Città divisa

altstadtfestBOLZANO – Festa del centro. Due mi mangiano vicino, sbevazzano e urlano: “odiamo i tedeschi, razza inutile e dannosa”. Vomito, mi alzo, giro.

Agli stand vedo solo associazioni di lingua tedesca, Pichler Rolle seduto nello stand più grande in piazza Walther si atteggia a sindaco di 1/3 di Bolzano. Non riconosco la mia città.

Gino di Stasio del Masetti racconta che le associazioni italiane si sono ritirate una dopo l’altra: erano ben nove quanche anno fa, ora sono rimaste solo in due.

Stessa sera: festa dei calabresi a Regina pacis e festa di via Resia in via Resia.  A ciascuno il suo ghetto.

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6 pensieri riguardo “Città divisa

  1. evidentemente chi gradirebbe comporre questi “gruppi misti” se ne va verso lidi più ameni ed accoglienti. Possiamo biasimare queste persone?
    Non tutti sono disposti a recitare la parte del Sisifo di turno. E non era proprio su questo che contava la politica identitaria locale? Non era forse questo il suo fine ultimo? Disfarsi degli indesiderabili…

  2. concordo con il commento di stefano,
    quanti amici interessanti, profondi e sensibili sono fuggiti verso metropoli o campagne senza inquinamenti etnici?
    tanti…

  3. ..complimenti a chi continua a credere alla via maestra della convivenza ed operare per essa. Penso che nonostante apparenti passi indietro, saranno le generazioni prossime a far morire “d’inerzia” il problema se ci sarà un sufficiente numero di politici e viandanti europei.

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