Energia: Il diktat di Durnwalder

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La “soluzione” della Giunta provinciale: prendere tempo e intorbidire le acque

L’obbiettivo di quanto ieri il presidente Durnwalder ha fatto deliberare alla Giunta provinciale è quello di mantenere la SEL nella partita delle concessioni e così trattare con le altre società, innanzitutto coi Comuni, da posizioni di forza, sperando di costringerli ad un accordo al ribasso.

Ma la decisione della Giunta, di “rivalutare le concessioni ammettendo SEL con i progetti originari” si basa su presupposti giuridici e politici fragili e intorbida ulteriormente le acque.

Infatti:

1. Chi potrà decidere quali sono i “progetti originari” di SEL? Gli inquirenti hanno accertato che SEL ha modificato più volte i progetti e che quelli esaminati dalla Giunta provinciale erano la versione predisposta diverse settimane dopo la scadenza dei termini. L’indagine si è svolta sulla base dell’analisi dei computer della SEL. Tuttavia, nessuno sa che cosa, il 30 dicembre 2005, la SEL depositò davvero nell’ufficio dell’assessore: solo questi faldoni contenevano i “progetti originari”. Ma di essi fu protocollato e timbrato solo il frontespizio, nessun funzionario aprì i faldoni, il cui contenuto autentico non è mai stato trovato. Dunque i progetti originari semplicemente NON ESISTONO e quelli che così possono venir presentati lo sono in base a semplici congetture. La proposta di Durnwalder affida nei fatti alla Procura della Repubblica e ai Carabinieri il compito di attestare il carattere “originario” di una delle versioni dei progetti trovati nei computer SEL, ma nessuno ha mai chiesto agli inquirenti se vogliono e se possono accollarsi questo compito.

2. Chi giudicherà tecnicamente i progetti? Gli “uffici competenti” che invoca Durnwalder sono stati demoliti pezzo per pezzo proprio dalla Giunta provinciale, perché si erano ribellati appena avevano avuto sentore di manipolazione. Dunque non esistono più “uffici competenti”.
3. La “commissione di esperti” annunciata da Durnwalder sarà nominata dalla Giunta provinciale e sempre la Giunta provinciale deciderà a chi riassegnare o no le centrali: la stessa Giunta che è proprietaria al 93,8% di SEL. Se SEL perderà centrali, avrà perdite milionarie. In queste condizioni, e dopo tutto quel che è successo, chi può credere che la Giunta, cioè la proprietà di SEL, possa giudicare con imparzialità?

4. In parallelo andrà avanti il tentativo di accordo extra-giudiziale: sarà in questa trattativa, con tutta probabilità, che si deciderà il vero destino delle centrali. Ma, tenendo SEL nella partita e in queste condizioni, in questa trattativa penderà una spada di Damocle sulla testa delle altre società, specialmente dei Comuni, che Durnwalder spera di costringere a un accordo al ribasso.

5. Dare una seconda possibilità ad un concorrente che ha imbrogliato, significa che d’ora in poi chiunque potrà provare a vincere con mezzi scorretti, salvo – se scoperto – restare in gara con un’altra offerta, presentata come “originaria”.

 Insomma, dice bene il presidente di AE: la “soluzione Durnwalder” appare una toppa peggiore del buco. Eventuali ri-assegnazioni di concessioni alla SEL, in queste condizioni, saranno facilmente impugnate e lo scandalo non finirà.

L’errore è il solito: il presidente Durnwalder insiste nell’utilizzare il proprio doppio ruolo (in conflitto di interessi) per favorire la “sua” SEL e “assolvere” la catastrofica politica energetica da lui dettata negli ultimi 20 anni, fatta di centralismo e guerra contro i Comuni e le loro società pubbliche.
Intanto già domani si svolgerà un’ulteriore udienza di fronte al Magistrato delle acque sui ricorsi che interessano le concessioni. Sarà probabilmente la penultima, poi arriverà la sentenza. Con quel che scrive il tribunale di Bolzano sullo scandalo SEL (“si sentivano onnipotenti”) è facile prevedere che cosa deciderà il Magistrato delle acque.

La “proposta Durnwalder” ha anche lo scopo di prendere tempo di fronte al Magistrato delle acque e così arrivare fino a dopo le elezioni provinciali.

Ma con questi metodi lo scandalo non finisce. Caso mai si aggrava.

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