Sì Unesco: Rosengarten salvo

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Dolomiti patrimonio dell’umanità: il sì Unesco arriva prima degli speculatori

La corsa contro il tempo è vinta. Ora il Catinaccio è salvo davvero

Entro la prossima settimana lo IUCN (l’organismo tecnico dell’Unesco) presenterà ufficialmente il suo parere positivo sulla proclamazione delle Dolomiti patrimonio dell’Umanità. L’arrivo del parere tecnico dell’ IUCN impone da subito una tutela assoluta delle Dolomiti: progetti come la nuova pista sotto la Roda de Vael, al Catinaccio/Rosengarten, sono definitivamente scongiurati.

E’ un grande successo per chi si è impegnato in questi mesi per salvare il Catinaccio/Rosengarten, innanzitutto nel comune di Nuova Levante (i consiglieri comunali Thomas Pardeller e Elvira Tschager, insieme a Norbert e Sigrid De Jori e tanti/e altri/e). Ed è – permettetemelo – una grande gioia per me: solo ora è chiaro quanto sia stata importante la mozione da me presentata (e approvata) in Consiglio provinciale un anno fa (vedi qui),  che bloccò il progetto della nuova pista sotto la Roda de Vael e ci consentì a guadagnare tempo fino all’arrivo – finalmente – della tutela integrale Unesco.

La notizia è arrivata dalla provincia di Belluno, in particolare dalla assessora Irma Visalli, vero motore instancabile del progetto Dolomiti patrimonio dell’umanità.  A questo punto il riconoscimento delle Dolomiti come patrimonio Unesco è praticamente cosa fatta e verrà ufficializzata a Siviglia a fine giugno. Non è infatti mai successo che l’Unesco abbia deciso diversamente da quanto proposto dall’IUCN, il cui parere circola già ufficiosamente negli uffici dell’assessora bellunese. E’ una grande notizia per chi ama le Alpi e le vuole tramandare intatte anche nel futuro.

Da oggi dunque le Dolomiti sono virtualmente patrimonio dell’Umanità. Il parere positivo dell’ IUCN infatti è fondato sulla cartografia che le province interessate hanno allegato alla candidatura e riporta i confini delle zone protette e le loro condizioni ambientali così come oggi sono e che le Province si sono impegnate a mantenere, anzi a migliorare di anno in anno.

Fino a giugno l’IUCN continuerà a monitorare tutta l’area e controllare che nulla venga alterato, pena compromettere la proclamazione finale. Sfumano dunque le speranze delle lobby del turismo di massa, che speravano di poter spostare i confini di tutela attorno al Catinaccio/Rosengarten per far posto ai loro progetti speculativi.

(Per dettagli sulla vicenda e sulle conseguenze del parere IUCN vedi in questo blog, qui)

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16 thoughts on “Sì Unesco: Rosengarten salvo

  1. Caro Riccardo,
    questo è un bel passo positivo grazie ai mille sforzi e impegni tuoi quotidiani per l’ambiente. Questo bel risultato spero che riusciremo a trasmetterlo come filosofia essenziale ai nostri giovani che già apprezzano il paesaggio che li circonda e che riescono ad esserne consapevoli. Possiamo finalmente accogliere questa Primavera con un grande applauso, meritato, Silvia.

  2. Lieber Riccardo,
    herzliche Gratulation und nochmals Tausend Dank. Wir haben gemeinsam all unsre Kraft in dieses – ursprünglich so aussichtslose – Vorhaben gesteckt. Wir haben im Dorf so manchen Anfeindungen standhalten müssen. Man ist teilweise über das Maß des erträglichen gegangen.
    Unsere Argumente blieben aber immer objektiv und frei von Emotionen. Bedanke mich hier auch bei Norbert und Elvira, die Mitkämpfer der ersten Stunde. Ein Dank auch dem Team aus Welschnofen das uns stets operativ und auch moralisch unterstützt hat.
    Vergessen möchte ich an dieser Stelle allerdings nicht, auch einen großen und aufrichtigen Dank auch an den Landesrat Michl Laimer auszusprechen. Er hatte die notwendige Sensibilität und eine große Portion an Durchhaltevermögen, um sich gegen seine Parteikollegen durchzusetzen und eine Mehrheit auch in seiner Partei für das Projekt Unesco Weltkulturerbe Dolomiten durchzusetzen.
    Wir haben es jetzt geschafft.
    Wir können dieses Stück Natur, das wir für die Nachwelt gerettet haben in diesen so positiven Frühling begleiten und uns erfreuen, erfreuen an der Schönheit und Einzigartigkeit unserer Heimat.
    Ich bin voller Emotionen und Freude. Freude, dass wir einen gangbaren Mittelweg zwischen Natur und Wirtschaft gefunden haben.
    Gott sei Dank!
    Thomas und das ProRosengarten Team

  3. Allora qualche volta la lotta paga ancora, per fortuna!!
    Anche nell’Ossola c’è chi pensa ed opera per fare scempio delle nostre belle montagne come il progetto Walser-express a Macugnaga, di cui con calma ti parlerò. Ciao Ric! Buon 1° maggio! Franco!

  4. È un bellissimo riconoscimento per il lavoro di tutti quelli che si sono impegnati nel preservare un bene di tutti ed un impagabile regalo per noi.
    Grazie mille.
    Alex

  5. Oggi, martedì 5 maggio 2009, ore 17.08. Un lancio dell’agenzia Ansa conferma la notizia anticipata giorni fa in questo blog sul parere positivo dell’IUCN.
    “Sta proprio nel valore eccezionale delle Dolomiti per la storia della Terra una delle motivazioni della candidatura delle Dolomiti all’iscrizione nella Lista Unesco come patrimonio naturale dell’Umanità. La decisione definitiva spetta ora al Comitato per il Patrimonio mondiale, la cui sessione è convicata a Siviglia, in Spagna, dal 23 al 30 giugno prossimo”.

    Evviva.

  6. Bravo Riccardo,
    spero che qualcuno cominci ad accorgersi – ma ce ne vorrebbero molti – che sei l’ultima speranza per una risoluzione intelligente dei nostri problemi; dopo avremmo le tristi beghe e i teatrini in divisa che ci porterebbero a dover rimpiangere i tempi felici dell’Altoadige italiano…..e anche la vecchia SVP, pensa te !!

  7. Una domanda: tale fatto inciderà anche sulle decisioni di Sexten riguardo nuove piste di sci come collegamento con Ost-Tirol?

    1. La questione è complicata.

      DA UNA PARTE, Le Dolomiti di Sesto sono dentro il progetto Unesco e anche quest’area è stata “fotografata” dalla cartografia inviata all’Unesco, che l’ha ammessa alla candidatura a condizione che la situazione ambientale resti quella che è, o anzi sia migliorata. Dunque ora il riconoscimento Unesco è un rafforzamento delle tutele attualmente in vigore nell’area. Però non è una garanzia automatica. Bisogna infatti specificare che l’Unesco non impedisce nulla, ma se la situazione ambientale peggiora l’Unesco esclude l’area dal “patrimonio dell’umanità”. Chi provoca questa decisione si assume una responsabilità pesante e ne paga il prezzo. In questo senso l’Unesco mette una condizione in più a chi voglia intraprendere progetti speculativi, soprattutto per i politici e le istituzioni che poi sarebbero accusate di aver fatto perdere all’area interessata questo “marchio” anche economicamente interessante.

      DALL’ALTRA PARTE, guardando la carta con i confini della zona protetta, si vede che tutta l’area a nord-est di Sesto è esclusa dal progetto Unesco (confini molto ristretti, vedi quel che dice Casanova nell’intervento qui sopra), per cui chi vuole il nuovo collegamento può cercare un tracciato degli impianti che non attraversi l’area Unesco. Va specificato che il collegamento sciistico col Tirolo dell’Est non è per ora previsto nel piano provinciale delle piste da sci del Sudtirolo. Chi vuole i nuovi impianti deve prima riuscire a farli inserire dalla Provincia nel Piano, che in questo momento è in corso di “aggiornamento” proprio negli uffici provinciali e poi sarà riportato in Giunta provinciale per l’approvazione definitiva. Sul Piano sono tanti a puntare gli occhi, perché sono tante le richieste di nuovi impianti e altrettante le proteste e le opposizioni dei gruppi ambientalisti.

      CONCLUSIONE. No, purtroppo il progetto Unesco non significa lo stop definitivo alla realizzazione del collegamento Sesto-Sillian. Bisogna restare con gli occhi ben aperti.

  8. Magari fosse vero quento scrivi Riccardo. Per come è stata costruita la candidatura intanto non è ancora stata accettata, per cantare vittoria aspettiamo quindi il 22 giugno a Siviglia.
    Poi come sai alcuni ambientalisti, tra i quali Helmuth Moroder vedono il passaggio in modo negativo: a loro modo di vedere si offre occasione per costruire il marchio turistico Dolomiti e quindi si assisterà ad un nuovo assalto a monti già invasi.
    Inoltre, il procedimento, proprio causa Bolzano e TRento ed i troppi ambientalisti che non ci hanno aiutato, primi i verdi di Trento e Bolzano, è stato secretato e siamo in presenza di un piano di gestione ridicolo, un piano che non porta certo alle tue conlcsioni, cioè quelle di evitare gli assalti, tipo Roda di Vael o Paneveggio, o Dolomiti di Brenta.
    Vai a vedere invece quanto diverso sia stato il comportamento della provincia di Belluno nei nostri confronti e dei consigli comunali. Cetamente saprai che sono stati Gilmozzi e Durnwalder a stoppare ogni passaggio partecipativo. Forse sarebbe stato meglio per tutti se i verdi avessero rotto il lungo letargo portato avanti verso le associazioni ambientaliste e ci avessero aiutati di più.
    Su Dolomiti patrimonio Unseco Mountain Wilderness è stata lasciata sola, aiutata solo da CIPRA, ed il risultato lo si vede.
    Comunque grazie, anche se tardivo raccolgo l’interessamento, ma non esultiamo.
    Durnwalder e Dellai ci prepareranno ben altre sorprese contro la montagna.
    E a proposito, cosa ci stanno a fare ancora in maggioranza i verdi in Trentino? Non hanno subito abbastanza?
    Buon lavoro, Luigi Casanova
    Mountain Wilderness

  9. ROSENGARTEN NUN TEIL DES UNESCO-WELTNAURERBES

    Die Initiative Pro Rosengarten nimmt mit großer Freude zur Kenntnis, dass die technischen Gremien der UNESCO den Antrag der Provinzen Belluno, Bozen, Trient und Udine für die Aufnahme der Dolomiten in den Kreis der Weltnaturerbestätten positiv begutachtet haben.
    Damit dürfte der Rosengarten in seiner Unberührtheit und Schönheit als Teil eines weltweit einmaligen Naturensembles auch für zukünftige Generationen erhalten bleiben und der umstrittene massive Eingriff am Fuß der Rotwand durch den Bau neuer Aufstiegsanlagen und Skipisten endgültig vom Tisch sein. Pro Rosengarten dankt allen Bürgerinnen und Bürgern, Berg- und Naturliebhabern die durch ihre Unterschrift die Initiative zur Rettung des Rosengartens entscheidend unterstützt haben. Sie dankt Landtagsabgeordneten Riccardo Dello Sbarba und Landesrat Michl Laimer für ihren mutigen Beschlussantrag gegen die Skierschließung am Rosengarten sowie den Landtagsabgeordneten aller Parteien die auf überzeugende Art und Weise für diesen Beschlussantrag gestimmt haben.
    Pro Rosengarten ist überzeugt, dass der enorme Imagegewinn durch das Prädikat eines UNESCO-Weltnaturerbes den betroffenen Gemeinden und dem ganzen Land langfristig einen ideellen und ökonomischen Mehrwert bescheren wird, von dem nicht zuletzt der Tourismus und die damit zusammenhängenden Wirtschaftsbereiche profitieren werden.

    Norbert Dejori, Pro Rosengarten

  10. PRO ROSENGARTEN – PRESSEAUSSENDUNG

    Wir sind zutiefst verwundert, dass Welschnofens Buergermeister Elmar Pattis nur wenige Wochen nach der Ernennung der Dolomiten zum UNESCO-Weltnaturerbe, als einziger Buergermeister der davon betroffenen Gemeinden diese internationale Auszeichnung fuer Suedtirol leichtfertig aufs Spiel setzt, indem er unbeeindruckt am umstrittenen Lift am Messnerjoch unterm Rosengarten festzuhalten scheint.

    Dabei handelt es sich um ein Projekt, gegen das Tausende von Buergerinnen und Buergern unterschrieben haben, das selbst unter Touristikern im Ort umstritten ist und das bereits vom Landtag und von der Landesregierung abgelehnt wurde.
    Egal ob das neue Varianteprojekt oberhalb oder unterhalb der Waldgrenze geplant ist, Lift und Skipisten werden immer in das UNESCO-Gebiet hineinreichen. Wie uns von Seiten der UNESCO versichert wurde, werden alle Veraenderungen im Weltnaturerbe, besonders jene am Rosengarten, mit kritischem Auge verfolgt. Sollte dieses Liftprojekt verwirklicht werden, wird das Praedikat “Weltnaturerbe” wieder aberkannnt, wie uns das Beispiel Dresden zeigt.

    Der Imageverlust fuer Suedtirol wird gross sein, der langfristige Schaden fuer Wirtschaft und Tourismus ebenfalls.
    Wir appellieren mit Nachdruck an die Vernunft und das Verantworungsbewusstsein der Gemeindeverwaltung von Welschnofen und fordern diese auf, von einem neuen Pistenprojekt unterm Rosengarten endlich Abstand zu nehmen.
    Pro Rosengarten dankt Landesrat Michl Laimer fuer seine klaren Worte und seine Standhaftigkeit und stellt sich hinter seinem Nein zum Lift am Messnerjoch.

    Nach der grosszuegigen und massiven Aufruestung des Skigebietes am Karersee sind nun die Voraussetzungen fuer einen Aufschwung gegeben und somit besteht fuer den Lift unterm Rosengarten keinerlei skitechnische Notwendigkeit. Es waere auch im Interesse des oertlichen Tourismus, wenn sich Gemeinde und Tourismusverein von Welschnofen endlich um ihr Weltnaturerbe kuemmern wuerden, statt es zu versenken.

    Norbert Dejori
    Initiative Pro Rosengarten

  11. L’Unesco ha ragione: sulle Dolomiti turismo oltre il limite.

    Nuovi pericoli per il Catinaccio

    Vanno respinti i nuovi tentativi del comune di Nuova Levante di realizzare ad ogni costo la pista al Messnerjoch, che mette in pericolo il progetto “Dolomiti patrimonio dell’Umanità”. Ma il monito vale anche altrove: la pista Ried sul Plan de Corones non può essere imposta contro l’opposizione già chiaramente espressa dalla popolazione.

    Le Dolomiti hanno già raggiunto il limite massimo per infrastrutture e afflusso turistico: basta nuove piste da sci, impianti di risalita, hotel e seconde case.
    Il monito lanciato dall’Unesco richiama gli amministratori alla propria responsabilità. In primo luogo devono ascoltarlo gli amministratori di Nuova Levante, il comune competente per il Catinaccio, una. Come denuncia il comitato civico “Pro-Rosengarten”, il comune e l’associazione turistica di Nuova Levante stanno cercando di trovare un modo per realizzare ugualmente la nuova pista al Messnerjoch, proprio sotto il Catinaccio, nonostante essa sia stata bocciata da un voto del Consiglio Provinciale (su una mozione dei Verdi), da migliaia di cittadini e dalla stessa Giunta provinciale che non l’ha inserita nel nuovo piano per le piste da sci. Eppure sembra che a Nuova Levante l’amministrazione tenti ugualmente di riproporre la pista, abbassando leggermente il tracciato, che entrerebbe comunque profondamente all’interno dell’area di rispetto del progetto Unesco, rischiando di comprometterlo.
    Come mostra l’esempio di Dresda, l’Unesco interverrebbe severamente contro questo scempio all’interno di una delle aree del progetto Unesco “Dolomiti patrimonio dell’umanità”, escludendo immediatamente l’area Catinaccio-Sciliar-Latemar dal prestigioso riconoscimento.
    Con la loro insistenza, gli amministratori di Nuova Levante e le lobby economiche locali rischiano di compromettere anche economicamente non solo il loro territorio, ma quello di un’area molto più vasta il cui futuro è sempre più legato a un turismo sostenibile e distribuito sulle quattro stagioni, un turismo reco più credibile dalla certificazione Unesco.
    Lo stesso discorso interessa tutto il turismo di montagna nell’arco alpino. Il monito Unesco deve dunque essere ascoltato anche dalla giunta provinciale e dagli altri comuni: nuovi inutili e disastrosi impianti, come il Ried a Brunico, non possono essere approvati contro l’opposizione più volte espressa dalle popolazioni interessate.

    Bolzano, 16.07. 09

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