Democrazia, giustizia, convivenza

i voli che sosteniamo

Le ragioni del voto verde. Il quotidiano Alto Adige mi ha chiesto di spiegare perché votare i Verdi Grüne Vërc il 27 ottobre. Io ho risposto così.

C’è aria di cambiamento, c’è voglia di cambiamento. Una più forte presenza dei Verdi in Consiglio provinciale è la garanzia che il cambiamento promesso non sia di facciata, ma di sostanza.

Chi come me si candida in una lista interetnica come quella dei Verdi-Grüne-Verc ha la rara fortuna di parlare con persone di ogni lingua e cultura in ogni angolo della nostra bella provincia. Tutti e tutte ci chiedono tre cose: più giustizia, più democrazia, più convivenza.

PRIMO, PIÙ GIUSTIZIA: nel corso degli anni alcune persone – spesso grazie a potenti “santi in paradiso“ – sono diventate enormemente più ricche, mentre la maggioranza sta diventando più povera. C’è bisogno di maggiore equità. Equità tra le persone, tra i gruppi linguistici, tra città e territorio, tra uomini e donne. La nostra autonomia deve garantire a ogni persone una vita dignitosa. Per questo noi proponiamo una “sicurezza di base” garantita per legge: un reddito minimo garantito, il lavoro, la casa, la salute, l’istruzione sono diritti fondamentali per una buona vita. La città di Bolzano deve essere compensata per i carichi che sopporta e i servizi che offre a tutta la provincia. I soldi per far questo vanno trovati eliminando le troppe spese inutili, come l’aeroporto mangiasoldi usato da pochi e pagato da tutti.

Anche il nostro rapporto con la natura è una questione di giustizia. L’ambiente non è l’opposto dell’economia. E’ economia! Basti pensare al turismo. Noi siamo per un turismo della natura e della cultura, alla portata di tutti. La bellezza del territorio in cui viviamo è fondamentale per la salute del nostro corpo e la rigenerazione del nostro spirito. Difendiamo la natura da chi vuole speculare, cementificare e distruggere. Dobbiamo ridurre lo spreco, rallentare, ritrovare ritmi più umani, riconquistare una vita più semplice ed autentica.

SECONDO, PIÙ DEMOCRAZIA. Che vuol dire più trasparenza. Basta vedere che cosa è successo con lo scandalo dell’energia: questa importante risorsa è stata gestita da un gruppo chiuso di persone che si sentiva onnipotente. Noi consiglieri provinciali Verdi abbiamo scoperchiato lo scandalo SEL. Siamo riusciti a dire la verità ai cittadini e a rimettere in gioco i Comuni, che erano stati espropriati delle loro centrali: a Bolzano e Merano era stata sottratta persino la centrale di Tel, che i due comuni costruirono 120 anni fa! Ora l’energia deve passare ai Comuni, perché l’acqua è un bene di tutti. In ogni settore della vita pubblica serve più trasparenza, più democrazia, più partecipazione, la fine delle cordate, dei privilegi e delle clientele. Va fatto valere il diritto, il merito, la qualità. Sulle scelte più importanti va data la voce ai cittadini e alle cittadine.

TERZO, PIÙ CONVIVENZA. L’autonomia ha compiuto 60 anni, ma noi viviamo ancora in mondi divisi. Eppure in questa terra si incontrano due grandi culture europee, arricchite dalla perla preziosa del ladino. Le persone plurilingui devono essere considerate le piante pioniere della convivenza! Noi vogliamo una scuola indivisa, come esiste già nelle valli ladine, dove bambini di diverse lingue siedano accanto e crescano in amicizia imparando in italiano, tedesco e anche in inglese. L’autonomia va liberata dalle catene etniche che la mortificano. Va ridotto a un solo anno il periodo di residenza per votare, la proporzionale va sospesa, vanno eliminate le penalità che trasformano la dichiarazione linguistica in una spada di damocle, il merito deve contare di più, il bisogno non va sottoposto all’etnia, dobbiamo aprire questa nostra terra all’Europa e farne un modello di pace e di convivenza.

Dai tempi di Alexander Langer noi Verdi abbiamo fatto una politica pulita, al servizio delle persone e dell’ambiente. C’è aria di cambiamento, finalmente. Noi faremo di tutto perché il cambiamento sia vero e non di facciata.

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