Svp+Pd, la piccolissima coalizione

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Arno Kompatscher è stato eletto oggi nuovo presidente della Provincia di Bolzano. Chiusa l’era Durnwalder, alla Svp e al Pd manca il coraggio per imboccare una nuova strada. Questo è il mio discorso di capogruppo dei Verdi del Sudtirolo durante il dibattito sulla fiducia.

Egregio candidato Presidente Arno Kompatscher,

se i Verdi oggi voteranno contro la Sua candidatura, questo non dipenderà dalla nostra volontà, ma dalla vostra.

Siete stati infatti voi a respingere la nostra disponibilità a partecipare a pieno titolo e in pari dignità a una nuova maggioranza formata dalla Svp, dal Pd e dai Verdi del Sudtirolo. In questa nuova maggioranza noi avremmo portato le nostre idee e l’esperienza di 30 anni di opposizione rigorosa e competente in Consiglio provinciale. Chi come noi si è opposto così a lungo al vecchio sistema sa come esso ha funzionato, sa dove sono gli ostacoli al rinnovamento, sa di che cosa dobbiamo liberarci e cosa può essere riformato.

Questa nuova e più larga maggioranza Svp-Verdi-Pd sarebbe stata la prima vera innovazione di un’epoca nuova e avrebbe garantito la svolta politica che molte cittadine e cittadini della nostra provincia si attendono. Sarebbe stata davvero una “grande coalizione” con numeri solidi e un indirizzo politico chiaro.

Voi invece avete detto no, avete fatto i “Nein-Sager”, avete preferito la continuità. Avete preferito chiudervi nel bunker di una piccolissima coalizione dai numeri risicati, la vecchia coalizione che ha perso le elezioni – la Svp avendo perso la maggioranza e il Pd essendo rimasto al palo, dopo aver indicato l’obbiettivo del raddoppio dei seggi grazie a 5 anni di assessorati, si contributi, di cumulo di poltrone e di incarichi. Non avete tratto insegnamenti da questi risultati. Avete preferito ripiegare sull’usato sicuro. Non avete avuto il coraggio del nuovo, ma ripetete il vecchio e logoro schema sperando che stavolta vada meglio.

Noi Verdi abbiamo fatto tutto ciò che potevamo per rendere possibile un’alternativa di governo.

Abbiamo dato credito alla Sua dichiarata volontà, collega Kompatscher, di una svolta nello stile e nei contenuti della politica.

Lei, collega Kompatscher, ha avuto la fortuna e la capacità di diventare in pochi mesi lo schermo su cui tante elettrici e tanti elettori hanno proiettato la propria voglia di un cambiamento profondo nella politica come l’abbiamo conosciuta in questi 25 anni. Noi abbiamo apprezzato e valorizzato queste aspettative. Ci pareva energia positiva che sarebbe stato un delitto sprecare.

Meno arroganza e più ascolto, meno centralismo e più partecipazione, meno affarismo e più bene comune, meno ingiustizie e più pari opportunità, solidarietà invece che legge del più forte, verità invece che bugie, giustizia invece che lobbismo.

Il risultato elettorale ha registrato questo bisogno di svolta: non solo col suo successo in voti, collega Kompatscher, ma soprattutto con la punizione di tutti gli esponenti del vecchio sistema e il drastico ridimensionamento delle categoria e delle lobby, che avevano trasformato il Consiglio provinciale in una giungla di interessi corporativi.

Lei ha davanti a sé un Consiglio provinciale in parte bonificato e rinnovato, con una più forte rappresentanza dei Verdi Grüne Verc, premiati per le nostre battaglie per la trasparenza, la legalità, l’ambiente e la giustizia sociale.

A questo punto una “grande e nuova coalizione” Svp-Verdi-Pd ci è sembrata non solo possibile nei numeri, ma anche lo sbocco naturale della spinta arrivata dai cittadini e delle cittadine. La chance c’era e tutti lo sapevamo. Non avete avuto coraggio.

Lei, collega Kompatscher, voi colleghi e colleghe della Svp e del Pd, questa chance l’avete lasciata cadere.

E una cosa vorrei che fosse chiara: se avete deciso per la “piccola coalizione”, non è dipeso dal programma.

Anzi. Nell’incontro “di sondaggio” che abbiamo avuto, abbiamo registrato numerose convergenze. La prima e più importante: l’autonomia come la scelta giusta, non la seconda ma la prima e unica scelta giusta per la nostra terra e la sua gente, per il nostro passato e il nostro futuro comune in un’Europa dei diritti e della convivenza.

Ma anche su molti altri punti eravamo vicini: trasparenza, partecipazione, nuovo stile, politica sociale, riforma urbanistica, riscrittura del bilancio provinciale e altro ancora. Perfino sull’energia, un argomento a cui tengo molto e su cui ho – diciamo così – idee piuttosto precise, le posizioni tra noi non sembravano lontanissime.

Certo, noi poniamo accenti differenti. Ma, siamo sinceri: su nessun tema eravamo tra noi Verdi e Lei, collega Kompatscher, più distanti di quanto Lei non sia distante da altri e altre esponenti del suo stesso partito.

No, non è sul programma che ci avete detto no. La chiusura è dipesa da puri calcoli di potere sia della Svp che del Pd.

Comincio dalla Svp. La nostra presenza avrebbe segnato un orientamento della giunta che squilibrava gli assetti di potere e i compromessi tra le correnti interne alla Svp. Dava fastidio alle tante persone che dal vecchio regime vogliono traslocare indenni nel nuovo, mantenendo posizioni e potere. Disturbava chi vuol far finta di cambiare tutto per non cambiare nulla. E soprattutto: vi costringeva uscire dall’autosufficienza. Avreste dovuto riconoscere che la Svp non può più pretendere il monopolio della rappresentanza – cosa che le ultime elezioni hanno definitivamente sancito, ma che voi non volete ammettere. Anche Lei, collega Kompatscher, ha detto che per governare vi serviva solo un partner di lingua italiana, perché così vi obbliga lo statuto. Questo è il vecchio ritornello, maa non è più vero. Care colleghe e colleghi della Svp: voi avete perso la maggioranza, non potete più fare da soli, per governare dovete cercare alleati!

Invece insistete nella cocciuta pretesa di mantenere il monopolio del potere e della rappresentanza. Cambiano le facce, ma questa vecchia abitudine vi è rimasta.

E arrivo al Pd. Se sono chiare le ragioni per cui la Svp ha respinto i Verdi, non si capisce perché il Pd non abbia cercato di coinvolgerci rafforzando così l’ala di centro sinistra della coalizione. Appena in febbraio noi Verdi del Sudtirolo abbiamo sostenuto la candidatura Bersani al governo dell’Italia, anche a costo di rompere con i Verdi italiani e trentini, che sostenevano la candidatura alternativa di Ingroia. Potevate quindi considerarci i vostri naturali interlocutori ed alleati. Invece niente: in questi due mesi non ci avete cercato neppure una volta! Dalle elezioni in poi vi siete concentrati esclusivamente sulla difesa dei vostri assessorati, vedendo in noi Verdi solo un possibile concorrente da tenere fuori dalla porta. Anche la vostra battaglia sul secondo assessore italiano in realtà è apparsa come la pretesa di un secondo assessore al Pd e non ha scaldato i cuori di nessuno.

Mi preme ricordare che noi, al contrario, abbiamo sempre considerato il Pd parte essenziale e insostituibile di una nuova coalizione e mai abbiamo parlato di un’alleanza esclusiva Svp-Verdi. Eppure di governi nero-verdi in Europa, e specialmente nell’area tedesca ce ne sono, eccome! C’è nel Tirolo di Günther Platter e Ingrid Felipe, c’è a Salisburgo, c’è a Graz. C’è nel Land dell’Assia in Germania, c’è a Bonn, c’é a Darmstadt, c’è a Oldenburg, c’è a Francoforte!

A Bolzano non abbiamo mai avanzato questa ipotesi: vi abbiamo sempre considerato, cari colleghi del Pd, nostri partner privilegiati. Voi avete fatto il contrario e vi sietepreoccupati solo della vostra poltrona. Avete pensato: meno siamo, più contiamo. Invece vedrete: accadrà e sta già accadendo il contrario!

Stesso discorso, sia chiaro, anche per gli Arbeitnehmer nella Svp: avete visto nei Verdi solo una possibile concorrenza e nella vostra debolezza vi siete impegnati per escluderci. Una politica che non vi porterà da nessuna parte e su cui vi chiediamo di ripensare.

Torno a Lei, collega Kompatscher. Un allargamento ai Verdi della coalizione di governo non è fallita né per la persona del Presidente, né per il programma. E’ fallita perché se alcune facce sono cambiate, il sistema, il partito nelle sue ramificazioni territoriali, il groviglio di interessi e di gruppi di potere che in esso agisce, il blocco sociale costruito in 25 anni di era Durnwalder è cambiato poco o nulla. Per il cambiamento ci vuole più che una tornata elettorale. Il cambiamento non sta alle nostre spalle, ma ancora davanti a noi.

Io non so valutare oggi, collega Kompatscher, se con questa vecchia formula di governo di qui a 5 anni sarà riuscito Lei a cambiare il sistema, o sarà il sistema a cambiare Lei, o addirittura a farle fare un imprevisto capitombolo. Ho l’impressione che ci sia, anche nel suo partito, chi punta a questo: che il suo sia un esperimento dalla vita breve e che tra 5 anni si debba cercare un nuovo Presidente.

Noi ci auguriamo di no. Ci auguriamo che questa sia la legislatura che costruisce le condizioni per una svolta. Faremo di tutto perché tra 5 anni l’Alto Adige Südtirol sia diventato una provincia dove i cittadini e le cittadine siano più partecipi, dove la povertà sia efficacemente combattuta, dove l’ambiente sia più rispettato, dove l’energia sia dei cittadini, dove le persone migranti godano di pieni diritti, dove si viva una migliore convivenza, dove l’autonomia torni ad essere un progetto comune, aperto, europeo.

Noi faremo un’opposizione forte e rigorosa, ma positiva e propositiva e sosterremo tutte le proposte che vanno nella giusta direzione.

Lei ha annunciato un nuovo stile nel fare governo in questa provincia. Ebbene, noi Verdi annunciamo oggi un nuovo stile nel fare opposizione. Che consiste di due impegni:

IL PRIMO: ci impegniamo a valutare, in ogni proposta che verrà dalla maggioranza, innanzitutto i punti d’accordo e solo dopo i punti di disaccordo. Naturalmente cercheremo gestiremo il disaccordo in modo rigoroso, fino in fondo, perché noi l’opposizione la sappiamo fare e l’abbiamo dimostrato. Ma prima cercheremo gli aspetti positivi.

IL SECONDO IMPEGNO: accetteremo ogni possibile occasione di confronto e di collaborazione che ci verrà offerta, a patto naturalmente che le nuove forme di collaborazione siano trasparenti e democratiche, non creino zone grigie, non esautorino il Consiglio provinciale ma lo valorizzino.

Questi sono i nostri impegni, che sono anche l’apertura di una linea di credito nei suoi confronti, egregio candidato Presidente Kompatscher.

Con questo spirito oggi le votiamo contro. Il nostro obbiettivo è preparare la svolta del 2018.

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