La Provincia, i migranti e la casa: perseverare è diabolico

“Aboliremo il sussidio casa” aveva detto Durnwalder dopo la sentenza del giudice che condannava la Provincia per discriminazione. Ora la Giunta fa marcia indietro, ma  continua a drammatizzare il problema della “finanziabilità”. Le cose non stanno così. Nell’immediato il sussidio è ancora finanziabile. E nel lungo periodo serve una nuova politica della casa, non un taglio a danno dei soli inquilini.

Su 100 famiglie che percepiscono il sussidio casa, 70 sono locali. Per questo la Giunta non ha attuato la sua iniziale minaccia populista di abolire il sussidio casa.  Tuttavia continua irresponsabilmente a drammatizzare il problema della sua finanziabilità. Se facciamo i conti, ci accorgiamo che non è così.

Prendiamo l’ultimo anno, il 2009. Queste le cifre:

  • sono stati concessi sussidi casa per 34 milioni, di cui il 70% a famiglie altoatesine;
  • a causa delle graduatorie separare per immigrati extra-UE,  681 famiglie di migranti che avevano pieno diritto non hanno ricevuto nulla perché i soldi erano finiti;
  • il sussidio medio pagato nel 2009 a persone extra UE è stato di 301 euro al mese;
  • CONCLUSIONE: per garantire anche a queste 681 famiglie il sussidio casa sarebbero serviti altri 2.459.000 euro (681 x 301 x 12 mesi).
  • 2,4 milioni di euro sono  l’1,8% dell’intero finanziamento 2009 per edilizia agevolata che nel 2009 è stato di 135 milioni. Per di più: di questi 135 milioni, più di 20 milioni sono rimasti inutilizzati. Che cosa costava prelevare da questo residuo i 2 milioni e mezzo in più per i migranti?

La Giunta deve smettere di fare terrorismo sulle “casse vuote”: per i prossimi anni il sussidio casa è ancora finanziabile. L’allarmismo serve solo a scatenare guerre tra poveri.

Le cose da fare invece sono due:

  1. Cancellare le discriminazioni e  ri-finanziare la politica sulla casa con una lotta rigorosa contro gli affitti in nero e contro l’evasione fiscale. Per esempio: A giugno 2010 la Guardia di Finanzia ha comunicato di aver scoperto 50 ditte locali, soprattutto edili, che avevano evaso 25 milioni di IVA. Visto che il 90% dell’IVA torna nel bilancio provinciale, ciò significa 22,5 milioni in più per finanziare la politica sociale.
  2. Affrontare in modo totalmente nuovo il tema della casa. Finora la Provincia ha cercato di soddisfare il bisogno di casa senza dar fastidio ai costruttori, anzi consentendo loro enormi profitti. Con la crisi ciò non è più possibile.
    1. L’economia deve assumersi la responsabilità di offrire un alloggio alle persone che chiama a lavorare. Lo fanno contadini e albergatori, lo devono fare anche industriali e costruttori. Questo obbligo è stato inserito nella legge sulla casa poco tempo fa grazie a un emendamento dei Verdi. Ora va fatto rispettare!
    2. Bisogna incentivare  i proprietari di casa ad affittare gli alloggi che tengono vuoti e la penalità per chi tiene case vuote va fissato nelle concessioni ed agevolazioni edilizie.
    3. Bisogna varare un accordo provinciale con la proprietà edilizia per l’introduzione di un “equo canone” provinciale.
    4. Bisogna immettere sul mercato alloggi in affitto a prezzo moderato.

Ogni drammatizzazione è irresponsabile. Ogni scelta che penalizzi solo gli inquilini, tagliando il sussidio casa, è ingiusta, perché colpisce l’anello più debole della catena: chi non avendo casa è esposto a un impossibile mercato degli affitti.

Infine, ricordiamo alla Giunta provinciale che a stabilire che quello alla casa è un “diritto soggettivo” è stato il tribunale con due sentenze che si rifanno a norme europee. Non è competenza della Giunta degradare questo diritto a “legittima aspettativa”, cioè a una beneficenza che la Provincia può fare come e a chi vuole.

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2 thoughts on “La Provincia, i migranti e la casa: perseverare è diabolico

  1. “-681 famiglie di migranti che avevano pieno diritto non hanno ricevuto nulla perché i soldi erano finiti”

    Sì, sono tanti con il pieno diritto ma coi dati falsi.
    Conosco almeno dieci famiglie che ricevono i soldi perchè dichiarano di non posiedere niente (invece hanno una o più case al estero), lavorano in nero, inseriscono sullo stato di famiglia genitori, nonni, bisnonni che sono qui solo un attimo necessario per compilare il modulo. Intanto girano in torno con le macchine da 30 mila euro.

    E poi perche togliere a quelli che vogliono investire e comperare una casa e dare a questi che solo pretendono qualcosa senza investire niete. Per finire non c’è nemmeno vincolo sociale per questi soldi regalati, e sono migliaia di euro ogni anno. Se non c’è controllo meglio abolire.

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