Centrale a pompaggio tra Bronzolo e Aldino. Provincia e SEL Spa: “Né ragionevole, né redditizia”.

centrale bronzolo

Da quando esiste, la SEL Spa non si è mai lasciata scappare nessun progetto redditizio nel campo dell’energia e – sostenuta dalla Provincia – ha voluto in tutti i modi entrarci. Che ora Provincia e SEL dichiarino di non voler avere nulla a che fare col progetto di centrale a pompaggio tra Aldino e Bronzolo dimostra come questo progetto sia privo di senso.

L’importante notizia è stata comunicata al Gruppo Verde in Consiglio provinciale dall’assessore Mussner, in una risposta redatta dal direttore di Ripartizione Flavio Ruffini e dal direttore dell’Ufficio per la Valutazione dell’Impatto Ambientale Paul Gänsbacher, a una interrogazione da noi presentata in luglio.

Questo il testo della risposta dell’assessore:

Il quadro economico attuale e le previsioni relative alla redditività di tali centrali a pompaggio sono caratterizzate in questo momento da grandi incertezze e non solo per quanto riguarda la situazione nazionale ma anche per tutto l’arco alpino. Non esistono, né a livello comunitario, né a livello nazionale stimoli di investimento particolari che possano incentivare la costruzione di simili impianti.

Già da anni la SEL Spa segue molto attentamente gli sviluppi sul mercato energetico nazionale e internazionale e si è interessata particolarmente ad analizzare anche la ragionevolezza e la fattibilità di simili progetti in Alto Adige. In seguito a queste analisi e a causa dei motivi sopraccitati, la SEL è sempre arrivata alla conclusione di non partecipare in questo momento a progetti come quello in discussione al Renon, a Bronzolo o ad Aldino.”

Dunque SEL e Provincia confermano i nostri dubbi sulla redditività di una simile centrale che comporta un investimento di 500 milioni di euro. Questi dubbi li avevamo espressi dettagliatamente nella nostra interrogazione.

La centrale comporta inoltre un notevole impatto ambientale: dovrebbe essere totalmente in caverna, con 14 chilometri di tunnel scavati nella montagna, e dovrebbe utilizzare 830.000 m3 di acqua (equivalenti a 830 milioni di litri) che verrebbe prelevata dalla falda, mettendo seriamente a rischio l’equilibrio idrogeologico dell’area interessata.

L’unico vantaggio che la società Iters srl, titolare del progetto, ha promesso ai due comuni è una piccola quota sui ricavi dell’impianto, da divedere in due. Ma se, come dice la Provincia, la redditività di queste centrali è caratterizzata da grandi incertezze”, tutte queste promesse vanno in fumo.

Motivi più che sufficienti per archiviare il progetto e non parlarne più.

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