Renon, la centrale non si fa

Dietro l'idroelettrico: carbone e nucleare?

VITTORIA! LA MEGACENTRALE DI POMPAGGIO SUL RENON NON SI FA. La società Kelag AG ha appena comunicato che rinuncia al progetto. La mobilitazione popolare ha vinto. Si sarebbero scavati 2,3 milioni di m3 di roccia per una centrale che consuma più energia (nucleare) di quella che produce.

E’ un grande successo per il movimento ecologista del Sudtirolo. La notizia data dall’Ansa pochi minuti fa: “Kelag e Web Windenergie Ag rinunciano al progetto della centrale di pompaggio sul Renon, “vista l’impossibilità di ottenere la licenza edile.

Come comunicano le aziende in una nota, durante una serie di incontri e trattative è emerso “che in assenza di una licenza edilizia non sarà possibile realizzare la centrale”. Di conseguenza, Kelag e Web Windenergie hanno deciso di concentrarsi su altri progetti di energia rinnovabile in Austria e all’estero”

Che dire di più? La centrale era un’opera assurda, che serviva solo a “riciclare” energia nucleare, tenendo aperte centrali obsolete, in energia idroelettrica, ma perdendone il 30%. Dunque non produceva, ma distruggeva energia. Avrebbero scavato tanta roccia quanto la piramide di Keope. Non c’erano garanzie di sicurezza. E non era neppure un grande affare: infatti si speculava sul differenziale tra prezzo (basso) dell’energia nucleare impiegata e prezzo (più alto) dell’idroelettrica prodotta. Piccolo particolare: questo differenziale nel corso degli anni si va sempre più riducendo.

Questa vicenda dimostra che se la popolazione alza la voce può anche vincere. Evviva.

Per approfondimenti in questo blog:

Renon, acqua o atomo?

Il Renon contro la mega centrale

DI SEGUITO IL COMUNICATO KELAG

Comunicato stampa

Bolzano, 9 settembre 2009

Kelag e WEB Windenergie AG si ritirano dal progetto della centrale di pompaggio sul Renon

Delineandosi ormai l’impossibilità di ottengano la licenza edilizia necessaria per la centrale idroelettrica di pompaggio sul Renon, Kelag e WEB Windenergie AG hanno deciso di ritirarsi dal progetto.

Negli scorsi mesi si sono svolti in Alto Adige numerosi colloqui e trattative nel contesto delle estese verifiche preliminari del progetto. Ne è emerso che in assenza di una licenza edilizia non sarà possibile realizzare la centrale di pompaggio sul Renon. Di conseguenza, Kelag e WEB Windenergie hanno deciso di concentrarsi su altri progetti rivolti all’utilizzazione delle fonti energetiche rinnovabili, sia in Austria che all’estero.

Lo sfruttamento delle capacità fornite dalle centrali di pompaggio è un fattore chiave nella strategia imprenditoriale di Kelag. Le centrali di pompaggio sono una componente fondamentale del “mix energetico” del futuro, in quanto consentiranno di equilibrare gli “alti e bassi” che caratterizzano la produzione delle energie alternative, in particolare di quella eolica. Considerato che in Europa si sta programmando di investire in un sempre maggiore utilizzo dell’energia eolica, ne consegue che è indispensabile potenziare le capacità in termini di centrali di pompaggio. Nel gruppo di centrali installato a Fragant, nella Mölltal, Kelag ha da poco messo in funzione la prima unità macchine della centrale di pompaggio sul Feldsee e contemporaneamente ha avviato la seconda fase dei lavori di costruzione.

WEB Windenergie AG è partner di PSKW Energieoptimierungs GesmbH, una società che sta attualmente portando avanti diversi progetti relativi a centrali di pompaggio. Grazie a questi progetti, WEB Windenergie AG vede garantito il proprio impegno nel campo dei più innovativi impianti ad accumulo di energia.

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2 thoughts on “Renon, la centrale non si fa

  1. Ottima notizia: dovrebbe avere una „Signalwirkung“ per l’Alto Adige … e cioè che il popolo altoatesino è anche in grado di difendersi di prendere in mano il proprio destino contro la volontà del potere politico.
    …a maggior ragione un’attività professionale d’opposizione è l’unico modo per i Verdi di raccogliere maggior consenso.
    Un caro saluto
    Renate

  2. Bravo Riccardo,

    per fortuna esiste non solo il buon senso ma anche l’informazione di base necessaria per permettere ai cittadini di esprimere la loro opinione su basi fondate. E questo devo dire grazie anche alle tue competenze da insegnante, come sai è difficile spiegare in modo semplice cose che possono sembrare complicate. Un abbraccio e a presto, Silvia.

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