Italia

berlusconi

Se uno dovesse riassumere in poche righe gli ultimi quindici anni di storia politica italiana potrebbe dire questo: “Il più caro amico di uno dei leaders che simboleggiò la corruzione della classe politica del paese diventò l’uomo più ricco, l’imprenditore più famoso, il premier più amato, il leader del partito più votato; il segretario dell’ex partito neofascista diventò presidente della camera, terza carica dello stato: uno dei dirigenti dello stesso partito fu eletto sindaco della capitale; l’opposizione fu sciolta in modo democratico e le venne affidato il compito di autodistruggersi; gli ultimi dirigenti di quello che fu il più grande partito comunista dell’Europa occidentale lasciarono spontaneamente la giuda ad un uomo della ex Democrazia Cristiana, il loro avversario storico; il resto della sinistra si divise così tante volte che alla fine raggiunse proporzioni omeopatiche; a raccoglierne l’eredità fu soprattutto un magistrato; intanto in tutto il paese si diffuse il fenomeno delle ronde. Ma è quello che venne dopo che fa paura”. (Da L’Internazionale, 784/2009)

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8 thoughts on “Italia

  1. Und warum ist das so? Weil das Volk so gewählt hat!
    Und wieso hat das Volk so gewählt? Weil es dumm ist!
    Und wieso ist es dumm? Weil das Volk viel Fernseh schaut!
    Und wieso schaut das Volk viel Fernseh? Damit es noch dummer wird!

  2. da hat Jonny leider recht: eine bessere und friedlichere Methode, ein Volk vollkommen zu unterjochen, als das Fernsehen, gibt es nicht! Das perverse daran ist, dass sich jeder/jede dieses Verdummungsinstrument noch selber kaufen muss! Also ganz im Sinne von Aldous Huxley. Gegen Berlusconi hat jeder die stärkste Waffe selbst im Haus: den roten Knopf an der Fernbedienung! Einfach mal ausprobieren!

  3. Es gibt hier bei uns zum Glück noch die Möglichkeit, Qualitätsfernsehen in Anspruch zu nehmen. Solches Fernsehen, das bisweilen dazu beiträgt, Berlusconi zu durchschauen.

  4. ich weiss nicht: für mich ist ” Qualitätsfernsehen” eine contradictio in se.
    Fernsehen regt das Gehirn zum Denken an. Ja.

    Aber es lässt ihm keine Zeit dazu!

  5. non credo che sia solo la televisione senza qualità ad essere la causa della decadenza italiana. quella è solo un sintomo. le cause sono più lontane nel tempo e nascono a vario titolo dall’attitudine della politica italiana a respingere le intromissioni da parte della non politica, soprattutto la società. è a partire dagli anni ’50 che la politica italiana ha assunto una veste definitiva di casta, mettendo in campo strumenti di predazione del bene pubblico, la creazione di sacche di consenso nella pubblica amministrazione e la deliberara rinuncia all’educazione democratica ed etica del paese, a partire dalla scuola. la ventata del ’68-’77 è stata spazzata via anche da parte della sinistra che non ha saputo cogliere i segnali di una rivolta pacifica ma sostanziale. invece di dare risposte a quelle domande ha annegato tutto nel “dibattito” & nel “confronto politico”.
    berlusconi a questo punto è certamente espressione del male di questo paese ma sopratutto è un sintomo, le cui ragioni vanno indagate seriamente per mettere in campo strumenti e progetti di opposizione seri. diversamente, la porta sul berluscismo (berlusconi+fascismo), già socchiusa, si spalancherà in modo irrimediabile.

  6. Io invece sono sempre più convinto che, ben oltre le caratteristiche storiche strutturali dell’Italia repubblicana, l’irruzione della televisione privata berlusconiana e tutto ciò che ne è seguito sia l’agente primario dell’abbrutimento di una così grande parte dei cittadini italiani (che poi non osano nemmeno più definirsi tali, sentendosi più a loro agio nelle vesti proto-totalitarie di “popolo”). È una constatazione dolorosa, che vivo di persona anche nel contatto con gente che conosco da tempo e che mi è in qualche misura “cara”, ma che trovo irrimediabilmente fottuta da quindici anni di propaganda paraideologica televisiva.

    È vero, probabilmente non si tratta quasi mai di indottrinamenti radicali, che abbiano indotto a conversioni o grandi svolte rispetto alle posizioni di partenza, piuttosto della degradazione di una Haltung pregressa – ma quando leggo, ad esempio, che sei mesi di bombardamento mediatico sono stati capaci di far cambiare “opinione” al 30% di quegli italiani che prima stavano dalla parte del signor Englaro e infine si sono dichiarati d’accordo con governo, chiesa ecc. (al di là delle questioni sollevate dal caso in sé), quando leggo questo, fatico a dare tanta importanza alle cause più “lontane nel tempo”.

  7. Sì, tutto bello e vero. Ma in questo commento non c’è un briciolo di speranza per il futuro: il berlusconismo è un cancro talmente radicato che può essere curato solo con un cataclisma.
    Per noi sudtirolesi, invece, le possibilità sono maggiori: basta recidere il legame con Roma e poi avremo altro di cui parlare. Qualcuno mi spiega perchè andarsene da questo stato di cose vergognoso e da questa classe politica indifendibile è così sbagliato?

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