Virtù Verdi

Era il novembre del 1978 quando Alexander Langer entrò per la prima volta in Consiglio provinciale con la lista Nuova Sinistra – Neue Linke.  Da allora sono passati 30 anni. Il gruppo consiliare verde ha pubblicato un libretto che ripercorre questi 30 anni di Verdi-Grüne-Verc nel Südtiroler Landtag. La storia è scritta con ironia e spirito critico da Florian Kronbichler, il miglior giornalista del Sudtirolo. A me è stato affidato l’ultimo capitolo, che parla del futuro. Lo pubblico qui.

 

LE VIRTU’ VERDI DI CUI ABBIAMO BISOGNO

 

E per i prossimi trent’anni? Vorrei chiedermi di quali “virtù verdi” avrà ancora bisogno l’Alto Aldige – Südtirol nel suo futuro.

La prima è la convivenza quotidianamente vissuta. Quello verde è l’unico movimento politico della nostra terra in cui italiani. tedeschi e ladini (e ultimamente anche immigrati) abbiano deciso ostinatamente di agire insieme e insieme lavorare nelle istituzioni. Dico “ostinatamente deciso” perché questa scelta non è affatto facile o scontata ed anzi deve essere ogni giorno rinnovata. La via più semplice è stare coi propri simili e comunicare in una lingua sola: scorciatoia di tutti i movimenti quando diventano stanchi e si rassegnano.

La convivenza è un’arte, che vuol dire anche un artigianato, un quotidiano lavoro a mano di limature ed incastri su materiali delicati come le culture, le parole, i sentimenti. Ma è questa sapienza che dà i frutti più durevoli e porta alla pace. I Verdi-Grüne-Vërc sono i soli che rappresentano – in piccolo, ma completamente – il Sudtirolo così com’è, con tutti i suoi cittadini e cittadine in carne ed ossa. In mezzo a tante monoculture, il giardino verde rende l’Alto Adige un posto civile, un luogo dell’Europa. E consente di immaginare un’autonomia nuova, l’autonomia delle persone e dell’incontro delle lingue.

 

L’arte della convivenza è dunque la prima virtù verde di cui il Sudtirolo avrà ancora bisogno.

La seconda virtù è il senso del limite e la convinzione che solo una vita più semplice consentirà in futuro una felicità per tutti, pacifica e durevole.

 

Per alcuni decenni l’Alto Adige ha corso a una velocità impressionante, bruciando in una generazione le tappe che altrove sono state percorse in un secolo. La ricchezza è enormemente aumentata, ma con essa anche le disuguaglianze, il cemento, il traffico, l’avvelenamento dell’aria e dell’acqua, l’instabilità del territorio, lo stress, i secondi lavori, la vita comprata a debito, il sacrificio del tempo e degli affetti.

 

Oggi questa corsa si è fermata. Si è fermata in tutto il mondo, che abbiamo reso esausto e bellicoso e il cui clima abbiamo fatto impazzire. E questa corsa deve fermarsi anche da noi.

Altrimenti la percezione, già presente, di un domani più incerto – che dovrebbe farci tutti solidali di fronte all’immane compito di salvare il pianeta – diffonderà invece l’ansia e la paura, la difesa egoistica del privilegio e la ricerca del capro espiatorio. L’Alto Adige è toccato dal morbo della xenofobia, che rischia di infettare tutta la nostra convivenza e renderci una terra incivile.

 

La fine della pazza corsa alla crescita può invece avere un effetto liberatorio, se ci rendiamo conto che la ricchezza che abbiamo accumulato ha generato anche una dose non più tollerabile di disuguaglianza, di bruttezza, di infelicità. La povertà si combatte smettendo di accumulare una ricchezza falsa e ingiusta. Dobbiamo considerare la decelerazione come occasione per liberarci dall’incubo del “sempre di più” e cogliere la riduzione prevedibile dei bilanci finanziari della Provincia come possibilità di una conversione ecologica.

 

Risparmio invece che sperpero, riuso invece che usa e getta, dono invece che competizione, silenzio invece che caos, armonia invece che motori, bio-ritmi invece che stress, bellezza invece che kitsch: nella conversione a una vita più autentica e più mite la protezione della natura e del paesaggio si collega direttamente a una maggiore uguaglianza tra le persone e alla democrazia delle cittadine dei e cittadini.

Dunque, ecco alcune altre virtù verdi irrinunciabili: auto limitazione, cioè rinuncia a tutto ciò che per un immediato vantaggio distrugge la felicità futura o di altri; equilibrio, cioè scelte compatibili con il maggior bene ambientale e sociale; responsabilità, cioè calcolo esatto delle conseguenze e principio della verità dei costi ; conversione, cioè ri-conversione dell’economia, della organizzazione sociale e degli stili di vita orientati all’obbiettivo di una felicità durevole e per tutti; obiezione di coscienza, cioè capacità di dire no al potere dell’ingiustizia, dell’arroganza, dello sfruttamento e del privilegio.

 

Sono virtù che solo un pensiero rivolto al pianeta e alle future generazioni consente di coltivare, ma che si possono praticare solo su scala locale. Circuiti di produzione e scambio regionali, risparmio energetico e fonti rinnovabili, coltivazioni biologiche, trasporto pubblico locale, solidarietà e vicinanza, baratto di beni e saperi, accoglienza e integrazione: il cammino per una vita più semplice passa per i luoghi che concretamente abitiamo, per le persone che quotidianamente frequentiamo.

Per intraprenderlo, il Sudtirolo ha ancora bisogno dei Verdi-Grüne-Vërc, se saranno capaci di far fruttare le proprie virtù.

  

L’opuscolo si può ricevere gratuitamente chiedendolo alla Grüne Fraktion, per e-mail o chiamando lo 0471 946332

 

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