ma mi mancano alcune risposte…
    1. Chiunque si muova nel panorama politico sudtirolese e pensi di agire da solo è destinato alla fin dei conti a perdere.
    Abbiamo necessità che politici coraggiosi lancino un progetto innovativo territorialmente che metta insieme le deboli forze – Verdi, Liste civiche A e B, PD-DP, riformisti per un Sammelpartei dei riformisti, ecosociali, democratici e così via..Molti elettori richiedono un impegno in tal senso.
    2. Non parli della collocazione dei Verdi nelle istituzioni provinciali: Opposizione?Governo? Mezzo e mezzo?
    Solito vizietto dei Verdi di non assumersi responsabilità fino in fondo o solo mancanza di una posizione unitaria sul tema?
    Se da parte di qualcuno la assenza di dubbi è sospetta lo è altrettanto la assenza di decisioni.

    In bocca al lupo
    Enzo

  4. Un’osservazione sul risparmio energetico. Non dovrebbe cominciare dagli alberghi, dalle strutture turistiche, da grandi eventi promozionali come il mercatino di natale? Come convincermi a usare meno la mia lavatrice (!) quando vedo che il tetto del duomo di BZ sarà illuminato per i turisti? Inoltre è molto importante il risparmio di territorio. Territorio agricolo, territorio boschivo, pascoli. Territorio fertile che viene sacrificato al cemento, all’asfalto. Sacrifici irreversibili.

  5. Grazie Riccardo!
    Buona fortuna per la campagna elettorale
    Vivo in Trentino da anni, ma il mio nato Sudtirolo resta nel mio cuore

    Tema importante da trattare quando il Consiglio ripartirà: il diritto dei minori stranieri ad avere una adeguata educaizone linguistica in italiano, sia come prima accoglienza, sia come tutoraggio durante il primo ciclo di studi.
    Faccio in Trentino la facilitatrice lingistica, e questo meraviglioso lavoro mi apre il cuore ogni giorno. Abbiamo ancora tanto razzismo nelle scuole, anche fra gli insegnanti.
    E i diritti degli animali, mi raccomando!
    Andate per le strade, parlate con la gente

    grazie perchè tramite il tuo blog resto in contatto con la mia terra natale
    un abbracico
    Maddalena – Presidente Legambiente Trento

  6. @ Enzo.
    1. La Sammelpartei dei riformisti sarebbe una bella idea, e forse il PD poteva avviare questo processo. Ma com’è andata si sa: sia a livello nazionale che soprattutto qui, il processo costituente del Pd ha coinvolto i due vecchi partiti Margherita e Ds, che già si guardavano in cagnesco e si sono contesi posti e posticini. Chiunque altro avrebbe disturbato e dunque è stato tenuto ben alla larga. Poi c’è stata la sconfitta elettorale alle politiche, e ora la traversata nel deserto. Che sarà lunga. C’era una volta un “tavolo del centro sinistra”, che non si riunisce da almeno un anno e mezzo. No, non è questa la strada. E non mi pare che altri tentativi siano andati molto meglio (saggi, comitati vari ecc…). Per ora noi ci siamo uniti con le liste civiche e certamente non saremo tra chi disperde voti. Mi pare già qualcosa.

    2. Non fare finta di non sapere che finché la Svp ha il 50% (ma anche il 40%) pretenderà il monopolio della rappresentanza tedesca e terrà fuori da ogni giunta provinciale chiunque – come i verdi – raccolga voti e rappresenti anche il mondo tedesco e ladino. Dunque il nostro ruolo per ora resta l’opposizione. Ma ogni opposizione che non sia idiota è un’opposizione per il governo, quando se ne daranno le condizioni. A Bolzano comune le condizioni ci sono e infatti siamo al governo. L’alternativa governo-opposizione non è ideologica nè è una guerra di religione.

    @ anna.
    Sono d’accordo: l’esempio del risparmio deve venire innanzitutto dalle istituzioni pubbliche. Qualcosa per il risparmio del turismo comincia ad emergere nel dibattito, non ancora nelle decisioni politiche. Noi ci battiamo per casa clima anche negli edifici provinciali, nelle strutture turistiche, negli edifici produttivi ecc… ma è difficile vincere, per ora. Risparmio del territorio: d’accordo, siamo quelli che abbiamo costantemente denunciato le ripetute variazione della legge urbanistica provinciale. (occhio, un’altra è in arrivo… nascosta nella legge sull’edilizia!).

    @ Maddalena.
    Educazione dei minori stranieri all’italiano e al tedesco, si dice qui. C’è stata una durissima battaglia su questo. La giunta all’inizio voleva centri linguistici come ghetti per bambini immigrati, che non potevano iscriversi alle scuole normali prima di aver imparato le lingue. Ma la battaglia ha cosretto Durnwalder a cambiare idea: centri linguistici come sostegno a bambini che comunque frequentano la scuola normale. E’ già qualcosa. E sarà un caso, ma parecchie persone che gestiscono questi centri sono proprio di area verde.

  7. caro riccardo,non fai cenno all’aria
    la questione energetica è strettamente intrecciata a quella del traffico e dei rifiuti
    proposta : si potrebbe lanciare un logo per identificare iprodotti locali,gli esercizi che li vendono e i ristoranti che li utilizzano
    il tavolo con la provincia sull’inceneritore lo hai dimenticato ?
    molte persone che conosco aspettano ancora che sia annuciata la convocazione del primo incontro, ne sai qualcosa?

  8. @ rosina.
    Non faccio cenno all’aria come a molte altre cose, in un discorso di 20 minuti. Ma all’aria è dedicato un capitolo del programma della lista, che sarà pubblicato a giorni sul sito dei Verdi appena è tradotto in entrambe le lingue.
    Il tavolo dell’inceneritore è stato nominato, delle associazioni ambientaliste c’è una persona del Dachverband e una di Ambiente&Salute, ma non credo che la Giunta provinciale (che ne ha la responsabilità avendolo istituito) lo abbia convocato. Non ha fretta, chiaro. Nè però c’è gran fretta anche nella società, nessuno lo chiede a gran voce. Noi abbiamo chiesto con diverse interrogazioni in aula che cosa succede e la risposta è stata sempre che lo avrebbero convocato presto, portando come scusa dei ritardi il blocco dell’appalto. Continueremo a insistere, ma non siamo noi – opposizione – a decidere.

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