AIR ALPS IN LIQUIDAZIONE: in fumo 6 milioni di denaro pubblico

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UN CASO DA CORTE DEI CONTI – Nonostante il fallimento fosse annunciato, la Giunta Provinciale e la Giunta Regionale non hanno mai attuato la mozione dei Verdi – approvata a grande maggioranza dai due Consigli – per uscire immediatamente dalla fallimentare compagnia aerea. E ora Provincia e Regione vedono andare in fumo i 6 milioni investiti e rischiano anche di dover contribuire al risarcimento dei debitori. Un caso di cui deve occuparsi la Corte dei Conti!

Ieri i responsabili di Air Alps hanno comunicato ufficialmente la messa in liquidazione della compagnia aerea. E’ un esito ampiamente prevedibile, vista la storia fallimentare di questa società.

Provincia e Regione tra il 2005 e il 2006 (quando Presidente di entrambe le giunte era Luis Durnwalder) vi hanno investito 6 milioni di euro prelevati dalle tasse dei cittadini. La Provincia, tramite STA, investì 4.470.000 € (oggi la partecipazione è del 4,58%); la Regione 1,5 milioni di euro (partecipazione dell’1,8%). A questo denaro vanno aggiunti circa 4 milioni di euro pagati dalla Provincia ad Air Alps dal 2012 al 2013 per il volo Bolzano-Roma.

L’avventura in Air Alps si è rivelata una catastrofe finanziaria per Provincia e Regione. Per scongiurarla noi Verdi per anni abbiamo chiesto con forza che i due enti uscissero il prima possibile da questa società, in modo da mettere al riparo il denaro pubblico dalle conseguenze di una probabile messa in liquidazione. La nostra richiesta, tradotta in due mozioni, è stata infine approvata a grande maggioranza dal Consiglio Regionale il 14 maggio 2013 e dal Consiglio Provinciale il 5 giugno 2013.

Non ci risulta che le Giunte provinciale e regionale abbiano dato seguito alle mozioni approvate. Ora Provincia e Regione vedono entrambe andare in fumo il proprio investimento, come socie di una compagnia in liquidazionee rischiano anche di dover contribuire – per la propria quota – al risarcimento dei debitori.

Il Gruppo Verde in Consiglio provinciale ha già presentato in merito due interrogazioni (in Regione e Provincia) e invierà nelle prossime ore una segnalazione alla Corte dei Conti su questa vicenda che indubbiamente costituisce un danno patrimoniale per i due enti, causato da scelte politiche miopi di chi li amministrava.

Entrambe le partecipazioni, infatti, non erano assolutamente giustificate, poiché non vi è alcun pubblico interesse nel gettare denaro pubblico in una compagnia aerea privata e per di più fin dall’inizio fallimentare. Questo denaro dei cittadini e delle cittadine avrebbe potuto essere impiegato molto più utilmente per sostenere le persone più fragili dagli effetti della crisi economica, oppure per sviluppare la ricerca, la cultura, l’innovazione.

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