Il Tirolo che non marcia

gedenkjahr09

Vado o non vado? Mentre rigiro tra le mani l’invito per la grandiosa parata hoferiana di Innsbruck, arriva il suggerimento dell’amico Florian: “Per la chiesa – ammonisce – la messa del sabato vale anche per la domenica!”

Così, dato che io sabato festeggio tra la Passiria e Merano il Tirolo alternativo, mi posso ritenere dispensato dalla marcia domenicale a Innsbruck.

Del resto, cosa ci andrei a fare? Non è per quelli come me che è pensata la pomposa sfilata. Quello non è il Tirolo che amo: colorato, terra di mezzo, d’incontri e di mescolamenti.

A Innsbruck sfilerà invece il Tirolo delle identità granitiche, il Tirolo da Kufstein a Borghetto che marcia a passo cadenzato, orgoglioso di una “tirolesità” che mescola patriottismo e promozione turistica. Sarà il Tirolo cui si è ammessi solo in uniforme tradizionale, e a dare il ritmo saranno gli Schützen dalla cadenza militaresca. Che ci farei io, lassù sulla tribuna, se non l’imbarazzata foglia di fico per uno spettacolo che non mi prevede?

Alle 21 salve di cannone dal Berg Isel e alle scariche in aria degli schioppi mi tremerebbe il cuore. E al momento di cantare l’inno tirolese (“Zu Mantua in Banden, der treue Hofer war….“) rincorrerei con le labbra qualche strofa: gli inni nazionali non mi sono mai entrati in testa, quello italiano compreso, figuriamoci quello hoferiano.

Non starei a mio agio su quella tribuna d’onore dove, davanti all’esercito domestico che ci sfila ai piedi, i vertici delle tre province giocano a fare i Principi con la corte. E dove il gran maestro di cerimonia, il conservatore Andreas Kohl, mette nella stessa minestra autonomia e autodeterminazione (vedi l’opuscolo della festa) e autorizza gli Schützen sudtirolesi a marciare in nome del “Los von Rom” e della “Selbstbestimmung”. Anno Nove: ma di quale secolo?

Allora meglio il mio “altro Tirolo” del sabato, in Passiria e a Merano. Il Tirolo che incontra Baviera, Francia e Sassonia e con quei “nemici” di allora stringe un patto di pace e di futuro, in un’Europa senza sangue, senza confini, senza barriere, senza fili spinati, senza esclusioni, senza uniformi, senza inni nazionali.

Allora preferisco l’Andreas Hofer del mio sabato in val Passiria, non quello di bronzo dei monumenti, ma l’uomo Hofer del suo Sandwirt e della bella mostra che lo racconta. l’Hofer eroe a sua insaputa, trascinato per dieci mesi da avvenimenti più grandi di lui, l’uomo che cerca di assumersi come può l’immensa responsabilità che gli è gettata addosso, che cade, si rialza, si dispera, vacilla, mentre Vienna lo usa, lo illude e poi lo abbandona in nome della ragion di stato. E’ l’Hofer che ci somiglia, a cui vorremmo accarezzare i capelli la notte prima dell’esecuzione.

E allora è meglio la festa della convivenza del mio sabato sera a Merano, incontro di persone di tutte le lingue, di donne e uomini liberi nel vestire e nel parlare, nel ballare e nel far musica. Una festa a questa meravigliosa terra tra i monti e alle sfide del suo futuro. Come impedire che la crisi alimenti ingiustizia, esclusione e razzismo. Come promuovere uguaglianza e giustizia sociale. Come proteggere la nostra eccezionale natura, la sua straordinaria biodiversità, i paesaggi unici al mondo, il clima indispensabile alla vita sul pianeta.

Una festa, la nostra all’”altro Tirolo”, conclusa con le note di Fabrizio de Andrè, di cui ricorrono i 10 anni dalla morte (1999), suonate dalla band di Andrea Maffei. E dalle poesie di Norbert C. Kaser, il poeta che voleva “fare arrosto l’aquila tirolese”, cantate da Benno Simma per ricordare i  40 anni (1969) della “Brixner Rede”, l’ esordio del giovanissimo ribelle.

Una festa per riflettere sulla nostra responsabilità verso l’universo mondo. E per ricordarci che l’”Anno Nove” non è solo Hofer.

(Pubblicato oggi, domenica 20 settembre, sul giornale Alto Adige)

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13 pensieri riguardo “Il Tirolo che non marcia

  1. Mein Gedanke lautet etwa ..unverstaendlich:gut wir schauen auf die Nachfoger eines Bauers an, der irgendwie zum Helden des “Tuerolertums” geworden ist. Aber ich auch, fuhele mich am besten in demjenigen Tuerolerteil, wo die wundervollen Wiesen und fruchstvollen Felder dieses sonderbaren Teils Europas liegen.
    Diese Blumen denken nicht nach : so ,bin ich denn eine italienische Blume oder was anderes?!Sie erfreuen uns nur so.
    Sie brauchen nicht darueber nachzudenken, wer ein/e echter/e Suedtiroler/in ist und wer nicht.
    Elena Palatini

  2. i ladini potevano essere il cuore della manifestazione oggi a Innsbruck,

    da sempre “marciano” in pace in mezzo a tedeschi e italiani.

  3. Untirolisches aus Ibk – 2. verbesserte Version
    08.30 Bahnhof Bozen. Überraschend viele Leute steigen in den EC nach Ibk, eine Gruppe Trentiner ist bereits dabei, Speck aufzuschneiden. In Franzensfeste steigen viele jüngere Leute und sogar Familien zu, ebenso in Matrei, wo der EC hält. Der Zug ist sehr voll, viele Fahrgäste müssen stehen.
    10.30 Uhr. Ankunft am BH Ibk. Ich suche die Toilette auf. Vor der Herrentoilette wartet bereits eine Reihe von Schützen mit Gewehr. Ich reihe mich in die Reihe der Wartenden ein. Vor mir ein langhaariger junger Mann, der sich an den vor ihn stehenden Schützen wendet und mit unverkennbar Stubaitaler Dialekt fragt: “Was feiert ihr denn heute?” Der Schütze ist schon ein bisschen verwundert: „Jo, woß, bisch koa Tirola net? Es Gedenckchen an die Franzosenkriege, Andreas Hofer!!“ Ungewöhnlich der Anblick der mit Gewehr in Reih und Glied urinierenden Schützen. Endlich komme ich an die Reihe, rechts von mir der Langhaarige, zwei Pissoirplätze weiter der Schütze, der sich über das Niveau der Tiroler Schulausbildung laut Sorgen macht. „Aber die Matura hon i decht g’schofft!“, ruft der Langhaarige. Beide lachen.
    Auf dem Weg in der Innenstadt: Vor den italienischen Restaurants viele Schützen und Musikanten in Tracht. Viel Ladinisch ist zu hören (schon im Zug), ebenso viel Italienisch.

    Weitere kursorsische Eindrücke: Punkerinnen im Dirndl, die an diesem Tag Zugehörigkeit demonstrieren wollten. Im Wesentlichen isolierte SF-Anhänger mit ihren Plakaten und Leibchen, niemand (!) stimmt ein, als sie ihr „Los fan Ram“ skandieren. Ein junger Mann rappt ungestört auf einem Vordach, die Polizisten lächeln. Die Ladiner und Trentiner im Umzug werden begeistert begrüßt, jedenfalls bedeutend herzlicher als die Dornenkrone, die überhaupt nicht martialisch oder bedrohlich wirkt. “Lass Blumen sprechen”, lautet ein bereits älterer Werbeslogan.

    Mein Fazit: Das schlechteste Tirol war es nicht, das gestern in Ibk war. Jedenfalls kein „braunes“. Ein Volksfest, locker, freudig, sicherlich etwas selbstverliebt, aber durchaus legitim. Ich frage mich, was sich die „Linke“ denn erwartet hat? Einen 1.-Mai-Aufmarsch? Zeltstädte wie vor Wackersdorf? Woodstock?

    Ja, gestern war ich stolz, einer dieser Tiroler zu sein. Zumindest für diesen einen Tag. Und sogar etwas gerührt, als die Brixner Musikkapelle den Umzug eröffnet hat und Heinz Fischer anerkennend klatscht.

    Bahnhof Bozen, 17.30 Uhr: Hans Heiss begegnet mir auf dem Zebrasstreifen. Wir grüßen uns, wobei ich – wie bei anderen PolitikerInnen – nicht weiß, ob es pure Höflichkeit ist oder er sich an mich erinnert. Mir fällt ein, dass er ja erklärt hat, nicht anlässlich des Landesumzuges nach Innsbruck zu kommen. Ich denke, Innsbruck hätte Hans Heiss gestern gut vertragen und Hans Heiss auch Innsbruck. Und sicherlich auch den einen oder anderen Etrusker.

  4. Siamo tutti cittadini del mondo…

    am Sonntag waren wir aber alles Tiroler in IBK….. die Ewiggestrigen und Pazifaschisten waren aber nicht in IBK (Alessandro U., Michaela B., Hans H., Donato S.; ecc)…….

  5. Lorenz: intervento al solito stupido e inutile, il tuo. E comunque sempre meglio essere (o essere stati) intelligenti che non esserlo mai stati e non poterlo mai essere.

  6. Boh, signori miei, io a voi per davvero non vi capisco… prima avete fatto il diavolo a quattro per il Gesamt-Tiroler Landtag, quando la Klotz voleva quello a 2. Poi ora che c’è una festa Gesamt-Tiroler VERAMENTE da Kufstein a Borghetto disertate… boh…

  7. @gadilu

    mann du langweilst langsam,mit deiner besserwisserei!!!

    du bist ein theoretiker,un nichts anderes!!

    P.S hol mal dein kopf aus dem Arsch du comunist!!

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