Opposizione

artioliTUTTI UNITI, TUTTI INSIEME… MA SCUSA, QUELLA NON È L’ARTIOLI?

TRA L’ARROGANZA SVP E L’OPPOSIZIONE DI DESTRA: COME USCIRE DALLA TENAGLIA? NELL’ULTIMO CONSIGLIO È ANDATA COSÌ….

 

La notte avevo dormito proprio male. Votare Donato Seppi e Sven Knoll come delegati della minoranza politica nella commissione del Dreier Landtag, la seduta congiunta dei Consigli del Trentino, Tirolo e Sudtirolo? I posti che spettavano all’opposizione erano due e tre quelli della maggioranza. Sulle proposte avrebbe votato tutto il consiglio. Ed io ed Hans avremmo dovuto votare il campione del nazionalismo italiano e il giovanotto della Selbstbestimmung solo perché questa era l’indicazione uscita dalla riunione della minoranza? Non ci dormivo sopra.

Anche perché il problema si sarebbe riproposto continuamente, in questa legislatura. Certo, c’è il conflitto tra maggioranza ed opposizione. E su molte cose si vota nello stesso modo. Anche certe battaglie sono comuni, soprattutto quelle contro l’arroganza della Svp, i giochetti di Durnwalder, i diktat della giunta, i tentativi di togliere valore al consiglio. Ma votare Seppi e Knoll per il Dreier Landtag, questo proprio non mi andava giù.

 

Così però sarebbe dovuta andare. L’opposizione si era riunita per discutere sulle proprie candidature: i 5 Freiheitliche, il Seppi, l’Artioli, i due berlusconiani Urzì e Vezzali – perché Minniti l’hanno cacciato – il Pöder e la Klotz col figlioccio Sven, in tutto facevano 13 destri delle due lingue da un lato e io e Hans soli soletti dall’altro.

La prima proposta: visto che dobbiamo candidare persone di lingua italiana e tedesca, allora dividiamoci in due gruppi (ti pareva!), italiani da una parte e tedeschi dall’altra. Così io mi sono ritrovato solo coi 4 tricolori e Hans solo coi  9 destri made in Südtirol. L’esito era scontato. Dreier Landtag? Nessun verde, un Seppi e un Knoll. Donne nel comitato provinciale pari opportunità (la minoranza deve proporre al consiglio la candidatura di 3 titolari e 3 supplenti)? Nessuna Verde, 2 di An per le italiane e 2 Freiheitlichen e 2 della Klotz per le tedesche (rispettivamente titolari e supplenti). Non c’era discussione: 13 a 2, le decisioni erano queste. La notte non ero riuscito a dormire. Come capogruppo mi sentivo responsabile.

 

Alle cinque del mattino o giù di lì ho scritto un sms a Cristina (che continua a lavorare con noi al gruppo) e Hans. Diceva così. “Cara Christl, caro Hans, ci ho pensato. Non possiamo votare Seppi e Knoll, né accettare che le donne verdi vengano eliminate. Credo che dobbiamo prendere una decisione di fondo: fronte unico con l’opposizione quando bisogna difendere il consiglio e la democrazia, ma quando ne va degli ideali e delle politiche dobbiamo presentare le nostre proposte. Domani dobbiamo candidarci anche noi per il Dreier Landtag, rompendo la disciplina di opposizione”. Alle 7,30 Christl mi ha risposto. “Sono d’accordo. Uniti sulla democrazia, e magari prendiamo noi per primi l’iniziativa. Ma sulla politica, l’opposizione di destra è la nostra prima avversaria!”. Anche Hans dice che questa è la linea giusta.

 

Comincia il consiglio. Seguendo l’indicazione di Christl, prendo per primo l’iniziativa a difesa della democrazia e chiedo l’interruzione dei lavori per una riunione delle minoranze. Dobbiamo valutare – spiego – gli avvenimenti del giorno precedente, quando si è scoperto che al Presidente del Consiglio erano arrivate ben 4 candidature a Difensore Civico e lui non le aveva comunicate, cosa che ha avvantaggiato la candidatura proposta dalla Svp. Ci riuniamo e decidiamo di tornare in aula chiedendo che il presidente riconosca la scorrettezza e si scusi pubblicamente. Faccio io il primo intervento a nome dell’opposizione. Mi seguono gli altri. Alla fine il presidente si scusa. Round vinto.

Il punto successivo all’ordine del giorno è il DreierLandtag.

 

Anche di questo avevo parlato alla riunione delle minoranze. Avevo detto: care e cari colleghi, contro il comportamento del presidente siamo uniti, ma vi devo dire che noi verdi non possiamo assolutamente votare Seppi e Knoll a rappresentarci a Innsbruck. Qui noi abbiamo visioni diverse dalle vostre e abbiamo il diritto di presentarle all’opinione pubblica. Non possiamo allinearci all’opposizione, che poi sarebbe allinearci alla destra.

L’unica che ha risposto è stata Eva Klotz. Ti capisco, ha detto, mi pare naturale. Forse non aveva fatto bene i conti.

 

Dunque si passa al voto sui delegati al Dreier Landtag. La maggioranza presenta le sue tre candidature. Una terna secca, tanti nomi quante persone sono da eleggere. Non c’è pericolo che non passino. La minoranza si alza (non ricordo chi, la destra comunque) e candida Seppi e Knoll. Se restassero solo queste due candidature, non vi sarebbe scelta: sarebbero i due eletti, magari con i soli voti dell’opposizione, oppure anche con quelli Svp che si giustificherebbe dicendo di non aver avuto alternative. Cinque in tutto erano da mandare, cinque erano i nomi fatti tra maggioranza e minoranza, quei cinque sarebbero stati gli eletti. Punto.

 

Allora io mi sono alzato e ho ripetuto il discorso: noi verdi abbiamo fatto battaglia con l’opposizione quando era necessario, ma ora che ne va di scelte politiche ci candidiamo autonomamente. Candido me stesso per la componente italiana di minoranza e candido Hans Heiss per la componete tedesca di minoranza. E così si va al voto, con 4 nomi dell’opposizione, di cui solo 2 possono essere eletti.

 

Si vota e il consiglio si divide. Tutta l’opposizione di destra vota Seppi e Knoll (e questo vuol dire che Seppi vota Knoll e Knoll vota Seppi, e pensate che si vota sull’Euregio dove i due sono arcinemici!), che ricevono anche qualche votarello della destra Svp. Noi prendiamo i voti del Pd e del resto della Svp. Risultato: io prevalgo su Seppi (15 voti a 13) e Hans su Knoll (12 a 12, ma passa il più anziano) e da zero che dovevano essere i verdi, prendiamo il 100% degli eletti. Knoll ha le lacrime agli occhi, la Klotz è spaesata, Seppi mi metterebbe volentieri le mani al collo e giura e spergiura che con me non scambierà mai più una parola. Gli rispondo che se lui non mi saluta vuol dire che sono sulla strada giusta.

 

La seduta finisce poco dopo, il voto sulle donne è rimandato a febbraio. Tuttavia, dopo la prima sorpresa, vedo che sia la maggioranza che l’opposizione guarda a noi Verdi con più rispetto. Sulle donne faccio capire che, se ci sarà spazio per le nostre posizioni, un accordo per evitare candidature contrapposte si può trovare. Ma se gli altri credono che le donne Verdi possano essere azzerate, allora noi andremo di nuovo da soli. Perché sulla politica delle pari opportunità io certo sono molto più vicino alle donne Svp o Pd che non a Seppi o all’Artioli.

 

Ho raccontato l’episodio perché mi pare indichi una strada per uscire dalla tenaglia tra opposizione di destra e Svp.

Aggiungo solo un paio di considerazioni sulle varie destre.

  1. I 5 Freiheitlichen. Loro non hanno preso voti per la politica anti immigrati, ma perché sono individuati come quelli che combattono la casta politica e in particolare la casta Svp. Sono diventati gli “avvocati del popolo”: se c’è da protestare contro un’ingiustizia del potere, si va dal Pius. Non tutti, ma molti la pensano così. E su questo hanno preso voti. Additarli come razzisti sperando che la gente li abbandoni non servirà. Anzi, il Pius si posiziona sempre più come “uomo di stato” (la Ulli no, chissà se alla fine litigano).
  2. An e il caso Minniti. Secondo me la coppia Minniti-Holzmann ha più frecce al proprio arco di quanto Urzì e Biancofiore pensino. Hanno il sostegno di una grossa parte della Svp, sono simpatici al Dolomiten e in genere alla stampa tedesca, in quella italiana non sono messi all’indice. Potrebbero fare parecchia strada: ora si trovano in minoranza nel ceto politico destrorso, ma si sono collocati in posizione strategica, dal “lato buono della forza”, come direbbero in Guerre Stellari.
  3. La xenofobia. Se l’è presa in monopolio l’Artioli. Anche Seppi si vergogna a comparire alla marcia del maiale, nonostante in consiglio i due siano pappa e ciccia. Ma la magra riuscita di quella marcia e le reazioni di questi giorni mi fanno pensare che gli anticorpi antirazzisti comincino a fare effetto. Secondo me il tema va calando. Gli imprenditori della paura vedono scendere le loro azioni alla borsa della politica. La popolazione sudtirolese è assai migliore di come la immagina la destra. Per questo ha bisogno di una proposta dei Verdi ferma contro l’arroganza Svp, ma autonoma da questa truppa nero-blu.
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14 pensieri riguardo “Opposizione

  1. Resoconto – come sempre – davvero molto interessante.
    Avete fatto la cosa giusta: distinguersi in modo netto dalle destre ovvero profilarsi come seconda (non in ordine di merito, ma come “altra”) opposizione rappresenta l’unica chance per fare [ri]emergere i Verdi dal calderone anti-SVP. Abbiamo la responsabilità di dare voce a quei sudtirolesi – e non sono pochi, sicuramente più di quanti hanno apposto la propria croce sulla Taube – delusi dallo scenario profilatosi nel Landtag (l’impressionante truppa Freiheitliche/Süd-Tiroler Freiheit e Seppi/Artioli a braccetto) come a Palazzo Widmann, con il Partito Democratico divorato dall’orca Volkspartei. Ma ripeto: occorre profilarsi per rappresentarli al meglio. Con tutte le energie a vostra, nostra disposizione.

  2. Bellissimo riassunto di un episodio davvero edificante. Bravissimi.
    Sono convinto anch’io che “la popolazione sudtirolese è assai migliore di come la immagina la destra”. Per fortuna.

  3. strana idea che Knoll e Seppi si votino a vicenda …

    però !
    nel partito della Klotz c’è chi ripete quasi nevroticamente che i Verdi sono “Faschistenfreunde”.
    Dunque un Verde neanche per sogno voterà un esponente di quel partito .. ma nemmo come tesi di partenza cui bisogna trovare l’antitesi.

  4. eh però, la SF non ha digerito, basta leggere certi blog … certo, sono fatti cosí: i Verdi andavano bene per eleggere il ragazzino der Selbstbestimmung, ma se non si fanno servi della destra sono subito Faschistenfreunde od altro. Certo che il fascismo tedesco nelle proprie righe non lo vedono.

  5. Ma sì, certo che non hanno gradito e capisco che eleggere 2 rappresentanti verdi su 2 posti è un’esagerazione. Dovuta però al fatto che, non essendoci accordo, noi abbiamo dovuto avanzare due candidature, poiché non potevamo sapere in anticipo chi poteva essere eletto e chi no. Nessuno pensava che saremmo stati eletti entrambi.
    Tuttavia la controproposta delle altre opposizioni era semplicemente l’azzeramento dei Verdi.
    Per le future nomine, che poi non sono tante, abbiamo già proposto di arrivare a un accordo, ma su basi più eque.

  6. Dein Bericht ist grandios und spannend wie ein Krimi, heroisch deine Entscheidung. Ergebnis: die Grünen zeigen Profil. Weiter so!

  7. Wobei ja die Grünen gar keine Helden benötigen. Helden brauchen jene, die sich selbst klein und schwach fühlen, denen das Selbstbewusstsein und die Identität fehlt: die müssen irgendeinem Idol nachrennen.

  8. Caro Riccardo,

    il limite della politica di opposizione nelle istituzioni è che i delegati che partecipano al gioco si divertono troppo.
    Il buon Bertinotti non faceva ripetere: ” Io sono fortunato perchè fare politica mi diverte”. Si è divertito forse troppo.
    Spero che il “risiko” serva a qualcosa, ma nutro qualche dubbio.

  9. Questo teatrino della politica è però molto triste, anche se non va disconosciuto che è coerente e onesta la posizione dei verdi; ormai sembra che tanto la sinistra che la destra, piene di approfittatori e lustrascarpe, rappresentano soprattutto i propri componenti.
    La gente ne ha le scatole piene della politica e dei politicanti…. se arriveremo alla resa dei conti però ci rimetteremo tutti. Non sappiamo più cosa augurarci.
    Parlo per chi ha sempre pensato solo a lavorare onestamente e si accorge che ha sbagliato proprio…..a disinteressarsi della cosa pubblica, che è gestita da approfittatori che ci stanno trascinando a fondo con la propria pusillanimità e pochezza d’ animo.

  10. Oggi in Consiglio provinciale c’è stata la seconda e finale puntata sulle varie nomine e credo di dovervi raccontare com’è andata.

    La questione era quella delle donne nel comitato pari opportunità. Quota della minoranza (quella della maggioranza la nomina la giunta). Anche lì dalla riunione della minoranza era venuta la proposta: una di An, una dei Freiheitlichen e una della Südtiroler Freiheit. Niente donne Verdi. E noi avevamo detto che non potevamo accettare questo azzeramento: le candidate proposte erano donne che sono presenti solo nei loro partiti ma non nel movimento delle donne, come le verdi.

    In aula dunque ho proposto il nome di Patrizia Trincanato, come candidatura nostra autonoma. Che ha vinto. Non solo: ha preso più voti di tutte, ricevendo voti dalle donne Svp, da una parte dell’opposizione di lingua tedesca (in particolare Eva Klotz), dal Pd e ovvio da noi. 19 voti. Più voti delle due donne dell’opposizone tedesca (14 e 13 voti), battendo la donna di An (rimasta a 9 voti).
    Potevamo proporre anche una candidatura di lingua tedesca, ma abbiamo ritenuto giusto garantire un pluralismo della rappresentanza. Anche sulle tre membre sostitute non abbiamo avanzato candidature, per lasciare spazio ad altre persone. Ma abbiamo affermato la presenza a pieno titolo delle donne verdi, dimostrando che se ci vogliono cancellare noi andiamo per la nostra strada e siamo in grado di ottenere il consenso che serve.

    Più in generale. Mi ha fatto piacere che questo post abbia suscitato tanti interventi. Ad Alberto vorrei dire che la questione che volevo porre non è semplicemente il teatrino delle nomine in consiglio, ma un tema più generale: il posto e il ruolo dei
    Verdi in un consiglio in cui su 15 dell’opposizione, 13 sono della destra. Il problema è cioè quello di come far vivere l’altra opposizione (un’altra opposizione è possibile).

    Aggiungo che la nostra decisione di mettere in discussione il clima del “tutti insieme, anche con Seppi e Artioli” (clima che si era creato nelle prime sedute) mi pare abbia fatto riflettere tutti. Sia Pius Leitner che Eva Klotz, a più riprese, hanno fatto capire che loro con la destra italiana non fanno causa comune. E sulle donne non hanno obbedito a Seppi, che girava per i banchi invitando a non votare per la candidata dei Verdi, che non avevano rispettato gli accordi sul 3ier Landtag (sfido, ci azzeravano!)

    Oltre a questo, l’opposizione si è presentata con posizioni diverse sulla commissione dei 6 (mi pare ovvio: sull’autonomia le posizioni sono opposte!) e domani sarà lo stesso con la mozione sui costi della politica. Noi appoggeremo la mozione perché corrispondente a proposte che anche noi abbiamo fatto e facciamo, mentre la destra italiana non la sosterrà perché alla fin fine anche Seppi difende il proprio stipendio.

    Io credo che sia bene così: se dal “contro” si passa al “per”, è bene che le posizioni si differenzino e le alleanze varino argomento per argomento (anche con una parte della maggioranza più vicina a noi, se possibile).
    In questo noi Verdi abbiamo apertro una strada che un mese fa fece scandalo e oggi è invece praticata da tutti.

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