Superiori: scuola trilingue addio?

SCUOLA SUPERIORE DI LINGUA ITALIANA: LANCIATI IN POMPA MAGNA NEL 2003 (vigilia di elezioni provinciali), I CORSI DI SCUOLA TRILINGUE VANNO LENTAMENTE MORENDO.

STANNO ORA PER CHIUDERE ANCHE LE ULTIME CLASSI SUPERSTITI AL CARDUCCI? UNA SPERIMENTAZIONE CHE DOVEVA RADICALMENTE CAMBIARE LA SCUOLA ITALIANA, E NON L’HA FATTO. UN FALLIMENTO DI CUI NESSUNO VUOLE PARLARE.
Alcuni anni fa, quando cominciarono a mancare le prime classi (indizio sicuro per il tramonto di un corso di studi), rivolsi all’assessora alla scuola italiana Gnecchi un’interrogazione. Lei rispose che c’erano difficoltà nelle scuole (leggi: insegnanti) e poca domanda dalle famiglie (leggi: iscrizioni). Comunque, assicurava, la Provincia avrebbe fatto qualcosa per rilanciare l’esprimento, pensato come ponte verso l’università trilingue di Bolzano.

Adesso Teresa Fortini mi scrive: “Prova a gridare in consiglio provinciale perchè non hanno più finanziato la sperimentazione trilingue al linguistico Carducci ed escono quest’ anno gli ultimi e soli 9 studenti che parlano italiano inglese tedesco e francese molto meglio dei “normali” liceali linguistici!!!”. Un grido d’allarme da prendere davvero sul serio, nella terra del bilinguismo (oltre che della convivenza) “rimandato”.

Ho verificato. Pare in realtà che le classi superstiti siano ancora 2: una quarta e la quinta di cui parla Teresa. Che il corso sia moribondo è comunque evidente. Non so se sia una questione di tagli ai finanziamenti. So che come al solito gli assessori parlano più volentieri dei successi che dei fallimenti. Per questo ho presentato una nuova interrogazione, in cui si fa tutta la storia di una sperimentazione che doveva cambiare la scuola superiore italiana, e non l’ha fatto.

Al presidente del consiglio provinciale di Bolzano

INTERROGAZIONE

Corsi trilingue nelle superiori italiane: sperimentazione fallita?

Risulta che vada progressivamente ad esaurimento al liceo classico Carducci di Bolzano il corso trilingue istituito, come in altre scuole superiori, nell’ambito della sperimentazione plurilingue adottata dalla sovrintendenza italiana a partire dall’anno scolastico 2003/2004.

In particolare, mentre il “piano per l’offerta formativa” del Carducci indica il quadro orario completo del corso trilingue (nel biennio: in inglese un’ora rispettivamente di diritto, scienze e matematica; in tedesco due ore di storia dell’arte. Nel triennio: in inglese un’ora rispettivamente di fisica e di biologia; in tedesco rispettivamente un’ora di storia dell’arte e di filosofia), sarebbero attive quest’anno solo le ultime classi del corso, cosa che rende probabile una sua chiusura nel prossimo futuro.

Risulta anche che analogo destino sia toccato ai corsi trilingue istituiti in altre scuole superiori italiane. Se così fosse, il bilancio della scuola trilingue alle scuole superiori non sarebbe certo positivo e necessita – considerate anche le risorse pubbliche che vi sono state investite – di una spiegazione.

L’assessorato alla scuola italiana e la sovrintendenza scolastica avevano infatti puntato molto su questa sperimentazione di sezioni in italiano, tedesco ed inglese anche nelle scuole superiori, come dimostrava la composizione del gruppo che per incarico della sovrintendenza aveva elaborato il progetto e che comprendeva – su 4 dirigenti scolastici – ben due di scuola superiore: Marino Melissano dell’ITI-LST Galilei e Vito Mastrolia del Carducci (accanto a Rosetta Fronza – coordinatrice – e Mirca Passarella, dirigenti di elementari e medie).

Annunciata nel febbraio del 2003, la sperimentazione partì nell’anno scolastico 2003-2004 e poi si estese negli anni successivi. Essa si inseriva negli spazi di flessibilità previsti dalla legge 12 del 2000 sull’autonomia scolastica e fu approvata anche dalla giunta provinciale in quanto rispettosa anche del comma 1 dell’articolo 19 dello Statuto di autonomia.

La sperimentazione prevedeva l’insegnamento in tedesco L2 e inglese L3 di alcune discipline individuate dalla commissione all’interno di ciascun curricolo.

Nella scuola superiore, in particolare, ciascun indirizzo avrebbe avuto 4 o 5 discipline specifiche proposte in tedesco o inglese, con il limite che il trilinguismo sarebbe stato applicato soltanto nei corsi del Progetto pilota provinciale.

Le materie coinvolte, nella prima ipotesi di progetto, erano diritto ed economia dell’Unione Europea e statistica in inglese; geografia e biologia in tedesco, oltre alle ore di Tedesco L2 e Inglese L3.

Il perché di queste materie lo spiegò il preside Vito Mastrolia nella conferenza stampa di presentazione del progetto: «Le scelte sono state effettuate – riportò allora tra virgolette il giornale Alto Adige di sabato 1° febbraio 2003 – innanzitutto in prospettiva europea, perché l’opzione culturale è quella di concorrere alla formazione di un cittadino europeo. In secondo luogo abbiamo selezionato alcune discipline per tracciare un percorso di continuità con le esperienze già in corso di insegnamento in tedesco e inglese presso l’Università di Bolzano e la scuola superiore di sanità Claudiana». Un progetto ambizioso, dunque, quello alle superiori, pensato come “ponte” gettato verso l’università.

Gli istituti scolastici potevano adattare la scelta delle materie, ma erano tenuti al rispetto della quota oraria globale prevista per L2 e L3, secondo le seguenti percentuali: per il tedesco, nella scuola superiore l’insegnamento sarebbe passato dall’11% al 17%. Per l’inglese dal 5,55% al 13,88 %.

Se la scuola non avesse avuto insegnanti sufficienti a garantire un insegnamento veicolare in L2 o L3, avrebbe potuto fare ricorso a risorse esterne, chiamando esperti o docenti di altre scuole, i quali avrebbero affiancato l’insegnante titolare (a cui sarebbe comunque spettata la valutazione).

La sezione plurilingue, insomma, non avrebbe comportato perdita di ore o di cattedre per gli insegnanti in servizio. Per i docenti coinvolti era previsto un piano straordinario di aggiornamento di 100 ore.

Tutto questo premesso, si chiede alla Giunta provinciale,

  1. Corrisponde al vero che è destinata ad esaurirsi la sperimentazione di corsi trilingue al liceo classico Carducci di Bolzano?
  2. Corrisponde al vero che anche nelle altre scuole superiori di lingua italiana i corsi di scuola trilingue sono stati chiusi o sono in via di esaurimento?
  3. Quanti corsi e quante classi di scuola trilingue, promosse con la sperimentazione partita del 2003, sono state istituite nelle scuole superiori italiane a partire dall’anno scolastico 2003-2004 fino al corrente anno scolastico 2009-2010? Si chiedono i dati distinti per: anno scolastico, scuola interessata, numero di corsi per scuola, numero di classi per corso con l’indicazione di quali classi si tratti (se si trattava di prime, seconde ecc…..).
  4. Per quali corsi di scuola trilingue ancora oggi attivi nelle scuole superiori di lingua italiana si prevede, ovvero si progetta, una continuità anche nei prossimi anni? Si prevede di istituirne di nuovi nei prossimi anni?
  5. Quanti/e docenti sono stati/e coinvolti/e nella citata sperimentazione dal suo inizio ad oggi? Si chiedono i dati distinti per: anno scolastico e scuola interessata.
  6. Quanti/e studenti/esse sono stati/e coinvolti/e nella citata sperimentazione dal suo inizio ad oggi? Si chiedono i dati distinti per: anno scolastico e scuola interessata.
  7. Quale spesa aggiuntiva ha comportato detta sperimentazione dall’inizio ad oggi per quanto riguarda le scuole superiori? Si chiedono i dati distinti per anno scolastico.
  8. Come è stata monitorata questa sperimentazione?
  9. Esiste una valutazione scientifica sui risultati dati da questa sperimentazione?
  10. Se la maggior parte dei corsi trilingue è andata o sta andando in esaurimento, quali sono le ragioni dell’esito negativo di un esperimento annunciato con grande enfasi nel 2003?
  11. Ci sono mai stati tagli, rispetto alle richieste delle scuole, nelle risorse finanziarie o umane (es: docenti a disposizione) investite dalla Provincia in questo progetto? Se sì, quanto e come motivati?
  12. Ci sono state da parte della scuola proposte per rilanciare la sperimentazione? Se sì, che accoglienza hanno avuto da parte della Provincia?
  13. Quale bilancio trae l’assessorato e la sovrintendenza della sperimentazione trilingue nelle scuole superiori di lingua italiana?
  14. Se la maggior parte dei corsi trilingue è andata o sta andando in esaurimento, sono state progettate iniziative sostitutive di rafforzamento del bi-trilinguismo degli/lle studenti/esse delle scuole superiori di lingua italiana?
  15. Se la maggior parte dei corsi trilingue è andata o sta andando in esaurimento, sono state progettate iniziative sostitutive della funzione di ponte verso l’università trilingue di Bolzano che tali corsi dovevano avere?
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