Progetto Benko: risanamento o speculazione?

Planimetria ufficiale del Benko-World: via Garibaldi è esclusa
Planimetria ufficiale del Benko-World: via Garibaldi è esclusa

AL CONTRARIO DI QUANTO MOLTI PENSANO, VIA GARIBALDI NON C’ENTRA: AL FINANZIERE AUSTRIACO INTERESSA SOLO L’HOTEL ALPI, LA STAZIONE DEI BUS E IL PARCO, PER CEMENTIFICARLO. L’INTERESSE DELLA CITTA’, INVECE, IMPONE IL RISANAMENTO DI VIA GARIBALDI E LA RIQUALIFICAZIONE DEL PARCO, MANTENENDO IL VERDE. RIUSCIRA’ IL COMUNE A IMPORRE QUESTE CONDIZIONI, DOPO ESSERSI DATO LA ZAPPA SUI PIEDI CON LA LEGGE “AD PERSONAM”?

Intervento pubblicato sull’Alto Adige del 19 luglio 2013

Sbaglia chi dice che il progetto Benko prevede il risanamento di via Garibaldi. Non è così: il finanziere austriaco ha chiarito a più riprese che quei palazzi di faccia alla ferrovia non gl’interessano. Troppe grane, troppi proprietari, troppi inquilini, troppo degrado. Il Comune gliel’ha ha proposto e ha insistito, ma lui ha sempre risposto: Garibaldi? Nein danke!

Nelle planimetrie mostrate da Benko alla stampa si vede chiaramente quello che vuole: Hotel Alpi, stazione dei bus, Parco della Stazione. Il rendering del nuovo Benko-Center mostra l’edificio sinuoso di vetro e cemento sul lato di via Alto Adige. Dietro l’edificio si vede il Colle. Via Garibaldi resta alle spalle, coi suoi palazzoni cadenti, a diversi metri di distanza dallo scintillante Benko-World.

Perché insisto su questo aspetto? Per un motivo semplice. Perché incontro continuamente persone convinte che il progetto Benko consista nel “risanamento di via Garibaldi”. E aggiungono: “Altrimenti, che risanamento sarebbe?”. Appunto!

L’equivoco è più che naturale. Poiché Benko userà la “legge speciale” (speciale per lui) sui “risanamenti urbani”, tutti sanno quel che c’è da risanare in quella zona. Non certo l’hotel Alpi, che per qualche architetto è opera di pregio. Né la stazione dei bus, per qualcuno “bruttina”, ma certo non disastrata e oltre tutto in attesa d’essere spostata nel nuovo areale ferroviario, con immediata coincidenza treno-bus. Hotel Alpi e stazione dei bus non sono “risanamenti”, ma semplici operazioni immobiliari da cui un privato attende, alla fine, un profitto.

Discorso diverso quello del Parco della Stazione, su cui Benko vorrebbe realizzare un’ala del megastore, cementificandolo.

Oggi il Parco è degradato. Abbandonato a se stesso. Puzzolente. Nessuna famiglia bolzanina ci porterebbe bambini a prendere fresco. Tuttavia quel parco è il solo polmone verde di questa parte della città. Tagliare i grandi alberi che gli fanno ombra e cementificarlo sarebbe da pazzi: quel verde è un fattore di qualità straordinario per un centro urbano!

Nessuna città europea oggi elimina i pochi spazi verdi che ha nell’area urbana ed esistono casi di sorprendente riqualificazione di parchi ben più degradati del nostro. Prendiamo esempio dalle ristrutturazioni urbane d’avanguardia: l’area verde in faccia alla stazione, e anche via Garibaldi, oggi sosta per l’emarginazione sociale, possono diventare il biglietto da visita di una città accogliente, moderna, ecologica, colta e bella.

Parco e via Garibaldi, dunque: sono queste le aree che meriterebbero un vero e radicale piano di risanamento per il bene di Bolzano, con partenariato pubblico-privato. Avrà il Comune la forza di prescriverlo a René Benko o a chiunque altro voglia investire e fare profitti sull’area tra via Perathoner, via Alto Adige e la stazione ferroviaria?

Credo che questo sarà il tema del confronto dopo l’approvazione della famigerata “Lex Benko”, a cui io mi sono opposto con tutte le forze in Consiglio provinciale e su cui vorrei spendere ancora due parole.

Mi sono opposto perché le leggi “ad personam” sono l’opposto di uno Stato di diritto dove i cittadini sono tutti uguali davanti alla legge. Mi sono opposto perché ritengo che la pari opportunità sia una condizione-base per un’economia sana e un mercato efficiente. E mi sono opposto perché l’operazione Benko sarebbe stata possibile anche con la normativa precedente, ma con Comune e cittadini protagonisti, mentre con la “Lex Benko” è il privato che compra, decide e mette la città di fronte al prendere o lasciare.

Con la “lex Benko” le pubbliche istituzioni si sono date la zappa sui piedi e hanno messo noi cittadini e cittadine di fronte all’umiliante spettacolo di un finanziere che arriva, mette sul tavolo 180 milioni e si compra così non solo un pezzo di città, ma anche la legge.

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4 thoughts on “Progetto Benko: risanamento o speculazione?

  1. LE FAMIGLIE NON FREQUENTANO IL PARCO PERCHE’ NON E’ ATTREZZATO….NON CI SONO PIU SPAZI VERDI PUBBLICI IN CENTRO.
    VORREMMO VEDERE UN PROGETTO SERIO. ED UTILE PER LA CITTA’ DI BOLZANO

  2. L’indagine sul progetto Benko di Bolzano è stata condotta dallo studio Dr. Gruber & Partner per conto di Signa (società di Benko!) – e ne parla la Tageszeitung con un articolo del 13 Dic.: “Insgesamt 600 repräsentativ ausgewählte Personen (363 italienischsprachige, 237 deutsch- bzw. ladinischsprachige)”, vedi http://www.tageszeitung.it/2013/12/13/benkos-umfrage/#comment-72517,
    Signori, è un inganno!
    E se ne vanta la società di Benko . http://www.signa.at/startseite/home/aktuelle-news/aktuelle-news-detailansicht/?tx_ttnews%5Btt_news%5D=76&cHash=3efc9d00d8e5f74674a851d54e8ddbd3

    Non fatevi irretire!
    Ancora una volta si attenta alla città e conseguentemente alla qualità della nostra vita, dei nostri anziani e dei nostri figli !

    “Pertanto lo shopping center avrà una superficie di 35.000 metri quadri, che significa una riduzione rispetto al primo progetto. Benko ha inoltre annunciato, che sarà ampliato il verde dagli attuali 6.000 a complessivi 22.000 metri quadri, considerando il rinverdimento dei tetti. È anche prevista una zona pedonale tra piazza Walther e la stazione” recita l’Alto Adige del 18 novembre.

    Un progetto da 35.000 mq, visti i 5 piani fuori terra, e non si sa quanti sotto, moltiplicato per almeno15 m di altezza, esprime la “folle” cubatura di 525.000 mc !
    In pieno centro, in una zona a traffico già collassato,
    Questo megagalattico, ma anche megalomane, progetto porterà solo ulteriore circolazione di mezzi e la cancellazione del 70% del verde cittadino (giardini stazione lato sud di Via Stazione), con le conseguenze per la salute note ai più, tra cui dovrebbero esserci, per scelta e motivazione, i nostri amministratori.

    Vediamo.

    Rotatoria stazione, fermate linee autobus, passaggio pedonale, garage sotterraneo, uffici provinciali (quanti sono i pendolari?).
    525.000 mc di grandi magazzini, negozi, uffici, alloggi e parcheggi sotterranei, che movimento di persone comporterebbero? Una stanza singola sono circa 30 mc, 525.000 diviso 30 eguale 17.500 persone : un sesto della cittadinanza. Quanti mezzi in più? Quanto gas respirerete in più?
    Abbiamo già un pendolarismo quotidiano dentro/fuori Bolzano di 30.000 persone.

    Attualmente l’albero, così come il verde in generale, ha funzioni, oltre a quelle tradizionali di abbellimento, di soddisfazione, di offerta d’ombra nelle calure estive.
    In particolare, poiché in Europa gran parte della popolazione vive in città, l’albero è diventato un elemento insostituibile per il mantenimento del fragile ecosistema urbano;
    oggi, in città, l’albero produce benessere psicofisico, contribuisce a mantenere i parametri ambientali necessari per la stessa sopravvivenza delle nostre città.

    Le piante non possono prevenire l’inquinamento, ma possono fornire un importante contributo per migliorare la qualità dell’aria.
    Il ricercatore inglese Nick Hewitt ha studiato il rapporto tra inquinamento atmosferico e vegetazione. L’indagine ha consentito di stabilire che,
    raddoppiando le piante presenti nella regione, si ridurrebbe di un quarto la presenza del PM 10, evitando così 140 morti all’anno dovute all’inquinamento.
    David Nowak, responsabile di un centro di ricerca statunitense, relativamente all’influenza dei boschi urbani sull’ecosistema della città, afferma che ogni anno gli alberi di
    Chicago tolgono dall’atmosfera 15 tonnellate di monossido di carbonio, 84 tonnellate di biossido d’azoto, 191 tonnellate di ozono e più di 200 tonnellate di particolato atmosferico
    (PM 10 e PM 2,5).

    I parchi e i giardini di tutte le città del mondo sono considerati un patrimonio insostituibile. Solo a Bolzano non si capisce o non si vuol capire. I Prati del Talvera dovrebbero
    far parte della “Tutela degli insiemi, elaborazione di una disciplina innovativa di salvaguardia della memoria e della qualità del territorio” (pari pari dal sito del Comune).
    Invece ogni anno riescono a cancellare metri e metri di verde. A poco a poco, tra strade nuove, bar nuovi, campi sportivi nuovi, baracchini vari, finiranno col distruggerlo.
    È nostro, non è del Comune!

    Non ho mai visto un’area di proprietà comunale trasformata in verde! Le piazze sotto le quali sono stati costruiti i parcheggi, non hanno più un albero, d’estate sono dei forni.
    Un piccolo esempio: vi ricordate il distributore di Via Palermo? Poteva diventare un angolo di verde con panchine e fontana. Invece è cemento.

    prof. Giovanni Dalmasso
    Bolzano

  3. Allora, ricapitolando: un imprenditore presenta un progetto commerciale per una parte rilevante del centro del borgo (ahime’, per me natio). Si alzano a difendere il ‘bene comune’ un gruppo di scudieri, piu’ che improbabili variamente mescolati con discutibile amalgama: commercianti autocrati, verdastri, sinistri e impiegati pseudopubblici in cio’ che ci ostiniamo a chiamare ‘parti sociali’. Si sollevano, gli scellerati, ben carburati dall’ a-se’-sora al canto dell’isola felice, modellino per stanche tabelle sulla qualita’ (?!) Della vita negli italioti tg di mezzasera. Immemori di quelle ‘cagate pazzesche’ che vanno sotto al nome di Firmian e Casanova, nonche’ delle condizioni del disgraziatissimo parco, povero parca, parco parco in fronte alla stazione, adibito da tempo immemore a pisciatoio. Eccheffa’ in tutto cio’ il tardo Comune: mette i paletti, ciarla di tutele… E giu’ con accusaccie sulla stampaccia locale pur di razzismo all’imprenditor-invasor che cala dal Brennero come i lanzinecchi.
    26 giugno ·

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