Artiglieria da montagna

MENTRE A COPENAGHEN SI DISCUTE DI RISCALDAMENTO DEL PIANETA, IN SUDTIROLO L’INDUSTRIA DELLO SCI CHIEDE DECINE DI NUOVI BACINI ARTIFICIALI E MILIONI DI LITRI D’ACQUA PER L’INNEVAMENTO ARTIFICIALE.

I Sudtirolo i bacini per l’innevamento artificiale hanno capacità complessiva di 900 mila metri cubi di acqua. Gli impiantisti e la “Tis”, società a controllo provinciale, hanno presentato uno studio (costato oltre 150 mila euro di denaro pubblico) in cui si propone la realizzazione di bacini artificiali in grado di stoccare “almeno 2,7 milioni di metri cubi in più” (arrivando dunque a 3,7 milioni di m3). L’ottimale, secondo lo studio, sarebbero 5 milioni di metri cubi in più (e farebbe 6 milioni).

La proposta è di realizzare dai 27 ai 50 nuovi enormi bacini artificiali, distribuiti in tutto il territorio provinciale, di una dimensione di poco inferiore ai 100 mila m3, in modo da non dover chiedere l’autorizzazione al magistrato delle acque a Venezia, preferendo fare le cose “in casa” (cioè con un accordo con la Provincia).

Il modello è il bacino di Carezza (quello scavato a suon di tritolo), della capacità di 96.000 metri cubi. Quel bacino per le cui dimensioni è stato detto: “E’ il secondo lago di Carezza” e che è costato l’abbattimento di un intero bosco alla vetta della collina sotto il Catinaccio (vedi in questo blog: https://riccardodellosbarba.wordpress.com/2009/11/04/carezza-anno-2009/).

L’idea di quadruplicare, o addirittura sestuplicare la quantità d’acqua stoccata per l’innevamento artificiale è una follia. Da dove verrebbe quest’acqua: dai nostri fiumi e torrenti, come dimostra l’esempio di Carezza. Ma i nostri fiumi e torrenti non sopporterebbero questo prelevamento e il paesaggio sarebbe trasformato in un gruviera di laghi artificiali circondati da reti metalliche.

Già oggi stiamo superando il limite sostenibile di quantità d’acqua usata a questo scopo. Ricordo che è in discussione in Provincia il pianto di utilizzo delle acque, varato in prima lettura dalla giunta provinciale, e questo piano dà una gerarchia ben precisa. Cito il comunicato della Provincia: al primo posto l’approvvigionamento con acqua potabile, seguito da irrigazione e tutela contro il gelo in agricoltura e dalla quantità di acqua residua dei fiumi, fino ad arrivare all’utilizzo dell’acqua, nell’ordine, per attività industriali, innevamento artificiale e produzione di energia elettrica”.

Come si vede l’innevamento artificiale arriva in coda, subordinato a quasi tutti gli altri usi. Insomma, la proposta di questo studio degli impiantisti è in contrasto con il piano provinciale di utilizzo dell’acqua e probabilmente è stato presentato oggi proprio per far pressione sulla Provincia nel momento in cui si discute questo piano.

Facciamo un po’ di conti, per capire la dimensione del progetto degli impiantisti. Oggi in provincia di Bolzano sono utilizzati per l’innevamento artificiale quasi 6 milioni di m3 (vedi tabella); la Provincia nel suo piano di uso delle acque non prevede un aumento, anzi una riduzione (con scenari fino a scendere a 3,5 milioni di m3). Visto che – data la configurazione delle piste – solo una parte dell’acqua per cannoni può essere stoccata in bacini, è chiaro che pensare di metterne 6 milioni di m3 in bacini artificiali, o anche 3,7 milioni, significa aumentare di molto la quantità complessiva (bacini + captazione diretta) usata per la neve artificiale.

M3 D’ACQUA UTILIZZATA PER INNEVAMENTO ARTIFICIALE IN ALTO ADIGE

E qui si apre un gravissimo problema ambientale. Se si realizzassero davvero questi 27, o anche 50, bacini artificiali in più, che cosa diventerebbe il nostro paesaggio, il nostro ambiente? Un gruviera di finti laghetti circondati da 2 metri di rete metallica. Sestuplicare i m3 d’acqua stoccati per neve artificiale significa sestuplicare l’infrastrutturazione della montagna. Significa sestuplicare il cemento, le turbine e le pompe, i chilometri di tubi di plastica, cavi elettrici e cavi in fibra ottica che servono per far funzionare gli impianti. Così la montagna si industrializza e si artificializza, perde completamente la sua naturalità.

Ciò che si guadagna nella stagione invernale – la “neve garantita” che attira i turisti dello sci – si perde nelle altre stagioni, primavera e estate, quando il turismo deve offrire ambiente e natura, la montagna come esperienza di ricreazione e rigenerazione rispetto al mondo urbano-industriale. Se la montagna si industrializza, quando la neve si ritira mostrerà le sue cicatrici di cemento e allontanerà il turismo dolce ed ecologico, indispensabile nelle stagioni non invernali. In questo modo il turismo dell’industria dello sci rischia di compromettere il turismo delle altre stagioni.

Oggi di fronte ai cambiamenti climatici, al surriscaldamento del pianeta e alla prevista mancanza di neve (e di temperature che consentano nel lungo periodo il funzionamento dei cannoni da neve) sotto i 1500 metri, tutti gli esperti consigliamo di puntare su un “turismo delle 4 stagioni” che si liberi dalla dipendenza dall’industria dello sci. Esattamente il contrario di quanto propongono gli impiantisti col loro piano.

Inoltre nei dati degli impiantisti c’è qualcosa che non torna: loro parlano di “capacità dei bacini”, di 1 milione di m3, ma bisogna parlare di “quantità di acqua consentita per l’innevamento”. Oggi sono quasi 6 milioni di m3, mentre la Provincia nel suo piano di uso delle acque ne prevede 3,5 milioni m3 complessivi. Come si fa a metterne 6 milioni, ma anche 3,7, solo nei bacini?

Se la Provincia accetta questa proposta vuol dire che compromette il proprio piano ancor prima di averlo approvato.

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3 thoughts on “Artiglieria da montagna

  1. Sono uno sciatore pentito…ho lasciato di sciare nei grossi comprensori Nord e Sud Tirolesi, e vado -sempre più raramente- nei piccoli comprensori…pochi impianti, poca gente, tanto relax. Per il futuro, solo sci da fondo e sci alpinismo. Le giostre mi hanno disgustato.

  2. Queste cose succedono a causa della cosidetta “Freunderlwirtschaft” della SVP! Se quest ultima perde consensi è anche perchè la gente si sta disgustando di queste cose

  3. E’ una follia ambientale e economica. Ci possiamo però consolare poiché la stagione a Carezza per il re dei cannoni sta andando male, grazie ai cambiamenti climatici. Invece di nevicare, piove, piove sempre, anche oggi.
    Cattiva nostizia che continuano a far funzionare i cannoni consumando una quantità enorme di energia e disturbando il sonno dei residenti.
    Con il nuovo mega parcheggio in costruzione, con il beneplacito e il sostegno della Provincia, che potrai verificare con una interrogazione, è stata cambiata la faccia a Carezza per lo sport più energivoro e antiambientale che ci sia.

    N.B. http://www.asterisk.it non esiste più, è stato sostituito da http://www.bolzanobella.it

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