Ebnercom, la scalata

 

Michl Ebner e Luis Durnwalder (foto: Leo Angerer)
Michl Ebner e Luis Durnwalder (foto: Leo Angerer)

BRENNERCOM, ENNESIMO REGALO ALL’ATHESIA.

MA L’AFFARE POTREBBE AVERE LE GAMBE CORTE.

 Sembra paradossale che proprio nel primo anno in cui Brennercom distribuisce dividendi (15 euro ad azione), la Provincia abbia ridotto del 22% la sua quota societaria (e dunque gli incassi in dividendo) a favore del gruppo Athesia, che oggi controlla 30,5% del pacchetto azionario e si appresta – con l’ulteriore acquisto del 7,5% dalla Cassa di Risparmio – a controllarne il 38%, avendo finalmente diritto a nominare un membro nel consiglio di amministrazione e insidiando la maggioranza relativa ancora in mano alla Provincia (42%). Gli altri soci: Raiffeisenverband col 10%, Solfin (comuni) col 4%, Autobrennero col 2,6%, Asm Bressanone col 1,8% e Karl Manfredi (che è amministratore delegato) con 0.5%.

Si conferma così l’allarme che da tempo ho lanciato ( vedi: Ebnercom).  La Provincia si è fatta carico degli investimenti e degli oneri necessari a far partire l’impresa e ora, quando la Brennercom comincia a dare profitti, cede le sue partecipazioni al gruppo Athesia, che riceve l’ennesimo regalo da Durnwalder.

 Se in Brennercom si privatizzano i guadagni, in altre imprese partecipate dalla Provincia, come Air Alps e Hotel Terme di Merano, si mettono invece a carico dell’ente pubblico le perdite.

 In Air Alps la Regione (presidente Durnwalder) ha investito 1,5 milioni di euro; la Provincia una prima volta 1,4 milioni e una seconda 3 milioni di euro. In tutto: 5,9 milioni di euro che oggi, su dichiarazione dello stesso presidente Durnwalder, a causa delle continue perdite di esercizio, valgono meno di 800 mila euro nominali, e sul mercato un bel nulla, come dimostra il fatto che la quota provinciale (costata alla controllata STA un investimento 4,4 milioni) è messo in bilancio della stessa STA al valore di 1 euro (un euro!).

 L’Hotel Terme di Merano è costato alla Provincia 41,5 Milioni di euro (costo di costruzione, senza contare i mutui, le spese per il terreno e le perdite che per l’anno 2006 sono state di Euro 3.180.000 per il 2007 di Euro 4.510.000); adesso la Provincia tenta di venderlo ma non riesce a trovare nessuno disposto a darle più di 20 milioni di euro, cioè la metà del solo costo di costruzione. Questi sono gli affari che fa la Provincia!

 Ma anche per l’Athesia la Brennercom potrebbe rivelarsi un boomerang. Sognando la costituzione di un polo mediatico-telefonico, per consolidare ancora di più la propria posizione dominante nel mondo della comunicazione, gli Ebner potrebbero avere fatto però male i conti. Gli analisti economici sono concordi che l’Athesia ha pagato per le azioni Brennercom un prezzo eccessivo per un’azienda che, al di là dei trionfalismi del momento, viene considerata di dimensioni troppo ridotte per reggere alla sfida del mercato delle telecomunicazioni.

 Tutte queste sono vicende sono possibili solo in un territorio come l’Alto Adige, che vive l’artificiosa condizione di un mercato chiuso, protetto, con indebiti intrecci tra politica ed economia. Ma l’appuntamento col mercato aperto non sarà rinviabile all’infinito e già oggi fa sentire i suoi effetti: il piccolo affarismo “made in Südtirol” potrebbe presto mostrare la corda.

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5 thoughts on “Ebnercom, la scalata

  1. “ora il gruppo Athesia riceve l’ennesimo regalo da Durnwalder”

    “Gli analisti economici sono concordi che l’Athesia ha pagato per le azioni Brennercom un prezzo eccessivo”

    Normal ist ein Geschenk eine Sache die jemand ohne Gegenleistung bekommt.
    Wenn die Gegenleistung wertvoller als die Sache ist, dürfte der vermeintliche Schenker wohl eher der Beschenkte sein.

    Wo ist das Geschenk ?
    Was wird kritisiert ?

  2. All’anonimo “B” (ma chi si nasconde dietro questa letterina?)

    L’obbiettivo principale dell’Athesia è il controllo sul settore delle comunicazioni – e su questo viene favorita dalla politica (anche perché l’Athesia è la politica – vedi diversi ruoli del suo direttore).
    Per raggiungere questo obbiettivo, però, stavolta l’Athesia ha dovuto pagare le azioni ad un prezzo inarrivabile per altri (che non hanno le spalle altrettanto coperte). E questo la espone finanziariamente. Forse troppo.
    Vedremo nei prossimi mesi.

    Il regalo sta nelle condizioni generali, definite dalla Provincia (decisione di vendere, quanto e quando ecc…). Il cattivo affare potrebbe rivelarsi quello di aver pagato troppo. Anche all’Athesia possono far male i conti, no?

    Non si tratta di criticare, anzi formalmente tutto è assolutamente regolare. Ma si tratta di capire come si organizza l’economia e il potere in Sudtirolo.

  3. Il prezzo incassato abrebbe potuto essere ancora più elevato se si avesse venduto l’intero pacchetto ad una società in grado di sfruttare sinergie assumendone il controllo.

    Secondo me la Provincia voleva che la Brennercom rimanesse in mani sudtirolesi anche dopo la sua uscita dal capitale, il che spiega “le condizioni generali definiti dalla Provincia”. Anche perché per l’Athesia non esistono ne sinergie significative, ne può estendere il suo ruolo dominante nel mercato in cui opera Brennercom.

    Non penso che sia stato un regalo, ma penso anche che in questo modo non si può assicurare che la Brennercom resta sudtirolese (se mai questo è un obiettivo da seguire).
    Nel lungo termine la Brennercom resta sudtirolese quanto resta italiana l’Altitalia.

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