CONTRATTI SEL-EDISON, IL DOSSIER

Contratto SEL-EDISON: un affare per chi?

Il Consigliodi Stato ha riconosciuto nell’aprile 2011 il diritto dei Consiglieri provinciali del gruppo Verde di prendere visione dei contratti firmati da SEL con EDISON che hanno dato vita alla società Hydros. Dopo averli analizzati accuratamente, siamo ora in grado di fare un quadro degli accordi e porre alla Giunta provinciale precise domande in merito. (Quel che segue è la parte introduttiva di due interrogazioni presentate in Consiglio provinciale. Per brevità vengono eliminate le domande alla Giunta. Chi vuole leggerle può andare sul sito web del Consiglio e scaricare le interrogazioni in forma integrale: http://www.consiglio-bz.org).

I contratti sottoscritti da SEL con EDISON riguardano 7 centrali ex EDISON a grande derivazione: Curon, Lasa, Marlengo, Ponte Gardena, Premesa, Prati di Vizze, Brunico.

Si tratta di 7 contratti successivi:

11 aprile 2008: Accordo quadro SEL-EDISON.

24 ottobre 2008, prima modifica dell’accordo quadro.

30 marzo 2009: seconda modifica

30 aprile 2009: terza modifica.

28 luglio 2009: quarta modifica.

18 settembre 2009: quinta modifica.

22 ottobre 2009: sesta e ultima modifica.

  • Con l’”Accordo quadro” dell’11 aprile 2008 Edison costituiscela società Hydros e vi fa confluire le sue centrali.
  • Con la prima modifica del 24 ottobre 2008 la SEL entra in Hydros acquistando il 60% della società a un prezzo stabilito di € 177 milioni.
  • Le successive modifiche riguardano 3 piccole centrali che SEL si è obbligata a conferire in Hydros, ma che, per difficoltà di SEL a conferirle effettivamente, vengono continuamente ricontrattati.
  • L’ultima modifica  del 22 ottobre 2009 contiene consistenti “regali di fine stagione” di SEL a EDISON, per chiudere l’accordo e evitare danni patrimoniali.

Poiché Hydros è attiva da oltre due anni, siamo anche in grado di verificare gli effetti dell’attuazione di tali contratti sui bilanci effettivi della società Hydros fino al 2010.

La conclusione a cui siamo arrivati è questa:

  • Gli accordi SEL EDISON sono stati un ottimo affare per EDISON che, nonostante una partecipazione societaria del 40%, ottiene una quantità di energia e di profitti enormemente sovra-proporzionata.
  • Il vantaggio di EDISON, evidente nei contratti, ha avuto effetti ancora superiori al previsto nei bilanci reali di Hydros dalla sua nascita ad oggi.

PRIMA PARTE: GLI ACCORDI-CAPESTRO

L’ottimo affare è assicurato ad EDISON da 4 clausole-capestro che SEL ha accettato di firmare e che rendono il contratto SEL-EDISON nettamente sbilanciato a favore di EDISON e a discapito di SEL, cioè della Provincia, cioè di ogni contribuente.

PRIMA CLAUSOLA CAPESTRO

Nella spartizione dell’energia EDISON fa la parte del leone.

Nel sito internet di SEL Spa è scritto che con “l’accordo tra SEL e Edison si è sancita l’acquisizione da parte della SEL del 60% delle quote delle sette centrali Edison altoatesine”.  Si tratta di una mezza verità.

Se infatti si considera la divisione tra SEL ed EDISON dell’energia prodotta dalle centrali, che è il vero “core business” di Hydros, ci si accorge che a EDISON è assegnato il 67,3% di tutta l’energia e solo il 32,7% a SEL. Vediamo come ciò accade.

Nell’allegato A) all’accordo viene riportata in una tabella la produzione media annua attesa dalle diverse centrali Hydros:

CENTRALE

SCADENZA CONC.

PRODUZIONE ANNUA

GWh

LASA-MARTELLO

 06.02.2011

221,7

BRUNICO

 05.03.2014

147,1

PRATI di VIZZE

 17.11.2016

84,2

MARLENGO

 18.11.2016

235,5

PONTE GARDENA

 25.05.2019

229,8

CURON – GRAUN

 15.07.2020

41,9

PREMESA

 29.11.2020

47,1

1007,3

Questi i giorni di produzione utili per ciascuna centrale fino alla scadenza delle rispettive concessioni e dunque la produzione totale di energia oggetto dei contratti SEL-EDISON:

QUANTITA’ TOTALE D’ENERGIA OGGETTO DEI CONTRATTI SEL-EDISON

CENTRALI

GIORNI DI PRODUZIONE

PRODUZIONE TOTALE

 GWh

LASA-MARTELLO

859

521,7

BRUNICO

1981

798,3

PRATI di VIZZE

2968

684,6

MARLENGO

2969

1.915,6

PONTE GARDENA

3889

2.448,4

CURON – GRAUN

4306

494,3

PREMESA/BACH

4320

557,4

totale

 

7.420,6

Punti chiave degli accordi:

  1. Hydros produce energia, ma non la vende direttamente sul mercato.
  2. La cede invece ai propri soci: a SEL e a EDISON.
  3. La quantità di energia che spetta a ciascun socio non è proporzionale alla rispettiva quota societaria (60/40), ma è fissata centrale per centrale nell’articolo 13 dell’Accordo Quadro, in questo modo:
  • Le Centrali di Ponte Gardena, Brunico, Prati di Vizze e Curon: cedono a EDISON il 100% dell’energia prodotta fino al 31 dicembre 2015; da questa data fino alla scadenza delle concessioni il 60% dell’energia a SEL e il 40% a EDISON.
  • Le Centrali di Marlengo, Lasa e Premesa: cedono il 60% dell’energia a SEL e 40% ad Edison per tutto il periodo fino al termine delle concessioni.

La clausola fissa dunque due periodi:

  • 1° periodo di 7 anni e 3 mesi, dall’ottobre 2008 fino al 31 dicembre 2015, in cui l’energia di 4 grandi centrali va tutta a EDISON, (si noti il caso paradossale di Brunico, da cui la SEL non riceve mai neppure un KWh poiché la concessione scade il 5 marzo 2014).
  • 2° periodo di 4 anni e 11 mesi, dal 1° gennaio 2016 fino a scadenza concessioni (l’ultima nel novembre 2020) in cui  l’energia viene divisa secondo le rispettive quote di partecipazione in Hydros.

Calcolando la produzione delle centrali Hydros per ciascun anno, si ottiene la seguente tabella:

CENTRALI HYDROS

ANNI

ENERGIA PRODOTTA

GWh

2008

253,9

2009

1007,3

2010

1007,3

2011

808,1

2012

785,6

2013

785,6

2014

664,3

2015

638,5

2016

600,6

2017

318,8

2018

318,8

2019

181,5

2020

50,3

TOTALE

7.420,6

Osservazioni:

  • La maggiore produzione si concentra nei primi anni, poi cala progressivamente via via che scadono le concessioni.
  • Nei primi anni la maggior parte dell’energia è attribuita a EDISON. Ciò penalizza SEL nell’utilizzo dell’energia delle centrali Hydros.

Distinguendo la produzione tra i due periodi, si capisce ancora meglio quanto la suddivisione dell’energia stabilita dagli accordi premi EDISON e penalizzi SEL:

HYDROS – ENERGIA PRODOTTA PER PERIODI

Energia prodotta

GWh

Sul totale

%

Accordi sulle quote di energia

1° PERIODO (2008-2015)

5950,5

80,2

4 centrali su 7 cedono tutta l’energia  a EDISON

2° PERIODO (2016-2020)

1470,1

19,8

L’energia viene ceduta secondo le quote societarie

 

7420,6

100

 

A questo punto si può calcolare quanta energia vada a ciascuno dei soci dalla fondazione di Hydros fino alla scadenza delle concessioni (notare il caso di Brunico: nemmeno un KWh per SEL).

ACCORDO SEL – EDISON: SUDDIVISIONE QUOTE ENERGIA HYDROS PER PERIODI
1° PERIODO: DAL 30.09.2008 AL 31.12.2015
Centrali Scadenza Produzione QUOTA SEL QUOTA EDISON
MWh % MWh % MWh
LASA-MARTELLO  06.02.2011 521.754 60% 313.053 40% 208.702
BRUNICO  05.03.2014 798.370 0% 0 100% 798.370
PRATI di VIZZE 610.623 0% 0 100% 610.623
MARLENGO 1.707.859 60% 1.024.715 40% 683.144
PONTE GARDENA 1.666.522 0% 0 100% 1.666.522
CURON – GRAUN 303.861 0% 0 100% 303.861
PREMESA/BACH 341.572 60% 204.943 40% 136.629
Totale periodo 1   5.950.561 25,9% 1.542.711 74,1% 4.407.850
             
2° PERIODO: DAL 1.1.2016 ALLA SCADENZA DI OGNI CONCESSIONE
  Scadenza Produzione QUOTA SEL QUOTA EDISON
  MWh % MWh % MWh
LASA-MARTELLO SCADUTA  
BRUNICO SCADUTA  
PRATI di VIZZE  17.11.2016 74.050 60% 44.430 40% 29.620
MARLENGO  18.11.2016 207.756 60% 124.654 40% 83.102
PONTE GARDENA  25.05.2019 781.950 60% 469.170 40% 312.780
CURON – GRAUN  15.07.2020 190.444 60% 114.266 40% 76.178
PREMESA/BACH  29.11.2020 215.886 60% 129.531 40% 86.354
Totale periodo 2   1.470.085 60,0% 882.051 40% 588.034

Facendo la somma si ottiene questo risultato:

TOTALE –  QUOTE ENERGIA FINO A SCADENZA CONCESSIONI

PRODUZIONE TOTALE

QUOTA SEL

QUOTA EDISON

MWh

MWh

%

MWh

%

7.420.647

2.424.762

32,7%

4.995.885

67,3%

OSSERVAZIONI:

  • SEL ha comprato il 60% di Hydros, ma ottiene solo il 32,7% dell’energia;
  • EDISON detiene il 40% di Hydros, ma ottiene il 67,3 dell’energia.

SECONDA CLAUSOLA CAPESTRO

SEL paga un prezzo più alto di EDISON per l’energia rilevata da Hydros.

SEL e EDISON non ottengono gratis l’energia prodotta da Hydros, ma la devono pagare. Hydros infatti cede la sua energia rispettivamente a SEL ed EDISON Trading a un prezzo fisso convenuto che copre le spese di gestione e una certa remunerazione del capitale. Tale prezzo è fissato nell’allegato C dell’Accordo Quadro e vale per tutta la durata delle concessioni.

Il prezzo di vendita dell’energia Hydros è differente da centrale a centrale e chiaramente a svantaggio di SEL.

Questi sono i prezzi stabiliti, in base ai quali poi nella tabella sono calcolati gli importi  totali dovuti da SEL e EDISON a Hydros, da cui si ricava il prezzo medio pagato da ciascuno:

PAGAMENTI A HYDROS PERLA CESSIONE DELL’ENERGIA A SEL E EDISON
CENTRALI PREZZO €/MWh Totale pagamenti da SEL da EDISON
LASA-MARTELL € 62,6 € 32.661.815,8 € 19.597.089,5 € 13.064.726,3
BRUNICO € 54,7 € 43.670.846,5 € 0,0 € 43.670.846,5
PRATI di VIZZE € 44,7 € 30.604.877,6 € 1.986.017,3 € 28.618.860,3
MARLENGO € 61,1 € 117.044.080,7 € 70.226.448,4 € 46.817.632,3
PONTE GARDENA € 61,9 € 151.560.403,2 € 29.041.607,7 € 122.518.795,5
CURON – GRAUN € 68,2 € 33.711.615,0 € 7.792.973,0 € 25.918.642,0
PREMESA/BACH € 51,8 € 28.876.300,3 € 17.325.780,2 € 11.550.520,1
totale € 438.129.939,1 € 145.969.916,1 € 292.160.023,0
Prezzo medio pagato: € 59,04 € 60,20 € 58,48

Osservazioni:

a)     Sel paga un prezzo di € 60,2/MWh,  più alto di quello che paga Edison (€58,48/MWh) e sopra il prezzo medio di € 59,04/MWh.

b)     Ciò accade perché l’accordo ha fissato prezzi più elevati proprio per le centrali da cui Sel riceve più energia (Marlengo, Ponte Gardena e Lasa; eccetto Premesa).

c)      Lo sbilanciamento è aggravato dal fatto che SEL non riceve nulla dalla centrale di Brunico, che ha un prezzo inferiore alla media.

TERZA CLAUSOLA CAPESTRO

SEL non vende la sua energia sul mercato; l’energia di SEL la vende EDISON, trattenendo un compenso.

SEL ed EDISON hanno stipulato un dettagliato contratto di vendita dell’energia (allegato agli accordi) in cui si stabilisce che:

  • EDISON Trading vende la propria energia sul mercato elettrico e incassa i ricavi.
  • SEL dà mandato a EDISON Trading di vendere anche la quota SELsul mercato elettrico, trattenendo una commissione di € 0,35/MWh.

La combinazione tra i prezzi diversificati pagati a Hydros e le commissioni per la vendita dà come risultato:

  1. Che il margine di profitto per unità di energia prodotta è più alto per EDISON e più basso per SEL;
  2. Che SEL è una società a “sovranità limitata” poiché il suo rapporto col mercato avviene solo attraverso la mediazione di EDISON, che – oltre a vendere l’energia – comanda le centrali e decide sulla programmazione della loro attività (per inciso: con ENEL per le centrali SE Hydropower il meccanismo è simile).

A causa di queste clausole-capestro, alla fine del ciclo gli utili sulla compravendita dell’energia sono notevolmente inferiori per SEL e notevolmente superiori per EDISON.

Gli utili infatti si calcolano così:

UTILI SEL

Introiti dalla vendita sul mercato del 32,7% dell’energia Hydros Menola somma  pagata a Hydros per l’energia.Prezzo: € 60,2/MWh Meno la commissionedi€ 0,35/MWhpagata a EDISON

UTILI EDISON

Introiti dalla vendita sul mercato del 67,3% dell’energia Hydros Menola somma  pagata a Hydros per l’energia.Prezzo: € 58,4/MWh Più la commissione di€ 0,35/MWh incassata da SEL

Calcolo degli utili previsti secondo le clausole contrattuali SEL_EDISON

Assumiamo come prezzo di vendita sul mercato il prezzo medio nel quinquennio 2006-2010: € 72/MWh.  Questi i ricavi fino a scadenza delle concessioni:

INTROITI PER VENDITA D’ENERGIA HYDROS (2008-2020)

AL PREZZO MEDIO DI MERCATO DI € 72 MWh

CENTRALI

totale ricavi

Ricavi SEL

Ricavi EDISON

LASA-MARTELL

€ 37.566.306

€ 22.539.783

€ 15.026.522

BRUNICO

€ 57.482.650

€ 0

€ 57.482.650

PRATI di VIZZE

€ 49.296.447

€ 3.198.954

€ 46.097.493

MARLENGO

€ 137.924.285

€ 82.754.571

€ 55.169.714

PONTE GARDENA

€ 176.289.968

€ 33.780.222

€ 142.509.746

CURON – GRAUN

€ 35.589.975

€ 8.227.186

€ 27.362.789

PREMESA/BACH

€ 40.136.942

€ 24.082.165

€ 16.054.777

totale

€ 534.286.573

€ 174.582.882

€ 359.703.691

% sui ricavi totali

100,0

32,7

67,3

Gli UTILI NETTI si ottengono sottraendo dai rispettivi ricavi il prezzo pagato a Hydros per l’energia e calcolando gli € 0,35/MWh pagati da SEL a EDISON per il servizio-vendita:

UTILI OTTENUTI DALLA VENDITA DI ENERGIA HYDROS

totale utili

% profitto

utili SEL

% profitto

utili EDISON

% profitto

LASA-MARTELL

€ 4.904.490

15,0

€ 2.833.126

14,5

€ 2.071.364

15,9

BRUNICO

€ 13.811.803

31,6

€ 0

0,0

€ 13.811.803

31,6

PRATI di VIZZE

€ 18.691.570

61,1

€ 1.197.386

60,3

€ 17.494.183

61,1

MARLENGO

€ 20.880.204

17,8

€ 12.125.843

17,3

€ 8.754.361

18,7

PONTE GARDENA

€ 24.729.565

16,3

€ 4.574.405

15,8

€ 20.155.160

16,5

CURON – GRAUN

€ 1.878.360

5,6

€ 394.219

5,1

€ 1.484.140

5,7

PREMESA/BACH

€ 11.260.642

39,0

€ 6.639.319

38,3

€ 4.621.323

40,0

totale

€ 96.156.634

21,9

€ 27.764.299

19,0

€ 68.392.335

23,4

% sugli utili

100,0

 

28,9

 

71,1

Riassumendo, questi i principali risultati degli accordi SEL-EDISON:

BILANCIO DELL’ACCORDO SEL EDISON
 

Totale

SEL

EDISON

Partecipazione alla Hydros Srl

100%

60%

40%

Quote energia assegnata

100%

32,7%

67,3%

Prezzo medio di acquisto dell’energia da Hydros

€ 59,04

 MWh

€ 60,20

MWh

€ 58,48

MWh

Utile da vendite dell’energia sul mercato Ipotizzando un prezzo medio di € 72/MW

€ 96.156.634

€ 27.764.299

€ 68.392.335

Quota degli utili

100%

28,9%

71,1%

Tasso di profitto

21,9%

19%

23,4%

QUARTA CLAUSOLA CAPESTRO

Sulle centrali Hydros continua a comandare EDISON.

Con l’Accordo Quadro del 2008, SEL si è obbligata sottoscrivere una serie di contratti di servizio in cui affida a EDISON, per tutta la durata delle concessioni, il totale controllo delle centrali. SEL ha infatti affidato a EDISON:

  • il dispacciamento delle centrali, con mandato di rappresentanza a EDISON nei confronti della rete nazionale e di Terna, chela gestisce. In pratica, EDISON decide quando e quale centrale deve produrre quanta energia, stabilisce i programmi settimanali e giornalieri di attività, gestisce i piani di manutenzione e il monitoraggio di serbatoi e dighe, regola il bilanciamento della produzione,
  • tutti i servizi di teleconduzione degli impianti, gestione degli storni, gestione delle linee,
  • i servizi tecnici e tecnologici civili, ambientali, idraulici e elettromeccanici, compresi quelli relativi alle dighe e alle opere idrauliche e civili,
  • i servizi di utilizzazione delle linee ad alta tensione,
  • i servizi di gestione aziendale: affari societari, personale, affari fiscali, finanza e tesoreria, assicurazioni, amministrazione, pianificazione e controllo, information tecnology, ed approvvigionamenti, nonché richiesta di servizi di ingegneria e servizi di assistenza tecnica per gli immobili,
  • servizi di consulenza audit,
  • accesso ai sistemi informatici integrati.

Hydros dunque paga questi servizi a EDISON. Alcuni compensi sono a cifra fissa, altri a tariffa oraria ed è impossibile ricavare dai testi degli accordi a quanto ammonti il loro costo (è oggetto di una interrogazione separata).

Si tratta comunque di diversi milioni di euro l’anno che Hydros trasferisce a EDISON in cambio della gestione delle centrali (funzioni che EDISON faceva quando le centrali erano sue e che continua a fare anche dopo che SEL “ha riportato a casa l’energia”).

 

NESSUNO SCONTO DA EDISON

177 milioni o 133? Quanto davvero ha pagato SEL per il 60% di Hydros.

Dopo che EDISON ha costituito Hydros conferendovi le sue sette centrali, SEL ha acquistato il 60% della società nell’ottobre2008. Aquale prezzo?

  • L’articolo 17.1 dell’Accordo Quadro fissava il prezzo di € 177 milioni.
  • Al momento dell’ingresso effettivo, sancito dalla prima modifica dell’Accordo del 24 ottobre 2008, questo prezzo diventa di € 133.033.031.

Che cosa è successo? SEL ha ottenuto da EDISON uno “sconto” di 44 milioni?

E’ quello che SEL ha effettivamente suggerito, quando in un suo comunicato del 28 aprile 2010 hascritto: “l’importo originario del finanziamento è stato ridotto a 130 milioni di euro”. Una buona notizia, dunque, poiché per coprire questo investimento SEL ha contratto un mutuo con un pool di banche sia locali che nazionali, garantito da una fideiussione della Provincia. Se la spesa cala, calano anche gli interessi da pagare a carico dei contribuenti.

Le cose purtroppo non sono andate così. Infatti:

  • Gli € 133.033.031 pagati in denaro liquido sono solo una parte del prezzo reale.
  • L’altra parte del prezzo è rappresentata dall’assunzione da parte di SEL, per la sua quota del 60%, equivalente a € 48.000.000, di debiti trasferiti da EDISON ad Hydros al momento della sua costituzione.

Il punto 17.1 dell’accordo quadro diceva in effetti che:

“Il prezzo dovuto da SEL è convenuto dalle parti nella somma fissa e invariabile di € 177.000.000, ridotto di un importo pari al 60% di quanto iscritto nella situazione patrimoniale Hydros per (…) i debiti conferiti di natura finanziaria e i debiti assistiti da garanzia reale gravante sui beni oggetto del conferimento (…)”.

In effetti, nel bilancio che chiude l’anno 2008, primo anno di vita della società, alla voce “debiti” compare un “debito verso le banche” di ben 80 milioni di euro, che è stato “conferito” da EDISON a Hydros.

Quando SEL compra il 60% di Hydros, si accolla anche il 60% di questo debito, pari a € 48 milioni, una cifra che, corretta da altri calcoli patrimoniali questa volta in voci attive, corrisponde a quei 44 milioni che fanno la differenza tra il prezzo “fisso e invariabile” di 177 milioni e la cifra di 133 milioni pagata in contanti.

E’ chiaro altresì che non c’è neppure l’auspicato verso le banche. Infatti entrambe le cifre comportano il pagamento di interessi:

  • Sui 133 milioni che SEL ha versato liquidi finanziandosi con due mutui fino al 2015 e al 2017, garantiti da fideiussione della Provincia (delibera 1864 del 22.11.2010).
  • Sui restanti 44 milioni che corrispondono a un mutuo acceso da EDISON e trasferito a Hydros di 80 milioni, di 48 milioni a carico di SEL.

Successivamente, il debito ex EDISON:

  • nel 2008 è stato ristrutturato in un mutuo di 80 milioni con la Cassa di Risparmio di Bolzano ela Banca Infrastrutture Innovazione e Sviluppo al tasso annuo del 3,783%;
  • nel 2009 è stato trasformato in un prestito erogato dai soci diviso per quota parte di complessivi 60 milioni, di cui 36 da SEL e 24 da EDISON, a un tasso del 2,75%
  • nel 2010 è stato rinnovato con un altro finanziamento dei soci per quota parte di 50 milioni, di cui 30 milioni da SEL e 20 milioni da EDISON, a un tasso di interesse del 3,563%.

In tre anni, insomma, gli interessi hanno sfiorato i 6 milioni e mezzo di euro, di cui il 60% vanno comunque a carico di SEL.

anno

mutuo ex edison

tasso

interessi

a carico di sel

2008

€ 80.000.000

3,783

€ 3.026.400

€ 1.815.840

2009

€ 60.000.000

2,75

€ 1.650.000

€ 990.000

2010

€ 50.000.000

3,563

€ 1.781.500

€ 1.068.900

totale

€ 6.457.900

€ 3.874.740

E la storia continuerà fino all’estinzione del debito…

SECONDA PARTE: I BILANCI HYDROS 2009 E 2010

Di Hydros già esistono tre bilanci depositati alla Camera di Commercio: il 2008 è trascurabile, perché riguarda solo 4 mesi di attività.

Gli anni 2009 e 2010 sono molto significativi, perché gli unici “a pieno regime”, in cui nessuna della concessioni è ancora arrivata a scadenza e dunque la produzione è pari al massimo potenziale di 1007,3 GWh/anno.

Sono gli anni in cui c’è più possibilità di guadagno.

Quello che qui interessa verificare sono i reali andamenti dell’attività di compravendita di energia e i relativi utili. Nei bilanci, infatti, sono descritti tutti i dettagli necessari: le quantità di energia realmente assegnate per ciascun anno  rispettivamente a SEL ed EDISON e i prezzi che essi hanno pagato a Hydros.

L’ACQUISTO DELLE QUOTE DI ENERGIA PRODOTTA DA HYDROS

Cominciamo dalle quote di energia cedute ai soci nei due anni:

QUOTE DI ENERGIA CEDUTE DA HYDROS A SEL ED EDISON

BILANCI

Produzione totale

MWh

quota SEL

MWh

quota EDISON

MWh

SEL

%

EDISON

%

2009

1.016.040

302.600

713.440

29,8

70,2

2010

1.021.450

301.450

720.000

29,5

70,5

OSSERVAZIONI:

  • Come previsto, la quantità di energia che è andata a SEL è stata molto inferiore alla sua quota societaria (60%) e quella che è andata a EDISON molto superiore.
  • Tuttavia, la quota di energia effettivamente prelevata da SEL è inferiore alla media prevista per l’intero periodo di validità degli accordi (32,7%) e quella prelevata da EDISON superiore (la media prevista è del 67,3%).

Passiamo ora alle somme pagate dai due soci a Hydros per l’energia prelevata, ricavando da questi il prezzo medio praticato a ciascun socio.

PAGAMENTI DI SEL ED EDISON A HYDROS

BILANCIO

Somma pagata

da SEL

prezzo SEL

 €/MWh

Somma pagata

da EDISON

prezzo EDISON

 €/MWh

2009

€ 18.435.000

€ 60,9

€ 41.267.000

€ 57,8

2010

€ 18.352.000

€ 60,9

€ 42.016.000

€ 58,4

OSSERVAZIONI:

  •  i prezzi medi pagati da SEL per rilevare la sua quota di energia sono superiori a quelli pagati da EDISON
  • Tuttavia, rispetto ai prezzi medi fissati dagli accordi, i prezzi reali sono stati diversi: per SEL superiori ai previsti 60,2 €/MWh, per EDISON inferiori ai previsti 58,48 €/MWh)

Dunque negli anni 2009 e 2010, in cui tutte le concessioni sono in vigore ed è più alta la produzione e la possibilità di fare utili:

  • la quota di energia spettante a SEL è inferiore
  • il prezzo pagato da SEL a Hydros è superiore

alle medie previste per l’intero periodo di validità degli accordi.

Si conferma dunque la “penalizzazione” di SEL nel primo periodo di validità dell’accordo, che durerà fino alla fine del 2015.

Ma i dati paiono indicare una “penalizzazione aggiuntiva”, dovuta a altri fattori: il dispacciamento e la programmazione della produzione per ogni singola centrale.

E’ probabile infatti che in questi due anni abbiano prodotto di più le centrali la cui energia SEL paga a un prezzo più alto e di meno quelle più “care” per EDISON. Ma chi gestisce il dispacciamento e la programmazione della produzione? EDISON, come abbiamo visto. Che ne trae un vantaggio.

I RICAVI DALLA VENDITA DELL’ENERGIA SUL MERCATO

Degli anni 2009 e 2010 sappiamo con precisione il Prezzo Unitario Nazionale medio dell’energia (PUN) pubblicato dal GME (Gestore dei Mercati Energetici) e così possiamo calcolare quanto SEL ed EDISON hanno ricavato dalla vendita sul mercato dell’energia prelevata da Hydros.

RICAVI DALLA VENDITA DI ENERGIA SUL MERCATO

BILAN

CIO

PUN

Prezzo unitario nazionale

quota SEL

MWh

Ricavi

SEL

quota EDISON

MWh

Ricavi

Edison

2009

€ 63,73

302.600

€ 19.284.698

713.440

€ 45.467.531

2010

€ 64,12

301.450

€ 19.328.974

720.000

€ 46.166.400

GLI UTILI DALLA VENDITA DI ENERGIA

Dai ricavi non è difficile calcolare gli utili ottenuti, ricordando che:

UTILI SEL

2009-2010

Ricavi dalla vendita sul mercato del 29,8% per il 2009 e 29,5% per il 2010 dell’energia Hydros Menola somma  pagata a Hydros per l’energia.Prezzo: € 60,9/MWh per entrambi gli anni Meno la com-missionedi€ 0,35/MWhpagata a EDISON

UTILI EDISON

2009-2010

Ricavi dalla vendita sul mercato del 70,2% per il 2009 e 70,5% per il 2010 dell’energia Hydros Menola somma  pagata a Hydros per l’energia.Prezzo: € 58,7/MWhper il 2009 e€ 58,4/MWh per il 2010 Più la com-missione di€ 0,35/MWh incassata da SEL

Questi i risultati (Il tasso di profitto è dato dal rapporto tra utili e costi d’acquisto dell’energia):

UTILI DA VENDITA ENERGIA

BILANCIO

Utili

SEL

Tasso di profitto

%

Utili

EDISON

Tasso di profitto

%

2009

€ 743.788

4,0

€ 4.306.441

10,4

2010

€ 871.467

4,7

€ 4.255.908

10,1

Come si vede, le previsioni si confermano in peggio:

  • Gli utili in cifra assoluta di EDISON sono stati tra le 5 e le 6 volte superiori a quelli ottenuti da SEL.
  • Il tasso di profitto che SEL ha ottenuto dalle operazioni di compravendita di energia è di molto inferiore a quello di EDISON, che è stato più del doppio di quello di SEL.
  • Ciò è dovuto a un prezzo medio di mercato (PUN) inferiore a quello prevedibile sulla base del quinquennio precedente (intorno agli €64/MWh rispetto a una previsione di € 72/MWh) che amplifica l’effetto delle “clausole capestro” degli accordi SEL-EDISON.

A proposito dell’ultimo punto, va detto che i prezzi dell’energia nei mercati internazionali seguono gli andamenti del PIL. I prezzi inferiori alla media del 2009 e del 2010 sono dovuti alla recessione mondiale. I prezzi 2011 sono previsti a fine anno sugli € 70/MWh, in crescita, e ciò dovrebbe ridurre il divario tra i tassi di profitto di SEL e EDISON.

Ma se la crisi permarrà – come molti analisti sostengono – allora lo scenario del biennio 2008-2009 potrebbe accompagnare i patti SEL EDISON per lungo tempo, accrescendo lo svantaggio di SEL.

LA PERDITA DI ENTRATE FISCALI PER LA PROVINCIA

Come si è visto, non è Hydros che valorizza l’energia sul mercato, ma sono SEL ed EDISON. E se Hydros e SEL hanno sede legale a Bolzano, EDISON Trading ha sede legale a Milano.

Gli accordi di compra-vendita di energia sottoscritti da SEL prevedono che:

  • il produttore Hydros sotto-fattura a un prezzo che copre le spese di produzione;
  • il “Trader” EDISON realizza gli utili vendendo l’energia sul mercato;
  • per la sua quota (oltre 2/3) paga le tasse a Milano.

Quindi, per gli utili realizzati da EDISON Trading sulla sua quota di energia (il 67,3% per tutto il periodo e oltre il 70% nel 2009 e 2010) le tasse non vengono pagate a Bolzano ma a Milano.

Vengono così perdute sulla quota EDISON le entrate derivanti da:

  • IVA, imposta sul valore aggiunto: 21%
  • IRES, l’imposta sul reddito delle società: 27,5%,

Facendo il calcolo sugli utili effettivamente realizzati negli anni 2009 e 2010 da EDISON, si arriva a circa 2 milioni all’anno di perdita di entrate fiscali per la Provincia:

PERDITA ENTRATE FISCALI

 Anni

2009

2010

IVA

€ 904.353

€ 893.741

IRES

€ 1.184.271

€ 1.170.375

TOTALE

€ 2.090.633

€ 2.066.125

Per calcolare  quanto ammonteranno queste perdite in tutto il periodo di validità dell’accordo, bisogna ricorrere ai dati medi previsti:

  • Hydros cede energia a EDISON Trading al prezzo medio di € 58,5/MWh.
  • EDISON Trading la vende sul mercato al prezzo medio di € 72/MWh.
  • L’utile per EDISON ammonta a € 13,5/MWh, fatturati fuori provincia.

Di conseguenza, per ogni MWh spettante ad EDISON, la Provincia perde circa:

  • € 2,5 di IVA
  • € 3,5 di IRES.

RISULTATO:

  • Energia spettante a EDISON fino a scadenza concessioni: 4.995.885 MWh.
  • Le perdite fiscali totali per la Provincia: circa 30 milioni di euro fino al 2020.

ULTIMA ANNOTAZIONE:

  • Questo sistema di compravendita dell’energia è fissato identico anche negli accordi SEL-ENEL per quanto riguarda la produzione delle centrali SE Hydropower.
  • Esse hanno una produzione più che doppia rispetto alle centrali Hydros.
  • Più che doppia sarà anche la perdita di entrate fiscali per la Provincia.

TERZA PARTE: QUALE POLITICA ENERGETICA

I prezzi pagati da SEL nel contratto con EDISON (e anche in quello con ENEL) sono altissimi. Ma l’alleanza con i colossi nazionali dell’energia, in concorrenza e contro gli altri produttori locali sia pubblici che privati, è stata voluta dalla Provincia per portare l’energia  non tanto “nelle mani dei sudtirolesi”, ma nelle mani della Giunta Provinciale e della sua società energetica, la SEL.

I risultati sono:

  • Una notevole perdita patrimoniale.
  • ENEL ed EDISON per altri 30 anni (e più) a sfruttare l’energia nel nostro territorio.
  • Il permanente conflitto di interessi nell’emanazione delle concessioni, date dalla Provincia a se stessa tramite SEL, che mette a permanente rischio le concessioni stesse.
  • La concorrenza spietata contro le società energetiche dei Comuni, contro le cooperative energetiche e contro i produttori locali. Ne sono la prova i numerosi ricorsi contro la SEL da parte dei produttori locali, che vedono la società provinciale non come un’alleata, ma come un avversaria.
  • Una SEL non trasparente, diventata “azienda di famiglia” di un gruppo ristretto di persone che confonde il proprio incarico pubblico con gli affari privati.

E’ il momento per una svolta, per un nuovo inizio.

Noi abbiamo sempre proposto, e continuiamo a proporre soprattutto ora, una strategia energetica alternativa basata su questi principi:

  1. Una “Alleanza territoriale per l’energia”, che unisca Provincia, Comuni, Cooperative e produttori locali contro le grandi società nazionali e multinazionali (come Edison) che vanno escluse dal nostro territorio.
  2. La Provincia deve uscire dalla propria posizione dominante nel campo della produzione di energia e limitarsi alla sua funzione di soggetto che fa le leggi e rilascia le concessioni, con severe condizioni a favore del territorio.
  3. Bisogna costituire un patto territoriale tra soggetti energetici locali (la cui forma, anche attraverso una profonda riforma della SEL, andrà studiata), cui affidare la produzione e – con diverse forme societarie – la distribuzione dell’energia. Solo così si riporta davvero l’energia “a casa”, comprese tutte le entrate che ne derivano.
  4. Tale patto territoriale non solo promuoverebbe la democrazia e la sovranità energetica dei territori, non solo rafforzerebbe l’autonomia radicandola verso il basso, ma sarebbe vantaggioso anche economicamente.
  5. In questa direzione occorre muoversi da subito, in ogni scelta che dovremo fare, sia grande o anche piccola. Le occasioni si presentano continuamente.

Per esempio: che SEL si rivolga a EDISON e a ENEL per vendere l’energia prodotta dalle nostre centrali non è obbligatorio. L’Azienda Elettrica di Bolzano e Merano va da sola sul mercato, saltando l’intermediazione e fatturando tutto l’utile inAlto Adige (con conseguenti entrate fiscali). Ciò dimostra che il compito di immettere l’energia sul mercato potrebbe essere risolto anche attraverso sinergie locali. E lo stesso vale per la gestione degli impianti (AE ha inaugurato un nuovissimo centro di telecontrollo che potrebbe comandare tutte le centrali sul nostro territorio), le reti e tanti altri aspetti.

La crisi attuale della SEL non dipende solo da “qualche mela marcia”, ma è il frutto di errori che vengono da lontano. Serve un nuovo inizio, un cambio di strategia, a partire da una radicale riforma della società energetica provinciale.

UNO SGARDO AL FUTUTO

Le incognite delle prossime concessioni e il “pessimo affare” Delmi.

Mentre ancora pendono ricorsi e inchieste sulle concessioni ENEL, e non è risolto il conflitto con le società comunali, siamo alla vigilia della scadenza delle concessioni delle centrali EDISON. A tali gare si presenterà solo Hydros, come stabilito nei patti parasociali sottoscritti da SEL ed EDISON.

Se Hydros perdesse le gare per le nuove concessioni, l’accordo SEL-EDISON si trasformerebbe in una vera e propria catastrofe, da cui la Provincia avrebbe avuto solo gli svantaggi.

Il grave conflitto di interessi, che vede la Provincia sia arbitro che giocatore nella partita idroelettrica, mette a forte rischio l’esito delle gare per le future concessioni.

Sulla concessione di Lasa, scaduta nel febbraio 2011 e assegnata dalla Provincia a Hydros, già pendono i ricorsi del VEK, il consorzio elettrico dei comuni della Venosta.

La prossima concessione in scadenza è Brunico, nel marzo del 2014, poi Marlengo e Prati di Vizze nel 2016, poi le altre fino al 2020.

Al rischio di perdere le concessioni la Provincia risponde nel solito modo: cercando di aggirare le leggi per evitare le gare.

La legge provinciale nr. 7 del 2006, imposta dall’Europa, prevede una procedura di gara europea “nel rispetto dei principi fondamentali di tutela della concorrenza, libertà di stabilimento, trasparenza e non discriminazione”. Finora però questa legge non è mai stata applicata.

La centrale Hydros di Lasa-Martello, insieme a tutte le centrali ex ENEL, è stata aggiudicata a Hydros attraverso la procedura “in famiglia” prevista dalla legge nr. 1 del 2005, che è stata ad hoc “resuscitata, sebbene già abrogata su pressione dell’Europa.

La prossima scadenza (il 5 marzo 2014) riguarda la centrale Hydros di Brunico e anche in questo caso la Provincia ha cambiato le regole, accorciando il tempo entro cui presentare le domande da 5 a 2 anni e dunque posticipando il termine dal 2009 al marzo 2012. Tutto ciò per dare tempo a Hydros di fare una controproposta rispetto al progetto già presentato da un gruppo di imprenditori della Pusteria (la Kaiserwarte Srl) che, spostando a San Lorenzo di sebato il punto di restituzione delle acque prelevate a Valdaora, consente di mettere in sicurezza Brunico dalle piene della Rienza.

Per la concessione di Marlengo la Provincia si è inventata il trucco dell’”accorpamento delle concessioni”, che consente di prolungare nei fatti la concessione di Marlengo (in scadenza nel 2016) aggregandola a quella di Tel (valida fino al 2040). La norma, inserita nella legge “sull’inquinamento luminoso del 2011, è stata annullata dalla Corte Costituzionale e ora la Provincia la ripresenta nella legge finanziaria 2012, con una particolarità: è applicabile non a un solo caso, ma a tutte le concessioni che scadranno fino al 2020. Un mostro giuridico.

Sarà difficile che questa “ginnastica legislativa” possa avere alla lunga successo: le grandi  concessioni idroelettriche resteranno in pericolo finché la Provincia non avrà eliminato il loro tallone d’Achille: il permanente conflitto di interessi che vede la Provincia contemporaneamente decidere sulle concessioni e richiedere le concessioni attraverso SEL o Hydros.

A maggior ragione se in futuro SEL riuscisse a rilevare anche la quota del 40% di Hydros in mano a EDISON, in seguito alle trattative in corso sul gruppo DELMI con EDF.

E’ un altro tassello, e non da poco, del “cattivo affare” che SEL ha fatto con EDISON:

  • 200 milioni di euro pagati dalla Provincia (più interessi), congelati in Delmi fino al 2014 e il cui valore si è dimezzato;
  • l’offerta d’acquisto entro il 2012 del 40% di Hydros, oggi in mano a EDISON, a un prezzo tutto da contrattare e con denaro fresco.

Al di là dei comunicati di propaganda, il gruppo dirigente SEL, oggi fortunatamente destituito, ha fallito il suo obbiettivo: scambiare le partecipazioni Edison nelle centrali altoatesine con le azioni in Delmi. Era questo l’unico modo per ridurre i danni dell’intera operazione ed è fallito: cose che accadono se ci si mette in società con giganti energetici e nucleari come EDF (su questo vedi nota allegata).

C’è il pericolo che tutta “l’operazione EDISON” comporti un forte esborso di denaro pubblico, in un momento di tagli al bilancio. EDF infatti sa che cedendo il 40% di Hydros, oggi in mano a EDISON, cederà – come si è dimostrato in questa interrogazione – diritti ben più alti sull’energia e rinuncerà a utili rilevanti, che SEL gli ha accordato firmando le clausole capestro degli accordi del 2008.

Si parla di cifre che oscillano tra i 200 e i 250 milioni di euro, con un paradosso: acquistare il 40% di Hydros costerà molto di più di quanto è costato acquistarne il 60% (177 milioni).

In ogni caso, se nel 2012 la SEL diventerà padrona del 100% di Hydros – vedremoa quale prezzo e se converrà concludere l’acquisto – allora il conflitto di interessi si acutizzerebbe e metterebbe ancora di più a rischio le concessioni.

L’unica via d’uscita è quella del “patto energetico territoriale”, in cui la Provincia riduca al minimo la propria partecipazione all’attività di produzione idroelettrica, lasciando spazio innanzitutto alle società pubbliche comunali, alle cooperative energetiche e ai produttori locali. Altrimenti la Provincia sarà costretta a sempre più spericolate avventure legislative, dall’esito molto incerto.

NOTA AGGIUNTA DOPO LA PRESENTAZIONE DEL DOSSIER.

So che l’unica obiezione arrivata da ambienti SEL e dalla Giunta provinciale, è stata che questi conti non tengono conto dei dividendi dati da Hydros ai soci. E’ vero: io ho voluto analizzare solo il ciclo di acquisto e vendita dell’energia, che non solo è il “core business” di ogni società energetica, ma è anche la fonte certa di entrate. I dividendi, invece, dipendono dagli anni: se bisogna rinnovare gli impianti di una centrale, per esempio, quell’anno i dividendi calano. Nel 2008, primi 4 mesi di vita di Hydros, per esempio, il risultato di bilancio è stato zero dividendi e un deficit di oltre 500 mila euro.

Comunque sia, per non farci mancare nulla, ho elaborato anche la seguente tabella che, per il 2009 e 2010, somma agli utili fatti vendendo energia i dividendi distribuiti ai due soci secondo le quote societarie del 40% a EDISON e del 60% a SEL.

Questo il risultato:

BILANCIO HYDROS CALCOLANDO I DIVIDENDI

Utili da

vendita energia

Dividendi

da Hydros

Utili di ogni partner

Partecipazione

agli utili

%

SEL

2009

€ 743.788

€ 4.106.471

€ 4.850.259

41%

2010

€ 871.467

€ 4.800.000

€ 5.671.467

43%

EDISON

2009

€ 4.306.441

€ 2.737.648

€ 7.044.089

59%

2010

€ 4.255.908

€ 3.200.000

€ 7.455.908

57%

Come si vede, anche sommando i dividendi, il risultato è che la ripartizione degli utili è rovesciata rispetto alle quote societarie, dunque alle spese e all’esposizione finanziaria, dei due soci:

  • SEL che ha il 60% di Hydros partecipa al 40% degli utili complessivi,
  • EDISON che ha il 40% di Hydros partecipa al 60% degli utili complessivi

La centrale di Senales e un edificio a Barbiano comprato per 1,4 milioni:

regali dell’ultim’ora di SEL a EDISON?

Gli accordi SEL-EDISON, che hanno dato vita alla società Hydros, hanno avuto una storia tormentata. Stipulato il primo Accordo quadro l’11 aprile 2008, ci sono voluti 6 aggiornamenti successivi e un anno e mezzo di tempo prima di chiudere i patti con l’ultimo aggiornamento, quello definitivo, firmato il 22 ottobre 2009.

Alla fine, la partita si chiude con due regali dell’ultima ora fatti ad EDISON:

  • il conferimento da parte di SEL in Hydros della centrale di Senales, al posto di un’altra che era stata promessa, Göge, che dopo diversi tentativi non viene conferita e che, soprattutto, valeva molto meno di Senales;
  • l’acquisto di un edificio e terreni a Barbiano all’esagerato prezzo di € 1,4 milioni, sito vicino alla centrale Hydros di Ponte Gardena, (e vedremo poi perché lo definiamo un prezzo esagerato).

Si tratta di due storie “collaterali” specifiche, ma estremamente significative.

1) Il giallo delle 3 centrali mini-idro conferite da SEL.

Gli accordi SEL-EDISON portano alla costituzione di Hydros, società nella quale EDISON conferisce 7 grandi centrali idroelettriche e nella quale SEL entra acquistando per 177 milioni di euro la partecipazione al 60%.  L’apporto SEL però non finisce qui.

Per pareggiare i valori, oltre che a pagare la propria quota SEL s’impegna fin dall’inizio a portare in Hydros la propria partecipazione a tre centrali mini-idro:

  • Centrale di Prati,  quota SEL 30%. Sede a Vizze, frazione Prati. produzione annuale di 9,7 GWh,, di cui 2,9GWh spettanti a SEL. Valore convenzionale attribuito alla partecipazione:  € 103.000
  • Centrale elettrica Winnebach, quota SEL 30%. Sede a Terento, produzione annuale di  8 GWh, di cui 2,4 GWh spettanti a SEL. Valore convenzionale attribuito alla partecipazione: € 8.500
  • Centrale idroelettrica malga Göge, quota SEL 30%. Sede a Cadipietra/Valle Aurina. produzione annuale di  8 GWh, di cui 2,4 GWh spettanti a SEL. Valore convenzionale attribuito alla partecipazione: € 16.500

Il conferimento delle tre partecipazioni mini-idro sarebbe dovuto avvenire al momento dell’ingresso di SEL in Hydros. Ma qualcosa va storto.

Il 24 ottobre 2008 infatti SEL e EDISON firmano il 1° aggiornamento degli accordi, che determina l’ingresso di SEL, ma delle mini-idro solo la Centrale di Prati viene conferita (a proposito: la Centrale vede la partecipazione al 14% di Wiesen Energie Srl, a sua volta controllata al 55% dalla Cordusio Società Fiduciaria, che ha dichiarato di detenere le quote per conto del signor Joseph Volger, ex sindaco e parente indiretto dell’ex direttore di SEL, dott. Maximilian Rainer).

E’ solo col 2° aggiornamento, firmato il 30 marzo 2009, che SEL conferisce la Centrale di Winnebach. Göge invece resta ancora fuori.

Il termine per il suo conferimento viene di continuo rinviato, prima all’aprile 2009, poi al luglio 2009, poi ancora al settembre, finché il 22 ottobre 2009, al 6° aggiornamento, le parti prendono atto che SEL non conferirà Göge, ma al suo posto porterà in Hydros la Centrale progettata dalla società Energia Senales Scarl. Queste le sue caratteristiche:

  • Centrale SE Senales, quota SEL 40%. Sede a Senales. Produzione annuale prevista di  13 GWh, di cui 5,2 GWh spettanti a SEL. Valore convenzionale attribuito alla partecipazione: € 570.000.

Se si leggono le caratteristiche della centrale, sorge spontanea una domanda:

Perché SEL, per compensare il mancato conferimento di una centrale – Göge – che produce 8 GWh all’anno e la cui partecipazione – al 30% – è valutata solo € 16.500, ne conferisce un’altra _ Senales – che ha una potenza di 13 GWh e soprattutto la cui partecipazione – al 40% – è valutata dalle parti € 570.000, cioè 35 volte di più della centrale che deve sostituire?

Che logica economica ha questo cambio?

Il progetto di Senales come alternativa di conferimento fa capolino fin dal 2° aggiornamento degli accordi, nell’ottobre 2008, quando delle 3 mini-idro SEL riesce a conferire solo Prati. E’ in quell’occasione che viene fatta l’ipotesi, messa a verbale tra le parti, di un’eventuale conferimento di Senales, ma come equivalente di entrambe le concessioni mancanti: Göge e Winnebach.

Viene anche stabilito che l’eventuale conferimento della partecipazione SEL in Senales “avvenga allo stesso prezzo di Göge e Winnebach, sommate insieme”, che equivale ad appena 25.000 €.

In alternativa, le parti concordavano che – ove non fosse stato possibile conferire alcuna di queste centrali – la SEL trasferisse a EDISON in compensazione una parte della sua (già scarsa, il 32,7%) quota di energia.

E cioè:

  • nel caso SEL non trasferisca né Winnebach né Senales, cederà a EDISON il 2,3% della propria energia, scendendo al 30,4%
  • nel caso SEL non trasferisca né Göge né Senales, cederà a EDISON il 2,6% della propria energia, scendendo al 30,1%
  • nel caso SEL non trasferisca né Göge né Senales né Wibnnebach, cioè nel caso peggiore, cederà a EDISON il 4,9% della propria energia, scendendo al 27,8%.

Tre scenari preoccupanti – soprattutto l’ultimo! – per SEL, già penalizzata nella ripartizione delle quote di energia dall’accordo ormai già firmato con EDISON.

Alla fine SEL trasferisce produzioni e valori molto superiori a quelli pattuiti all’inizio.

CONFERIMENTI SEL PREVISTI NELL’ACCORDO QUADRO

CONFERIMENTI EFFETTIVI DI SEL A CHIUSURA ACCORDI

DIFFERENZA

Centrali mini-idro:

Winnebach (30%)

Prati (30%)

Göge (30%)

Centrali mini idro:

Winnebach (30%)

Prati (30%)

Senales (40%)

Valore complessivo:

€ 128.000

Valore complessivo:

€ 681.500

5 volte di più

Energia spettante

a Hydros:

7,7 GWh/anno

Energia spettante

a Hydros:

10,5 GWh/anno

+ 36,4%

2) Casa e terreni a Barbiano venduti da EDISON per 1,4 milioni di euro. E di cui ora Hydros non sa che farne.

E’ la sorpresa dell’ultima ora: nell’aggiornamento che chiude gli accordi, firmato il 22 ottobre 2009, compare come ultimissima questa clausola:

“8. Le parti si impegnano, per quanto di rispettiva competenza, a far sì che entro il 25 novembre 2009 la Hydros Srl acquisti da EDISON la proprietà del fabbricato ad uso residenziale e terreni di pertinenza siti nel comune catastale di Barbiano, località Santa Gertrude nr. 52, identificati con le pp.ff. 318, 319, 320/2, 321, 322, 2815/3 e p.ed. 327 al prezzo di € 1.400.000 (unmilionequattrocentomila)”.

L’edificio è assai noto tra Ponte Gardena e Barbiano: si tratta dell’edificio con diversi appartamenti per operaidella vicina centrale, detta “casa della Montecatini”, sita a nord della centrale ex EDISON – ora Hydros – di Ponte Gardena, davanti all’attuale zona artigianale di Barbiano, sul lato destro della strada statale del Brennero andando verso nord. L’Edificio è in condizioni assai malandate e semivuoto: sono solo 4 i dipendenti rimasti, su 8 appartamenti, e ci sono rimasti perché ricevono l’alloggio in comodato in cambio della reperibilità. I terreni intorno sono posti tra la statale e il fiume, che si prende la sua “zona di rispetto”.

Sull’area, inoltre, gravano pesanti servitù: è attraversata in obliquo da una linea elettrica ad alta tensione e nel sottosuolo scorre il gasdotto.

In poche parole: a scopo abitativo non è certo più utilizzabile, per l’agricoltura nemmeno. L’unico uso possibile: espandere lì la zona artigianale che si affaccia dall’altro lato della statale. Ma interessa a qualcuno?

No, non interessa a nessuno. Almeno al prezzo pagato da Hydros, che viene unanimemente considerato eccessivo.

Per liberarsi di questi beni per lei inutili, di cui EDISON è riuscita a liberarsi infilandoli  all’ultimo momento negli accordi con SEL, Hydros si è rivolta subito al comune di Barbiano, proponendo di cederglieli allo stesso prezzo d’acquisto – € 1,4 milioni – per  destinarli a zona artigianale.

Il comune di Barbiano ha fatto una approfondita indagine tra gli artigiani possibilmente interessati in paese, offrendo i terreni, naturalmente, al prezzo d’acquisto: nessuno, ma proprio nessuno, ha mostrato interesse.

A quel prezzo? E poi in quel posto, tra statale, fiume, elettrodotto e gasdotto? Non se ne parla nemmeno.

Gli amministratori di Barbiano, tra l’altro, non si dimenticano che la zona artigianale esistente, a sinistra della statale, fu comprata anni fa – e sempre da EDISON – a un prezzo molto più basso di quello pagato (e richiesto) da Hydros.

Così, appena poche settimane fa, il comune di Barbiano ha risposto all’offerta Hydros: le “case della Montecatini” e i relativi terreni se li può tenere. Il comune non saprebbe propri che farsene e non ha soldi da gettare inutilmente dalla finestra, solo per liberare quelli della centrale Hydros di un acquisto inutile.

C’è solo da ricordare che in un altro recente caso – quello delle trattative tra SEL sull’impianto “Stein an Stein” – il direttore di SEL Maximilian Rainer ruppe le trattative per l’acquisto perché i proprietari volevano vendere anche edifici, e la SEL – rispose Rainer – di edifici non indispensabili agli impianti non sa che farsene.

Di tutti, eccetto evidentemente della “casa della Montecatini” di Barbiano.

Haben wichtigen Schritt gesetzt: (v.l.) LR Laimer, SEL-Präsident Stocker, LH Durnwalder, Edison-Präsident Zuccoli und dessen Geschäftsführer Quadrino (Foto: LPA/Pertl)

11 April/e 2008:

Chi dobbiamo ringraziare – Wem wir danken sollen…

Estratti dai comunicati stampa della Giunta provinciale – Von den Pressemitteilungen der Landesregierung:

“Un pezzo di storia dell’autonomia e un passo fondamentale nella politica energetica dell’Alto Adige”: così il presidente della Provincia Luis Durnwalder.

“Die Verträge zwischen SEL und Edison bilden die Grundlage einer autonomen Energiepolitik und nicht zuletzt auch für Strompreisabschläge für die Südtiroler”, erklärte Energie- und Umweltlandesrat Laimer

„Ein autonomie-, wirtschafts- und energiepolitischer Riesenschritt. Dank der Einigung mit Edison können wir einen Großteil der in Südtirol produzierten Energie im Land behalten”, erklärte Durnwalder, der für seine überzeugende und weitsichtige Verhandlungsführung Lob vom Präsidenten der Edison, Giuliano Zuccoli, bekam.

“Mit dieser Zusammenarbeit schlagen wir völlig neue Wege ein und verstärken zudem unsere Verwurzelung in einem Land, in dem wir seit Jahrzehnten wirtschaften”, so Zuccoli, dessen Geschäftsführer Umberto Quadrino ergänzte: “Die neue Gesellschaft sichert uns eine offene und langfristige Zusammenarbeit mit dem Land Südtirol.”

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