Tagli bluff

cipputi politico

COSTI DELLA POLITICA: GLI ANNUNCI E LA REALTA’.

Dopo i tagli truffa proposti in Regione (la promessa riduzione dei costi della politica dal 20% trasformata dalla maggioranza in un misero 0,2%), la  “rinuncia volontaria” del 15% delle indennità di membri di giunta e presidenza del consiglio provinciale, sbandierata dalla magioranza Svp-Pd, è solo un bluff se non viene fissata per legge. Così com’è – e come la vogliono lasciare -potrebbe essere revocata con una telefonata. Cosa che potrebbe accadere presto.

Una storia poco chiara, piena di bugie e di annunci-farsa, su cui ho voluto vederci chiaro. Che cosa sono queste auto-riduzioni volontarie? Dove finiscono e soldi? Fino a quando dureranno? Ecco il risultato dell’inchiesta.

Già le circostanze per l’annuncio di questi “tagli volontari” sono sospette: lo stesso giorno in cui la maggioranza Svp in Commissione legislativa ha bocciato la proposta dei Verdi di ridurre per legge a livelli trentini le indennità di giunta e presidenza. Hanno respinto anche un più moderato emendamento che riduceva in media del 14,8% dette indennità (la proposta era: il 18% per il presidente, il 16% per i vice e il 14% per gli assessori), dunque quanto annunciano di auto-ridurre già volontariamente. Ma a cui si rifiutano di rinunciare per legge, per sempre, per tutti. Evidentemente si riservano la possibilità di tornare indietro alla prima occasione. Che potrebbe arrivare presto…. (vedi ultimo paragrafo).

Nell’occasione ho voluto approfondire come si concretizzi questa “rinuncia volontaria”. Ecco i risultati della ricerca.

Da quando

La “rinuncia volontaria” è in vigore dal mese di aprile 2009, sulla base della decisione del gruppo Svp del 20 febbraio 2009 che riguardava gli eletti, i membri di giunta e di presidenza del consiglio (vedi comunicato Svp qui). Gli italiani (Repetto e Tommasini in giunta e Minniti in presidenza) si sono limitati a andare dietro a questa decisione – e vorrei vedere se non l’avessero fatto.

Nel comunicato stampa SVP si annunciava che l’obbiettivo era tagliare tutti i costi del 20%, che questa era una soluzione provvisoria in attesa di una riforma definitiva e organica.

Oggi questa situazione pasticciata viene usata invece come scusa per respingere qualsiasi riforma organica e per legge.

I consiglieri

I consiglieri dichiarano (ma nessuno può verificare) di devolvere il 15% degli introiti di ogni eletto/a per scopi benefici. E’ una “carità” poco trasparente e affidata all’arbitrario dei singoli, che va a associazioni che sono base elettorale dei consiglieri Svp – vedi Sepp Lamprecht, candidato del Bauernbund, che ha dichiarato di versare al fondo di emergenza per i contadini.

Inoltre: senza una norma fissata per legge (regionale), definitiva e per tutti, non c’è alcun risparmio nel bilancio pubblico, ma solo un “uso privato” dei consiglieri di una parte del loro stipendio, cosa che fanno tutti da sempre senza sbandierarlo.

La proposta di legge regionale dei Verdi per ridurre del 20% gli stipendi base dei consiglieri è già arrivata in commissione legislativa.

Giunta e presidenza del consiglio

Per loro invece il 15% dell’indennità aggiuntiva non viene versato. Sia per la giunta che per la presidenza, la “rinuncia” è stata fatta in seguito a semplice dichiarazione scritta di ognuno ai relativi uffici amministrativi, dichiarazione che tuttavia non cambia la legge, che continua a prevedere le maggiorazioni attuali (90% per presidente, 80% per vice e 70% per assessori). Le somme devono comunque essere messe a bilancio.

Consultati, gli uffici si sono dichiarati in forte imbarazzo perché, senza un cambiamento della legge, tutto avviene in via provvisoria e al limiti delle norme. Entrambi i direttori di ufficio, Kofler e Röd, sottolineano che così non può durare e che o si cambia la legge, o si torna prima o poi alla “normalità”.

Basta infatti una telefonata per annullare la dichiarazione fatta.

Giunta

Quando la giunta si è rivolta al direttore dell’ufficio stipendi, ordinando di fare la trattenuta del 15%, questi ha fatto presente che lui è obbligato a rispettare la legge e dunque doveva continuare a versare l’indennità lorda prevista.

Allora è stato trovato questo escamotage: l’indennità lorda viene tutta versata (27.283 euro a Durnwalder, 25.847 a Tommasini e Berger, 24.411 agli assessori), ma poi – su delega scritta di ogni membro di giunta – dal netto viene trattenuto un 15% che viene depositato nella voce “partite di giro” del bilancio provinciale. Entro l’anno la giunta deve decidere che fare di questi soldi, altrimenti vanno nel residuo passivo. Le trattenute accantonate sono di circa 1.000 euro per il presidente, 900 per i vice e 800 per gli assessori.

Anche dopo queste “rinunce volontarie”, tuttavia, Durnwalder continua a guadagnare di più del presidente americano Obama (25.700 euro al mese) e un vice o assessore di più della cancelliera tedesca Merkel (21.000 euro/mese).

E continuano a guadagnare moltissimo di più dei trentini, poiché la maggiorazione per Dellai è del 50%, per il vice Pacher del 30% e per gli assessori del 25%. Fissato per legge.

La proposta di legge dei Verdi di portare a “livelli trentini” le indennità della giunta, bocciata in commissione dalla Svp, andrà in consiglio, dove verrà anche ripresentato l’emendamento che limita la riduzione al 15%, per vedere se la Svp è disposta a ancorare per legge almeno le “rinunce volontarie” e renderle così irreversibili.

Presidenza del Consiglio

Essendo le indennità dell’ufficio di presidenza fissate con delibera del Consiglio e non per legge, l’ufficio di Marion Kofler in questo caso ha potuto operare la riduzione del lordo. Anche in questo caso, però, le cifre messe a bilancio devono restare invariate, salvo deviare un 15%  “in economia”.

Per avere la misura delle sbandierate “auto-riduzioni”: lo stipendio lordo del presidente Steger passa da 21.539 euro a 20463, quello di Minniti da 17.949 a 17.411, quello dei segretari questori da 16,154 a 15.885. Questo al lordo.

Al netto, Steger rinuncia a circa 500 euro, Minniti a 250 e Pardeller e gli altri segretari a 125 euro. Grandi rinunce!

E’ all’ordine del giorno del Consiglio provinciale la mozione dei Verdi che propone di dimezzare l’indennità aggiuntiva dei membri dell’ufficio di Presidenza.

Vedremo se è tutto un bluff

La prova sarà se la Svp accetterà di modificare le relative leggi per arrivare a una generale riduzione del 20% di tutte le voci dei costi dei politici.

E’ lecito un sospetto. Che venga considerata come “soluzione definitiva” quella prospettata dalla presidenza del consiglio regionale, che sostiene che attuare la mozione che diceva di “ridurre del 20% i costi della politica” significhi nella XIV legislatura ridurre dello 0,2% ritoccando solo le indennità della presidenza del consiglio regionale (calcolo truffaldino fatto calcolando come tagli di oggi anche le riduzioni operate nella scorsa legislatura e tutte a carico dei nuovi eletti!). 

Se questa fosse considerata la “soluzione definitiva”, i vari “auto-riduttori volontari” si sentirebbero autorizzati a revocare la loro rinuncia e tornare a incassare quanto prima.

In fondo, la Svp è in un mare di debiti e di “offerte volontarie” ne ha bisogno, eccome!

Post scriptum:

Ora Svp e Pd dicono che loro avevano sempre inteso, parlando della riduzione del 20% dei costi della politica, che ciò doveva avvenire rispetto ai costi della passata legislatura e dunque, calcolando i tagli fatti alle pensioni (altrui, cioè ai nuovi consiglieri), da ridurre resterebe solo lo 0,2%. Si può obbiettare che nel caso dlla riforma delle pensioni (ma solo dei nuovi!) non di ragli si tratta ma semmai di mancate ulteriori spese. E si può obbiettare che i cittadini si attendono una riduzione degli stipendi, non trucchetti (stipendi che poi passerebbero da 6300 euro a 5000: mica la fame!).

Comunque quste sono tutte balle. Quando hanno promesso, a febbraio di quest’anno, avevano promesso tagli veri sui costi attuali. A dimostrarlo sta il famoso com,unicato della Svp del febbraio 2009. Eccolo: “Der SVP-Fraktionsvorsitzende im Landtag, Elmar Pichler Rolle, erklärt, dass die 18 SVP-Abgeordneten auf ihrer heutigen Sitzung einstimmig bekräftigt haben, dass die Kosten der Politik künftig um wenigstens 20 Prozent gesenkt werden sollen”. Avevano deciso – all’unanimità! – che in futuro i costi della politica dovevano scender del 20%. Mica rispetto a 5 anni fa!

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