AUTONOMIA – Diario dalla “Convenzione”: Ancora “los von Trient”?

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Venerdì 9 settembre 2016 – Kompatscher ha convinto Durnwalder a restare nella Convenzione. E lui continua a fare da sponda agli Schützen e alla destra sudtirolese. A farne le spese sono la Regione e il Trentino.

Resta o non resta? Per una settimana i giornali se lo sono chiesto e ieri sera è arrivata la risposta: Durnwalder resta (almeno per ora). Spostando però verso destra l’asse della discussione. Più che una seduta della Convenzione quella di ieri sera sembrava la Parteileitung della Svp. Per due ore e mezzo le 4 o 5 anime del partito hanno discusso, litigato, cercato il compromesso. Il punto era la Regione, che nel disegno di legge costituzionale dei senatori Svp e trentini perde qualcosa (l’ordinamento dei comuni) e in cambio qualcosa acquista (a spese dello Stato). Alla fine il compromesso è stato: la Regione viene esclusa dal discorso. Compromesso che le diverse Svp interpretano ognuna a modo suo: Durnwalder che la Regione va abolita, Tschurtschenthaler che di Regione si è già parlato in un’altra sessione, altri che la Regione “in questa forma” (inciso furbetto dei sindaci) nessuno l’accetta più, il senatore Berger che la Regione come l’hanno messa nella proposta di legge è una pura concessione ai Trentini, “altrimenti a Roma ci troviamo soli”, ma è ovvio, sowieso, “siamo stati tutti e sempre per cancellare la Regione”. Così alla fine ci siamo alzati senza capire bene questa benedetta Regione che fine avesse fatto.

La seduta era iniziata con la spiegazione di Berger e Palermo sul loro disegno di legge. E’ una “lista dei desideri” – ha spiegato Palermo – che non ha nessuna possibilità di essere approvata: “non ci sono più nemmeno i tempi tecnici”. Un messaggio a Renzi, insomma: tu porti più competenze per lo Stato, noi le vogliamo per la Provincia e qualcuna anche per la Regione (per far contenti i Trentini, continuava a precisare Berger). Anche su questo “nessuna speranza che venga approvata” Berger oscillava, parlando di “possibili risultati se siamo realisti” (e ci portiamo dietro i Trentini).

Non so cosa si erano detti a mezzogiorno Kompatscher e Durnwalder nel loro incontro riservato, ma il discorso di Berger all’ex Landeshauptmann non è piaciuto per nulla. “Noi qui facciamo di tutto per abolire la Regione e voi a Roma la rafforzate? O l’uno o l’altro!”. E si è tirato dietro tutta l’ala destra sudtirolese, dagli Schützen al sindacato etnico. Il Tschurtschy è intervenuto per ammansire il vecchio: “Dai Luis, anche tu hai governato 25 anni facendo compromessi coi Trentini”, ma invece di calmarlo l’ha fatto incavolare ancora di più: “Io ho sempre e solo tolto competenze alla Regione – ha risposto Durnwalder, facendone l’elenco – senza mai dare nessuna contropartita. Nessuna! Mai!”. Ma dai, ma dai, hanno insistito tutti e tutte le altre: “Ovvio che siamo per cancellare la Regione, ovvio che su questo anche qui al Konvent c’è largo consenso”.


Un momento, che “largo consenso”?
Intervenendo ho voluto ricordare che di Regione ne avevamo già discusso (qui ero col Tschurtschy) ma le opinioni emerse erano non una ma tre: abolire la Regione, la Regione “leggera” (la mia) e la Regione così com’è – anzi, più qualcosa. Già che c’ero ho proposto anche di tenere una seduta congiunta noi 33 della Convenzione bolzanina e i 25 della Consulta trentina, perché è inutile prendersela con la Regione tra di noi senza confrontarsi con loro – la riforma dello Statuto o si fa insieme o non si fa. Apriti cielo. “Nessuna seduta congiunta coi Trentini – si è messa di traverso la pattuglia degli Schützen – semmai uno scambio continuo di informazioni con la potenza tutrice Austria”. Così può diventare semplice la faccenda. Anche Andreas Widmann, perfino lui che nella Convenzione è voce moderata della Svp, è subito intervenuto per dire che “la Convenzione è un luogo di confronto tra sudirolesi”. Quindi niente Trentini. Brutta cosa, inomma, questa dei Trentini. E non isolata. Quando la vicepresidente Laura Polonioli ha comunicato di aver partecipato alla seduta di insediamento della Consulta a Trento, è arrivata la reazione innervosita di una persona solitamente pacata come Renate von Guggenberg, dell’avvocatura della Provincia: “La vicepresidente va a Trento e qui nessuno ne sa nulla?”. Nervi a fior di pelle, dunque, ogni volta che si cita il Trentino.


Siamo lontani anni luce dalle celebrazioni del Degasperi-Gruber.
La Regione è stata un’imposizione, un’inganno” ha ribadito Durnwalder. Il quale continua sì a “collaborare nella Convenzione”, ma col ruolo di sponda della destra sudtirolese. Che senza di lui perderebbe peso, ma con lui ha un leader d’esperienza che quando parla tutta la Svp si mette sull’attenti. Vedremo se per Kompatscher è stata davvero una vittoria convincere l’ex Presidente a restare.

Negli ultimi 45 minuti, all’inizio in un clima un po’ irreale, è stata conclusa la discussione sulle competenze. La tendenza prevalente è la Vollautonomie per il Sudtirolo. Ma chi garantisce le competenze, anche esclusive, da possibili impugnazioni da parte dello Stato delle nostre leggi? Qui c’è stato un interessante confronto tra giuriste. Per Renate Von Guggenberg bisogna “trovare meccanismi che garantiscano le nostre competenze”. Per Laura Polonioli, poiché accavallamenti di competenze tra Provincia e Stato sono inevitabili, bisogna trovare procedure di conciliazione che prevengano il conflitto davanti alla Corte Costituzionale. Io ho invitato a considerare le due cose non alternative ma complementari. La riunione è finita così, con di nuovo tutto a posto e niente in ordine. (La prossima volta il tema è l’autodeterminazione – capirai!).

 

 

 

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