Tolomei addio (era l’ora)

TOPONOMASTICA: IL COMPROMESSO DURWALDER – FITTO E’ UNA BUONA BASE DI PARTENZA. ORA VA ATTUATO NELLO SPIRITO DELLO STATUTO DI AUTONOMIA.

“Im Geiste der Billigkeit und Weitherzigkeit”.

“In spirito di equità e generosità”

(Accordo di Parigi, punto 3-a).

L’accordo è stato presentato come „vittoria della ragionevolezza“ in cui ciascuno ha concesso qualcosa. Il ministro ha dovuto rimangiarsi i suoi “ultimatum”, la Provincia ha dovuto riconoscere implicitamente l’errore commesso dall’AVS nell’aver istallato migliaia di cartelli monolingui.

Ciò che resta della “lite sui cartelli” sono ora 1500 nomi attualmente espressi in una sola lingua che dovranno essere rivisti:

  • per quanto riguarda i nomi di luogo, su 700 c’è già l’accordo che siano bilingui-trilingui;
  • il resto sarà affidato a una commissione paritetica Stato-Provincia;
  • per quanto riguarda invece i sostantivi che accompagnano i nomi (lago, malga ecc…) c’è l’accordo che debbano essere tutti espressi nelle due-tre lingue.

Che cosa significherà l’applicazione del principio del “nome storico” – su cui dovrà giudicare la commissione – è questione tutta aperta. E’ prevedibile che nel caso di micro-toponimi per cui non c’è stata mai traduzione, o le cui artificiose traduzioni sono cadute nel dimenticatoio, prevarrà la dizione “storica”. Per i nomi in cui invece esiste un uso plurilingue, è auspicabile che esso sia rispettato.

Noi Verdi auspichiamo che con l’accordo appena siglato si sia aperta una nuova fase in cui la questione toponomastica venga gradualmente risolta nello spirito dello Statuto di autonomia, che prevede il rispetto delle diverse lingue presenti sul territorio e il principio dell’intesa (e della pariteticità dei luoghi di confronto) quando c’è da decidere su argomenti “sensibili” per la convivenza.

Sui singoli punti dell’accordo, ci pare importante notare:

  • Si dichiara che l’accordo ha come scopo “l’attuazione del bilinguismo e del trilinguismo” (art. 1), riconoscendo così la natura plurale del territorio della provincia di Bolzano e della sua popolazione.
  • Lo stato italiano ha abbandonato il prontuario Tolomei ed ha accettato il principio dell’uso concreto dei nomi come base del confronto sulla toponomastica. Questo è un passo avanti, perché alla base della toponomastica italiana che è giusto difendere non sta più un atto di forza di un governo fascista, ma la tradizione e l’uso di generazioni di persone di lingua italiana nate e vissute in provincia di Bolzano.
  • La lite sui toponimi viene depotenziata, esce dall’arena politica e viene affidata al confronto in una commissione paritetica. Così viene tolta acqua dal mulino delle posizioni estreme e ribadito il principio del consenso tra le parti. Importante è poi la composizione paritetica della commissione e il principio secondo cui sui punti di disaccordo si rimanda alle parti firmatarie il compito di trovare un’intesa. Ricordiamo che nella proposta di legge della Svp sulla toponomastica la commissione sulla toponomastica è invece composta secondo un’inaccettabile logica del più forte (3 persone di lingua tedesca, una italiana e una ladina).
  • Si è affermata la posizione che non tutti i nomi vanno tradotti, ma che ciò che si può esprimere in più lingue va espresso. Sono così eliminate le due posizioni artificiose: da un lato chi vorrebbe inventare traduzioni di tutto, dall’altro chi aveva imposto cartelli solo in tedesco perfino a chi percorreva sentieri intorno a Merano, Bolzano, Bressanone ecc….
  • Punto debole dell’accordo, l’incerta definizione di „nomi storici“. Significa che storici sono solo i nomi prima del 1918, o significa che storici sono quei nomi che anche dopo di allora si sono affermati nell’uso corrente? Il concetto di storico, secondo noi, non può significare monolinguismo, ma va applicato con la più ampia generosità.
  • Il compromesso, e il confronto che seguirà, se verranno portati avanti nello spirito dello Statuto di autonomia, potranno servire da base per la discussione in Consiglio provinciale sull’intera materia della toponomastica.

Insomma: il “compromesso” è un ragionevole punto di partenza, né più, né meno. Che la Südtiroler Freiheit e Unitalia lo attacchino è dimostrazione della sua bontà. Se verrà attuato nel senso di un ragionevole bi- e trilinguismo, potrà contribuire a risolvere il problema della toponomastica. Altrimenti la lite continuerà, consumando ancora energie che andrebbero molto meglio altrimenti investite.

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4 pensieri riguardo “Tolomei addio (era l’ora)

  1. Secondo me i nomi devono rimanere rigorosamente in due lingue come prevede la legge , ogni altro tentativo mi sembra illegale ed irresponsabile , quando si cancella qualcosa inevitabilmente si crea un torto a qualcuno..L’Italia ha fatto molto , tanto per la nostra provincia e si è accollata colpe che forse neanche aveva , il tributo per 20 anni di fascismo è stato pagato ed ampiamente , questo dovrebbero rispondere i politici italiani. Il bilinguismo è legale e tale deve rimanere , il monolinguismo è igiusto e astorico.

  2. Ho dimenticato :VOI POLITICI VI SIETE VENDUTI UN PEZZO D’ITALIA , COME AL SOLITO, altro che bell’accordo!Detto da sinistra..per essere chiari ed evitare facili accuse nazionalistiche , nella vostra mente ed in agenda sono più importanti le nomine nei cda…..questa è l’unica realtà che conta. Parole parole come la canzone di Mina!POVERA ITALIA

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