Air Alps, l’ultimo volo

airalps

E’ il pomeriggio del 4 giugno, un giornalista economico mi chiama e mi legge il comunicato appena emesso dalla compagnia Air Alps. E’ in pratica l’annuncio della bancarotta: drastica riduzione dei servizi da ottobre, riduzione della flotta ai minimi,  85 licenziamenti su 142 addetti. E da ottobre buio pesto.

Solo il diritto societario austriaco consente di non mettere la società in amministrazione controllata, ma la situazione è di pre-liquidazione. Un disastro annunciato anche in questo blog (vedi: https://riccardodellosbarba.wordpress.com/2009/04/18/disastro-air-alps/)  in cui denunciai in aprile lo sperpero di denaro pubblico e misi in guardia da ulteriori interventi della Provincia. Almeno questo è servito per evitare ulteriori disastri, come potete leggere qui sotto.

Ai giornali ho mandato la dichiarazione che segue. In coda, il drammatico comunicato della società austriaco-sudtirolese con partecipazione provincial-regionale (un imbarazzante 20%).

AIR ALPS, L’ULTIMO VOLO

Il comunicato dell’Air Alps Aviation conferma quanto già scoperto da noi Verdi di Bolzano con una serie di interrogazioni alla giunta provinciale e regionale all’inizio di quest’anno: i 5,9 milioni di euro investiti in tutto da Provincia (4,4) e Regione (1,5) si sono volatilizzati e la partecipazione non ha più alcun valore di mercato. Denaro pubblico gettato al vento, di cui il presidente della Provincia (Durnwalder) e della Regione (allora ancora Durnwalder) deve rendere conto ai cittadini.

Dal comunicato dell’azienda veniamo a sapere una notizia davvero allarmante: nel marzo-aprile 2009 la Provincia aveva dato “assicurazione di fornire un finanziamento ponte come sostegno pubblico alla tratta Bz-Roma” che avrebbe contribuito alla ipotizzata ricapitalizzazione di Air Alps. Questa ennesima ricapitalizzazione avrebbe gettato nel buco Air Alps nuovo denaro pubblico fresco.

Tale sperpero è stato scongiurato in aprile 2009 grazie alla nostra denuncia pubblica della situazione finanziariamente insostenibile di Air Alps e delle conseguenti perdite per l’ente pubblico, scoperte grazie alle nostre interrogazioni. 

Ora Provincia e Regione, che mantengono il 20% del pacchetto Air Alps, devono uscire immediatamente da questa società, per non essere coinvolte in futuro nelle ulteriori prevedibili perdite. L’Air Alps si conferma un’azienda ad alto rischio che non offre alcun servizio indispensabile per la popolazione dell’Alto Adige. Per questo la partecipazione degli enti pubblici non ha senso.

 L’uscita deve essere realizzata entro il 2009, cioè 2 anni dopo la legge sui servizi pubblici locali – nr. 12 del 16 novembre 2007 – che obbliga alla dismissione delle partecipazioni in società che non producono servizi o beni di interesse pubblico.

 Se c’è un interesse al mantenimento del volo Bolzano-Roma, si faccia una gara pubblica e si assegni il volo alla compagnia che lo garantisce alle condizioni più convenienti.

 CHIEDIAMO CHE LA PROVINCIA E LA REGIONE ESCANO DA AIR ALPS ENTRO LA FINE DEL 2009.

PER QUESTO DEVONO INDIRE SUBITO IL BANDO PER LA CESSIONE DELLE PROPRIE QUOTE SOCIETARIE.

Un ruolo Provincia e Regione devono continuare ad averlo nella crisi della compagnia aerea: quello di intervenire a sostegno dei lavoratori licenziati, per sostenerne il reddito nella fase della mobilità e aiutarli a trovare una soluzione lavorativa qualificata e durevole.

Riccardo Dello Sbarba

Capogruppo dei Verdi Grüne Verc in Consiglio Provinciale.

 

IL COMUNICATO DELLA SOCIETA’

Air Alps presenta un programma di risanamento e di prosecuzione dell’azienda
La compagnia aerea regionale formula richiesta di regolamento giudiziario – Il servizio aereo continuerà come programmato – Il riequilibrio nella misura del 40 per cento sarà interamente finanziato dai soci – La riorganizzazione strategica non avrà ripercussioni sul piano voli dell’estate 2009 – “Vogliamo posizionarci quali operatori di nicchia in campo regionale.”Innsbruck (4 giugno 2009) – La compagnia aerea austriaca Air Alps Aviation con sede principale a Innsbruck ha presentato giovedì un programma di risanamento e prosecuzione dell’azienda. Basilare per la sopravvivenza economica dell’azienda è la richiesta di regolamento giudiziario che è stata inoltrata giovedì al Tribunale Regionale di Innsbruck. Il riequilibrio nella misura del 40 per cento sarà sostenuto dalla società proprietaria di maggioranza, la BZS Holding, le passività si aggirano sui sette milioni di Euro. La procedura di regolamento giudiziario non ha alcuna ripercussione sul servizio aereo. “Tutti i voli verranno effettuati come da programma” ha affermato il direttore di Air-Alps Rupert Leitner.

 

Riorganizzazione strategica
La riorganizzazione strategica della compagnia aerea prevede un suo futuro posizionamento quale operatore profittevole di nicchia in campo regionale. “Fino alla fine di ottobre 2009 verranno effettuati tutti i collegamenti in atto previsti dall’orario estivo 2009, compresi i collegamenti di linea stagionali e i voli charter“ – ha dichiarato Leitner. “Gli attuali sviluppi economici rendono tuttavia necessari un ridimensionamento della rete delle tratte aeree e una riduzione del numero dei collaboratori ad iniziare dall’orario invernale 2009 / 2010. Per questo a partire dal mese di novembre 2009 verranno servite solo due tratte con tre aeromobili.“

Alitalia e crisi economica
Una causa sostanziale per l’attuale situazione economica sta nell’evolversi della collaborazione con Alitalia, ha spiegato Leitner “Dalla fine del 2006 fino all’inizio del 2008 la stretta cooperazione con Alitalia era profittevole e ha notevolmente migliorato la nostra situazione economica.“ Nel corso dell’esercizio 2007 Air Alps aveva realizzato infatti un risultato della gestione corrente di circa 2,3 milioni di Euro e i ricavi delle vendite ammontavano a circa 40 milioni di Euro. I dati definitivi di bilancio dell’esercizio 2008 non sono ancora disponibili, ma il fatturato ammonterà a circa 26 milioni di Euro.

A partire dal 2008 la cattiva situazione economica di Alitalia hanno avuto ripercussioni anche su Air Alps. “Le modalità di cooperazione sono andate via via peggiorando”, ha affermato Leitner. “Fino alla primavera di quest’anno e a partire dall’autunno 2009 il nostro obiettivo strategico era comunque quello di avviare una collaborazione con l’Alitalia risanata e di coprire i mercati regionali e di collegamento verso gli aeroporti principali con nuovi grandi aeromobili turboelica. La crisi economica ha vanificato questo progetto. Dopo le prime concertazioni in comune, nel mese di maggio Alitalia ha chiaramente segnalato di non voler più impostare per il prossimo futuro, a causa del perdurare della difficile situazione di mercato, alcun accordo di collaborazione con una compagnia aerea regionale.“ Per questo si è reso necessario anche cercare di superare la situazione venutasi momentaneamente a creare fino all’autunno 2009 con riduzioni dell’orario di lavoro e altre misure di contenimento dei costi.

Ancora nel mese di marzo 2009 i soci di Air Alps avevano deciso un aumento di capitale di tre milioni di Euro – anche sulla base dell’assicurazione da parte della Provincia Autonoma di Bolzano di fornire un finanziamento-ponte fino all’appalto per il sostegno pubblico alla tratta Bolzano- Roma. Giacché questo finanziamento non si è concretizzato, non è stato operato neppure l’aumento di capitale. “Air Alps ha tuttavia continuato ad operare su questa tratta pur nelle peggiori condizioni economiche – il numero dei passeggeri è diminuito del 30 per cento”, ha sottolineato Leitner.

Già dalla metà del 2008 sono state avviate trattative per possibili cooperazioni con potenziali partner in Germania, Italia e Austria. “Queste trattative non sono tuttavia potute essere portate ad un risultato conclusivo a causa dell’attuale situazione di crisi.“

In futuro si intende puntare su un segmento molto piccolo di mercato, ma economicamente solido. “Vento in poppa per il futuro – ha detto Leitner – ci viene dalla chiara decisione dei soci di maggioranza di voler continuare ad investire nell’azienda“.

Verso il futuro con 57 collaboratori
Attualmente Air Alps occupa 142 collaboratori. Il programma di prosecuzione dell’azienda prevede, nel rispetto delle norme sui licenziamenti e dei periodi di aspettativa, una riduzione a 57 occupati. La riduzione di personale riguarda tutti tre i reparti – Amministrazione, servizio aereo e manutenzione tecnica. In Austria 47 collaboratori sono stati iscritti alle liste di mobilità dell’AMS-Frühwarnsystem, in Italia i relativi provvedimenti sono in fase di preparazione.

Attualmente Air Alps opera su voli di linea in Italia e su voli charter a livello europeo con sette aeroplani di tipo Dornier 328-100 con ciascuno 31 posti a sedere. La società è di proprietà per il 76 per cento di BZS Holding, un consorzio di noti imprenditori altoatesini legati a Franz Senfter. Altri proprietari sono la Strutture Trasporto Alto Adige S.p.A (con circa il 14 per cento), la Regione Trentino / Alto Adige (con circa il sei per cento) e altri numerosi piccoli azionisti.

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8 pensieri riguardo “Air Alps, l’ultimo volo

  1. Nel 2007 28.000 cittadini con la loro firma hanno chiesto di portare a referendum una Legge Provinciale di iniziativa popolare per impedire alla Provincia Autonoma di Bolzano qualsiasi iniziativa a favore del traffico aereo.

    Questo referendum si terrà il 25 ottobre 2009.

    L’approvazione di questa legge significherebbe ad esempio:
    – Abbandono della partecipazione diretta da parte della Provincia Autonoma alla compagnia aerea ABD e alla linea aerea privata Air Alps.

    – Blocco di tutti gli aiuti alla società Strutture di Trasporto Alto Adige Spa finalizzati al traffico aereo.

    – La società Strutture di Trasporto Alto Adige Spa cederebbe le proprie partecipazioni.

    Finalmente il 25 ottobre tutti i cittadini della Provincia di Bolzano potranno esprimere la loro opinione su questo scandaloso spreco di denaro pubblico.
    Passa parola !
    Alessandro Cosi
    Promotore del referendum

  2. Caro Alessandro,
    mi pare che gli ultimi avvenimenti forniscano ottimi argomenti per il referendum del 25 orttobre. E altri ne arriveranno, stavolta sull’aeroporto, tra qualche giorno!

    Intanto godiamoci Durnwalder e Widmann che si contraddicono l’un l’altro. Guardate le citazioni qui sotto dai giornali di oggi, sabato 6 giugno.

    CORRIERE DELL’ALTO ADIGE.
    ASSESSORE WIDMANN: “Non usciremo da Air Alps. Provincia e Regione non usciranno da Air Alps, almeno fino a quando la compagnia garantirà il volo Bolzano-Roma. Non mi pare che lo Stato sia uscito da Alitalia quando era in crisi”.

    DOLOMITEN.
    LANDESHAUPTMANN LUIS DURNWALDER: “Ausstieg aus Air Alps. Wäre sinnvoll wenn Land Beteiligung abtritt”.

    Che dopo i guai giudiziari dell’assessorato ai trasporti i due non si parlino più?

  3. Gentile Sig. Dello Sbarba,
    la questione dell’aeroporto di Bolzano è da Voi posta nel classico modello del cane che si insegue la coda.
    Da un lato dite “…si faccia una gara pubblica e si assegni il volo alla compagnia che lo garantisce alle condizioni più convenienti…”, dall’altro Vi siete sempre opposti all’allungamento della pista, come se fosse l’apocalisse.
    Quello che non c’è verso di farVi capire (e di traffico aereo, mi creda, ne capite davvero poco, non per colpa Vostra, ma per colpa del fatto che a Bolzano il traffico aereo non esiste) è che se non si allunga la pista, nessuna compagnia potrà venire a Bolzano e proporre condizioni vantaggiose per tutti, perchè gli aerei utilizzabili con una pista di 1400 metri sono comunque sempre quelli, con pochi posti, e quindi inadatti a far partire una politica di prezzi normale, che possa agire da volano e produrre da una parte il riempimento degli aerei, dall’altra gli introiti alla stessa società di gestione ABD.
    Per inciso, sempre volendo sottolineare il fatto che parlate senza cognizione di causa, vorrei far notare al Sig. Cosi che l’ABD non è una “compagnia aerea” ma una società di gestione aeroportuale, e che le due cose sono intrinsecamente diverse… Del resto quando a suo tempo lavoravo in torre di controllo a Bolzano, e portavo avanti inutilmente questi stessi argomenti, mi si disse goffamente un giorno che ovviamente difendevo l’ABD perchè ero un dipendente ABD, come se i controllori del traffico aereo dipendessero dalla società di gestione e non dall’ENAV S.p.A., la società che fornisce i servizi al traffico aereo su base nazionale…
    Sembra la Vostra una mera questione di principio basata su “aeroporto no perchè no”, chiusa ad un dialogo costruttivo, e, cosa ben più grave, portata avanti senza avere la benchè minima cultura aeronautica.
    Il sottoscritto lavora adesso a Roma, da dove proviene, e dove nessuno si preoccupa dei 900 movimenti giornalieri del solo scalo di Fiumicino.
    Anzi sarebbe il panico per l’indotto, per il commercio e per il turismo nazionale, se solo dovesse perdersi il 10% del traffico.
    Voi continuate pure a dire “no perchè no” e costringerete gli altoatesini a spostarsi sui carretti a trazione animale…

    Cordiali saluti

  4. Gentile sign. Micale,
    prima di tutto La ringrazio del suo intervento. Certamente da una persona come Lei abbiamo molto da imparare in fatto di cultura aeronautica.
    Vorrei tuttavia farLe presente che esistono valutazioni che sono esterne al settore strettamente aeronautico e che riguardano i limiti che un territorio ha e che la sua popolazione ritiene di fissare all’espansione dell’attività aeronautica stessa.
    La nostra popolazione ha dimostrato in mille maniere di non accettare uno sviluppo ulteriore dell’attività aerea nella conca di Bolzano. Questo è un fatto “di contesto” che in una democrazia non può essere ignorato.
    Lei fa l’esempio di Fiumicino, cioè di un’area di pianura posta vicinissima al mare. In una zona cioè dove rumore e inquinamento si dispendono facilmente. E a 34 chilometri da Roma.
    L’aeroporto di Bolzano si trova a un tiro di schioppo dalla città, in una conca tra le montagne che riflettono il rumore.
    Questo è il problema. So anch’io che se l’aeroporto di bolzano avesse più piste e più lunghe, con più aerei e più grandi, forse lo stato finanziario sarebbe diverso. Ma il problema è che la popolazione questo sviluppo non lo accetta.

    Per questo noi proponiamo un’alternativa ai voli: la ferrovia, sia per collegamenti “metropolitani” tra l’Alto Adige e gli aeroporti (grandi e funzionanti) di Verona e Innbruck, sia per treni veloci che in poche ore ci potrebbero portare dal centro di Bolzano al centro di Roma.
    Non tutte le città devono avere un aeroporto per forza. Bolzano a nostro parere non ne ha bisogno.
    Accanto al no ci sono tanti sì, ma per coglierli bisogna passare dall’ambito aeronautico a quello ferroviario, con uno sguardo all’intera problematica di una mobilità che sia sostenibile e sostenuta innanzitutto dalle popolazioni interessate.
    Il referendum provinciale sull’aeroporto, già indetto e previsto per il prossimo 25 ottobre 2009, sarà importante per verificare ancora una volta l’opinione della popolazione.

    In attesa, cordiali saluti anche a Lei.

  5. Gentile Sig. Dello Sbarba
    Comprendo benissimo le vs rimostranze in merito all’Aeroporto. Vicino Roma abbiamo un problema con il traffico aereo low cost dell’aeroporto di Ciampino, aumentato a dismisura negli ultimi anni, con i relativi problemi di inquinamento. Sono un appassionato di montagna e devo dire che non è molto comodo raggiungere “l’Alto Adige” con trasporti pubblici come ad esmepio il teno. Non parliamo poi dell’aeroporo di Verona non è così vicino. Se mi permette visto che ormai siamo in Europa, non capisco perchè non si è mai pensanto di sfruttare al meglio l’aeroporto di Innsbruck. Basterebbe creare una Società mista italo/austriaca di gestione dell’aeroporto e dei collegamenti ferroviari direttamente dall’aeroporto di Innsbruck verso l’Italia. Ciò permetterebbe la chiusura dell’aeroporto di Bolzano ma al contempo offrirebbe, a mio avviso, un servizio utile sia ai tutisti che trentini/alto atesini. Un saluto Gabriele

    1. Caro Gabriele,
      sono completamente d’accocrdo con Lei: l’aeroporto di Innsbruck è una alternativa ideale. Ma ci vuole un accordo tra ferrovie italiane e austriache per rendere Innsbruck raggiungibile alla svelta. Ora il collegamento è lento perché ci sono lunghe soste al Brennero per cambio di motrici ecc… Insomma, la frontera abolita sull’autostrada paradossalmente resiste (e rallenta) sulla ferrovia.
      I Verdi del Sudtirolo e del Tirolo hanno preso devirse iniziative comuni per raggiungere questo obbiettivo di far diventare il collegamento Innbruck – Bolzano – Trento un collegamento integrato di un’area regionale omogenea, abolendo ogni residuo di “frontiera” tra (ferrovie di) stati. Qualche risultato è stato ottenuto. Anche grazie a queste iniziative infatti oggi esiste un biglietto integrato a prezzo ridotto con cui è possibile viaggiare nella tratta tra Rovereto e Innsbruck come fosse una unica azienda ferroviaria. Anche i collegamenti sono stati resi più frequenti del passato e ci sono molte facilitazioni per studenti e lavoratori. La strada è questa.
      Grazie per lo stimolo.

  6. Gentile Sig. Dello Sbarba,

    Lei, in alternativa al trasporto aereo in Provincia, propone tra l’altro “treni veloci che in poche ore ci potrebbero portare dal centro di Bolzano al centro di Roma”. Nell’assicurarle il mio completo sostegno su questo punto, non posso che esimermi dal domandarLe come concilia questa Sua ragionevole posizione con le frequenti rappresaglie anti-TAV dei movimenti c.d. “ambientalisti” e localisti, a cui spesso partecipano rappresentanti del Suo partito. Rappresaglie, tra l’altro, sostenute in genere da discorsi a mio dire sensati nelle basi (“le persone devono imparare a vivere lentamente… non serve andare all’estero per vedere cose nuove… bisogna sovvenzionare la mobilità locale…”) ma incredibilmente utopistici, irrealizzabili e demagogici nelle conseguenze (“perciò è necessario opporsi all’incremento dei trasporti a lunga percorrenza!”).
    Come concorda inoltre l’alternativa ferroviaria da Lei esposta con la ferma opposizione al Tunnel di base del Brennero sostenuta dal movimento dei Verdi, e spesso giustificata con argomentazioni molti simili a quelle sovraesposte?

    In attesa di una risposta,
    La saluto cordialmente
    e Le auguro ogni bene

    Domenico

  7. Caro Domenico,
    con la questione su cui Lei interviene il Tunnel di Base del Brennero non c’entra nulla. Per ottenere il collegamento ferroviario veloce con Roma le condizioni ci sono già: basta introdurre 4 coppie di treni eurostar tra Bolzano e Bologna in coincidenza con la linea dell’alta velocità Bologna – Roma. Alcuni di questi eurostar c’erano già e sono stati aboliti da Trenitalia. Si tratta di ripristinarli. E ciò è possibile da subito, non serve avere il BBT.

    Per quanto riguarda l’Alta Velocità, io ho sempre avuto una posizione non ideologica: se serve a spostare traffico sia di persone che di merci sulla rotaia e il bilancio ecologico complessivo è positivo, può essere un’infrastruttura utile. Se invece non serve a questo e il bilancio ecologico è negativo, allora è un’opera che serve solo a chi la costruisce.
    Sulla Torino-Lione fior di esperti hanno dimostrato che il bilancio ecologico non torna. Sul BBT non è garantito il trasferimento delle merci su rotaia perché non c’è alcuna traccia di una politica di questo tipo, come invece hanno fatto in Svizzera PRIMA di mettersi a costruire i nuovi tunnel. Ecco: io sono per una pollitica “alla svizzera”: prima leggi e misure per il trasferimento, poi le infrastrutture che servono (se servono).

    Sul BBT ho detto mille volte (può consultare i verbali dei dibattiti in Consiglio Provinciale su questo argomento, scaricabili in rete) che le priorità sulla linea del Brennero non sono il buco sotto il monte (semmai quella è l’ultima cosa da fare, perché lì il transito ferroviario è il più basso di tutta la tratta), ma l’uso di tutte le potenzialità esistenti (la linea ha ancora moltissime tracce libere), il quadruplicamento in corrispondenza dei collidi bottiglia costituiti dalle città (circonvallazioni merci di Bz e Tn e nodo di Vr), la realizzazione delle tratte di accesso a sud e nord, dove i picchi di transito ferroviario sono più alti perché si somma transito internazionale, nazionale e regionale.
    Insomma, come Lei vede è una linea molto articolata e realistica, non certo un generico no a tutto e a tutti.
    Grazie del Suo interesse.

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