BBT: UN TUNNEL INSOSTENIBILE

BAUSTELLE BRENNER BASISTUNNEL

Ultimato nel 2010 ma finora tenuto ben chiuso nel cassetto. Il Gruppo Verde in Consiglio provinciale rende  ora pubblico lo studio “Bilancio della CO2” sul Tunnel del Brennero. I risultati sono allarmanti: lo studio afferma che ci vorranno almeno 20 anni di esercizio del Tunnel per compensare i gas serra prodotti per costruirlo. Ma se si legge bene, la verità è chiara: neppure vent’anni basteranno!

Lo studio è stato effettuato dall’Eurac e cofinanziato dall’Unione Europea. Si intitola: “Bilancio della CO2: Sostenibilità della Galleria di base del Brennero in rapporto alle emissioni di CO2”. E’ lungo 378 pagine, contiene centinaia di grafici e tabelle e migliaia di dati. E’ stato consegnato nella sua ultima versione il 15 dicembre del 2010, ma finora non è stato mai reso noto integralmente. E leggendolo si capisce perché.

Lo studio dimostra infatti che il BBT è un progetto insostenibile: i suoi consumi energetici, espressi in tonnellate di gas serra (CO2), sono enormi, tanto che per compensarli ci vorranno almeno 20 anni di esercizio a pieno regime a patto che si realizzino le condizioni ottimali di progetto, condizioni che sono già state ampiamente smentite.

Prima decenni per distruggere, poi altri decenni per compensare, alla fine il risultato è zero: il BBT è un’opera insostenibile!

Quello Eurac è uno studio di enorme interesse pubblico, pagato con denaro pubblico. Il Gruppo Verde ne ha richiesto l’accesso alla BBT SE e questa, memore di precedenti figuracce, stavolta l’ha prontamente fornito. Il Gruppo Verde mette ora a disposizione di tutte le persone interessate il documento, che è scaricabile a questo link:

https://www.dropbox.com/s/a93kg4cs7w9aydu/BilancioCO2_BBT.pdf

LA SINTESI DELLO STUDIO EURAC (da pagina 216 in poi).

Costo in emissioni di CO2 delle varie fasi della costruzione del BBT:
Scavo gallerie: 130.000 tn CO2
Costruzione (compresa produzione calcestruzzo e acciaio): 1.941.000 tn CO2
Trasporto smarino: 20.000 tn CO2
Cantieri: 188.000 tn CO2
Accesso Sud, Lotti 1 (Fortezza-Ponte Gardena) e 2 (passante Bolzano): 886.591 tn CO2
TOTALE: 3.166.942 tn CO2

Nota Bene: Dal calcolo sono stati esclusi gli altri lotti che completano l’accesso Sud: la circonvallazione di Trento, l’innesto di Verona e le tratte di completamento della Bassa Atesina e del Trentino. Anche queste sono indispensabili per il pieno esercizio del BBT, i cui treni altrimenti dovrebbero correre sulla vecchia linea, con fatali colli di bottiglia. Se si aggiunge anche questi tratti le emissioni di CO2 si moltiplicano di diverse volte!

Lo studio afferma che, messo in esercizio, il BBT dovrebbe consentire di risparmiare una quantità pari di CO2 in 20 anni.
Ma a patto che si realizzino due precise condizioni:

1° Che i volumi di traffico di merci lungo l’asse del Brennero aumentino come previsto dal progetto BBT, cioè almeno del 2% all’anno. Solo in questo modo si hanno a disposizione le quantità di merci da spostare dalla strada alla ferrovia (secondo Eurac circa 300 milioni di tn) che consentono di risparmiare l’equivalente di CO2 spesa per la costruzione dell’opera.

2° Che siano adottate politiche dei trasporti che favoriscano la ferrovia rispetto alla strada, in totale controtendenza rispetto a quanto successo fino ad oggi.

QUESTE DUE CONDIZIONI SONO FINORA SMENTITE DAI FATTI:

1° L’aumento di merci previsto non si è verificato. Altro che almeno più 2%: ad oggi siamo fermi ai volumi del 2004. Nel 2012 dal Brennero sono passate 40,2 tn di merci, il 3,7 IN MENO del 2011. Nel progetto BBT sono previste 53,7 milioni di tonnellate nel 2015: nella realtà (fortunatamente!) saranno molte di meno. Dal 2008 i transiti merci sono in calo costante: per la crisi, certo. Ma non è detto che riprendano alla sua fine (quando mai sarà). Sembra piuttosto che in fatto di transiti merci si sia raggiunta la saturazione e non sia più ipotizzabile una crescita lineare all’infinito.

2° Politiche a favore della rotaia non se ne sono viste. Anzi: nel calo dei transiti, la rotaia ha perso e la gomma ha aumentato. Dal 2011 al 2012, per esempio, la gomma è passata da 28,2 milioni di tn a 29,5. La rotaia è passata da 14,1 milioni di tonnellate a 11,2 milioni.

VALUTAZIONE:
1. Le emissioni di CO2 che verranno prodotte per costruire l’intera nuova linea del Brennero sono state sottostimate.
2. Le possibilità di risparmio di CO2 consentite dall’esercizio del BBT sono state sovrastimate.
3. I transiti merci necessari a dare senso all’opera non aumentano ma sono stabili o diminuiscono.
4. Le politiche a favore della rotaia non si vedono, tanto che la rotaia perde continuamente volumi di merce. Senza tali politiche, lo studio dimostra addirittura che la costruzione del BBT sommata al traffico merci comporterebbe addirittura un peggioramento del bilancio di emissioni di gas serra che non nell’ipotesi che il BBT non venisse costruito! (vedi grafico pagina 219 dello studio).

Lo studio dimostra scientificamente quanto i movimenti ambientalisti, le iniziative civiche e noi Verdi diciamo da anni: alle attuali condizioni il BBT è un’opera insostenibile dal punto di vista ambientale, con tempi di compensazione del consumo di risorse ed energia che si misurano nell’arco di decenni.
Intanto gas di scarico e rumori sono un attentato quotidiano alla qualità della vita e alla salute delle persone che vivono lungo l’asse del Brennero.

Serve una svolta radicale nelle politiche dei trasporti, per soluzioni immediate, efficaci e a costo zero. Misure che tutti conoscono (borsa dei transiti alpini, limiti di velocità, divieti notturni e selettivi), ma che la politica finora non ha voluto adottare poiché insegue il miraggio di “grande opera” insostenibile.

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