LA TERRA E NOI

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Oggi si celebra in tutto il mondo la “Giornata della Terra” proclamata dalle Nazioni Unite. In questa giornata ciascuno deve assumere la responsabilità per il territorio in cui vive. Parliamo dunque di Sudtirolo.

Nonostante la nostra fama di “provincia verde” la situazione è preoccupante.

1. ENERGIA – Il nostro consumo di energia negli ultimi 20 anni è aumentato costantemente e di molto, nonostante il fiore all’occhiello “Casa Clima”. Era di 2.000 GWh/anno nel 1997, ha raggiunto nel 2009 i 3.000 GWh/anno. Per comprendere le dimensioni di questo aumento del consumo, basti pensare che per coprirlo occorrerebbe costruire una grande centrale idroelettrica come quella di Cardano ogni 8 anni. A oggi la tendenza non si è invertita, nonostante che a parole anche la nostra Provincia ha preso con l’Unione Europea l’impegno di diminuire il nostro consumo di energia del 20%  entro il 2020.

2. CONSUMO DI SUOLO – l’agricoltura altoatesina perde i suoi terreni con una velocità impressionante. L’allarme fu lanciato tempo fa dal Bauernbund: dal 1968 al 2007 (ultimo dato disponibile) il suolo cementificato è quadruplicato, con una perdita media di suolo agricolo di oltre 200 ettari l’anno.

3. EMISSIONI DI ANIDRIDE CARBONICA. In provincia di Bolzano sono aumentate dal 1990 a oggi del 13%, esattamente quanto la media europea. L’obbiettivo assegnato alla nostra provincia era invece una riduzione del 6% entro il 2012.

4. CONSUMO DI RISORSE NATURALI – In Sudtirolo ogni abitante consuma all’anno l’equivalente di 4 ettari di superficie biologicamente produttiva, mentre per garantire il futuro del pianeta non si dovrebbe consumare più di 1,8 ettari. Lo stile di vita altoatesino è insostenibile, poiché per durare dovrebbe avere a disposizione più di due pianeti Terra.

In occasione della giornata della Terra, non bisogna dimenticare che anche la nostra provincia ha bisogno di una svolta decisa in direzione della sostenibilità, di uno stile di vita e di un’economia compatibili con l’armonia di Madre Terra.

In particolare, questi sono i compiti urgenti di qualsiasi politica locale sostenibile:

·         Una nuova legge urbanistica fondata su un drastico stop al consumo di territorio e sulla tutela coerente del paesaggio.

·         Un piano straordinario di risparmio energetico che inverta la tendenza alla continua crescita dei consumi.

·         Un forte sostegno all’agricoltura biologica con un progressivo recupero di biodiversità, perduta negli ultimi anni a vantaggio dalle tre monoculture di latte, mele e uva.

·         La riduzione, la raccolta differenziata e il riuso di quel che erroneamente viene chiamato “rifiuto” e che invece è preziosa risorsa che è irresponsabile incenerire.

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