A MALLES, LA SERA PRIMA DEL REFERENDUM ANTI-PESTICIDI

 

refemalles

Un trattore si muove lentamente tra i filari di mele. Si alzano nuvole bianche alte tre volte gli alberi, si allargano, si inclinano spinte dal vento, oltrepassano la strada, volano verso l’abitato. Il trattore passa e ripassa filare per filare. Le tracce dei pesticidi verranno ritrovate poi nei pachi pubblici, nei giardini privati, nei cortili delle scuole, nei torrenti, sulle coltivazioni biologiche che così rischieranno di perdere il loro marchio di qualità.
E’ la sera di martedì 19 agosto, sono a Malles, alla vigilia di un referendum che somiglia a una rivoluzione. E’ l’assemblea conclusiva della campagna e la Casa della Cultura è strapiena.

Dalle 8 di venerdì 22 agosto alle 12 di venerdì 5 settembre Malles vota se dichiararsi comune “libero da pesticidi” o no. Il quorum è fissato al 20%, le previsioni propendono per il sì. Lo dice anche il fronte del no: “Tra salute e mele, è chiaro che la maggioranza sceglierà la salute”. La potente lobby dei pesticidi si sente improvvisamente minoranza.
I filmati dei trattori che spruzzano giorno e notte dicono già tutto. Poi tocca ai promotori aggiungere argomenti difficilmente contestabili. Che i pesticidi fanno male alla salute. Che l’agricoltura va anche senza, anzi meglio. Che le nuvole di veleni non si fermano ai confini delle proprietà di chi spruzza, soprattutto in Alta Venosta, famosa per il suo vento forte e costante, il Vinschger Wind, da sempre simbolo di una valle disobbediente.
Anno dopo anno la (mono)coltura estensiva delle mele risale la valle e mangia il terreno per le coltivazioni biologiche, che qui, in questa sala, vengono considerate il futuro sostenibile dell’agricoltura. Anche il turismo è danneggiato. E la salute di tutti e tutte.

Parla Johannes Fragner Unterpertinger, il farmacista del paese, promotore del referendum, che ha subito attacchi di ogni genere, anche alla sua persona. Parla Günther Wallnöfer, giovane bio-contadino di Laatsch, lui la campagna la conosce. Parla Peter Gasser, veterinario di Malles. Parla Martina Hellrigl, architetta, voce di Hollawint, il “Netzwerk für nachhaltiges Leben”. Parla Elisabeth Viertler, pediatra, della salute di bambine e bambini e dei loro inquinati cortili scolastici. Parla Albert Prizzi, forestale, che vorrebbe avere la possibilità di fare prelievi e monitorare la deriva dei pesticidi, ma la Provincia gli ha detto che non è compito suo. Parla Josef Gruber, coltivatore di verdure e cereali (si punta al loro ritorno in quella che tradizionalmente era la “Kornkammer Vinschgau”). Parla il dottor Wallnöfer, decano dei medici di base dell’alta valle. Parla Koen Hertoge, che va e viene dalla Svizzera, informatissimo tramite PAN Italia (Pesticide Action Network). Parlano turisti, madri, cittadini.

Parla l’assessore Schuler, cerca di salvare capra e cavoli: “bisogna sedersi tutti a un tavolo!”, ma fa due gaffe: delegittima il referendum (“In Svizzera su una materia così non si potrebbe votare!”. Figuriamoci) e cerca di ridimensionare la pericolosità dei pesticidi (“le ricerche di cui dispone la Provincia non dimostrano un’incidenza di malattie superiore in Venosta rispetto alla Pusteria” (gli viene risposto ricordando che il campione usato era ridicolo). “Coraggio assessore, Lei potrebbe essere l’uomo della svolta nell’agricoltura sudtirolese!” lo incita Friedrich Haring, moderatore della serata.
I promotori e le promotrici del referendum sono molto fiduciosi, molto convinti e molto – moltissimo stanchi/e. Alle spalle hanno mesi di campagna e dall’inizio di agosto altre 7 serate in ogni frazione del comune: Schlinig, Planeil, Burgeis, Tartsch, Laatsch, Matsch, Schleis… Ora desiderano solo che si cominci a votare. Siamo al traguardo.

“Abbiamo voluto tenere i partiti fuori dalla porta – dice Johannes il farmacista – volevamo una discussione tra cittadini e cittadine su un tema concreto”. L’unico politico che ringraziano, oltre al sinsaco Ulrich Veith (che ha tenuto duro nonostante le pressioni della Provincia a far saltare la consultazione), è il nostro deputato verde Florian Kronbichler: “Con un’ora di colloquio ha convinto la Commissaria del Governo a dare il via libera al referendum”. Erano infatti scaduti dei termini e la prefettura voleva annullare il voto. Florian l’ha convinta a riaprirli, e così si vota, anche se 15 giorni dopo il previsto. “Danke Flor!” ringrazia il farmacista. E il deputato, in sala, gli rilancia un sorriso. Io gli siedo accanto e mi guardo intorno orgoglioso.
Poi la serata finisce. Ma le chiacchiere durano fino a tardi.

In Consiglio provinciale è arrivata una legge che contiene un articolo sui pesticidi. Io sono membro della 2 commissione legislativa, quella sull’agricoltura e l’ambiente, e ho portato le fotocopie. Le distribuisco. Si discute. Chiedo come si possa migliorare. Chiedo al sindaco, chiedo alle persone del comitato. Arrivano tante buone idee. Che la Provincia si impegni a monitorare la diffusione dei pesticidi con indagini almeno biennali. Che ai comuni venga riconosciuto il diritto di emanare regolamenti più restrittivi. Che ci siano sistemi di controllo efficaci. Tutto questo confluirà in un emendamento che presenterò in commissione, frutto di tante teste e di tante voci.
Ora a Malles guardano in tante e tanti in tutta la provincia, in Italia, in Germania, in Svizzera e Austria (vengono citati documenti e mail di solidarietà). Malles, esperienza pilota per un’agricoltura senza veleni.

Stasera anche la politica mi appare una bellissima avventura.

Scritto tra Malles e Bolzano, nella notte tra il 19 e il 20 agosto 2014

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3 thoughts on “A MALLES, LA SERA PRIMA DEL REFERENDUM ANTI-PESTICIDI

  1. Grazie Riccardo, hai descritto molto bene l´atmosfera e i contenuti della serata a Malles!

    Grazie anche per il tuo e il vostro sostegno.

    Friedrich

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