Porcate

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Ecco come la giunta provinciale ha ridotto gli immigrati a cittadini di serie B. Prima le graduatorie separate per alloggi e sussidio casa, poi la delibera di luglio che riduce le risorse disponibili a un terzo di quelle cui avrebbero pieno diritto. Nella delibera della vergogna anche la matematica è manipolata. Risultato: da ottobre nessuno riceverà più nulla. Così la Provincia scarica l’emergenza sociale sui Comuni. A Bolzano aumentate del 50% le richieste di sussidi sociali, picchi del 70% a Don Bosco e Oltrisarco. Una porcata al quadrato.

Il 20 luglio 2009 la giunta ha approvato la delibera nr. 1885 che fissa le “quote” di risorse dell’edilizia pubblica da destinarsi nell’anno 2009 ai cittadini immigrati extra Unione Europea e agli apolidi, inseriti per la prima volta in graduatorie separate e contingentate grazie alle legge approvata alla fine della scorsa legislatura.

La delibera contiene due quote percentuali:

  • quella degli alloggi, che la delibera fissa al 6,83% degli alloggi assegnati nel 2009;
  • quella dei contributi (gran parte va al “contributo per l’affitto”), che la delibera fissa al 7,9% del totale 2009, pari a 10.851.280, 34 euro.

Tali quote percentuali sono state fissate calcolando la media ponderata tra presenza in provincia di questa categoria di cittadini e il loro “bisogno”, rappresentato dalle domande valide di alloggi e contributi.

Su entrambi questi dati di partenza la giunta ha operato in modo tutt’altro che neutrale e semplicemente matematico, ma ha fatto delle precise scelte politiche.

Infatti:

  1. PER LA RESIDENZA: sono stati utilizzati i dati dell’anno 2007, sebbene oltre un mese prima l’Astat avesse pubblicato già i dati relativi all’anno 2008 (vedi bollettino Astat nr. 35 del giugno 2009), dai quali risultava che il numero degli stranieri in Alto Adige era cresciuto del 10% rispetto all’anno precedente. Se infatti  nel 2007 la percentuale di cittadini extra Ue e apolidi era del 4,4% (dato utilizzato dalla Provincia), nel 2008 erano invece il 5%. Utilizzando i dati del 2007 e non quelli – già disponibili da giugno – del 2008, dunque, l’assessorato ha sottostimato del 10% la presenza di questa categoria di cittadini.
  2. PER IL BISOGNO: è stato considerato il numero di domande valide presentate da cittadini extra Ue e apolidi. Per gli alloggi esse sono il 18,78% del totale; per i contributi il 25,16% del totale. Fin qui tutto bene. Ma la politica prende il posto della matematica quando, stabilendo la “ponderazione” della media, ha assegnato al bisogno il coefficiente 1, mentre al dato sui residenti il coefficiente 5. La media ponderata viene poi così calcolata:

(residenti * 5 + bisogno * 1) : (5 + 1)

Il risultato è chiaro: il bisogno è stato ridotto a un sesto del suo valore reale.

Con queste conseguenze:

–          Alloggi: mentre i cittadini extra Ue esprimono per il 2009 un bisogno reale e valido del 18,78% del totale degli alloggi, ne riceveranno invece il 6,83%, cioè DUE TERZI DI MENO. Significativo anche il paragone con quanto accaduto nel 2008: sul totale di 450 alloggi che l’Ipes ha assegnato nel 2008, 73 sono stati assegnati a cittadini extra Ue, pari al 16,2% del totale. Nel 2009 ne riceveranno QUASI TRE VOLTE DI MENO.

–          Contributo affitto e altri incentivi: mentre i cittadini extra Ue esprimono un bisogno reale e valido del 25,16% del contingente 2009, ne riceveranno invece il 7,9%, cioè OLTRE DUE TERZI DI MENO. Da notare che gran parte delle domande sono un rinnovo annuale della richiesta per affitti già in corso e che dunque molte famiglie che finora ricevevano un contributo per l’affitto, da un giorno all’altro non lo riceveranno più.

Il 22 luglio 2009, pochi giorni dopo l’approvazione della delibera 1885, il presidente dell’Ipes, Albert Pürgstaller, ha affermato “Da ora in poi non potremo più concedere ai cittadini extra Eu più nessun alloggio e più nessun contributo per l’affitto, poiché il contingente fissato dalla giunta provinciale è già stato esaurito nella prima parte dell’anno”. Nonostante le ementite della giunta provinciale, ci risulta che le affermazioni del presidente dell’Ipes siano fondate.

Risulta infatti che la situazione al giugno 2009 (dunque a metà anno) sia la seguente:

–          ALLOGGI. su 240 alloggi FINORA assegnati dall’Ipes, 38 sOno andati a cittadini extra Ue, pari al 15,8%, cioè più del doppio della quota stabilita. Ciò significa che per la seconda metà dell’anno l’Ipes non potrà più assegnare alcun alloggio a cittadini extra Ue, se a fine anno vuole rispettare il tetto (del 6,83%) stabilito dalla giunta provinciale. Per avere un’idea concreta: se il tetto fosse stato applicato agli alloggi assegnati dall’Ipes nel 2008, ai cittadini extra Ue ne sarebbero dovuti andare solo 30 invece dei 73 affettivamente assegnati. E questa sarà probabilmente la situazione del 2009, visto che nella sua programmazione annuale l’Ipes prevede per quest’anno l’assegnazione di circa altrettanti alloggi che nel 2008.

–          SUSSIDI. Per il solo sussidio casa la somma pagata fino al giugno 2009 a cittadini Extra Ue ammonta a circa 8 milioni di euro, mentre un altro mezzo milione sarebbe già impegnato per contributi a acquisto, ristrutturazione e costruzione. Ma la disponibilità stabilita dalla Giunta per l’intero anno per questa voce è di 10 milioni 851 mila. Ciò significa che a giugno – cioè a metà anno – è già stato impiegato l’80% della quota stabilita dalla Giunta.

In base a questi dati risulta incomprensibile il motivo per cui la giunta ha smentito Pürgstaller, che ha semplicemente detto come stanno effettivamente le cose.

Dietro tutti questi calcoli sta una realtà sociale oggettiva, cioè il bisogno abitativo di persone che lavorano e pagano regolarmente le tasse (poiché nessun irregolare può presentare domanda all’Ipes). A tale bisogno abitativo viene chiusa la porta in faccia, con liste separate che discriminano una categoria di cittadini – la più debole, gli immigrati – che vengono degradati a cittadini di serie B, i cui bisogni abitativi contano tre volte di meno degli autoctoni.

Oltre tutto, come abbiamo visto, nella seconda metà di quest’anno il sistema di quote separate rischia di creare un’emergenza sociale grave.

Dal “Corriere” di oggi, il presidente dell’Ipes conferma: “Da ottobre non potremo più dare nulla a nessuno”. E il presidente dei proprietari di case avverte: “Si rischia un’ondata di sfratti per morosità”.

Dunque, dove andranno a sbattere la testa gli immigrati in difficoltà? Presto detto: agli sportelli per l’assistenza sociale dei Comuni. Il comune di Bolzano ne sa qualcosa. Già per effetto dell’introduzione – oltre un anno fa – dei cinque anni di residenza per avere il sussidio casa, molti immigrati che credevano di ottenerlo (finora non c’era il requistito della residenza) hanno perso il sussidio per l’affitto e si sono rivolti all’Azienda Servizi sociali di Bolzano chiedendo integrazioni per l’affitto. Nei primi sei mesi di quest’anno questo genere di domande è aumentato del 50% su tutto il territorio comunale e del 70% nei quartieri popolari di Oltrisarco e Don Bosco. E ancora la delibera provinciale sul contingentamento delle risorse-casa non ha fatto sentire il suo effetto! Immaginatevi cosa succederà a fine anno.

Con la sua politica restrittiva verso gli immigrati, la Provincia ottiene due risultati:

1. Si libera del problema, e della responsabilità, scaricandola sui comuni

2. Trasforma l’immigrato da cittadino che, in graduatoria Ipes, è persona dotata di un diritto, a caso sociale che si rivolge all’assistenza comunale chiedendo un’elemosina, su cui l’ultima parola spetta agli assistenti sociali.

Che capolavoro!

Per chi vuole leggersi la delibera della vergogna, la trova qui:B.LR. Geförderter Wohnbau

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12 pensieri riguardo “Porcate

  1. ..sì e avremmo dovuto fare ostruzionismo…comunque Riccardo ha ragione e a tutti i livelli quello che è possibile…ne parliamo alla riunione della Rete ?

  2. si, nella riunione della Rete di Martedi parliamo e dobbiamo organizzare un azione comune di tutte le forze democratiche. compreso vescovo.

  3. Una domanda a Comina: ma scusa Franz, tu quando hanno approvato la legge eri in giunta. Perché non hai battuto tu allora i pugni, come ora chiedi a Golser?
    Hai votato contro, ok, ma potevi pure minacciare di uscire dalla giunta e magari uscire davvero, mica era una cosa di poco conto!
    Finché la sinistra si riterrà “condannata” a stare sempre e comunque con la Svp, questa saprà di poter fare il bello e il cattivo tempo. Salvo “concedere” qualche voto contro, per consentire al partner di salvarsi la coscienza.
    Scusa la durezza, ma questo non è un gioco.

  4. Riccardo Dello Sbarba ha scritto:
    la proposta di legge mi pare discreta.
    Soprattutto dov’è concreta, per esempio in questi punti:
    1. nel campo dell’accesso all’alloggio, andrà ristabilita la prevalenza del criterio del bisogno nell’assegnazione di tutte le agevolazioni provinciali all’edilizia abitativa agevolata, rivedendo quindi sia la legge provinciale n. 9 del 2008, che la conseguente delibera di Giunta n. 1885 del 20 luglio 2009;
    2. per quanto riguarda il diritto allo studio, andrà eliminata la norma discriminatoria contenuta nelle legge provinciale n. 9 del 2004, che impedisce la fruizione da parte dei cittadini stranieri di borse di studio per Università fuori provincia;
    3. anche nel campo dell’assistenza economica sociale, andrà rivisto il decreto del Presidente della Giunta provinciale n. 30 del 2000, nella parte in cui limita a due soli mesi l’anno il godimento dell’assistenza economica da parte dei cittadini stranieri.

    E’ importante indicare precisamente le delibere e le leggi che vanno riformate, tipo la porcata sugli alloggi. Cambiare quella norma sarà difficilissimo e sarebbe una grande vittoria.

    Ciao
    riccardo

  5. Scusa Riccardo, quando la smetterai ogni volta di fare questo gioco di delegittimazione degli altri banalizzando le cose come se tu fossi estraneo alle dinamiche politiche nel palazzo? O come fossi un angelo immacolato caduto dal cielo? Riccardo tu eri presidente del Consiglio provinciale, avevi un incarico di primo piano potevi senz’altro anche tu minacciare le dimissioni e creare non pochi problemi ai lavori del consiglio. Lo sai che io non solo ho votato contro quel provvedimento ma ho lavorato dal basso in alto per cercare di modificare quella norma. Ho perfno organizzato un incontro in extremis fra le forze politiche in Consiglio e le associzioni che lavorano sul campo dei migranti (era un tentativo. Ci avevi pensato tu-voi? ricordi la faccia che hai fatto quando te lo proposi? ). Ricordi quella riunione che facemmo per capire come comportarci sul maxiemendamento? Cosa avevate proposto? Mi sembra più diplomazia e mediazione che rottura no? Ricordi le urla cn Baumgartner fuori dal Consiglio che mi diceva che ero un pazzo a votare contro il provvedimento?
    Ad un certo punto io mi posi sul serio il problema delle dimissioni. Ma quando ho visto che perfino voi Verdi, molto più liberi di me, eravate in seria difficoltà a bloccare l’iter della legge, allora che dovevo fare? L’eroe solitario perfino non sostenuto dalle associazioni che lavorano con i migranti oltre che dai partiti del centrosinistra? Mi stupisco Riccardo che con tanti anni alle spalle di presenza politica in Consiglio banalizzi in questo modo complesse vicende della politica istituzionale provinciale. O meglio, lo capisco in un’ottica strumentale, elettorale. Ma allora lì caro Riccardo io non ci sto a rispondere a provocazioni sterili, vili e del tutto improduttive. Anche perchè, come sai, su questo tema ho sempre cercato di tenere una posizione forte e decisa anche come referente del Centro Pace

  6. Calmati Franz. Noi abbiamo fatto la nostra opposizione, da sempre, ma c’è differenza tra chi sta in opposizione e chi sta in giunta. Per tutta la legislatura sono andate avanti misure restrittive verso gli immigrati e gli assessori italiani di sinistra sono stati l… Visualizza altroì a dire “sono contro, ma resto a limitare il danno”. ll danno si vede ora. Io non ho certezze, ma nessuno ha mai provato a dire alla Svp: “Se vuoi fare una politica di destra, falla con la destra. Con me mai”.
    Gli italiani (da sempre) stanno in giunta limitandosi a gestire il loro campo e a occupare la posizione per impedire che ci vada la destra, come se, contando poco, fossero assolti da tutto il resto (migrazione, ambiente, urbanistica, energia, economia…). E si giustificano con il vittimismo del “di più non potevo fare”.
    Parlo con “ottica elettorale”? Ma dai, mica ci sono in vista elezioni in cui io o te dobbiamo candidarci…

  7. Infatti, Riccardo, non riesco a capire un attacco così a me. Sono passato in giunta come una meteora. Ero lì da due-tremesi, ho cercato di fare quello che potevo, tentando soprattutto su questo passaggio in consiglio, di far fronte con voi. Non avevo ben chiara la memoria degli eventi precedenti, l’esperienza di una legislatura alle spalle. Ho cercato di non perdere la bussola sui temi che mi stanno a cuore, in particolar modo quello sull’immigrazione… Insomma, adesso dopo un anno questo attacco… semplicemente non ne vedo il senso, il significato…
    Vabbè comunque non voglio andare oltre perchè so che abbiamo battaglie comuni da affrontare e che nella desolazione della sinistra bisogna ognuno con i suoi mezzi e dal suo osservatorio tentare di far qualcosa per non perdere almeno i valori profondi che dovrebbero contraddistinguere una opzione politica e culturale

  8. Dai, non ti offendere, non era un attacco, era un modo per cercare di riflettere su un problema che è di tutti.
    Come fare a invertire la brutta tendenza in corso da diversi anni. Come fare pur essendo una minoranza, noi Verdi dell’opposizione (tutto il resto è destra) e il Pd (e prima tu, per poco) al governo (tutto il resto è svp).
    Il problema, ripeto, è di tutti.

  9. Delibera provinciale di luglio sull’edilizia agevolata.

    Il 20 luglio la Giunta Provinciale ha approvato una delibera che penalizza pesantemente i cittadini di provenienza extra EU; si riduce al 6, 83% la quota degli alloggi IPES e al 7,9% quella dei contributi per la concessione di agevolazioni edilizie e del sussidio casa a loro destinati.

    Non è chiaro il criterio che ha portato a queste percentuali, giustifiandole con la formula della media ponderata, dove alla consistenza è stato assegnato un “peso” di 5 punti (4,44%) e di 1 solo punto al bisogno abitativo (18,78%); l’unica cosa chiara qui è la volontà politica di sottrarre ad una fascia di popolazione particolarmente bisognosa una quota consistente di risorse.

    Un solo esempio: si grida che la quota delle domande presentate dai cittadini extra EU (18,78% per gli alloggi popolari e 25,76% per i contributi) è sproporzionata rispetto alla consistenza del gruppo (cittadini extra EU e apolidi) e che questo indicherebbe una condizione di privilegio di cui questi cittadini godono. Ma in realtà queste cifre dimostrano che questo gruppo sociale è proprio quello che ha grande necessità di intervento pubblico trovandosi in condizioni di bisogno in percentuale maggiore rispetto ai cittadini autoctoni. Infatti mentre circa il 75% degli altoatesini risulta essere proprietario della casa in cui abita e quindi non ha alcun bisogno di chiedere un alloggio popolare o un contributo per l’affitto, solo l’8% dei cittadini di provenienza extra EU è proprietario della casa in cui abita.

    Ma oltre ad essere un provvedimento demagogico è pure pericoloso, perché contribuisce a far aumentare il disagio e le difficoltà in questa fascia di popolazione, ed è inoltre eticamente ingiusta nei confronti di quella parte della popolazione socialmente più debole , si riveleranno un boomerang per le casse assistenziali dei Comuni che si troveranno a far fronte alle richieste di sostegno di coloro colpiti da tali misure per evitare l’ esplodere dei casi di sfratto per morosità.

    La Rete per i diritti dei senza voce rifiuta per questo motivo quanto deliberato dalla Giunta
    Provinciale di Bolzano ed invita ancora una volta gli esponenti politici a venire incontro ai reali bisogni della popolazione intesa come cittadini del mondo e a promuovere una campagna
    d’accoglienza, a prescindere dalla paura di perdere qualche consenso elettorale.

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