IMMIGRATI – La Corte condanna la Provincia: discriminazione

E’ IL PRIMO PASSO PER ELIMINARE LE FAMIGERATE LISTE SEPARATE PER EXTRACOMUNITARI. ECCO IL PARERE DELLA CORTE E UN GUSTOSO BOTTA E RISPOSTA DI QUALCHE MESE FA TRA ME E L’ASSESSORE TOMMASINI: IO CONTESTAVO LA NORMA, LUI LA DIFENDEVA.

La storia di copertina della Tageszeitung di oggi dà notizia della sentenza (scoperta grazie a una mia interrogazione) con cui la Corte dei Conti ha annullato una delibera della Giunta provinciale gravemente discriminatoria degli immigrati nel settore dell’edilizia sociale. La sentenza era stata tenuta segreta per limitare i danni. Una volta pubblica, ci si è resi conto della bomba che contiene.

La delibera provinciale che la Corte ha annullato riguardava il limite dei primi 4 mesi dell’anno per fare domanda di sussidio casa per gli extracomunitari. La Corte ha respinto questa delibera ricordando che la normativa Ue prevede che, tra gli extracomunitari, chi è titolare del “permesso di soggiorno di lungo periodo” previsto dalla direttiva Eu 2003/109/CE (che si ottiene dopo 5 anni continuativi di residenza e lavoro) possa accedere a tutte le prestazioni sociali “in condizioni di parità con i cittadini comunitari“.  Dunque non si può discriminarli mettendo il limite dei soli primi 4 mesi dell’anno per le domande. La cosa può sembrare limitata, ma non è così.

Per due motivi: il primo è che gli immigrati che in provincia di Bolzano sono in possesso di questa “carta di soggiorno” sono 16 mila su 24 totali: cioè i due terzi degli immigrati extracomunitari.

Ma il secondo motivo è la bomba che la Corte ha piazzato proprio in fondo alla sua sentenza: “Si coglie l’occasione – scrive la Corte – per evidenziare le perplessità di ordine internazionale e comunitario che suscita l’articolo 5, comma 7, della legge provinciale nr. 13/1998 (ndr: è l’articolo della legge sull’edilizia sociale che istituisce le famose liste separate per immigrati e ne contingenta le risorse, cioè la colonna della normativa discriminatoria adottata dal 2008 dalla Provincia) nella parte in cui prevede per i cittadini di stati non appartenenti all’Unione Europea e agli apolidi requisiti e procedure parzialmente diverse rispetto ai restanti cittadini per accedere ai benefici pubblici. Andrà assicurata in ogni caso la prevalenza del diritto comunitario nei confronti di norme locali contrastanti”.

E’ un atto d’accusa durissimo contro la normativa provinciale sulla casa, finora difesa a spada tratta dalla Giunta provinciale.

A questo proposito è divertente leggere (ex post, cioè post-sentenza) il botta e risposta che ebbi in consiglio provinciale con l’assessore competente Tommasini (Pd) proprio sulla illegittimità di queste norme. Io sostenevo che erano contrarie alle normative europee e nazionali (prevalenti in materia di immigrazione), lui diceva che per i “suoi” uffici legali era tutto in ordine. Era il 14 febbraio 2010. L’8 marzo 2010 la Corte dei Conti emetteva la sua sentenza, smentendolo.

CONSIGLIO PROVINCIALE, 14 FEBBRAIO 2010.

INTERROGAZIONI ORALI SU TEMI DI ATTUALITA’

DELLO SBARBA- domanda – (Grüne Fraktion – Gruppo Verde – Grupa Vërda): Il Decreto Leg. n. 3/2007 (Attuazione della Direttiva 2003/109/CE relativa allo status di cittadini di Paesi terzi soggiornanti di lungo periodo) stabilisce che a certe condizioni uno straniero extra Ue possa ottenere un permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo che ha validità a tempo indeterminato. Tale permesso, stabilisce la norma, dà diritto di “usufruire delle prestazioni di assistenza sociale, di previdenza sociale, di quelle relative ad erogazioni in materia sanitaria, scolastica e sociale, di quelle relative all’accesso a beni e servizi a disposizione del pubblico, compreso l’accesso alla procedura per l’ottenimento di alloggi di edilizia residenziale pubblica”. Si chiede:

1. Quanti sono in provincia di Bolzano le persone in possesso del citato permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo?

2. L’immigrato/a extra Ue o apolide in possesso del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo è sottoposto alle norme che prevedono quote contingentate nell’edilizia agevolata (attuate con del. nr. 3109/2009 e nr. 1885/2009), oppure può accedere alle graduatorie in condizioni di parità con i cittadini italiani, per quanto riguarda sia le risorse che i termini per presentare domanda (che per i cittadini extra Ue e apolidi è ristretta ai soli primi 4 mesi dell’anno)?

TOMMASINI – risposta – (Assessore alla scuola italiana, alla cultura italiana e all’edilizia abitativa – Partito Democratico/Demokratische Partei): Per quanto riguarda la prima domanda risultano essere 15.971 le persone in possesso del permesso di soggiorno,cioè per soggiornanti di lungo periodo. Questi sono dati che ci ha fornito la Questura, io non faccio altro che riportarli. Per quanto riguarda il secondo punto, ricordo che la fonte normativa non sono le due delibere in oggetto ma è la legge provinciale che è stata modificata nel corso dell’ottobre 2008, come il consigliere ben sa.

In particolare è stato modificato l’art. 5,comma 7, della legge provinciale n. 13/98 e per effetto di tale modifica sia il numero delle abitazioni Ipes da dare in locazione sia la quota di mezzi per l’edilizia abitativa agevolata destinati all’acquisto, alla costruzione e al recupero di abitazioni per i fabbisogno abitativo primario nonché il sussidio casa sono determinati con provvedimento della Giunta provinciale, in questo caso le citate delibere, in presenza di cittadini di stati non appartenenti all’Unione Europea o di apolidi aventi diritto.

Quindi finché esiste questa norma è chiaro che la ripartizione è chiamata ad applicarla attraverso le delibere. A breve in Giunta provinciale verrà presentata una proposta di deliberazione correttiva rispetto alla deliberazione di Giunta n. 3109/2009, quella relativa al sussidio casa, in cui si tenderà ad escludere i diversi termini per la presentazione delle domande esistenti fra cittadini extra Unione Europea e altri cittadini.

DELLO SBARBA – replica -(Grüne Fraktion – Gruppo Verde – Grupa Vërda): Non mi aspettavo che fossero quasi 16 mila persone che hanno il permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo. Questo significa che hanno avuto per 5 anni di seguito un permesso di soggiorno normale, hanno lavorato, hanno una sistemazione. Questo numero è bene tenerselo a mente, perché quando discuteremo di immigrati regolari, irregolari, di chi lavora e chi non lavora, è bene sapere che ci sono 16 mila immigrati che qui hanno un permesso di soggiorno di lungo periodo che è difficilissimo da ottenere.

La ringrazio anche dell’annuncio che verrà eliminato questo limite dei primi quattro mesi per presentare le domande, oppure verrà cambiato questo punto della delibera che voi avete approvato nel dicembre 2009, però Lei non mi ha risposto su un punto, ma magari ha possibilità di farlo nella prossima interrogazione, cioè la legge.

So che le due delibere sono l’attuazione dell’art. 5, comma 7, della legge n° 13/1998, ma il problema è che la legge non tiene conto di questa particolare categoria di immigrati extra Unione Europea, categoria che le norme sia nazionali che europee invece distinguono dal resto degli immigrati e per cui viene affermato il diritto all’accesso, a parità di diritti e di doveri con i cittadini italiani, ai benefici sociali. Volevo sapere la Sua opinione a questo riguardo.

È un dibattito aperto e sicuramente avremo modo di sentirla. Comunque la Provincia è già stata una volta condannata su un caso che è stato sollevato, in base proprio a questa norma, a questa figura del cittadino con permesso di soggiorno di lungo periodo, per quanto riguarda la questione dell’esclusione di una immigrata che aveva questo tipo di soggiorno per i corsi all’estero di seconda lingua.

La Provincia è stata condannata, perché il Tribunale ha detto che deve tenere conto che non tutti gli immigrati extra Unione Europea sono uguali, e adesso sappiamo che sono 16 mila quelli che sono un po’ più uguali a noi fra gli immigrati e che avrebbero diritti pari ai nostri in provincia di Bolzano. Spero che la Giunta provinciale su questo faccia una riflessione. Noi la faremo e prenderemo iniziative conseguenti.

DELLO SBARBA – domanda – (Grüne Fraktion – Gruppo Verde – Grupa Vërda): Considerato che il “Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero” (DLeg. 25 luglio 1998, n. 286) all’articolo 40, comma 6 così recita: “Gli stranieri titolari di carta di soggiorno e gli stranieri regolarmente soggiornanti in possesso di permesso di soggiorno almeno biennale e che esercitano una regolare attività di lavoro subordinato o di lavoro autonomo hanno diritto di accedere, in condizioni di parità con i cittadini italiani, agli alloggi di edilizia residenziale pubblica e ai servizi di intermediazione delle agenzie sociali eventualmente predisposte da ogni regione o dagli enti locali per agevolare l’accesso alle locazioni abitative e al credito agevolato in materia di edilizia, recupero, acquisto e locazione della prima casa di abitazione”.

Si chiede: Non ritiene la giunta provinciale che le delibere nr. 3109/2009 e nr. 1885/2009, che stabiliscono quote contingentate solo per immigrati extra – Ue ed apolidi nel settore dell’edilizia agevolata, violino il citato “diritto di accedere, in condizioni di parità con i cittadini italiani, agli alloggi di edilizia residenziale pubblica”?

TOMMASIN  – risposta – (Assessore alla scuola italiana, alla cultura italiana e all’ edilizia abitativa – Partito Democratico/Demokratische Partei): Questa interrogazione fa riferimento al punto che discutevamo prima. Credo si possa essere politicamente d’accordo o no con la legge, però c’è e va applicata, anche in relazione alla sentenza a cui faceva riferimento il consigliere prima, il caso del sostegno universitario.

Abbiamo chiesto ai nostri uffici che si sono messi in contatto con l’Ufficio legale della Provincia per capire se quel tipo di precedente dispositivo dovesse essere applicato anche in questo caso. L’ufficio legale ci ha detto che l’attuale legge è pienamente legittima. Ripeto, si può essere politicamente d’accordo o no, ma il parere della Provincia è che la legge che abbiamo citato prima, quella sull’edilizia abitativa agevolata, come modificata alla fine del 2008, sia è legittima.

DELLO SBARBA – replica – (Grüne Fraktion – Gruppo Verde – Grupa Vërda): Io ci andrei piano, se fossi in voi chiederei qualche altro parere, non solo quello dell’Ufficio legale della Provincia, che è naturalmente abbastanza parte in causa, essendo poi quello che prepara le leggi per voi, le modifica ecc. È il vostro ufficio legale. Se fossi in voi chiederei un parere anche ad altri soggetti. Chiedetelo all’Avvocatura dello Stato, ad un costituzionalista, perché a mio parere la legge non è legittima.

Assessore, questa previsione del testo unico si aggiunge a quella dei soggiornanti di lungo periodo, perché per questi ultimi servono cinque anni continuativi di permesso di soggiorno breve, per quanto riguarda il testo unico nostro, il decreto legislativo del 1998, basta avere un permesso di soggiorno di due anni per avere riconosciute condizioni di parità nell’accesso ai servizi.

Quindi ci sono due norme, sia nazionali che europee, una che prevede due anni, una che prevede cinque anni, per individuare una categoria di cittadini extracomunitari che hanno diritto ad una parità di accesso. Lei ha detto che quelli dei cinque anni sono quasi 16 mila, quelli dei due anni saranno ancora di più, saranno quasi tutti. Noi scopriamo questa sera, e questa è una grossa notizia anche se purtroppo l’attenzione della giornata è andata ad altre vicende, che la grandissima maggioranza dei cittadini extracomunitari che sono qua sono immigrati di lungo periodo con le carte in regola per avere il permesso di soggiorno di soggiornanti di lungo periodo. Immaginiamoci quelli dei due anni!

Prendo atto che Lei dà delle risposte molto diplomatiche, nel senso che dice che la legge c’è, che si sia d’accordo o no bisogna applicarla però Lei non è il Suo direttore di dipartimento. Da lui mi aspetto una risposta così, Lei, assessore, è un politico. Se non è d’accordo con questa legge, proponga una modifica, ma credo che sia imbarazzante per Lei che ritengo non essere d’accordo con questa legge, l’ha anche detto a volte in aula, continuare a dover preparare delibere per applicare una legge su cui politicamente non è d’accordo. Lo può fare una volta, due volte, ma un politico ha anche la responsabilità, in una questione così delicata, di proporre una modifica della legge, perché è un legislatore, non è semplicemente un esecutore.

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7 thoughts on “IMMIGRATI – La Corte condanna la Provincia: discriminazione

  1. URGENTE BISOGNO CONTTARE RICCARDO PER CONVEGNO ANTI DISCRIMINAZIONE 8 LUGLIO GROSSETO

    Forum cittadini del mondo
    Maurizio buzzani
    mail: mbuzzani@libero.it
    cel 3382904087

    http://www.comune.grosseto.it/phpbb/viewtopic.php?p=16424#16424
    IL DIRITTO ANTIDISCRIMINATORIO NELLA NORMATIVA INTERNAZIONALE COMUNITARIA E NAZIONALE
    Dalla stagione dei “pacchetti sicurezza” alla stagione dell’affermazione e della tutela dei diritti
    Le discriminazioni in base alla razza e l’origine etnica – alla religione – alle convinzioni personali- all’handicap – all’età – all’orientamento sessuale e al genere.
    Il ruolo e i compiti istituzionali dell’UNAR ufficio nazionale anti razzismo

  2. Lo sapevo che era una delibera della Giunta provinciale che violava la normativa Ue. Non ci vuole una laurea. Sono una semplice impiegata. Ma quelli che facevano il Referendum non si sono fatti consigliare da un legale? Quanto costava il Referendum inutile al cittadino? Era una mossa del PARTITO per riguadagnare i voti persi all’altra destra tedesca in passato. Come la discriminazione delle famiglie monogenitoriali all’Ipes, per le quali oltre Minniti non c’era nessuno che si è mosso, e pure quando la giunta ha accolta la sua mozione con maggioranza il 16 settembre 2009, l’Ipes continua a non acettare i ricorsi e a torturare madri singoli che crescono i loro figli da soli faccendo sacrifici non describibili. Assassini e pedofili vengono graziati, madri singoli devono provare che non prendono mantenimento e intanto pagano. Chi ha mai le palle a battersi contro questa vergogna prepotente?

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