Etnoregione

ein-tirol1

IRRESPONSABILI AL COMANDO IN CONSIGLIO PROVINCIALE.

LA SVP OBBEDISCE A SVEN KNOLL E VOTA PER UN TIROLO SENZA IL TRENTINO.

TRADITO IL TIROLO STORICO, CHE FU SEMPRE PLURILINGUE.

E questa, che roba è? E’ martedì 3 marzo, il Consiglio provinciale sta per finire, quando viene distribuita e messa in votazione una mozione dal titolo: “Ripristino della seduta congiunta della Dieta del Tirolo e del Consiglio provinciale di Bolzano”, in tedesco molto più chiaro e simbolico: “Wiedereinführung des Zweier-Landtages”. Ma chi diavolo può presentare, dopo vent’anni di Dreier-Landtag, una roba che ripropone un Tirolo monolingue che esclude il Trentino? Leggo le firme e faccio un salto sulla sedia.

Il primo firmatario è Sven Knoll, il giovane consigliere della Südtiroler Freiheit, e seconda Eva Klotz, fin qui tutto prevedibile. Ma dopo di loro seguono in fila le firme di 15 (dico quindici) consiglieri e consigliere Svp, Pichler Rolle in testa, mancano solo gli assenti: Durnwalder l’africano, il troppo mobile Widmann (non l’hanno trovato) e il sindaco dei sindaci Schüler. Tutte le altre e altri ci sono proprio tutti. A rifilare uno schiaffone ai Trentini, a dare un’interpretazione etnocentrica e nostalgica dell’Euro-Regione, degradata ad Etno-Regione.

Cosa c’è scritto nella mozione? Che bisogna ripristinare lo Zweier-Landtag, cioè l’assemblea dei consigli di Tirolo e Sudtirolo senza Trentino, non in alternativa, per carità – si precisa ipocritamente – al Dreier-Landtag, ma solo per riunire parti più omogenee come Sudtirolo e Tirolo (cioè il Tirolo prevalentemente tedesco), parti tra le quali “i punti in comune sono molto maggiori – recita la mozione – anche solo per la lingue e la cultura: tra Tirolo settentrionale, orientale e meridionale c’è un numero decisamente maggiore di ambiti in cui si potrebbe mirare a una collaborazione politica comune”, mentre la costituzione del Dreier-Lantag, con anche il Trentino “ha inevitabilmente comportato che la collaborazione tra le diverse parti del Tirolo si concentrasse sugli ambiti che riguardano anche il Trentino”, che sono molti di meno e molto più generici. Si avverte inoltre che “dagli ultimi sondaggi risulta che il 50% della popolazione del Land Tirolo desidera la riunificazione con il Sudtirolo, tra cui il 70% dei giovani”. Classico ragionamento da Eva Klotz. Stavolta fatto proprio dall’intera Svp.

La cosa mi pare subito un atto da irresponsabili. Affiancare lo Zweier-Landtag (con riunioni annuali, precisa Knoll) al Dreier-Lantag (che si riunisce ogni due anni) aggiungendo che la collaborazione a due può essere molto più intensa che quella a tre, significa togliere progressivamente valore a quest’ultimo, svuotare l’Euregio come si è fatto con la Regione. Non bisogna dimenticare che lo Zweier-Landtag è esistito negli anni ’70 come prima forma di collaborazione transfrontaliera, quando questa era tabù, e che i padri fondatori l’hanno sempre pensato come tappa intermedia verso il coinvolgimento anche del Trentino: quando questo è arrivato, lo Zweier-Landtag si è evoluto nel Dreier. Adesso tornare allo Zweier significa una involuzione.

Significa rifarsi all’idea etno-regionale di un Tirolo omogeneo perché quasi esclusivamente tedesco, idea contrapposta a quella di una euroregione trasfrontaliera e plurilingue. (Voglio precisare: questo aspetto dell’omogeneità etnico-linguistica versus la dimensione plurilingue e pluriculturale a me pare il vero punto discriminante per tutti i ragionamenti sul futuro dell’autonomia, la cartina di tornasole su ogni prospettiva di “Europa delle regioni”, superamento dei confini ecc… Se le regioni sono piccoli stati etnicamente omogenei, siamo al nazionalismo in scala ridotta, che moltiplicherebbe per mille gli stati esistenti al mondo. Questo solo per inciso).

E significa, questa idea dello Zweier-Landtag tedesco, anche il tradimento dell’esperienza del Tirolo storico, che sempre vide tedeschi, ladini e italiani (trentini) insieme, tranne che negli ultimi anni, quando le correnti nazionaliste cominciarono a predicare l’emarginazione del Trentini e delle altre aree non tedesche dell’impero austro-ungarico, facendolo implodere. Adesso quella musica torna ad aleggiare, complice l’euforia dell’anno Nove.

Nel dibattito sulla mozione queste cose le diciamo solo noi Verdi, io e Hans, in entrambe le lingue perché ci sembra simbolicamente importante farlo in quel momento (Hans come al solito con un intervento breve e splendido). Nulla. Si vota e la mozione passa. A Pichler Rolle pare di aver fatto una furbata, avendo costretto la Klotz a non far firmare la mozione anche ai Freiheitlichen, piccolo schiaffetto a Leitner & co., che infatti protestano e rivendicano la paternità dell’idea tirolese. Poi la seduta finisce. Io non riesco ad alzarmi subito dal mio posto. Sono sorpreso e scandalizzato. Ho ancora negli occhi la scena: Knoll che come presentatore e primo firmatario presenta la mozione e poi tira le conclusione del dibattito, risponde a questo e quello (soprattutto a noi) e la Svp e la giunta provinciale in mezzo, come scolaretti, con Pichler Rolle costretto al suo interventino di 2 minuti, con Berger che a nome della giunta arriva a dire che il Dreier-Landtag è una perdita di tempo, vedi fallimento della seduta a Riva del 2002, insomma tutta la Svp piazzata in mezzo ai discorsi pieni di retorica di Sven Knoll, tutta la Svp come una fetta di mortadella tra le due belle fette di pane della Klotz e del suo discepolo venuto alla prima seduta vestito da Schütze. Allucinante.

Torno a casa furioso e ai giornali che mi chiedono mando questa dichiarazione:

“La presentazione a firme unite di Svp e destra di lingua tedesca e poi l’approvazione di una mozione che chiede il ripristino dello “Zweier Landtag” (Tirolo e Sudtirolo senza il Trentino) è un enorme passo indietro, dal futuro europeo alla preistoria dell’autonomia. A parole l’iniziativa viene presentata come parallera al “Dreierlandtag” (Tirolo, Sudtirlo e Trentino), nei fatti è una proposta concorrente e antagonista all’idea di un’Euroregione transfrontaliera e plurilingue, come è il Dreierlandtag e come è sempre stato il Tirolo storico. 

Accompagnata dalla sottolineatura delle “maggiori affinità” tra Tirolo e Sudtirolo, la mozione di fatto delegittima l’Euroregione e propone un’ Etno-regione linguisticamente omogenea e immensamente più povera del Tirolo classico, che fu sempre plurilingue e comprese sempre anche il Trentino, ad eccezione degli utlimi anni, quando l’idea nazionalista di un “Tirolo tedesco” dilaniò il vecchio impero austroungarico multinazionale e decretò la fine della storia e dell’identità dell’autentico Tirolo. 

La Svp, in panico per la perdita di consensi verso destra, è diventata un elefante irresponsabile che mena colpi da tutte le parti, rischiando di distruggere le basi su cui è costruito il quadro di collaborazioni transfrontaliere che hanno fatto la fortuna della nostra autonomia. Faceva impressione vedere la Svp, capitanata da Pichler Rolle, accodarsi al discorso di Sven Knoll, primo firmatario della mozione, che ha tenuto il discorso di presentazione e ha tirato le conclusioni. E faceva impressione ascoltare l’assessore Berger, a nome della giunta provinciale, sostenere il giovane Knoll e farsi beffe del Dreierlandtag.

Noi Verdi abbiamo votato contro questa irresponsabile mozione e levato le nostre voci, sia in tedesco che in italiano, per difendere la collaborazione col Trentino, per difendere l’idea di un territorio plurilingue orientato al futuro e per denunciare la china nella quale si è messa una Svp che ha perso il senso della propria responsabilità”.

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72 thoughts on “Etnoregione

  1. Ho letto stamane la notizia sui quotidiani. Condivido la rabbia e lo stupore. La reazione della Grüne Fraktion è ineccepibile. Ma ora cosa succederà? Davvero entrerà in funzione un Zweierlandtag? E quali ripercussioni avrà la decisione di Bolzano sul futuro (ammesso che ne abbia uno) della Euregio? Ipotizzabile uno “smarcamento” del Trentino?

  2. Beh, di primo acchito (mentre leggevo gli articoli e gustavo un caffè macchiato in autogrill, sull’autostrada per Vipiteno) ho pensato: guarda guarda… il buon Sven Knoll ha deciso di spernacchiare il Tirolo storico (che ovviamente non può essere tale senza il Welschtirol) e di rendere ancora più improbabile una seria discussione sull’autodeterminazione.

    P.S. Ieri sera Knoll era all’Accademia Cusano a sentire un bel referat di Peterlini sul linguaggio della politica. Mi ha fatto tenerezza.

  3. es bestätigt die erfahrungen mit vielen verschiedenen mitgliedern der stf auch hier in den blogs:
    weder ihr laut propagierter “antifaschismus” ist irgendwie tiefer begründet, noch ihre geschichtskenntnis!

    dass ein tirol ohne das trentino ungefähr so komplett ist, wie der tiroler adler ohne thorax und abdomen, sollte den “heiligen verteidigern” der aquila tirolensis eigentlich bewusst sein!

    aber im utilitaristischen heute südtirols hat sich eine sucht zum schnellen erfolg breit gemacht, der langfristige entwicklungen egal sind. insofern passt dieser beschluss sehr gut zur durnwalder-svp und aben auch zur stf.

  4. Che succederà? chiede Valentino. Io penso, per come li conosco, che la proposta a due piaccia ai tirolesi meno di tutti.
    A Innsbruck sono spesso più interessati a Trento che a Bolzano, perché a loro interessa il “fattore italiano” più che quello tedesco, che hanno già in abbondanza.
    Vedi le scuole bilingui istituite a Trento e Innsbruck con una collaborazione tra le due province, che salta Bolzano a pie’ pari.
    Dunque dal Tirolo potrebbe arrivare un: ma siete impazziti? e il consiglio – molto confidenziale, per non far fare brutta figura ai cugini sudtirolesi – a non farne di nulla.
    Anche noi dovremo avvertire i nostri Verdi tirolesi.

  5. Die Nord-Tiroler Grünen, mit solchen Leuten wie Gebi Mair schneiden sich gemäßigte Grüne doch nur ins eigene Fleisch, dieser Mann ist nämlich ein linksextremer Fundamentalist.

    Laut ihm ist Tirol ein “rechter Mythos” und nicht existent!

    Aber warum regt ihr euch so auf? Der Dreierlandtag besteht doch weiter, im Zweierlandtag werden eben explizit die Beziehungen zwischen Nord- und Süd-Tirol behandelt.

    Natürlich besteht das historische Tirol auch aus dem Trentino, das zweifelt doch niemand an!

  6. sosigis, kümmert euch endlich um euren faschismus, kehrt vor der eigenen tür, da gibt es sehr viel zu tun: ein einsprachiges tirol oder südtirol ist eine faschistische vision. punkt.

  7. ich bin einig mit ladinia
    …e la storia insegna che die “Selbstbestimmung dei popoli ” è sempre sorta da nazionalismi che hanno solo creato nuovi nazionalismi di nuove minoranze, quando non si è riusciti a “pulirle” definitivamente!

  8. è veramente assurdo! in un momento cosi critico per tutta l’Italia però non ci si può aspettare cose buone. Il vento di destra sta funzionando per forza d’attrazione di idee xenofobe. non so come funziona ma credo che questa cosa attacca pesantemente lo statuto di autonomia che a mio parere non si può minare da una mozione. forse ci vorrà molto di più di questo. non sono nemenno cosi siccura che il tirolo del nord sia cosi contento e cosi pronto ad affiancare questa idea. comunque spaventa. sopratutto per il motivo che anche la SVP stia dalla stessa parte.
    credo che bisogna fare qualcosa. almeno discreditare l’idea come minaccia allo statuto di autonomia (devo ancora leggerlo bene) quindi anticostituzionale, ma non so se questo funzioni! mi manca un pezzo di informazione.
    credo che tu e Hans avete la stoffa per farcela!
    come ho spesso detto non vorrei essere nei vostri pani

  9. christian, al é ince por i ladins fasciagn, mo nia ma:
    chesta jent oress avei n “Tirol” porí todesch, chel ô scemplamenter dí che te döes generaziuns é döt sparì ci che n’é nia todesch.
    N Tirol monolingual é na vijiun fascista.

  10. @ladinia + graziano
    Also ist laut euch die Selbstbestimmung “nationalistisch” und “faschistisch” während der italienische Imperialismus und die völkerrechtswidrige Annexion Süd-Tirols aus nationalistischen Gründen akzeptierbar?

    Trentino gehört zum historischen Tirol, aber die Trentiner wollen Teil Italiens bleiben, sie fühlen sich in diesem Staat wohl. Das ist ihr gutes Recht! Aber warum sollten wir dann nicht mit den Nord-Tirolern die unsere gleiche Kultur teilen stärker zusammenarbeiten als mit dem inzwischen leider komplett ent-tirolisierten Trentino?

    Wer redet denn von einem einsprachigen Tirol? Auch in Bozen gibt es Italiener, diese werden auch akzeptiert, nur der faschistische Müll (Siegesdenkmal, Relief, etc.) nicht! Das Trentino möchte kein Teil Tirols mehr sein, es gibt zwar immer noch Trentiner die sich als Tiroler fühlen, aber die sind weit in der Minderheit.

    Wir haben nicht vor, dass Trentino zu re-tirolisieren und damit zu ent-nationalisieren, so wie die Italiener es mit uns vorhatten und immer noch vorhaben.

    Der Dreierlandtag bringt doch gar nichts, wenn man als Vertreter der deutschen Opposition einen Hans Heiss hinschickt, der in einer rosaroten Zuckerwelt lebt und die Probleme unseres Landes nicht erkennt. Ein Dreierlandtag mit einem Trentino, das mittlerweile eine italiensiche Region ist, hat also mit Tirol nichtmehr viel zu tun, leider! Ich würde ein Umdenken in Richtung Tirol im Trentino zwar sehr begrüßen, aber sehe das als sehr unrealistisch.

    Ein Tiroler Zweier-Landtag kann also nur aus Regionen bestehen, die sich als Tiroler bezeichnen.

  11. die selbstbestimmung, WIE (!) iihr sie fordert, ist ein nationlaistisches und faschistisches projekt.

    Du redest ständig vom ital. “Imperialismus”, aber beim deutschen Imperialismus und Faschismus bist du völlig blind.

    “unsere gleiche Kultur”

    eben: hier haben wir DREI kulturen und nicht eine.

    “leider komplett ent-tirolisierten Trentino?”

    ach so, du bedauerst, dass das Trentino sich dem Versuch der Germanisierung entziehen konnte … Solche Leute wie Du sehen doch nur dann jmd. als ok an, wenn er auch DEUTSCH ist, dein blog sagt ja alles.

    “Wer redet denn von einem einsprachigen Tirol?”

    DU und Deine Partei !!!
    ständig, permanent, ununterbrochen!

    alles nur rein deutsch.

    Für andere Sprache habt ihr keinen Platz.

    “Wir haben nicht vor, dass Trentino zu re-tirolisieren und damit zu ent-nationalisieren, so wie die Italiener es mit uns vorhatten und immer noch vorhaben.”

    DOCH, genau das habt ihr !

    “Der Dreierlandtag bringt doch gar nichts, wenn man als Vertreter der deutschen Opposition einen Hans Heiss hinschickt”

    Hans Heiss ist 100 mal intelligenter als die Patridioten.

    “Ein Dreierlandtag mit einem Trentino, das mittlerweile eine italiensiche Region ist”

    oh … oh… von 3-spr. Südtirol sagt ihr “deutscher sprach- und kulturraum” – aber SO gesehen: was stört dich, dass die das Trentino eine italienische region ist?”

    eben, solche Extremisten, Nationalisten wie Du sehen nur das als Tirol an, was Taitsch ist.

    Im Gegensatz zu Dir lehne ich auch den deutschen Faschismus ab.

    Dich und deine SF stört Faschismus nur, wenn er italienisch ist.

  12. die selbstbestimmung, WIE (!) iihr sie fordert, ist ein nationlaistisches und faschistisches projekt.

    Du redest ständig vom ital. “Imperialismus”, aber beim deutschen Imperialismus und Faschismus bist du völlig blind.

    “unsere gleiche Kultur”

    eben: hier haben wir DREI kulturen und nicht eine.

    “leider komplett ent-tirolisierten Trentino?”

    ach so, du bedauerst, dass das Trentino sich dem Versuch der Germanisierung entziehen konnte … Solche Leute wie Du sehen doch nur dann jmd. als ok an, wenn er auch DEUTSCH ist, dein blog sagt ja alles.

    “Wer redet denn von einem einsprachigen Tirol?”

    DU und Deine Partei !!!
    ständig, permanent, ununterbrochen!

    alles nur rein deutsch.

    Für andere Sprache habt ihr keinen Platz.

    Du verdrehst wieder alles, wo gibt es denn in Süd-Tirol deutschen Imperialismus? In deiner Traumwelt vielleicht.

    Ich befürworte nirgendwo die Germanisierung des Trentino, wie kommst du darauf? Die Welschtiroler Identität war doch keine “germanische” diese welschtiroler Kultur geht leider immer weiter verloren, das ist Schade. Kulturelle Vielfalt ist nämlich schützenswert, die Faschisten sind diejenigen die diese auslöschen wollen um Gebiete einem Staat einzugliedern.

    Ich akzeptiere und schätze jede Kultur, wenn du mich als Rassisten ansiehst weil ich meine Heimat und meine Tiroler Kultur liebe, dann hast du ein Wahrnehmungsproblem. Warum sollte mein Blog rassistisch sein?

    Wenn mich jemand verurteilt, weil ich mir wünsche die Tiroler Identität zu stärken und diesen Staat zu verlassen, dann frage ich mich wer der Faschist ist! Faschismus ist nämlich auf gleichmacherei aus, ich sicher nicht, solange jemand mich akzeptiert als das was ich bin, als Tiroler habe ich kein Problem mit anderen Kulturen.

    “Wir haben nicht vor, dass Trentino zu re-tirolisieren und damit zu ent-nationalisieren, so wie die Italiener es mit uns vorhatten und immer noch vorhaben.”

    DOCH, genau das habt ihr !

    Woraus schließt du, dass wir solche kranken Absichten hegen würden? Wir würden niemals ein solches Unrecht dulden, weil wir es selbst erlebt haben!

    “Der Dreierlandtag bringt doch gar nichts, wenn man als Vertreter der deutschen Opposition einen Hans Heiss hinschickt”

    Hans Heiss ist 100 mal intelligenter als die Patridioten.

    Tolle Argumentation, meine Schwester ist 9 Jahre alt und bedient sich intelligenterer Argumenationsstrukturen als du.

    “Ein Dreierlandtag mit einem Trentino, das mittlerweile eine italiensiche Region ist”

    oh … oh… von 3-spr. Südtirol sagt ihr “deutscher sprach- und kulturraum” – aber SO gesehen: was stört dich, dass die das Trentino eine italienische region ist?”

    eben, solche Extremisten, Nationalisten wie Du sehen nur das als Tirol an, was Taitsch ist.

    Im Gegensatz zu Dir lehne ich auch den deutschen Faschismus ab.

    Dich und deine SF stört Faschismus nur, wenn er italienisch ist.

    Mich stört eine italienische Region nicht, aber wenn diese italienische Tirol eben eine italiensiche ist und ihre Tiroler Wurzeln verkennt, dann hat sie mit Tirol wohl nichtmehr viel zu tun? Es geht hier nicht um Sprache sondern um kulturelle Identität, wenn die Trientner sich als Tiroler fühlen, dann sind sie gerne willkommen, Fakt ist aber sie wollen lieber Italiener sein. Wo ist das Problem?

    Ich sehe das als Tirol an, was sich auch selbst als Tirol ansieht, warum sollten wir die Trientner zwingen wieder Tiroler zu werden?

    Mich stört Faschismus immer! Ich sehe aber keinen deutschen Faschismus in Süd-Tirol, die paar Neonazihanseln werden ja alle paar Jahre verhaftet ;-). In Italien ist aber der Faschismus hoffähig und Mussolinis Erben sitzen an den Schalthebeln der Macht und verteidigen ihre Monumente und ihre imperialistische Politik.

  13. Berichtigung: “Mich stört eine italienische Region nicht, aber wenn diese italienische Tirol eben eine italiensiche ist und ihre Tiroler Wurzeln verkennt, dann hat sie mit Tirol wohl nichtmehr viel zu tun?”

    Dieser satz sollte eigentlich heißen:

    Mich stört eine italienische Region nicht, aber wenn diese eine italienische geworden ist, und ihre Tiroler Wurzeln verkennt, dann hat sie wohl mit Tirol nichtmehr viel zu tun?

  14. “Du verdrehst wieder alles, wo gibt es denn in Süd-Tirol deutschen Imperialismus?”

    lerne Geschichte ! durschau die Gegenwart.

    “Die Welschtiroler Identität war doch keine “germanische” diese welschtiroler Kultur geht leider immer weiter verloren, das ist Schade. ”

    Du hast doch nicht die geringste Ahnung, was Kultur ist, du redest die ganze Zeit von Kultur, kennst die Kulturgeschichte aber nicht im geringsten.

    “Kulturelle Vielfalt ist nämlich schützenswert, die Faschisten sind diejenigen die diese auslöschen wollen um Gebiete einem Staat einzugliedern.”

    ach ja, und wer behauptete da, ganz Südtirol sei “deutscher Sprach- und Kulturraum” ?? so ganz faschistisch!

    “Ich akzeptiere und schätze jede Kultur, wenn du mich als Rassisten ansiehst weil ich meine Heimat und meine Tiroler Kultur liebe”

    Nein, weil du andere Kulturen nicht einmal als Kulturen akzeptierst.

    “Ich sehe aber keinen deutschen Faschismus in Süd-Tirol”

    och je .

  15. Die Südtiroler Feiheit started das Tirol der zwei Geschwindigkeiten. Und die “Unrechtsgrenze” wird ein paar Kilometer nach Süden verschoben.

    Jetzt haben sie aber wirklich den letzten Funken Glaubwürdigkeit verloren. Ihr Anti-Faschismus ist ein verkappter Anti-Italianismus und ein bornierter Sprachnationalismus.

    Die Südtiroler Freiheit verrät die europäische Idee und die wahre Einheit Tirols.

  16. ach ja, und wer behauptete da, ganz Südtirol sei “deutscher Sprach- und Kulturraum” ?? so ganz faschistisch!

    Süd-Tirol ist Teil des österreichischen Kulturraums, den man auch zum deutschen Kulturraum zählen kann, es gibt natürlich auch Einflüsse anderer Kulturen wie in jedem Grenzgebiet, aber die Leitkultur ist sicherlich die Tiroler Kultur. Merkst du das nicht?

    Die Italiener die in Bozen leben schotten sich dort ab, die Italiener auserhalb Bozens haben die Tiroler Lebensart ziemlich angenommen. Das sehe übrigendns nicht nur ich so, auch der Bozner Bürgermeister Spagnolli denkt das selbe.

    Nein, weil du andere Kulturen nicht einmal als Kulturen akzeptierst.

    Warum akzeptiere ich andere Kulturen nicht als Kulturen? Du erfindest einfach Dinge weil dir Argumente fehlen, findest du das man auf dieser Grundlage eine Diskussion führen kann?

  17. @Ladinian Urzì

    Against Fascism and Nazism! Gegen ladinische, deutsche und italienische Nationalisten!!! Contro nazionalisti ladini, italiani e tedeschi!!

  18. “Süd-Tirol ist Teil des österreichischen Kulturraums, den man auch zum deutschen Kulturraum zählen kann, es gibt natürlich auch Einflüsse anderer Kulturen wie in jedem Grenzgebiet, aber die Leitkultur ist sicherlich die Tiroler Kultur. Merkst du das nicht?”

    eben, du bist einfach ein faschist.
    hier gibt es auch andere kulturen – autochtone kulturen !!

  19. Und weiter wächst ein Stück wieder zusammen, was seinerzeit gewaltsam getrennt, aber immer noch zusammen gehört. Der gemeinsame Zweierlandtag wird die Keimzelle der echten Landeseinheit in der EU von morgen werden, wenn man aus vorhandenen Möglichkeiten in beiden Landes-Politiken in Innsbruck und Bozen das richtige machen wird.
    Das Land Trentino wird nach dem Verlust der eigenen Autonomie sehr schnell umschwenken und über Nacht die Seiten wechseln…

  20. @sosigis

    “flächendeckend präsent”

    Das ist nicht minderheitenfreundlich. Der Schutz und Wert einer Minderheit leitet sich nicht von dessen Größe ab. Das ist ja ein wiederspruch in sich. Sie stellen eine Bereicherung der gesammten Gesellschaft dar.

    Oder sollte sich vieleicht Ladinien von Südtirol trennen und eine eigene Provinz gründen, schließlich ist sie ja so nicht lebensfähig, in einem “deutschen” Land ist.

  21. Caspita! sono sempre più incredula su tutto quello che succede! Da una parte non ci rendiamo conto di cosa sta realmente succedendo socialmente, e questo non si può leggere su nessun giornale, l’unico modo per saperlo è parlare con gli insegnanti delle scuole medie che vedono un defilare di assistenti sociali che continuano a cambiare perchè appena arrivano sono subito “burned out”. Come la storia dei due bambini indiani rimasti soli per due mesi perchè il papà doveva andare in India …. tanto c’è lo zio …. si ma lo zio sta a Milano … per loro la distanza è corta …. cosa vuoi che siano 300 km rispetto alla distanza che ci separa dall’India? E così si riempiono le scuole di bambini abbandonati, ammalati senza poterli curare perchè le scuole non hanno il medico. Ecco il Tirolo dell’emergenza nascosta mentre si fanno le stupide mozioni sul Zweier Landtages. Almeno si potesse rimanere a tre invece di rimanere a due. E poi si parla di Europa, di apertura dell’Educazione, della Città di Bolzano come un possibile centro europeo per la cultura, il turismo ecc….
    Ma quelli di Bruxelles ci stanno già prendendo in giro.
    E poi tutto quello che si sta già facendo, ieri in intendenza scolastica con l’Educazione Ambientale, stiamo mettendo in piedi una stretta collaborazione tra intendenze, oggi vado a lavorare al Museo di Trento con gli insegnanti trentini per costruire il primo sito di servizio on line su clima e ambiente. Noi purtroppo lavoriamo e non ci rendiamo conto cosa succede con una banda di consiglieri che non hanno altro da fare che chiacchierare e firmare cose assurde. Grazie Riccardo delle informazioni, spero che questa volta i cittadini non stiano seduti a subire anche questi sberleffi, Silvia

  22. infatti, il concetto “flächendeckend” non lascia spazio per altri, è un concetto disastroso, come si è visto nel 1939, o invece in Carinzia, quando i nazisti hann tentato di fare della Carinzia una regione “flächendeckend” tedesca, o nell’Ex Jugoslawia … e be’

    che non sia flächendeckend inoltre é la definizione stessa della minoranza, e sosigis dunque per definizione nega le minoranze.

    q.e.d.

  23. Die deutsche Volksgruppe ist in Süd-Tirol fast komplett flächendeckend vorhanden, das habe nicht ich erfunden, das ist ein FAKT.

    Die Ladiner werden immer eine Minderheit sein, egal ob in Italien, in Österreich oder in einem Freistaat. Natürlich muss diese Minderheit geschützt und erhalten werden (zurzeit wird Ladinien immer mehr italianisiert!).

    Warum sollte das Wort flächendeckend keinen Platz für andere lassen? Das ist doch kompletter Unsinn, wenn ich über Deutschland spreche, dann spreche ich auch darüber, dass es eine “deutsche Kultur” hat ohne, dass sich die Minderheiten dort verletzt fühlen und durchdrehen so wie du ladinia.

  24. du widersprichst dich ständig.

    “Warum sollte das Wort flächendeckend keinen Platz für andere lassen? Das ist doch kompletter Unsinn”

    nein ! eben nicht.

  25. @sosigis & Lorenz

    Ich würde mir eine Stellungnahme zum Post von Riccardo von euch wünschen.

    “(…)Io penso, per come li conosco, che la proposta a due piaccia ai tirolesi meno di tutti.
    A Innsbruck sono spesso più interessati a Trento che a Bolzano, perché a loro interessa il “fattore italiano” più che quello tedesco, che hanno già in abbondanza.
    (…)
    Dunque dal Tirolo potrebbe arrivare un: ma siete impazziti? e il consiglio – molto confidenziale, per non far fare brutta figura ai cugini sudtirolesi – a non farne di nulla.”

    Ich kann mir vorstellen, dass Riccardo recht hat. Seitens Tirol & Österreich besteht kein grosses Interesse an Südtirol-Bozen.
    Das Trentino auszugrenzen wird auch euch nichts gutes bringen: dadurch bekennt ihr Farbe (wie schon die Frau Klotz letztens in Brixen). Ihr könnt nun nicht mehr leugnen, dass euch die ItalienerInnen und auch die zwei- oder dreisprachigen Familien überhaupt nicht interessieren. Ihr positioniert euch mit diesen und anderen Aktionen und Aussagen immer mehr rechts. Je mehr rechts ihr seid, umso weniger könnt ihr die italienische Rechte kritisieren. Über was wollt ihr dann noch reden???

  26. Das Trentino will nichtmehr Tirol sein, dass ist ein Fakt. Die Trentiner sehen sich als Italiener, nichtmehr als Tiroler. Also grenzen nicht wir sie aus, das ist Schwachsinn.

    Wenn die SVP diesen Antrag unterschrieben hat, dann trägt ihn die ÖVP mit, die Freiheitlichen in Österreich natürlich auch. Bei den jungen Tirolern steht die Wiedervereinigung ganz oben auf der Wunschliste, 70% der jungen Nord-Tiroler wünschen sich diese. Das kann die offizielle Politik nicht ignorieren, also wird Nord-Tirol den Zweier-Landtag höchstwahrscheinlich begrüßen oder sich komplett unglaubwürdig machen.

    Also wenn wir das Trentino Italien sein lassen, weil sie es wollen, dann grenzen wir damit Italiener aus, interessante Feststellung, also müssten wir in Faschistenmanier das Trentino zwingen wieder Teil Tirols zu werden? Nein danke, ich bin ein Verfechter der Freiheit zu Entscheiden, wenn das Trentino nichtmehr Tirol sein will, dann bin ich der letzte der sie dazu zwingen will.

  27. Sosigis, il tuo odio antiitaliano non ha bisogno di traduzioni, si capisce benissimo. Leggi i libri di Rigoni Stern e di Bedeschi, li trovi anche tradotti in tedesco; forse capirai che l’humanitas degli italiani è il connotato comune del dna delle varie nazionalità del popolo italiano, che non si merita proprio di essere odiato, tantomeno da te che chiedi e ricevi regali in continuazione; inoltre sappi che un veneto o un napoletano possono avere ragioni storiche da vendere rispetto alle tue per chiedere la loro autonomia; ma tu non conosci la storia che non sia tirolensis e quindi non puoi capire, per questo è utile dirtelo (sarebbe meglio che tu studiassi privatamente però, almeno la storia d’Italia del Montanelli).
    Infine, se restiamo uniti come Italia, in Europa, è meglio per tutti, soprattutto per quelli come te che non vedono più in là del loro naso.
    Ma se capiremo che ti lasceranno fare e ti daranno carta bianca, vuol dire che noi italiani tra un paio d’anni – almeno chi è così privilegiato da poterlo fare – dobbiamo prepararci al trasloco, investimenti compresi, da Bolzano a Trento,… contento tu..contenti tutti, vero? sieg heil.si dice.vero? e continua a scrivere, così aggiorno le lancette dell’orologio per quando dovrò fare le valigie, dato che preferisco i posti dove mi sento un libero cittadino.

  28. Aber nicht das Trentino hat den Antrag gestellt, sondern ihr.

    Ich wusste nicht, dass die SVP so eine grosse Macht hat, dass sie der ÖVP und der FPÖ zeigen kann wo es langgeht. Könntest du mir genauer erläutern was du unter den 70% der “jungen” Nord-Tiroler verstehst? Ich habe 13 Jahre in Innsbruck gewohnt und nicht einmal (!) etwas davon gehört, im Gegenteil, es gibt dort wenig Verständnis für solche Flausel, genauso wie bei den österreichischen Politikern (hast du die Zeichen nicht erkannt?). Seien wir doch ehrlich: wir (Südtiroler) sind kein Thema mehr. Bei der Buchvorstellung von Peterlini hat sich Weingartner sogar über unsere deutsche Aussprache lustig gemacht.
    Die SüdtirolerInnen nehmen sich selbst oft zu wichtig.

    Zurück zum Thema: das ist einfach wieder eine billige Provokation, was wirklich Konstruktives schafft ihr ja sowieso nicht.

  29. incredula wenn das Trentino, Tirol sein möchte, dann hätten sie sich wohl mehr eingesetzt. Das tun sie aber nicht, durch De Gasperi haben sie sich die Autonomie ergaunert.

    die 70% habe nicht ich erfunden sondern gehen aus einer Umfrage der Tiroler Tageszeitung zurück, wir sind sehr wohl Thema, erst vorgestern wurde Süd-Tirol im österreichischen Parlament angesprochen. Aus dem Artikel geht aber auch hervor, dass nur 45 Prozent der Süd-Tiroler bei Italien bleiben wollen.

    Hier ein Link dazu: http://www.tt.com/tt/tirol/story.csp?cid=1777630&sid=56&fid=21

    Ich bin des öfteren in Innsbruck und auserhalb von linkeslinken Studentenkreisen sind wir sehr wohl Thema! – In ganz Österreich.

    @luigi
    Ich kenne die Geschichte dieses Staates der nicht der meine ist, wahrscheinlich besser als du, als du und ich befürworte auch ein unabhängiges Veneto.

    Du sprichst davon wir sollten als Italien geeint bleiben, ob Italien geeint bleibt oder nicht ist eigentlich nicht unser Problem, wir sind nämlich kein Teil Italiens sondern völkerrechtswidrig annektiertes Land!

    Du bist der typische Bozner AN/Unitalia Wähler, du glaubst die neofaschistische Propaganda und kannst nur durch Unterstellungen und Unwissenheit punkten.

  30. @Sosigis + luigi

    Hier haben wir mit euch zwei als Beispiel das grosse Problem Südtirols:
    Der eine,sosigis, hängt sich an die Selbstbestimmung ohne Rücksicht auf Verluste: wir sind Tiroler(wir alle?), wollen die Selbstbestimmung und alles andere ist scheissegal, ohne Programm, ohne Weitblick, ohne Diskussion mit allen drei Sprachgruppen, einfach nur einfältig und dumm.

    Und der ander, luigi, hängt sich an den italienischen Staat, wahrscheinlich weiss er gar nicht,was die Selbstbestimmung sein könnte, wenn mit allen drei Sprachgruppen gesprochen würde, wenn man ohne die deutsche Rechte einen Weg aus diesem Dilemma suche würde.

    Denn es ist doch offensichtlich, immer weniger Menschen hier, egal ob deutsch, italienisch oder ladinisch, wollen von diesem Staat abhängig sein, die Frage ist nur, wie macht man weiter, wie schafft man die Voraussetzungen für eine mögliche Selbstbestimmung? Ich weiss es nicht, aber ich weiss, dass es ohne rechtes Geschreie gehen muss!

  31. Ich finde es super wie Taibon sich für die ladinische Minderheit einsetzt! Hätten die Ladiner mehr von seiner Art, würden sie sicher mehr gehört. Deinen Blog finde ich auch toll. Super, dass er hier im Blogroll steht. Nur weiter so!

  32. @sosigis
    Es zieht sich durch wie ein roter (si fa per dire) Faden: Der Wunsch ist und bleibt der Vater des Gedankens.
    Ach ja: wo gibt es in Innsbruck “linkslinke” Studenten? Die würde ich gerne kennenlernen!

  33. Wusstest du nicht, dass Innsbruck und Wien in Österreich als die Städte mit der höchsten linksextremen Studentenszene zählen? Da du mehrere Jahre in Innsbruck gelebt hast, wundert mich, dass dir das nicht aufgefallen ist.

    Die Uniszene in Innsbruck ist sehr linkslastig, ich kenne viele Linke Aktivisten die sich mit der linken Innsbrucker Szene nicht identifizieren können und nicht zusammenarbeiten wollen, da die Innsbrucker Linken zu großen Teilen fundamentalistisch und teilweise sogar stalinistisch sind.

    Viele Innsbrucker Linke weigern sich sogar, die deutschen Bezeichnungen für die Ortsnamen in Süd-Tirol zu verwenden…

    Das habe ich nicht erfunden, kannst du gerne recherchieren du wirst im österreichischen Verfassungsschutzbericht fündig.

  34. Was werde ich finden? Dass es in Innsbruck eine wahnsinnig vielfältige linke Szene gibt??? Ach komm, das ist absolut lächerlich. Ich habe einig Demos gesehen und da gehen immer diesselben 50 Typen mit. (50!!!)
    Und so viele politische Aktivitäten, nicht war? Möchte wissen wo du die siehst, vielleicht wenn du zur Ikea fährst?
    Wenn dich das Thema interessiert, kann ich dir ein ganzes Buch darüber empfehlen: Und wir bewegen uns doch, von Robert Foltin. Schön, dass sich jemand mit der Massenbewegung auseinandergesetzt hat.

    Wenn es soviele Linke gibt, die sich sogar weigern die deutschen Bezeichnungen zu benutzen, warum glaubst du wollen 70% der jungen Nordtiroler die Wiedervereinigung??
    Einerseits die “grosse” Gefahr, andererseits soviele Sinnesgenossen von dir… schon komisch. Du solltest dich entscheiden was nun eher zutrifft.

  35. Es gibt eine starke Linke Szene in der Relation zu anderen Bundesländern und Städten gesehen. Natürlich macht diese Linke Szene immer noch einen kleinen Teil der Bevölkerung aus, aber dieser Teil ist unter Studenten besonders oft vertreten und macht oft auf sich aufmerksam, deshalb denken viele Süd-Tirol würde in Österreich vergessen. Ist es aber nicht wie man sieht.

    Die 70% Befürworter kommen aus ganz Nord-Tirol nicht nur aus Innsbruck, in Innsbruck wird die Landeseinheit am kritischsten gesehen, weil die Innsbrucker die Süd-Tiroler teilweise nicht mögen, weil einige Studenten in Innsbruck sehr arrogant auftreten und ihre Italianità zelebrieren weil ihnen das verschiedene Vereine einreden.

    Keine Angst ich kenne Nord-Tirol gut, nicht nur von Einkaufsfahrten… Ich kann die Situation recht gut beurteilen.

  36. Ladinia mich mit jemandem zu vergleichen der Bücher verbrennen will und gegen Juden hetzt ist wohl ein bisschen übertrieben.

    Ein bisschen Niveau und eine sachliche Diskussion würde ich mir schon erwarten, ich untermauere meine Aussagen ja auch und werde nicht beleidigend.

    Auf diesem Niveau werde ich mit dir nichtmehr weiterdiskuttieren Ladinia.

  37. du sprichst von Niveau? alle deine Postings sind nichts als nationalistsiche Rülpser – naturgemäß erkennst du sie nicht. Für dich gilt Thomas B., – alias Thomas der Große.

  38. sehr interessant immer wieder zu sehen wer sich gern ein stelldichein mit den faschisten gibt.
    da kommt kein kritikpunkt an solch faschistische benutzer wie dieser luigi (ein faschist der ersten stunde, er bezeichnet die ital. rasse gar als “superiore”), aber an leuten die nix als die unabhängigkeit wollen da hacken die grünen und pseudolinken (in wahrheit verkappte faschistenhelfer) und sogar die ladiner drauf herum – die eigentlich die urtiroler sind und nicht gerade mit faschisten pakteln müssten in forums.
    und noch was: scheinbar vergisst ladinia dass die rätoromanischen sprachen in italien eine größere minderheit sind als die deutschen. nett von dem benutzer dass er eine der kleinsten minderheiten im fremden staat italien so diskreditiert und alle zu nationalisten macht, das ist minderheitenfreundlich. wahrscheinlich soll alles deutsche ausgelöscht werden, das wäre solchen leuten wohl am liebsten. gratulation zum deutschenhass und faschistenähnlichen positionen…

  39. ich finde, dass riccardos anregung, über die ethnische region nicht dazu hergenommen werden kann, um sich gegenseitig die titulierungen “faschist” oder “linkslinker” an den kopf zu werfen.

    weder der idee, den status südtirols und des trentinos zu verändern, noch der aussicht, dass diese beiden bei italien verbleiben werden, sind diese befetzungen dienlich.

    ich finde, die anregung riccardos ist wertvoll genug, um sachlich zu bleiben und zu schauen, wer für was steht. “sie da drüben” und “wir herüben” gibt es nicht: in allen drei regionen gibt es zu jeder der diskutierten positionen unterschiedliche anteile an befürwortern und gegnern.

    man müsste folglich in allen drei landesteilen dieselbe umfrage starten, damit vergleichbare resultate vorliegen.

    allein die jugend aus nordtirol ist mir als übergreifende referenzmenge zu wenig.

    andererseits hängen wir als südtiroler natürlich schon in der verquasten gesetzeslage italiens drin und viele gute ansätze zur substantiellen verbesserung unserer lebensbedingungen werden durch die nicht nachvollziehbaren gesetze italiens verhindert.

  40. jaja, ihr bezeichnet grüne und liberale als faschisten, aber beim deutschen faschismus marschiert ihr mit.

    ganz südtirol deutscher sprach- und kulturraum
    tirol deutsch und frei
    südtirol flächendeckend deutsch

    das sind faschistische parolen: schwarz auf weiss.

    http://www.stol.it/community/forum/beitraege.asp?move=2&t=2235&SID=0D7F

    Der eingeflscheischte Nazi kommt immmer zum Vorschein, das is bei dir nicht anders. “Still sein und arbeiten”. Du hast nicht alle Tassen im Schrank um mit solchen Frechheiten um dich zu werfen.

    Der Unterschied zwischen meiner Rechtschreibung und deiner besteht darin, dass ich ohne der Korrektur von Word auskomme, deshalb sind deine Fehler um so gravierender:
    “Und noch was: Bevor wir deutschsprachigen Südtiroler uns hier nicht als “Südtiroler” fühlen DÜRFEN, habe ihr überhaupt nichts zu fordern.

    Dein Wordschinken erkennt eben solche Fehler nicht. Nichtnutzes Angeben nenn ich sowas.

    Und zu deinem Deutsch, “Umgangsform” gibt es Singel und als “Umgangsformen” Plural, du Rechtschreibbanause.
    Ein Tippfehler macht aus mir keinen Italiener, bei dir sieht die Sache schon gewaltig anders aus, es wimmelt nur so von linguistischer Unkenntnis. Davon Schlüsse zu ziehen hieße dich in Nordafrika anzusiedeln!

  41. ladinia, dieser benutzer “liese” tut mir ehrlich gesagt leid, weiß nicht warum du ihn hier zitierst, das ist ehrlich gesagt wirklich ein faschist auf der deutschen seite (besser gesagt minderbemittelt). allein schon dass du es nötig hast solche figuren zu zitieren ist traurig genug…
    und die grünen sind natürlich keine faschisten, genausowenig wie du. aber verrat mir mal eines, warum keine kritik am italienischen faschismus und fast schon paranoid den deutschen faschismus suchen? das ist doch nicht normal so aggressiv zu sein…
    andere meinungen zu akzeptieren gehört normal zum guten ton.

  42. bis auf luigi oder wie er heißt ist ja kaum ein ital. faschist da! aber von dt. seite sind sie permanent da.
    und zwar ständig. wenn jeden 2. tag die parolen fallen wie die zitierten (flächendeckend deutsch etc.) , wäre es höchste zeit auch von dt. südtirolern, dass sie sich erheben.

  43. von 90% deutschen südtirolern in 1918 gibt es ja nur mehr rund 60%, ich denke du kannst dich nicht beklagen…
    wenn man bedenkt dass italien mit den friaulern und ladinern ca. 600.000 rätaromanische sprecher hat, die deutschen bissl über 300.000, muss man hier nicht so gegen die deutsprachige minderheit “fetzen”, das bringt uns auch nit weiter.

  44. Weil ladinia hier keinen deutschen Faschisten findet, muss er einen aus dem Stol Forum zitieren. Armselig… Auch, dass du immer wieder den alten Pappkarton vom Brenner auf dem “Tirol bleibt frei und deutsch” stand zitierst zeigst du doch nur das fehlen von Argumenten.

    Dieser Karton ist nicht von uns – wenn irgendjemand einen bemalten Karton mit einem dummen Spruch aufstellt ist also die Süd-Tiroler Freiheit schuld daran? Lächerlich…

    Wo bezeichnen “wir” Grüne und Liberale als Faschisten? Über Liberale habe ich nie etwas gesagt, ich verstehe mich nämlich selbst als liberal. Ein Liberaler wird sich aber immer für die Selbstbestimmung eintreten, weil in dieser politischen Ideologie ein starker Zentralstaat verpöhnt ist und der Wille der Menschen respektiert wird.

    Die Grünen sind übrigends Anti-Liberal, man schaue sich nur teilweise Forderungen von Grünen an, Pornoverbot, Verbot von ethnischen Parteien etc. Verbote über Verbote…

  45. Das flächendeckend deutsch reißt du übrigends komplett aus dem Zusammenhang ladinia.

    Ich habe lediglich gesagt, dass die Leitkultur eine österreichische ist, weil Süd-Tirol flächendeckend (mit Ausnahme von Ladinien) von Deutschen besiedelt ist, während die Italiener sich auf einige Ballungszentren beschränken und die Ladiner hauptsächlich in Ladinien leben.

    Das ist ein Fakt und keine “nationalistische Ideologie”, zitier mich bitte richtig!

    Mehr als Sätze aus dem Zusammenhang zu reißen kannst du aber nicht, aber da dir wie ich schon gesagt habe, die Argumente fehlen musst du halt auf solche Mittel zurückgreifen…

  46. 1. die deutschen sind in südtirol die mehrheit, nicht die minderheit;

    2. wenn parolen kommen, die die minderheit im land leugnen, ist schweigen nicht angebracht.

  47. “flächendeckend deutsch reißt du übrigends komplett aus dem Zusammenhang ladinia”

    NEIN.

    “ich habe lediglich gesagt, dass die Leitkultur eine österreichische ist”

    NEIN, du hast weit mehr gesagt. Steht alles da.

  48. 1. die deutschen sind in südtirol die mehrheit, nicht die minderheit;

    ja, die bösen “deutschen” sind tatsächlich noch die mehrheit im lande südtirol.

    2. genauso wie ladininien ein historisches recht darauf hat, wiedervereinigt zu werden, hat es auch ganz tirol (von mir aus auch gerne das trentino, nur mir kann keiner ernsthaft sagen, dass die es noch wollen). dass es hier dann zum skandal gemacht wird, dass süd-und nordtirol einmal (!) im jahr zusammenkommen, was sie fast ein jahrhundert zwangsweise nicht mehr konnten, sagt auch einiges aus. dabei will ich keinesfalls die arbeit rds schmälern, ich schätze ihn von aussen her gesehen sehr und sehe ihn auch als richtigen südtiroler der sehr bemüht ist einen konsens zwischen den sprachgruppen zu finden und auch den deutschen südtirolern entgegenkommt indem er vorschläge wie doppelstaatsbürgerschaft usw. macht. für seinen mut für neues sei ihm auch sehr gedankt.

  49. Dann solltest du dir das was ich sagte nochmal durchlesen, es ist nämlich genau das:

    Natürlich gibt es auch die ladinische und die italienische Kultur in Südtirol! Aber diese Kulturen sind nicht flächendeckend präsent.

    Ich habe lediglich gesagt, dass die Leitkultur eine österreichische ist, weil Süd-Tirol flächendeckend (mit Ausnahme von Ladinien) von Deutschen besiedelt ist, während die Italiener sich auf einige Ballungszentren beschränken und die Ladiner hauptsächlich in Ladinien leben.

    Was ist daran jetzt genau nationalistisch? Ist es nationalistisch wenn ich sage: “In Frankreich gibt es auch andere Kulturen die sind aber nicht flächendeckend präsent, deshalb ist die Leitkultur eine französische.”?

    Genau, dann klingt es in deinen Augen nichtmehr schlimm, aber wehe ich sage das als Tiroler dann bin ich für dich ein Faschist weil du anscheinend an einer Phobie leidest.

  50. caro Riccardo,
    Come ai tempi di Hofer non esisteva il Trentino , ai tempi nostri non esiste il Tirolo. Quest’area alpina è a geometria variabile, il pendolo oscilla in continuazione, spesso da sud a nord, più raramente da est a ovest. Questo nei millenni. Oggi la Provincia di Bolzano è uno Stato nello Stato, Innsbruck un Land marginale, Il Trentino una nobildonna decaduta che ricorda con nostalgia i tempi di Bruno Kessler. Con l’Italia e l’Austria sull’orlo della bancarotta è il caso che ci prepariamo alla geometria prossima ventura. Non più una mucca che mangia l’erba in Trentino e viene munta a Innsbruck come prima del ’18, nemmeno una mucca girata che mangia in Sudtirolo e viene munta a Milano dal ’18 al ’72, ma una mucca che rischia di rinsecchire per la crisi globale. Diamoci tutti una regolata e facciamo un quadrato alpino, aperto anche ai prealpini bresciani, bergamaschi , vicentini e bellunesi. Forse con l’IVA prodotta anche da quelle parti possiamo diventare “un’altra svizzera”. Intanto per Strasburgo ho provato, con questo articolo che allego, a dar la sveglia ai trentini dormienti (trnne che per le beghe di palazzo, dove sono sveglissimi).

    A meno di tre mesi dalle elezioni europee siamo ancora in alto mare, in Italia e in Trentino; passi per l’Italia, paese dell’eterna incompiuta, dove, in assenza di strade, di ponti e di musei, e quindi di politica, non funzionano nemmeno le naturali “autostrade del mare”: ma per il Trentino? Un secolo fa, ai tempi del multinazionale e quindi europeo Impero asburgico, nei collegi elettorali la sinistra aveva le idee chiare su chi proporre al vaglio degli elettori ( e si trattava di suffragio universale ): Cesare Battisti a Trento e Antonio Piscel a Rovereto nel 1911, con buone probabilità di spuntarla sui candidati popolari, come di fatto avvenne con il ballottaggio che vide Battisti vincitore nella città del Concilio. Certo, allora i collegi non avevano la vastità degli attuali ( tutto il nordest, Emilia- Romagna compresa ) ed era più facile per la sinistra arginare nei relativamente popolosi centri urbani la dilagante marea popolare che la faceva da padrona nei collegi rurali. Oggi, l’impresa, data la vastità della circoscrizione, è ancor più difficile per la sinistra, ma forse non impossibile. Di primarie neanche a parlarne; si può chiedere ad un cittadino di Reggio Emilia di esprimersi su una possibile candidatura trentina? Se i collegi fossero più piccoli, forse… Mi sovviene il precedente dell’elezione di Alex Langer, con la sinistra allora divisa fra le candidature del sudtirolese e del valsuganotto Pontara al Senato della Repubblica:delle primarie preventive avrebbero potuto evitare l’ennesima spaccatura della sinistra, con vantaggio per la sua rappresentatività nell’intera regione ( ed io, per aver votato Langer, rischiai l’espulsione dall’allora PDS). Ma, voi direte, Strasburgo non è Roma, e poi son cose pensate con il senno di poi.
    Oggi la sinistra, volgo disperso che nome non ha, si trova di fronte al seguente dilemma: rinunciare ad una rappresentanza a Strasburgo e fare i soli portatori d’acqua di qualche candidato di altre regioni, oppure puntare su di un candidato locale forte da mettere in una delle liste? Entrambe le scelte in passato hanno portato per la sinistra storica a risultati poco brillanti, con l’unica eccezione dell’elezione a Strasburgo dei candidati verdi-alternativi di Bolzano. Un piccolo spiraglio, dopo la batosta presa dalla sinistra alle ultime elezioni politiche e amministrative, sembra aprirsi: una lista nazionale “sinistra e libertà” ( e giustizia, non sarebbe male ) in cui confluiscano le tradizioni che si rifanno al socialismo liberale, alla questione sociale e alle sensibilità ambientali. L’occasione non andrebbe sprecata in Regione: sarebbe troppo chiedere al tavolo nazionale che si sta costituendo che un tedesco, un italiano e un ladino possano entrare a far parte della lista dei 16 candidati del collegio? In quest’area alpina la messe di voti che con le due preferenze si potrebbero raccogliere dovrebbero interessare il tavolo nazionale visto il non facile obbiettivo del superamento del 4% . Sarebbe finalmente una vera occasione per parlare di federalismo, partendo proprio da Strasburgo. Si può pensare in questo modo di difendere l’autonomia sotto scacco? Credo proprio di sì, e se questo percorso fosse condiviso, potrebbero avere senso anche delle primarie per la scelta dei tre candidati da mettere in lista. Il resto ( accordi fra potentati politico-economici delle due provincie ) è aria fritta, direbbe Gaetano Salvemini. In un tale scenario, anche delle primarie per scegliere i tre candidati da mettere in lista non sarebbero fuori luogo. Personalmente, per senso civico, mi sentirei della partita.
    Vincenzo Calì

  51. @vincenzo calí
    grazie per la visione! é bello vedere che anche nella sinistra ci sono persone che la pensano oltre le prossime elezioni.
    solo una nota: “sinistra” “libertá” “giustizia” non sono valori reali attraenti. sono fantasmi ormai vuoti.
    meglio dire “accettare il vicino” , “responsabilitá” , “tutela del tuo ambiente”.
    o no?

  52. caro Otto,
    essere coerentemente di sinistra ha sempre voluto dire accettare il vicino, agire in modo responsabile, mettere la tutela dell’ambiente al primo posto.
    Sull’inscindibile binomio giustizia e libertà si regge la nostra civiltà: valori dimenticati sì, attraenti poco, ma sempre validi
    cordialmente
    Vincenzo calì

  53. COME AVEVO PREVISTO, A INNSBRUCK HANNO RESTITUITO AL MITTENTE LA RICHIESTA DI BOLZANO CON QUALCHE SORRISINO IRONICO. QUI IL COMUNICATO DEI VERDI CHE RACCONTA COM’E’ ANDATA.

    VERDI DEL TIROLO E DELL’ALTO ADIGE PER IL DREIERLANDTAG
    Con i Grünen tirolesi, anche i capigruppo popolari e socialisti del Landtag del Tirolo sono contro ogni esclusione del Trentino. La posizione emersa nella conferenza dei capigruppo a Innsbruck martedì scorso, 24 marzo.

    I Verdi del Nord e del Sudtirolo resopingono insieme il ripristino dello „Zweierlandtag” che esclude il trentino. „Noi vogliamo muoverci nel futuro, a una regressione nel passato non siamo disposti. Il Dreierlandtag con Trento Bolzano e Innsbruck funziona e può essere sviluppato come forma di collaborazione euroregionale, non abbiamo certo bisogno di un organismo parallelo a due soli partner“: così il capogruppo dei Verdi del Tirolo Georg Willi si unisce alla protesta dei consiglieri provinciali altoatesini Riccardo Dello Sbarba und Hans Heiss.

    Anche la assoluta maggioranza die partiti presenti nel Landtag del Tirolo è syulla stessa posizione. Martedì scorso 24 marzo si è infatti tenuta la conferenza dei capigruppo del Consiglio del Tirolo, nella quale risulta che il presidente del Consiglio Van Staa ha letto una lettera del suo collega sudtirolese Steger, nella quale si invitavano i tirolesi a ripristinare le riunioni a due, così come richiesto dalla mozione approvata poche settimane fa nel Consiglio altoatesino e firmata da Eva Klotz e Sven Knoll con altre 15 firma di consiglieri/e della Svp.
    Racconta il capogruppo dei Grünen Georg Willi: “La reazione dei partiti è stata chiarissima: GRÜNE, SPÖ ed ÖVP hanno respinto l’idea di ripristinare le sedute a due. Solo i Freiheitlichen non hanno preso la parola. Il ripristino dello Zweierlandtag, hanno detto i capiugruppo verde, socialista e popolare, sarebbe un assurdo passo indietro, il futuro sta nel Dreierlandtag”.
    Willi aggiunge: “Non per nulla abbiamo istituito le sedute congiunte con Trento e Bolzano e una sede comune a Bruxelles. Noi Verdi – ma anche socialisti e popolari – vediamo nell’area tra Trento e Innsbruck quello spazio comune trasfrontaliero in cui ricercare risposte comuni per il futuro culturale, sociale, economico ed ecologico di tutti noi.
    I Verdi in Consiglio provinciale altoatesino salutano positivamente questa chiara (e prevedibile) posizione arrivata dai partiti del Tirolo e sperano che in questo modo l’idea dell’esclusione del Trentino sia stata archiviata per sempre.

    Bolzano 27. Marzo 2009

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