Suq

durn

UNA GIUNTA SENZA MAGGIORANZA SALVATA DAL VOTO DI UN EX OPPOSITORE. E UN LANDESHAUPTMANN CHE, PER SALVARE SE STESSO, INQUINA LA DEMOCRAZIA.

CRONACA DI UNA GIORNATA GROTTESCA DAL MIO BANCO DI OPPOSIZIONE “PULITA”

 

Alle sette del mattino, di questo mattino, la voce di Luis Durnwalder per radio sembrava quella del cacciatore che mostra le prede. Arrivato all’ultima sua legislatura, con la corsa alla successione aperta (e l’uomo non è di quelli che cede facilmente il maso), con un partito diviso e una maggioranza risicata, Durnwalder è deciso a salvare se stesso e tenere per sé la scelta sul successore. Salvare se stesso anche a costo di disgregare il partito, umiliare il consiglio provinciale, farsi beffe della democrazia e della trasparenza. Quello che è successo ieri in consiglio, infatti, non ha nulla più a che vedere con lo stato di diritto. Piuttosto con un Suq.

 Una cosa, prima di tutto, la vorrei dire. Per radio, Durnwalder ha detto che “Dello Sbarba” non si è messo a disposizione per la vicepresidenza del Consiglio”. Certo che non mi sono messo a disposizione. Il prezzo per essere eletto, com’è stato chiaro a tutti, era quello di accettare di votare lui e la sua giunta, regalandogli dall’opposizione il voto che gli mancava a causa della rivolta in corso nel suo partito. No, per questo io non ero a disposizione. Ne sono orgoglioso.

Un’altra cosa: spero che dopo la giornata di ieri a tutti sia chiaro a quante pressioni e assalti sono stato sottoposto in due anni di Presidenza del Consiglio. Io li ho respinti tutti e sono andato avanti per la mia strada. Anche di questo sono orgoglioso.

 Terza considerazione: il Pd. I due neoeletti assessora e assessore hanno fatto da pura ruota di scorta della Svp e, nell’ultima fase, perfino al gioco di Durnwalder contro la Svp. Non hanno aperto bocca in Consiglio sui temi più significativi. Si sono fatti dire da Elmar Pichler Rolle che loro coi Verdi non devono parlare – e infatti con noi non hanno mai, dico mai, parlato.

Hanno votato buoni buoni per Minniti (vergognandosene), garantendogli così la ricompensa che gli era stata promessa per il suo voto “segreto” per Durnwalder & co. e compensando con i loro voti (voti del Pd, intendo) i tre voti che i ribelli della Svp, fregati dal voto di Minniti, gli hanno negato. Così Minniti è stato eletto con 15 voti Svp, 2 Pd e il suo. Minniti è di fatto entrato in maggioranza. Il Pd è entrato in giunta, ma sottoposto al comando assoluto di Durnwalder.

 E ora il racconto dei fatti, dal mio punto di vista.

 

La rivolta nel gruppo Svp era stata preparata con cura. I tre ribelli, i cosiddetti “rinnovatori”, volevano dare un chiaro segnale: la maggioranza è risicata, Durnwalder deve ascoltarci o noi lo mettiamo sotto.

Il piano era questo: al momento di votare i 5 assessori Svp, due dei tre (Veronika Stirner e Arnold Schuler) avrebbero dato scheda bianca, mentre Josef Noggler avrebbe votato il solo Theiner, suo collega di vallata, cui deve l’elezione. Dunque 4 assessori Svp su 5 avrebbero ricevuto solo 15 voti Svp e 2 Pd, in tutto 17: uno in meno dei 18 che servivano per eleggerli. Solo Theiner avrebbe avuto i 18 voti e sarebbe stato eletto alla prima votazione.

Anche qui c’era un messaggio: Theiner è uno dei pochi che ha avuto più preferenze dagli elettori e dunque i ribelli, che si appellano volentieri alla “base”, avrebbero imposto Theiner come più probabile successore del Principe. Per il resto degli assessori ci sarebbe voluta una seconda votazione, a quel punto i tre ribelli li avrebbero votati e loro sarebbero passati, ma il Presidente era avvertito. La cosa era stata pressoché concordata nella riunione di gruppo della Svp con i buoni auspici dell’Obmann Picher Rolle, a cui non dispiaceva affatto che “Luis” si pigliasse un bello schiaffone: come capogruppo Svp vedeva con favore un ridimensionamento del Presidente della giunta (che l’ha sempre avversato nel partito). Durnwalder sembrava rassegnato a prendersi uno schiaffo per il bene del partito e del gruppo consiliare. Ma chi ci credeva non conosce il carattere dell’uomo.

 Il quale fin dal giorno prima aveva aperto il suo privato mercato. Cercava qualcuno dell’opposizione italiana che fosse disposto, in cambio della vicepresidenza, a fornirgli quel voto che gli mancava e che gli avrebbe consentito di tagliare le gambe alla fronda interna. I due papabili erano Elena Artioli (Lega) e Mauro Minniti (An). Facendo uno dei due vice, Durnwalder si sarebbe anche procurato quel “canale preferenziale” verso il governo Berlusconi, quella neutralità tra i blocchi nazionali, che lui e le lobby economiche della Svp cercano da tempo, “nonostante” la giunta col Pd.

Elena Artioli ieri sera, a frittata fatta, la raccontava così: un emissario di Durnwalder (sospettato uno degli assessori) sarebbe andato sia da lei che da Minniti e avrebbe chiesto ad entrambi di votare sia per Durnwalder sia per gli assessori. Ma non per tutti e cinque, solo per quattro: così Theiner non avrebbe preso il suo voto in più, ma tanti quanti tutti gli altri. L’emissario ha deposto la richiesta nelle mani dei due centro-destri, insieme ai nomi da votare, tra i quali mancava quello di Theiner (solo uno che aveva partecipato alla riunione a porte chiuse della Svp-Fraktion poteva sapere che uno dei ribelli avrebbe votato il solo Theiner). Oggi l’Artioli ha riferito alla stampa di un complotto ancora più grave, con schede pre-compilate infilate nelle tasche dei due aspiranti vice. Ma questo dettaglio, certo piccante, non cambia il quadro: un incarico istituzionale come la vicepresidenza del consiglio, che tocca all’opposizione italiana, è stato contrattato nel mercato delle vacche, vendendolo in cambio a un sostegno alla giunta da parte di una persona dell’opposizione.

I due sono stati messi di fronte a questa “prova del fuoco”: chi si fosse gettato nel cerchio in fiamme avrebbe avuto la poltrona.

 Che uno dei due avesse accolto la proposta indecente ce ne siamo accorti al momento del voto su Durnwalder: il presidente della giunta ha preso 21 voti, uno in più della sua maggioranza (18 Svp + 2 Pd). Un voto dell’opposizione, non indispensabile, ma comunque il segnale che Durnwalder si aspettava.

 Si arriva alla votazione più delicata, quella sugli assessori Svp. Qui scatta la rivolta della fronda Svp: come previsto Stirner e Schuler votano bianco e Noggler vota il solo Theiner. Di voti Svp agli assessori ce ne sono solo 15, più i due del Pd fa 17 (eccetto Theiner che ne ha in tasca già 18).

Ma, sorpresa: spogliate le schede, tutti hanno gli agognati 18 voti. Qualcosa non funziona.

Dal mio banco me ne accorgo quando viene comunicato che ci sono anche 16 schede bianche. Come 16? Gli assessori hanno preso tutti 18 voti. 16 più 18 fa 34, ma le schede consegnate, dice la presidenza, sono state 35.

Faccio rapidamente i conti. Se 15 Svp più 2 Pd hanno votato disciplinati, i tre ribelli si sono astenuti (eccetto per Theiner), da dove viene quel voto in più per Widmann, Kasslatter, Laimer e Berger? Allora capisco. Accanto alle 17 schede “piene” coi 5 nomi, ce ne dovevano essere state altre due incomplete: una di Noggler col solo Theiner e l’altra di uno dell’opposizione con i 4 nomi che mancano. Noi dell’opposizione restiamo in 14, e votiamo bianco, più le due schede bianche di Stirner e Schuler fa 16. I conti ora mi tornano. Uno dell’opposizione ha „compensato” quel che mancava a Durnwalder votando in segreto per gli assessori.

 Prendo subito la parola e denuncio che qui c’è stato un indegno baratto tra voti e poltrone con una persona dell’opposizone. Che il voto è inquinato, perché non si sa più chi è la maggioranza e chi l’opposizione. Che l’esponente dell’opposizione che si è prestato aveva ricevuto istruzioni precise che solo una persona interna alla Svp poteva sapere – e aggiungo: „vero presidente Durnwalder?” guardandolo dritto in faccia. Lui(s) si imbestialisce e mi urla addosso: il voto è segreto, non ti permetto di fare queste illazioni! Lui non mi permette, ma da parte sua si permette di tutto.

 Io rispondo che l’aula è offesa da questo Suq extraparlamentare dove si è deciso il vergognoso baratto. Lui chiede al presidente Steger di togliermi la parola, quello balbetta che il voto è libero, io gli rispondo che è libero anche il pensiero e io voglio avere la libertà di esprimere il mio e di denunciare ciò che è accaduto. Lo faccio perché so che lassù i giornalisti che ci ascoltano aspettano solo che uno di noi si prenda la responsabilità di dire a voce alta quello che tutti hanno capito. Lo faccio io e ne sono orgoglioso.

Finisco dicendo che la giunta non ha la maggioranza e se passa è solo perché Durnwalder ha comprato un esponente dell’opposizione. E che se questo comprato fosse un italiano, allora non solo gli italiani avrebbero salvato col loro voto la Svp il 26 ottobre, ma ora un italiano di opposizione avrebbe anche salvato la giunta senza maggioranza. Guardo Durnwalder e capisco che se potesse mi strangolerebbe.

 Si va a votare la vicepresidenza, prova del nove di chi dei due “papabili” ha conquistato le grazie di Durnwalder. Passa Minniti, tra le proteste di una destra ormai allo sbaraglio. Viene eletto un ufficio di presidenza che, con Minniti ormai in maggioranza e 4 Svp, viola il regolamento interno che prevede che almeno un posto (uno su cinque!) vada all’opposizione. Seppi grida a Minniti “Giuda” e gli ricorda che il traditore di Gesù poco dopo andò a impiccarsi. Finisce così nel disastro il marasma della destra italiana.

 Come nel film “La città proibita” di Zhang Yimou, il vecchio imperatore scopre la congiura e fa strage di congiurati, anche se questi sono la sua famiglia. Durnwalder si è mostrato un abile manovratore. Cacciatore qual è, si è appostato e ha colpito tutte le sue prede. All’insaputa del suo stesso partito, umiliando il consiglio, inquinando la distinzione tra maggioranza ed opposizione e la trasparenza e lealtà del confronto. Il vecchio leone è ferito e dà zampate a destra e a manca, se deve morire Sansone moriranno anche i Filistei, “après moi le déluge” come disse Luigi XV intuendo la fine imminente dell’Ancien Régime.

 Col suo contro-complotto, Durnwalder ha ottenuto molteplici risultati:

  • 1. Ha tagliato le gambe alla rivolta del “rinnovatori” Svp, dimostrando che se gli negano il voto lui sa come trovarne altri.
  • 2. Ha impedito che Theiner venisse lanciato come possibile successore.
  • 3. Ha imposto il suo dominio nel gruppo Svp.
  • 4. Ha umiliato l’Obmann Pichler Rolle, che aveva lavorato al “compromesso” che prevedeva gli assessori bocciati al primo voto e promossi solo al secondo.
  • 5. Ha sfasciato la destra italiana.
  • 6. Ha rimesso in sella la “sua” destra italiana, Minniti ed Holzmann, coi quali può intraprendere il cammino di coinvolgimento del centro destra “serio” nel governo provinciale, liberandosi della Artioli e della Biancofiore, che lui odia.
  • 7. ha ottenuto un “canale preferenziale” col governo Berlusconi, nonostante la giunta coi due Pd.
  • 8. Ha messo sull’attenti il Pd, nell’immediato imponendogli di obbedire al suo complotto e in prospettiva creando con Minniti un contrappeso e una permanente minaccia. I due Pd dovranno filare dritto, altrimenti…

 Ecco come comincia il crepuscolo dell’imperatore. In questa legislatura non ci sarà da annoiarsi…

POST SCRIPTUM. In seguito alla conferenza stampa in cui Artioli ha mostrato quelle che Lei afferma essere le famose schede precompilate, noi Verdi abbiamo inviato ai media (due minuti fa) un comunicato stampa, che riporto nella sua versione tedesca (così il post è comprensibile un po’ anche a chi non conosce l’italiano).

Landtag als Jahrmarkt? Verdacht auf vorgefertigte Wahlzettel bei der Wahl der Landesregierung: Grüne fordern rückhaltlose Aufklärung

 Die gestrige Wahl der Landesregierung und des Landtagsvizepräsidenten hat die Grenzen zwischen Mehrheit und Opposition verwischt. Dass Abgeordnete der Minderheit – allem Anschein nach Mauro Minniti – im Vorfeld heimlich systematisch bearbeitet wurden, um die Mehrheit zu halten,  ist mehr als bedenklich, es ist ein Skandal!

Nicht weniger abzulehnen ist die Haltung des Abgeordneten Minniti, dem beinahe jedes Mittel recht war, um die Vizepräsidentschaft des Landtags zu erlangen.

Das offenbar von Landeshauptmann Durnwalder und einigen SVP-Vertretern angezettelte Tauschhandel  belastet das Ansehen des Landtags. Der Landtag wird auf diese Weise vom Ort klarer Kräfteverhältnisse zwischen Mehrheit und Opposition zum Jahrmarkt degradiert, zum Basar um Stimmen und Posten, wie dies unser Fraktionsvorsitzender Dello Sbarba bereits während der gestrigen Wahlgänge in schärfster Form kritisiert hat.

Besonders schwerwiegend ist aber der nun aufgetauchte Verdacht der gezielten Wahlbeeinflussung. Sollten bereits am Vortag der Lega-Abgeordneten Artioli ausgefüllte Wahlzettel von einem SVP Mandatar zugesteckt worden sein, so wäre dies eine Manipulation von haarsträubenden Ausmaßen. Sie würde eine dringliche Untersuchung und notfalls eine Annullierung der Wahl der Regierung und des Präsidiums erfordern. Artioli muss sich allerdings auch selbst drei Fragen gefallen lassen:

  • Weshalb hat sie die ihr angeblich zugesteckten Wahlzettel überhaupt angenommen und nicht sofort zurückgewiesen?
  • Warum hat sie einen ganzen Tag zugewartet und nichts unternommen?
  • Warum nennt sie den Mandatar nicht bei Namen?

 Die Grünen verlangen rückhaltlose Aufklärung und behalten sich alle weiteren Schritte vor.

 

Bozen, den 19. Dezember 2008

Riccardo Dello Sbarba

Hans Heiss

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21 pensieri riguardo “Suq

  1. Caro Riccardo, grazie del “tuo” resoconto dalla visuale privilegiata dei banchi del consiglio. Era ciò che avevo intuito leggendo i giornali.
    Una pagina opaca della storia del consiglio provinciale. Non meravigliamoci se gli elettori e le elettrici disertano le urne vanda

  2. Caro Riccardo, grazie di questa avvincente telenovela, secondo me come sceneggiatore avresti un futuro! 🙂

    Scherzi a parte, il resoconto è utile e purtroppo implacabile.

    In fondo stiamo meglio noi trentini, la nostra Giunta non sarà il massimo e certo non rispetta appieno il voto elettorale ma è stata fatta senza giochetti schifosi come questi, in fondo, nonostante l’esclusione di Roberto Bombarda, frutto però di una distonia politica (scarso ambientalismo del Presidente) e non di personalismo.

    E in fondo il nostro super Presidente Dellai ha fatto un ragionamento politico (che io trovo sbagliato ma che ha la dignità della politica) ovvero ha voluto creare un asse di centro, (anche se lo ha fatto contro l’esito elettorale) premiando con due assessorati il PATT e con uno l’UDC, però ben si guarda da tirare dentro la destra e siamo sicuri che Dellai non si umilierebbe mai a fare giochetti con i bigliettini.

    Altra differenza: Dellai non sta lavorando alla sua successione, questo in realtà non è troppo un bene, però Dellai ci sembra, con tutti i limiti dell’uomo e delle sue visioni, ancora più concentrato sul Governo del Trentino effettivamente che non sul suo destino personale o su quello dei suoi uomini.

    Perché mai la politica sembra morire nella mia bella terra d’origine?

  3. Grazie Riccardo dell’ottimo report.
    La mia ammirazione va anche ad Elena Artioli, che ha compreso bene l’importanza della distinzione fra maggioranza e opposizione.

  4. Mit Sorgfalt und Spannung habe ich deinen Bericht über die Geschehnisse während (und anscheinend vor) der Wahl der Südtiroler Landesregierung gelesen.
    Ich will nicht verheimlichen, dass es mich (immer noch) überrascht, wenn es im Landtag wie bei einem Kuhhandel zugeht.
    Macchiavelli würde vor unserem Luis sicher erblassen: hat er es doch geschafft eine Situation, in der er ohne sein Zutun garantiert schlecht abgeschnitten hätte, zu seinem Gunsten zu drehen und allen (!) einen Strich durch die Rechnung zu machen. Er hat wieder einmal beweisen können wer der King in Südtirol ist.
    Ich bin entrüstet und angeekelt über die Verhaltensweise aller Beteiligten.
    Einziger Lichtblick in der ganzen faccenda bist du Riccardo. Du hast das Spiel sofort durchschaut, bist aufgestanden und hast das geäußert, was jene die rechnen können und während derartigen Sitzungen nicht einschlafen, nur dachten. Mit dieser Aktion hast du dem Ganzen wenigstens einen Rahmen des Anstandes gegeben und mir die Bestätigung, dass es noch PolitikerInnen gibt, die über ein elementares Demokratieverständnis verfügen.
    ABER umso überraschter bin ich, dass du und die Grünen nun nicht auf die Barrikaden geht und etwas unternehmt. Du hast als einziger sofort reagiert, con prontezza di spirito e di anima und nun lässt ihr das Terrain (wieder einmal) den Freiheitlichen, die nicht lange hadern, sondern sofort agieren und das Ruder an sich reißen. Ihr schreibt eine Presseaussendung, sie fechten die Landesregerieungswahl an. Ich frage mich immer wieder, was ist mit euch Grünen bloß los??? Wo bleibt eure Reaktionsfähigkeit, wo euer politisches Kalkül? Es ist zwar sicher edel und vernünftig, wenn ihr zuerst abwarten wollt, was wahres dran ist, an den Aussagen Artiolis, aber die Freiheitlichen hatten damit, a gratis, die Chance sich mit fremden Federn zu schmücken und sie haben sie auch sofort ergriffen. Wann wacht ihr aus eurem Dornröschen Schlaf endlich auf?

  5. @enrico, no prima l’Artioli dovrebbe rispondere alle domande di Hans Heiss. Fino adesso il suo ruolo in tutta la vicenda è stato deludente.

  6. E già, la pantomima di Elena Artioli lascia interdetti: perchè non ha denunciato prima la “proposta indecente” che le era stata fatta? Perchè non dice chi le allungato il “pizzino”?
    Comunque sia tutte le parti in commedia, a partire dal Landeshauptmann per finire con il neo vicepresidente del consiglio provinciale, fanno una pessima figura: sono lo specchio della crisi della politica e del disfacimento della società, anche quella del “felix Suedtirol” vanda

  7. Dello Sbarba Santo subito

    Caro consigliere provinciale Dello Sbarba. E’ vero che ciò che è accaduto in questi giorni in consiglio è indegno di una nazione civile, così come è vero che tutti ci dovremmo un po’ vergognare perché questi sono i risultati delle nostre scelte e della nostra abulica passività nei confronti della politica.
    Però eviti di vestirsi da santo in terra, lasci perdere di auto dichiararsi, con poco stile, pulito.
    Lasci giudicare agli altri.
    E ci lasci dire che si può rubare anche restando puliti.
    Se è vero che giochi e giochini hanno regolato queste votazioni, che logica ha regolato la sua elezione a presidente del consiglio?
    Dare una copertura ambientale alla SVP di questi tempi, non è stato peggio che scambiare una vicepresidenza con qualche voto?
    Continui a rimanere pulito, che nel frattempo l’aria diventa sempre più sporca e questo grazie anche al suo silenzio.

  8. wieso immer auf Artioli herumhacken? Die wirklichen Drahtzieher sitzen in der SVP und die wollen das Land Südtirol nach ihrem Gutdünken aufteilen. Artioli und Minniti sind da nur Komparsen, die halt gerade zu gebrauchen sind. Im Prinzip aber völlig unwichtig.
    Mehr Verachtung für die Demokratie kann man eigentlich nicht ausdrücken. Juntachef Durnwalder ist doch das alles ganz egal: Hauptsache, seine MACHT bleibt ihm erhalten!

  9. Caro Riccardo,

    che circo incredibile! Innanzi tutto devo farti i complimenti per il grande coraggio che hai di denunciare personalmente un fatto grave che sicuramente non è accaduto per la prima volta, ma dal tuo racconto deve avere raggiunto l’apice del ridicolo … pur di salvare capre e cavoli.

    A questo punto perchè non andiamo tutti in Trentino ad aggiornarci per capire come si devono fare certe cose?
    Grazie Maddalena per i tuoi commenti utili a noi poveri rimasti a questi livelli di piccola politica vu’comprà!

    Caro Riccardo, le tue testimonianze sono sempre state preziose ed obiettive, e soprattutto nel settore ambientale perchè se c’è qualcuno che le dice tutte e ce la mette tutta, questo qualcuno si chiama Riccardo Dello Sbarba!

  10. Mi hai fatto un bel regalo di….Natale,nel senso che mi sono divertito da matti a leggere reseconto e commento. nel paese dove Villari ha fatto vedere come si cnquzistano e non si mollano le poltrone non è poi cosi strano quello che èavvenuto a BZ.
    In politica,quella un po’ “sporchetta”,quella personale,non ci sono differenze tra nord e sud.Vedi la “Casta” di G.A. Stella.
    Consolatevi,anche nella llnda Svizzera,che mi ospita da oltre 30 anni, e dove sono maestri nel gestire le minoranze ( infatti i ticinesi non invidiano il Sudtirolo),
    in politica avvengono cose simili: vi ricordate il caso Blocher,il leader di destra,del maggior partito svizzero,che si chiama anche lui SVP,(Schweizerische Volks Partei), ha fato prima un golpe in governo ma poi è stato estromesso,perchè i parlamentari svizzeri – anche questa è democrazia – ogni fine anno danno la pagella e Blocher è stato bocciato dagli stessi parlamentari ed è stato sostituito.Poi ci sono stati altri colpi di mano,con i 2 ministri della SVP ( in tutto sono sette i ministri del governo elvetico) estromessi, per ripicca, da Blocher dal partito (come se Durnwalder
    domani espellesse i tre ribelli).
    Comunque prendo atto che si muove finalmente qualche cosa. Era dai tempi di Alex che la SVP dormiva sonni ( di potere) tranquilli: ora deve fare qualche compomesso: e in politca i compromessi sono quasi sempre sporchi specie se legati al solo potere.
    Comunque Frohe Weihnachten und guten Rutsch.
    Il 2009 non sarà noioso e avrete da divertirvi.
    Ciao -Tschüss

  11. Tutto interessantissimo purtroppo!

    Da ingenuo vorrei però che qualcuno palesasse il fine ultimo di tutte queste manovre. La risposta scontata è: ” il fine sono potere e controllo!”. Penso però che sarebbe interessante capire qual’è a sua volta il fine ultimo del potere e del controllo. Cosa c’è in ballo di preciso? Gira tutto intorno a un mero ritorno economico? Se si, di che genere?

    Personalmente penso che riducendo questi “giochi di potere” al loro concreto e banalissimo scopo, eliminandone quell’aura un po’ cinematografica che tanti associano alla parola “potere”, si aiuterebbe il cittadino, da un lato a valutare molto più attentamente i propri rappresentanti, dall’altra a vedere meno la politica (almeno quella locale) come qualcosa di lontano e oscuro.

    Un articolo del genere e la polemica che ne è scaturita mi fa sperare che quello che auspico sia possibile!

    Saluti

  12. @mattia
    no. io penso, che il fine del potere che durnwalder auspica sia proprio il potere puro; nient´altro.
    la SVP si é goduta tanto il potere, durante piú di 25 anni , adesso non puó lasciare queste greppie!

    peró: siccome si sta maccellando da sé, noi altri dobbiamo solo aspettare, che il sistema crolli!

  13. E’ triste vedere come la “cosa pubblica” sia troppo spesso sfruttata nell’interesse di pochi, e come qualche notabile SVP stia concorrendo a indebolire la SVP, a spaccare definitivamente il piccolo Sudtirolo in due nazioni, quella tedesca e quella italiana, magari solo per paura dei Freiheitlichen e della Klotz….; credo proprio che Langer si stia rivoltando nella tomba per il disprezzo verso simili compaesani.
    Se così è, io mi auguro che il sistema non crolli, e che siano in tanti a rinforzare – anche “turandosi il naso” – la SVP.
    Nessun sudtirolese, nativo tedesco o italiano o acquisito, fornito di comprendonio, si augurerebbe il crollo della SVP.
    Anche chi è contro la politica utilitaristica di Durnwalder dovrebbe pur sapere che è preferibile collaborare con lui piuttosto che affrontare lo sfascio senza di lui.
    Mi auguro che nessuno concorra a rinforzare le destre tedesca e italiana che sono ormai anche troppo forti per la debole democrazia italiana.
    Perchè lo sfascio non risparmiarebbe proprio nessuno, neppure i madrelingua tedesca, anzi…..

  14. Bei commenti, che meritano qualche risposta e/o aggiornamento, perché le cose intanto sono andate avanti.

    Parto da LUIGI, l’ultimo intervenuto. La tua reazione è quella di molti elettori di lingua italiana che hanno votato Svp per cercare di stabilizzare il sistema e per paura che dopo la Svp venga qualcosa di peggio. Credo che chi la pensa come te pensi all’esempio dell’Italia, dove dopo la Dc sono saliti al potere gli ex fascisti e Berlusconi.

    Però c’è qualche considerazione da fare. La destabilizzazione è DENTRO la Svp, che è entrata in una crisi da cui non uscirà come la conoscevamo. E Durnwalder è attore di questa destabilizzazione, poiché per salvare se stesso – lo abbiamo visto – è disposto a sfasciare il partito.

    Lui è all’ultima legislatura e vuole uscire dal consiglio entrando direttamente nella storia. Si sente il più abile di tutti, disprezza il proprio partito e in primis l’Obmann Pichler Rolle, che durante la seduta, fino all’ultimo momento, non aveva nessuna idea di che cosa stesse succedendo e che cosa Durwalder e i suoi fedelissimi (2 o 3, non di più) stessero preparando.

    In realtà Durnwalder ha costruito in 35 anni di governo (15 da assessore e 20 di presidente, più i 5 che farà fa 40) un sistema di potere che non corrisponde necessariamente al partito (anche se comprende parti di esso) e il suo obbiettivo principale ora è garantire questo sistema anche quando lui non sarà più presidente.
    Dunque lui e il suo gruppo giocano una partita in proprio, contro gli altri gruppi che esistono dentro e intorno alla Svp. La quale Svp non è più il partito di raccolta com’era una volta, ma è un conglomerato di interessi gli uni contro gli altri armati.
    Non so se la Svp terrà (importanti le elezioni comunali 2010), ma certo la corda è tesa e si sentono continui strappi. Gli stessi membri della Svp danno per scontato che la maggioranza assoluta ormai non la riotterranno più.

    Insomma, siamo ad una fase nuova ed è inutile chiudere gli occhi. Le cose stanno cambiando e potrebbero cambiare con sbalzi improvvisi, anche molto rapidamente.
    L’unica cosa da fare è battersi perché il Sudtirolo ne esca con più democrazia, e non meno; con meno cemento, e non più; con più giustizia, e non con più diseguaglianze e privilegi.

    La speranza di molti italiani che la Svp garantisca tutti, reggendo alla crisi, deriva dal fatto che chi pensa così guarda la realtà Svp dall’esterno, credendo a quello che la stampa italiana scrive sulla Svp e soprattutto su Durnwalder: a fare di Durnwalder un mito è infatti proprio la stampa italiana. Nel mondo tedesco, anche Svp, Durnwalder è sentito come una persona alla fine del suo ciclo, in discesa.

    A MATTIA rispondo che l’obbiettivo è la conservazione di un sistema di potere molto ramificato e complesso, dagli equilibri delicatissimi, i cui fili sono tutti tenuti in mano da Durnwalder. C’è molta gente che avrebbe molto da perdere.
    Il loro problema è che tutta la baracca non crolli appena Durnwalder se ne andrà. Ti garantisco che il crollo sarebbe assai fragoroso, loro lo sanno e cercano di evitarlo.
    Il problema è chi erediterà questo sistema dopo Durnwalder, la lotta è già aperta e ci riserverà parecchie sorprese.
    Nella Svp sono convinti che il Sudtirolo vada bene com’è e che l’unico obbiettivo sia conservarlo com’è, proteggendolo dalle insidie che secondo loro vengono solo ed esclusivamente da fuori. Non vedono le ingiustizie sociali, le disuguaglianze, gli scempi ambientali che hanno fatto. Nè credono che il cambio climatico o la crisi economica mondiale riguardi la nostra isola felice. Insomma, l’obbiettivo è la conservazione dell’esistente con tutti i suoi privilegi e poteri.

    Arrivo ad ANGELIKA e qui devo aggiornare la storia. Se hai seguito i giornali, avrai visto che i Freiheitlichen hanno fatto marcia indietro: non ritengono di avere elementi per contestare la regolarità del voto e dunque per andare dal giudice.
    Io questo l’ho pensato fin dall’inizio: politicamente le votazioni sono state uno scandalo, ma formalmente non c’è stato nulla di irregolare. Hanno votato in 35 e 35 erano le schede. Ogni scheda è stata gettata nell’urna da chi veniva chiamato a votare. E nessuno dice di non riconoscersi nel proprio voto, quale che sia stato.
    Se poi uno ha ceduto a ricatti, ha obbedito ad ordini precedenti, ha venduto la propria anima per un posto, ha partecipato a un mercato delle vacche, questo è uno scandalo, ma riguarda la politica e la sua coscienza, non il giudice.

    A complicare tutto c’è poi il fattore-Artioli, che è un sottoprodotto della Svp ultimo modello. Loro l’hanno inventata, loro l’hanno lanciata in politica, finché l’invenzione (come Frankestein) non si è rivoltata contro l’inventore. L’hanno voluta e ora se la tengano!

    Però purtroppo ce la teniamo anche noi. Io non mi fido di lei. Prima di andarle dietro e dire: dai giudici! noi abbiamo preferito attendere. Vedere che cosa avrebbe detto, come avrebbe documentato le sue accuse.
    Non ha detto nulla. Si rifiuta di fare il nome di chi le avrebbe consegnato la scheda precompilata (attenzione: anche in questo caso, se poi è lei a imbucarla nell’urna, questo diventa un SUO voto, di cui lei si assume la maternità!) e per di più si è messa nelle mani di Seppi, che in questi giorni la gestisce come vuole.

    Insomma: dal giudice, in queste condizioni, non può andarci nessuno e io non mi pento di essere stato prudente prima di annunciare un’azione giudiziaria.
    Considera che nei giorni successivi questo “bluff giudiziario” è stato usato dalla Svp per dire che le proteste erano infondate, visto che chi aveva annunciato di voler rivolgersi al giudice poi non l’ha fatto.
    Nelle vie giudiziarie in politica è sempre così: se non funziona, rischi che diventi un boomerang.

    Invece lo scandalo politico c’è tutto. E consiste in diversi fatti:

    1. E’ stata inquinata la indispensabile distinzione tra maggioranza ed opposizione.

    2. Un incarico istituzionale di garanzia come la vicepresidenza del consiglio, che doveva andare all’opposizione di lingua italiana, è stato condizionato al voto favorevole alla giunta da parte di chi veniva eletto. Tale incarico istituzionale è così diventato oggetto di un “voto di scambio”, che umilia il consiglio e la democrazia.

    3. Tutta la trattativa è avvenuta in segreto, fuori dall’aula del consiglio e fuori dalle sedi della politica. Quando dico “in segreto” non mi riferisco al voto, quanto al fatto che è stata messa in atto una operazione incoffessabile, tanto che ad oggi tutti i protagonisti continuano a negare e quel famoso voto in più resta ufficialmente senza padre (o madre). Come nelle tragedie da crepuscolo degli dei, un traditore si aggira tra noi, ma non si sa per certo chi sia. (Anche se la logica politica di quanto successo è chiarissima e lo stesso Durnwalder sul Dolomiten dice che secondo lui Minniti lo ha votato).

    4. Un voto favorevole alla giunta, per di più il voto determinante la maggioranza!, è stato dato dunque senza essere politicamente dichiarato e spiegato, cosa che inquina ancora di più i comportamenti e i ruoli.

    5. Una parte della Svp ha usato mezzi esterni al partito (il voto di un oppositore) per battere un’altra parte della Svp. Questi sono affari loro, va bene, ma anche la vita interna ai partiti (e che partito!) determina la qualità della democrazia di un paese.

    6. Questo esordio ci dice che sarà una legislatura in cui tutti i mezzi saranno usati pur di raggiungere gli obbiettivi, anche a costo di calpestare i più elementari principi di trasparenza e leale confronto.

    7. La destra italiana è allo sfascio e questo è un bene. Ma non va sottovalutata la dinamica che si è messa in moto.
    Urzì, i forzitalioti, Seppi e la Artioli strillano e vogliono far fuori Minniti, ma in realtà non hanno prospettive. Minniti è in questo momento debolissimo, ma con Holzmann ha ottenuto un importante riconoscimento dalla Svp. La destra Svp ha trovato una destra italiana che può far accettare dalla propria base. Credo anche di aver capito dove porta la forzatura che hanno fatto Minniti ed Holzmann, col loro segreto “patto col diavolo”: il progetto è probabilmente quello di una candidatura di Holzmann a sindaco di Bolzano, alla testa di uno schieramento di centro destra, più di centro che di destra, non osteggiato a priori dalla Svp.
    Ma per adesso mi fermo qui: ci sarà tempo per seguire gli sviluppi.

    Ringrazio tutti/e gli/le altri/e che sono intervenute, che spero abbiano trovato in questa risposta ulteriori informazioni e motivi di riflessione.

  15. Caro Riccardo, come sempre, la tua analisi è lucida.
    Con una partenza così opaca questa legislatura si presenta assai difficile. Staremo a vedere come si muoveranno le varie “parti in commedia”: noi cittadini, elettori ed elettrici, ci auguriamo che al di là della forma, le regole democratiche vengano rispettate nella sostanza, vale a dire vorremmo che gli eletti e le elette agissero con trasparenza e nel rispetto dei ruoli.
    Buon anno, Riccardo, a te e a tutti noi vanda

  16. bella “cronaca marziana”… il comune cittadino, leggendola, che dovrebbe pensare? Io sono di trento e penso che non sia tanto diverso il suk trentino da quello altoatesino.

    Troppi soldi e troppo potere in mano ad una sola persona… questi sono i risultati…

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