“New Deal Verde”: si può!

gr_schaf_011LE TRATTATIVE DI GIUNTA, IL DOPPIO GIOCO DI DURNWALDER, L’SVP-AMEBA, L’OFFENSIVA DELLA DESTRA E IL RUOLO DEI VERDI. ECCO IL DOCUMENTO SUL RUOLO DEL GRUPPO CONSILIARE IN QUESTA LEGISLATURA. COMMENTI, CRITICHE E SUGGERIMENTI SONO I BENVENUTI.

LA SOLUZIONE VERDE CONTRO LA CRISI

 L’economia globale vive una triplice crisi: crisi economico-finanziaria, cambio climatico ed esaurimento delle riserve energetiche fossili. La coincidenza di queste tre crisi minaccia la pace mondiale, ma offre anche la possibilità di cambiare dalle fondamenta un modo di vivere, di produrre e di consumare che a questa crisi ci ha portato.

 “Pace tra gli esseri umani e con la natura”: il motto che ispira da sempre la politica dei Verdi-Grüne-Verc è l’unica via per garantire la convivenza civile e un futuro sostenibile. E’ quel “New Deal verde” con cui in America Barak Obama ha vinto le elezioni: un piano di riforme per salvare il pianeta dai disastri ambientali, dal crollo energetico e dalla “guerra di civiltà”. E’ l’alternativa alla politica dei governi conservatori, che cercano disperatamente di rimettere in moto proprio quel modello sociale che ha creato la crisi (l’appello di Berlusconi a consumare di più) e che non è più sostenibile.

 CON DURNWALDER UN CONFRONTO DELUDENTE

 L’Alto Adige-Südtirol ha tutte le condizioni per realizzare un “New Deal verde”: una natura non del tutto compromessa e una coscienza civile e ambientale diffusa. E’ quanto noi Verdi-Grüne-Verc abbiamo proposto al presidente Durnwalder nell’incontro del 6 novembre scorso: un programma basato sul rispetto dell’ambiente e del paesaggio, una legge per l’integrazione degli immigrati, una revisione strutturale del bilancio provinciale al fine di promuovere la giustizia sociale, forme di democrazia partecipata, misure di pacificazione tra i gruppi linguistici e una scuola bilingue. Il Landeshauptmann ci ha risposto che queste nostre proposte erano incompatibili con la sua politica di governo: “Chi parla di immersione non entra in giunta!”. Ne abbiamo preso atto.

 Se Durnwalder persegue una politica di semplice continuità con il passato, lo farà con l’opposizione dei Verdi-Grüne-Verc. Ci preoccupa il fatto che nelle trattative in corso il tema discusso sia uno solo: quali partner italiani verranno “ammessi” nella nuova giunta. Di contenuti neanche l’ombra. Durnwalder segna con l’immobilismo il tramonto della sua “era”.

 UNA LEGISLATURA INSTABILE E SOTTO IL RICATTO DELLA DESTRA

 Ma questa sarà una legislatura assai diversa dal passato e molto più instabile. La prima seduta del Consiglio provinciale lo ha reso evidente:

  1. Dai risultati elettorali si sono sentite incoraggiate le forze del cemento, del populismo e del patriottismo, che non lasceranno nulla di intentato pur di ottenere i loro obbiettivi.
  2. In ogni voto importante la Svp non riesce a garantire i suoi 18 voti. Divisa da gruppi di interesse contrapposti, la Svp è un gruppo imprevedibile e poco affidabile.
  3. Le destre di lingua tedesca (8) e italiana (5) costituiscono il 37% del consiglio e sono determinate a condizionare la legislatura con il liberismo economico, la negazione dei diritti degli immigrati, la conflittualità etnica.
  4. Dall’altra parte stanno due consiglieri Verdi, due del Pd e tre Arbeitnehmer. Se due Arbeitnehmer e due Pd diventeranno assessori/e di una giunta Durnwalder sottoposta alla pressione delle destre, toccherà ai consiglieri Verdi rappresentare con piena libertà di azione le istanze della convivenza, dell’ambiente e della solidarietà.

 CONTRO LA “BLOCKFEIHEIT” E L’UMILIAZIONE DELLE ISTITUZIONI

 La linea adottata dal presidente Durnwalder è la stessa che i Verdi hanno combattuto nella campagna elettorale: 

  1. Alleanze “blockfrei”, da comporre con un “organigramma” che comprende sia giunta che istituzioni (ufficio di presidenza), “divorando” i propri partner italiani dopo averli indeboliti e “cotti in due forni”.
  2.  Indulgenza verso le richieste delle lobby (vedi via libera al progetto Ried sul Plan de Corones) e del rinascente patriottismo (toponomastica).
  3. Riforma “efficientista” del regolamento d’aula per ridurre la conflittualità interna alla Svp e fare del Consiglio un organo di ratifica delle decisioni di giunta. 

In questa situazione, il ruolo dei Verdi è quello di una opposizione chiara e ferma.  

Come nella passata legislatura, i Verdi distingueranno all’interno della giunta tra i/le diversi/e assessori/e, offrendo collaborazione e sostegno a chi proporrà politiche eque e sostenibili.   

Chiamiamo a raccolta tutte le persone che rifiutano lo spostamento a destra della politica sudtirolese. Per chi è preoccupato per il futuro dell’ambiente, della convivenza, della democrazia e della solidarietà ci sarà davvero tanto da fare per mantenere l’Alto Adige – Südtirol come terra civile e pacifica.

 LE CARICHE ISTITUZIONALI

Quel che è successo nelle ultime settimane per noi è inaccettabile:

  1. Le cariche istituzionali vengono mercanteggiate nelle trattative per la maggioranza politica (per es. la vicepresidenza come “contentino” per il partner di serie B).
  2. Le dichiarazioni del neoeletto presidente Steger dimostrano come egli voglia farsi promotore di una riforma del regolamento che rispecchi le richieste della giunta provinciale e della maggioranza.

 In queste condizioni, i Verdi-Grüne-Verc non sono disposti ad assumere alcun incarico nell’ufficio di presidenza, tanto meno la vicepresidenza.

 PRIME INIZIATIVE PER UN “NEW DEAL VERDE”

 I Verdi-Grüne-Verc vogliono essere promotori di una svolta ambientale, solidale, pacifica e interetnica nella politica della nostra provincia.

 Il neo-costituito “Gruppo Verde nel Consiglio Provinciale Grüne Fraktion im Südtiroler Landtag” ha già presentato:

 Sei mozioni per un “Pacchetto sociale Verde“:

  1. Contributi a sostegno di persone e famiglie a basso reddito in difficoltà per il mutuo casa (secondo quanto già fatto a Trento).
  2. Eliminazione dell’addizionale Irpef per sostenere il reddito di lavoratori/trici e pensionati/e
  3. Il blocco dei prezzi dei beni essenziali e delle tariffe dei servizi, con sostegno provinciale per i comuni.
  4. Contributi integrativi per lavoratori/trici in mobilità e Cassa Integrazione.
  5. Incentivazione ai contratti di lavoro territoriali e/o aziendali.
  6. Un piano straordinario per alloggi in affitto a prezzi calmierati.

 Tre proposte di legge per l’ambiente e la giustizia:

  1. AMBIENTE: introduzione di un “Bilancio ambientale” a fianco del bilancio finanziario della Provincia.
  2. SOLIDARIETA’: riforma della legge per la cooperazione internazionale che aumenta di 5 volte gli aiuti allo sviluppo.
  3. DEMOCRAZIA: divieto di cumulo di redditi da politica a livello provinciale.
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