Il caso Egartner

I tre del cemento: Durnwalder, Egartner e Mussner
I tre del cemento: Durnwalder, Egartner e Mussner

IL CONSIGLIERE SVP CHRISTIAN EGARTNER ERA INELEGGIBILE, MA PER I POLITICI LE LEGGI NON SI APPLICANO. CON QUESTO ARGOMENTO UNA RISICATA MAGGIORANZA DEL CONSIGLIO HA “GRAZIATO” IERI L’UOMO DELLA LOBBY DEL CEMENTO.

LA CRONACA DELLA GIORNATA: LA MIA RELAZIONE DI MINORANZA, GLI INTERVENTI, IL VOTO.

LA PARTITA, CHIUSA MALAMENTE IN CONSIGLIO, CONTINUA ORA IN TRIBUNALE.

Era prevedibile: una maggioranza formata dai 18 consiglieri Svp più il vicepresidente Tommasini (del Pd, la Repetto era in ferie) ha decretato l’eleggibilità di Christian Egartner, benché nessuno abbia contestato il fatto che egli si trovasse, al momento delle elezioni, in una delle situazioni di ineleggibilità previste dalla legge elettorale regionale: essere presidente e legale rappresentante di una società di capitali, la Conbau Srl, che ha ottenuto dalla Provincia due dei più grossi appalti di costruzioni stradali tuttora in corso: il tunnel di Laives (32 milioni di euro) e la variante di Ora (22 milioni).

Egartner era dunque ineleggibile, come già la FF aveva dimostrato nella sua storia di copertina  e nessuno l’ha potuto negare. Ma è stato “graziato” con argomenti che, in fondo, si riducono a uno solo: i politici sono al di sopra di ogni legge, perfino a quelle fatte da loro stessi. Cane non mangia cane, insomma. Vallo a raccontare ai comuni cittadini.

Lo stesso Egartner, al termine dei lavori, non ha potuto che confermare di fatto la sua condizione di candidato ineleggibile. Intervistato dalla Rai regionale (dalla brava Eleonora di Lauro) ha ammesso che quella legge lì lui non sapeva che c’era.

A qualunque cittadino questa scusa non sarebbe mai permessa: l’ignoranza della legge non è un motivo per violarla. E poi: uno che si candida non legge nemmeno le norme per la sua candidatura? Ma via. Il fatto è che se uno è della Svp sa di poter contare sulla maggioranza assoluta dei voti in consiglio e di potersi far beffe della legge.

Ora sta a ogni cittadina e cittadino del Sudtirolo valutare se presentare ricorso in tribunale, per ripristinare il diritto che la maggioranza del Consiglio ha violato. E io credo proprio che ciò accadrà. Insomma, la partita chiusa ieri in Consiglio si riaprirà in tribunale.

Non che per il Consiglio prevedessi qualcosa di diverso. Ma aver votato contro in commissione mi ha permesso di svolgere la mia relazione di minoranza, nella quale ho portato argomenti che nessuno ha potuto minimamente contestare.  E che anzi molti interventi hanno apprezzato. Gli argomenti dei “difensori” al confronto erano ridicoli, ma significativi di come vanno le cose nella politica locale.

Pichler Rolle ha filosofato sul “sacro diritto all’elettorato passivo”, facendo finta di non sapere che tale diritto “si esercita nei modi previsti dalla legge” e che tra questi modi ci sono le norme a tutela della par condicio tra tutti i candidati, che obbligano a rimuovere posizioni di vantaggio come quella ricoperta da Egartner. Altrimenti è violato il diritto all’elettorato passivo di tutti gli altri candidati e candidate.

Arnold Schuler ha detto che tale posizione non ha portato a Egartner nessun vantaggio dimostrabile, quando sa benissimo che la legge non chiede al Consiglio di contare i voti del candidato, ma solo di accertare se lui ha le carte in regola per candidarsi. E che lui sia stato eletto non nonostante, ma esattamente grazie al suo ruolo di lobbista delle imprese di costruzione che fanno affari con gli appalti pubblici, questo lo sanno tutti.

Ma la difesa più sbrindellata del suo pupillo del Brennero, Luis Durnwalder l’ha affidata al povero Florian Mussner, che dei lavori pubblici è addirittura l’assessore competente. Ineleggibile Egartner? Macché, ha detto Mussner: andrebbe addirittura ringraziato perché, creando e presiedendo la Conbau, ha messo insieme le imprese altoatesine che solo così hanno potuto vincere le gare d’appalto pubbliche, fino a 7 anni fa spesso vinte da ditte esterne più grandi. Insomma, Egartner benefattore dell’economia locale – il che sarà anche vero, ma questo rafforza ancora di più il motivo della ineleggibilità in casi simili, poiché la legge, oltre ad assicurare par condicio tra candidati, vuole anche evitare conflitti di interessi, cosa che è di tutta evidenza nel caso del “capitano d’impresa” che si candida per quella stessa Provincia ai cui appalti aspira.

Esemplare anche il comportamento della destra italiana. Con la scusa che “è imbarazzante giudicare un collega”, come hanno detto Seppi, Urzì e Artioli, hanno fatto i Ponzio Pilato. Ma l’argomento è solo una scusa. In realtà la destra italiana spera in Egartner come alleato per poter rovesciare la maggioranza provinciale e entrare nella stanza dei bottoni e dunque lo vuole assolutamente in aula, anche in violazione della legge.

Da segnalare infine il pessimo gusto: più volte richiesto di chiarimenti, Egartner non ha preso mai la parola, ma se n’è stato in assoluto silenzio. Al momento del voto, in compenso, ha votato: su se stesso, per se stesso.

QUI LA MIA RELAZIONE DI MINORANZA, IN ITALIANO E TEDESCO, LETTA IERI IN CONSIGLIO SUL “CASO EGARTNER”: Relazione comm. convalida.

PER APPROFONDIRE: Il parere tecnico che ho personalmente chiesto a uno dei più bravi amministrativisti trentini, l’avvocato Antonio Tita, sul caso Egartner. La conclusione: era ineleggibile. La trovate qui: Parere avv. Tita

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29 pensieri riguardo “Il caso Egartner

  1. Dass das Recht immer schon dort war wo die Macht ist, ist leider eine historische Wahrheit. Dass diese Wahrheit aber derzeit in einer sogenannten Demokratie auch immer mehr zunimmt, ist ein Skandal und politisch bedenklich.

  2. Solo una domanda che mi viene spontanea leggendo la difesa di Mussner: ma se Egartner era tanto geniale e bravo a fare l’imprenditore, perchè non è rimasto a fare l’imprenditore?
    Visti i soldi che ha potuto spendere per la sua campagna elettorale (si diceva oltre 300.000€), probabilmente guadagnava anche meglio.
    O forse la campagna elettorale gliel’ha finanziata qualcun’altro? Magari le imprese aggregate nella Conbau?
    Come cittadina del Sudtirolo mi sento tradita, presa in giro e limitata nel mio diritto alla democrazia. Se ora fosse importante essere tante cittadine e cittadini a presentare ricorso in tribunale, vorrei dare il mio contributo.

  3. Cara Raffaela,
    lui fa tutt’e due le cose: l’imprenditore e il politico. E la seconda attività rafforza la prima. Del resto politico lo è sempre stato: era sindaco di Brennero, e lì si è costruito il “suo” outlet grazie a una norma ad hoc inserita nella legge urbanistica. Cemento e politica vanno sempre a braccetto: senza ok della politica, il cemento non potrebbe dilagare. E se vuoi partecipare a un ricorso collettivo in tribunale, credo che presto ne avrai l’occasione.

  4. Lieber Riccardo,
    mein Kompliment zu Deiner mutigen und sachlich fundierten Stellungnahme.
    Als ich vom Fall Egartner hörte, musste ich sofort an den Fall Durnwalder in der vergangenen Legislaturperiode denken: auch jetzt erleben wir wieder, dass in diesem Land Macht vor Recht geht. Ich möchte bei dieser Gelegenheit darauf hinweisen, dass es bei den Unwählbarkeitsregeln ja nicht nur um die Vermeidung von ungleichen Wettbewerbsbedingungen für die Kandidaten geht, sondern auch um die Verhinderung von Interessenskonflikten geht.
    Was gedenken die “Grünen” zu tun, außer die Öffentlichkeit zu informieren und eventuell ein Klage bei Gericht einzubringen oder einbringen zu lassen ? Letzteres hat es ja schon gegeben mit dem bekannten bitteren Ausgang? Könnte man nicht eine Gesetzesänderung zum Wahlgesetz einbringen, das die Unwählbarkeit schon vor den Wahlen bindend feststellt oder/und die zuständige Landtagskommisssion die Wählbarkeit mit Zweidrittelmehrheit beschliessen läßt

  5. Caro Karl,
    tu poni una serie di questioni interessanti, che mi danno l’occasione di chiarire diverse cose.

    IL PIU’ IMPORTANTE: Il caso Egartner non è come il caso Durnwalder, E’ MOLTO PIU’ GRAVE E PIU’ CHIARO. E per questo è bene distinguerli.

    Durnwalder era semplice consigliere di amministrazione della Sadobre, società a maggioranza della Provincia ma in via di chiusura. I giudici lo “assolsero” dicendo che l’ineleggibilità vale solo per i “legali rappresentanti”, non per i semplici membri del Cda. In questa posizione si trovano ora Steger (Fiera) e Repetto (BLS) e vedremo che dirrà la Cassazione, a cui il caso Repetto sta per approdare, mentre il caso Durnwealder si fermò all’appello e non fu portato in Cassazione per un errore dell’avvocato.
    Ok, questo per Durnwalder.

    Ma Egartner non è semplice menbro del CDA, è presidente e legale rappresentante della Conbau, impresa che ha i più grossi appalti provinciali. Qui il caso è molto più chiaro e non ci sono scappatoie neppure per i giudici bolzanini. Insomma, stavolta l’eventuale causa potrebbe non finire “mit dem bekannten bitteren Ausgang”.

    MODIFICA DELLA LEGGE. Caro Karl, io temo ora che la Svp si affretti a presentarla lei la modifica della legge elettorale, cancellando la causa di ineleggibilità di Egartner o addirittura cancellando ogni verifica degli eletti da parte del Consiglio. Col caso Durnwalder ci hanno provato, ti ricordi?

    Comunque, le tue due proposte sono:

    1. che la commissione di convalida del consiglio possa dichiarare eleggibile una persona solo con i 2/3 dei voti. Il voto sul caso Egartner è andato così: su 7 commissari, 5 hanno votato per l’eleggibilità (i 4 svp più… Minniti!). Dunque avevano i 2/3.

    2. che la verifica sia fatta prima delle elezioni, naturalmente su tutte le candidature. Questa è la soluzione più ragionevole, così gli elettori evitano di votare un candidato “truccato”. Però anche su questo ci sono diversi pareri e anche pareri contro. Vedremo di studiare bene la cosa.

    L’importante ora è fare di tutto per ripristinare il diritto e il rispetto della legge vigente.
    E su questo presto ci saranno novità

  6. Caro Riccardo dello sbarba dovresti sinceramente pubblicare il tuo blog su facebook così che tutti i Bolzanini possano attingere a queste informazioni con il passaparola.
    Confidando in ciò ti faccio i complimenti per lo spirito giustizia che non ha mai smesso di vacillare almeno da parte tua e del tuo partito.

  7. Aveva ragione Magnago: la politica è una cosa talmente sporca.. e poi la SVP si meraviglia se perde la fiducia e i voti dei cittadini???

  8. @ utenti di facebook

    Nulla vi vieta di (e anzi tutto vi sprona a) pubblicare il link di questo blog e dell’articolo sulle vostre bacheche.

  9. in un numero del settimanale ff c´era una storia su progetti per nuovi hotels nella valle di fleres (pfersch) vicino al brennero. valle tralaltro con un paesaggio quasi incontaminato.

    cerano quattro progetti, tre dove c´era dentro egartner e uno (quello piu piccolo) di due noti sportivi.
    i tre dove c`era dentro egartner prevedevano la costruzione di tre complessi alberghieri molto vistosi, il quarto un po meno….pare che i tre di egartner li abbiano fatti passare , l altro no…..per questo motivo il nostro costruttore”raupe nimmersatt” egartner e´entrato in politica.

    solo che la raupe nimmersatt alla fine della storia muta in una farfalla….egartner resta un avido e furbo populista…fa anche comodo alla svp qualche voto a destra. e una birretta gratis ci sta sempre….:-(

    cmq: respect per riccardo per il lavoro svolto. weiter so!!

  10. Il più bel commento sul caso Egartner l’ha scritto Florian Kronbichler sulla Tegeszeitung. Per chi l’ha perso, lo pubblico qui sotto.

    Im Landtag fiel vorgestern ein Satz von Satz-des-Jahres-Qualität. Er stammt von Hans Heiss, was nicht unerwartet ist, und leider ebenso unerwartet ist, dass er wirkungslos bleiben wird.
    Der Satz lautet: „Das höchste Gut der Demokratie ist nicht das Wahlrecht, das höchste Gut der Demokratie ist das Recht“. Der Grüne sagte es an den Svp-Sprecher Pichler Rolle gerichtet, der das Gegenteil behauptet hatte, um so seinen Parteikollegen Egartner zu retten.
    Laut Recht war Egartner bei der Landtagswahl 2008 nicht wählbar. Wer das bestreitet, hält nichts vom Recht, und im Landtag hält eine Mehrheit nichts vom Recht. Sie hält das Wahlrecht – Wahlrecht nicht im Sinn der Wahlgesetze, sondern vom Recht zu wählen und gewählt zu werden – für erhaben über das Recht.
    Und eine Partei mit einem derart sorglosen Umgang mit dem Recht soll demnächst ihre gesetzlichen Unvereinbarkeitsregeln und Mandatsbeschränkungen durchstehen? Das Gesetz ist nicht mehr für alle gleich. Das Gesetz ist allen gleich.

    Flor

  11. Bravo Riccardo, hai fatto bene…
    aproposito… che cos’han detto la Eva e Knoll? Non avranno mica lasciato correre!!! :-S

    1. Si sono astenuti.
      Eva Klotz e Sven Knoll hanno avuto uno strano comportamento. Eva Klotz nell’intervento si è dichiarata d’accordo con la mia relazione, ha detto che Egartner era evidentemente ineleggibile e si è rivolta direttamente a lui chidendogli quasi costernata: ma perché non ti sei dimesso in tempo utile?
      Poi, al momento del voto, si sono entrambi astenuti. Tra l’altro, Egartner non aveva nemmeno risposto alla domanda di Eva.
      Prima però c’era stata la filippica di Seppi che ha detto che è impossibile giudicare un consigliere ecc…, annunciando che lui non avrebbe partecipato al voto (gli altri della destra italiana si sono astenuti). E si è rivolto direttamente a Eva Klotz, dicendo che una persona come lei non avrebbe mai voluto alzare la mano contro un collega, vero? Forse questo ha convinto i due ad astenersi.

      La votazione è finita con 19 a favore (Svp + Tommasini), 6 astenuti (la destra italiana più i due della Selbstbestimmung), uno che non ha votato (Seppi) e 8 contrari (noi Verdi, i Freiheitlichen e Pöder).

  12. sul fatto che a volte pare che abbiano bisogno di un corso accelerato di politica, concordo. Sul resto decisamente no: i parassiti sono altri, e son molto più grossi!!!

  13. Bravo Riccardo,

    poi tutti i benpensanti della SVP a guardare il conflitto d’interessi di Berlusconi (deprecabile anch’esso).

    Ho pubblicato il link nella mia bacheca di Facebook.

    Ps. La Lega Nord come ha commentato la situazione?

    1. Beh, l’Artioli ha fatto come al solito un discorsetto breve e ben confuso, non ha detto una parola sul caso Egartner o su altri, si è tenuta sul generale (le lacune della legge…) e poi si è astenuta, come tutta la destra italiana.
      Loro sono in corsa per la giunta provinciale, non vogliono avere conflitti con la Svp e Egartner è un loro alleato. Quindi…

  14. Caro Riccardo il tutto mi ricorda molto la storia di Don Chisciotte …difficile lottare contro i mulini a vento, in ogni caso come cittadino ti sono grato per il tuo operato
    ciao

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