AIR ALPS: consegnato l’esposto alla Corte dei Conti

AIR ALPS - esposto alla Corte dei Conti - Dello Sbarba e Heiss 033

QUESTA MATTINA ABBIAMO CONSEGNATO ALLA CORTE DEI CONTI IL NOSTRO ESPOSTO SULLA PERDITA DA PARTE DI REGIONE E PROVINCIA DI 6 MILIONI DI EURO NELL’AVVENTURA AIR ALPS. QUESTO IL TESTO

Alla Procura Regionale presso la Corte dei Conti Viale Druso 36/a 39100 Bolzano

Esposto

L’Air Alps va in liquidazione e i 6 milioni investiti da Provincia e Regione vanno in fumo. Possibile danno erariale.

 I sottoscritti Riccardo Dello Sbarba e Hans Heiss, consiglieri della Provincia autonoma di Bolzano, espongono quanto segue.

Il 20 agosto 2013 i responsabili di Air Alps hanno comunicato ufficialmente la messa in liquidazione della compagnia aerea. E’ un esito ampiamente prevedibile, vista la storia fallimentare di questa società.

Provincia e Regione tra il 2005 e il 2006 (quando Presidente di entrambe le giunte era Luis Durnwalder) vi hanno investito 6 milioni di euro prelevati dalle tasse dei cittadini. La Provincia, tramite STA, investì 4.470.000 € (oggi la partecipazione è del 4,58%); la Regione 1,5 milioni di euro (partecipazione dell’1,8%). A questo denaro vanno aggiunti circa 4 milioni di euro pagati dalla Provincia ad Air Alps dal 2012 al 2013 per il volo Bolzano-Roma.

L’avventura in Air Alps si è rivelata una catastrofe finanziaria per Provincia e Regione. Per scongiurarla noi Verdi per anni abbiamo chiesto con forza – già con una mozione del lontano 2009 (nr. 127: “Uscire subito da Air Alps.”) che i due enti uscissero il prima possibile da questa società, in modo da mettere al riparo il denaro pubblico dalle conseguenze di una probabile messa in liquidazione. Infine due nostre mozioni di analogo contenuto sono state approvate a grande maggioranza dal Consiglio Regionale il 14 maggio 2013 (mozione nr. 54 del 2013) e dal Consiglio Provinciale il 5 giugno 2013 (mozione nr. 643 del 2013).

Non ci risulta che le Giunte provinciale e regionale abbiano dato seguito alle mozioni approvate. Ora Provincia e Regione vedono entrambe andare in fumo il proprio investimento, come socie di una compagnia in liquidazione e rischiano anche di dover contribuire – per la propria quota – al risarcimento dei debitori.

Entrambe le partecipazioni non erano assolutamente giustificate, poiché non vi è alcun pubblico interesse nel gettare denaro pubblico in una compagnia aerea privata e per di più fin dall’inizio fallimentare. Questo denaro dei cittadini e delle cittadine avrebbe potuto essere impiegato molto più utilmente per sostenere le persone più fragili dagli effetti della crisi economica, oppure per sviluppare la ricerca, la cultura, l’innovazione.

Va ricordato che la maggioranza politica provinciale e la Giunta provinciale hanno fatto di tutto per liberarsi dal dovere di evitare partecipazioni che non rientrino nel pubblico interesse. Lo dimostrano le successive modifiche subite dalla legge provinciale nr. 12 del 2007, articolo 1 comma 4, che vietava alla Provincia partecipazioni in società fornitrici di beni che non fossero di pubblico interesse e imponeva alla stessa Provincia l’uscita da tali partecipazioni. La norma interessava ovviamente anche la società Air Alps, compagnia aerea privata (infatti di pubblico interesse è stato dichiarato solo il volo Bolzano-Roma, che tuttavia viene messo a gara e può essere effettuato da qualsiasi compagnia vinca l’appalto, come effettivamente è successo, escludendo Air Alps da qualsiasi servizio su Bolzano). La dismissione doveva avvenire entro due anni, dunque entro il 2009.

Ma proprio nel 2009 la maggioranza politica provinciale, su proposta della Giunta, approva una riforma della legge 12/07 con l’articolo 13 della legge provinciale nr. 41/2009, che stabilisce che l’incompatibilità riguardi solo “le partecipazioni dirette” e così dunque viene “salvata” la partecipazione in Air Alps che la Provincia ha messo in atto non direttamente ma tramite la società STA, che appartiene comunque alla Provincia.

Con questa modifica si aggirano di fatto le norme europee sulla base delle quali era stata promulgata la legge 12/2007.

Va ricordato inoltre che nel 2010, quando la difficoltà di Air Alps era già chiara e la crisi fu evitata in extremis dall’ingresso della società Welcome Air, mentre gli investitori altoatesini (una cordata di imprenditori locali) vendettero le loro quote alla Welcom Air, i soli soggetti che non cedettero alcuna quota (e quella era forse l’ultima occasione per liberarsene senza perdere tutto il capitale) furono proprio la Provincia di Bolzano e la Regione Trentino-Alto Adige- Südtirol. Un’inerzia irragionevole (mentre i privati locali si mettono in salvo!) che ha certamente bisogno di spiegazioni!

Per tutti questi motivi,

i sottoscritti consiglieri provinciali invitano codesta Procura regionale presso la Corte dei Conti ad accertare se nel sopra descritto caso si sia verificato un danno erariale e se ci siano gli estremi per procedere di conseguenza.

I sottoscritti chiedono di essere informati sugli eventuali sviluppi degli accertamenti che codesta Procura vorrà intraprendere.

Con distinti saluti, i consiglieri provinciali

Riccardo Dello Sbarba

Hans Heiss

 Si allega:

  1. La mozione 643/13 del gruppo Verde approvata il 5 giugno 2013 dal consiglio provinciale.
  2. La mozione nr. 54/2013 del gruppo Verde approvata il 14 maggio 2013 dal consiglio regionale.
  3. La risposta del 2 marzo 2012 all’interrogazione del gruppo Verde nr. 140/XIV in cui il Presidente della Regione Dellai comunica le enormi perdite di valore subite dalla partecipazione della Regione in Air Alps.
  4. La risposta del 9 febbraio 2012 all’interrogazione del gruppo Verde nr. 44/febbraio/2012 in cui l’assessore provinciale Widmann comunica le enormi perdite di valore subite dalla partecipazione della Sta in Air Alps.
  5. Interrogazione nr. 45/02/12 del 6.2.2012 del Gruppo Verde su se e quando la Provincia intende uscire da Air Alps e risposta (negativa) dell’assessore Widmann
  6. La mozione nr. 127 del 2009 in cui già il gruppo Verde richiedeva alla Provincia di “Uscire subito da Air Alps”. La mozione venne respinta dalla maggioranza politica del Consiglio provinciale.
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