Ebnercom

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DURNWALDER FA PROPAGANDA A BRENNERCOM SUL GIORNALE DELL’ATHESIA,  CHE HA APPENA ACQUISTATO AZIONI BRENNERCOM DALLA PROVINCIA.
COME MICHL EBNER DIVENTO’ AZIONISTA DELLA SOCIETA’ PROVINCIALE DI TELECOMUNICAZIONI. E COME TRA POCO NE DIVENTERA’ IL PADRONE ASSOLUTO.

Nella vendita delle azioni Brennercom dalla Provincia all’Athesia era inclusa la propaganda di Durnwalder per la Brennercom stessa? E’ quanto viene da sospettare, leggendo quest’oggi l’intera pagina del Dolomiten nella quale il Landeshauptmann consiglia agli utenti di lasciare Telecom per passare a Brennercom. Un nuovo caso di intreccio tra interessi privati, ente pubblico e monopolio dell’informazione? (Nelle foto, Durnwalder, Ebner e Manfredi, amministratore Brennercom, alla festa per i 10 anni della società, ottobre 2008) 

Che la Telecom offra un servizio scadente, soprattutto alle utenze domestiche nelle zone periferiche, è noto. Ma l’appello di Durnwalder sul Dolomiten colpisce per la sequenza degli avvenimenti. Ricapitoliamoli.

  • Alla fine del 2008 il 25% delle azioni di Brennercom, in gran parte in possesso della Provincia di Bolzano, vengono cedute al gruppo “Km Invest” di Innsbruck, controllato dal colosso altoatesino Athesia, il cui direttore è l’europarlamentare Svp e presidente della Camera di commercio Michl Ebner.
  • Con questo acquisto, la “Km Invest” arriva al 34% delle azioni Brennercom, diventandone il secondo azionista dopo la Provincia, che resta proprietaria del 42%.
  • L’amministratore di Brennercom, Karl Manfredi, saluta l’avvenimento come una “scelta valida per un partner industriale forte nel campo multimediale”. Da notare: Karl Manfredi è stato il fondatore di “Km Invest” (Km sono le sue iniziali) che deteneva un pacchetto di quote Brennercom pari all’8,6%, con Manfredi nei panni di azionista e al contempo amministratore della stessa società. Successivamente “Km Invest” viene acquistata dall’Athesia, che di qui comincia la sua scalata a Brennercom.
  • A fine 2008 il secondo passo di Athesia, con l’acquisto di un altro 25% di azioni dalla Provincia a un prezzo che diversi esperti di settore giudicarono assai elevato. Ma evidentemente c’erano contropartite che rendevano l’affare conveniente.

La prima probabile contropartita la leggiamo oggi sul quotidiano dell’Athesia: Durnwalder in persona che denuncia la “miseria del servizio Telecom” e prospetta la possibilità che la Provincia spinga a un trasferimento di massicce quote di clientela dalla Telecom alla Brennercom, che così vedrebbe moltiplicato il suo valore.

La seconda contropartita potrebbe arrivare tra non molto. Prima di lasciare il suo incarico, infatti, l’assessore alle finanze Werner Frick ha prospettato un’ulteriore dismissione di azioni Brennercom ancora in mano alla Provincia, questa volta in forma di “azionariato popolare”.

In questo caso, le azioni verrebbero distribuite tra un gran numero di piccoli azionisti e così la “Km” dell’Athesia diventerebbe socio di maggioranza relativa, acquisendo il completo controllo della società di fronte a un azionariato per il resto spezzettato in piccolissime quote (esattamente nello stesso modo la famiglia Ebner ha preso il controllo di Athesia: rastrellandone un consistente pacchetto a fronte di una moltitudine di piccoli azionisti).

Senza contare che, forte del suo 34%, la “Km” potrebbe far valere il suo diritto di prelazione all’acquisto di un ulteriore pacchetto azionario.

 Da una parte o dall’altra, il risultato è lo stesso: il totale controllo di “Athesia-Km” su Brennercom.

 Per chi non lo sapesse, la Brennercom è un’azienda che da 5 anni fa rilevanti profitti.

Fondata 10 anni fa dalla Provincia, con soldi pubblici è stato coperto l’investimento iniziale (e i relativi deficit dei primi anni) per mettere in piedi rete e società. Quando ha cominciato a fare profitti, alla Provincia è venuta in mente l’idea della dismissione ai privati, che ora sappiamo chi sono: l’Athesia.

Una storia che è l’opposto di quella della compagnia aerea Air Alps: una società messa in piedi da privati, rimasta in deficit cronico finché Provincia e Regione (in entrambi i casi il presidente era Durnwalder) non hanno rilevato le quote dei privati.

 Morale della favola: si privatizzano i profitti e si pubblicizzano le perdite.

Ma non facevano così anche i banchieri americani responsabili del disastro finanziario mondiale?

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5 pensieri riguardo “Ebnercom

  1. Allora è vero che è tutta Italia fino al Brennero……..meno male, .. così ci sentiamo più a nostro agio, noi sudditi italioti, che amiamo le vessazioni……..
    Comprendo meglio che finora nessuno ha pensato di sollevare una “questione morale”da parte della s.v.p…………….furbastri.
    Bolzano=Roma…….ma quanto durera ancora?

  2. Lieber Riccardo, ich glaube, die Leute auf dem Lande wollen ein funktionierendes Telefon, egal von wem. Ich finde Ihren Einwand, Ihre Kritik hier wirklich mehr als lächerlich. Die Aussage Durnwalders wäre bei normalem Funktionieren des Telekom-Dienstes gar nicht gemacht worden. Der Kommentar von Luigi zeigt, was Sie mit ihrem Kommentar für ein friedliches Zusammenleben leisten!

  3. Caro Norbert,
    non sarà proprio Dello Sbarba a rendere più difficile la convivenza, anzi; mi stupisco che si possa pensare questo, leggi il suo bel libretto “Suedtirol Italia, il calicanto di Magnago e altre storie”, io lo ho regalato ai miei amici altoatesini di lingua tedesca…… anzi, Dello Sbarba è un eccellente conciliatore, che dovreste “sfruttare” di più.
    Qui non si tratta di convivenza, ma solo di business, che non ha preferenza per una appartenza linguistica…mi scuso anticipatamente se avessi interpretato male, io capisco poco il tedesco…lo sto studiando solo ora.
    Cordialmente…

  4. Lieber Norbert,
    no, non ci siamo capiti. Figurati se non sono d’accordo di collegare con telefono e internet fino all’ultimo maso. Non è questo il problema! Questo lo fa anche una Brennercom che resta pubblica!

    Il problema è che una società pubblica provinciale viene venduta ai privati nel momento in cui comincia a fare profitti, dopo che con denaro pubblico si è coperto il deficit dei primi anni di gestione.

    E si vende ai privati, in una forma che potrebbe arrivare a garantire a un solo soggetto il controllo della società. Un soggetto, per di più, che detiene già una posizione di forza nel mercato dell’editoria (informazione e publicità connessa) che viene ancora di più consolidata. Un soggetto che ha nel suo vertice un così forte intreccio tra affari (direzione dell’azienda e presidenza camera di commercio), politica (europarlamento e ruolo dirigente nella Svp) e informazione che ha pochi uguali in Europa (sì, ok, Berlusconi, ma è un esempio da imitare in Sudtirolo?).

    Questo è il problema. Perché la Provincia, proprio perché vuole garantire un servizio fino all’ultimo maso, non si tiene la sua Brennercom con relativi profitti? Pensi che una volta venduta la Brennercom ai privati ci sia l’assoluta certezza che, se i profitti calano, i privati continuino a garantire i servizi anche in perdita?

    Al confronto, ci sono gli esempi contrari. Di società private in deficit crescente che alla fine vengono rilevate dal generoso ente pubblico che “libera” così i privati dai fallimenti economici che hanno loro stessi creato: vedi Air Alps.
    Vedi l’aeroporto di Bolzano, che – ti informo, perché l’abbiamo scoperto spunciando le delibere dell’ultima giunta provinciale – riceverà dalla provincia oltre 3 milioni di euro nel 2009 e altrettanti nel 2010, per coprire il suo bilancio cronicamente in rosso, e questo è stato deciso prima del referendum di primavera che potrebbe obbligare la Provincia a uscire totalmente da qualsiasi società collegata al traffico aereo!

    Insomma, questo è uno degli aspetti del sistema Durnwalder: privatizzare i profitti e pubblicizzare le perdite. Tutto usando soldi pubblici.
    Scusa, ti pare normale?

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