Stelvio, il parco fatto a pezzi

Nel più importante parco nazionale italiano la tutela dell’ambiente diventa “a geometria variabile”. Il governo Berlusconi svende il territorio, le giunte provinciali se ne approfittano senza consultare i comuni, i consigli provinciali e la cittadinanza. La Svp incassa il prezzo della “non sfiducia” al governo. Il PD protesta a Roma e Milano, ma vota a favore per Bolzano nella commissione dei 12.


L’approvazione prima da parte della Commissione dei Dodici e poi ieri dal governo della nuova norma di attuazione riguardante la gestione del Parco nazionale dello Stelvio, per le modalità nelle quali si è svolta, appare come un fatto grave.
Con un blitz delle Province di Trento e Bolzano in accordo con il Governo, saltando a piè pari ogni passaggio o momento informativo e di coinvolgimento dei rispettivi Consigli provinciali e delle componenti della società civile, compresi i Comuni interessati, è stato in pratica deciso il “declassamento” del più importante parco nazionale italiano, istituito nel lontano 1935.
Un parco che sarà in pratica composto da tre distinte aree nelle quali la tutela dell’ambiente e del paesaggio diventerà per così dire “a geometria variabile”.
In cambio di un pugno di soldi, stante la drammatica situazione finanziaria nella quale versano i parchi nazionali dopo la scure di Tremonti che ne ha dimezzato le risorse, il parco italiano più conosciuto nel mondo abdicherà progressivamente alle sue funzioni originarie, lasciando la possibilità alle singole province/regioni di estendervi attività antropiche, quali ad esempio l’attività venatoria e quella sciistica, già oggi possibili nei parchi provinciali.
Ma oltre al merito, ciò che appare inaccettabile ai nostri occhi è il metodo seguito. Un metodo totalmente antidemocratico, che offende le assemblee provinciali e le rispettive comunità territoriali, che si sono viste private di ogni possibilità di essere informate e coinvolte su un tema che riguarda la vita ed il futuro di un’istituzione prestigiosa, da 75 anni va nto per le Alpi.

PER CERCARE DI FERMARE IN EXTREMIS LO SMEMBRAMENTO DEL PARCO, LE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE HANNO MANDATO AI RESPONSABILI POLITICI QUESTA LETTERA – APPELLO. INUTILMENTE.

Club Alpino Italiano-CAI,    Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi-CIPRA Internationale,    CIPRA Italia,    Dachverband für Natur- und Umweltschutz-CIPRA Südtirol,    Fondo Ambiente Italiano–FAI,    Federazione Nazionale Pro Natura,    Federparchi,    Italia Nostra,     Legambiente,    Lega Italiana Protezione Uccelli–LIPU Birdlife Italia,    Mountain Wilderness, Pro Natura [Svizzera],    Società Speleologica Italiana,    Touring Club Italiano,   World Wide Fund for nature-WWF Italia

Lettera aperta

On.le Silvio Berlusconi

Presidente Consiglio dei Ministri

On.le Stefania Prestigiacomo

Ministro dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del         Mare

On.le Raffaele Fitto

Ministro degli Affari Regionali

Ill.mo Roberto Formigoni

Presidente Regione Lombardia

Ill.mo Luis Durnwalder

Presidente Provincia Autonoma di Bolzano

Ill.mo Lorenzo Dellai

Presidente Provincia Autonoma di Trento

Roma, 21 dicembre 2010

Oggetto: APPELLO per il mantenimento dell’assetto unitario del Parco Nazionale dello Stelvio

On.li Presidenti, On.li Ministri

Siamo estremamente preoccupati e contrariati dall’idea di un Paese che, per effetto di un decreto deciso ed approvato in modo sicuramente troppo frettoloso, decide di cancellare settantacinque anni di gestione unitaria di un patrimonionio naturalistico montano di indiscussa eccellenza e notorietà anche internazionale qual è il Parco Nazionale dello Stelvio.

Lo Stelvio è Parco Nazionale perchè rappresenta un elemento irrinunciabile del paesaggio naturale e culturale del nostro Paese, come tale esso è riferimento per l’intera comunità nazionale, ed è anche una tessera fondamentale delle aree naturali protette che compongono il sistema sovranazionale delimitato dalla Convenzione Internazionale per la Protezione delle Alpi, che il nostro Paese, come tutti gli altri Stati dell’Arco Alpino, ha ratificato con propria legge nel 1999. La decisione di cancellare l’organismo che ne garantisce la gestione unitaria, il consorzio istituito nel 1992 tra Regione Lombardia, Province Autonome e Ministero dell’Ambiente, entro cui trovano adeguata rappresentanza le autonomie locali, le istituzioni di ricerca scientifica, i portatori di interesse ambientale, inevitabilmente segna la fine, di fatto e per decreto, di questo pezzo della storia della conservazione della natura nel nostro Paese.

Una simile decisione avrà sicuramente una ricaduta internazionale sull’immagine e sulla credibilità dell’Italia: in oltre un secolo di storia dei parchi nel nostro Continente, non è mai accaduto che un Paese cancellasse, di fatto, un Parco Nazionale: quali saranno gli effetti di una simile, grave, decisione nel rapporto, in primo luogo, con gli altri Stati Membri dell’Unione Europea?

Siamo tutti consapevoli del fatto che la vita amministrativa del Parco è stata assai difficoltosa e complicata negli ultimi decenni, e che occorra pensare ed attuare importanti riforme nell’ente per renderne l’attività più efficace ed incisiva. Ma non è pensabile che queste modifiche cancellino l’unitarietà del parco, nè che vengano assunte con atti unilaterali, senza coinvolgimento di tutte le comunità istituzionali e sociali coinvolte: questo modo di agire non solo porterà allo smembramento della più grande area protetta delle Alpi, ma

determinerà un quadro di forte criticità per quanto riguarda la tenuta istituzionale e i contenziosi aperti anche con la Corte di Giustizia Europea, specialmente sul versante lombardo del Parco: infatti, benchè l’accordo che prelude al decreto sia stato assunto dalle due Province Autonome e dal Governo, oltre metà della superficie del Parco si trova nel territorio amministrativo della Regione Lombardia, che ne subirà gli effetti senza essere stata formalmente coinvolta in alcun tavolo istituzionale.

Per queste ragioni, rivolgiamo a Voi un accorato appello affinchè le decisioni sul futuro del Parco Nazionale dello Stelvio vengano assunte non per decreto, ma all’interno di un tavolo istituzionale e di concertazione tra tutti gli attori coinvolti, con responsabilità e un impegno volto ad affrontare e risolvere davvero i problemi che oggi impediscono all’Ente Parco di essere pienamente all’altezza del proprio compito, escludendone ogni ipotesi di smembramento.

Certi di una adeguata considerazione delle istanze qui rappresentate, a nome delle nostre organizzazioni di protezione ambientale porgiamo i nostri più distinti saluti

Club Alpino Italiano-CAI

Il Presidente Generale, Umberto Martini

Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi-CIPRA Internationale

Il Presidente, Dominik Siegrist

Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi-CIPRA Italia

Il Presidente, Oscar Del Barba

Dachverband für Natur- und Umweltschutz-CIPRA Südtirol

Il presidente, Klauspeter Dissinger

Fondo Ambiente Italiano–FAI,

La Presidente, Ilaria Perfetti Buitoni

La Presidente Onoraria, Giulia Maria Mozzoni Crespi

Federazione Nazionale Pro Natura

Il Presidente, Mauro Furlani

Federparchi

Il Presidente, Giampiero Sammuri

Italia Nostra

La Presidente, Alessandra Mottola Molfino

Legambiente

Il presidente, Vittorio Cogliati Dezza

Lega Italiana Protezione Uccelli–LIPU Birdlife Italia

Il Presidente, Giuliano Tallone

Mountain Wilderness Italia

Il Portavoce Nazionale, Luigi Casanova

Pro Natura [Svizzera]

La Presidente, Silva Semadeni

Società Speleologica Italiana

Il Presidente, Giampietro Marchesi

Touring Club Italiano

Il Presidente, Franco Iseppi

World Wide Fund for nature-WWF Italia

Il Presidente, Stefano Leoni

Sull’argomento, interessante artyicolo della Repubblica di oggi, che riporta le vibrate proteste di un gruppo di parlamentari del PD.

http://www.repubblica.it/ambiente/2010/12/22/news/parco_stelvio-10489313/

Il problema è che nel luogo dove tutto si è deciso, cioè la Commissione dei 12, il rappresentante del PD di Bolzano, espressione della giunta provinciale Svp-Pd, nonché i rappresentanti della giunta UPT-PD di Trento, hanno votato a favore. Strabismi della politica.

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