Inceneritore, l’esposto

nuovo incenerotore

UN AUMENTO DI SPESA DEL 65% IN SOLI 6 ANNI. UNA GARA D’APPALTO ANNULLATA E RIPETUTA TRE VOLTE, FINCHE’ RESTA IN CAMPO UNA SOLA CORDATA CHE VINCE SENZA RIBASSO CON UN PROGETTO INADEGUATO. POI UNA VARIANTE DI 19,4 MILIONI PER METTERE LE COSE A POSTO. ABBASTANZA PERCHE’ INDAGHI LA CORTE DEI CONTI.
Ecco l’esposto che abbiamo presentato questa mattina alla Procura Regionale della Corte dei Conti di Bolzano.

Alla Procura Regionale presso la Corte dei Conti Viale Druso 36/a 39100 Bolzano

Esposto

Appalto per il Termovalorizzatore di Bolzano Sud.

Possibile danno erariale.

I sottoscritti Riccardo Dello Sbarba e Hans Heiss, consiglieri della Provincia autonoma di Bolzano, espongono quanto segue.

Il 9 ottobre 2009 il Consiglio Provinciale ha approvato a maggioranza il Dlp 41/09, “Approvazione del rendiconto generale della Provincia per l’esercizio finanziario 2008 e altre disposizioni finanziarie e contabili”, al cui articolo 11 – con emendamento presentato in aula dall’assessore ai lavori pubblici Florian Mussner – è stato aggiunto un comma 2 con il quale viene sostituito l’articolo 16 della LP nr. 1/2009 “Realizzazione del termovalorizzatore dei rifiuti residui””. Con questo nuovo articolo 16 si autorizza una spesa di € 117.915.950 con un onere pluriennale così modulato:

anno 2009: 1.000.000 €

anno 2010: 25.000.000 €

anno 2011: 47.500.000 €

anno 2012: 12.000.000 €

anno 2013: 7.126.716 €.

Si tratta della terza revisione dei costi previsti per la costruzione dell’impianto di termovalorizzazione. Infatti la Giunta provinciale ha:

–         il 29 settembre 2003 con delibera nr. 3397 fissato ad € 71.137.231,20 l’importo di spesa presunta dell’impianto;

–         il 9 maggio 2005 con delibera 1589 deciso una variazione del costo complessivo dell’opera a € 98.448.000.

–         il 7 settembre 2009 con delibera 2245 deciso un’ulteriore variazione del costo complessivo dell’opera, portandolo ad € 117.915.948,17.

L’approvazione in aula dell’articolo 11 comma 2 del Dlp 41/09 traduce in legge la sopra citata delibera 2245 del 07/09/09. In questo modo, nel giro di soli 6 anni (settembre 2003-settembre 2009) i costi previsti per il termovalorizzatore sono lievitati di ben 46.778.719 €, pari a un aumento di oltre il 65%.

Salta agli occhi, inoltre, la particolarità dell’ultima variazione di costi, decisa il 7 settembre 2009, la quale si configura come una variante di 19.467.948,17 € ad un appalto già assegnato il 24 giugno 2008 per un prezzo di 81.006.000 a fronte di un capitolato che prevedeva come massimo ammissibile dell’offerta l’importo di € 81.006.162,20.

L’appalto fu dunque vinto da un’offerta pari all’importo massimo ammissibile, senza alcuno sconto sull’importo massimo.

Una circostanza singolare, resa possibile dal fatto che alla gara d’appalto era stata presentata una sola offerta, quella della capogruppo Atzwanger spa in associazione temporanea con le imprese Hafner Srl, Ladurner Spa, Stahlbau Pichler Srl, Consorzio cooperative costruttori di Bologna, Oberosler Spa, Wipptalerbau Spa e Seeste Bau Spa.

In assenza di qualsiasi altra concorrenza, l’appalto è stato aggiudicato a questo gruppo di imprese per un importo pari al massimo ammissibile. L’assenza di altre offerte, come si vedrà più avanti, gioca un ruolo decisivo nella variante dei costi previsti decisa con delibera giunta provinciale nr. 2245 del 7 settembre 2009, giustificata (con relazione del direttore dei lavori allegata alla delibera) appunto dalla necessità di migliorie al progetto presentato dal gruppo di imprese vincitrici, già fin dall’inizio deficitario e per alcuni aspetti non corrispondente a quanto richiesto nel capitolato d’appalto, ma scelto per mancanza di alternative (di questo, più avanti).

A questo proposito, vale la pena di ripercorrere brevemente la tormentata storia dell’appalto per il termovalorizzatore:

aprile 2006:consegna del progetto esecutivo;

maggio 2007: prima gara d’appalto annullata;

4 dicembre 2007: seconda gara d’appalto. Aggiudicazione al gruppo  d’imprese: Atzwanger, Ladurner, Hafner, Stahlbau Pichler, Wipptaler Bau, Oberosler, Cosbau, Seeste Bau. Esclusione dell’offerta del gruppo di imprese: Unieco, Consorzio cooperative costruzioni, Zimmerhofer, Unionbau, Cle, Schmidhammer, Ceis srl.

22 febbraio 2008: Il TAR annulla l`aggiudicazione della seconda gara d’appalto;

7 aprile 2008: Pubblicazione della terza gara d`appalto;

4 giugno 2008: Termine di consegna delle offerte;

24 giugno 2008: Aggiudicazione terza gara d’appalto alla sola offerta presentata dal gruppo di imprese: Atzwanger, Ladurner, Hafner, Stahlbau Pichler, Consorzio cooperative costruzioni, Wipptaler Bau, Oberosler, Seeste Bau.

Come si può notare, alla terza gara d’appalto partecipa un gruppo d’imprese che risulta composto da imprese già presenti in una delle offerte della seconda gara, più il Consorzio cooperative costruzioni (Ccc) che era presente nella stessa gara nel gruppo di imprese concorrenti.

Il ritiro di tutte le altre e la confluenza del Ccc nel gruppo guidato dalla ditta Atzwanger ha contribuito a determinare la circostanza che alla terza gara si sia presentata una sola offerta. La gara è stata aggiudicata al massimo dell’offerta ammessa e il progetto presentato non si è rivelato in diverse parti adeguato, tanto da portare alla variazione sia delle sue caratteristiche, sia dei costi (+ € 19.467.948,17) decisa dalla giunta provinciale il 7 settembre 2009.

Arriviamo dunque a questa deliberazione, che costituisce il nucleo centrale dell’argomentazione del presente esposto.

Deliberazione della Giunta provinciale nr. 2245, seduta del 7 settembre 2009.

Oggetto: opera 23.07.M.08.

Impianto di termovalorizzazione di rifiuti residui in Bolzano.

Variazione delle caratteristiche tecniche e del costo complessivo dell’opera da € 98.448.000,00 a € 117.915.948,17.

A giustificare la variazione di costo la Giunta dichiara “vista la relazione del responsabile di progetto del 24.07.09” e nella parte deliberativa, primo punto, “delibera di modificare le caratteristiche tecniche (…) come indicato nell’allegata relazione del responsabile di progetto del 24.07.09 che forma parte integrante del presente provvedimento”.

A testimonianza di ciò, la relazione è allegata nelle due lingue alla delibera come sua parte integrante ed è timbrata e firmata dal segretario generale della giunta provinciale dott. Hermann Berger.

La relazione è stata redatta dall’ingegner Valentino Pagani, direttore della Ripartizione provinciale 10, Infrastrutture, nonché coordinatore unico del progetto dell’impianto di termovalorizzazione di Bolzano.

Quanto scrive l’ingegner Pagani lascia stupefatti:

Nel punto 2. l’ingegner Pagani scrive: “E’ stato verificato che le apparecchiature proposte dall’appaltatore non sono da ritenere sufficientemente sperimentate ed affidabili. Altre non soddisfano le prescrizioni del capitolato, non sono aggiornate allo standard odierno o non rispondono di referenze valide per la taglia di progetto. Le ditte fornitrici inoltre non riescono a fornire sufficienti referenze o non dispongono di specifica specializzazione in questo”.

Dopo aver detto che “punto cruciale di questo impianto è il sistema di combustione rifiuti-caldaia”, il dott. Pagani spiega che esso “dovrebbe prevedere un sistema misto aria-acqua, o solamente ad aria. L’appaltatore ha offerto invece un sistema di raffreddamento solo ad acqua”.

Anche “il rivestimento in refrattario proposto dall’impresa appaltatrice non corrisponde allo stato attuale dell’arte.Lo stesso vale per la costruzione del carroponte per l’immondizia e le scorie (…) Il fornitore proposto dall’impresa appaltatrice non vanta alcuna referenza specifica nel settore”.

Considerazioni simili sono fatte anche sui bruciatori, mentre “per i trasportatori a catena  l’impresa non ha rispettato l’ordine di grandezza previsto in capitolato”.

Tutte queste voci hanno comportato un aumento dei costi di € 9.566.000.

Nel punto 3. della relazione si legge l’elenco delle “opere che sono state stralciate dal progetto prima dell’appalto. Per il completamento dell’impianto è ragionevole reintegrare le stesse tra le opere da realizzare”. Si tratta del trasportatore balle e dell’impianto compattazione rifiuti. Il tutto per un maggior costo di € 1.334.000.

C’è da domandarsi perché tali opere siano state stralciate dall’appalto, quando esse sono tanto indispensabili da doverle reintrodurre successivamente.

Ma anche il punto 1. della relazione lascia qualche dubbio: esso prevede maggiori spese (€ 1.530.700) per una serie di opere “non previste né prevedibili dal progetto”. Ma che non fossero prevedibili appare assai dubitabile, trattandosi di circostanze ben evidenti fin dall’inizio a chiunque volesse realizzare nell’area un nuovo impianto: come la tubazione del gas a margine dell’area di cantiere, le due linee elettriche interrate dell’Ae, il canale di scarico acque, la nuova fondazione per il traliccio Ae. E sorprende anche che i resti di amianto e i materiali inquinati da fluoruri trovati nel terreno non fossero stati individuati già nella fase di studio preparatoria al progetto e al bando di gara.

Nella conclusione della relazione, infine, si indicano € 4.494.178,17 “necessari per l’adeguamento delle spese tecniche”. Di che cosa si tratti, lo ha spiegato lo stesso assessore Florian Mussner nella risposta data all’interrogazione nr. 572/09 del gruppo Verde: “Per la voce direzione lavori è stato adeguato l’importo di € 4.494.178,17 che non era stato interamente previsto”.

Risulta alquanto singolare la circostanza di una gara d’appalto che non preveda un importo, come la direzione lavori, che risponde a precisi criteri obbiettivi rigorosamente prevedibili fin dall’inizio.

E’ evidente dunque, per ammissione della stessa Giunta provinciale che fa propria la relazione Pagani, che:

  1. L’ATI che ha vinto la gara non ha offerto un progetto all’altezza di quanto era richiesto per un’opera delicatissima come un inceneritore e per certi aspetti non rispettoso del capitolato d’appalto.
  2. Una serie di voci di costo, per quanto indispensabili e – a parere di chi scrive – prevedibili fin dall’inizio, non erano state considerate o erano state stralciate prima della gara e sono state reintrodotte a posteriori.

Questi due fattori hanno portato alla necessità di rivedere le caratteristiche del progetto vincitore e alla variante di costo di € 19.467.948,17 decisa dalla Giunta provinciale nel settembre 2009.

Le domande che ci siamo però fatti sono due:

  1. Come può aver vinto la gara d’appalto un’offerta non all’altezza di quanto richiesto?
  2. Macchinari e tecnologia, che soddisfacevano il capitolato d’appalto, non offerte dai vincitori della gara e la cui adozione ha portato alla variante di prezzi di € 19.467.948,17, era già disponibile e presente sul mercato al momento della gara d’appalto stessa? E’ chiaro che, se lo era, non si capisce come possa aver vinto l’appalto un progetto che non la contemplava.

Per avere una risposta a queste due domande abbiamo presentato in quanto consiglieri provinciali due distinte interrogazioni alla Giunta provinciale, la quale ci ha dato risposte assai significative. Ne indichiamo di seguito i punti salienti.

Interrogazione 572/09, Risposta del 25 agosto 2009 firmata dall’assessore Florian Mussner.

Al punto 7, l’assessore conferma che “il sistema combustione rifiuti-caldaia era noto e già disponibile sul mercato all’epoca della stima di progetto e rientrava, come indicazioni generali, nelle caratteristiche previste dal progetto”.

Al punto 9 l’assessore elenca una serie di macchine oggetto di variante: “rivestimento in refrattario ritrurato per la camera di combustione, carriponte rifiuti, carroponte scorie, scambiatore di calore fumi/fumi, bruciatori di accensione e di mantenimento, trasportatori a catena”.

Al punto 10 l’assessore conferma che “Tutti i macchinari indicati al punto 9 erano disponibili sul mercato ai tempi della stesura del progetto e, come già segnalato, le loro caratteristiche rientravano in quelle prescritte”.

Al punto 11 l’assessore elenca i macchinari “inseriti ex novo nella variante: trasportatore balle e impianto di compattazione rifiuti”. Al punto 12 l’assessore conferma che “tutti i macchinari indicati al punto 11 erano disponibili sul mercato ai tempi della stesura del progetto”.

Dunque un fatto è accertato: la tecnologia ora richiesta dalla variante di € 19.467.948,17, decisa DOPO l’aggiudicazione dell’appalto, era già prevista, presente e disponibile ai tempi della gara. Resta dunque da chiedersi perché ha vinto un’offerta che tale tecnologia non prevedeva.

Interrogazione 546/09, risposta del 25 agosto 2009 firmata dagli assessori Florian Mussner e Michl Laimer.

In questa interrogazione era focalizzata soprattutto la questione del perché abbia vinto la gara un progetto non adeguato.

La risposta arriva al punto 5: “In sede di aggiudicazione – scrivono i due assessori – non era possibile adottare un sistema diverso da quello offerto. La gara di appalto che ha visto l’affidamento dei lavori all’unico concorrente che ha presentato l’offerta ha evidentemente limitato la possibilità e disponibilità di scelta da parte dell’autorità di gara”.

La questione dunque è legata al fatto che alla gara abbia partecipato un solo concorrente (tesi ribadita in altri punti dell’interrogazione, come in altri punti della interrogazione precedentemente citata) e che dunque la scelta non era tra il progetto migliore tra diversi, ma un prendere o lasciare di fronte a una sola offerta. La Provincia ha deciso di prendere, salvo poi dover fare una variante di € 19.467.948,17 per rimediare alle carenze tecniche del progetto vincitore.

Non sappiamo se questa fosse una scelta obbligata. Ci domandiamo per esempio se non fosse più opportuno, per tutelare l’interesse pubblico, decidere di rifare la gara d’appalto, visto che l’unico concorrente non aveva presentato un progetto pienamente soddisfacente.

Ci parrebbe anche opportuno capire perché e come, dopo un itinerario molto tormentato, sia rimasta in campo una sola offerta.

Per tutti questi motivi,

i sottoscritti consiglieri provinciali invitano codesta Procura regionale presso la Corte dei Conti ad accertare se nel sopra descritto caso dell’appalto per il termovalorizzatore di Bolzano si sia verificato un danno erariale e se ci siano gli estremi per procedere di conseguenza.

I sottoscritti chiedono di essere informati sugli eventuali sviluppi degli accertamenti che codesta Procura vorrà intraprendere.

Con distinti saluti, i consiglieri provinciali

Riccardo Dello Sbarba

Hans Heiss

Bolzano, 14.10.09

Si allega:

  1. Emendamento al Dlp nr. 41/09 che introduce il nuovo articolo 16 della LP nr. 1/2009 “Realizzazione del termovalorizzatore dei rifiuti residui”” con previsione di costo portata a € 117.915.950.
  1. Deliberazione della Giunta provinciale nr. 2245, del 7 settembre 2009: “Impianto di termovalorizzazione di rifiuti residui in Bolzano. Variazione delle caratteristiche tecniche e del costo complessivo dell’opera da € 98.448.000,00 a117.915.948,17”.
  1. Interrogazione 572/09 e risposta del 25 agosto 2009 firmata dall’assessore Florian Mussner.

  1. Interrogazione 546/09, risposta del 25 agosto 2009 firmata dagli assessori Florian Mussner e Michl Laimer.
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