Festa al Rosengarten

Ieri era una giornata di festa. Un cielo pieno di luce, la Roda de Vael bianca e rosa dei monenti migliori. Siamo saliti a festeggiare lo scampato pericolo per una delle montagne più belle delle Dolomiti, la parete rosa che accompagna i tramonti rossi dei bolzanini. Guidati da Elvira e Thomas, consiglieri della Lista Civica che si sono opposti per primi al progetto di nuova funivia dalla Moseralm, siamo saliti lungo la progettata pista, contando le centinaia di alberi che andrebbero abbattuti se il progetto fosse andato in porto. Per ora non ci andrà, in porto, ma il pericolo non è passato. La mozione approvata in consiglio provinciale potrebbe essere ignorata dalla prossima giunta, che verrà eletta, dopo le elezioni del 26 ottobre, tra dicembre e gennaio. E già qualcuno si sta dando da fare per riaprire la partita.

Mi è infatti arrivata nei giorni scorsi una copia di una lettera di 4 pagine, firmata dal sindaco di Nuova Levante Elmar Pattis, indirizzata all’assessore Laimer, al Presidente Durnwalder, al segretario della Svp Pichler Rolle e a tutti i consiglieri e consigliere provinciali della Svp (notare la confusione istituzionale dei destinatari: che c’entra il capo del partito? E perché solo ai consiglieri Svp?). Lì il sindaco mi onora di un attacco personale, colpevole come sono di aver proposto in consiglio l’ordine del giorno che ha bocciato la pista, ribadisce che per la zona sciistica l’impianto è strategico e aggiunge un paio di notizie interessanti. Dice per esempio che il nuovo impianto dovrebbe servire a tirare su soldi per costruire poi un nuovo collegamento diretto tra il paese e il carosello sciistico di Carezza. Ma è difficile credere che una puista dove c’è pochissima neve naturale, oberata da altissimi costi di gestione, possa fare miracoli economici.

Inoltre il sindaco gioca un’ulteriore carta: sostiene infatti che il nuovo impianto tanto nuovo non sarebbe, visto che lì negli anni ’60 fu costruito un impianto con stazione a valle e piloni. L’argomento è pericoloso: infatti sia la Convenzione delle Alpi, sia il piano provinciale delle piste da sci vietano nuovi impianti, a meno che non sostituiscono vecchi impianti preventivamente demoliti. Se dunque riescono a dimostrare che un impianto c’era già…

Abbiamo controllato, sono tutte balle. Il vecchio impianto non è mai esistito. Ci fu un tentativo di realizzarlo negli anni ’60 che si concretizzò in una stazione a valle di cui furono costruiti solo i muri esterni, e di quattro-cinque scavi per preparare la posa dei piloni che non fu mai fatta. Ci rese ben presto conto che il costone non aveva neve neppure d’inverno (per questo oggi il progetto prevede decine di cannoni) e la cosa fu abbandonata lì, tentativo di speculazione abortito.

Oggi resta solo un abbozzo di edificio in rovina e l’ombra di qualche buca. L’impianto non risulta sulle carte catastali, nè sul piano della zona di tutela paesaggistica, nè sulle carte del progetto “Dolomiti patrimonio dell’Umanità”. E’ insomma un fantasma, ma questo spettro potrebbe tornare ad aggirarsi per il Catinaccio, spinto dalla lobby che difende la nuova pista.

Per il resto, abbiamo tristemente constatato di quanto vanno avanti i lavori di “potenziamento qualitativo” degli impianti esistenti. Si tratta della nuova rete di cannoni da neve, di cui è stato realizzato l’ultimo scempio: dall’altra parte della valle, sopra la locanda Maierei, la collina è stata mezza disboscata per far posto all’enorme bacino artificiale (oltre 2 ettari, un milione di litri, più grande del lago di Carezza) che alimenterà i nuovi impianti. Solo un mese fa lì c’era un bosco e prati, oggi le ruspe se lo stanno divorando. E in tutta l’aria di Carezza depositi e cantieri per la messa a terra di centinaia di chilometri di tubi dell’acqua, cavi a fibre ottiche e di alta tensione per gestire i cannoni. Così del resto anche in val Gardena e Badia: ruspe preparano le piste da sci, dissodandole e pianeggiandole: lo sci su scala industriale trasforma l’autunno in un cantiere a cielo aperto.

Per ora comunque almeno il progetto della pista sulla Roda de Vael è scongiurato. Ma fino a quando? La nuova giunta provinciale ignorerà la volontà del (vecchio) consiglio? La battaglia continua. Le firme sulla petizione “Pro Catinaccio” sono oltre 2000 e si va avanti, per far capire ai nuovi eletti che la mobilitazione non si ferma e che la gente non accetterà facilmente che la nuova amministrazione si faccia beffe di un voto dell’organo legislativo dell’autonomia.

La speranza è che l’Unesco accetti il progetto delle Dolomiti patrimonio dell’Umanità prima che la nuova giunta diventi operativa (e pare che la decisone Unesco sia imminente). Una volta inserita la Roda e il costone Ratschigler nei confini Unesco, Il Rosengarten sarà salvo una volta per tutte.

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8 pensieri riguardo “Festa al Rosengarten

  1. Belle le iniziative a tutela della montagna. Meno bella l’immagine che date di voi, brandendo un bel bicchierone di plastica in una posa altrettanto plastica. Forse dovreste rivedere qualche scelta di marketing.

  2. Egregio Dello Sbarba, grazie per la sua risposta, che ho apprezzato. Non ho dubbi che non abbiate gettato per terra i bicchieri… Ci mancherebbe. Vi riconosco tutte le attenuanti. Tuttavia (ovviamente posso sbagliarmi) temo che i bicchieri di plastica che vedo in foto, come scrive Sabine, non siano riciclabili (almeno con le tecnologie attuali e con i limiti delle termodinamiche dei materiali). Al più, se proprio vi è questa sensibilità, sono riutilizzabili qualche volta. Comunque, la mia era solo una considerazione in termini di immagine, di buon esempio. Non penso che i vostri bicchieri possano danneggiare più di tanto l’ambiente, visto quanto accade tutti i giorni. Bicchieri di plastica sotto una montagna… Che bruttura. Purtroppo anche al Vostro rinfresco in piazza Mostra, con concerto degli Spolpo, giravano solamente bicchieri di plastica. Mio parere è che, dato che siete i Verdi, potreste studiare soluzioni alternative e fare dei piccoli gesti che comunque sarebbero letti dai più come lungimiranti. Vede, forse non molti hanno fatto caso ai bicchieri di plastica in piazza Mostra. Per contro, molti avrebbero fatto caso all’uso di altri materiali riutilizzabili. Se non altro per un semplice calcolo di convenienza in termini di immagine e di promozione. Qualche accorgimento poco costoso a volte produce risultati migliori di un robusto investimento nel marketing – chiamiamolo così – tradizionale.
    Un cordiale saluto.
    Luca Baroncini

  3. @ Luca Baroncini
    almeo Lei ha ricevuto una risposta…..
    cmq concordo pienamente in merito ai bicchieri di plastica e vado oltre buttando un’altra domanda: ma tutti gli eventi che i verdi organizzano (alpe di siusi, carezza, piazza della mostra a Bolzano) comportano un aflusso di un notevole numero di persone che a mio avviso non usano i mezzi pubblici per arrivarci ma la propria autovettura (incluso gli organizzatori). Per esempio sarebbe bello fare uno studio quanti manifestanti hanno raggiunto l’alpe di siusi (o la partenza della cabinovia) con un mezzo pubblico e quanti con le autovetture private con tutte le conseguenze per la natura e l’aria di montagna.
    @ Dello Sbarba
    Per correttezza dovreste aggiornare le foto sul sito http://www.weltnaturerbe.eu nel senso che tanti lavori sono stati ultimati e non si vedono più scavi e manti erbosi rovinati. Sono passata a Carezza domenica scorsa ed in certi punti non si nota neanche che un mese fa vi erano ancora dei scavi in corso.
    cordiali saluti

  4. @ Luca. I bicchieri di prastica erano già stati usati, da chi li ha portati, in precedenti gite, sono stati conservati e saranno usati ancora in futuro. Sulla festa con la Spolpo le do ragione, infatti nella festa finale di ieri sera a Bolzano sono stati usati solo bicchieri di vetro. Come vede si migiora, come accade a tutti noi. E’ inutile cercare di impiccare i Verdi, che sono gli unici a battersi per un mondo sostenibile e per quanto ci riesce anche a praticarlo, sulle loro imperfezioni.

    Ricordo comunque che la campagna elettorale dei Verdi è stata affidata all’agenzia ClimatePartner che l’ha analizzata e resa “clima neutrale”. Siamo gli unici ad averlo fatto, tra tutti i partiti.

    Riporto di seguito il comunicato di presentazione del lavoro dell’agenzia.

    TUTELA DEL CLIMA: COMINCIARE DA SÉ

    I Verdi e le BürgerListeCiviche promuovono la sostenibilità e la tutela del clima non solo in ambito pubblico. Consapevoli che anche le attività del proprio ufficio e soprattutto la campagna elettorale sono inevitabilmente causa di ulteriori emissioni di gas serra, hanno deciso di fare il necessario perché la loro campagna sia clima neutrale.

    Il progetto per una campagna clima neutrale è stato presentato oggi dal portavoce provinciale dei Verdi, Franco Bernard, dal capolista Riccardo Dello Sbarba, dai portavoce delle BürgerListeCiviche Elda Letrari e Christoph Senoner, e dal Direttore dell’agenzia ClimatePartner, Moritz Lehmkuhl (Monaco).

    Dando ancora una volta prova di essere all’avanguardia nelle politiche ambientali, i Verdi-BürgerListeCiviche, in collaborazione con l’agenzia ClimatePartner, svolgeranno un’accurata valutazione delle emissioni serra prodotte con le proprie attività, impegnandosi ad adottare le buone pratiche necessarie per agire in modo sostenibile e clima neutrale.

    Agire in modo sostenibile significa usare risorse rinnovabili e farlo in modo parsimonioso. I Verdi-BürgerListeCiviche lo faranno ad esempio riducendo il consumo di energia dell’ufficio verde e scegliendo carta certificata FSC per il materiale elettorale stampato.

    Nel 2007, le attività della sede dei Verdi- Grüne-Vërc hanno prodotto 11.969,23 kg di CO2. Si stima che la campagna elettorale per le elezioni provinciali 2008 causerà 45.491,62 kg di CO2, principalmente attraverso il consumo di carta, la produzione di materiale da distribuire e i trasporti. Anche agendo nel modo più sostenibile possibile, c’è una soglia di emissioni che è impossibile da evitare.

    Agire in modo clima neutrale significa appunto neutralizzare queste emissioni residue inevitabili. Concretamente, vuol dire che le attività dei Verdi-BürgerListeCiviche non modificheranno l’attuale bilancio globale di gas serra. I gas serra hanno un effetto dannoso in senso globale: ciò significa che per la tutela del clima il luogo specifico dove le emissioni vengono causate o evitate è irrilevante. Perciò le emissioni inevitabili di gas serra nel luogo A possono essere compensate e neutralizzate attraverso misure aggiuntive a tutela del clima nel luogo B.

    I Verdi-BürgerListeCiviche compenseranno le loro emissioni residue inevitabili attraverso l’acquisto di quote di emissione che finanzieranno un progetto di riforestazione nella Repubblica Democratica del Congo. Saranno così il primo gruppo politico in Italia a condurre una campagna clima neutrale.

    @Sabine. Lei usa i soliti argomenti di quelli che sono a favore della nuova pista da sci e ora sono delusi per la sconfitta (momentanea) in consiglio provinciale. Allora vi consolate, aggrappandovi ai bicchieri di plastica.
    Su, coraggio, anche voi dovreste avere argomenti migliori.
    E poi: non potete fare lezioni sulla plastica in montagna, voi che volete le nuove piste e cannoni da neve. Sa Lei, signora Sabine o chi Lei sia, quanti chilometri di tubi di plastica si stanno sotterrando e vorreste ancora di più sotterrare (se le nuove piste fossero realizzate) nel comprensorio sciistico di Carezza, per portare milioni di litri d’acqua, corrente ad alta tensione e cavi di fibre ottiche alle centinaia di cannoni da neve che verranno installati e ancora di più che vorreste far installare per tenere la neve attaccata su un costone illuminato dal sole e battuto dal vento?
    E poi mi fate la lezione per dieci bicchieretti di plastica che uno di noi tiene nello zaino per le sue gite in montagna?
    Come diceva Totò: Ma mi faccia il piacere!

  5. Egregio Dello Sbarba,
    in seguito alla Sua risposta vorrei chiarire alcuni punti.

    Non ho alcuna volontà di “impiccare” i Verdi, e lungi da me disconoscervi un ruolo importante in difesa dell’ambiente che – senza dubbio alcuno – è vostra prerogativa politica, con gli innegabili meriti che vi spettano. Gli altri partiti hanno tristemente marginalizzato le tematiche ambientaliste, considerandole il più delle volte (e in maniera miope) in contrasto con lo sviluppo economico e con il sostegno all’occupazione. Probabilmente, e con un marcato ritardo rispetto a voi, stanno percependo che il degrado ambientale sta lentamente ma inesorabilmente strangolando alcuni importanti settori dell’economia italiana (in primis il turismo). Avrebbero invece dovuto cogliere anche il potenziale di crescita economica sana e sostenibile insito proprio nelle attività di tutela dell’ambiente (cito, come esempio seppur banale, il boom della produzione di sistemi fotovoltaici e di sistemi di generazione di energia da biomasse). Il pesante rimodellamento del territorio, inoltre, sta producendo una percezione dell’ambiente del tutto simile a quella che si ha per un bene di consumo (le piste da sci ne sono un triste esempio), e prima o poi la crescente “falsità” del territorio altoatesino, speso dal marketing locale come un paradiso naturale, sarà percepita dai turisti-consumatori, i quali si renderanno conto (finalmente, dico io) che i luoghi incontaminati tanto decantati stanno sempre più assomigliando ad un parco giochi nel quale essere intrappolati per spendere più denaro possibile. L’autenticità del nostro territorio sta quotidianamente perdendo smalto, e l’incombente mercatino di Natale non mancherà di ricordarcelo, quantomeno ai nostri polmoni. Gli effetti sull’occupazione si vedranno più in là nel tempo, ma agli altri partiti questo pare poco importare.
    Ed è proprio perché siete l’unico partito che si è attivo nel portare avanti le istanze dei cittadini che si aspettano una virata della politica e dell’economia verso una concezione non distruttiva delle risorse che non ho gradito l’immagine con i bicchieri di plastica. Mi dispiaccio per questo, perché in quella immagine la coscienza ecologista che sto maturando non ha trovato ospitalità. Se lo avesse fatto un’altra fazione politica, la cosa non mi avrebbe urtato più di tanto. Se lo fate voi, mi permetta quindi di farvelo notare, perché mi piacerebbe che foste il più possibile rappresentativi del mio pensiero e del mio voto.

    Non siete gli unici che si battono per un mondo sostenibile. Non penso che Lei voglia disconoscere l’impegno civile di molti cittadini che, al di fuori della politica e spesso con risorse modeste, creano straordinarie reti di collaborazione e si profondono in attività volte a sensibilizzare ed informare l’opinione pubblica sulle tematiche ecologiste. Esiste inoltre una significativa parte della popolazione che, quotidianamente, al lavoro e nella vita privata, con i propri gesti e con il buon esempio cerca di diffondere la cultura del rispetto dell’ambiente. Non è anche questa una battaglia?

    Sono molto contento che alla festa finale abbiate utilizzato i bicchieri di vetro, perché avete dimostrato di recepire anche le critiche e i suggerimenti dei comuni cittadini. E lo dico senza ironia alcuna, sia chiaro. Passavo di lì per caso, tornando dal lavoro, e se l’avessi incontrata l’avrei ringraziata per la sua cortese risposta, che ho apprezzato. Non vorrei ora risultarle antipatico, o passare per integralista, ma i numerosi palloncini che facevano colore verde a fianco del palco, parevano a loro volta di plastica (e qui ribadisco l’importanza del buon esempio, non del danno effettivo all’ambiente). Non sono un politico, non ho idea alcuna su come si conduce una campagna elettorale, non sono così ingenuo da pensare di poter eliminare la plastica da ogni attività ma – al pari di tutte le persone adulte con un proprio spirito critico – mi faccio delle opinioni, a volte giuste, a volte sbagliate. Al supermercato, senza il bisogno della consulenza di una agenzia, cerco di evitare i prodotti con plastica superflua.

    Spero comunque che Lei e i Verdi (unico partito seriamente interetnico sul territorio), abbiate un buon riscontro elettorale, affinché possiate continuare a dare il vostro importante contributo alla difesa dell’ambiente.

    Un cordiale saluto
    Luca Baroncini

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