Seelenarbeit für die Schublade

riccardo-ff

DIARIO DALLA CONVENZIONE – L’intervista al settimanale ff sulla riforma dello Statuto, le promesse non mantenute e che fare, a questo punto, del “Konvent”

ff: Sind Sie eigentlich ein sehr geduldiger Mensch, Herr Dello Sbarba?

Riccardo Dello Sbarba: Ja doch, das bin ich. Warum fragen Sie?

Man muss schon einen sehr langen Atem oder ein gutes Sitzleder haben, Stunden um Stunden in diesem Autonomiekonvent zu sitzen.

Oder aber man muss sehr motiviert sein. Und das bin ich. Ich gebe aber auch zu, dass der Konvent meine Geduld oft strapaziert. Wir Grüne haben immer schon gesagt, dass es eine gute Idee ist, das Autonomiestatut mittels eines Konvents zu reformieren. Wir waren auch die Ersten, die zu Beginn dieser Legislatur einen entsprechenden Gesetzesentwurf eingebracht haben. Im Grunde sagen wir bereits seit 1992, seit der Streitbeilegung, dass es eine dritte Phase der Autonomie braucht. Wir dachten, dass dieser Konvent die Gelegenheit dazu wäre.

Continua a leggere “Seelenarbeit für die Schublade”

Annunci

AUTONOMIA, Diario dal Konvent. L’asse Svp-Schützen seppellisce la Convenzione

thinkstockphotos-487828207_grey

Documento conclusivo spostato ancora più a destra nello sprint finale. La bomba dell’autodeterminazione piazzata nel preambolo. Rigettata qualsiasi apertura per la convivenza. Via la Regione e, con essa, i Trentini. Ma non finisce qui: io e la vicepresidente Polonioli presenteremo insieme un documento di minoranza.

Venerdì 16 giugno – “Mi pare che la maggioranza di voi voglia che il termine autodeterminazione compaia esplicitamente nel documento finale. Noi giuristi avevano preferito indicarlo senza citarlo. Però, se volete l’autodeterminazione, allora avrete l’autodeterminazione”: sono passate le nove di sera quando il professor Roberto Toniatti rende esplicita la deriva a cui il Konvent è arrivato.

Nella volata finale l’asse Svp-Schützen si ricompone e sposta ancora più a destra il risultato, nonostante il tentativo del team giuridico (Toniatti, Happacher, Von Guggenberg) di moderare i toni. Il risultato è un documento approvato solo dalla parte tedesca con il dissenso di quasi tutta la parte italiana. Perfino Toniatti, alla fine, dichiarerà di non essere più d’accordo. Peggio di così, la Convenzione non poteva andare.

Continua a leggere “AUTONOMIA, Diario dal Konvent. L’asse Svp-Schützen seppellisce la Convenzione”

AUTONOMIA, Diario dalla “Convenzione”: Minoranza, tutele e libertà

tafel_rosa

Venerdì 8 luglio 2016. Dunque oggi siamo arrivati al dunque: la “tutela delle minoranze”. Che sarebbe come dire: “convivenza”. Invece si parte dal “Minderheitenschutz” e questo la dice già lunga.

Quindi mi iscrivo al volo, scavalcando Durnwalder, che per una volta arriva secondo. Attacco con la domanda: “Che significa tutela delle minoranze nell’anno 2016, rispetto al 1972 dello Statuto?”. Semplice: è cambiato il mondo.

Continua a leggere “AUTONOMIA, Diario dalla “Convenzione”: Minoranza, tutele e libertà”

Gemma e la patria

LA TERRA E LE RADICI, LA HEIMAT E IL MONDO, LA RAGIONE E I SENSI.

LE RIFLESSIONI DI GEMMA BERTAGNOLLI, SOPRANO DALLA VOCE BELLISSIMA, DALLA FAMA MONDIALE E DAL PENSIERO LANCIATO OLTRE L’ORIZZONTE.

Caro Riccardo, mancavi al dibattito seguito alla proiezione al filmclub del film “Die Walsche” la scorsa settimana. Ero impressionata; ancora tutti lì a contemplare il proprio ombelico, mentre il mondo cammina veloce. Sentivo nostalgia  di uno sguardo non reso cieco dai pregiudizi e da decenni degli stessi racconti.  Tutti lì a decidere cosa sia e chi abbia più diritto ad amare la patria.

Avrei da ridire su quasi tutto ciò che ho sentito l’ altra sera.  Aprofitto per dire la mia hic et nunc. La patria è una questione di sensi:  odore, sapore, vista, gusto, tatto ed al contrario la terra è una questione di economia e di politica…

La lezione che mi ha dato il sentirmi straniera nella terra in cui sono nata io, mia mamma, mio nonno, e dove risiede gran parte della mia famiglia, che condivide sangue e cromosomi e comprende gente che parla in italiano ed in tedesco, ebbene la lezione che ho imparato è il rispetto della terra, non perché la possediamo, ma perché la attraversiamo da ospiti, per la breve durata del nostro viaggio…

Il confine della patria è la nostra pelle, patria è quello che sta sotto, pensieri, emozioni, memoria, progetti, viscere…

Questo è ciò che possediamo, il resto sono territori segnati, illusioni di possesso, materiale da propaganda.

Quando sento la parola ” radici”, mi viene da pensare a ” lacci”.

Le radici impediscono di muoversi, quasi che questo entrare nella terra sia un modo per possederla a buon diritto, concetto pericoloso…

Mi piace pensare che finalmente potremmo parlare di cultura: sapori, tradizioni antiche, profumi, valori trasmessi dai nonni, nostalgie, memoria, riconoscimento, identità.

Tutto questo meraviglioso patrimonio risiede sotto la pelle di ogni individuo e non è necessariamente legato al possesso,  ma all’ identità, non certo all’esclusiva su un territorio.

La terra accoglie tutti ed è il grado di rispetto che le portiamo a distinguere i comportamenti migliori.

Da tutta la vita mi chiedo quale sia il mio posto, per questo mi accaloro tanto, cerco di capire , ma spesso le cose che sento non fanno che ributtarmi indietro…

Riccardo,  grazie per avermi accolta !

Gemma

(Gemma è nata a Bolzano, dove ha casa (con Firenze, suo “altro ritorno possibile), canta con successo le parti più famose, da Susanna a Nannetta fino a Pamina ed all’ultima Sophie del Rosenkavalier, con grandi direttori come Metha , Gatti, Gelmetti, Benedetti Michelanfgeli e registi come Ronconi, Miller, Joel, nei più grandi teatri: la Scala, il Maggio Musicale Fiorentino, i Festival di Pesaro o di Salzburg, Parigi, Tokyo, Monaco, Berlino, Amsterdam… Poi ogni tanto torna a Bolzano, dove riposa il suo sguardo su questa terra di diverse lingue e culture).

Piove su Hofer

L´ANNO SANTO HOFERIANO NON POTEVA CONCLUDERSI MEGLIO: CON “REGEN ÜBERS LAND”  HANS KARL PETERLINI DISSACRA LA MITOLOGIA  DELL’EROE E DELL’AMOR PATRIO.

Un editoriale – recensione di Florian Kronbichler.

L’Andreas Hofer, nostro eroe nazionale, era in verità il contrario della propria legenda. Un guerrigliero tentennante e pentito. Un fallito. Un eroe caso mai fu quel tale Raffl che nella storia tirolese è entrato quale traditore dell’Hofer, il Giuda della situazione, insomma. Era figura squallida, vittima prima che protagonista del proprio destino, ma almeno era lucido. Giuda Raffl si rese conscio per primo dell’inutilità, anzi dell’idiozia di tutta quell’impresa marziale.

La santina Katharina Lanz, “ragazza di Spinges”, che avrebbe buttato giù dal muro del cimitero i granatieri napoleonici scannandoli con la forca da letame? Altro che Jeanne d’Arc del Tirolo! Erano allucinazioni di un’anima infantile turbata dalle croniche violenze sessuali subite in stalla da parte del suo padrone-contadino. E vogliamo tacere di padre Joachim (Haspinger), cappuccino fanatico oltre che opportunista e – già che siamo in tema – pure lui complessato da frustrazioni psichiche, sessuali per di più.

Continua a leggere “Piove su Hofer”

Bye Bye Hofer

Col Duemilanove  il bicentenario finisce

e porta via i casini, i bisticci, le risse.

Per l’eterno riposo cui finalmente ritorno

sombrero e scimitarra son solo un ingombro.

Una preghiera infine per il Presidente,

al prossimo “Anno Nove” – bitte – non mi svegliate per niente.

(dalla “Zett” del 27 dicembre 2009)

N.C.Kaser

kaser
alto adige
alto fragile
reiseland
durchgangsland
niemandsland

andreas hofer
laeßt sich
nicht ver(d)erben
aber der sarg
ist noch offen
n.c. kaser
(1968)

Er schreibt nur Negatives, er schimpft nur immer über die Südtiroler über die ‚Großkopfeten’, die Gastwirte, die Landesregierung, die Politiker, die Deutschen, die Österreicher…. Anonym, SVP-Parteiorgan Volksbote, 27.4.1978

Anime salve

“Sono state giornate furibonde, senza atti d’amore…”  dice Fabrizio de André. E’ proprio vero. E allora serve una pausa per rigenerarsi.

Vi lascio per un po’ di tempo con questo regalo: un bellissmo video presentato da uno studente di 18 anni alla maturità. Finché ci sono ragazzi così delicati e intelligenti, c’è speranza.

Un video sulla libertà, la democrazia e l’uguaglianza. Con le note di Fabrizio, di cui quest’anno ricorrevano i 10 anni dalla morte (meravigliosa e commovente la mostra di Genova). Erano anche i 40 anni dal concerto di Woodstock. Questo per dire che al mondo non esiste solo Andreas Hofer.

Delle  due canzoni che fanno da colonna sonora trovate i testi qui sotto. A presto.

Continua a leggere “Anime salve”

Cercasi Uni

uni-bzSTUDENTI CHE NON SEMBRANO STUDENTI. DOCENTI CHE NON SOMIGLIANO A DOCENTI. E PER CONTENITORE, UN BUNKER.

CHE RAZZA DI UNIVERSITA’ E’ – LA LIBERA UNIVERSITA’ DI BOLZANO?

Un mio articolo per “Skolast”, rivista della Südtiroler Hochschülerschaft, l’associazione degli studenti universitari sudtirolesi.

Giovedì 30 ottobre un corteo di studenti ed insegnanti delle scuole superiori ha attraversato Bolzano. Duemila, dice la polizia. Protestavano contro la riforma della ministra Gelmini, che taglia centinaia di milioni di finanziamenti e migliaia di posti di lavoro in tutto il settore dell’istruzione, dalle elementari all’università. Tanti altri cortei attraversavano tante altre piazze d’Italia, fino a Roma dove sfilavano un milione di persone. A Bolzano erano duemila, secondo la polizia.

Quando il corteo è arrivato davanti all’università, in piazza Sernesi, la scena è stata desolante: studenti e studentesse dell’Ateneo se ne stavano seduti al bar della Lub dentro e fuori, indifferenti, mentre altri si affacciavano dalla terrazza in alto, con lo sguardo di chi vede passare per strada un circo di saltimbanchi. A quella vista, gli studenti delle scuole superiori in sciopero hanno cominciato a scandire: “Vergogna, vergogna…” rivolti ai loro colleghi più grandi che li contemplavano indifferenti tra bar e terrazza.

Continua a leggere “Cercasi Uni”

Virtù Verdi

Era il novembre del 1978 quando Alexander Langer entrò per la prima volta in Consiglio provinciale con la lista Nuova Sinistra – Neue Linke.  Da allora sono passati 30 anni. Il gruppo consiliare verde ha pubblicato un libretto che ripercorre questi 30 anni di Verdi-Grüne-Verc nel Südtiroler Landtag. La storia è scritta con ironia e spirito critico da Florian Kronbichler, il miglior giornalista del Sudtirolo. A me è stato affidato l’ultimo capitolo, che parla del futuro. Lo pubblico qui.

 

LE VIRTU’ VERDI DI CUI ABBIAMO BISOGNO

 

E per i prossimi trent’anni? Vorrei chiedermi di quali “virtù verdi” avrà ancora bisogno l’Alto Aldige – Südtirol nel suo futuro.

La prima è la convivenza quotidianamente vissuta. Quello verde è l’unico movimento politico della nostra terra in cui italiani. tedeschi e ladini (e ultimamente anche immigrati) abbiano deciso ostinatamente di agire insieme e insieme lavorare nelle istituzioni. Dico “ostinatamente deciso” perché questa scelta non è affatto facile o scontata ed anzi deve essere ogni giorno rinnovata. La via più semplice è stare coi propri simili e comunicare in una lingua sola: scorciatoia di tutti i movimenti quando diventano stanchi e si rassegnano.

Continua a leggere “Virtù Verdi”

Catinaccio, ecco il progetto

Il tracciato del nuovo impianto
Il tracciato del nuovo impianto
il progetto della Latermar Carezza Srl
il progetto della Latermar Carezza Srl

Questa è la mappa ufficiale del progetto per un nuovo impianto di risalita dai piedi della Roda Di Vael fino al Moseralm. Si tratta di materiale originale depositato dalla società “Latemar Carezza Srl” presso il comune di Nuova Levante. Notate come quasi metà impianto stia dentro i confini della zona di protezione e del progetto “Dolomiti patrimonio dell’Umanità” dell’Unesco (in verde).

Fa piacere che l’assessore all’ambiente Laimer abbia dichiatato oggi ai media che lui è contrario a quel progetto, poiché si tratta di un nuovo impianto e nuovi impianti non sono previsti nel piano decennale delle piste da sci, che scade tra tre anni. Preoccupa invece che il presidente Durnwalder abbia dischiarato che sul tavolo della Giunta provinciale non è arrivata alcuna richiesta. Visto che il progetto è stato approvato dal consiglio comunale di Nuova Levante in febbraio, non è possibile che non sia stato inoltrato in giunta provinciale come prevede la procedura.

Queste affermazioni fanno venire il sospetto che dopo le elezioni Durnwalder abbia tutta l’intenzione di spingere il progetto. E tre anni passano in fretta.

Per questo è importante che nella prossima sessione di Consiglio (1-3 ottobre) venga votata in aula la nostra mozione contro l’impianto (riportata nel commento 8 del post precedente “Fermiamo l’assalto alle Dolomiti”) , che si trova all’ordine del giorno punto nr. 47 (ma i primi 30 sono punti che vengono saltati e non si trattano più). Sarà difficile per la giunta e la Svp votarci contro, dopo le afermazioni di Laimer.

 

Continua a leggere “Catinaccio, ecco il progetto”

No all’autocensura

Sono felice che la direttrice del Museion Corinne Diserens e il presidente Luis Lageder abbiano annunciato di non volersi piegare al diktat della Giunta provinciale. L’eventuale decisione – a risicata maggioranza – del Cda di rimuovere l’opera di Kippenberger a 20 giorni dalla fine della mostra farebbe ridere l’Europa e comprometterebbe la credibilità del Museion: chi vorrebbe esporre le proprie opere in un museo dove comanda la politica?

Invito dunque i 5 rappresentanti della Provincia a NON PORRE domani, nella riunione del consiglio di amministrazione, la questione del cambiamento di allestimento della mostra, se non vogliono diventare responsabili di un atto che liquida la dignità del Museion e ne mette in minoranza il curatorio, la direzione artistica e la fondazione.

 

Contrariamente a quanto dice il presidente Durnwalder, la eventuale censura della mostra non scaturirebbe affatto da una “autonoma decisione”. Basta vedere la sequenza degli avvenimenti:

  • Lunedì 25 agosto il talebano Franz Pahl incontra Durnwalder e minaccia di ritirare la propria candidatura nella lista Svp se la rana resta.
  • Martedì 26 agosto 4 membri del Cda nominati dalla Provincia incontrano Durnwalder e lì improvvisamente “si convertono” all’idea di rimuovere l’opera.
  • Giovedì 28 agosto, cioè domani, il Cda dovrebbe decidere la censura su proposta dei rappresentanti della Provincia.

Se andasse così, si tratterebbe di una “guerra lampo” della politica, e in particolare della Svp, a fini puramente elettorali: si vuole tranquillizzare l’ala fondamentalista del partito, che ha posto un esplicito ricatto. Pahl siede da 25 anni in consiglio provinciale e come al solito non ha aperto bocca fino all’ultimo momento, quando ha trovato una rana da cavalcare per garantirsi l’elezione. Dovesse ritirare la sua candidatura, per l’Alto Adige sarebbe una buona notizia. Pahl può mettere sotto ricatto la Svp, ma non tutte e tutti noi.

 

Nella Svp continua lo spostamento a destra. Attraverso la Lega, la Volkspartei si prepara alla collaborazione con Berlusconi e i suoi esponenti locali, mentre nei programmi la Stella Alpina rincorre le spinte più oscurantiste e xenofobe.

Bisogna dire un chiaro no a questa frana a destra, che rischia di precipitare l’Alto Adige indietro di 30 anni e rendere questa terra incivile. Vanno difesi con forza tutti gli spazi di libertà e libero pensiero. E un Museo d’arte contemporanea o è questo, o non è.

La rana siamo noi

rana

Forza Museion, resisti.

Non ascoltare i cacciatori di rane.

  

Così nella Svp è caduta un’altra diga, quella del rispetto dell’arte e della cultura. Chiedono la messa al bando dell’“arte degenerata”. Bisogna indignarsi. Un mese fa avevamo festeggiato l’ingresso dell’Alto Adige nella contemporaneità. Oggi mezzo mondo ride di noi.

Passerà alla storia come l’estate della rana, un caso per nulla artistico e tutto politico. Senza elezioni in autunno il povero ranocchio sarebbe passato inosservato. Tale era passato la mattina dell’inaugurazione. Io c’ero, posso testimoniare.

Continua a leggere “La rana siamo noi”

Censura

ranaLa richiesta dell’Obmann Svp di eliminare un’opera d’arte esposta al Museion è un indecente tentativo di censura che, se accettato, getterà discredito sull’Alto Adige e sulla sua immagine di terra tollerante ed accogliente.

Si può – anzi si deve – discutere dell’arte e delle sue opere, ma se la rana crocefissa di Martin Kippenberger dovesse davvero essere rimossa, vorrebbe dire che il Museion di Bolzano è sottoposto ai diktat della politica e che a Bolzano un artista non può esporre le sue opere senza prima passare al vaglio della censura. Bolzano diventerebbe una piazza da cui gli artisti che tengono alla propria dignità si terrebbero da ora in poi ben alla larga.

Non è questo che merita la città che si vuole candidare a capitale europea della cultura per l’anno 2019. Non è questa una città che vuole vivere nella contemporaneità, cercando di partecipare alla costruzione del futuro. Il mondo è anche troppo tormentato dal fanatismo e dal fondamentalismo e chi vuole dare una lezione di civiltà e di pace deve dimostrarsi aperto e tollerante. L’opera contestata è stata fin dall’inizio strumentalizzata per sollevare una polemica interessata in vista delle elezioni. Sarebbe inaccettabile che tali interessi di bottega minassero la credibilità e il prestigio del Museion appena aperto, in cui tanti cittadini sperano e credono.

Non si porta rispetto al Papa, facendo corrispondere la sua vacanza in Alto Adige con un caso di censura che farebbe scandalo in tutto il mondo civile.